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ENCOD: l'UE deve dare priorità alla riduzione del danno

 ENCOD – la coalizione europea di associazioni, operatori, cittadini e consumatori che lotta per una radicale riforma delle politiche comunitarie sulla droga, lancia un appello in vista del varo della nuova strategia comunitaria sulle droghe. Questo il loro comunicato.

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Appello di ENCOD alle autorità competenti per le politiche sulle droghe dell’Unione europea (Drug policy coordination unit della Commissione europea) e ai membri del Comitato per le libertà civili del Parlamento europeo

Nelle prossime settimane, sarà varata una nuova strategia comunitaria in materia di droghe.

All’inizio di quest’anno, il Forum della società civile ha stilato una raccomandazione sulla riduzione del danno, che noi come ENCOD non abbiamo potuto sottoscrivere a causa di diverse ragioni, comunque  non inerenti i contenuti relativi la riduzione del danno.

Riteniamo comunque do dover sottolineare con forza il nostro totale sostegno alla centralità che le politiche di riduzione del danno devono avere nella strategia europea, e vorremo condividere con tutt* voi alcune raccomandazioni per i politici elaborate durante la nostra assemblea generale di Antwerp del giugno scorso.

continua su fuoriluogo.it www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/unione_europea/rassegna_stampa/encod-lue-deve-dare-priorit-alla-riduzione-del-danno

osservatorio Ue, scoperta una nuova sostanza a settimana

 (AGI) - Roma, 15 nov. - Una a settimana: e' il ritmo al quale, nel 2011, sono state scoperte e notificate al Sistema di allerta rapido dell'Ue le cosiddette "nuove droghe", sostanze psicoattive appartenenti soprattutto alla famiglia dei catino i sintetici e venduti principalmente on line, spesso sotto forma di sali da bagno e profumatori per ambiente. E per quest'anno i dati preliminari riferiscono di 50 nuove sostanze gia' notificate. Il risultato, lo scorso anno, e' stato dunque di 49 sostanze notificate, il numero piu' alto mai registrato in soli dodici mesi che sara' comunque superato nel 2012. Lo rivela la Relazione 2012 dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt), presentata questa mattina a Lisbona.Sempre i dati preliminari del 2012 riportano l'individuazione di 693 negozi on line (erano 170 nel 2010 e 314 nel 2011) di prodotti naturali tra cui presumibilmente vengono vendute anche sostanze stupefacenti. Se sono naturali i primi tre prodotti piu' venduti e acquistati in Europa, salvia divinorum, kratom e funghi allucinogeni, le altre sette sostanze della "top ten" risultano essere tutte di origine sintetica. All'interno della rete dei Sistemi di allerta rapida, particolarmente attivo risulta quello italiano che, per la raccolta di informazioni, si avvale si avvale di un articolato network di input che coinvolge strutture sanitarie, centri antiveleni, laboratori delle tossicologie forensi, laboratori delle Forze dell'Ordine, ma trae informazioni anche dalle unita' di contatto, le strutture di emergenza, i media, le organizzazioni del privato sociale, gli istituti scolastici.
  Una rete grazie all'attivita' della quale sono state aggiornate, lo scorso giugno, le tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Nello specifico, sono state esplicitamente citate le molecole 6-monoacetilmorfina (6-MAM) e 3-monoacetilmorfina (3-MAM), principi attivi simili alla morfina, con l'obiettivo di rendere piu' rapida ed efficace l'azione dell'Autorita' giudiziaria e delle forze dell'ordine e prevenire il rischio di assunzione.
  Le rilevazioni effettuate dall'Oedt sottolineano un forte aumento dell'offerta di catinoni sintetici da parte dei negozi online come sostituti del mefedrone, un catinone sintetico messo sotto osservazione in molti paesi europei, tra cui l'Italia. Lo stesso studio ha messo in evidenza come le "nuove droghe" si stiano diffondendo sempre di piu' tra i consumatori problematici e non piu' solo tra quelli occasionali.
  L'Osservatorio europeo ricorda tuttavia la necessita' di tenere sotto controllo altre droghe che rientrano nella definizione di "nuove droghe" ma che risultano ormai datate dal punto di vista della comparsa sul mercato e della diffusione. Si tratta del Ghb, del Gbl, della ketamina e del Pmma, per le quali si registrano sacche di uso elevato o una maggiore disponibilita'.
  (AGI) .

