Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 27461 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità altro

Droga: il business della contraffazione. Più care e meno pure.

Meno pure, più costose. E ancora più pericolose. Oltralpe l'Osservatorio francese per le droghe e la tossicodipendenza (Ofdt) ha portato alla luce una realtà che inquieta tutta Europa.
Negli ultimi anni i prezzi delle droghe - cocaina, eroina, ecstasy e cannabis - appaiono in drastico e continuo aumento: un business che ingrossa le tasche trafficanti, di pari passo con il deterioramento della qualità di gran parte degli stupefacenti.
In gergo, l'alterazione delle sostanze si chiama sofisticazione. Una truffa nella truffa, che rende i consumatori sempre più ostaggio del mercato illegale dello spaccio.
COCA IMPURA A 75 EURO. Nell'ultimo rapporto di settembre 2013, il barometro sugli stupefacenti in Francia ha registrato infatti un aumento del costo medio della cocaina dai 63 euro a grammo del 2011 ai 70 euro del 2012. Nei centri urbani, la “neve” può arrivare a costare fino a 75 euro a grammo.
Ma il rincaro non corrisponde a una polvere più pregiata. Anzi. L'Ofdt ha appurato che in generale la «qualità della cocaina tende a deteriorarsi»: al contrario degli anni passati, il suo grado di purezza sul mercato è «sceso dal 30 a una percentuale che oscilla tra il 10 e il 20% del totale, in netta diminuzione».
EROINA DEGRADATA. La stranezza è che, dal 2011 al 2012, la disponibilità di cocaina è «rimasta stabile». E per l'ecstasy, balzata da 7,6 euro a 11 euro a scatoletta, dopo la penuria del 2009 le pasticche sulla piazza sono addirittura aumentate.
Nel caso dell'eroina, invece, il costo è rimasto invariato a 40 euro a grammo. Ma il grado di purezza si è «degradato» al 7% della “roba” in circolazione, la soglia più bassa negli ultimi 12 anni: un trend spiegabile con il progressivo smantellamento dei grossi importatori di eroina, a livello europeo, che ne ha limitato la circolazione.
«Ampiamente reperibile» sul mercato, invece, resta la cannabis, la cui qualità resta molto buona. Il suo prezzo, però, è in aumento da 9,7 a 10 euro al grammo.

Aggiunti paracetamolo, caffeina e antidepressivi: il business della sofisticazione

Tagliare o diluire le droghe è un classico per le sostanze in polvere, ma resta una pratica ancora poco diffusa nello spaccio della marijuana.
Gli adulteranti impiegati dai trafficanti sono innumerevoli e con varianti sempre nuove. Di conseguenza, difficilmente catalogabili nei laboratori di analisi anche se i rischi per la salute di chi li consuma sono spesso potenzialmente letali.
Per le forze dell'ordine, tracciare le sostanze psicoattive richiede aggiornamenti continui e ha costi elevati: le liste, nonostante gli sforzi nei mezzi e nella ricerca, sono quasi sempre incomplete. O comunque differiscono da Stato a Stato.
Tra le sostanze chimiche stupefacenti, il maggiore grado di contraffazione è stato rintracciato tra le anfetamine: la droga sintetica (vietata in commercio in Italia) sequestrata Oltralpe negli ultimi 10 anni, si è rivelata spesso contenere meno del 10% del farmaco. Con punte minime del 5%.
I prodotti aggiunti erano, nella maggioranza dei casi, caffé e paracetamolo.
ORMONI  ED ECSTASY. Dalle analisi, l'anfetamina è risultata invece finire, talvolta, nelle pasticche di ecstasy: raramente in quantità significative, ma pur sempre significative per aumentare la neurotossicità della droga.
Antimalarici, ormoni steroidi, anti-Parkinson e anche antidepressivi sono invece sempre più spesso miscelati e spacciati come Mdma, la metanfetamina psichedelica che dà il nome scientifico dell'ecstasy. A sua volta “annacquata” da paracetamolo e caffeina.
La cocaina alterata è invece composta nel 50% dei casi da fenacetina (analgesico a base di paracetamolo). Ma anche da farmaci anti-ipertensione come il diltiazem, l'antinfiammatorio levamisolo o l'anestetico lidocaina e da diversi tipi di zuccheri.
Casi di “neve” tagliata male con l'atropina - alcaloide che in dosi elevate provoca la paralisi del sistema nervoso centrale - hanno portato a decine di ricoveri d'emergenza in ospedale.
EROINA E XANAX. L'eroina marrone, sempre più scarsa in circolazione, viene invece mescolata in dosi massicce (circa il 90%) con caffeina, paracetamolo, zuccheri vari e non di rado barbiturici.
Un cocktail micidiale perché, soprattutto la caffeina, amplifica il passaggio della droga nei polmoni. Ma ancora più devastanti sono gli effetti di eroina bianca, pura al 30-40%, e mischiata con lo Xanax: ansiolitico che manda in overdose.
C'è da stare poco tranquilli anche con l'hashish che in Marocco (una delle maggiori zone di provenienza) viene adulterato con sostanze che spaziano dal polline, alla resina, all'henné. Raramente - ma è capitato – la marijuana è stata resa più pesante da microparticelle di vetro.
I consumatori non sono morti, ma i polmoni non ne hanno certo goduto.

www.lettera43.it/cronaca/droga-il-business-della-contraffazione_43675110315.htm

scommesse sbagliate

 La ludopatia, cioè il gioco d’azzardo patologico, colpisce in Italia circa 800mila persone (il 40% donne). Sotto accusa il proliferare di slot machine e sale online. Mentre in Parlamento si studia la riforma del settore, parte una raccolta di firme di Marta Matteini

