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Novità altro

Area Giovani alla "Festa dei Vicini"

AREA GIOVANI
alla
2° EDIZIONE della "FESTA DEI VICINI"!!!

Ferrara 2009

Il 12 Settembre 2009 si è tenuta la seconda edizione della Festa dei Vicini, progetto promosso dall’Acer in collaborazione con il Comune di Ferrara, una festa all’insegna dell’aggregazione, della coesione e dell’ integrazione sociale.

Il progetto ha coinvolto diverse zone della città;
3 le iniziative in tre punti del territorio: Via Porta (Zona Krasnodar), Grattacielo e Via Sirena (Quartiere Barco).

Area Giovani, oltre al consueto aiuto strumentale all'organizzazione, ha partecipato proponendo ai giovani numerose attività sul territorio.

A Barco, i giovani dell'Ass. Ludus Iovis Diei hanno portato all’aperto la fantastica ludoteca per ragazzi attivata nel 2009 presso il Centro di Partecipazione L'Urlo e durante la festa era presente la redazione della rivista “Ma sa dit”, il periodico dell'Urlo, pronta ad intervistare tutti i presenti e a documentare l’evento.

La CorrierSTRAvagante ha preso parte alla festa presso il Grattacielo portando musica, impianto audio e coinvolgendo i ragazzi in diverse attività: video-making, fotografia.
I giovani hanno partecipato con entusiasmo alle iniziative a loro proposte in un mix di colori ed etnie in festa!

Alla pagina internet http://www.youtube.com/watch?v=r3IjqF--H20 e sul nostro sito http://areagiovani.comune.fe.it/ potete vedere il video che documenta la giornata presso il Grattacielo!!!

Contenuto Redazionale NON È UN PAESE PER GIOVANI

Parte II - Per sfuggire, per affrontare.

di Claudio Cippitelli

Puoi leggere la prima parte qui. Altro articolo dell'autore, qui.

 

Il tema "droga" sembra prestarsi in maniera particolare per evidenziare come un fenomeno che riguarda la società nel suo complesso, venga attribuito (confinato) nel solo segmento della popolazione indicata come "giovani". Eppure, che l'uso e l'abuso di psicoattivi non sia un comportamento addebitabile esclusivamente a una specifica fascia di età dovrebbe essere, oramai, una consapevolezza diffusa.

 

Scrive Gunter Amendt, nel suo libro No drugs – No future: "il 4% della popolazione nei Paesi più sviluppati consuma regolarmente e in modo continuativo psico-droghe provenienti dai laboratori dell'industria farmaceutica". Se consideriamo non solo le sostanze psicotrope che vengono sanzionate come illegali, il fenomeno della ricerca di supporti farmacologici in grado di risolvere panne di natura psicologica e relazionale riguarda la società, non un'età specifica di essa.

Nel 1988 appare in Francia una Guida ai 300 farmaci per superare i propri limiti fisici e intellettuali. Fa scandalo. Gli autori - anonimi - difendono, in una società ormai esasperatamente competitiva, il 'diritto al doping' (Ehremberg, 1999, p.259). Alain Ehremberg, nel riportare questa significativa iniziativa editoriale, ricorda che gli autori precisarono che, secondo loro, una cosa è accedere a consumi di farmaci che consentono al soggetto di affrontare le performance richieste, altra cosa è drogarsi: "(gli autori) distinguono il drogarsi, che coincide col ripiegarsi morbosamente su un proprio universo privato, dal doparsi, che agevola invece il confronto personale con gli obblighi imposti a ciascuno di noi".

Con la attuale grande diffusione di metamfetamine (ecstasy) e cocaina, ovvero delle

droghe illegali performanti per definizione, la distinzione appena proposta tra il doparsi e il drogarsi perde in gran parte di senso. Il confine tra il significato e le potenzialità che promettono l'MDMA e la cocaina e gli psicofarmaci appare sempre più labile: infatti, molti assuntori scelgono, a secondo dei contesti, delle opportunità del mercato o delle situazioni personali, di consumarne l'una o l'altra, e molto spesso di giustapporre l'una a l'altra. Si policonsuma: ci si dopa e ci si droga, per sfuggire e per affrontare. I consumi di psicofarmaci nella modalità consentita, quindi con prescrizione medica, riguardano in Occidente principalmente il mondo adulto e, dato assai inquietante, i bambini; ma gli stessi prodotti trovano un uso "da strada", dove un mercato grigio di dimensioni non trascurabili si occupa di rendere le benzodiazepine e gli altri farmaci disponibili al pubblico di giovani che ne hanno scoperto le potenzialità ludiche e di auto-cura.