Bulimia: un aiuto dal trattamento psicologico

 Sanihelp.it - Si deve alla University of North Dakota un nuovo trattamento per contrastare la bulimia. La nuova terapia psicologica, che ha dato buoni risultati, è stata sviluppata grazie a uno studio di oltre dieci anni che ha coinvolto ottanta pazienti presso il dipartimento di psichiatria della University of Minnesota.

Stephen Wonderlich, che ha condotto lo studio, spiega: «Abbiamo registrato il più basso tasso di ricadute fra tutti i trial scientifici mai tentati con la popolazione. Praticamente tutti quelli che hanno cominciato il trattamento lo hanno portato a termine: un risultato molto importante per le persone affette da questo disordine alimentare. Il nostro trattamento si focalizza sul comportamento alimentare così come sulle variabili emozionali e relazionali a esso sono connesse. Non si fonda solo sulla forma del corpo, sul peso e sulle restrizioni dietetiche. Noi riteniamo che i processi emozionali, avvertiti negativamente, siano molto importanti nell'innescare comportamenti bulimici. Le persone intraprendono comportamenti bulimici perché si sentono momentaneamente meglio».

I ricercatori hanno spiegato che il metodo consiste nell'insegnare alle persone con bulimia nervosa a mangiare diversamente.

www.sanihelp.it/news/16382/bulimia-aiuto-dal-trattamento-psicologico/1.html

I videogames danno dipendenza come fumo, alcol e droghe

 

(AGI) - Melbourne, 27 nov. - I videogiochi possono dare dipendenza come l'alcol o il gioco d'azzardo, modificando i pensieri di chi ne e' "drogato" in modo da rendere difficile pensare ad altro. Lo afferma una ricerca dell'universita' di Melbourne presentata nell'ambito di un'iniziativa governativa chiamata 'Fresh Science'.

"Le persone che passano troppo tempo con i videogame sono meno in grado di smettere di pensare a se stessi mentre giocano - spiega Olivia Metcalf, l'autrice dello studio - e questo e' un fenomeno tipico della dipendenza".

 

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I sieropositivi sono 34 milioni infezione in lieve declino

 

Il rapporto annuale di Unaids: nel 2011 due milioni e mezzo di persone convivevano con il virus, il 20% in meno rispetto al 2001. L'area più colpita è l'Africa Sub sahariana, dati preoccupanti anche dall'Europa dell'Est e dall'Asia centrale

di MAURIZIO PAGANELLI

 

Repubblica.it - Sono circa 34 milioni le persone che convivono con l'Hiv. L'area più colpita è l'Africa Sub sahariana, dove un adulto su 20 è sieropositivo. A seguire ci sono la zona caraibica, l'Est Europa e l'Asia centrale. Il Rapporto 2012 (relativo al 2011) di Unaids, il programma delle Nazioni Unite che combatte Hiv e Aids, fa il punto della situazione a pochi giorni dalla giornata mondiale sulla malattia (primo dicembre) e segnala a che punto siamo rispetto agli obiettivi del 2015: dimezzamento delle trasmissioni e delle morti, protezione di madri e bimbi, lotta allo stigma, bisogno di maggiori fondi per i progetti.

 

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Ossessione sport

 

L'exercise addiction, ossia la fissazione “patologica” per lo sport colpisce uomini e donne e ha conseguenze serie sulla nostra salute. Ne parliamo con il Professor Alessandro Sartorio, Primario della Divisione di Auxologia & Malattie Metaboliche dell’Istituto Auxologico Italiano di Paola Scaccabarozzi

 

D-Repubblica - Ore e ore trascorse in palestra, in piscina o a fare jogging. Se praticare attività fisica fa bene per mantenersi in salute e i medici la consigliano caldamente, esagerare può essere poco salutare o addirittura deleterio. Il rischio, insomma, è che lo sport si trasformi in una sorta di ossessione. È la cosiddetta exercise addiction, ossia la fissazione “patologica” per lo sport. Ne abbiamo discusso con il Professor Alessandro Sartorio, Primario della Divisione di Auxologia & Malattie Metaboliche dell’Istituto Auxologico Italiano, IRCCS, di Milano che di questo argomento ha parlato nel recente congresso della Società Europea di Neuroendocrinologia di Vienna.


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Le bevande energetiche fanno male?