Quando sono lì non penso a niente», «è solo una         pausa», «mi allontano dai miei problemi». DiCONO questo le donne italiane, in media over-40, che cercano aiuto perché affette dal Gap: il gioco d’azzardo patologico. Approdano alla terapia senza il sostegno del partner o di un familiare, schiacciate da un marchio infamante. «E non è solo colpa della crisi economica. Il gioco è un punto d’arrivo dopo sofferenze e storie difficili», spiega Daniela Capitanucci, psicoterapeuta e presidente di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio). Non esiste un’indagine sugli stimati 800mila “addicted” - uomini, ma clamorosamente anche donne: ormai oltre il 40% del totale - ma la ludopatia, vero e proprio disturbo del comportamento, di certo ha enormi costi sociali. Ov- vero 7 miliardi di euro l’anno, più degli incassi denuncia il Codacons. E la gestione statale non argina criminalità organizzata e usura. Da uno studio del Cnr risulta che le donne che hanno puntato denaro almeno una volta nell’ul- timo anno sono state 7,5 milioni, pari al 38% degli scom- mettitori italiani. Il gioco d’azzardo, oggi dilagante anche tra i più giovani, quando sfocia in patologia porta intere famiglie alla rovina. Sotto accusa un’offerta capillare e diversificata di giochi legali: tabaccherie come piccoli casinò bar pieni di slot machine.      

Sul fronte politico l’Idv raccoglie firme per un referendum che vieti il gioco d’azzardo, mentre l’intergruppo promosso da deputati di diversa appartenenza invoca una riforma del settore: «Il fenomeno che negli ultimi 10 anni ha avuto una crescita senza paragoni, stimolata dalla proliferazione di slot machines, sale da gioco e on line», dicono i promotori. Fra loro, Lorenzo Basso, Pd, aggiunge: «Dobbiamo dare una risposta culturale, a partire dal divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, anche sul web».

Il decreto Balduzzi del 2012 stabiliva che le macchinette mangiasoldi fossero a 200 metri da scuole e altri luoghi sensibili, ma non basta. È stata da poco approvata in Senato una mozione della Lega Nord che vieta per un anno l’apertura di videolottery e portali di scommesse on line. Per un maggiore controllo sul territorio bisogna dare più potere ai sindaci, recita il Manifesto contro il gioco d’azzardo, promosso dalla Scuola delle buone pratiche e sottoscritto da 285 amministratori di tutta Italia. Obiettivi: limitare gli orari dei minicasinò e aprire sportelli per le famiglie.

Marta Matteini D Repubblica, 5 ottobre 2013

USA - Chiuso il web Silk Road, dove si acquistavano liberamente droga e armi

 

Silk Road, il più famoso tra i siti «sotterranei» di commercio on line, nascosto e accessibile solo in modalità anonima, e' stato chiuso dalle autorità Usa. Lo fa sapere l’Fbi, sottolineando di aver anche arrestato il gestore Ross William Ulbricht, accusato di traffico di narcotici e riciclaggio di denaro. Ulbricht, è stato arrestato in una biblioteca pubblica di San Francisco, operazione avvenuta «senza incidenti». Avrebbe anche compiuto altre azioni illegali, come complotti hacker e riciclaggio di denaro. «Silk Road serviva come bazaar del mercato nero, dove venivano regolarmente acquistati e venduti droghe illegali e altri beni illeciti’», si legge nella denuncia. Silk Road era operativo dal 2011 . Secondo le accuse, Ulbricht avrebbe anche cercato di assoldare dei killer per uccidere un utente che minacciava di rivelare le identità di alcune persone che utilizzavano il sito. 
Alla ricerca di MDMA, eroina, LSD e cannabis, pornografia, documenti falsi e perfino armi, acquirenti e venditori conducevano tutte le transazioni con i Bitcoin, una moneta elettronica che consentiva riservatezza e discrezione, che le autorità hanno posto sotto sequestro per un valore di 3,6 milioni di dollari. 
La fortuna del bitcoin si è mossa di pari passo con l’interesse post crisi per l’oro come «bene rifugio». Ma l’attenzione sulla valuta virtuale è salita nei mesi scorsi, quando il suo prezzo è raddoppiato e poi crollato in poche settimane: il prezzo si è di recente stabilizzato sui 136 dollari, in calo rispetto al picco di 250 dollari di aprile. 
Si stima che nel 2012 il volume d’affari di Silk Road si aggirasse intorno al milione e novecento mila dollari al mese. Per entrare in questo mondo virtuale parallelo si utilizza «Tor», un programma che rende anonima la navigazione, prezioso strumento per gli attivisti dei diritti umani che voglio sfuggire alla censura dei regimi. 
 

Negli ultimi vent’anni in Europa e Stati Uniti più pura e a prezzi dimezzati

Per i  ricercatori canadesi della University of British Columbia, "questi dati sono la dimostrazione che la guerra al narcotraffico non ha avuto successo". E intanto il Perù supera la Colombia come primo produttore di cocaina al mondo

La guerra globale alla droga è fallita: in Europa e negli Stati Uniti le sostanze in circolazione sono molto più pure e assai meno costose rispetto a venti anni fa. Lo stabilisce uno studio di ricercatori canadesi della University of British Columbia, in una ricerca commissionata dall’International Centre for Science in Drug Policy e pubblicata su varie riviste specializzate (qui la open version del prestigioso British Medical Journal). Nel periodo compreso dal 1990 al 2010 il prezzo di eroina,cocaina e hashish nelle strade europee e statunitensi è calato vertiginosamente dell’80%, mentre la purezza di queste sostanze è aumentata rispettivamente del 60, del 10 e del 160 percento. “Questi dati sono la dimostrazione che la guerra alla droga non ha avuto successo – spiega Evan Wood, capo dei ricercatori della British Columbia – Bisogna cominciare a pensare politiche che tutelino il benessere delle comunità, e considerare il consumo di droga come un problema di salute pubblica e non un comportamento criminale”.

