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GRAN BRETAGNA - Studio sui danni al cervello da smart drugs

 

http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2010/marzo/0004(15).jpgAduc Droghe - Fra gli studenti si e' diffusa la moda di ricorrere ad 'aiutini' chimici: 'smart drug' acquistabili online senza ricetta, ovvero prodotti farmaceutici per il potenziamento cognitivo, spesso studiati e sperimentati per scopi ben diversi da quelli degli aspiranti primi della classe. Sempre piu' studenti, secondo gli esperti, si auto-prescrivono pillole e sciroppi, acquistano illegalmente prodotti in Rete e si scambiano suggerimenti sui migliori cocktail di pillole per ottenere buoni voti. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, almeno in Gran Bretagna, e' stato in questi giorni l'annuncio che l'ex ministro della Salute, Lord Darzi of Denham, e' a capo di uno studio in corso all'Imperial College di Londra. La ricerca punta a far luce sugli effetti di smart drug salva-voti per la salute dei giovanissimi. Paventando pesanti rischi per il benessere e lo sviluppo dei ragazzi. Si tratta di molecole usate da anni per il trattamento di condizioni come l'iperattivita' e il deficit di attenzione (Adhd) e la narcolessia, rivelandosi sicuri. Ma nessuno, sottolineano alcuni ricercatori sul quotidiano 'Daily Mail', ha controllato gli effetti dell'uso 'caotico' di questi prodotti in ragazzi sani, che prendono dosi 'fai da te' di medicinale per accrescere le loro capacita' intellettive. Secondo alcuni esperti questo tipo di impiego potrebbe riflettersi pesantemente sul cervello ancora in fase di sviluppo dei ragazzi, con il rischio di dipendenza o danni permanenti. Cosi', sognando voti alti e una memoria di ferro, molti ragazzi non esitano a buttare giu' pillole studiate per trattare malattie come Alzheimer o Parkinson.

 

 

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Giovanardi al Corriere della Sera: il test antidroga diventi obbligatorio per i neopatentati

Un nuovo piano del Governo per debellare l'uso di droghe prevede un test anti-droga obbligatorio per l'esame della patente automobilistica o - semplicemente - per guidare un motorino

La puntata di Annozero con Morgan ospite ha destato parecchio scalpore. Tanto da spingere il Governo a proporre misure restrittive per impedire che chi assume droghe si metta alla guida e diventi un pericolo per sè eper gli altri. Il Sottosegretario responsabile del dipartimento nazionale antidroga - Carlo Giovanardi - ha dichiarato che le misure di sicurezza per chi vuole patentarsi saranno molto rigide.

 

Tutti saranno sottoposti ad un test anti-droga per stabilirne l'idoneità alla guida. Una reazione che è di risposta alla trasmissione di Santoro che - secondo le parole di Giovanardi rilasciate al Corriere della Sera - avrebbe dato vita ad una puntata scandalosa parlando di droga con il cantautore Morgan.

 

Lo scopo del Governo è quello di prevenire drasticamente le stragi del sabato sera evitando le cause che più affliggono gli incidenti che tolgono la vita a molti giovani i quali - troppo spesso - non sono lucidi dopo una serata in discoteca. Alcool e droghe su tutti.

 

Giovanardi ha stabilito anche un provvedimento che prevede la chiusura dei locali alle 4 e la vendita di alcool sospesa un'ora prima.

 

Certo il test anti-droga diventi obbligatorio per i neopatentati potrà anche essere una buona misura educativa, ma dopo la patente?

 

Fabrizio Di Meo

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Il ministro della Salute si occupi anche della salute dei tossicodipendenti. A cominciare dal sito Web del ministero