 

Prendiamo in esame le droghe "stimolanti e ricreazionali". Questi consumi, secondo il senso comune, dovrebbero essere appannaggio privilegiato di adolescenti e giovani. In una rilevazione clinica condotta da ricercatori dell'Istituto superiore di sanità nel 2004, mirata a identificare la tipologia dei soggetti che si rivolgono ai servizi per consumo di sostanze "ricreazionali" (ovvero le sostanze diverse da oppiacei, alcol e cannabis), è il diverso andamento del consumo della cocaina rispetto all’ecstasy:

“Come risulta immediatamente evidente, la cocaina è la sostanza più usata in entrambi i sessi e, presso i servizi, la percentuale di assuntori per questa sostanza cresce al crescere delle classi di età. L'ecstasy invece, che è la seconda sostanza ricreazionale rappresentata nei servizi in ordine di consumo, presenta un andamento opposto.”

Il consumo di cocaina, secondo la ricerca dell'ISS, si concentra nelle fasce d'età 30-34, 35-39, 40 anni e oltre: siamo davvero sicuri si tratti di un problema giovanile? Siamo sicuri del significato che assume la cocaina per coloro che, intorno ai quarant'anni, la consumano? E ancora, possiamo essere certi che per tutti gli adulti coinvolti in tale consumo la cocaina ha lo stesso significato? Fare del consumo di cocaina un problema giovanile, tra le altre cose, evita d'affrontare la funzione che tale consumo può rappresentare in fasce non residuali di popolazione: risulta infatti più agevole stigmatizzare un giovane assuntore piuttosto che un anziano e stimato uomo politico o un professionista competente e ricercato. Rimane il problema: chi assume cocaina lo fa per rifiutare il sistema ed essere fuori dalla società, per esserne parte adeguatamente, per sopportarne la pressione iperprestazionale o, semplicemente, per piacere? L'assetto societario dei Paesi occidentali scoraggia o necessita di stimolanti?

 

Continua - III parte

 

 

 

Adolescenza Stupefacente

Elaborato dell’incontro con Alfio Maggiolini ed Elena Rosci del ciclo IL DISAGIO INVISIBILE presso LA CASA DELLA CULTURA di Milano- peacelink.it

 

28 settembre 2009 - Laura Tussi

 