I ricercatori spiegano di aver analizzato i dati in possesso delle autorità dei vari paesi e delle organizzazioni internazionali deputate alla lotta alla droga. E avvertono come l’aumento dellapurezza e l’abbassamento del prezzo, adeguato all’inflazione e ai salari, sono avvenuti nonostante rispetto a venti anni fa vengano sequestrate mediamente il doppio delle partite di droga legate alnarcotraffico. Le conclusioni di questa ricerca sono state recepite favorevolmente da tutte le organizzazioni che si battono per la liberalizzazione o la depenalizzazione della droga, come laDrug Policy Alliance il cui presidente Ethan Nadelmann ha detto: “L’approccio proibizionista alla droga si è rivelato inefficace, inutilmente costoso e controproducente. Ha generato altissimi livelli dicorruzione, di violenza e criminalità fallendo nel suo obiettivo principale, ovvero ridurre la disponibilità di droghe nelle strade”.

La ricerca segue di pochi giorni un report dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) che descrive uno spostamento nella mappa della produzione di cocaina. Per la prima volta negli ultimi vent’anni il Perù supera la Colombia. Nel 2012 infatti sono stati piantati oltre 24mila ettari di piante di coca in Perù, soprattutto nella zona andina orientale prossima a quella amazzonica di Brasile e Colombia. E benché in Perù ci sia stata una diminuzione del 3,4% su scala nazionale, il crollo del quasi 25% delle terre colombiane adibite alla coltivazione di coca fa diventare il Perù il maggior produttore a livello mondiale. La Colombia, che nei primi anni del secolo esportava il 90% della coca avendo raggiunto quasi 67mila ettari, è oggi seconda con 48mila. Segue la Bolivia con 10mila ettari circa.

Il motivo di questo spostamento geografico, secondo gli esperti è dovuto a due fattori. Il primo è che da una parte c’è il tentativo di accordi di pace tra le Farc e il governo colombiano, e una riforma agraria che porta alla minor utilità delle piantagioni. Mentre dall’altra c’è una radicalizzazione del dissenso in Perù, dove la crescita territoriale degli eredi dei guerriglieri maoisti di Sendero Luminoso va di pari passo con l’aumento delle piantagioni. Il secondo motivo è che una volta la cocaina aveva un filo diretto tra Colombia e Stati Uniti, primo consumatore mondiale con gran godimento delle organizzazioni criminali, della politica e delle banche statunitensi, alla faccia del sanguinario Plan Colombia. Oggi invece con la crescita economica del Brasile c’è una nuova classe media brasiliana vogliosa di ‘sballarsi’ secondo i canoni occidentali. E per loro è più comodo prendere la merce dal Perù.

Luca Pisapia, www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/03/negli-ultimi-ventanni-in-europa-e-stati-uniti-droga-piu-pura-e-a-prezzi-dimezzati/730831/ 

Traffico droga tra America Latina ed Europa. Rapporto Ameripol


Notiziario ADUC - L'Africa occidentale si e' trasformata, negli ultimi dieci anni, nella nuova rotta della cocaina prodotta in America Latina, per poi andare in Europa. La Spagna, per la sua vicinanza alle coste africane, si e' consolidata come una zona chiave per l'entrata della droga che si consuma nel continente. Questa e' la principale conclusione di un rapporto presentato a Bogota' dalla Comunidad de Policías de América, Ameripol, in collaborazione con la UE.
Ameripol fa sapere che il consolidamento della rotta africana “non deve essere sovradimensionato, poiche' in generale la maggior parte della cocaina che viene introdotta in Europa, e in particolare in Spagna, vi giunge via mare direttamente dal Sudamerica”. Diverse fonti di intelligence citate nel rapporto, considerano che per la rotta africana passi un 30% del totale della cocaina con l'Europa come destinazione finale.
Le autorita' europee devono focalizzare la loro attenzione sulle isole Canarie, perche' sono tra i piu' “importanti approdi per l'ingresso di cocaina” proveniente da Bolivia, Colombia, Peru' e Venezuela, diretta verso l'Africa. Il rapporto definisce l'occidente africano come “il magazzino dei narcotrafficanti”.
Citando i dati dell'Osservatorio europeo su droga e tossicodipendenze, Ameripol conferma che la Spagna e' il principale punto di entrata di cocaina e cannabis per tutto il continente. “E' nel contempo il Paese con il maggior livello di consumo nella UE”, dopo “Italia, Regno Unito e Germania”.
La “zona calda” di ingresso della droga in Africa, e' composta dal Burkina Faso, Capo Verde, Costa di Marfil, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal ,Sierra Leone e Togo, e i narcotrafficanti cambiano le loro strategie in funzione dei momenti politici convulsi che ci sono in questi Paesi, cosi' evitano che vi sia coinvolto il loro business.
Nel caso dei narcos colombiani, Ameripol rileva che hanno cinque rotte per introdurre la propria coca in Europa. Due di queste sono nuove, una e' quella del Canale di Suez, dove la droga arriva dal Sudafrica ed entra nel continente attraverso la Romania. L'altra e' quella dei Balcani che, procedendo sempre attraverso il Canale di Suez, continua attraverso Turchia, Romania, Bulgaria e Italia.
Le altre tre rotte, piu' tradizionali, e che continuano ad essere importanti per il narcotraffico, sono quella che passa dal mar dei Caraibi, Portogallo e approda in Spagna e che coinvolge il 40% della merce; l'altra e' quella che fa scalo in Capo Verde e Canarie e da qui va in tutta Europa; l'ultima e' la rotta africana, che utilizza come ponti i Paesi dell'Africa occidentale per giungere in Spagna e da qui in tutta Europa.
Il rapporto e' anche uno studio dettagliato della situazione del narcotraffico in Colombia, Brasile, Peru', Bolivia, Equador e Panama. Tra i dati piu' interessanti ci sono quelli che indicano Argentina, Venezuela e Brasile come primo ponte che viene usato dai narcos per distribuire la droga in Africa ed Europa.
Il Centroamerica e le isole del mar dei Caraibi sono utilizzati come luogo di appoggio e punto di distribuzione per arrivare poi in Usa.
In virtu' di queste informazioni, che dimostrano cio' che Ameripol chiama il “comportamento di globalizzazione delle organizzazioni delinquenziali”, il rapporto mette in risalto che la Spagna e' la nazione europea che ha sequestrato piu' droga, sottolineando come l'eccellente collaborazione tra le polizie dell'America e dell'Europa consente diversi sequestri alle frontiere dei Paesi produttori.
Ameripol conclude il suo rapporto evidenziando come sia molto difficile quantificare la droga che passa per l'Africa per poi giungere in Europa. Pero' dice che e' sicura che “ogni volta che ci sono nuovi mercati, nuove rotte, nuove organizzazioni delinquenziali che aumentano i loro soci, senza una cooperazione internazionale congiunta delle polizie non si potra' dare una risposta adeguata e ferma a questo fenomeno penale”.

