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Novità altro

Narcoguerra e narco-diva

 A prima vista potrebbe sembrare solo una delle molte giovani donne che usano i social network per esibire ricchezza e bellezza, ma nello stato di Sinaloa, sulla costa occidentale del Messico, Claudia Ochoa Felix è considerata una delle donne più potenti e pericolose di una regione segnata dalla violenza criminale legata al narcotraffico. A soli 27 anni, infatti, Claudia -su cui al momento non pesa alcuna imputazione giudiziaria- viene accreditata dai media locali come "l'imperatrice degli Antrax": uno spietato gruppo di sicari che lavora per Ismael Zambada, alias "El Mayo", boss del Cartello di Sinaloa, fra le principali organizzazioni di narcotrafficanti del Messico, in lotta con Los Zetas per il controllo delle rotte della droga verso gli Stati Uniti. Quello che ha reso celebre la giovane donna è il modo in cui usa i social network: sulle sue pagine di Facebook e Twitter ha pubblicato decine di foto in bikini o con costosi vestiti griffati. Né mancano le immagini in cui la si vede con in pugno armi automatiche o in posa con automobili di lusso. La sua specialità sembrano essere tuttavia gli autoscatti ammiccanti, dai quali lancia baci sottolineati da un rossetto infuocato verso l'obiettivo. 

ADUC Droghe

Pm Bologna: con nuove norme spacciatori in liberta'

 Con le nuove norme sulle droghe leggere e sullo spaccio di lieve entità, per molti spacciatori 'abituali' si apriranno le porte delle carceri italiane, con conseguenze preoccupanti. E' l'opinione del procuratore aggiunto di Bologna,Valter Giovannini, interpellato per un parere sugli effetti della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha fatto rivivere la vecchia legge droga, di una recentissima sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che consente di abbassare le pene inflitte e passate in giudicato a chi è stato condannato e di una recente legge che ha modificato la pena per lo 'spaccio lieve'. "Noi operatori del settore penale - ha detto Giovannini, coordinatore del gruppo del pool criminalità comune e che da anni segue l'argomento - viviamo in questa materia un momento di oggettiva difficoltà interpretativa. Le sentenze e leggi ovviamente vanno applicate, tuttavia non si possono sottacere le loro conseguenze sul piano pratico". E cioè che, "in estrema sintesi, quando la recente legge entrerà in vigore, essendo stata abbassata la pena massima per il cosiddetto 'spaccio lieve', in pratica quello su strada, che tanto affligge tutte le città, Bologna compresa, non sarà più possibile applicare il carcere, al massimo si potrà mettere il soggetto agli arresti domiciliari".

Fonte ADUC Droghe

SPAGNA - Droghe e adulterazioni. Progetto 'Energy Control'

