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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol

Stupidario della sicurezza stradale: il tasso alcolemico è una questione geografica

se il foro indicato per il ricorso non è quello competente, l'automobilista non è responsabile dell'infrazionedi. PAOLO FERRINI, Repubblica.it

"Automobilista ubriaco travolge ciclista". Quante volte purtroppo le cronache ci consegnano notizie come questa. E quante volte ci troviamo a condividere il dolore e la rabbia dei parenti perché il pirata della strada del caso si è pure dato alla fuga di fronte all'incidente, Di cui magari, nelle sue condizioni, non si è neppure reso conto.

Come se non bastasse, a volte, a dare una mano a farla franca contribuisce proprio la Legge o meglio coloro che, come i giudici di pace, dovrebbero invece preoccuparsi di amministrarla nel modo migliore e di farla rispettare. Questo è il caso, ad esempio, di un automobilista al quale la Polizia Stradale di Pistoia ha contestato un tasso alcolemico di 0,57 g/l (il limite è di 0,50 g/l) con conseguente perdita di 10 punti sulla patente. ammenda da 500 a 2.000 Euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Ebbene, per farla franca, è stato sufficiente fare ricorso richiedendo la nullità del provvedimento in quanto nel verbale era stato indicato come competente ai fini dell'opposizione il giudice di pace di Monsummano Terme (stessa provincia di Pistoia, mica di Caltanissetta) che aveva dichiarato la sua incompetenza territoriale e non quello di Pistoia. Un cavillo burocratico insomma che è stato sufficiente al giudice di pace di Pistoia per accogliere l'opposizione "in quanto non emergono prove sufficienti della responsabilità" dell'automobilista.

Come dire che il Codice della Strada è una questione di territorio. E se il 

"nostro" avesse ammazzato qualcuno? E se lo facesse in futuro? In questo caso son vorremmo essere nei panni del giudice di pace di Pistoia che ha firmato questa sentenza. 
 

Alcol al volante: la Scozia si prepara a una svolta epocale

In Scozia sarà deciso l'abbassamento del limite di alcol tollerato nel sangue per poter condurre un veicolo, portandolo ai valori vigenti nel resto d'Europa. La proposta di legge che dovrebbe ricevere il parere del parlamento scozzese molto prima di Natale piace a 3 scozzesi su 4.

DAL 1988 SI PUO' GUIDARE UBRIACHI - Il limite di alcol concesso agli automobilisti del Regno Unito è rimasto pericolosamente in testa alla classifica dei limiti alcol in giro per l'Europa. Mentre alcuni Stati membri imponevano tolleranze sempre più stringenti sull'alcol agli automobilisti che intendevano mettersi al volante, il Regno Unito ha continuato ad applicare l'incomprensibile limite di 0,8 g/l introdotto nel 1988 senza alcuna distinzione tra le diverse categorie di conducenti (esperto, neopatentato o professionista). La svolta che apre alla sicurezza stradale potrebbe arrivare con la proposta di legge presentata in Scozia dal Ministro delle Giustizia Kenny MacAskill e che sarà votata nei primi giorni di dicembre in Parlamento.

L'ALCOL FA 20 MORTI OGNI ANNO - Il Ministro Kenny MacAskill sostiene che il Governo non può permettere alle persone di continuare a pensare che sia accettabile bere alcolici e poi sedersi al volante. Il 75% della popolazione pare abbia espresso parere favorevole, appoggiando l'iniziativa. "Il 10% degli incidenti mortali che avvengono sulle strade della nostra Regione sono provocati da automobilisti che hanno bevuto" spiega MacAskill. In Scozia ogni anno sono circa 20i morti e 760 le persone che necessitano di cure in ospedale per le ferite riportate in un incidente provocato dall'alcol.