Uno degli aspetti più devastanti dell'attuale politica antidroga è il fatto che la tossicodipendenza è considerata più un fenomeno giudiziario che sanitario. Per capire questo, basta andare sul sito del ministero della Salute, che alla tossicodipendenza neanche dedica una delle decine di canali di informazione. L'incarcerazione di tossicodipendenti, la trasmissione di malattie infettive come l'Hiv per la mancanza di politiche di riduzione del danno, la circolazione di sostanze incontrollate e talvolta letali sono solo alcune delle emergenze sanitarie create dal mercato nero con cui si finanziano le maggiori organizzazioni criminali italiane e mondiali. Eppure, visitando il sito del Ministero della Salute, non abbiamo trovato alcun settore tematico dedicato alla tossicodipendenza. Sulla home del sito appaiono ben 47 aree tematiche, dai cosmetici ai biocidi, dall'Antidoping all'assistenza sanitaria per i turisti che vanno all'estero, ma nessuna area dedicata alla tossicodipendenza. Anche il settore dedicato alla lotta all'Hiv/Aids trascura la popolazione tossicodipendente, limitandosi a dire 'en passant' che la condivisione di siringhe infette è una delle modalità di contagio, senza poi informare su come reperire siringhe sterili. Proprio pochi giorni fa uno studio ha denunciato come la guerra alla droga spinga molti Governi a rigettare misure di riduzione del danno (come programmi di scambio siringhe), danneggiando irrimediabilmente la lotta all'Hiv/Aids. I ricercatori spiegano che una efficace campagna contro questa epidemia non può non mirare a informare la popolazione tossicodipendente, che deve essere incoraggiata ad utilizzare siringhe pulite attraverso appositi programmi di assistenza sanitaria. A giudicare dal sito Web del ministero della Salute, altrimenti ricco di campagne di informazione e di settori tematici, la tossicodipendenza non è questione di salute. L'informazione mirata alla popolazione tossicodipendente sembra essere stata deferita in toto al sottosegretario Carlo Giovanardi, da ormai quasi un decennio alla guida delle inefficacissime politiche antidroga italiane ed uno dei più vocali detrattori delle politiche di riduzione del danno. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, se non vuole perdere ogni credibilità, dovrebbe non solo rimediare alle strabilianti lacune del suo sito, ma soprattutto riportare nella sua sfera di 'interesse' un tema pericolosamente trascurato. Non si puo' lasciare la salute di centinaia di migliaia di cittadini malati in mano ad un collega di Governo i cui insuccessi sono sotto gli occhi di tutti.

ADUC Droghe

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Il proibizionismo frutta alle mafie italiane 50 miliardi di euro l'anno

  "Si aggira intorno ai 140 miliardi di euro all'anno il fatturato proveniente dai traffici della criminalita' organizzata, di cui un terzo dal traffico di stupefacenti che attualmente in Italia e' in mano alle famiglie calabresi". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, intervenuto a Palermo alla presentazione del libro "Mafia export" di Francesco Forgione. Grasso ha citato la recente operazione antidroga 'Albatros', che grazie all'intervento di speciali aerei Atr della Guardia di finanza ha permesso di intercettare motoscafi diretti in Galizia e verso le coste dell'Africa e di sequestrare 9 tonnellate di cocaina "che valgono -ha sottolineato- sulla strada circa due miliardi e mezzo di euro".

Notiziario Aduc

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Vende droga vestito da prete con la Bibbia

:-)

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AlcolEcstasyAltro

Sesso droghe e sballi

Per molte persone il sesso è ormai legato al consumo di droghe. Quasi una conditio sine qua non, il che la dice lunga, credo,  sulle difficoltà di relazione che abbiamo nei nostri tempi.

I famosi sballi del sabato sera si basano principalmente sull’uso di droghe così dette “ricreazionali“, cioè che riescono a facilitare  i rapporti sociali, a vincere inibizioni e tabù e a far apparire tutto più facile, tutto più desiderabile.

In uno studio spagnolo appena pubblicato sono stati intervistati 100 ragazzi, ai quali è stato chiesto di compilare un questionario per raccontare le proprie esperienze sessuali, l’uso di droghe ricreazionali, l’abitudine di frequentare discoteche, pub, bar ecc nel week end.

Risultato: l’alcol è sicuramente la droga più popolare (soprattutto per iniziare l’incontro sessuale, per le esperienze più inusuali o particolarmente “hot”, per prolungare l’atto sessuale o accrescere il desiderio). Per avere migliori prestazioni sessuali però i ragazzi hanno affermato di ricorrere preferibilmente alla cocaina.

La Cannabis sembra invece poco popolare per lo sballo del sabato sera, in quanto ha effetti rilassanti, che portano più verso il sonno che verso l’eccitazione. L’ecstasy viene scelta principalmente per rimanere attivi e per divertirsi, ma non per migliorare le performances sessuali.

Le ragazze usano l’alcol più dei ragazzi, soprattutto per accrescere il desiderio, oppure quando vogliono fare del sesso “strano”, o per prolungarne la durata.

blog.donnamoderna.com

via: Psiconautica

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Droghe e riduzione danno. Giovanardi: falsita' associazioni per contrastare iniziativa Ue

