Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 26360 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità altro

In 4 anni in Italia 280 nuove droghe. Allarme smart drug sul web

 ROMA - Pasticche dall'apparenza innocua che contengono droga. In quattro anni il Sistema di allerta precoce per le droghe del Dipartimento politiche anti droga ha scoperto circa 280 nuove sostanze tossiche. Potenti, tossiche e pericolose, anche perché di facile reperibilità. Un dato allarmante diffuso nel corso della  presentazione del nuovo piano nazionale contro la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (Nsp), che possono essere di natura sintetica, ma anche vegetali. Il mercato delle 'smart drug' utilizza soprattutto Internet e va di pari passo con quello dei farmaci contraffatti o di vendita illegale. Sono prodotti che possono causare disturbi gravi: dai danni al cervello a quelli al sistema cardiorespiratorio. Solo in Italia sono stati identificati dal 2010 circa 70 casi di intossicazione acuta dovuti all'assunzione di Nsp. 

L'allarme. Queste nuove sostanze psicoattive sono diffuse non solo su territorio italiano ma anche su quello europeo. " Un fenomeno in crescita "che assume rilevanza di sanità pubblica affiancandosi con quello delle droghe tradizionali quali eroina, cocaina, cannabis, anfetamine - spiega il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - . Ragazzi giovanissimi hanno accesso a sostanze psicoattive, un elenco vastissimo di sostanze messe sul mercato e propinate soprattutto attraverso la rete, luogo di incontro di tutti i ragazzi del mondo".

LA SCHEDA Da cervello a cuore, i danni delle smart drug 

I danni per la salute. Sono rilevanti le problematiche psichiatriche correlate all'uso di queste sostanze illegali e i vari disturbi, soprattutto renali, cardiaci e respiratori, costantemente aggravati per il contemporaneo uso di alcol e altre droghe. Il piano per combattere il fenomeno sarà presentato in 10 città italiane. Domani si terrà il primo incontro all'università Cattolica di Roma, con un corso di aggiornamento tecnico scientifico. "Al fine di assicurare una risposta efficace al diffondersi delle droghe sintetiche - aggiunge il ministro Lorenzin - che creano danni per la salute pubblica e a quella dei nostri ragazzi, realizziamo questo primo update sulle principali caratteristiche delle Nsp individuate, mettendo a punto una serie di indicazioni strategiche e di obiettivi". Sul tema sono state date indicazioni strategiche sia a livello internazionale, sia a livello europeo. 

La stretta della Ue. La scorsa settimana la Commissione europea ha proposto una direttiva e un regolamento per rendere illegali le nuove sostanze psicoattive usate in alternativa alle droghe. Secondo le stime della Ue questi stupefacenti sono state assunte da oltre 2 milioni di persone e provate almeno una volta dal 5% dei giovani secondo le stime di Bruxelles. Con le nuove norme sarà possibile agire in tempi rapidi e bandire dal mercato le sostanze più dannose nel giro di poche settimane. Con l'attuale legislazione, invece, sono necessari 24 mesi e non è possibile procedere a una sospensione temporanea

www.repubblica.it/salute/2013/09/23/news/in_4_anni_in_italia_280_nuove_droghe_allarme_smart_drug_sul_web-67090263/

Il porno crea dipendenza?


Lo studio dell'università di Cambridge

 

Giornalettismo - La pornografia puo’ provocare una dipendenza simile a quella della droga o dell’alcol. Gli utenti compulsivi di prodotti pornografici mostrano gli stessi segni di dipendenza nella loro attivita’ cerebrale come gli alcolisti o i tossicodipendenti, ha rivelato uno studio.


Leggi tutto l'articolo

Il Kratom potrebbe essere rimosso dalla lista dei narcotici in Thailandia

L'Office of the Narcotics Control Board (ONCB) sta rispondendo positivamente alla proposta di legalizzazione del kratom (Mitragyna speciosa), che è attualmente inserito nella lista delle sostanze stupefacenti.L'ONCB si incontrerà con la Food and Drug Administration, il ministero della Salute Pubblica e l'Ufficio della Polizia Nazionale per discutere se il kratom debba essere rimosso o meno dalla lista.La Thailandia è infatti l'unico paese che considera il kratom come un narcotico.Il ministro della Giustizia Chaikasem Nitisiri, che sta spingendo per la legalizzazione, ha detto che è cresciuto a Thon Buri, dove il kratom è sempre stato coltivato e utilizzato."In effetti, il kratom è stato usato come una medicina tradizionale in passato", ha riferito, aggiungendo di non volerne promuovere l'uso, ma di pensare che potrebbe distrarre la gente da usare droghe dannose come le metanfetamine.Il dottor Anek Yomchinda, direttore dell'Istituto Centrale di Scienze Forensi, ha ammesso che gli studi preliminari hanno mostrato che il kratom possiede effettivamente proprietà medicinali. "In Nuova Zelanda si tratta di un componente nella produzione di antidolorifici e antibiotici" ha aggiunto.Una commissione del Senato -nominata per studiare le proprietà del kratom- ha rilevato che non esistono dati per dimostrare che il consumo di kratom possa essere associato a crimini.Lo studio suggerisce inoltre che le autorità competenti abbiano deciso di vietare kratom nel 1943 perché non potevano riscuotere tasse su di esso come facevano sul consumo di oppio.La commissione ha anche sottolineato che se il kratom venisse legalizzato, potrebbe fornire benefici economici per la Thailandia, dove la pianta è indigena."Può essere utilizzato nella produzione di numerosi farmaci, e può anche ridurre la dipendenza della Thailandia dalla morfina importata", è stato riferito dalla commissione.Un sondaggio mostra che la provincia di Satun ha il più alto numero di alberi kratom.Inoltre , camionisti e operai consumano ampiamente foglie di kratom perché ciò li tiene svegli ed più conveniente del caffè e delle bevande energetiche.fonte : Kratom may be taken off narcotics list  http://medicinamoksha.blogspot.it

I dati sulle droghe e i giochi di prestigio

Gustavo Spinelli commenta la relazione 2013 sulle tossicodipendenze per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto. 