L'ESEMPIO PER TUTTO IL REGNO UNITO - Gli sforzi del governo per ridurre l'alcol alla guida sono supportati dalla Royal Society for the Prevention of Accidents (RoSPA), che sta lanciando una campagna di sensibilizzazione a favore di una riduzione non solo in Scozia, ma in tutto il Regno Unito. I dati raccolti nel 2012 parlano di circa 230 morti e 1200 feriti gravi in tutto il Regno Unito, vittime dell'abuso di alcol tra la popolazione tollerato dalla legge. "La riduzione del limite di alcol a 0,5 g/l può salvare molte vite umane e prevenire gli infortuni sulle strade scozzesi.- spiega Sandy Allan, responsabile della sicurezza stradale RoSPA per la Scozia - ci auguriamo che il resto del Regno Unito segua questo esempio".

www.sicurauto.it/news/alcol-al-volante-la-scozia-si-prepara-a-una-svolta-epocale.html

Dipendenze Sottili

Sì, bevo tanto Sarà troppo? 
L'aperitivo con gli amici, il bicchiere a cena, l'amaro come digestivo... E poi le occasioni per festeggiare, o al contrario per rilassarsi. Confessioni di una forte bevitrice sociale, che solo a se stessa confida un sospetto.

 Quanti bicchieri bisogna bere per avvicinarsi al rischio dell'alcolismo? I limiti massimi fissati dai medici sono due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una per le donne: una volta passato questo confine non si è più bevitori normali ma si entra nella zona a rischio. La definizione tecnica di alcolismo infatti è malattia cronica recidivante, intesa come dipendenza.  

Significa che quando si smette di bere si sta male: i primi periodi di astinenza, dopo i quali si sente il bisogno di alcol, durano circa otto ore ma poi scendono progressivamente fino ad arrivare a mezz'ora circa. I sintomi sono sudori, vomito, cefalea, nausea e, nei casi più gravi, anche deliri allucinogeni. «Molte volte si comincia proprio con il famoso bicchiere di vino alla sera, per rilassarsi.  
Un altro comportamento da tenere d'occhio è l'abitudine di bere per attenuare l'ansia in momenti di forte stress», spiega Mauro Ceccanti, responsabile del Centro di riferimento alcologico della regione Lazio all'università della Sapienza. In Italia circa 1 persona su 4 (secondo i dati Istat 2013) consuma quotidianamente bevande alcoliche: il 51,6% beve vino, il 45,3% birra, il 39,9% superalcolici e liquori. L'Italia è anche uno dei paesi europei  
dove si inizia a bere prima: il primo bicchiere si beve a 11 anni, mentre la media Ue è di 14 anni.  
C'è il bicchiere di vino a cena, ogni sera. Ci sono gli aperitivi con le amiche, un paio di volte a settimana, con uno o due giri di cocktail. Ci sono i weekend ad alto tasso alcolico, perché come fai a uscire per vedere gli amici o andare a ballare e non bere neanche un bicchiere? Ci sono pure la grappa dopo le cene (per digerire) e i bicchieri di Martini che mi piace centellinare mentre scrivo, alla sera (per concentrarmi meglio). «Ma non ti sembra di esagerare?», mi ha chiesto il mio ragazzo una domenica di qualche mese fa, quando dopo una cena fuori con amici ho proposto a tutti di fermarci in un bar sulla via di casa per bere «un ultimo amaro». Non mi sembra, no. Gli ho spiegato che dalle mie parti, nel Nordest, è normale avere sempre una bottiglia di vino sul tavolo durante i pasti, e pure concludere pranzi e cene con un digestivo. Certo, ha ribattuto lui, ma dove li metti i tuoi mojito all'aperitivo con le amiche e i moscow mule in discoteca? Quelle di certo non sono tradizioni della tua regione.  
Lo hanno notato anche i miei genitori. Alle ultime feste comandate, tra vigilia, Natale e Santo Stefano, devo aver bevuto parecchio, dagli aperitivi di auguri al bar del paese al vino (un paio di bicchieri per ogni portata) fino ai liquori dei raduni famigliari. A un certo punto, dopo avermi riempito per l'ennesima volta il bicchiere vuoto, mi hanno chiesto: «Ma mica berrai così tanto anche a Milano, vero?». Il mio ragazzo mi ha dato una gomitata, io ho subito risposto che no, ovvio che no. E ho capito che forse avevo davvero qualcosa da nascondere.  
Così mi sono documentata. Ho scoperto che la quantità di alcol che bevo mi avvicina più agli alcolisti che ai bevitori normali. Il limite massimo, per le donne, è di una unità alcolica al giorno (due per gli uomini) ed equivale ad un bicchiere di un vino o a un goccio di whisky. Un limite che sforo, non tutti i giorni ma abbastanza spesso: in una settimana dovrei bere sette unità alcoliche per essere nella norma.  
Per esempio, prendiamo l'ultima settimana. Lunedì aperitivo con due mojito, martedì mercoledì e giovedì bicchiere di vino a cena più un amaro al martedì per mettermi a posto lo stomaco e un cognac al giovedì mentre scrivevo un articolo, venerdì cena fuori con due bicchieri di vino e birra al pub, sabato bicchiere di vino a cena e due cocktail in discoteca, domenica pizzeria con birra e limoncello di rito. Fanno più o meno 15 unità alcoliche in sette giorni: più del doppio del limite fissato dai medici. A dirla tutta supero anche, e di parecchio, i 6-7 litri di alcol puro che gli italiani bevono in media ogni anno.  
Al mio medico, durante il check annuale della mia salute, ho mentito. Da anni mi chiede se fumo e se bevo, e da anni rispondo no ad entrambe le domande: lui crede io faccia parte di quel 30% di donne italiane astemie secondo i dati Oms, non sa che invece rientro nel 22,7% di italiani che, dice l'Istat, consumano alcol quotidianamente. All'inizio mentivo perché mi sembrava di non bere molto, ora - da quando ho scoperto che in effetti sì, bevo - mento perché non ho il coraggio di ammetterlo. Anche perché, quando penso agli alcolisti, mi vengono in mente la scene di abbruttimento e degrado descritte da Emile Zola ne L'assommoir, non certo i miei aperitivi in locali alla moda.  
Non sono l'unica a pensarla in questo modo e conosco persone che si spingono oltre: il collega che il vino lo beve anche a pranzo, l'amica che ogni weekend ritorna a casa ubriaca. Nella chat di gruppo con le mie amiche più care su WhatsApp non è raro che compaia un "appello alcolico": a una di noi succede qualcosa che la mette di malumore, da uno screzio sul lavoro al litigio con il fidanzato, e la reazione immediata è proporre una bevuta di gruppo o una cena ad alto tasso alcolico per rilassarsi e pensare ad altro. Ma nessuna di noi ha sintomi di astinenza, che sono la vera spia dell'alcolismo: i primi a manifestarsi sono sudori, nausee, cefalee e ovviamente il bisogno di bere ogni circa otto ore dall'ultima bevuta. Io non provo nulla del genere e mi sento tranquilla. Però al mio medico, al mio ragazzo e ai miei genitori continuo a mentire.L'aperitivo con gli amici,  
il bicchiere a cena, l'amaro come digestivo... E poi le occasioni per festeggiare, o al contrario per rilassarsi. Confessioni di una forte bevitrice sociale, che solo a se  
stessa confida un sospetto.
di Anna Viola, D Repubblica

