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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol

Droga: Lorenzin,molti incidenti stradali a causa quarantenni

 ROMA "A guidare sotto effetto di alcool o stupefacenti spesso non sono i ventenni, come si potrebbe immaginare, ma i quarantenni che non hanno voglia di crescere" e in molti casi "fanno uso di sostanze sintetiche che non risultano nei test antidroga" perché "si tratta di molecole nuove". E' quanto commentato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel corso del sopralluogo odierno al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma.

"Tra i molti accessi al pronto soccorso - ha riferito, infatti, al ministro, il direttore del Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea) del Policlinico, Claudio Modini - una buona parte è rappresentata da motociclisti che hanno avuto traumi dovuti a incidenti stradali. Si tratta molto spesso di quarantenni che risultano essere in stato mentale alterato, perché sotto effetto di alcool o sostanze stupefacenti''. In particolare, ha aggiunto, "spesso verifichiamo che si tratta di droghe sintetiche sempre nuove", che vengono di continuo create e immesse sul mercato.

"Si tratta di un problema molto sottostimato e su cui non abbiamo dati certi, ma che è necessario approfondire", ha concluso Lorenzin, accompagnato nella visita dall'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta.(ANSA)

Alcol e giovani, di nuovo c’è soltanto il web

Michela Dell'Amico, Wired.it - Ognuno di noi si metta una mano sulla coscienza: a che età vi siete ubriacati la prima volta? Tra i 14 e i 16 anni, immagino, esattamente come accade oggi. L’ultimo allarme in fatto di alcol e giovanissimi è preoccupante: leggo che cominciano a 11 anni, a 16 vanno di cocktail, poi c’è Facebook che li istiga alla mattanza, e ben 500mila sono a rischio di morire ogni fine settimana, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

Personalmente, mi sono ubriacata la primissima volta insieme a mia madre, nel lontano 1986, quando, a nove anni, lei pensò fosse giunta l’ora di farmi assaggiare due sorsi del vino novello del nonno. Finimmo abbracciate a ronfarcela nel lettone alle 4 di pomeriggio, e la ricordo come una cosa tenera e mediamente folle. Ora, può benissimo darsi che la cosa mi abbia causato danni cerebrali irreparabili, e sicuramente sarà stato così anche per le prime sbronze insieme agli amici, puntualmente realizzate intorno ai 15 anni. Certamente ho guidato ubriaca appena compiuti i 18, qualche volta mi è capitato di star male e una volta sono anche svenuta. Poi basta: come dice il mio amico barista, poi sono diventata grande.


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"Ti nomino, devi bere entro 24 ore", adolescenti e alcol ai tempi di Facebook

 BOLOGNA -«Nominatemi! Ho voglia di golarmi un birrozzo alla goccia!». L’appello di Alessio (i nomi sono tutti di fantasia, ma le storie no) su Facebook verrà presto esaudito e magari non per la prima volta. Scoppia anche a Bologna la moda importata dai paesi anglosassoni della “sfida della nomina”, il gioco rischioso e contagioso del Neknominate, di ingurgitare fino «all’ultima goccia», birra, superalcolici o intrugli vari: chi è “nominato” (Grande Fratello docet) posta sul suo profilo Facebook il video della performance alcolica e un istante dopo “nomina” almeno altri quattro amici e amiche che vengono chiamati a fare altrettanto nelle successive 24 ore, pena la punizione di pagare da bere al “nominante”. Una catena logaritmicamente tendente all’infinito, una sfida fine a se stessa in cui si mostra orgogliosi la propria solitaria esperienza sul web alla comunità degli amici. 

Un gioco che si sta diffondendo a macchia d’olio di giorno in giorno e che i carabinieri stanno cominciando a monitorare nell’ignoranza quasi completa di insegnanti e genitori, mentre invece non c’è ragazzino della superiori che non lo conosca, per esperienza diretta o per averne conosciuto le regole e le manifestazioni dai compagni di classe o di web (e ovviamente nessuno ti dice che l’esperienza l’ha fatta di persona). Per conoscerlo, basta partire da una qualsiasi ramificazione che porta a un qualsiasi adolescente di una scuola superiore. Ecco Marco che stappa una Peroni da 33 cc. e la scola in 40 secondi. Ed ecco quel che segue nei commenti: «Ahaahaha illegale!». «Mo st’estate te faccio beve l’equivalente in vodka mica quel piscio de peroni e vediamo se vai in giro a nominà gente». Segue: «Come un mio amico che in gita s’è scolato direttamente dalla boccia una bottiglia di vodka liscia». Segue: «Contavi pure le gocce che bevevi?». Segue: «Dovevi scolarti quella da 0,66 cos’è quella m... di birra?». 

