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Novità altro

Contenuto in evidenzaContenuto Redazionale NPS Project - Ricerca sulle Nuove Sostanze Psicotrope

Sostanze.info partecipa ad una ricerca europea finalizzata: "allo sviluppo di una conoscenza approfondita delle nuove sostanze che continuamente emergono sul mercato, e che ha come obiettivo quello di incrementare la consapevolezza dei rischi ad esse legati e di promuovere lo scambio di informazioni tra diversi soggetti che a vario titolo si occupano di identificazione delle sostanze da un punto di vista chimico, clinico e legale e di prevenzione del consumo"

Invitiamo quindi tutti i lettori che vi vogliono partecipare, a compilare il questionario - in forma totalmente anonima - pubblicato su questo link

docs.google.com/forms/d/1gGfNVYFYjQLC1WYojwlz_Wc_jnuxl62bxAAnPWcU36g/viewform

grazie

La Redazione

Contenuto Redazionale Auguri!


BUON NATALE A TUTTI!

 

Contenuto Redazionale "APPROFONDIMENTI STUPEFACENTI"

 

 

 Ciclo di incontri sulle droghe "Approfondimenti stupefacenti" che si terranno dal 5 novembre al 17 dicembre 2015, ogni giovedì alle 18h.00, presso il CentroJava- Infoshop, di Firenze. Un'occasione per esplorare il mondo delle sostanze senza pregiudizi.

 

Aprono la rassegna due autori di libri sulle sostanze, Vanni Santoni (5/11) e Tobia D'Onofrio (12/11), che presenteranno i loro libri, di recente pubblicazione, sul mondo dei rave e dei free party in Italia e in Europa.

 

Salvatore Giancane (19/11) presenterà il libro “Eroina. La malattia da oppioidi nell'era del digitale”, ed. Gruppo Abele. L'autore, medico tossicologo e coordinatore dell'Ambulatorio mobile dei Ser.T di Bologna, nel testo reagisce al negazionismo che da il consumo di eroina come "spacciato", indagando un mercato che vede il prezzo dell'eroina crollare e divenire molto più accessibile e descrivendo i consumatori attuali, molto spesso lontani dagli stereotipi diffusi.

 

Susanna Taccola e Federico Berti (3/12) presenteranno il laboratorio di Qi Gong destinato a consumatori di sostanze realizzato al Centro Java, nel quale si sono sperimentate tecniche e pratiche legate alla medicina tradizionale cinese per trattare l'ansia con armonia e gestire le emozioni attraverso il corpo.

 

Tra gli altri relatori ci sarà Grazia Zuffa (Mercoledì 9/12), che, insieme a Stefano Bertoletti, responsabile area Prevenzione e Dipendenze di C.A.T. Cooperativa Sociale, parlerà di "Cannabis e autoregolazione del consumo". Psicologa e psicoterapeuta, Grazia Zuffa ha insegnato Psicologia delle tossicodipendenze alla Facoltà di Psicologia dell’Università degli studi di Firenze ed è stata direttrice di Fuoriluogo.

 

Piero Coppo (17/12) parteciperà al ciclo di incontri parlando di esperienze di soglia e di stati non ordinari di coscienza, etnopsichiatra, ha insegnato Etnopsichiatria all’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha lavorato a lungo in Mali e in Guatemala, in programmi di cooperazione sulla medicina tradizionale come consulente dell’OMS ed esperto del Ministero degli Esteri italiano.

 

Per tutta la durata della rassegna, al Centro Java, verrà ospitata la mostra “Come le droghe si manifestano. Mostra di arte e sostanze”, collezione di manifesti che raccontano l'immaginario suscitato dalle sostanze nel modo delle arti grafiche, del cinema, del fumetto, della musica, realizzata a cura del Servizio Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Forlì, coordinata da Edoardo Polidori.

 

Tutti gli incontri si svolgeranno al Centro Java di Firenze.

Vi aspettiamo!

 

 

 

Il viaggio della cocaina dalla Colombia all’Italia, grazie a Farc e ‘ndrangheta

 

Articolo di Piero Innocenti - Limesonline

La battaglia di Bogotá contro il narcotraffico sta dando risultati notevoli, ma il mondo della droga è in costante evoluzione. Il ruolo della guerriglia e gli interessi delle ‘ndrine della provincia di Reggio Calabria.

 

In Colombia prosegue la lotta contro i narcotrafficanti e la guerriglia delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), che continuano ad avere un ruolo determinante nella coltivazione della coca e nel commercio internazionale della droga – anche se stanno negoziando con Bogotá un accordo di pace che ponga fine a oltre mezzo secolo di violenze. 
Il bilancio dell’attività di contrasto svolta nei primi sei mesi del 2015 dalla Polizia Nazionale, in particolare dalla Diran (Direzione Antinarcotici), con il concorso delle Forze armate, è notevole. Sono state sequestrate oltre 82 tonnellate (ton.) di cloridrato di cocaina, 115 di marijuana, 158 chilogrammi di eroina, oltre una tonnellata di basuco (lo scarto della cocaina), circa 350 ton. di foglie di coca, 1,2 ton. di pasta di coca, 5.228 pasticche di ecstasy, 112.123 dosi di amfetamine.