 

capita a Savona

SAVONA - Lo scontro frontale, tremendo. Nicolino Squillaci, 78enne di Savona, resta a terra sull'asfalto colpito dalla moto, senza assicurazione, di Fulvio B., un carabiniere 47enne. Il pensionato, che stava attraversando lontano dalle strisce in via Boselli, viene immediatamente trasportato al pronto soccorso, ma per lui non c'è niente da fare. Muore sabato sera dopo cinque ore di disperati tentativi da parte dei medici per salvargli la vita.

  L'agente, fuori servizio al momento dell'incidente, dopo qualche momento di tensione, si rifiuta di sottoporsi all'alcoltest e viene accompagnato anche lui in ospedale dai carabinieri, con i testimoni presenti che protestano temendo un trattamento di favore.   Al pronto soccorso l'uomo da ancora in escandescenza e viene calmato solo grazie all'intervento dei colleghi. I medici gli forniscono le cure necessarie e lo sottopongono agli esami del sangue. Esami, che nella giornata di domenica, hanno dato i loro risultati: il carabiniere è risultato positivo alla cocaina  e con un tasso alcolemico superiore a tre.    Subito dopo l'incidente, Orlando Pilutti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Savona, a "Il Vostro Giornale", aveva chiarito: "Non vogliamo che ci siano equivoci. Abbiamo bisogno che le indagini siano complete e corrette per capire la dinamica dei fatti e le responsabilità del militare. Se ciò che si è detto dovesse essere corretto - aveva concluso - prenderemo i provvedimenti del caso, dal momento che si tratterebbe di comportamenti assolutamente condannabili e per nulla conciliabili con l'essere un carabiniere".