C’è Alex che sta al gioco ma a modo suo: si fa vedere in primo piano seduto ad un tavolo e prepara il drink fai da te superproteico con limone, tè, nesquik, miele e un pizzico di autoironia: «Ecco fatto regaz». Un altro beve da una bottiglia di plastica una bevanda bianca, provocando una ridda di commenti sul contenuto, con sigle incomprensibili. Luca trasmette in video il suo ringraziamento per la nomina: «Mi sono deciso a fare questa c... ma non ho birra, mi arrangio con uno spritz». Due fidanzatini di un liceo festeggiano la nomina in birreria, con due pinte di birra. Lei dice: «Non ce la posso fare», ma alla fine finisce la birra d’un fiato anche se dopo di lui, che assicura «a me una birra non basta» e poi via con le nomine compresa quella di una amica, «le ricambio il favore perché mi aiuta in fisica» e stop al video con un bacetto sulle labbra. Sono parecchie le esibizioni in coppia, come quella di due che sembrano appena quattordicenni e quella di un’altra coppia di amici con le solite birre trangugiate in pochi secondi: «Ringrazio chi mi ha nominato per questo mezzo litro di m...», dice strabuzzando gli occhi uno dei due tra le risate dei presenti. Gli risponde Nadia nominata: «Oggi zero, sono ammalata, domani lo faccio». C’è una ragazza che porta la sfida un po’ più in là e si mostra con una tazzona di whiskey e la bottiglia sul tavolo. 

In Australia e negli Stati Uniti nelle ultime settimane sono stati decine i ragazzi finiti in coma etilico e una ventina i morti. A Bologna, dopo Milano, comincia l’allarme. 

quesito

Vorrei un consiglio... Serata con amici il mio lui esagera con il bere.. Fondamentalmente è una persona buonissima.. Ma per la prima volta non l ho riconosciuto, si era arrabbiato perche mi ero allontanata con delle amiche e lui voleva andare a casa, ma a me non aveva detto niente, torno in macchina e mentre scendevo mi sbatte la testa sulla macchina in modo abbastanza violento, poi tocca alla ragazza che guidava la insulta e le da una spinta, neanche la conosceva. Che imbarazzo. Perche si è comportato cosi? Non lo aveva mai fatto.. Ci capita di bere un po con gli amici ma questa volta mi ha fatto paura, con quella cattiveria verso me che dice di a marmi.. Lui non si ricorda, è pentito e si vergogna, devo scusarlo perche non era in se o secondo voi è uscito il suo vero carattere??? Grazie in anticipo..mi passano troppe cose per la testa.. Avrei bisogno di un consiglio.. Grazie di nuovo

Nel 2013 meno morti sulle strade (-12,3%). Pesano alcol e droga

 Meno morti sulle strade nel 2013, bambini e anziani restano le prime vittime e alcol e droga sono tra le principali cause degli incidenti(oltre il 20%). Sono alcuni dei dati elaborati dall'Osservatorio il Centauro istituito dall'Asaps, Associazione Sostenitori e amici della polizia stradale che ha fatto il bilancio dei più gravi eventi di pirateria stradale nel 2013, in totale 973. Sono 114 le persone che los corso anno hanno perso la vita, uccise da un pirata della strada, 1168 i feriti.

Rispetto al 2012 si segnala una diminuzione del numero dei morti, -12,3%, la maggior parte delle vittime della strada sono i pedoni e la regione maglia nera è la Lombardia. Ma Roma - sottolinea l'Asaps - da sola ha collezionato 30 eventi gravi, il 3,1% del totale. Il pirata della strada, secondo l'identikit tracciato dall'Asaps, è nella maggior parte dei casi un uomo tra i 18 e i 44 anni, e spesso fugge per paura di perdere i punti sulla patente o la patente stesa, ma sono in aumento i casi di assicurazione falsa o mancante del veicolo.

Il 55,8% degli autori viene poi smascherato, mentre il 44,2% resta ignoto. Più alta, 59,7%, la cifra dei pirati della strada a cui era stato dato un nome nel 2012. Su 973 inchieste, 543 hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 146 occasioni (26,9% delle individuazioni) e denunciato in altre 397 (73,1%). E su tutti questi eventi pesa l'ombra dell'alcol e delle droghe: in 112 casi (20,6%) ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato "attendibile", sottolinea l'Asaps, spiegando che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 543 su 973. Ma spesso quando le forze di polizia identificano l'autore non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall'evento.