 Un antiparassitario veterinario o un vecchio analgesico ritirato dal mercato per la sua tossicicita'. Sono alcune delle sostanze piu' impiegate per adulterare le droghe. A queste si aggungono quelle legali o le droghe legali, il cui uso per falsificare quelle tradizioali e' cresciuto nel 2013, come fa la sapere la ONG ABD (Asociación Bienestar y Desarrollo, - associazione benessere e sviluppo). Si tratta di composti al pari delle sostanze stupefacenti che sono gia' conosciuti e che si vendono anche con nomi tipo ecstasy o LSD naturali.
L'organizzazione ha analizzato 2.614 sostanze psicoattive che erano in possesso di 1.773 persone in tutta la Spagna, grazie al suo progetto Energy Control. L'80,3% erano uomini, con 31 anni di eta' media, che hanno inviato le proprie sostanze all'associazione o le hanno consegnate loro in alcuni banchetti allestiti durante dei grandi eventi pubblici.
Nei 266 casi in cui sono state rilevate doghe di nuova creazione, in 71 di esse erano contenute sostanze che le alteravano. Nel 2009 erano 66, in un periodo in cui la diffusione di ecstasy in tutta Europa tocco' il massimo livello di falsificazioni. Negli ultimi tre anni, i casi rilevati non sono andati oltre i 48.
I coordinatori di Energy Control rilevano il pericolo che ci possa essere per una persona che e' convinta di consumare un narcotico senza sapere che si tratta di un altro: “Per esempio, un consumatore che usa metamfetamina pensando che sia ecstasy, sena sapere che la prima e' piu' potente e richiede una dose minore”. Tra le sostanze rilevate e' stata trovata della metoxetamina venduta come ketamina. Per quest'ultima e' piu' facile entrare in overdose e i suoi effetti durano meno tempo. Oppure la 251-NBOMe come falso LSD, un potente allucinogeno i cui effetti sulla salute sono sconosciuti, e che ha provocato casi di ospedalizzazione e morte.
L'équipe di Energy Control ritiene che il fattore economico e' diventato l'unico per le adulterazioni: “Prima di tutto serve per avere maggiori guadagni. Ma serve anche per eludere i controlli e le conseguenze penali poiche' si tratta di droghe che non fanno parte delle tabelle”. Il numero di stupefacenti che non siano conosciuti nella loro composizione ha superato quello coi componenti conosciuti e vietati dalle leggi: 250 rispetto a 230. “Appaiono sempre nuove sostanze. E' necessario il potenziamento dei servizi di assistenza diretta, migliorando la possibilita' di contattare i consumatori, Soprattutto quelli che le usano con maggiore frequenza. Nel 97% dei casi che abbiamo analizzato, quando informiamo i consumatori sui risultati delle analisi che abbiamo fatto, la reazione e' di non consumare queste droghe”.
La cocaina e' la piu' adulterata
Le sostanze maggiormente analizzate sono state cannabis, ecstasy, cocaina ed anfetamina. La cocaina e' la piu' adulterata, con il 72,3% di casi. A seguire c'e' la anfetamina, col 62,1%. L'ecstasy e' quella che e' stata identificata con maggiore purezza, col 65,2% di casi, nella sua forma di cristallo, in cui era contenuto solo il principio attivo, percentuale che si e' ridotta al 54 nel caso delle pastiglie.
La sostanza maggiormente usata per l'adulterazione, continua ad essere la caffeina. Nella cocaina si usano anche altre sostanze, tra cui il levamisol, un antiparassitario veterinario e la fenacetina, un analgesico vietato in Spagna per la sua tossicita', soprattutto per il fegato. 

Nel Pil anche droga e prostituzione Spunta un tesoretto da un miliardo

 Fa titolo la prostituzione che, in adeguata compagnia con contrabbando e spaccio di droga, entra nel calcolo del prodotto interno lordo, dunque della ricchezza che ogni anno si produce in Italia e in Europa: sono commerci antichi e diffusi che generano un abbondante reddito. La notizia, però, si trova altrove. E’ nella revisione del Sistema europeo dei conti nazionali e regionali (Esa) che scatta a ottobre e che rende più realistico il calcolo della crescita, gonfiandola nella maggior parte dei casi. Per Roma è un cambiamento che vale sino a due punti di Pil, ininfluente per le nostre tasche, ma non per la gestione del bilancio e degli obiettivi europei di consolidamento, visto che potrebbe liberare sino a un miliardo in nuove risorse. 

La svolta è stata annunciata in gennaio dalla Commissione. Ora l’Istat, l’istituto centrale di statistica, formalizza l’imminente arrivo alla meta. Fra poco più di quattro mesi, tutta l’Ue ancorerà l’amministrazione al sistema Accounts 2010, che rimpiazza l’Esa varato nel 1995, così da riflettere i cambiamenti strutturali delle economie e allinearsi con Accounts 2008, tabellario adottato dagli Stati Uniti nell’agosto 2013. Le innovazioni sono significative, a partire degli esborsi per ricerca e sviluppo traslocati dalla voce «spesa corrente» a quella di «investimento», nella quale saranno considerati anche gli armamenti. Al contempo, le merci inviate all’estero per essere trasformate non impatteranno sulle cifre lorde di export e import, riducendo il valore della posta. Mentre la maggiore trasparenza nella previdenziale separerà gli esborsi coperti da quelli no.  