Codice della strada, "ergastolo" della patente per chi uccide al volante: via libera alla Camera

 Arriva l'ergastolo della patente, ovvero la revoca a vita della patente a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La Camera darà in serata il primo via libera alla riforma del codice della strada che introduce, tra l'altro, anche le norme che prevedono anche il ritiro a vita della patente, il cosiddetto «ergastolo», e pone le basi per l'istituzione del reato di omicidio stradale. La delega dovrà poi passare al Senato. Soddisfatto il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che biasima il duro ostruzionismo di M5S (che pure ha visto approvati diversi propri emendamenti al testo), un «assaggio» di quello che succederà durante il decreto legge sblocca Italia. Ecco le principali innovazioni che saranno introdotte dalla delega.

ERGASTOLO DELLA PATENTE. La patente verrà revocata a vita a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La revoca a vita sarà comunque prevista in caso di omicidio colposo effettuato da conducente alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di stupefacenti ovvero in caso di omicidio colposo con più vittime o con morte di una persona e lesioni di una o più persone

L'OMICIDIO STRADALE. la delega prevede la possibilità di introdurre nel codice penale, con una opportuna modifica, la fattispecie dell'omicidio commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale come necessariamente doloso e non colposo, in particolare se commesso da soggetti alla guida ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti.

PROVENTI MULTE PER PIÙ CONTROLLI. Una quota non inferiore al 15 per cento dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l'intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale. -

IN CITTÀ A 30KM/ORA: La delega prevede la possibilità di ridurre dei limiti di velocità nelle aree urbane a 30 km/h nelle vicinanza di scuole, ospedali etc. -

PIÙ ATTENZIONE ALLE BICICLETTE. Promozione della sicurezza delle biciclette, in particolare per i ciclisti di età inferiore a 14 anni, e disposizioni per favorire l'accesso di biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.

NOVITÀ PER STRISCE BLU. La multa per chi «sfora» il tempo del parcheggio sulle strisce blu dovrà essere «graduale» e tenere conto del tempo di permanenza illegittimo.

SCOOTER IN AUTOSTRADA. Arriva la possibilità di circolazione sulle autostrade e sulle superstrade per i motocicli di cilindrata superiore a 120 cc, se condotti da maggiorenni. In autostrada oggi possono circolare solo le moto sopra i 150cc.

LE BANCHE DATI. Verrà istituita una banca dati unica delle infrazioni stradali, ed i dati su veicoli e patenti potranno essere utilizzati liberamente in formato open source.

I PUNTI: Le sanzioni saranno graduate in funzione dell'effettiva pericolosità del comportamento. I punti verranno decurtati anche ai soggetti minorenni per le infrazioni a bordo dei ciclomotori, e non solo ai maggiorenni come accade oggi. -

REGOLAMENTAZIONE DEL CAR POOLING. Verrà introdotta una definizione di car pooling inteso come servizio di trasporto non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario. E via libera ai ciclo-taxi: è prevista la possibilità di «svolgere servizio di piazza con velocipedi».

SANZIONI PER CHI VIOLA 'PARCHEGGI ROSA' Parcheggiare indebitamente negli spazi assegnati dai Comuni al parcheggio per donne incinte o con bimbi piccoli, farà scattare multe e sanzioni.

ASSICURAZIONE CONTROLLATA TELEMATICAMENTE. Via libera a disposizioni per favorire la diffusione e l'installazione di sistemi telematici per rilevare lo stato della revisione e l'esistenza e la validità dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi del veicolo, nonchè se il veicolo è sottoposto ad una misura di sequestro o confisca penale o oggetto di denuncia di furto. E pene più aspre arriveranno per chi circolerà senza assicurazione.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/ergastolo_patente_delega_codice_strada_camera/notizie/947000.shtml

Ecco i Paesi Dove si Bevono più Alcolici

Wasted Worldwide, ha creato una serie di mappe indicando i paesi dove si bevono più alcolici. La ricerca ha indagato sul tipo di alcolici maggiormente consumati in ogni paese. Successivamente, ha analizzato i territori con la percentuale più alta di malattie legate a un forte consumo d’alcol. Le mappe di Wasted Worldwide si basano sui dati del Global Status Report 2014. Il paese che consuma più alcol al mondo è la Bielorussia, con un consumo medio pro capite di 17,5 litri. La Russia è al secondo posto con una media di 15,1 litri. Gli Stati Uniti, consumano una media relativamente ragionevole di 9,2 litri, meno rispetto al Regno Unito 11,6 litri e Irlanda 11,9. I paesi del Medio Oriente e dell’Africa Settentrionale bevono meno. Infatti, la gente in Libia e in Mauritania beve una media di 0,1 litri, Arabia Saudita 0,2 litri ed Egitto 0,4 litri.