Il Dipartimento Politiche Antidroga risponde a Forum droghe, CNCA, Gruppo Abele, LILA che, con una lettera alla Presidenza spagnola, 'hanno tentato di condizionare il contributo della delegazione italiana al Gruppo Orizzontale droga in materia di riduzione del danno'. Lo riferisce una nota sottolineando che 'l'iniziativa non ha pero' trovato alcun accoglimento tanto che, al termine dei lavori, e' stato possibile trovare una posizione comune e bilanciata tra tutti gli Stati membri sulle politiche di prevenzione delle patologie correlate alla tossicodipendenza'. 'Contrariamente a quanto affermato dalle ONG - chiarisce il sottosegretaio con delega alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi -, il documento presentato a Bruxelles dal Dipartimento antidroga, non solo e' stato sottoscritto dalle piu' importanti ONG italiane (sia degli operatori del pubblico che del privato sociale), ma, correttamente, riporta anche le posizioni contrarie delle citate ONG in ordine all'esclusione da qualsiasi impiego delle cosiddette 'camere del buco', sulla somministrazione controllata di eroina e sul pill testing'. E ricorda che 'il documento sulla Prevenzione delle Patologie correlate del Dipartimento e' basato sulle evidenze scientifiche piu' aggiornate e su un approccio che mette al centro degli interventi la persona tossicodipendente e la necessita' di non rinunciare mai alla sua completa riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo. Ecco perche si ritiene, concordemente con la maggioranza delle ONG italiane, che le 'camere del buco', la somministrazione di eroina e altre azioni della cosiddetta riduzione del danno siano da respingere con fermezza. Nessun pregiudizio ideologico, ma una posizione determinata nel non relegare la persona tossicodipendente in squallide condizioni di dipendenza cronica, umanamente non accettabili e scientificamente non corrette. Infine - conclude - viene da chiedersi perche' i responsabili di queste associazioni, chiamati, peraltro, a concertare le politiche sulle droghe del Governo precedente, non abbiano provveduto, nei due anni della scorsa legislatura, a introdurre nell'Ordinamento e realizzare le misure che adesso reclamano a gran voce'.

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comunicazione della redazione

Al nostro lettore che aveva postato qui la domanda “Io da più o meno un mese, facevo uso di cannabinoidi (più o meno tre canne al giorno). Dal 25 di gennaio non ho più fatto uso di questa sostanza…….” di oggi 4 marzo ed a tutti i nostri lettori.

Vi preghiamo di non pubblicare le vostre domande in area CONTENUTI.

Questa zona è dedicata ad articoli, siti, esperienze ecc. sulle sostanze.

Le domande possono essere postate come commento ad argomenti simili, o - per noi molto meglio per poterle più efficacemente e rapidamente gestire - in DOMANDE AGLI OPERATORI.

Grazie per l'attenzione.

Per il lettore di cui sopra: abbiamo noi provveduto a spostare al tua richiesta in DOMANDE AGLI OPERATORI dove a breve potrai leggere la risposta.

 

 

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Per gli uomini le curve femminili sono come una droga

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/show-me/esterne031042290307104606.jpg(In-dies.info) Sugli uomini, le curve delle donne hanno gli stessi effetti della droga. La vista di seni e glutei attiva gli stessi centri del piacere che si attivano con gli stupefacenti. A spiegarlo  uno  studio che ha coinvolto 14 uomini, dell'età media di 25 anni. Negli esperimenti, gli scienziati hanno mostrato sette donne. Poi hanno ritoccato le stesse ridistribuendo il grasso: il tessuto adiposo, preso dalla vita, veniva messo su seno e natiche, mentre il peso delle donne rimaneva lo stesso.Tramite il controllo radiodiagnostico i ricercatori hanno poi esaminato il cervello maschile, prima e dopo l'intervento sulle donne, e hanno rilevato che le curve femminili attivavano le parti del cervello associate al piacere e quelle parti cerebrali che si eccitatano con droghe e alcol.Secondo gli esperti, ciò si spiega col fatto che determinate proporzioni siano nella donna indice di buoni geni.

I nuovi dati potranno anche a capire la dipendenza dalla pornografia o di fare delle analisi sulle infedeltà.La ricerca è stata fatta al Georgia Gwinnett College ed è stata diretta dal professor Steven Platek. I risultati sono stati pubblicati su "Public Library of Science (PloS) ONE".

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attesa visita

ho fatto 5-6 tiri di spinello e son passati 6 giorni che devo far la visita del lavoro devo proccuparmi

attendo risposta grazie

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La cannabis provoca schizofrenia? Studio: nessun dato convincente