Leggendo la sintesi della Relazione 2013 al Parlamento sulle tossicodipendenze predisposta dal Dipartimento antidroga, mi è tornata in mente l’affermazione attribuita a Hegel: se la realtà dei fatti non coincide con la teoria peggio per i fatti. Questa espressione è divenuta nel tempo emblema di come l’arroganza ideologica si imponga sulla realtà ridefinendola a proprio piacimento. Questo atteggiamento può valere in molti ambiti della vita sociale, ma lo possiamo ritrovare anche in ambito scientifico quando per i più svariati interessi si decide a priori quale debba essere l’esito di un ricerca manipolando l’impostazione in modo che si arrivi a “dimostrare” quanto voluto.

Anche quest’anno i toni della Relazione sono entusiasmanti: ulteriore calo nei consumi delle varie sostanze nella popolazione in generale. Viene sottolineato con soddisfazione la conferma di un trend in atto già da alcuni anni. Ottimo. Ma da quando assistiamo a questa disaffezione di massa all’uso di sostanze? Dal 2008 ci dice la Relazione, che guarda un po’ è l’anno in cui viene istituito il Dipartimento per le politiche antidroga voluto da Giovanardi,  che ne assume la rappresentanza politica e alla cui guida chiama Giovanni Serpelloni nella veste di esperto in materia a cui affida la guida “tecnica”.

Unico fastidioso neo, l’aumento dell’affezione alla cannabis da parte dello scellerato target 15-19 anni, insomma i soliti imprevedibili, curiosi, ostinati, ingestibili adolescenti. La Relazione ci informa che uno su cinque degli studenti delle superiori ha fumato almeno una volta cannabis nel corso dell’ultimo anno. E questo nonostante i poderosi investimenti del DPA.  Nonostante decine e decine di interminabili videoconferenze imposte nelle scuole superiori da annoiati esperti stufi di ripetere sempre le solite cose, sui danni al cervello, sulla sindrome amotivazionale, sulla schizofrenia ecc. Nonostante le migliaia di drug-test somministrati a minori, dopo aver sufficientemente spaventato confusi genitori con la storiella che non è mai troppo presto e che è meglio vederci chiaro subito. Nonostante si sia arrivato a scriverlo a caratteri cubitali sulle facciate di importanti monumenti, che chi compra droga finanzia la mafia e ne diventa complice. Niente. Nonostante l’informazione terroristica, il controllo chimico, lo stigma sociale, questi cocciuti adolescenti se ne fregano e, direbbero loro, se la godono. E adesso? Cosa dire? Che carte giocare? Cosa si poteva ancora estrarre dal magico cappello dell’illusionista? Cosa poteva ancora inventarsi il DPA per mantenere alto l’allarme sociale e quindi giustificare la propria esistenza? Ma è evidente: il gioco d’azzardo.

La vera novità della Relazione di quest’anno è l’associazione adolescenza, droga e gioco d’azzardo. Questa ci mancava. In pratica viene evidenziato che gli adolescenti che si fanno le canne (perché a questo si allude) hanno una predisposizione anche per il gioco d’azzardo, almeno nel 41,7% dei casi, in pratica uno su due. Sarà vero o è un altro gioco di prestigio? Poco importa che chi si occupa professionalmente di gioco patologico ci dica che questa relazione non l’ha mai colta, visto che ai servizi si presentano persone solitamente adulte e spesso anche anziane, o che non risulti nemmeno a chi si occupa professionalmente di adolescenti problematici o che usano droghe. Il tema da sventolare buono per ogni occasione, in modo da mantenere alta la preoccupazione sociale, è la salute dei nostri piccoli, indifesi, vulnerabili, insicuri adolescenti (meglio se minori), in balia di social network pericolosi, di siti internet che disinformano e istigano, di un mercato malavitoso pronto a divorarli.