Qui puoi vedere le mappe www.smartweek.it/ecco-i-paesi-dove-si-bevono-piu-alcolici/

vita di inganni!!!

Ciao a tutti O.O in realtà non so come esporvi il mio problema...beh provo a iniziare presentandomi sono una ragazza di 23 anni che da 20 anni combatte contro le dipendenze della madre che variano da l'uso dell'eroina a quello del metadone al uso costante di marijuana e in fine la peggio bestia che l'uomo abbia mai scoperto l'alcool....ricordo di quando ero bambina; avrò avuto si e no 8 anni mi ritrovavo scaraventata giu dal letto da mio padre che si affrettava a caricarmi in macchina per evitare mia madre che faceva volare qualsiasi cosa avesse tra le mani....pultroppo mia madre all'età di 18 anni si è innamorata dell'uomo sbagliato che gli ha fatto scoprire il mondo dell'eroina dopo aver avuto un figlio ha deciso di lasciare quest uomo e mettersi con mio padre con il quale ha affrontato un lungo percorso di sert dove l'hanno torturata per anni con il metadone ho un ricordo indelebile che ogni tanto mi torna in sogno; quando mia madre faceva il sert io ero veramente piccola e ricordo che ogni mattina prima di andare all'asilo passavamo in questo edificio molto triste dove ci facevano passare da dietro in quanto mia madre aveva paura che incontrassi gente come lei, mi metteva su una seggiola, entrava dal dottore e ne usciva con questa busta di carta marrone, questo succedeva tutte le mattine prima di andare a scuola...e secondo me per un certo periodo mia madre era anche uscita da quel tunnel, mia madre e mio padre stavano bene economicamente e non mi è mai mancato nulla fino a quando la crisi si è fatta sentire mio padre smise di lavorare mia madre pure, quest'ultima dormiva tutto il santo giorno le liti si facevano sempre più pesanti e violente addirittura una sera provò ad investirmi con la macchina davanti a un sacco di gente che impietrita l'unica cosa che fece fu scappare via facendo finta di non vedere nulla....le cose sono ulteriormente peggiorate quando cominciò a lavorare in un bar all'ora degli aperitivi quello fu il delirio, tornava a casa ubriaca e cattiva come non mai ma ora però c'era una differenza NON LITIGAVA PIU CON MIO PADRE MA LO SFOGO ERO DIVENTATA IO....per anni ho preso botte a gratis x anni ho lottano contro un  muro di acciaio che diventava sempre più duro ed ora eccomi qui.....ho 23 anni faccio tirocinio ho solo un rimborso spese e nn mi posso concedere di andare via di casa con i miei pochi soldi devo anche dare i soldi a lei che mi dice che sono x andare a lavorare quando poi so che sono per comprare il fumo perchè oltre all bere questa donna si fuma un pacchetto di sigarette e una canna dietro l'altra come fossero aria.....questa situazione sta lacerando la mia vita ogni rapporto che ho riesce a rovinarmelo la gente mi scanza per paura di mia madre che è piccolina ma quando si incazza diventa davvero un lottatore di boxe, negli ultimi anni è diventata così secca che quasi sembra una malata terminale...ho una famiglia numerosa che però non sa come aiutarmi gli ho fissato x lunedi un incontro con un psicologo del asl ma nn credo che abbia intenzione di andarci.....ho bisogno di un consiglio prima di uscire pazza da questa storia qualche giorno fa ho trovato nel cassetto delle medicine anche degli antidepressivi e questa cosa mi fa davvero molta paura ormai vive in un mondo dove niente ha senso cammina per casa spengendo le sigarette per terra non c'è più nulla che stia in piedi nel suo mondo e io nn so davvero come fare ad aiutarla vi prego aiutatevi