Il problema “droga” riguarda una certa invisibilità dove si determina e si manifesta l’assenza di regolamenti specifici su come la scuola deve agire e comportarsi per intervenire circa la questione spinelli e droghe. L’assenza di una regolamentazione di questo tipo significa che persiste la mancanza di cultura, di modi di ragionare e di porsi, su come affrontare la situazione “droga” tra i giovani. Gli insegnanti tendono a vedere determinate condizioni e situazioni in modo abbastanza condiviso, ad esempio, per quanto riguarda il problema spinelli: la questione va trattata all’interno dell’interazione e relazione educativa dell’intervento pedagogico, mentre la famiglia va convocata in un secondo tempo, come se il primo passo fosse un trattamento della questione all’interno della relazione educativa con lo studente, che agisce un atteggiamento generale riguardante una “scarsa motivazione”. Il trattamento educativo dovrebbe essere regolato tramite un attento controllo, se la scuola tiene presente che la questione va trattata anche con l’aumento della prevenzione, probabilmente si otterrebbero dei risultati motivanti anche indipendentemente da denunce, da sanzioni, da multe. Le risposte dei ragazzi rispetto a quali provvedimenti adottare sono orientate verso la dimensione sanzionatoria che gli insegnanti esercitano meno, privilegiando appunto l’intervento educativo. I ragazzi sono sempre più rigidi quando si ragiona sulle trasgressioni e si pongono dal punto di vista di chi deve intervenire. Tutti manifestano l’idea che l’intervento della denuncia, delle forze dell’ordine, sia qualcosa che viola la cittadella della scuola e la preziosità della relazione educativa. Spesso l’idea di ricorrere alla denuncia concerne gli spacciatori esterni, fuori dalle mura della scuola e dall’alveo della famiglia. Questo orientamento si scontra con questioni legali molto complesse sul consumo e lo spaccio di droghe. Nell’ambito dell’argomento della visibilità o invisibilità, della comunicazione o non comunicazione, su queste problematiche sussistono molte riflessioni, ma il problema consiste nel confrontarsi vicendevolmente. I ragazzi producono rappresentazione e idee sempre in movimento rispetto alla cultura delle droghe che risale agli anni ’70. Nella transizione adolescenziale le sostanze possono costituire una prima esperienza che ad un’età più avanzata può portare al consumo di sostanze più gravi e mortali. I fattori motivazionali che determinano la scelta delle varie sostanze sono differenti. Quando pensiamo all’uso in adolescenza di sostanze, siamo culturalmente invasi da uno stato d’allarme e di ansia perché la nostra cultura ha recepito il fatto che nell’arco degli ultimi venti anni, l’utilizzo delle sostanze in adolescenza è aumentato in modo molto consistente. Questo tipo di allarme che compare spesso sulla stampa, nei testi divulgativi, tra le conversazioni, non produce una vera conoscenza del fenomeno. Affermare che l’uso di sostanze in adolescenza è aumentato in modo vertiginoso, non significa sapere molto su qual è la relazione fra gli adolescenti e l’assunzione di sostanze. Da un lato l’utilizzo della cannabis è davvero diffusissimo, dall’altro la relazione tra l’adolescenza e queste droghe può essere di tipi diversi. L’uso di sostanze in adolescenza non è dipendente, ma nel corso evolutivo giovanile sono presenti degli stili di utilizzo delle sostanze tra cui l’assunzione dipendente risulta assente. L’uso di sostanze di tipo dipendente si presenta maggiormente nella fascia d’età giovane-adulta ossia dai 20 ai 30 anni. D’altra parte è vero che le sostanze illegali subiscono un andamento di utilizzo che presenta il suo apice tra i 20 e i 30 anni e poi decade drasticamente. Mentre le sostanze legali come alcool, nicotina e psicofarmaci sono droghe dell’età adulta, ossia permangono nell’utilizzo per tutto il corso della vita. Nell’universo dell’assunzione di sostanze sussiste una gamma di vicinanza alle droghe che va da un contatto episodico, sporadico, di poco peso, in modo progressivo, differenziato, fino ad un utilizzo molto critico che riguarda un numero di soggetti limitato, prefigurando una situazione per cui nel corso della prima adolescenza l’uso più frequente è di tipo esperienziale, ossia il contatto con la sostanza riguarda la possibilità di praticare nuove esperienze in tutti gli ambiti della vita tramite l’evasione e le trasgressioni. L’utilizzo della cannabis, insieme all’alcool e alla nicotina, sono talmente diffuse tra i giovani anche se spesso in forme appunto non gravi, così da diventare degli elementi della costruzione dell’identità giovanile. L’estrema diffusione di queste sostanze fa diventare le droghe psicoattive appunto, uno dei tanti elementi su cui ogni adolescente si confronta. Nella generazione degli anni 70 un ragazzo che voleva fare uso di cannabis doveva cercarla attivamente con una forte motivazione per reperire un gruppo adatto con cui condividere l’esperienza e naturalmente uno spacciatore. Invece ai ragazzi di oggi questo tipo di sperimentazione avviene in modo facilitato perché sempre nella loro cerchia amicale, scolastica e sociale possono accedere a queste sostanze senza dover fare scelte molto motivate e drastiche. E’ più difficile per gli adolescenti dover decidere di non provare l’esperienza, piuttosto che accettarla, perché provare la cannabis è un rituale assai diffuso. I soggetti impulsivi, poco riflessivi, con scarsi supporti famigliari possono avere più occasioni e possibilità di scadere nella devianza con l'utilizzo di sostanze come esperienza fondamentale nella propria vita, ma se si osserva il fenomeno in un’ottica clinica, la discriminante principale tra un utilizzo sporadico, blando, occasionale, che si potrebbe definire come non significativo, e un utilizzo problematico, frequente che può mettere in difficoltà un soggetto, riguarda essenzialmente la questione della decisione di una strategia d’azione per cui la sostanza con effetto psicoattivo viene a far parte di una forma di cura di sé che permette di integrare il principio psicoattivo nella propria vita, quasi come se si assumesse uno psicofarmaco. Questo elemento di cura di sé prevede una certa frequenza e assiduità nell’assunzione. Il giovane senza un uso continuativo e consistente non muta il suo equilibrio fisico e psichico, ma trasforma solo la propria immagine sociale. Si intende per cura di sé un palliativo alla difficoltà di tollerare l’ansia e i pensieri turbolenti del processo di crescita, nell’ambito di un senso di fragilità e vulnerabilità della propria immagine interna che genera il dolore mentale della percezione di sé come personaggio incerto, instabile, insicuro in continua transizione.