Peter Yates Moretti - ADUC droghe

E' ormai uno dei principali luoghi comuni utilizzati da chi difende il proibizionismo sulla cannabis: le canne causano la schizofrenia nei giovanissimi. In realtà il nesso di casualità non è stato ancora dimostrato: la cannabis, come del resto numerose altre sostanze come l'alcool, potrebbero scatenare episodi psicotici in chi già potrebbe avere una predisposizione alla malattia mentale. Ed in ogni caso, se bastasse il fatto che una sostanza fa male per criminalizzarne il consumo, fumare sigarette o bere una bevanda alcolica dovrebbe essere sanzionato con l'ergastolo. Una nuova indagine pubblicata sulla rivista scientifica Addiction mette a nudo la probabile esagerazione dei rischi alla salute del consumo di cannabis. Secondo la review, intitolata "Come l'ideologia crea prove e politiche: cosa sappiamo sul consumo di cannabis e cosa dovremmo fare", non ci sono prove concrete del legame fra il consumo di cannabis e l'incidenza della schizofrenia. Gli studiosi del Dipartimento di Medicina sociale dell'Università di Bristol, John Macleod e Matthew Hickman, hanno valutato i potenziali rischi derivanti dal consumo di cannabis, ed in particolare il legame causale con alcune malattie mentali. Questo scrivono i ricercatori: "Continuiamo ad essere convinti che le prove che il consumo di cannabis puo' causare la schizofrenia non sono convincenti, anche quando valutate secondo nuovi criteri oppure secondo quelli ordinari. ... Per esempio, secondo una nostra recente indagine dovremmo prevedere dai 3000 ai 5000 casi di consumo pesante di cannabis fra i giovani per prevenire un singolo caso di schizofrenia, e che fino a 25.000 giovani dovrebbero evitare anche l'uso sporadico di cannabis per prevenire un singolo caso di schizofrenia. ... Possiamo concludere che le prove più forti di un possibile nesso di casualità fra il consumo di cannabis e la schizofrenia deriva da studi di oltre 20 anni fa e che la forza di prove raccolte più recentemente è stata esagerata". Nel 2007, un'analisi pubblicata sulla rivista The Lancet aveva stimato che il consumo di marijuana poteva aumentare il rischio di malattie psicotiche del 40 per cento. A seguito di questa stima, il Parlamento britannico nel 2008 ha riclassificato la sostanza da classe C a classe B, punendo il solo possesso con cinque anni di carcere. Gli studiosi dell'Università di Bristol criticano questa decisione: "L'unico possibile beneficio importante derivante dalla proibizione è prevenire il consumo di cannabis. Ma non ci sono prove che la proibizione serva a raggiungere questo obiettivo. Le abitudini legate al consumo di cannabis nella popolazione non è influenzato dalle politiche sulla sostanza, e la criminalizzazione dei consumatori di cannabis non ha alcun effetto sulle loro abitudini". In generale, i ricercatori hanno ribadito che il peggior rischio legato alla cannabis è il consumo associato al tabacco.

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Droga. Riduzione danno. Consiglio d'Europa sposa posizione Giovanardi

 

Il Consiglio d'Europa ha fatto sua la posizione italiana sulla 'riduzione del danno', cioe' sulle azioni da intraprendere per prevenire i rischi e ridurre i danni legati all'uso di droghe, dicendo in pratica 'no' alle cosiddette 'camere del buco', alla somministrazione controllata di eroina e al pill testing, cioe' l'esame immediato delle sostanze stupefacenti fuori dai luoghi di consumo. Lo rende noto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. La delegazione italiana del Dipartimento per le politiche antidroga, informa Giovanardi, ha portato oggi a Bruxelles, su indicazione dello stesso sottosegretario, la posizione italiana sulla prevenzione delle patologie correlate e, in particolare, dell'infezione da hiv, delle epatiti, delle malattie trasmesse sessualmente e della tbc. Il Gruppo orizzontale Droga del Consiglio d'Europa, 'dopo una lunga e aspra discussione per individuare una posizione condivisa da tutti gli Stati membri', ha fatto sua la posizione italiana. 'L'Italia ha chiesto e ottenuto - dice Giovanardi - che le misure e le azioni di prevenzione siano finalmente elencate con precisione, facendo esplicitamente riferimento a un documento ufficiale di alto livello, condiviso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e le Nazioni Unite. Tutto questo per non lasciare dubbi e incertezze relativamente a tre misure che non trovano alcun riconoscimento nel nostro Paese: le cosiddette camere del buco, la somministrazione controllata di eroina e il pill testing'. 'Finalmente, anche in ambito europeo - dichiara il sottosegretario - è stata fatta chiarezza su quali siano le azioni e gli interventi spendibili nella cosiddetta 'riduzione del danno', termine troppo spesso utilizzato con strumentalizzazioni ideologiche e politiche e che l'Italia ha sostituito con il termine piú tecnico di 'prevenzione delle patologie correlate all'uso di droghe'. Per noi non è una questione di terminologia ma di contenuti. Gli interventi per la prevenzione di queste malattie non possono mai essere alternativi al trattamento ma sempre complementari; la linea italiana è quella di correlarli sempre all'offerta di trattamento all'interno di una strategia centrata sulla persona, che si pone come fine ultimo il recupero totale e il reinserimento sociale e lavorativo del tossicodipendente'.

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