Droga a scuola. Iniziativa DPA e MIUR

"Ci stai contro le droghe e le mafie?" e' questo lo slogan della nuova iniziativa per la sensibilizzazione dei giovani contro l'uso droghe, l'abuso di alcol, le mafie, le loro violenze e il terrorismo, realizzata dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca. L'iniziativa fa parte del piu' ampio il progetto "EDU Life", finalizzato alla creazione di nuovi strumenti informativi e interattivi per gli istituti scolastici per il supporto e la corretta informazione di studenti, insegnanti e genitori sulla prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti e dell'abuso alcolico. Il concorso rivolto a tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado presenti sul territorio italiano, prevede la realizzazione di poster, banner, fatti dai giovani per i giovani, che esprimano un messaggio chiaro contro l'uso di droghe, l'abuso alcolico e le mafie. Possono partecipare alla selezione singoli studenti, gruppi di studenti di una stessa classe o di classi diverse (fino a un massimo di 5 studenti), appartenenti allo stesso Istituto, una o piu' classi dello stesso istituto, o l'Istituto nel suo complesso. I 10 prodotti che avranno ricevuto piu' voti, saranno valutati dalla giuria di esperti, che selezionera' i vincitori dell'iniziativa e verranno infine segnalati agli istituti scolastici italiani per poter essere utilizzati nell'ambito delle attivita' di prevenzione . Per ulteriori informazioni sull'iniziativa e sulle modalita' di iscrizione e' possibile accedere al sito internet dedicato all'evento www.cistaicontroledroghe.dronet.org.
"Nell'ambito del concorso 'Ci stai contro le droghe e le mafie?' - ha dichiarato Giovanna Boda, Direttore Generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione del MIUR - gli studenti diventano protagonisti della diffusione di messaggi diretti alla prevenzione delle tossicodipendenze giovanili e dell'abuso alcolico. Sollecitare la creativita' non solo favorisce un apprendimento che implica una rielaborazione personale, ma consente di sviluppare l'aspetto intellettuale, motivazionale ed emozionale dei processi cognitivi. Questo costituisce l'elemento fondamentale per lo sviluppo di personalita' sicure, libere e autonome, capaci di effettuare scelte consapevoli". "Questa importante iniziativa - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - ci permettera' grazie alla preziosa collaborazione del MIUR e di tutte le scuole italiane, di sviluppare e approfondire con tutti gli studenti delle tematiche importanti come quelle che riguardano il consumo di droga, l'alcol e anche il gioco d'azzardo patologico, ma soprattutto incrementare gli interventi coordinati di prevenzione dell'uso di sostanze soprattutto nei giovani. D'altronde - ha spiegato il Capo Dipartimento - le evidenze scientifiche di questi ultimi anni hanno dimostrato che anche per le persone piu' vulnerabili le modalita' educative portate avanti in maniera coerente sia in ambito familiare, sia in ambito scolastico possono essere veramente efficaci per ridurre il rischio di usare sostanze stupefacenti e il conseguente sviluppo di dipendenza, aumentando la possibilita' di acquisire comportamenti e stili di vita sani e una buona resilienza verso l'uso anche sperimentale di droghe e l'abuso alcolico. Tutti i giovani - ha concluso Serpelloni - devono credere nella possibilita' di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale coerente di legalita' e quindi non acquistando mai alcun tipo di droga esprimendo lontananza totale da queste organizzazioni non finanziandole in alcun modo oltre che rispettare la propria salute fisica, mentale e sociale".
fonte ADUC Droghe

U.E. - Proposta nuovi divieti per sostanze psicoattive


Notiziario ADUC - La Commissione europea ha proposto una direttiva e un regolamento per rendere illegali le nuove sostanze psicoattive usate in alternativa alle droghe come cocaina ed ecstasy, assunte da oltre 2 milioni di persone e provate almeno una volta dal 5% dei giovani secondo le stime di Bruxelles. Con le nuove norme sara' possibile agire in tempi rapidi e bandire dal mercato le sostanze piu' dannose nel giro di poche settimane. Con l'attuale legislazione, invece, sono necessari 24 mesi e non e' possibile procedere a una sospensione temporanea.
La nuova politica europea prevede la possibilita' di rimuovere temporaneamente dal mercato le droghe piu' pericolose, sospendendone la vendita per un anno. I punti principali di questa nuova regolamentazione riguardano anche la distinzione dei provvedimenti in base agli effetti - piu' o meno limitati - delle sostanze. Cosi', l'Ue puo' prendere tre decisioni: se il rischio e' basso, puo' decidere di non agire; se il rischio e' moderato puo' scegliere di bandire la sostanza solo sul mercato dei consumatori senza pero' limitarne l'uso industriale e farmaceutico; se il rischio e' elevato, puo' bandire l'uso per i consumatori ma anche quello industriale, se non in caso di eccezioni particolari, su cui pero' verranno applicati forti controlli. Il regolamento - che ha applicazione diretta e immediata in tutti i paesi - si concentrera' sulla proibizione delle sostanze, mentre la direttiva - che va recepita dagli Stati membri e richiede quindi tempi piu' lunghi - riguardera' solo le sanzioni penali.

Internet, al via il primo programma per la cura della dipendenza

Inaugurato negli Stati Uniti lunedì 9 settembre

 

Salute/IlSole24Ore - Dopo il riconoscimento, risalente alla scorsa primavera, della dipendenza da Internet come possibile disturbo mentale, suggellata dalla sua inclusione nella Sezione III del DSM-5 (la quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), ora questo problema avrà il primo centro dedicato alla sua cura. E' infatti prevista per lunedì 9 settembre l'inaugurazione del programma per la cura della dipendenza da Internet del Bradford Regional Medical Center, in Pennsylvania (Usa).


Continua a leggere sul sito de IlSole24Ore

TOKIO GAME

Nella capital planetaria del gioco convivono locali specializzati, sfide virtuali e la fiera più tecnologica del settore. Per definire i nuovi orizzonti di una “droga” che ha radici antiche