 

Pacelink: altri link sull'argomento

Le poli-tossicodipendenze a Ravenna

  "Sempre piu' spesso, negli ultimi tempi, si trova cocaina tagliata con eroina. E' lecito aspettarsi un ritorno di questa seconda droga". Secondo Silvia Briani, direttrice dell'Unita' operativa delle Dipendenze dell'Ausl di Ravenna, sull'uso della cocaina in provincia serve comunque "una riflessione maggiore". Anche se l'eroina resta piu' diffusa, con 336 pazienti (cioe' il 65,6) sui 512 presi in carico dal servizio nel 2008 (i "nuovi" sono 234; 417 i maschi), l'uso di cocaina, infatti, e' in aumento (dichiarano di usarla 109 pazienti, il 21,3%). E si tratta probabilmente di un consumo piu' diffuso di quanto non sembri, perche' "chi vi ricorre non si considera dipendente e quindi non si rivolge al Sert". Stesso discorso vale per la cannabis, per cui solo 55 persone si sono rivolte al servizio. La coca va di piu' fra gli uomini (secondo i dati aggregati di tutti i Sert della provincia di Ravenna si tratta del 22,4% dei pazienti in carico, contro l'11% di donne), ed e' piu' diffusa negli adulti (piu' della meta' dei dipendenti ha piu' di 35 anni, il 31% e' over 39), mentre i ragazzi tra i 20 e i 29 anni prediligono lo spinello. Tutte le forme di tossicodipendenza, comunque, interessano di piu' le classi d'eta' piu' elevate: oltre il 61% dei pazienti ha dai 35 anni in su (sono 110 quelli che hanno tra i 35 e i 39 anni; 201 quelli che oltrepassano la soglia dei 39). Nella generazione dei trenta-trentacinquenni si registra un centinaio di casi, come in quella che va dai 20 ai 30. E' sempre piu' diffusa anche l'associazione di sostanze, riferisce Giovanni Greco, referenze dell'Ausl di Ravenna per l'alcologia e vicepresidente nazionale della Societo' italiana di Alcologia. In particolare l'abbinamento di alcolici e coca, che interessa la fascia dei trenta e quarantenni, cosi' come di alcol e bevande "performanti" o viagra. Fra gli alcolici (sono 225 in totale gli alcolisti presi in carico nel capoluogo), il piu' diffuso resta il vino, mentre la birra e' data in crescita. Tirano sempre di piu' anche i superalcolici, preferiti da donne e giovani. Negli ultimi tempi, pero', si e' diffusa anche una nuova forma di dipendenza: quella dal gioco d'azzardo. A Ravenna il fenomeno e' ancora contenuto (a chiedere l'aiuto del Sert nel 2008 sono state solo 2 persone, 16 in tutta la provincia), ma esiste un gruppo di sostegno che si riunisce ogni giovedi' e psichiatri specializzati nell'organico dell'azienda sanitaria. ADUC Droghe

Bologna cani anti-droga davanti a scuole e parchi

    "Individuare e sanzionare gli spacciatori". Cosi' il sindaco di Bologna Flavio Delbono spiega perche' ha deciso di utilizzare i cani anti-droga della Polizia Municipale per pattugliamenti che dalla prossima settimana saranno realizzati dalle unita' cinofile davanti alle scuole medie e superiori e nei parchi della citta'. Per ora i cani che saranno portati al guinzaglio dai Vigili per questo servizio di controllo e contrasto allo spaccio saranno tre. L'idea e' quella di concentrarsi sulle zone meno battute dalle altre forze dell'ordine, in un'ottica di coordinamento dell'azione. Nell'occasione, Delbono ha anche ricordato che a breve sara' rinnovato il patto 'Bologna Sicura' siglato con la Prefettura.