Colpisce l’inserimento nel processo di misurazione dei frutti dell’impresa anche di «una stima delle attività illegali, come traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)». Il sommerso è da tempo considerato dalla statistica nazionale, ma non farà schizzare il Pil. Il ricalcolo riguarda infatti l’arco temporale dal 1995 ad oggi dunque la crescita o meno che verrà a verificarsi l’anno prossimo sarà omogenea col nuovo percorso.  

Ciò non toglie che un elemento positivo ci sia, eccome: l’effetto potenziale sui conti pubblici dell’espansione economica aggiuntiva svelata dalla nuova contabilità. I margini di manovra che i Paesi europei negoziano fra loro a Bruxelles nel momento di impostare le Leggi di Stabilità sono parametrati all’andamento del deficit e del debito misurati in percentuale del Pil. Se cambiano le regole, e aumenta il numeratore della frazione, il valore del rapporto migliora. Dunque, nel caso del disavanzo come del passivo storico, le cose vanno meglio. Se il governo è impegnato a correggere i conti, si aprono margini di spesa. O di risparmio. 

 Certezze non ne abbiamo ancora. Ricordando il deficit era al 3% del Pil nel 2013, possiamo però azzardare una stima realistica: un aumento del 2% della ricchezza potrebbe liberare uno 0,06% di deficit nominale, circa 900 milioni, se i conti fossero stabili (numeratore fermo); una variazione dell’1,5%, sarebbero 670; con l’1%, 450. Col debito divergente rispetto agli obiettivi strutturali Ue, potrebbe essere una forma di sollievo. O magari di più, a patto che l’Europa sia flessibile e l’Italia negozi bene (e risani meglio).  

www.lastampa.it/2014/05/24/economia/nel-pil-anche-droga-e-prostituzione-spunta-un-tesoretto-da-un-miliardo-tUaIDr2H8JiEgOU6H24DsO/pagina.html

Street names for infrequently abused drugs

perché limitare il giornalismo di merda alle sostanze illegali?

http://scientopia.org/blogs/neuropolarbear/2014/05/23/street-names-for-infrequently-abused-drugs/

Melatonin            

Mellow Tony'sSleepersThe MLTJet lag juice

Aspirin

Special AWillow buttonsBlood thinners81 mg special

Claritin

Sneezy'sWhite SunshineRin-tin-tinMucus-saversHay fever relieverClank

St John's Wort

JohnniesWortiesThe Wort-hogGospel of JohnHipster Prozac

Omega 3 fatty acids

Friendliest catchScalesSalmon juiceOmega protocolThe other acid

Candy cigarettes

Snacky tobackyChalkJoe Camel juniorMarlboro WhitesVirgin Virginia Slims

Helium

HizzyHe-ManHindenburgSpecial HBalloon juice

Butterscotch candies

Kissses from GrandpaBrown IceCrystal BButtercrank

Papa Johns Garlic Dipping Sauce

Liquid HeroinPizza butterCrust creamCrusters

Dal web all’alcol così i ragazzi cadono nella rete delle dipendenze

Il 17 per cento dei minorenni ha un comportamento considerato a rischio Ricerca del Cnr su 40mila studenti: sempre più schiavi di sostanze e social