di Stefania Viti. D Repubblica, http://d.repubblica.it/

Sulla   Dogenza-ka di Shibuya, il distretto dei divertimenti nel cuore pulsante di Tokyo, i game center chiudono soltanto a notte fonda. Quelli più grandi e famosi si affacciano sulla strada, altri si trovano dentro anonimi edifici che potrebbero contenere uffici o negozi. In Giappone, baluardo di una “game culture” che non ha eguali nel mondo, le giovani coppie si danno appuntamento anche qui, in questa sorta di luna park metropolitani dove l’affezione per l’altro sale col livello del gioco che si riesce a conquistare. D’altra parte a Tokyo esistono le “arcade” del divertimento più scintillanti del mondo. Ogni anno i grandi giornali stilano le classifiche aggiornate dei migliori locali in cui andare a giocare. Anche in questo la capitale del Giappone è un’eccezione. In occi- dente, dopo un ventennio di popolarità, i game center sono stati spazzati via alla fine dei Novanta dalla nascita delle console. Nel Sol Levante, pure all’avanguardia dell’elettronica applicata al gioco, vecchio e nuovo continuano a resistere e prosperare. E le lucine colorate e intermittenti, cornice tipica dei locali, servono ancora a illuminare un’unica grande fantasia: giochi di tutti i tipi, da quelli semplici coi bracci meccanici, ai più sofisticati videogiochi, ai giochi di gruppo. In Giappone il gioco non è un affare da ragazzi. Basta pensare alla storia del pachiko, il tipico gioco d’azzardo che consiste nell’inserire palline metalliche in una macchinetta automatica, per vincere un jack-pot se si ferma nel posto giusto. Nonostante il mercato abbia prodotto gli aggeggi più sofisticati, il pachinko resiste da oltre settant’anni. È sempre più o meno lo stesso, eppure persino nella piazzetta davanti alla stazione del più piccolo paesino di provincia del Giappone, il pachinko con il suo rumore assordante e le sue luci colorate continua a consolare la casalinga così come il nonno o lo studente universitario. S’interrogò sul misterioso fascino che questo gioco esercita sui giapponesi già Fosco Maraini, che per trovare una spiegazione, nelle sue Ore Giapponesi andò a scomodare persino Buddha: «È difficile capire il fascino del pachinko” scriveva. «Non c’è dubbio che esso costituisca una fuga dalla realtà, una droga; ma solo un popolo fondamentalmente buddhista poteva accettare con gioia proprio questo specialissimo tipo di fuga». Una fuga che il Giappone ha continuato a declinare con molti altri mezzi. Manga e anime la realtà hanno addirittura provato a ridisegnarla, attraverso le narrazioni del post-apocalittico e dei mecha (le storie che hanno robot come eroi). I Manga disegnati da Go Nagai, Otomo, To- mino e Sadamoto, non sono certo nati come “games” ma lo sono poi diventati, grazie a quello straordinario sistema che sa mescolare pop culture, tecnologia e mercato e che con la sua forza dirompente ha contagiato anche le culture occidentali, il “media mix”.

Il fiorente mercato giapponese del settore ha qui le sue radici. E i grandi sviluppatori internazionali dei videogiochi non potevano che nascere in Giappone, dove la tecnologia e la scienza sono stati vissuti per generazioni come una speranza, l’unica via praticabile per un mondo migliore. L’argomento solo apparentemente ludico dei games, reali e virtuali, s’intreccia inevitabilmente con la Storia. Se Jean-Marie Bouissou, nel suo bel- lissimolibro“IlManga”,ricorda che «la bomba atomica ha fatto scoprire ai giapponesi la potenza irresistibile della scienza, contro la quale nulla può», anche il pachinko venne inventato, alla fine della seconda guerra mondiale, mentre il popolo nipponico, esaurito dal confronto bellico e dai bombardamenti, doveva cedere per la prima volta nella sua storia a un occupante straniero e rinunciare a tutto. Fu allora che la macchinetta d’acciaio dal rumore assordante sembrò forse realizzare la sintesi perfetta tra «Buddhismo e industria! Il passato e il futuro!», come scriveva ancora Maraini.

Il futuro oggi si chiama sempre più spesso PS4 e Xbox One, che insieme ai giochi di nuova generazione saranno i protagonisti più attesi del Tokyo Game Show, (o TGS, come  viene  comunemente chiamata la più grande fiera di videogiochi del mondo), che aprirà i battenti il prossimo 19 settembre nella grande area espositiva di Makuhari Messe a Chiba, periferia a est diTokyo.

Nel 2012 si sono superate le 220mila presenze e l’edizione di quest’anno non sarà da meno: l’area espositiva è stata ampliata, saranno inaugurati otto nuovi corner, parteciperanno all’evento 341 espositori di cui 153 esteri. Nonostante esistano altre grandi fiere internazionali di videogiochi come Gamescom a Colonia, in Germania e E3 a Los Angeles, il TGS per molte delle grandi aziende è la vetrina migliore per presentare le novità. È la ragione degli arrivi di massa degli appassionati per provarle in anteprima: solo da Taiwan, dicono gli organizzatori «siamo già a 100mila prenotazioni».

Sarà anche il posto giusto per misurare il livello di integrazione raggiunto da vecchi e nuovi modi di giocare, e dai generi - manga, anime, cinema, musica, letteratura - mixati e compressi nel pervasivo universo del “game”. «Games: Limitless Evolution», evoluzione senza limiti, come recita la locandina: il tema dell’anno non poteva che essere questo

 

 

Stato di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti, no al reato se l'auto è ferma in area di sosta

Estremi Cass. pen. sez. IV - Sent. 12/07/2013 n. 30209

Cass. pen. sez. IV - Sentenza 12 luglio 2013, n. 30209

Stato di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti, no al reato se l'auto è ferma in area di sosta

Ritenuto in fatto

A.G. ricorre in Cassazione avverso la sentenza, in epigrafe indicata, della Corte d'appello di Bologna che, in parziale riforma della sentenza di condanna emessa nei suoi confronti dal GIP del Tribunale di Forlì in ordine al reato di cui all'art. 187 C.d.S., ha ridotto la pena inflitta in primo grado.