Gli eventi mortali sono stati 110 (11,3%), mentre quelli con lesioni 863 (88,7%), con 114 vittime e 1.168 persone finite in ospedale. Il 25,2% dei 543 pirati identificati è risultato essere forestiero. Sono stati invece 122 gli stranieri soggetti passivi di pirati, pari al 12,5% del totale fra feriti e deceduti. L'83,6% degli atti di pirateria - 813 contro 160 - avviene di giorno.

La geografia degli episodi vede al primo posto la Lombardia, con 155 episodi (15,9%), al secondo l'Emilia Romagna con 107 eventi (11%), e poi il Veneto con 86 casi (8,8%), Lazio e Toscana con 81 eventi ciascuna (8,3%). Un solo caso in Basilicata. Roma ha collezionato, da sola, 30 eventi gravi, il 3,1% del totale.

BINGE DRINKING: PRIMA INDAGINE QUALITATIVA ITALIANA

 

CeSDA - La ricerca qualitativa “Binge drinking: significati e pratiche di consumo tra i giovani italiani”, promossa dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol (OPGA) e realizzata dall’Istituto di ricerca e formazione Eclectica in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, presentata a Torino lo scorso 16 dicembre, ha aperto una riflessione sui significati e l’utilizzo del concetto di binge drinking in Italia, spiegando le ragioni della variabilità dei dati rilevati nelle indagini quantitative.
Lo studio, basato su 134 interviste individuali realizzate a Torino, Roma e Salerno e su un forum online, è la prima indagine qualitativa italiana sul tema e dà voce ai giovani bevitori dimostando che il binge drinking non è uno specifico modello del bere ma comprende diverse modalità di bevuta, che si distinguono per quantità, arco temporale e vicinanza o meno dei pasti, e che si modificano a seconda del contesto, della motivazione e dei limiti della singola occasione.
La ricerca ha anche confermato il persistere di una concezione negativa dell’ubriachezza e delle sue conseguenze chiarendo che in Italia il termine binge drinking non può essere utilizzato come sinonimo di bere per ubriacarsi nè può essere compreso attraverso le categorie esplicative nate nei contesti nordici e anglosassoni.

 

Scarica il rapporto su cesda.net

L'amore e le droghe non saranno mai amici

Lo conobbi durante un viaggio: lui era l'autista e io una ragazzina che si era concessa il piacere di un viaggio. Forse cercavo me stessa, o forse, fuggivo dalla mia vita. Non importa. Quattordici anni di differenza tra me e lui. Inizialmente io vedevo solo un ragazzo attraente e interessante, nulla di più, anche se con il senno di poi, ho potuto constatare che non si trattava di un semplice ragazzo. Con il tempo, abbiamo continuato a sentirci, ci siamo visti e siamo caduti fisicamente in tentazione. Lui, dopo anni passati a fuggire era riuscito a parlare al mio cuore..ma purtroppo a distanza di tempo inizio ad avere paura. Paura per quello che, inconsciamente ho sperato e creduto fosse tale, ma che in realtà non passerà mai. Lui era "uscito" da 10 anni di eroina..ma sentivo che qualcosa non andava. La battaglia che pensavo avesse vinto mi sembrava ancora troppo reale e presente e mi spaventava. Tutt'ora mi terrorizza..nonostante abbia smesso con le droghe..ha iniziato con l'alcol. Non so se sono in grado di sopportare l'incoerenza che lo caratterizza quotidianamente, l'ipocrisia, le bugie, le promesse infrante..e la consapevolezza che io non sarò mai l'unica scelta ma solo un ripiego ai suoi capricci di tossico e/o alcolizzato. Lo amo tanto, e non posso a fare altro che assistere alla sua disfatta perché non ho idea di come aiutarlo. Ieri notte, mi sono svegliata di colpo e ho guardato il telefono: avevo 3 suoi messaggi in cui mi comunicava che era sbronzo e che stava male..e quindi, mi son trovata virtualmente, per tutta la notte, a fare la parte della ragazza che tiene la testa del suo uomo mentre vomita l'anima e getta al vento madonne. Il bello? È che io ho lo stesso valore nella sua vita di un soprammobile è che nonostante tutto, passo ogni santo giorno a ricordargli quanto vale e quanto lui sia straordinario..sperando di riuscire a parlare al suo cuore come lui ha fatto con il mio. L'amore e le droghe..non saranno mai amici.