Monica

Quindici euro e fai l’alcol tour. Sbronza libera nei pub del centro

Firenze - L’OBIETTIVO della serata è «strisciare». Trascinarsi di locale in locale, barcollando con tanto alcol in corpo, fino a non stare più in piedi. E’ l’obiettivo dei ragazzi stranieri che venerdì sera si sono ritrovati in piazza Duomo con lo zaino carico di birra e vino e con quindici euro in mano, pronti a comprare il biglietto d’ingresso per partecipare allo speciale trekking alcolico. 
Sono le 22.15, il branco a poco a poco aumenta. I pr della serata intanto danno le dritte: «Il tour costa 15 euro e comprende bevute illimitate in quattro locali del centro storico». Sono le 22.30, è ora di andare: il gruppo è di circa 150 ragazzi, rigorosamente stranieri e in prevalenza americani, la maggior parte arrivati da pochi giorni in città, dopo la pausa estiva, per ricominciare i corsi. Le guide incassano i 15 euro e danno un braccialetto colorato in cambio: è il lasciapassare che dà diritto alle bevute illimitate. Tradotto: mostri il braccio e prendi da bere no stop senza sborsare un centesimo. Zero regole, vodka a volontà e sballo assicurato. Solo una l’indicazione: non sono ammessi italiani.
 

INSOMMA, mentre Palazzo Vecchio e forze dell’ordine sono a lavoro per mettere nero su bianco i dettagli del nuovo accordo che dovrebbe mettere un freno alle scorribande disordinate della banda della notte, Firenze aggiunge l’ennesimo affluente al fiume della sua deriva. Un affluente che prende il nome di alcol tour, una sorta di surf etilico, organizzato da pr senza scrupoli, che sta diventando una sorta di moda. 

La Nazione già nei mesi scorsi ha raccontato in prima persona la maratona alcolica: posto e orario di ritrovo sono rimasti pressocchè gli stessi, il prezzo anche, le modalità di invito, invece, sono cambiate. Se le volte scorse le ‘guide’ promuovevano la speciale maratona tramite flier, volantini distribuiti nei pressi delle scuole americane, con tutte le indicazioni e il numero di telefono per prenotare, oggi l’invito corre tramite sms o Facebook. Un modo per raggiungere direttamente gli stranieri senza correre il rischio che ‘curiosi’ vengano a sapere dell’appuntamento. A Firenze, ci raccontano alcuni partecipanti, ci sono delle agenzie che si preoccupano di organizzare visite turistiche e anche alcoliche. Persone senza scrupoli che non esitano ad accettare nel gruppo minorenni o ad abbandonare in strada i più ubriachi che non stanno più in piedi e non ce la fanno a proseguire il giro. 

Le fermate del tour alcolico fiorentino sono quattro: la prima è in zona, non molto lontana dal posto dell’appuntamento. Al bancone si mostra il braccialetto e si ritira uno shottino, che appena finisce si restituisce per averne un altro pieno e così via. Tutto giù in un colpo. In pochi minuti se ne possono ingoiare anche più di otto, insieme a cocktail fruttati o vino rosso. Il menù alcolico della serata è pressocchè lo stesso negli altri due locali del tour mentre l’ultima tappa è in una discoteca. Qui funziona così: ingresso gratuito ma quello che bevi paghi. Anche se in pochi ce la fanno ad arrivare all’ultimo stop della nottata: tante ragazze sono crollate in terra, altre si sono trascinate fino ai portoni di casa, scortate dai playboy di turno. «Stamane alcune studentesse dormivano sui gradini del nostro portone» racconta una residente. Tutte e quattro avevano al polso lo stesso braccialetto. 

di Rossella Conte, La Nazione www.lanazione.it/firenze/quindici-euro-e-fai-l-alcol-tour-sbronza-libera-nei-pub-del-centro-1.163507

Pluridipendenza

Salve, ho 35 anni e ho la tipica storia del tipico tossicodipendente. Faccio uso di qualsiasi cosa da quando avevo 16 anni, anche se ultimamente mi sono molto calmato, grazie anche all'ausilio del SERT dove 7 anni fa mi sono recato spontaneamente per non pagare più il subutex ed averlo gratuitamente. Ho anche scalato da 8 mg a 4 durante l'estate. Ho avuto un forte ricaduta con uso di crack e cocaina anche endovena. Sono tre mesi che non faccio uso di alcun tipo di sostanza illecita, tranne rivotril e sub 4 mg. Il problema è che comunqe bevo, ho spesso bisogno di "annebbire" la mente, altrimenti subentra una sorta di noia e apatia. Ho distrutto tante relazioni importanti ed anche diverse possibilità lavorative che avrebbero potuto dare qualcosa alla mia vita. Qualcuno ha mai vissuto qualcosa del genere? Per favore, non parlatemi d psicologi o psichiatri, perchè ci potrei scrivere una guida turistica.