 

Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, negli Stati Uniti gli energy drink sono stati associati a casi di morte, racconta il New York Times

 

IlPost - In base agli esami della Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA), l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, la bevanda energetica 5-hour Energy della società Living Essentials potrebbe essere la causa di tredici decessi nel corso degli ultimi quattro anni.

Come spiega il New York Times, è la seconda volta nel giro di pochi mesi che i cosiddetti energy drink vengono associati a casi di morte negli Stati Uniti: a settembre la FDA aveva seguito il caso di cinque persone morte in modo sospetto dopo aver bevuto la bevanda Monster Energy della società Monster Beverage’s Corp. Tutto era partito dalla denuncia dei genitori di una quattordicenne del Maryland, morta in seguito a complicazioni cardiache dopo aver bevuto due lattine della bibita energetica.

 

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anoressia e percezione alterata del corpo

MILANO - Chi soffre di anoressia nervosa presenta un alterato funzionamento sia delle aree cerebrali correlate con la percezione della propria immagine corporea sia delle aree cerebrali correlate con la modulazione delle emozioni relative al proprio corpo. È quanto hanno scoperto lo psichiatra cosentino Santino Gaudio, collaboratore dell'Università Campus Bio-medico di Roma e altri atenei italiani, e Carlo Cosimo Quattrocchi, radiologo dell'Università Campus Bio-medico di Roma. La scoperta, che apre la strada a nuovi protocolli terapeutici per i pazienti affetti da anoressia nervosa, è stata pubblicata sulla rivista Neuroscience and Biobehavioural reviews.

ALTERAZIONI - «Le prime alterazioni - si afferma nella ricerca - spiegano perché tali pazienti non riescono a valutare correttamente le forme del proprio corpo e le seconde spiegano perché chi soffre di anoressia nervosa sviluppa un'alterata risposta emotiva verso le propria immagine corporea. Il riconoscimento di alterazioni cerebrali specifiche e distinte della componente percettiva e della componente affettiva della distorsione dell'immagine corporea, che è il sintomo cardine dell'anoressia nervosa, dimostra la multidimensionalità neurobiologica di tale sintomo e apre la strada a nuovi e più mirati protocolli di ccura».(Fonte: Ansa)

 

Come la Marijuana mi ha SALVATO la vita

Ciao a tutti.So che verrò insultata,bannata e chissà magari anche denunciata ma devo raccontarvi la mia esperienza.Anche se non condividerete le mie idee ed il mio percorso io mi sento di doverlo comunicare,di dover condividere ciò che sento e ciò che ho passato. Sono una ragazza di 20 anni e da quando ne avevo 15 ho iniziato ad uscire la sera,facendo anche molto tardi e frequentando gente più grande e non sembre raccomandabile ( inutile dire che ho bruciato molto le tappe,su tutti i fronti). Il punto,però,è un altro:fin da quando avevo 14 anni sono stata perseguitata dall'incubo della bulimia e dell'anoressia e ho vissuto gli anni del liceo con l'ossessione per il mio corpo e per la magrezza,tanto che non riuscivo più a fare nulla.Ero sempre debole,stanca e isterica,prendevo delle medicine anti appetito e bevevo solo tisane diuretiche. Quando avevo 16 anni sono arrivata a pesare 40 kg ( e io non sono molto alta). Inoltre ho sempre sofferto di attacchi di panico e crisi respiratorie molto forti che mi hanno sempre terrorizzata. Ho fatto varie sedute di psicoanalisi per questi due problemi,ma ho risolto ben poco,allora compensavo la sicurezza che non riuscivo a trovcare di giorno con lo "sballo " di notte. Per sballo intendo che bevevo veramente moltissimo,ogni volta che uscivo la sera non facevo nulla se non avevo almeno 2-3 bicchierivodka(che,per una ragazza che non mangia,fidatevi,è moltissimo.Ti devasta lo stomaco ed il fegato).Ero devastata,il mio corpo stava morendo,oramai vomitavo sangue,neppure più bile. Questo fino ai 18 anni quando ho scoperto la Marijuana;da quando ne faccio uso ( non eccedo MAI nel consumo e a volte smetto di assumerla per mesi senza avere MAI riscontrato crisi di astinenza) non tocco praticamente più l'alcool,gli attacchi di ansia non so neppure cosa siano e ho anche cominciato a mangiare.Sono ingrassata di quasi 20kg e sto finalmente bene. Fate attenzione a ciò che leggete,non tutto ciò che è legale fa male e non tutto ciò che è illegale uccide. Pensate che gli alcolici facciano bene? no,affatto,sono dannosissimi così come le sigarette e danno moltissima più dipendenza;quelli,se presi in dosi sbagliate,rovinano la vita. Allora perchè nessuno li chiama DROGHE? 