I ricercatori del Cnr lo spiegano con la metafora del “paese dei balocchi”. Prima o poi, nel “luna park” delle dipendenze, la maggior parte degli studenti entra a fare un giro. Internet, i social network, il gioco d’azzardo, gli psicofarmaci presi senza ricetta medica, gli energy drink mescolati all’alcol, sono le nuove giostre. I nuovi brividi, anche. E il 17 per cento dei minorenni — questo il dato più allarmante — porta già addosso i segnali di un comportamento a rischio.
Eccola la nuova mappa delle “addiction” giovanili, così come la disegna il rapporto Espad del 2014, che quest’anno è diventato anche un libro (sarà presentato lunedì prossimo). Nel profluvio di cifre, grafici e sondaggi, che raccontano quello che i ragazzi non dicono ai genitori, se ne intravedono le forme e le luci di questo pericoloso “luna park”. Dove anche ciò che all’apparenza è innocuo, come il web, può diventare una droga se è vero che il 93 per cento degli studenti lo usa per chattare su facebook e twitter e l’82 per cento per scaricare musica, film, videogiochi. Conta il cosa, ma soprattutto il quanto. Dunque quel 13 per cento che dichiara di restare attaccato alla Rete per cinque ore di fila o più ogni giorno può diventare un problema. Così come il 23 per cento che si fa le sue tre ore quotidiane a navigare sui social network: «Sono soprattutto le ragazze a chattare. I nativi digitali, tutti i nati a metà degli anni Novanta e cresciuti in case dotate di accesso a Internet sono esposti a nuovi rischi che ancora poco conosciamo», si legge nel rapporto.
Non mancano le vecchie conoscenze, naturalmente. Fuma sigarette uno studente
su quattro, l’eroina è tornata di moda (l’ha provata l’1,2 per cento), la cocaina è ancora in voga: in 65mila l’hanno utilizzata almeno una volta nel 2013, 19mila sono “frequent users” (10 o più volte all’anno), pari allo 0,8 degli studenti delle superiori (era lo 0,3 per cento nel 2000). L’alcol rimane la sostanza psicoattiva più diffusa tra i giovani. Il 4,8 per cento, cioè 112 mila studenti italiani, sono stati classificati “frequent drinkers”, cioè si sono ubriacati più di venti volte nell’arco dei 2012 mesi: con la birra, prevalentemente, ma anche liquori, vino, shottini di superalcolici.
C’è poi chi abusa di bevande che alcoliche non sono, ma che producono lo stesso effetti eccitanti. In media già a 13 anni si comincia a bere energy drinks. Il 3 per cento consuma ogni giorno una o due lattine: tra questi 72mila studenti, secondo le statistiche, una parte consistente è rappresentata da chi ha sviluppato un rapporto problematico con il cibo. E nella galleria delle nuove figure del “luna park” delle dipendenze, compaiono gli “alchimisti fai da te”, che mescolano senza timore energy drinks, smart drugs, liquori.
Lo studio dei ricercatori dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa si è basato su 40mila questionari anonimi inviati in 480 istituti superiori, 25 per classe, in tutta la penisola. Un campione sufficientemente rappresentativo
dei 2,3 milioni di studenti italiani compresi tra i 15 e i 19 anni, che descrive molto, delle vecchie dipendenze e di quelle di ultima generazione.
L’Italia di recente, ad esempio, è saltata ai primi posti in Europa per diffusione di psicofarmaci senza prescrizione medica, pratica a quanto pare molto conosciuta nelle scuole, visto che quasi 400 mila studenti (il 16 per cento) hanno preso pillole e gocce senza la ricetta. «Quelli che lo fanno più di dieci volte al mese sono diventati un’emergenza». E il gioco d’azzardo? Rispetto al 2008 pare esserci un calo di interesse, per quanto l’anno scorso oltre un milione di ragazzi ha giocato somme di denaro con gratta e vinci, scommesse sportive e superenalotto. Perché il “luna park” non chiude mai.

www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/dal-web-all-alcol-cosi-i-ragazzi-cadono-nella-rete-delle-dipendenze.flc
 

Dl droga è legge dopo sì del Senato alla fiducia

Via libera alla conversione del decreto con 155 voti a favore e 105 contrari. Torna la distinzione fra sostanze leggere e pesanti. Norme anche sui farmaci off-label

ROMA - Via libera del Senato alla legge di conversione del decreto legge sulle droghe e i farmaci off label. Dopo l'ok della Camera, senza modificare il testo, l'Aula di palazzo Madama ha votato la fiducia richiesta sul testo dal governo con 155 sì, 105 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento ora è legge e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il testo era stato approvato il 30 aprile scorso alla Camera, anche in quella occasione dopo il voto di fiducia.