Con il primo motivo si denuncia violazione di legge e vizio di motivazione relativamente al rigetto della richiesta di dichiarare la nullità degli esiti delle analisi tossicologiche per violazione delle disposizioni normative di cui agli artt. 354, 356, 114 disp. Att. e art. 366 e.p.p. non essendo stato avvisato l'imputato della possibilità di farsi assistere da un difensore, per il mancato deposito degli accertamenti e della relativa notifica al difensore. In particolare l'avviso al difensore, cui si fa riferimento in sentenza, è quello relativo alla perquisizione attuata dai verbalizzanti sull'autovettura a bordo della quale fu controllato l'A. , ma nessun avviso in tal senso gli fu dato per la richiesta di essere sottoposto a prelievi di liquidi biologici. Della circostanza, per altro, da atto lo stesso GIP; con riguardo alla seconda nullità si evidenzia che, vertendosi in materia di "accertamenti urgenti sulla persona", rientranti nel disposto dell'art. 354 c.p.p. e, comunque, di un atto cui il difensore aveva facoltà di assistere, non si era proceduto al deposito nella segreteria del P.M. entro tre giorni dal compimento e la notifica dell'avviso al difensore del diritto di visionarli e di estrarne copia.

Con il secondo motivo si denuncia vizio di motivazione in ordine alla ritenuta responsabilità dell'imputato. Si argomenta che non è affatto rimasto provato che l'A. si trovasse alla guida dell'autovettura in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti, mancando la prova sia in ordine alla sussistenza della condotta di guida che allo stato di alterazione. Quanto alla prima l'imputato fu controllato nella sua autovettura ferma nell'area di sosta (omissis) mentre discuteva con la propria fidanzata; i giudici di merito sono caduti in errore laddove hanno ritenuto che la Polizia avesse fermato il ricorrente mentre il veicolo era in marcia.

Ritenuto in diritto

La sentenza impugnata va annullata senza rinvio perché il fatto addebitato all'imputato non sussiste.

Quanto alle eccezioni in rito esse sono tutte infondate, sul punto sono pienamente condivisibili le argomentazioni esposte prima dal GIP e poi dalla Corte d'Appello, e, comunque, anche se non si tenesse in conto il verbale redatto il giorno (omissis) alla ore 04.00 dagli ufficiale di P.G. procedenti i quali davano atto (sia pure con riferimento all'attività di perquisizione dell'autovettura finalizzata al rinvenimento di sostanze stupefacenti) di avere avvisato l'imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, l'eccezione risulta tardiva in quanto doveva essere sollevata immediatamente dopo il compimento (182, 2 comma c.p.p.), e, quindi, almeno in sede di opposizione al decreto penale di condanna.

Altrettanto dicasi in ordine all'eccezione dell'omesso avviso di deposito degli atti, la motivazione della Corte territoriale è corretta in quanto aderente sia al dato normativo che alla giurisprudenza di questa Corte.

Relativamente al secondo motivo, concernente la responsabilità penale, dato di fatto certo, in quanto comprovato dal risultato delle analisi sui liquidi biologici, è che il ricorrente avesse assunto sostanze stupefacenti, ma la circostanza di fatto, presupposto indispensabile ad integrare il reato contestato, che l’A. si trovasse alla guida di un'autovettura, è stata solo desunta con argomentazione che non regge al vaglio di tenuta logica da parte di questo Collegio.

Invero, dagli atti non emerge che il ricorrente fosse stato fermato mentre era alla guida o che, quanto meno, fosse stato avvistato alla guida di un'autovettura prima di essere fermato dagli agenti operanti nell'area di sosta. Emerge, invece, che, nel momento del controllo, egli si trovava in auto insieme alla fidanzata fermo in un'area di sosta. Non è riportato alcun dato di segno opposto nella sentenza di primo grado, ed, in quella di appello si afferma "...è argomento capzioso quello difensivo secondo cui l'accertamento è stato effettuato mentre l'autovettura era in sosta nell'area di servizio e quindi l'imputato in quel momento non era alla guida. D'altronde è implausibile (non l'invoca neppure l'appellante) l'ipotesi che l'assunzione di plurime droghe sia avvenuta in quel preciso contesto spazio temporale, immediatamente prima del controllo, sì da escludere la consumazione del reato...".

Ebbene, l'affermazione, ancorché sostenibile in via di ipotesi, non è suffragata da dati oggettivi, il che determina un vizio di motivazione. Ed invero, poiché non è dato sapere se gli agenti abbiano controllato l'autovettura con a bordo il ricorrente e la fidanzata proprio nel momento in cui si fermava, non si può escludere che l'assunzione delle sostanze stupefacenti possa essere avvenuta proprio durante la sosta nell'area di servizio e non prima che l'A. si fosse posto alla guida dell'auto.

E non è affatto vero che l'imputato non abbia invocato l'assunzione come avvenuta in quel contesto; invero, l'eccezione è oggetto specifico del secondo motivo dell'atto del gravame di merito.

Essendo questo il quadro probatorio evincibile dagli atti, si impone l'annullamento della sentenza senza rinvio.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto ascritto all'imputato non sussiste.

fonte giuridica www.piemmenews.it/index.php

Adolescenti e sesso online

 

 

Alfemminile.com - Disfunzioni sessuali e pornodipendenza sono solo alcuni dei rischi legati al preoccupante aumento di adolescenti “malati” di sesso online.

Dai dati raccolti dalla Società italiana di andrologia medica e medicina della sessualità (Siams) e presentati in occasione del Festival dei Saperi Educativi, emerge un quadro piuttosto allarmante circa la dipendenza dei giovani dal sesso virtuale.
Il 25% dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni passerebbe infatti troppo tempo collegato a siti porno vietati ai minori di 18 anni, col rischio di sviluppare disfunzioni sessuali, quali eiaculazione precoce e diminuzione del desiderio, nonché dipendenza psicologica.