La droga causa disturbi sessuali nei maschi

Fonte: CCGMUno studio condotto in Veneto su oltre 2000 diciottenni maschi, ha messo in relazione l’uso di droghe con l’aumento del rischio di insorgenza di disturbi sessuali tra i giovani.Nell’ambito di una ricerca guidata dal Professor Carlo Foresta, e realizzata presso il Centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell'Azienda Ospedaliera di Padova, in collaborazione con la Provincia di Padova, sono emersi dati significativi circa gli effetti dell’uso di sostanze sull’attività sessuale dei giovani.Nell’arco di quattro anni, sono stati intervistati attraverso la somministrazione di questionari anonimi, 2100 soggetti maschi delle scuole superiori di Padova e provincia. I giovani sono stati sottoposti anche a visita medica allo scopo di mettere in relazione il loro uso di droghe con la propria attività sessuale. Al contrario di quanto molti consumatori pensano circa l’aumento delle proprie prestazioni sessuali successive all’uso di sostanze, ben il 10% dei partecipanti all’indagine lamentava diversi disturbi di natura sessuale. Lo studio ha evidenziato dati allarmanti soprattutto in relazione all’uso di eroina, ecstasy e popper. Nello specifico, nei consumatori di eroina, è stato riscontrato un aumento di 23 volte del rischio di incorrere in disturbi della sessualità. Tale rischio è aumentato di 30 volte nel caso di consumo di ecstasy. In seguito ad uso di popper almeno una volta alla settimana, invece, è stato riscontrato addirittura un aumento di 122 volte del rischio di avere un orgasmo doloroso e di 25 volte quello di avere un orgasmo ritardato rispetto ai non consumatori.

 

http://psiconautica.forumfree.net

Governi monitoreranno le comunicazioni sul Web per individuare le nuove droghe.

 

L'importanza di divulgare il progetto ''Psychonaut Web Scanning'' finanziato dalla Unione Europea con l'obiettivo di sviluppare un sistema web scanning e un database per catalogare nuove sostanze psicoattive sulla base delle informazioni presenti su Internet, e' stata sottolineata nel corso dei lavori della conferenza internazionale organizzata dal servizio regionale Salute delle Marche, in collaborazione con l'Asur di Urbino e l'alto patrocino del dipartimento politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Infatti, in questi ultimi anni si e' assistito in Italia e in altri paesi europei, al progressivo incremento dell'utilizzo di nuove droghe, sia di origine vegetale che sintetica. Parallelamente si e' sviluppato un nuovo tipo di vendita e propaganda informativa sul web che rende facile sia l' acquisto di queste sostanze che l'acquisizione di nuove notizie relative a preparazione, modalita' e dosaggi di assunzione. Il commercio elettronico dei composti psicoattivi mediante internet contiene elementi di maggiore pericolosita', in quanto avviene in un ambito di elevata discrezione che rende difficili eventuali controlli da parte delle autorita'.

 

L'e-commerce permette di reperire una vasta gamma di prodotti a prezzi concorrenziali tutelando la privacy del cliente.

 

Psychonaut Web Scanning mira alla identificazione, il piu' precocemente possibile, di nuove sostanze circolanti sul mercato illecito e che divengono oggetto di consumo, nel tentativo di arginarne la diffusione e limitarne la pericolosita' attraverso un tempestivo sistema di allerta.

 

Nelle Marche - e' detto in una nota - ci sono circa 4mila utenti che fanno ricorso ai servizi per le dipendenze di cui l'83% sono maschi, il 17% femmine e negli ultimi anni si registra un trend molto crescente sull'utilizzo di droghe da parte degli ultraundicenni. La prevalenza delle sostanze utilizzate sono per il 75% oppiacei, il 9% cocaina, 12% cannabinoidi e la restante percentuale droghe sintetiche. La rete sanitaria attraverso 9 dipartimenti, 13 servizi dipendenze, 31 strutture riabilitative residenziali, 12 strutture semiresidenziali e 9 servizi di prossimita' con unita' di strada, agisce con 221 operatori pubblici e 113 del privato. Il budget a disposizione si attesta sui 20 milioni di euro annui e rappresenta l'1,04% della spesa sanitaria complessiva. Ai lavori hanno partecipato esperti di sette paesi ( UK, Portogallo, Norvegia, Belgio, Finlandia, Spagna e Germania) che insieme all'Italia hanno contribuito allo sviluppo del progetto stesso e i membri dell'Emcdda (European Monitoring Centre For Drugs and Drug Addiction).

Torino: 30 morti in 60 giorni. Serve una riflessione da parte di tutti.