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Siamo andati a testare le droghe che si fa la gente ai festival

da Vice.com/it 

 Arrivato sull'isola di Wight sono saltato su un taxi con altri due ragazzi di Londra. Eravamo diretti al Bestival, l'ultimo grande festival estivo inglese, e i miei compagni di taxi avevano deciso di prendersi una botta colossale—effettivamente, entrambi avevano già mandato giù un paio di pasticche.

"Ma ne abbiamo ancora un sacco," mi ha detto uno di loro, orgoglioso. "Nascondo le buste attaccandole con lo scotch tra l'uccello e le palle. Lo faccio tutti gli anni. Funziona benissimo."

Era venerdì e il festival era cominciato il giorno prima, perciò mentre mi avvicinavo ai cancelli d'ingresso ho buttato un occhio ai bidoni della droga—che, se buttata, sarebbe stata "condonata". Molti bidoni erano quasi vuoti, o pieni di cartone. Pare che chi aveva deciso di incrementare artificialmente i propri livelli di serotonina nel corso del weekend non si fosse fatto intimorire dalla security e dai cani antidroga.

Anch'io nutrivo un certo interesse per le buste attaccate ai genitali delle persone, ma per motivi diversi da polizia e security. Mi ero portato da casa un bel po' di kit per testare le droghe, quelli che servono per capire quanto pura è una droga e con quali altre sostanze è stata tagliata. Perché? Volevo capire esattamente di cosa si fanno i giovani ai festival, e come reagiscono quando scoprono che le loro sostanze sono piene di agenti chimici usati per sverminare gli animali da allevamento.

Montata la tenda ho iniziato a vagare per il campeggio, pronto a convincere perfetti sconosciuti più o meno fatti a darmi un po' delle loro droghe per testarle.

da "Sei un poliziotto?" è la risposta che mi davano molti. "Perché se sì, col cazzo."

"No," replicavo, e questo sempre—e con un'enorme facilità—rassicurava i miei interlocutori, che da lì in poi si fidavano di me.

La cocaina non era molto diffusa, e solo sei gruppi tra i 35 che ho fermato hanno ammesso di averne. Tre campioni venivano da Londra, e tutti erano della qualità che mi aspettavo—ovvero non particolarmente buona. Ogni campione ha dato come risultato "medio contenuto di cocaina" che, secondo gli esperti che hanno ideato il test, significa che è pura intorno al 40 percento.

L'agente di taglio più presente in questi campioni era la benzocaina, un agente farmaceutico presente negli anestetici odontoiatrici e negli spray per il mal di gola. Si usa molto spesso per tagliare la cocaina perché ti anestetizza le gengive quando ce la sfreghi sopra, e questo—lo sapete tutti perché l'avete visto in tv, no?—è un segno inconfutabile che quella che ti hanno venduto è coca molto buona.

prosegue su www.vice.com/it/read/bestival-abbiamo-provato-droghe-partecipanti-398

cosa fare se l’effetto «bad trip» è subito molto antipatico

Esiste un modo per drogarsi in sicurezza? No. Perché tutte le sostanze comportano rischi più o meno gravi. Però, conoscere ciò che si sta per usare, essere informati su tutto ciò che può accadere con la droga che si è scelto di provare e su come arginarne i rischi è l’unico modo per provare a contenere i danni, inevitabili, che l’abuso di sostanze provoca.
Posti e situazioni da evitare 

Ogni droga ha le sue “precauzioni”, ma alcune valgono per tutti gli stupefacenti: quando si provano per la prima volta, ad esempio, meglio essere particolarmente attenti e non sottovalutarne i possibili rischi. E ancora: mai consumarle in luoghi appartati o pericolosi (come vicino a piscine o in vasca, si potrebbe annegare). Mai assumerle se ci si trova in situazioni che richiedono la massima lucidità e prontezza di riflessi, come quando si deve guidare l’auto. Inoltre, mai farlo da soli, così da poter chiedere aiuto in caso di necessità: non bisogna aver paura di segnalare malesseri. In molti locali ci si può rivolgere a uno spazio Chill Out (aree appositamente allestite, dove operatori specializzati in grado di gestire anche le emergenze accolgono chi si sente male) oppure si può chiamare il 118. Gli effetti e i rischi di quasi tutte le droghe, dalla cannabis alle cosiddette smart drugs, sono molto condizionati dalle caratteristiche fisiche, emotive e psicologiche di chi le assume, nonché dalle aspettative e dal contesto in cui le sostanze vengono assunte, oltre che dalla modalità d’uso (sniffare, inalare, inghiottire o iniettarsi la stessa sostanza può avere conseguenze assai diverse).