Leggi tutto l'articolo sul sito alfemminile.com

Contenuto Redazionale art.75, perquisizioni, sequestro di sostanze. Sostanze.Info ne parla con il Nucleo investigativo dei Carabinieri di Firenze

Sostanze.info prosegue nel lavoro di approfondimento di alcuni dei temi più scottanti relativi ai consumi di sostanze e problemi correlati.

Dopo le interviste con la Prefettura di Firenze e la Commissione Medica Locale di Firenze sugli art.186 e 187, la Regione Toscana sull’accertamento dello stato di tossicodipendenza per lavoratori con mansioni a rischio, oggi ospitiamo un’ intervista che abbiamo realizzato con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Firenze, su alcuni degli argomenti più scottanti che spesso i nostri lettori pongono nei loro quesiti:
art.75, perquisizioni, sequestro di sostanze, intercettazioni, porto d’armi ecc.
 
INTERVISTA AL TENENTE COLONNELLO ALESSANDRO PARISI,
COMANDANTE DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DEL COMANDO PROVINCIALE
DEI CARABINIERI DI FIRENZE
 
Di cosa si occupa il vostro Nucleo?
Oltre ai compiti di carattere militare (l’Arma dei Carabinieri è la IV Forza Armata in seno al Ministero della Difesa ed è quindi Forza militare di Polizia in servizio permanente di Pubblica Sicurezza) e l’assicurazione dei servizi di scorta e sicurezza a personalità e collaboratori/testimoni di giustizia, il Nucleo Investigativo, quale “servizio di polizia giudiziaria” alle dipendenze funzionali dell’Autorità Giudiziaria, svolge – in via prioritaria – i compiti di polizia giudiziaria dettati dall’art.55 del Codice di Procedura Penale (funzioni della polizia giudiziaria):
La polizia giudiziaria (Ufficiali ed Agenti di P.G.) deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale. Svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.
 
PERQUISIZIONI
In quale caso si viene segnalati ai sensi dell’art.75 del D.P.R.309/90?
Se una persona, a seguito di un controllo da parte dei Carabinieri, viene trovata in possesso di sostanze stupefacenti per “uso personale” viene segnalata al NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) della Prefettura del luogo di residenza.
La sostanza stupefacente viene sequestrata ed inviata al competente L.A.S.S. (Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) che provvede a determinare la qualità e l’esatto quantitativo di principio attivo. Il Comando Carabinieri che ha operato, ricevuto l’esito degli esami tossicologici effettuati dal Laboratorio, redige un verbale di contestazione dell’illecito amministrativo che viene contestualmente notificato all’interessato e trasmesso al Prefetto, per l’avvio del conseguente procedimento amministrativo.
 
In quale circostanza scatta la perquisizione personale e/o la richiesta di seguirvi in caserma? Sono necessarie prove o estremi specifici per farlo (Art.103 DPR 309/90)?
Quando i Carabinieri, nell’ambito di operazioni di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti o psicotrope.
La legge sugli stupefacenti consente infatti agli Ufficiali di Polizia Giudiziaria di procedere a perquisizione quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione al Magistrato competente.
 
In quali casi al fermo può seguire anche una successiva perquisizione domiciliare? Viene richiesta sempre la presenza di un legale? Cosa viene fatto firmare?
Al rinvenimento sulla persona anche di una modica quantità di sostanza stupefacente, verificati i precedenti penali del soggetto e considerate le circostanze di tempo e luogo (sempre quindi nell’ambito di servizi di polizia finalizzati alla prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti) può senz’altro seguire una successiva perquisizione domiciliare finalizzata al rinvenimento di ulteriore sostanza stupefacente presso l’abitazione in uso.
Trattandosi di atti c.d. garantiti, viene sempre data facoltà all’interessato di farsi assistere da un legale (di fiducia o d’ufficio), purchè prontamente reperibile e disponibile, che viene comunque avvisato circa le operazioni in atto. L’assenza fisica del legale non pregiudica per l’interessato il poter farsi assistere, nel corso della perquisizione, da persona di sua fiducia.
Al termine delle operazioni viene redatto, e fatto firmare alla persona interessata, il verbale di perquisizione e quello di eventuale sequestro. In caso si venga denunciati a piede libero o in stato di arresto anche il verbale di identificazione ed elezione di domicilio.
 
In caso di rifiuto di firmare il verbale di contestazione dell’illecito, cosa succede?
Non succede nulla di sostanziale. I Carabinieri daranno atto nel verbale del rifiuto di sottoscrizione consegnandone comunque copia all’interessato.
 
Ci sono delle conseguenze se non è stato accertato niente?
Assolutamente no.
 
In quali circostanze possono essere utilizzate immagini registrate o intercettazioni telefoniche e in quali casi costituiscono una prova dell’utilizzo di sostanze?
Nell’ambito di indagini specifiche in materia di stupefacenti e nel corso dei servizi di polizia finalizzati alla repressione dei traffici relativi.
Le immagini registrate e le intercettazioni telefoniche costituiscono, per il Magistrato inquirente, le fonti di prova per acclarare le attività penalmente rilevanti poste in essere dagli indagati. Solo nell’ambito del dibattimento penale tali fonti di prova, opportunamente valutate dal Magistrato giudicante, assurgeranno o meno al rango di prova.
 