Questa mattina Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, ha partecipato alla prima sezione della tavola di consultazione permanente del Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio, che fa seguito alla V Conferenza Nazionale sulle politiche antidroga. Il titolo della consultazione era: “La prevenzione delle patologie correlate alla tossicodipendenza e delle situazioni devianti: quali evidenze di utilità ed efficacia?”. Il Dipartimento Antidroga ha reso pubbliche le linee di indirizzo per la determinazione e applicazione dei Livelli Essenziali di assistenza, prodotte con l’aiuto di un gruppo di consulenza tecnico come sintesi degli elementi condivisi delle azioni da mettere in campo innanzitutto nei servizi di bassa soglia. Il documento, però, contiene anche un “ADDENDUM” del Dipartimento stesso in cui si trattano tre misure su cui il gruppo di lavoro non ha trovato la condivisione e l’approvazione del Dipartimento e che il Dipartimento stesso ritiene di escludere dai programmi di prevenzione: si tratta del “pill testing” (analisi chimica delle droghe sintetiche), della distribuzione controllata di eroina e delle “stanze di auto-somministrazione” (narcosale). L’inserimento dell’ADDENDUM ha prodotto la dissociazione dal documento finale del CNCA - Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (rappresentato da Riccardo De Facci e Leopoldo Grosso) e della LILA (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS). Leopoldo Grosso del Gruppo Abele ha svolto un’accurata e dettagliata relazione sulle strutture chiamate “narcosale”, sull’esperienza pluriennale in varie città europee ed americane. In particolare è stato trasmesso un efficace video-documento sull’attività della sala di autoconsumo di Vancouver in Canada. Il vice presidente del Gruppo Abele ha anche riferito, in sede istituzionale, dell’esperienza maturata dall’Associazione torinese nella co-gestione di un progetto di servizi integrati di bassa soglia nella città di Amsterdam, in collaborazione con Villa Maraini e con l’associazione olandese AMOC, che comprende un drop-in ed una sala d’uso. L’intervento del Gruppo Abele, disponibile fra poche ore – è stato detto dal direttore DNA Giovanni Serpelloni – anche sul sito del Dipartimento con le schede e le note tecniche, si è chiuso con una breve illustrazione dei costi di gestione di una struttura come una narcosala: 300.000 euro all’anno, con operatori qualificati e la possibilità di accogliere fino a 100 tossicodipendenti al giorno. Bruno Mellano ha dichiarato: “Voglio ringraziare vivamente Leopoldo Grosso per il suo tentativo di arricchire di contenuti,  prassi ed azioni le linee guida che il Governo ha proposto al tavolo Stato-Regioni. L’inserimento della scheda con l’esplicitazione dei veti politici del Dipartimento Antidroga è un clamoroso autogol. A fronte di un approccio realistico e pratico alle misure utili alla prevenzione delle patologie correlate alla tossicodipendenza, si deve registrare – in un documento ufficiale, inviato alle Regioni ed alla Commissione Europea – l’apposizione di limiti ideologici e non scientifici. Grosso ha riferito del caso Torino, dove grazie all’iniziativa dei radicali, si è discusso in diverse occasioni delle narcosale, senza, però, approdare a nessuna decisione operativa a causa delle indecisioni di Chiamparino e alle incapacità del Ministro Livia Turco. Ora, secondo i dati riferiti in sede ufficiale da Grosso (fonte: Procura della Repubblica di Torino), si sono dovute registrare ben 30 morti fra i tossicodipendenti torinesi in meno di 60 giorni, un’emergenza appena dichiarata chiusa dal Dipartimento. Nel silenzio dei giornali, nel silenzio delle istituzioni, nel disinteresse generale. Una narcosala a Torino avrebbe di certo impedito parte di questi decessi ed avrebbe contribuito, almeno, a far emergere prima l’emergenza di cui nessuno si è occupato. Oggi le agenzie danno notizia del successo di una sperimentazione delle narcosale in Gran Bretagna; in tutta Europa sono già operative un’ottantina di strutture. La Regione Piemonte, le altre Regioni partano dall’esperienza europea per proporre iniziative di riduzione del danno nuove per l’Italia ma ormai ben radicate in tante città europee.”

ADUC Droghe

10 domande sulle droghe

Dal blog di fuoriluogo.

(S)leali menzogne e servili silenzi in omaggio al padrone di turno: 10 domande

 

 