(articolo di Elizabeth Reyes L, pubblicato sul quotidiano El Pais del 02/10/2013)

MONDO - In crescita il mercato dei farmaci contraffatti


Aduc Droghe - Uno studio pubblicato ieri 25 settembre fa sapere che alcuni privati si sono lanciati nel commercio di farmaci contraffatti, attivita' molto meno rischiosa che non il traffico di droghe, visti gli agguerriti criminali che affollano questo mercato in pieno sviluppo.
2 milioni di pillole
Tra il 2008 e il 2010, Mimi Trieu ha piazzato circa 2 milioni di pillole dimagranti ai clienti del suo salone di bellezza di Filadelfia. Presentati come naturali e fabbricati in Giappone, gli avrebbero reso 245.000 dollari (182.000 euro). In realta' si trattava di farmaci importati illegalmente dalla Cina e contenevano sibutramina (un taglia fame vietato) e altre sostanze pericolose. Ma non e' la sola. Victor Cheke, un britannico, e' stato anche lui arrestato di ritorno dall'Asia con migliaia di false confezioni contro i i problemi di erezione che poi rivendeva attraverso Internet.
Da 10 a 25 volte piu' redditizio del traffico di droga
Questi non sono che due casi tra tutti quelli, rilevati nel rapporto dall'Istituto internazionale di ricerca anti-contraffazione dei farmaci (Iracm), che si sono lanciati nel lucroso business dei farmaci contraffatti. Per gli autori del rapporto “si tratta di individui spesso isolati ed opportunisti che hanno trovato un modo semplice di fare molti soldi con pochi rischi: importare farmaci contraffatti provenienti dall'India o dalla Cina tramite posta e rivenderli in Rete, ha dei vantaggi attraenti”. Secondo il Center for Medicine in the Public Interest, un organismo americano specializzato in merito, la vendita di farmaci falsi e' aumentata del 90% tra il 2005 e il 2010, attestandosi a 75 miliardi di dollari (55 miliardi di euro), un'attivita' tra 10 e 25 volte piu' redditizia rispetto al traffico di droga.
Una criminalita' dai colletti bianchi
Secondo Eric Przyswa, il mercato dei farmaci falsi e' essenzialmente dominato da “una criminalita' coi colletti bianchi, che lavora nel settore della sanita'”, e che talvolta si allea con dei privati. Come, per esempio, Peter Gillepsie, un britannico esperto-contabile e distributore di farmaci, che aveva importato tra dicembre 2006 e maggio 2007, attraverso la sua societa', 72.000 scatole di farmaci contraffatti. Fabbricati in Cina -principale produttore di questi prodotti contraffatti- gli avrebbero procurato 3 milioni di sterline (3,6 milioni di euro), prima della sua condanna a 8 anni.
62% di contraffazioni in Internet
Secondo l'Alleanza europea per l'accesso a farmaci sicuri, il 62% delle confezioni acquistate in Rete nel 2001 sarebbe contraffatto. Da notare che si tratta di un fenomeno che coinvolge tutti i tipi di farmaci: antibiotici, contraccettivi, antimalarici, farmaci contro il cancro, etc.
L'Organizzazione mondiale della Sanita' (OMS) valuta che in alcuni Paesi dell'Asia, dell'America del sud e dell'Africa, un terzo dei farmaci e' contraffatto (rispetto all'1% nei Paesi sviluppati). Nel 2009, 84 bambini nigeriani sono morti dopo aver assunto uno sciroppo contro la tosse che conteneva un antigelo.

Evoluzione stupefacente

 

Di Elena Viale

Illustrazione di Ciro Fanelli

Ho contattato Giorgio Samorini per parlare della ristampa del suo libro Animali che si drogano, unvolume sulla drogologia interrato in una libreria sotto Piazza Duomo a Milano. Una volta terminato illibro, inviate domande e ricevute risposte da località estera e segreta, mi sono accorta però che il suo studio va ben oltre le capre fatte di khat.

Samorini infatti con la Scienza delle droghe sta cercando di creare le basi per una vera e propria rivoluzione scientifica. Co-fondatore ex-presidente della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza, mira a ripetere quanto è successo tra il Cinquecento e il Seicento, quando un filosofo o uno scienziato che avevano un’illuminazione poi finivano per illuminare anche i loro compaesani dal centro della pubblica piazza. Cambio di paradigma. Un sistema funziona finché le eccezioni alla regola si possono classificare come tali, ma nel modello evoluzionista le eccezioni sono troppo numerose. Che potrebbe voler dire, non sono eccezioni.