Possono essere richiesti esami specifici per la verifica dell’uso di sostanze in assenza di prove testimoniali del consumo? (ad esempio “il mio numero telefonico risulta dai tabulati di un individuo che è poi stato trovato con 1 kg di hashish, in caserma il Carabiniere che mi ha interrogato mi ha minacciato di farmi fare un test del capello per vedere se sono un consumatore”).
Sì, in determinate circostanze (ad esempio nel caso di persona che alla guida di un veicolo ha causato un incidente stradale con feriti).
Non certo nel caso dell’esempio citato in premessa, atteso anche che i Carabinieri non minacciano l’esecuzione di un provvedimento limitativo della libertà personale ma procedono ad adottare tali provvedimenti solo ed esclusivamente nei casi in cui siano previsti dalle norme di natura penale (Codice di Procedura Penale; Leggi speciali).
 
In cosa si differenzia la prassi operativa se il fermato è minorenne o maggiorenne?
Il minorenne è – come giusto che sia – più tutelato. E’ prevista infatti per esso una speciale Giurisdizione (Tribunale per i Minorenni – Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni). Attesa quindi l’incapacità di intendere – assoluta per gli infra 14enni – relativa per i minori da 14 a 18 anni -, oltre a tutte le garanzie previste per una qualsiasi persona maggiorenne, nel caso in cui i carabinieri procedano nei confronti di un minore, dovranno dare immediato avviso alla competente Autorità Giudiziaria oltre all’esercente la patria potestà (genitore/tutore).
Null’altro è pregiudicato in termini di prassi operativa per ciò che concerne quindi segnalazioni ex art.75 DPR 309/90 oltre a perquisizioni e sequestri di sostanze stupefacenti.
 
Dove finiscono le sostanze sequestrate?
All’esito del procedimento penale o amministrativo (ovvero anche nel corso degli stessi procedimenti, quando la sostanza sia stata campionata e ne sia quindi stata accertata qualità e principio attivo) lo stupefacente, con provvedimento della competente Autorità, viene distrutto con il fuoco (normalmente attraverso gli inceneritori presenti sul territorio destinati allo smaltimento e trattamento dei rifiuti).
In presenza di sostanze stupefacenti che risultano non ancora specificatamente inserite nelle tabelle del Ministero della Salute, campioni delle stesse vengono inviati – previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria – presso i laboratori del Ministero anzidetto per il conseguente aggiornamento delle citate tabelle.
 
BANCA DATI
Che cos’è la Banca Dati del sistema interforze e che tipologia di dati raccoglie?
La Banca Dati del sistema interforze fornisce il supporto informatico per l’attività delle Forze di Polizia ed assicura la classificazione, l’analisi e la valutazione delle informazioni e dei dati significativi sia per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che per la prevenzione e la repressione dei reati.
La nuova Banca Dati SDI (il cui acronimo significa Sistema Di Indagine) che è andata a sostituire il vecchio CED (Centro Elaborazione Dati), permette di esplorare anche banche dati esterne collegate, consentendo l’accesso ad una massa considerevole di informazioni.
Le informazioni e i dati raccolti fanno riferimento a notizie risultanti: da documenti conservati dalla Pubblica Amministrazione o da enti pubblici; da sentenze o provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria; da atti concernenti l’istruzione penale o da indagini di polizia.
La persona, sul cui conto sono stati raccolti dati, può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it) per proporre eventuali reclami o ricorsi (ex art.141 D. Lgs. 196/2003), nel caso in cui ritenga sussistere violazioni della disciplina in materia di trattamento dei dati personali.
 
Chi riceve una segnalazione per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti, in futuro potrà avere problemi con concorsi lavorativi in ambito pubblico? Ovvero: si possono svolgere i concorsi per entrare a far parte del corpo dei Vigili del Fuoco (o Esercito o Forze di Polizia o Magistratura), anche se in passato si è stati segnalati per l’art.75?
I provvedimenti adottati ai sensi dell’art.75 DPR 309/90 (c.d. segnalazione) non risulteranno sui certificati penali, essendo esclusivamente di natura amministrativa. La segnalazione può essere usata quindi solo ai fini del procedimento amministrativo in corso, non avendo ripercussioni dirette rispetto al lavoro o alla partecipazione a concorsi pubblici.
D’altro canto, con particolare riferimento alla seconda parte della domanda, debbono essere necessariamente distinti dalla generalità dei concorsi pubblici quelli riferiti a Forze Armate, Forze di Polizia e Magistratura. Per questi è richiesto infatti il requisito essenziale della moralità e condotta incensurabile (art.26 Legge n.53/1989).
Ferma quindi la possibilità comunque di partecipazione a qualsiasi concorso pubblico, l’Amministrazione avrà cura di valutare la presenza o meno del requisito relativo alla condotta incensurabile. Tale valutazione, appartenente a una sfera di giudizio ampiamente discrezionale da parte dell’Amministrazione, pur supportata da elementi di fatto concreti, dovrà senz’altro fare riferimento alla particolarità e delicatezza delle funzioni che il candidato andrà a svolgere ove risultasse vincitore di concorso. Quanto appena detto alla luce delle recenti sentenze da parte della giustizia amministrativa intervenuta in merito (vds. ad esempio la sentenza nr.3929, datata 4 Luglio 2012, della IV Sezione del Consiglio di Stato).
 