L’ALCOL IN GRAVIDANZA E I PROBLEMI SOCIALI DEL BAMBINO


ReteCedro - Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Child Neuropsychology i bambini nati da donne che hanno consumato alcol durante la gravidanza pur non evidenziando necessariamente un QI più basso dello standard evidenziano generalmente problemi comportamentali, sociali e di attenzione.

Nello studio in questione sono stati coinvolti 125 bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni: 97 di questi bambini soddisfacevano i criteri per un disturbo dello spettro fetale da alcol.
I ricercatori hanno valutato lo sviluppo sociale, emotivo e comportamentale di questi bimbi.
I bambini esposti all’alcol prima della nascita hanno evidenziato problemi sociali, difficoltà organizzative e di pianificazione dei compiti scolastici o della gestione del loro tempo, nonché problemi di memoria.
Questi bambini, inoltre, si sono rivelati più propensi alla depressione, ad un comportamento impulsivo e iperattivo.

Consiglio alcol

Tanti anni fa ho smesso di fumare sigarette dopo aver fumato per 10 anni (ho ciminciato a 15 e adesso ne ho 35); dopo qualche anno ho cominciato a fumare seriamente e sempre di più erba e fumo... solo canne, niente più sigarette. Di recente ho smesso anche con quelle perché ero arrivato a fumare *parecchi* grammi al mese... decisamente troppi. Era una dietro l'altra per sentire un effetto che ormai non sentivo neanche più, e spesso usavo anche alcol per potenziare l'effetto. Fumavo perché mi dava grande capacità di analisi e introspezione. Cose che comunque adesso mi mancano e non avrò più a quel livello, ma accetto il compromesso. Sono solo due settimane ma sto resistendo bene.Ora resta da liberarsi dell'alcol, vedremo come andrà. Non bevo sempre ma lo faccio in modo sistematico e questo credo sia il vero problema... tra l'altro ieri ho fatto un aperitivo pesante e in più sono uscito a cena, non racconto come sono tornato e com'ero oggi... Guidavo e mi sono sentito un delinquente, mi hanno anche fermato e per fortuna non avevano etilometro. Voglio solo dire di fare attenzione all'alcol, è subdolo, non te ne accorgi ma in un modo o in un altro te lo trovi tra i c*glioni anche quando non vuoi, in più porta a fare cose che non vorresti e a prendere con leggerezza cose che leggere non sono.Il problema è che se esci è praticamente impossibile non bere, perché è cosa socialmente accettata e anche se parti con la migliore intenzione di bere poco è effettivamente difficile farlo, visto che se sei al pub con gli amici non puoi ordinare acqua e limone tutta sera.Non so, spero di riuscire a togliermi anche questa m*rda di dosso perché il solo fatto di pensarci così mi dimostra che mi va stretta... e il fatto stesso di darmi del deficiente quando mi riduco in certi stati ma non riuscire ad evitarlo mi fa capire che ne sono dipendente. Il problema non è nel bere qualche volta, è nel non riuscire a controllare l'eccesso le volte che bevo, è spaventoso. A casa ho smesso di comperare alcolici e tampono a tisane, camomille e the... ma quando esco con certi amici è praticamente inevitabile non tornare ubriachi. Non ho molti amici e non esco spesso, quindi non posso ulteriormente limitare le uscite o cambiare gente.Spero di riuscire a gestire meglio la faccenda, se qualcuno ha consigli sono in ascolto... il mio obiettivo non è non bere mai più, sarebbe piuttosto quello di bere con moderazione.

Omicidio stradale, le associazioni soddisfatte: "Forse è la volta buona". E chiedono l'ergastolo della patente

 Soddisfazione delle associazioni promotrici dell'iniziativa per l'avvio della procedura anticipato dal ministro Cancellieri che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri anche questa normadi MAURILIO RIGO. Repubblica.it

 "Entro gennaio introdurrò il reato di omicidio stradale"