La Fenomenologia delle droghe non appartiene al pensiero occidentale, che le ha sempre considerate solo un problema socio-sanitario; “Le motivazioni sono complesse,” dice Samorini, e girano intorno alla risposta che la società ha dato alla domanda “Perché ci droghiamo?” A rappresentare tale risposta è chiamato Tolstoj, “La causa dell’universale diffusione dell’hashish, dell’oppio, del vino, del tabacco, [è] solamente nel bisogno di nascondere a se stessi le indicazioni dateci dalla coscienza.” Sì sì fa Pasolini nelle sue Lettere Luterane: la droga è un problema di degenerazione sociale. In realtà è il nostro modo di pensare e assumere la droga a essere degenerato, perché invece, ribatte Samorini, “storicamente, il motivo fondante dell’uso delle droghe risiede nell’intenzione di conseguire una maggiore comprensione della realtà, non di fuggirla.” Tanto è vero che oltre a noi, e meglio di noi, si drogano gli animali, gli antichi e le società tribali.

prosegue qua http://www.vice.com/it/read/evoluzione-stupefacente-a9n5

 

 

Junk food: ecco la classifica dei dieci “cibi spazzatura” altamente nocivi per la nostra salute

 Quotidianamente, navigando su Internet, guardando la tv o ascoltando la radio siamo costantemente bombardati da messaggi pubblicitari riguardanti anche alimenti, celebrati da accurate strategie di marketing che, oltretutto, curano colori, forme e dimensioni delle loro confezioni, in modo da attrarre scaltramente la nostra attenzione su un prodotto, piuttosto che su di un altro. Il junk food, che in italiano significa “cibo spazzatura“, lo trovi a prezzi stracciati, in confezioni colorate, posizionate in bella mostra sugli scaffali o alle casse dei supermercati, in alcuni fast food, al cinema ecc. Il termine fu coniato da Michael F.Jacobson, fondatore del Centro per le Scienze di Pubblico Interesse che, nel 1972, disse: “Le bibite sono la quintessenza del junk food, tutto zucchero e calorie senza nessun nutriente. Gli americani stanno affogando nelle bibite”. Non aveva affatto torto e ne vedremo le motivazioni a breve. C’e’ un dato preoccupante: il consumo dei prodotti alimentari ricchi di calorie vuote( ipercalorici),senza principi attivi, pieni di coloranti e sostanze chimiche, cresce a vista d’occhio, di anno in anno, e sul tema continua ad esserci molta disinformazione, poichè il junk food non è necessariamente collegato col fast food, dato che ci sono molte tavole calde che offrono alimenti di buona e media qualità. Ho stilato per voi una classifica dei 10 alimenti più nocivi per la salute, incominciando dal meno pericoloso, fino a salire alla prima posizione, riservata a quello tassativamente da bandire!

10) gelato confezionato: noi italiani mangiamo a testa in media 15 kg di gelato ogni anno e , fortunatamente, per il 60%, optiamo per quello artigianale. Come convincere quel restante 40% di consumatori a non toccare più alcun tipo di gelato industriale?A partire dal 2010, i produttori industriali di gelato possono aggiungere ai loro prodotti la proteina ISP (ice structuring protein),isolata inizialmente in un merluzzo artico. Questa proteina serve a impedire che il gelato si sciolga facilmente, semplificandone il trasporto e il passeggio sotto il sole. Nei gelati industriali viene usata una proteina sintetica ricreata in laboratorio, partendo da lieviti di panetteria transgenici. Risultato? Un gelato ogm, col rischio di allergie, dato che i lieviti sono alergeni! I gelati industriali vengono preparati mesi prima del consumo e spesso sono trasportati a lunghe distanze. Durante la fase di congelamento, si comincia a insufflare l’aria e viene fuori un prodotto soffice, leggero, con una percentuale d’aria tra il 100 e il 130%. Per rendere l’idea, si pensi che da 5 chili di miscela base( acqua, grassi, zuccheri ecc) si ricavano 10 litri di gelato…un ottimo affare per chi lo produce, non vi pare?
Grassi vegetali idrogenati, latte in polvere, grassi vegetali ottenuti con sostanze chimiche ( olio di cocco e grasso di palma, quest’ultimo ricavato attraverso un notevole apporto delle foreste tropicali!), additivi, aromi di sintesi( per conferire al gelato il gusto fruttato), stabilizzanti ( polisorbati, acidi grassi, mono e digliceridi degli acidi grassi (ricavati dal maiale), coloranti sintetici. Alla luce di tutto ciò, non vi sembra il caso di optare per il gelato artigianale o realmente fatto in casa?

9)pop corn: con l’avvento del microonde, si è persa la consuetudine di far scoppiettare in padella i pop corn, preferendo i sacchetti già pronti di popcorn da microonde, trattati con molti additivi, tra cui il diacetile, aggiunto ad alcuni alimenti per conferire il gusto burroso. Vari studi hanno constatato che l’inalazione prolungata di diacetile provoca bronchiolite obliterante, riscontrata tra giovani sani e maschi non fumatori, lavoratori in diverse fabbriche che producono aromi artificiali per il burro. Inoltre, il sacchetto per cottura da forno contiene PFOA (acido perfluorottonico), un additivo chimico collegato alla formazione di cancro e grossi problemi alla tiroide.

8)pizza surgelata: è realizzata con farina industriale, che si ottiene tramite macinazione industriale del chicco di grano, privato del germe ( cuore del chicco) e della crusca (parte esterna, ricca di fibre), con impoverimento della materia prima. La farina raffinta è ricchissima di zuccheri, fortemente depauperata, ma ha il vantaggio di mantenersi a lungo. Il consumo di farina industriale associato ad un aumento della glicemia, incremento dell’insulina e, nel tempo, all’accumulo di grassi depositati. Tutto ciò,indebolendo l’organismo, lo espone maggiormente al rischio di tumori. Decisamente meglio scegliere il grano biologico prodotto dai contadini, macinandovi da soli il grano e preparando voi l’impasto con ingredienti naturali o recarvi in pizzerie con forni a legna che realizzano ancora l’impasto correttamente!