AGI - Giovani: 5% ragazzi 'pompa' fisico con steroidi

 

(AGI) - New York, 19 nov. - Circa il 5% degli studenti di scuole medie e dei primi anni delle superiori usano steroidi o altre sostanze per aumentare i muscoli. Lo ha rivelato uno studio dell'universita' del Minnesota pubblicato dalla rivista Pediatrics, che punta il dito contro il cattivo esempio dato dai ragazzi piu' grandi. Lo studio si basa sui dati di 2800 ragazzi di 20 diverse scuole medie e superiori dell'area di Minneapolis, che sono stati intervistati nell'anno scolastico 2009-2010 in merito ai propri comportamenti relativi all'alimentazione e alla forma fisica. Il risultato e' stato che il 5% ha dichiarato di assumere steroidi, piu' di un terzo dei ragazzi e un quinto delle ragazze ha ammesso l'uso di proteine in polvere per migliorare la massa muscolare e il 10% ha dichiarato di usare metodi per aumentare i muscoli che non richiedono steroidi come la creatina: "La pressione sulla forma fisica inizia soprattutto nei primi anni delle superiori - spiegano gli autori - ci si arriva a 14 anni e si subisce l'influenza di chi ne ha 17 riguardo alle prestazioni sportive".

Dipendenza da Internet: lo stato dell’arte


Dronet - Il disturbo da dipendenza da Internet (IAD) rovina le vite delle persone causando complicanze neurologiche, disturbi psicologici e problemi sociali. Vi è un dibattito in corso circa l'eventuale inclusione della IAD nella prossima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V) e l’opportunità di classificare questo disturbo come dipendenza comportamentale, disturbo del controllo degli impulsi o addirittura disturbo ossessivo compulsivo. Infatti, indagini negli Stati Uniti e in Europa hanno mostrato una prevalenza allarmante tra 1,5% e 8,2% di persone che soffrono di questo disturbo. I dati italiani indicano che gli adolescenti passano in media 87 ore al mese su internet, quasi 3 ore al giorno e che il 50% degli adolescenti dagli 11 ai 16 anni si sente più a “suo agio” su intenet che nella realtà.
Una revisione degli studi sulla dipendenza da Internet è stata recentemente pubblicata sulla rivista Current Psychiatry Reviews da Cash e collaboratori della University of Marburg (Germania). Lo scopo di questo lavoro era quello di fornire una breve panoramica della ricerca sulla dipendenza da Internet e alcune considerazioni pratiche sulle opzioni di trattamento attualmente disponibili (sia psicologiche che farmacologiche) e sulla loro efficacia. Tra gli approcci farmacologici utilizzati, i più comuni sono quelli a base di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) e di antidepressivi triciclici, farmaci che sembrano lavorare bene sui sintomi di ansia che spesso accompagnano i dipendenti da internet. Secondo gli autori però non vi sono sufficienti evidenze dell’efficacia di queste terapie. I trattamenti psicologici che sembrano avere un migliore risultato su questa dipendenza sembrano essere il colloquio motivazionale, la terapia cognitivo-comportamentale ma soprattutto gli approcci multimodali, in cui più tecniche psicologiche vengono utilizzate in sinergia. Gli stessi autori di questa revisione utilizzano, per curare i loro pazienti affetti da IAD, un percorso terapeutico integrato (the reSTART program), che sembra portare ottimi risultati e che consiste nel ricovero in una struttura in cui vengono offerti diversi trattamenti psicologici, per il tempo necessario alla disintossicazione da internet e al raggiungimento di un utilizzo controllato ed equilibrato di questa risorsa. Nonostante la maggior parte degli studi sul trattamento sia di bassa qualità metodologica, il punto di forza di questo studio è l’integrazione dei modelli teorici esistenti con la pratica clinica interdisciplinare dei diversi centri di cura e con l’esperienza degli autori che lavorano da anni nel campo della dipendenza da internet.

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