Il decreto legge si era reso necessario dopo la sentenza della Corte costituzionale che aveva 'cancellato' la legge Fini-Giovanardi. Nel nuovo testo, torna la distinzione fra droghe leggere e pesanti e sulla cannabis, al centro di molte polemiche, distingue tra quella naturale, inserita nella tabella delle droghe 'leggere', e quella chimica che invece è nell'elenco delle sostanze 'pesanti'. La distinzione ha valore soprattutto ai fini della sanzione penale.

La norma sull'off label, contenuta nel decreto, è stata necessaria dopo che l'Antitrust ha condannato Roche e Novartis a una multa da oltre 180 milioni di euro. L'accusa è di aver creato un cartello per favorire l'uso contro la maculopatia del farmaco Lucentis, più caro, rispetto all'Avastin, che avrebbe gli stessi effetti curativi. Il punto è che il primo è nato apposta per affrontare il problema oculistico mentre per il secondo, un medicinale oncologico, Roche non ha mai chiesto l'estensione delle indicazioni alla patologia che porta alla cecità molte persone, soprattutto anziane.

La legge fino ad ora non permetteva l'utilizzo di farmaci off label, cioè al di fuori delle loro indicazioni, per una determinata malattia se ne esistono di on label. Per questo in Italia non si poteva più utilizzare l'Avastin. Con il ddl si dà invece la possibilità di autorizzare un off label anche se c'è un concorrente con l'indicazione specifica.

La condizione è che l'efficacia del primo farmaco sia nota e conforme a ricerche condotte dalla comunità scientifica nazionale e internazionale; cioè devono esserci degli studi che ne provino l'efficacia per quella determinata patologia che pure non rientra nelle sue indicazioni. Alla luce di quelle ricerche l'Aifa potrà avviare una procedura di autorizzazione, valutando le condizioni di sicurezza. Se sarà tutto a posto, quel prodotto potrà essere usato off label, dispensato dal servizio sanitario nazionale. Visto che sull'efficacia di Avastin per la maculopatia esistono molti studi scientifici internazionali, il farmaco potrebbe rientrare in quanto disposto dalla nuova legge.

"Con questo provvedimento - ha detto alla vigilia del voto finale Nerina Dirindin, capogruppo del Pd in commissione sanità - si sta facendo un passo in avanti nell'ammodernamento della normativa di materie che sono importanti per la tutela e la sicurezza della salute dei cittadini. E' positiva anche la parte del decreto che riguarda l'impiego di farmaci off label, ovvero farmaci che possono essere utilizzati anche al di fuori delle indicazioni per l'autorizzazione all'immissione in commercio, problema sollevato dalla sentenza dell'Antitrust sulle due multinazionali Roche e Novartis. Ci auguriamo che alla luce del provvedimento venga subito rivisto l'elenco dei farmaci off label e, soprattutto, che non si spendano soldi per fare l'ennesima sperimentazione quando disponiamo di studi indipendenti di altissimo livello".

www.repubblica.it/politica/2014/05/14/news/dl_droga_legge_dopo_s_del_senato_alla_fiducia-86168088/

Droghe: anche gli animali ne fanno uso

greenstyle.it - L’uomo non è l’unica specie vivente pronta a lasciarsi ammaliare dai fumi inebrianti di qualche sostanza psicotropa. Proprio così: diverse ricerche, nel corso degli ultimi 30 anni, hanno dimostrato come anche gli animali facciano ricorso a specifiche droghe, il tutto con l’intento deliberato di divertirsi. E molto spesso non serve nemmeno pensare a qualche esemplare esotico o ad altrettante specie rare: basta osservare il gatto di casa.