L’anno nuovo inizia con un passo importante per la sicurezza stradale. L’iter per l’introduzione del reato di “Omicidio stradale”, dopo tanti tentennamenti, ha iniziato il suo il suo cammino nelle aule del Governo. Una notizia accolta con soddisfazione dagli enti promotori dell’iniziativa: Associazione amici polizia stradale, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni, che hanno lanciato una raccolta di firme online già arrivata a 75.700 adesioni (con la prima del sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
“Consideriamo l’impegno del ministro Cancellieri – ha dichiarato Giordano Biserni – presidente dell’Asaps – che entro gennaio porterà  in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale, la prima buona notizia del 2014. L’impegno delle associazioni  promotrici trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta.
La recente tragedia della piccola Stella è stata l’ultima di un elenco lunghissimo di inaudite violenze stradali che da anni non hanno avuto quasi mai vera giustizia. Ci ha anche stupito l’arresto a scoppio ritardato dell’omicida, avvenuto

 

solo dopo una durissima presa di posizione dei genitori della piccola delle associazioni impegnate sul versante della sicurezza stradale. La vita di un innocente sulla strada non può essere stroncata da chi beve e si droga con l’applicazione di sanzioni penali che, nel concreto, sono paragonabili ad una condanna (quasi mai scontata) per borseggio”.
Dopo la soddisfazione iniziale per un avvio concreto del percorso per l’introduzione del reato di omicidio stradale nel nostro ordinamento giuridico restano però i timori di un possibile rallentamento dell’iter, notivo per cui i promotori non abbasseranno di certo la guardia.
“Ora Asaps con le associazioni promotrici – ha aggiunto Biserni – seguirà con attenzione affinché l’impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità e non si spiaggi come nella scorsa legislatura in un Parlamento nel quale l’ex ministro di Giustizia si era dichiarato non favorevole all’adozione di questa nuova figura di omicidio.
Certo si tratterà di capire come la nuova figura dell’Omicidio stradale potrà poi conciliarsi e incasellarsi con la progettata riforma della giustizia e quindi del sistema di procedura penale di cui si parla in questo periodo.
In un Paese serio la sistematica configurazione del dolo eventuale per questo tipo di omicidi alla guida alcol-narco correlati,  sarebbe potuta bastare. Ma i fatti hanno dimostrato ampiamente che non è così”.
“Contiamo anche nel sostegno del Sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis  - ha aggiunto Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri – che ha firmato sin dall’inizio la nostra proposta e, da quando al Governo, ha sempre dimostrato il suo supporto in questa battaglia di civiltà.
Ci auguriamo che l’introduzione dell’omicidio stradale, nei casi di guida sotto effetto di alcol e/o droghe, contenga quanto richiesto dalla nostra proposta di legge: 1) l’aumento delle pene minime: quelle attualmente usate (2-3 anni) dai giudici secondo quanto previsto per l’omicidio colposo dal codice penale lasciano di fatto gli omicidi stradali totalmente impuniti; 2) l’arresto in flagranza di reato, come già previsto dal codice penale per reati minori rispetto all’omicidio, come i furti; 3) l“ergastolo della patente”.
Riguardo all’ultimo punto le associazioni promotrici lanciano un messaggio forte e chiaro: “Chi guidando elimina dalla vita per abuso di alcol e droga, deve essere eliminato dalla guida”.

Alcol. Negli ultimi 30 anni in Italia consumo in calo del 65%


E' quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea. Il calo è dovuto in gran parte alla diminuzione del consumo di vino. Lo studio ha anche evidenziato che le variabili socio economiche e demografiche svolgono un ruolo fondamentale nell’indirizzare i mutamenti del bere.


Quotidiano Sanità  - Sono le variabili socio-economiche, culturali e demografiche ad influire maggiormente sui mutamenti del consumo di alcol, ancor più delle politiche. E’ quanto emerge dal progetto Amphora, finanziato dalla Commissione europea dal 2008 al 2013, che ha studiato i modelli di comportamento e le politiche alcologiche attuate nei paesi dell’UE. Lo scopo: fornire nuove evidenze sul consumo di alcol e sui danni alcol-correlati, diffondere informazioni sui rischi per la salute e dare indicazioni utili a implementare politiche ed interventi efficaci. I dati mostrano però anche un riscontro assai positivo: in Italia negli ultimi 30 anni il consumo di alcolici è calato del 65%.


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Il progetto ha inoltre posto l’accento su alcuni altri elementi-chiave che devono essere implementati in Europa, tenendo in debita considerazione le diversità locali:
-Aumentare i costi delle bevande alcoliche attraverso una maggiore tassazione, fissando un prezzo minimo per grammo di alcol.
-Bandire la pubblicità promozionale sull’alcol dai media, fornendo invece ai cittadini informazioni chiare sui rischi del bere, ad esempio con delle etichette sulle bottiglie che avvertano i consumatori dei rischi di quelle bevande.

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