7)patatine fritte : vengono fritte con olio di semi di mais, contenente alte quantità di acidi grassi. Con questo sistema di cottura, il cibo viene reso nocivo, col rischio di esporre l’organismo a malattie cardiache. L’olio di mais ha l’alto potere di aumentare il colesterolo nel sanhe, che a lungo andare si deposita nelle arterie, creando placche aterosclerotiche le quali, aderendo alle pareti arteriose, riducono il lume del vaso stesso. Esse riducono la quantità di sangue che raggiunge gli organi per il loro funzionamento e, se varia la pressione arteriosa, possono andare incontro a frammentazione, migrando nel flusso circolatorio e occludendo definitivamente il passaggio di sangue verso qualche organo. Risultato? Alto rischio di ischemie e veri e propri ictus cerebrali. Le patatine fritte precotte e surgelate contengono acrilamide, una sostanza tossica che si forma quando elementi ricchi di carboidrati raggiungono temperature elevate. La produzione di acrilamide è facilitata dall’assenza di acqua e dalla presenza di asparagina (un aminoacido)e di uno zucchero ridotto (glucosio o fruttosio, contenuti soprattutto in patate e cibi caramellati). L’acrilamide è una sostanza chimica che migliora la solubilità, utilizzata per la depurazione dell’acqua, la lavorazione di plastica, carta e vernici. Negli anni 90′ si scoprì che alte dosi di questa sostanza provocavano danni al sistema nervoso, tanto che nel 94′ l’Agenzia Internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) la inserì tra gli agenti potenzialmente cancerogeni. Da qui, il dubbio che le patatine fritte e quelle in busta fossero cancerogene.

6)patatine in busta: stesse componenti di quelle fritte, ma percentuali nettamente maggiori di acrilamide.

5)salumi e insaccati: la Scuola di Sanità pubblica di Harvard, riesaminando 20 studi pubblicati a livello mondiale, ha scoperto che 50 grammi di carne lavorata al giorno (pancette e salsicce) aumentano del 42% il rischio di malattie cardiache e del 19% quello di diabete di tipo2. I maggiori implicati sono i conservanti di nitrato, che causano un accumulo di depositi duri nelle arterie, riducendo la capacità dell’organismo di gestire gli zuccheri, che a loro volta possono aumentare il rischio di diabete e di malattie cardiache.
2 fette di pancetta al giorno aumenterebbero del 20% il rischio di sviluppare il cancro all’intestino. Meglio preferire tagli magri e carne non fritta, sostituendo il sale con erbe fresche e secche e un pizzico di spezie.

4) wurstel: è formato da carne separata meccanicamente, un ingrediente segreto contenuto in moltissime confezioni di wurstel di pollo prodotte da grandi aziende. Si tratta di un sottoprodotto ottenuto dalla macellazione delle carcasse di pollo che finiscono sotto presse a bassa pressione, per poi ottenere la caratteristica poltiglia rosa! La carne separata meccanicamente costa poco e permette lo sfruttamento ottimale delle materie prime. Di cosa è composto il wurstel, questo gustoso alimento nato in Germania e in Austria e conosciuto negli Usa come hot dog? Vi cito un elemento tra tutti:il nitrito di sodio, un composto chimico utilizzato per sterilizzare microrganismi annidati nei cadaveri, che consente di utilizzare il prodotto il più a lungo possibile. Controindicazioni? Cancro allo stomaco o al fegato, causato dalla reazione con altri composti organici presenti nello stomaco chiamati ammine.

3) cornetti e dolci al forno e fritti : contengono grassi trans, che abbassano il colesterolo buono ed aumentano quello cattivo, aumento il rischio di malattie cardiovascolari, diminuendo l’efficienza della risposta delle cellule b e aumentando la proliferazione delle cellule T, aumentando la produzione di radicali liberi ecc.

2)bibite analcoliche gassate: provocano demineralizzazione ossea nel corpo, con possibile aumento delle fratture, difficoltà di assorbimento del ferro che può portare anemia. Ciò è dovuto alla combinazione di acido fosforico, fruttosio e zucchero raffinato. L’acido fosforico contenuto nella bevanda è un corrosivo di uso industriale impiegato come additivo, usato per pulire motori e rallentare bulloni arruginiti. Il colore delle bevande alla cola è dovuto aad un additivo: l’E150 (colorante caramello solfito-ammoniacale, associato a carenza di vitamina B6, importante per metabolizzare le proteine e per la salute del sangue ( la mancanza di vitamina causa anemia, depressione, iperattività, bassi livelli di glucosio nel sangue). Le bibite addizionate con anidride carbonica ( note come bibite analcoliche, gassate, sode) sono bevande contenenti anidride carbonica disciolta. L’effervescenza è determinata dall’acido carbonico diluito, che induce una lieve sensazione di scottatura. Le bibite analcoliche gassate contengono moltissimi zuccheri. L’impiego di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS) è associato alla scarsa formazione di colagene in animali in fase di sviluppo (in quanto interferisce con l’assorbimento del rame). Dato che il fruttosio deve essere metabolizzato dal fegato, gli animali che seguono regimi alimentari ad alto contenuto di fruttosio hanno prolemi epatici simili a quelli degli alcolisti. Il consumo di tali bevande è associato alla perdita dello smalto dentale per via dell’acido fosforico.Dato che le bevande analcoliche gassate sono estremamente acide (valutate 2.0 sulla scala PH), se consumate frequentemente, lasciano nella bocca un residuo acido, che abbassa la naturale alcalinità della saliva. Questo squilibrio attira i sistemi di riparazione naturali dell’organismo che, per invertire il livello di acido nel PH, utilizza ioni di calcio resi disponibili dai denti, intaccando così lo smalto.