Si parta proprio dal gatto: il felino è completamente dipendente dalla catnip, un’erba che genera nell’animale uno stato di confusa euforia molto simile all’ubriacatura.


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Sulle droghe Renzi tra Obama e Giovanardi

 I postumi carcerari del trentennio neo-liberista non si sentono soltanto da noi. Miracolati dalla Corte costituzionale, vogliamo tornare esattamente al punto di partenza?

 

Sono pas­sati ormai sedici mesi da quando l’Italia è stata messa in mora dalla Corte euro­pea per i diritti umani per la vio­la­zione siste­ma­tica del divieto di pene o trat­ta­menti cru­deli e degra­danti e la popo­la­zione dete­nuta è dimi­nuita di 6.222 unità. Ave­vamo una ecce­denza di circa 25mila dete­nuti sui posti-letto rego­la­men­tari dispo­ni­bili nel nostro sistema peni­ten­zia­rio ed è stata ridotta di 10mila unità. Restano, dun­que, 15mila dete­nuti che non hanno un rico­vero «a norma». Nono­stante l’ultimatum della Corte euro­pea, nono­stante il solenne mes­sag­gio alle Camere di Gior­gio Napo­li­tano, nono­stante l’adozione di ben due decreti-legge in mate­ria, nono­stante l’impegno pro­fuso dal Mini­stero della giu­sti­zia e dall’Amministrazione peni­ten­zia­ria, a tre set­ti­mane dalla sca­denza di quel ter­mine non siamo ancora a metà dell’opera. Come mai?

Cer­ta­mente per­ché non si è voluta ascol­tare la sag­gia indi­ca­zione di Napo­li­tano (adot­tare un prov­ve­di­mento straor­di­na­rio di cle­menza men­tre si pone­vano in opera le riforme strut­tu­rali del sistema penale e penitenziario).

Cer­ta­mente per­ché le sirene popu­li­ste sono incan­tate dalle virtù tau­ma­tur­gi­che della galera assai più che dal rigo­roso rispetto dei diritti umani. Cer­ta­mente per­ché l’intendenza segue con fatica buro­cra­tica le migliori inten­zioni dei suoi con­dot­tieri. Cer­ta­mente per tutte que­ste ragioni, e per altre ancora. Non ultima, però, per l’interdetto ita­liano a una seria discus­sione delle poli­ti­che sulle dro­ghe e del loro ruolo nei pro­cessi di cri­mi­na­liz­za­zione e di incar­ce­ra­zione di massa.

Anche di fronte alla sto­rica sen­tenza con cui la Corte costi­tu­zio­nale ha can­cel­lato d’un colpo la legge Fini-Giovanardi la rea­zione è stata molto al di sotto delle aspet­ta­tive. Ser­viva un decreto-legge per sanare le incon­gruenze ogget­tive deter­mi­nate dal ripri­stino della legge pre­vi­gente e qual­cuno invece ha ten­tato il colpo di mano, pro­vando a ripri­sti­nare per decreto la legge abro­gata dalla Con­sulta. Asse­diata dal Nuovo Centro-Destra di Alfano e Gio­va­nardi, la Camera non ha potuto miglio­rare signi­fi­ca­ti­va­mente il decreto ed ecco che un intel­let­tuale soi-disant libe­rale come Gio­vanni Belar­delli chiede dalle pagine del Cor­riere nazio­nale di dar cre­dito alle teo­rie dell’ex zar anti­droga e di clas­si­fi­care tra le dro­ghe più peri­co­lose la fan­to­ma­tica “super-cannabis” ad alto con­te­nuto di prin­ci­pio attivo. Ora lasciamo per­dere la que­stione dell’esistenza della «super can­na­bis» e delle sue pro­prietà, ma il libe­rale Belar­delli non sa che l’unico effetto della sua even­tuale riclas­si­fi­ca­zione con­si­ste­rebbe nell’aggravamento di pene per la sua deten­zione? Mira­co­lati dalla Corte costi­tu­zio­nale, vogliamo tor­nare esat­ta­mente al punto di partenza?