Esperienza personale col mio ex fidanzato

Il mio ex fidanzato era un tossicodipendente. All'inizio credevo fumasse solo spinelli ma nel gro di pochi giorni ho scoperto che faceva uso regolare di cocaina, MDMA, LSDe anche se non si è mai bucato davanti a me e non ho mai trovato segni evidenti sul suo corpo credo assumesse anche eroina. Oltre a questo aveva anche un grosso problema con l'alcool. La storia è recente, ero appena maggiorenne mentre lui aveva vent'anni più di me. Nonostante questo eravamo una bella coppia, molto unita nella quale la differenza d'età non si sentiva neppure. Lo amavo molto e lui amava molto me così mi sono convinta di poterlo aiutare in qualche modo. Si stava distruggendo. La notte tremava egli si alzava la temperatura corporea all'improvviso. Era arrivato al punto non non riuscire più a trattenere l'urina. Tutti appena lo vedevano capivano che si trattava di un tossicodipendente. Ho cercato di aiutarlo in ogni modo possibile. L'ho aiutato con i suoi problemi con la legge, i problemi con i familiari, i problemi di tutti i giorni... avevamo un sacco di progetti insieme. Avevamo deciso di partire e andare all'estero, fare un sacco di cose. Mi aveva chiusto di sposarlo. Il problema peggiore era che quando si ubriacava o si faceva di quella roba andava completamente fuori di testa. Quando io non c'ero anche solo per un paio di giorni diceva che gli mancavo e faceva cose come tirare su la macchina di un amico e andarsi a schianare contro al muro. Minacciava il suicidio se dopo le sue scenate dicevo che lo avrei lasciato. Scoppiava in lacrime e mi abbraccisva forte perchè non andassi via. Mi amava, il problema era che mi amava a modo suo. Le cose dolci c'erano. Aveva pochi soldi e cercava sempre di farmi regali, mi teneva per mano tutto il tempo. Sì, era molto ntenero nei momenti buoni ma l'altra metà erano momenti brutti, e per brutti intendo proprio molto brutti. Mi faceva del male. Iniziava con le urla e le scenate immotivate, lanciava oggetti, spaccava le cose e mi alzava le mani addosso. Mi prendeva a schiaffi quando usciva di testa e senza che io avessi fatto niente. I suoi amici se erano presenti in quei casi intervenivano. Anche la gente per strada quando vedeva quelle scene si metteva giustamente di mezzo. Non avevano una ragione logica, non succedeva perchè io dicessi o facessi qualcosa contro di lui quindi non potevo prevedere quei momenti. Certo, delle volte mi faceva sclerare. L'ultima volta ha fatto di peggio. Siamo finiti alla polizia e io in ospedale. Era completamente fatto e mi ha fatto tutto il peggio che poteva farmi. E' stato un trauma per me anche perchè lui era diventato la persona più importante della mia vita. In seguito a quell episodio non l'ho più visto. Mi riempiva di chiamate e messaggi alle volte d'amore, altri di rabbia per averlo quasi fatto arrestare secondo lui ingiustamente. L'ho quasi denunciato per stalking dopo un po'. Recentemente l'ho sentito per telefono e non riusciva neanche più a mettere insieme due frasi. Scusate se ho raccontato questa esperienza orribile per me ma ne avevo bisogno. Tutti hanno sempre dato ragione a me e anche i suoi stessi amici dicevano che lo avrei dovuto lasciare dopo tre giorni e non reggere per quasi nove mesi. Il fatto è che ci sentivamo come il proseguimento l'uno dell'altra nei momenti buoni. Razionalmente so di avere fatto tutto ciò che era in miopotere per aiutarlo, ho fatto anche troppo perchè non aveva nessun diritto di prendermi a schiaffi ne tantomeno di mandarmi in ospedale, il fatto che avesse delle dipendenze non era una giustificazione. Ma mi sembra lo stesso di avere sbagliato qualcosa e lui adesso non è messo bene, ho paura che non ci sarà più nel giro di un anno. Quando penso ai momenti in cui era dolce mi sento io la cattiva. So che non ha senso. Poi mi ha fatto una specie di lavaggio del cervello del quale mi sto rendendo conto solo da quando è finita. Mi aveva convinta che solo lui in tutto il mondo mi avrebbe potuta amare così tanto, in modo infinito e che agli altri di me importava solo fino a un certo punto, la mia famiglia compresa. Ora sto frequentando un altro ed è molto diverso da lui. Forse ho sbagliato sito. Non sono una tossicodipendente, l'unica cosa di cui ho fatto uso, sempre che si dica così, sono gli spinelli. Pensavo che magari controntarmi con qualcuno passato dalla mia stessa situazione o dalla situazione del mio ex... non lo so potesse chiarirmi un po' le idee, anche solo per parlare, per sfogarmi.... grazie. Scusate. 