Da Repubblica del 27 Agosto: «I presidi non devono criticare la politica del ministero. E’ una questione di lealtà nei confronti del datore di lavoro». Contemporaneamente scatta il tentativo di imbavagliare la libertà di stampa e la televisione di stato omaggia il datore di lavoro, o padrone, astenendosi dalla critica. Dallo stato liberale allo stato etico e fascista con ripristino immediato della fedeltà di parte, nella pubblica amministrazione, nei confronti del potere politico. A quando la tessera per confermare la fedeltà prima di accedere a pubblici concorsi. Il passo à breve ed in fondo sarebbe semplicemente un atto di coerente armonizzazione con la visone illiberale, autoritaria, proprietaria e personalistica  che caratterizza l’attuale assetto di potere nel nostro paese, con un’opposizione stancamente silente e depressa. Ma quale fedeltà è dovuta al padrone attuale nel campo delle droghe: vi è ancora la libertà di pensiero per quanti agiscono sul piano tecnico e professionale? , possono ancora serenamente riferirsi alle buone pratiche ed alle evidenze scientifiche o devono obbedire ciecamente alle disposizioni della politica, pena la violazione del rapporto di fedeltà con il datore di lavoro? E’ stata annullata, attraverso una legge, che mi è sfuggita, l’autonomia dell’apparato tecnico e dirigenziale dal potere politico? In attesa di illuminanti risposte, mi permetto di formulare dieci semplici domande a dirigenti di dipartimenti, a presidenti di società scientifiche, associazioni  di inossidabile serietà ed impegno nel campo delle dipendenze, ad intellettuali, studiosi, operatori di consolidata esperienza. Non ho alcun dubbio sulla loro preparazione e sulle loro conoscenze, ma di dvono fugare un dubbio che siano qualche volta presi dalla sindrome di lealtà al padrone, temendo licenziamenti, blocchi di carriera, assegnazione di finanziamenti per progetti, riconoscimento del proprio lavoro. Comprendo le posizioni tattiche e strategiche e l’opportunità di non essere massimalisti, ma si può pur sempre essere serenamente e sobriamente liberali. In fondo il coraggio di una banale critica non implicherà la fucilazione, ma forse potrà riattualizzare la fiaba del Re Nudo:

1. siete sicuri che sia vero, abbia un fondamento scientifico, che l’uso di una droga, anche una sola volta, può produrre danni irreversibili sul cervello?

 

2. siete sicuri che il consumo dei cannabinoidi possa produrre schizofrenia o psicosi, sempre ed in ogni caso o comunque con forza statistica tale   da essere generalizzabile e giustificare un rapporto di causalità lineare, diretto ed esclusivo?

 

3. siete sicuri della plausibilità scientifica del passaggio automatico dai cannabinoidi all’eroina?

 

4. siete sicuri che il lambrusco produca meno danni dei cannabinoidi?

 

5. siete sicuri che sia sensato quanto segue: “…3. A tale scopo preventivo, anche per le oggettive difficoltà di rilevazione e di descrizione delle modalità e della frequenza di assunzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope da parte del lavoratore, dette procedure, per le finalità di cui sopra, non possono fare distinzione tra uso occasionale, uso regolare o presenza di dipendenza al fine di attivare la sospensione cautelativa.” Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumita’ e la salute di terzi applicative del provvedimento n. 99/cu 30 ottobre 2007 (G.U. n. 266 del 15 novembre 2007), settembre 2008?

 

6. siete sicuri che l’approccio di deterrenza alla prevenzione (scare approach) abbia solide basi scientifiche e sia il più efficace?

 

7. siete sicuri che le considerazioni sulla cronicità contenute nel documento conslusivo della conferenza di Trieste siano completamente condivisibili ed abbiamo fondamento scientifico solido?

 

8. siete sicuri che la sperimentazione dell’uso controllato medico di eroina abbia un fondamento scientifico così scarso e sia talmente priva di efficacia da non poter essere discussa?

 

9. siete sicuri che l’obiettivo universale ed assoluto della riabilitazione totale sia scientificamente e praticamente plausibile?

 

10. siete sicuri che corrisponda al vero che i servizi producono cronicità a causa delle loro attuali pratiche forzatamente scadenti, o di dubbia qualità  e che  agendo diversamente potrebbero garantire la guarigione ed impedire le ricadute?

 

Non rivolgo le stesse domande al Diretto del Dipartimento Politiche Antidroga, sarei irriverente, ma, se ha modo di leggerle, gli consiglio di provare a rispondere, per puro esercizio retorico e come pratica spirituale, alla propria coscienza, senza vincoli di mandato, privatamente: la libertà interiore è a fondamento di ogni altra libertà politica e sociale. Per le risposte mi rivolgo alla spiritualità delle persone, alla loro collocazione nella ricerca  della libertà interiore. La sottolineatura  della dimensione spirituale richiama  quanto affermato da Teillard de Chardin” Noi non siamo esseri materiali che fanno un’esperienza spirituale. ma siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza materiale” Rimaniamo nella dimensione spirituale per fare questa piccola esperienza materiale delle risposte.

In attesa di risposte.