I postumi car­ce­rari del tren­ten­nio neo-liberista non si sen­tono sol­tanto da noi. Anche altrove si stanno facendo i conti con quel pas­sag­gio dal “sociale” al “penale” che ha modi­fi­cato le forme del con­trollo sociale nei decenni pas­sati. Solo da noi, però, la coa­zione a ripe­tere assume que­sta per­vi­ca­cia. Negli Stati Uniti l’Amministrazione Obama è par­tita da defi­nire forme di non puni­bi­lità della deten­zione di sostanze stu­pe­fa­centi per arri­vare ad annun­ciare un uso gene­ra­liz­zato del con­dono pre­si­den­ziale per i reati di droga. Come se, in Ita­lia, rico­no­sces­simo che il sovraf­fol­la­mento peni­ten­zia­rio non si risolve senza una modi­fica sostan­ziale della legge sulla droga, tor­nas­simo alla com­piuta depe­na­liz­za­zione del con­sumo di dro­ghe e si appro­vasse un’amnistia ad hoc per i con­dan­nati per deten­zione di sostanze stu­pe­fa­centi. Mica roba da fric­chet­toni, solo una poli­tica coe­rente e con­se­guente alla con­sta­ta­zione dei danni umani e sociali della cri­mi­na­liz­za­zione del con­sumo di droghe.

Fonte FUORILUOGO

Droghe sintetiche. Congresso a Roma

 Droghe sintetiche reperibili facilmente su internet, che possono arrivare a casa in 48 ore tramite corrieri postali: e' il nuovo sistema di spaccio che inizia a rappresentare un'emergenza mondiale. Questo il tema al centro della due giorni del Congresso internazionale 'New drugs 2014 - aggiornamento tecnico scientifico sulle nuove sostanze psicoattive', che si svolgera' da domani al Centro congressi Europa dell'universita' Cattolica di Roma. Il congresso e' organizzato per la prima volta in Italia dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della presidenza del Consiglio dei ministri e dal Sistema nazionale di allerta precoce (News). Obiettivo dell'evento e' presentare e divulgare le informazioni disponibili sul fenomeno delle nuove sostanze psicoattive, prendendo in considerazione tutti i diversi aspetti e pericoli anche sanitari. Inoltre, ha la scopo di fornire le evidenze tecnico-scientifiche su queste sostanze che non sono ben conosciute.
Il Sistema nazionale di allerta precoce, istituito nel 2009 presso il Dpa, monitora la comparsa di sostanze stupefacenti sul territorio italiano (a oggi ne sono state individuate piu' di 500) con lo scopo di identificare precocemente i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica correlati alla comparsa di nuove sostanze e di nuove modalita' di consumo, e di attivare segnalazioni di allerta che tempestivamente coinvolgano le strutture deputate alla tutela della salute e responsabili della eventuale attivazione di misure in risposta alle emergenze. Parteciperanno, tra gli ospiti internazionali, Raymond Yans, International narcotics control board; Gilberto Gerra, United nations office on drugs and crime; Jonathan Lucas, United nations interregional crime and justice research institute; Paul Griffiths, European monitoring centre for drugs and drug addiction. Infine, oltre a Giovanni Serpelloni, gia' capo del Dpa, al convegno prenderanno parte come moderatori Silvio Garattini, dell'Istituto Mario Negri; Elisabetta Bertol dell'universita' degli Studi di Firenze - dipartimento di Scienze della salute, e Giordano Biserni, dell'Associazione sostenitori ed amici della polizia stradale.

fonte aduc droghe

Relatore sulla droga: il trionfo di Giovanardi fa infuriare Gassman

Uno dei più arrabbiati sembra l’attore Alessandro Gassman, che prima ha twittato: «Mettere Giovanardi a decidere su legge sulle droghe, come mettere allergico ai latticini all’assaggio mozzarelle». E poi ha rilanciato: «Buongiorno Presidente...ma Giovanardi alla legge sulle droghe?...ma veramente?! Ahahahahahahahahahah».. Scherzano.