1) bibite senza zuccheri o a basso contenuto zucchero: si tratta sempre delle classiche lattine da 33 cl, che hanno gli stessi acidi delle bevande gassate standard. Gli acidi provocano l’infiammazione dello stomaco e del rivestimento intestinale, erodendo il rivestimento gastrico. Le bevande light contengono aspartame, un dolcificante artificiale. A fine anni 90′, la Fondazione europea di Oncologia e Scienze Ambientali Marazzini di Bologna, condusse un esperimento sui potenziali effetti cancerogeni del composto. Lo studio, effettuato su 1800 ratti, constatò che l’aspartame induce un aumento dell’incidenza di linfomi e leucemie maligne del rene dei ratti femmine e tumori maligni dei nervi periferici dei ratti maschi. Lo studio concluse che l’aspartame è un agente cancerogeno, in grado di indurre tumori maligni nei ratti, anche a dosi ammesse per l’alimentazione umana. Secondo alcune ricerche effettuate su scala mondiale, l’aspartame sembra legato a attacchi d’ansia, cecità, tumori cerebrali, perdita dell’udito, iperattività, palpitazioni cardiache, problemi riproduttivi, morbo di Lou Gehrig (più conosciuto come SLA).

www.meteoweb.eu/2013/09/junk-food-ecco-la-classifica-dei-dieci-cibi-spazzatura-altamente-nocivi-per-la-nostra-salute/228261/

In 4 anni in Italia 280 nuove droghe. Allarme smart drug sul web

 ROMA - Pasticche dall'apparenza innocua che contengono droga. In quattro anni il Sistema di allerta precoce per le droghe del Dipartimento politiche anti droga ha scoperto circa 280 nuove sostanze tossiche. Potenti, tossiche e pericolose, anche perché di facile reperibilità. Un dato allarmante diffuso nel corso della  presentazione del nuovo piano nazionale contro la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (Nsp), che possono essere di natura sintetica, ma anche vegetali. Il mercato delle 'smart drug' utilizza soprattutto Internet e va di pari passo con quello dei farmaci contraffatti o di vendita illegale. Sono prodotti che possono causare disturbi gravi: dai danni al cervello a quelli al sistema cardiorespiratorio. Solo in Italia sono stati identificati dal 2010 circa 70 casi di intossicazione acuta dovuti all'assunzione di Nsp. 

L'allarme. Queste nuove sostanze psicoattive sono diffuse non solo su territorio italiano ma anche su quello europeo. " Un fenomeno in crescita "che assume rilevanza di sanità pubblica affiancandosi con quello delle droghe tradizionali quali eroina, cocaina, cannabis, anfetamine - spiega il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - . Ragazzi giovanissimi hanno accesso a sostanze psicoattive, un elenco vastissimo di sostanze messe sul mercato e propinate soprattutto attraverso la rete, luogo di incontro di tutti i ragazzi del mondo".

LA SCHEDA Da cervello a cuore, i danni delle smart drug 

I danni per la salute. Sono rilevanti le problematiche psichiatriche correlate all'uso di queste sostanze illegali e i vari disturbi, soprattutto renali, cardiaci e respiratori, costantemente aggravati per il contemporaneo uso di alcol e altre droghe. Il piano per combattere il fenomeno sarà presentato in 10 città italiane. Domani si terrà il primo incontro all'università Cattolica di Roma, con un corso di aggiornamento tecnico scientifico. "Al fine di assicurare una risposta efficace al diffondersi delle droghe sintetiche - aggiunge il ministro Lorenzin - che creano danni per la salute pubblica e a quella dei nostri ragazzi, realizziamo questo primo update sulle principali caratteristiche delle Nsp individuate, mettendo a punto una serie di indicazioni strategiche e di obiettivi". Sul tema sono state date indicazioni strategiche sia a livello internazionale, sia a livello europeo. 

La stretta della Ue. La scorsa settimana la Commissione europea ha proposto una direttiva e un regolamento per rendere illegali le nuove sostanze psicoattive usate in alternativa alle droghe. Secondo le stime della Ue questi stupefacenti sono state assunte da oltre 2 milioni di persone e provate almeno una volta dal 5% dei giovani secondo le stime di Bruxelles. Con le nuove norme sarà possibile agire in tempi rapidi e bandire dal mercato le sostanze più dannose nel giro di poche settimane. Con l'attuale legislazione, invece, sono necessari 24 mesi e non è possibile procedere a una sospensione temporanea

www.repubblica.it/salute/2013/09/23/news/in_4_anni_in_italia_280_nuove_droghe_allarme_smart_drug_sul_web-67090263/

Il porno crea dipendenza?


Lo studio dell'università di Cambridge

 

Giornalettismo - La pornografia puo’ provocare una dipendenza simile a quella della droga o dell’alcol. Gli utenti compulsivi di prodotti pornografici mostrano gli stessi segni di dipendenza nella loro attivita’ cerebrale come gli alcolisti o i tossicodipendenti, ha rivelato uno studio.