d. è morto

Il 28 giugno è morto l'amico piu caro che avessi al mondo. 7 settimane fa. Lui ha assunto coca e ero insieme per endovena....Io solo eroina, non so specificare la quantità ma era la solita dose, quella di una volta ogni tanto. Entrambi andiamo al sert in cura di suboxone. Abbiamo assunto verso le 11 di sera e poi di nuovo alle 5 tornati a casa , lui ha anche bevuto parecchio. Siamo andati a dormire e la mattina successiva quando volevo svegliarlo l'ho trovato morto. Ci conoscevamo da17 anni ....
Non riuscivo a capire come fosse potuto succedere, adesso leggendo tra le vostre pagine ho capito che quando l' effetto della coca è scemato è subentrata l' overdose di eroina. Stava anche cercando di smettere il subxne ne prendeva meno di 1mg al di'.
Ecco di droga si muore..,.succede sempre agli altri ma è successo a me ed è un dolore immenso x ki resta. X me x sua madre x tutti gli amici.
Mai più non tocchero' più niente mai piu!
Basta una sola volta x morire e io devo vivere per me e x lui. Fare e godere di tutto quello che a lui non è più concesso...

Spero possa servire a qualcuno questa storia....

Un amica

Detenuti tossicodipendenti in comunita' d'accoglienza. Regione Toscana

 I detenuti con diagnosi di tossico-alcoldipendenza potranno accedere alle misure alternative al carcere ed essere accolti nelle strutture gestite dagli enti aderenti al Ceart (Coordinamento degli Enti Ausiliari della Regione Toscana). Un intervento straordinario che coinvolgerà tra 50 e 60 detenuti toscani, e per il quale la Regione destina un finanziamento di 1 milione e 500mila euro per il biennio 2014-2015. L'intervento è previsto da una delibera approvata recentemente dalla giunta su proposta dell'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni. Nel dicembre 2013, Regione Toscana, Ministero della giustizia, Tribunale di sorveglianza di Firenze e Anci Toscana avevano siglato un protocollo tematico per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione detenuta: tra le varie azioni previste dal protocollo, anche la messa in atto di misure finalizzate al recupero e al reinserimento di detenuti con problemi legati alla dipendenza da sostanze.
Alle misure alternative, riconosciute dalla competente autorità giudiziaria, potranno accedere quei detenuti per i quali sia stata formulata la diagnosi di tossico-alcoldipendenza e il relativo piano terapeutico-assistenziale da parte dei Servizi per le dipendenze delle Asl toscane. Ad accogliere i detenuti, in regime residenziale, saranno le strutture gestite dagli enti aderenti al Ceart (Coordinamento degli Enti Ausiliari della Regione Toscana), che realizzeranno il programma terapeutico-assistenziale finalizzato al loro reinserimento. Un gruppo di lavoro, costituito da esperti del Tribunale di sorveglianza di Firenze, del Prap (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria) e dei competenti settori dell'assessorato, definirà le procedure per l'attivazione di questi percorsi; individuerà la lista dei detenuti da inserire in questi percorsi (50-60 persone); definirà la ripartizione delle risorse da destinare alle Asl; monitorerà il corretto svolgimento degli interventi e ne rileverà i risultati.

ADUC Droghe

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