La Rete, insomma, come sempre avviene in questi casi, tende a mascherare l’indignazione con l’ironia: «Dopo #Giovanardi relatore per il dl sulle droghe suggerisco Torquemada per la riforma della giustizia e Attila curatore del verde pubblico», si legge in un altro tweet. Oppure: «Nominare Giovanardi relatore al senato del DL sugli stupefacenti è come affidare un asilo nido ad Annamaria Franzoni». E via cinguettando..

Certo è che la nomina del padre della legge Fini-Giovanardi sulle droghe leggere a co-relatore (con Amedeo Bianco del Pd) al Senato del decreto sugli stupefacenti, suona un po’ come una provocazione non soltanto nei confronti di chi sulle droghe leggere ha posizioni assai differenti, ma anche verso la Corte Costituzionale, che aveva bocciato la vecchia legge firmata proprio da Carlo Giovanardi. Ma il Pd ogni tanto deve dare qualche soddisfazione al Ncd, il partito con cui è alleato, che sta cercando anche con il ministro Beatrice Lorenzin di fornire un’idea di severità anche nei confronti delle droghe leggere.

Non leggero è andato lo stesso Carlo Giovanardi, che in commissione affari sociali e giustizia, ha detto: «E’ un decreto legge in scadenza, quindi i tempi devono essere rapidi. Ritengo si possa approvare così com’è».

Alla fine il nodo del contendere sono le tabelle in cui vengono suddivise le droghe. Il partito di Giovanardi e della Lorenzin avrebbe voluto inserire la cannabis nella stessa categoria delle droghe pesanti. Ma il decreto prevede invece una suddivisione in 5 categorie e reintroduce la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, cancellata dalla legge Fini-Giovanardi. La I e III tabella raggruppano le droghe pesanti, la II e la IV quelle leggere. La V riguarda le droghe a uso terapeutico. Le tabelle regolano le circa 500 sostanze classificate dal 2006. Nella tabella I (droghe pesanti) rientrano gli oppiacei naturali o sintetici; le foglie di coca e gli alcaloidi derivati; le anfetamine; tutte le droghe sintetiche a base di tetraidrocannabinolo (Thc, principio attivo della cannabis) e ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale e abbia capacità di determinare dipendenza fisica o psichica. Nella tabella II (droghe leggere) rientra la cannabis senza distinzione tra indica, sativa, ruderalis o ibrida.

www.ilsecoloxix.it/p/italia/2014/05/07/ARZHdf-relatore_infuriare_giovanardi.shtml

Droga: Giovanardi relatore Decreto Lorenzin nomina spudorata

Il Coordinamento Nazionale delle Comunita' di Accoglienza (Cnca) esprime il proprio sconcerto per la nomina di Carlo Giovanardi a relatore in Senato sul provvedimento di conversione in legge del decreto Lorenzin sulle droghe. ''Siamo stupefatti - dichiara don Armando Zappolini, presidente del Cnca. - Al principale responsabile del fallimento italiano nel campo delle droghe - l'autore di una legge che e' stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta e che ha solo riempito le carceri, l'ispiratore tramite il Dipartimento politiche antidroga del blocco del sistema dei servizi per le tossicodipendenze - viene ora affidato un ruolo cruciale nella revisione della legge che porta il suo nome. Una nomina spudorata che desta una fortissima preoccupazione. Se le istituzioni vorranno insistere con una politica ideologica e repressiva troveranno la nostra piu' ferma opposizione''.
www.asca.it/news-Droga__Giovanardi_relatore_Decreto_Lorenzin_nomina_spudorata-1385819-ATT.html

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