E’ possibile chiedere la cancellazione della segnalazione ex art.75 e se sì, dopo quanto tempo e con quali modalità?
I dati acquisiti sono suscettibili di cancellazione ai sensi dell’art.10, comma 5°, della Legge 121/81, solo quando siano erronei o illegittimamente raccolti.
I provvedimenti adottati ai sensi dell’art.75 DPR 309/90 vanno inseriti in Banca Dati solo dopo che sono stati emessi i relativi decreti del Prefetto. I dati relativi alla c.d. segnalazione, nell’ambito dell’instaurato e quindi definito procedimento amministrativo, una volta inseriti nella Banca Dati non vengono più cancellati. Gli stessi transitano in una sottocartella, diventando fruibili, ai fini investigativi, soltanto a personale in possesso di elevati livelli di accesso.
Quando l’interessato abbia provveduto ad adempiere alle prescrizioni o ai divieti irrogati nell’ambito del procedimento amministrativo di cui all’art.75 DPR 309/90 (divieto di espatrio; divieto di conseguire il porto d’armi e di detenere armi, munizioni ed esplosivi; divieto di conseguire la patente di guida), le relative segnalazioni saranno revocate, affinchè non restino ingiustificatamente all’interno della Banca Dati.
 
RILASCIO PORTO D’ARMI
Con una segnalazione per detenzione di sostanze stupefacenti è possibile poter prendere il porto d’armi?
Chiunque sia sottoposto al procedimento amministrativo scaturente dall’art.75 DPR 309/90 potrà subire anche la sanzione amministrativa relativa alla sospensione della licenza di porto d’armi o del divieto di conseguirla per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore ad un anno. E’ il Prefetto che, valutata l’entità dell’episodio, determina la durata della misura.
In relazione alla possibilità di poter ottenere – ex novo – il porto d’armi, in presenza di una c.d. segnalazione ex art.75, assume comunque valenza l’aspetto discrezionale di cui gode l’Autorità Amministrativa (Prefetto/Questore) circa il diniego dell’autorizzazione. L’art.43 del R.D. nr.773/31 cita, infatti, tra l’altro: “La licenza può essere ricusata ai …omissis… e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi”.
L’ampia sfera di discrezionalità di cui gode in materia la Pubblica Amministrazione, espressa in un giudizio sintetico–valutativo relativo al complesso della condotta di vita dell’interessato ed alla valutazione prognostica circa l’affidamento che questi darà in futuro sul corretto uso delle armi, ha rilevanza in ordine al preponderante interesse da tutelare, ovvero la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica.
 
In caso di sanzione con sospensione del porto d’armi, si può successivamente riprenderlo?
Vale quanto già detto nella risposta precedente, relativamente al rilascio ex novo del porto d’armi.
Rimane fermo, infatti, l’ampio potere discrezionale del Prefetto o del Questore, relativo alla valutazione prognostica sull’affidabilità circa un corretto uso delle armi in possesso dell’interessato.
 
 
                                                                                                  

INDEBITAMENTO PATOLOGICO E CREDITO ILLEGALE NELLA CRISI ATTUALE – Risultati di una ricerca

  CeSDA - È aumentato, negli ultimi tre anni, per le imprese, il rischio di cadere vittime nell’usura. Non solo per le micro realtà, ma anche per quelle più strutturate. Colpa di un mix di fattori che vanno dalla recessione economica al razionamento dell’accesso al credito, all’accumulo di sofferenze e insolvenze.
Da uno studio condotto dalla Camera di Commercio di Roma (“Indebitamento patologico e credito illegale nella crisi attuale“) curato dal sociologo Maurizio Fiasco, tutte e due le città risultano in peggioramento. Lo studio riprende e aggiorna i risultati conseguiti nel 2010.
Fra le virtuose solo province del Nord
In testa alla classifica delle più virtuose tutte province del Nord Est, lombarde o emiliane. In coda alla classifica tutte province del Sud, alle quali si sommano Frosinone e Latina. L’area del basso rischio rispetto al prtecedente studio basato su dati 2010 si è contratta fino a comprendere, nel cluster delle prime 25 province, una popolazione di 11 milioni e 275 mila unità, che comprende il 18% degli italiani. Prima invece l’area a basso rischio interessava una popolazione di 17 milioni di persone (valore che corrispondeva a circa il 28 % del totale nazionale). Il rischio insicurezza, attesta lo studio, mostra due aree di concentrazione: nel mezzogiorno (soprattutto Campania e Calabria) e nel nord ovest, con particolare incidenza nelle province di confine.

La Capitale scende di 12 posizioni
Nell’edizione, basata sui dati del 2012, la Capitale scende di ben 12 posizioni nella classifica nazionale (dal 47esimo passa al 59esimo posto), ma la distanza con le altre province del Lazio si riduce. Le due province meridionali della regione (Latina e Frosinone) peggiorano la collocazione: la provincia Pontina di 12 posizioni (dall’80 al rank 92) e quella di Frosinone di 6 posti con – 48 millesimi e da 82esima scende a 88esima, con -142 millesimi. Questa immagine d’insieme attesta – segnala una nota della Camera di Commercio di Roma – «l’impatto pesante della crisi finanziaria, che nel Lazio ha mostrato i suoi segni più duri un biennio dopo l’onda d’urto provocata dal fallimento della banca d’affari “Lehman Brothers” (2008) sulle economie dell’Europa, in generale, e dell’area Euro in particolare».

Il testo della ricerca:
Indebitamento patologico e credito illegale nella crisi attuale 
Dimensioni del rischio e prospettive per imprese e famiglie produttrici.
La ricerca, promossa nell’ambito del “Progetto di sicurezza partecipata e dedicata alle imprese”,
è stata realizzata da Maurizio Fiasco, con il coordinamento di Silvana Forte e Luca Vallocchia

Condividi contenuti