Franco Marcomini

SKATE FOR FE New

Il 1 Luglio 2009 si è ricostituito il Comitato “Skate for Fe” !!!L’idea di ripristinare lo Skate Park di Piazzale dei Poeti è di un gruppo di giovani volenterosi che si sono presentati presso Area Giovani per manifestare la loro esigenza di riappropriarsi di uno spazio dal forte valore aggregativo.Da questo incontro è nato il progetto di cittadinanza attiva "Skate for Fe New" con le seguenti azioni:

  • iscrizione dei ragazzi al Comitato Skate for Fe
  • elezione delle cariche sociali ( i ragazzi hanno eletto democraticamente i propri rappresentanti)
  • consegna delle chiavi per una sperimentazione mensile di gestione ordinaria da parte del Comitato Da questo momento sono iniziate le seguenti operazioni:1) apertura e chiusura giornaliera in orari concordati e pulizia ordinaria2) organizzazione, con il supporto degli operatori, di attività ludiche e aggregative legate allo skating, al video making e alla fotografia e coinvolgimento dei genitori dei ragazzi impegnati nel Comitato (per il mese di settembre è previsto un incontro presso Area Giovani)3) Re-StylingOPERAZIONE DI RE-STYLINGI ragazzi coinvolti in questo percorso sperimentale di partecipazione alla gestione ordinaria dello Skatepark si sono rimboccati le maniche e hanno provveduto alla manutenzione dello spazio:
  • stesura sulle rampe di prodotti antiruggine e sui sostegni in legno di impregnante,
  • chiusura del retro delle rampe con reti frangivento (per evitare il fatto che qualcuno possa nascondervisi in orari di chiusura e l’accumulo di sporcizia)
  • ripristino della recinzione danneggiata I ragazzi che hanno partecipato al Re-styling sono 20 e il loro lavoro è stato apprezzato da diverse persone della comunità che hanno visto l'impegno messo dai giovani per creare una situazione positiva all'interno del loro quartiere.Ad oggi i ragazzi del Comitato provvedono all'apertura e chiusura giornaliera e alla pulizia e manutenzione periodica dello Skatepark.Alla pagina internet che segue potete guardare il video girato dai ragazzi stessi che documenta il lavoro svolto !!!http://www.youtube.com/watch?v=GTDOoOxW8boSe siete interessati a partecipare alle attività dello Skatepartk o avete nuove idee da proporre RAGGIUNGETECI ALLO SKATEPARK O ALL'AREA GIOVANI!!! 

Grazie dell'attenzione, Cordiali Saluti, Area Giovani _____________________________________                   AREA GIOVANI               Servizio Adolescenti dell' Assessorato alle Politiche per i Giovani        Via Labriola, 11 - 44100 Ferrara Tel 0532-900852 Tel e Fax 0532-900380         e-mail: areagiovani@comune.fe.it_____________________________________

 

DIPENDENZE. Giocatori compulsivi, è emergenza in Piemonte

456 soggetti in cura nel 2008: nel 2005 erano 166

Il gioco che da divertimento e passatempo saltuario si trasforma prima in abitudine poi in dipendenza, una vera e propria malattia. Una malattia, quella del gioco d'azzardo patologico, che sembra essere in crescita in Piemonte dove negli ultimi anni è aumentata anche la richiesta, da parte di chi riconosce di avere un problema, di farsi curare. E' quanto emerso nel corso della presentazione del Gap tour, l'iniziativa di sensibilizzazione sul problema che vedrà partire domani da Torino un camper informativo che tocchera' 18 citta' piemontesi. «Il Piemonte - spiega Eleonora Artesio, assessore regionale alla tutela della salute e sanita' - è una delle regioni con la più alta percentuale di persone a rischio di dipendenza patologica, con un numero stimato di circa 80 mila soggetti, ma ù anche tra le Regioni italiane che maggiormente si sono distinte per il contrasto al fenomeno, a partire dal suo riconoscimento nel piano socio-sanitario 2007-2010 e dalla formazione di un gruppo di lavoro regionale su questo tema».

«Dalla primavera del 2008, inoltre - prosegue l'assessore - tutti i Sert del Piemonte hanno provveduto a creare al proprio interno ambulatori specifici, sportelli dedicati o gruppi di operatori formati per la presa in carico dei giocatori d'azzardo patologici e Il Gap tour si inserisce tra queste iniziative, portando all'attenzione della popolazione un problema che spesso non è riconosciuto come tale». Ma a confermare la gravita' della situazione è il trend in crescita delle prese in carico da parte dei servizi: dai 166 soggetti che si sono rivolti al servizio sanitario per la cura della patologia nel 2005 si è infatti arrivati ai 456 in carico nel 2008, mentre dall'inizio del 2009 è cresciuto costantemente il numero di chi ha chiesto maggiori informazioni sui servizi al numero verde della Regione Piemonte 800333444.

 

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