Leggi tutto l'articolo

Il Kratom potrebbe essere rimosso dalla lista dei narcotici in Thailandia

L'Office of the Narcotics Control Board (ONCB) sta rispondendo positivamente alla proposta di legalizzazione del kratom (Mitragyna speciosa), che è attualmente inserito nella lista delle sostanze stupefacenti.L'ONCB si incontrerà con la Food and Drug Administration, il ministero della Salute Pubblica e l'Ufficio della Polizia Nazionale per discutere se il kratom debba essere rimosso o meno dalla lista.La Thailandia è infatti l'unico paese che considera il kratom come un narcotico.Il ministro della Giustizia Chaikasem Nitisiri, che sta spingendo per la legalizzazione, ha detto che è cresciuto a Thon Buri, dove il kratom è sempre stato coltivato e utilizzato."In effetti, il kratom è stato usato come una medicina tradizionale in passato", ha riferito, aggiungendo di non volerne promuovere l'uso, ma di pensare che potrebbe distrarre la gente da usare droghe dannose come le metanfetamine.Il dottor Anek Yomchinda, direttore dell'Istituto Centrale di Scienze Forensi, ha ammesso che gli studi preliminari hanno mostrato che il kratom possiede effettivamente proprietà medicinali. "In Nuova Zelanda si tratta di un componente nella produzione di antidolorifici e antibiotici" ha aggiunto.Una commissione del Senato -nominata per studiare le proprietà del kratom- ha rilevato che non esistono dati per dimostrare che il consumo di kratom possa essere associato a crimini.Lo studio suggerisce inoltre che le autorità competenti abbiano deciso di vietare kratom nel 1943 perché non potevano riscuotere tasse su di esso come facevano sul consumo di oppio.La commissione ha anche sottolineato che se il kratom venisse legalizzato, potrebbe fornire benefici economici per la Thailandia, dove la pianta è indigena."Può essere utilizzato nella produzione di numerosi farmaci, e può anche ridurre la dipendenza della Thailandia dalla morfina importata", è stato riferito dalla commissione.Un sondaggio mostra che la provincia di Satun ha il più alto numero di alberi kratom.Inoltre , camionisti e operai consumano ampiamente foglie di kratom perché ciò li tiene svegli ed più conveniente del caffè e delle bevande energetiche.fonte : Kratom may be taken off narcotics list  http://medicinamoksha.blogspot.it

I dati sulle droghe e i giochi di prestigio

Gustavo Spinelli commenta la relazione 2013 sulle tossicodipendenze per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto. 

Leggendo la sintesi della Relazione 2013 al Parlamento sulle tossicodipendenze predisposta dal Dipartimento antidroga, mi è tornata in mente l’affermazione attribuita a Hegel: se la realtà dei fatti non coincide con la teoria peggio per i fatti. Questa espressione è divenuta nel tempo emblema di come l’arroganza ideologica si imponga sulla realtà ridefinendola a proprio piacimento. Questo atteggiamento può valere in molti ambiti della vita sociale, ma lo possiamo ritrovare anche in ambito scientifico quando per i più svariati interessi si decide a priori quale debba essere l’esito di un ricerca manipolando l’impostazione in modo che si arrivi a “dimostrare” quanto voluto.

Anche quest’anno i toni della Relazione sono entusiasmanti: ulteriore calo nei consumi delle varie sostanze nella popolazione in generale. Viene sottolineato con soddisfazione la conferma di un trend in atto già da alcuni anni. Ottimo. Ma da quando assistiamo a questa disaffezione di massa all’uso di sostanze? Dal 2008 ci dice la Relazione, che guarda un po’ è l’anno in cui viene istituito il Dipartimento per le politiche antidroga voluto da Giovanardi,  che ne assume la rappresentanza politica e alla cui guida chiama Giovanni Serpelloni nella veste di esperto in materia a cui affida la guida “tecnica”.

Unico fastidioso neo, l’aumento dell’affezione alla cannabis da parte dello scellerato target 15-19 anni, insomma i soliti imprevedibili, curiosi, ostinati, ingestibili adolescenti. La Relazione ci informa che uno su cinque degli studenti delle superiori ha fumato almeno una volta cannabis nel corso dell’ultimo anno. E questo nonostante i poderosi investimenti del DPA.  Nonostante decine e decine di interminabili videoconferenze imposte nelle scuole superiori da annoiati esperti stufi di ripetere sempre le solite cose, sui danni al cervello, sulla sindrome amotivazionale, sulla schizofrenia ecc. Nonostante le migliaia di drug-test somministrati a minori, dopo aver sufficientemente spaventato confusi genitori con la storiella che non è mai troppo presto e che è meglio vederci chiaro subito. Nonostante si sia arrivato a scriverlo a caratteri cubitali sulle facciate di importanti monumenti, che chi compra droga finanzia la mafia e ne diventa complice. Niente. Nonostante l’informazione terroristica, il controllo chimico, lo stigma sociale, questi cocciuti adolescenti se ne fregano e, direbbero loro, se la godono. E adesso? Cosa dire? Che carte giocare? Cosa si poteva ancora estrarre dal magico cappello dell’illusionista? Cosa poteva ancora inventarsi il DPA per mantenere alto l’allarme sociale e quindi giustificare la propria esistenza? Ma è evidente: il gioco d’azzardo.

La vera novità della Relazione di quest’anno è l’associazione adolescenza, droga e gioco d’azzardo. Questa ci mancava. In pratica viene evidenziato che gli adolescenti che si fanno le canne (perché a questo si allude) hanno una predisposizione anche per il gioco d’azzardo, almeno nel 41,7% dei casi, in pratica uno su due. Sarà vero o è un altro gioco di prestigio? Poco importa che chi si occupa professionalmente di gioco patologico ci dica che questa relazione non l’ha mai colta, visto che ai servizi si presentano persone solitamente adulte e spesso anche anziane, o che non risulti nemmeno a chi si occupa professionalmente di adolescenti problematici o che usano droghe. Il tema da sventolare buono per ogni occasione, in modo da mantenere alta la preoccupazione sociale, è la salute dei nostri piccoli, indifesi, vulnerabili, insicuri adolescenti (meglio se minori), in balia di social network pericolosi, di siti internet che disinformano e istigano, di un mercato malavitoso pronto a divorarli.

Condividi contenuti