Cosa potete fare se un vostro amico sta male

Anche chi si trova vicino a qualcuno che si è drogato e sta avendo una brutta esperienza può fare tanto per aiutarlo e per limitare i danni. Ad esempio, se si è testimoni di un bad trip bisogna portare chi ne è vittima in uno spazio appartato, fresco e ben aerato, cercando di rassicurare la persona calmando la paura che il problema non passi; se invece fumare cannabis sta provocando nausea, capogiri e sudori freddi è bene far sdraiare la persona in un posto tranquillo e dare semmai un po’ di zuccheri per evitare che possa avere un collasso.

 

Nuove Droghe, per i medici è un rebus soccorrere chi sta male

Arrivano in Pronto soccorso in stato di agitazione, allucinati, con pupille dilatate e la frequenza cardiaca a mille, oppure, al contrario, lentissima, magari con segni di ictus, infarto, o perfino in coma. Per i medici che devono prendersi cura di loro, in piena intossicazione acuta da sostanze psicoattive, inizia una partita a dadi con la sorte. Perché quasi mai si sa che cosa ha in corpo il malcapitato di turno, come spiega Carlo Locatelli, responsabile Centro Antiveleni – CNIT della Fondazione Maugeri di Pavia: «Possiamo gestire i sintomi: stabilizzare i pazienti ed evitare che facciano male a sé o agli altri se sono violenti, tenere sotto controllo il sistema cardiovascolare, il più a rischio in fase acuta, trattare le psicosi. Dal 2010 al 2014 alla nostra struttura, che è centro di riferimento per il Sistema Nazionale Allerta Precoce sulle droghe sono arrivate richieste di consulenza per circa 8600 casi, ma solo per 900 è stata possibile una diagnosi certa della sostanza assunta e dei dosaggi introdotti. Di solito si riconosce la positività a nuove sostanze quando si escludono tutte le altre per cui esistono i test».

I mix pericolosi che «cozzano» con gli anestetici

 

Non si riesce a star dietro alle nuove molecole e a mettere a punto esami per scovarle in chi le consuma: i produttori sono più veloci, nel 2014 sono entrate in commercio 101 nuove sostanze psicoattive e quando si trova il modo per identificarne una, magari non si usa più. «Nel 30% dei casi chi arriva in ospedale non ha idea di che cosa abbia preso, il 70% ha fatto un mix ed è positivo a cannabis, cocaina e lo sarebbe pure a nuove droghe che non siamo in grado di rilevare — riprende Locatelli —. A volte aggiunge fumo e alcol, in altri casi il cocktail è involontario: nelle pasticche è difficile sapere che c’è, in alcune ci sono 20 sostanze insieme. Non sapendo che cosa siano le droghe da neutralizzare, i pericoli si moltiplicano: se dobbiamo operare per un trauma da incidente stradale, ad esempio, è difficile fare un’anestesia in sicurezza perché molte sostanze “cozzano” con gli anestetici. E poi c’è la gestione del “dopo”, spesso una psicosi da cui non si torna indietro: è una conseguenza che tanti ignorano, ma che dovrebbe essere ben conosciuta. Per una pasticca si può morire, ma pure restare disabili a vita».

Con una pasticca si può morire, ma anche restare invalidi a vita

Questo messaggio può bastare come deterrente al consumo? «Bisogna dire la verità, senza moralismi: non esistono droghe leggere e pesanti, ma non è neppure vero che tutte sono mortali — spiega Simona Pichini, ricercatrice dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OSSFAD) dell’Istituto Superiore di Sanità —. Dobbiamo informare i ragazzi su che cosa può succedere davvero se ci si droga». Serve soprattutto dire quel che accadrà a brevissimo, come sottolinea Sabrina Molinaro, dell’Ifc-CNR di Pisa: «Anziché terrorizzarli con rischi che sono percepiti come remoti, va spiegato, ad esempio, che dopo aver preso la pasticca mancherà l’aria, arriverà un attacco di panico, sarà possibile vomitare e sudare a profusione, prima o poi ci sarà di sicuro un “brutto viaggio” e per questo è bene non essere da soli; bisogna spiegare quali effetti sono “prevedibili” e dare indicazioni su che cosa fare invece se compaiono sintomi più seri. Se diventa chiaro che lo sballo spesso si trasforma in un malessere o un pericolo immediato, forse più ragazzi ci penseranno due volte prima di buttare giù una pillola: se una ragazza capisce che bere un drink che contiene la “droga dello stupro” significa come minimo perdere i sensi e svegliarsi derubata di tutto o violentata, magari cercherà davvero di non perdere di vista il suo bicchiere quando è in discoteca».

fonte Corroere.it  www.corriere.it/salute/15_giugno_18/nuove-droghe-medici-rebus-soccorrere-chi-sta-male-644db04e-15bc-11e5-8c76-9bc6489a309c.shtml

 

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