Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 28621 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.

Novità altro

Il 26 di giugno Governo, Parlamento e media parlino di droghe!

 2014-06-22-narcos1.jpg

HuffingtonPost - Il 26 giugno si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale della lotta alla droga. È anche la giornata mondiale in ricordo delle vittime della tortura. Tanto nel primo, quanto nel secondo campo, l'Italia non eccelle, anzi!

Quattro mesi fa la Corte costituzionale ha dichiarato nulla la legge Fini-Giovanardi per il modo con cui nel 2006 era stata imposta al governo. A maggio Governo e Parlamento hanno rimediato ad alcuni vuoti normativi senza però cogiere l'occasione per una vera e propria riforma dell'impianto proibizionista della normativa. Domenica su il Garantista, la segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini "suggeriva" al Governo alcune azioni necessarie e urgenti di rispetto delle leggi vigenti.

A oggi, non risulta che il Parlamento abbia in agenda un dibattito sulle "droghe", né risultano trasmissioni televisive di approfondimento del tema. E i silenzi istituzionali non finiscono qui. Dopo le risibili modifiche alla legge ex-Fini-Giovanardi, il Governo non ha ancora nominato un sottosegretario competente per gli stupefacenti né ha sostituto il dottor Serpelloni a capo del Dipartimento sulle politiche sulle droghe. Non si conoscono le intenzioni di Matteo Renzi circa la convocazione della sesta Conferenza nazionale sulle droghe (l'ultima risale al 2009) né se farà della riduzione dei danni del proibizionismo sulle droghe una priorità della presidenza italiana dell'Unione europea. Eppure il problema permane sia in Italia che nel resto del mondo.

Negli ultimi anni l'Africa è diventata la principale zona di passaggio per la cocaina diretta verso l'Europa. Questa nuova vittima della guerra alla droga è stata annunciata nei giorni scorsi della West African Commission on Drugs. Secondo un rapporto presentato a Dakar la settimana scorsa, la cocaina prodotta nelle regioni andine prende la via dell'Atlantico dal Venezuela a raggiunge il Mediterraneo passando principalmente attraverso la Guinea Bissau, il Mali e la Libia. Anche sulla base dei dati raccolti dell'Ufficio sulle droghe delle Nazioni unite, la Commissione indipendente stima che il giro d'affari generato dalla droga nell'Africa occidentale sia di oltre 1,2 miliardi di dollari. Le narcomafie approfittano dell'instabilità dei paesi di transito e, in alleanza coi gruppi di insorgenti e le reti terroristiche, distraggono la sicurezza e l'opinione pubblica europea con gli sbarchi dei migranti e fanno arrivare nei porti dell'Italia meridionale tonnellate e tonnellate di cocaina.

2014-06-22-impiccati1.jpg

Droga, esseri umani, rifiuti tossici e armi entrano ed escono dall'Italia con flussi crescenti. Le cifre del Viminale per il 2013 parlano di oltre 20mila operazione anti-narcotici con sequestri per oltre 72 tonnellate, il 43% in più rispetto all'anno scorso. I segnalati all'autorità giudiziaria son oltre 33mila. Insomma, proibire e punire continuano a fallire. Un quarto dei detenuti mondiali è in carcere per reati di droga.Sono 33 i paesi che prevedono la pena di morte, anche per mera detenzione e solo in Iran nel 2013 sono state 328 le persone giustiziate per questo. Negli anni, in virtù della "guerra alla droga" si sono fatti accordi coi peggiori regimi, dalla giunta militare birmana ai talebani, dal Vietnam al Laos alla Corea del nord. Tutto per proteggere il mondo dalle sostanze stupefacenti.

2014-06-22-medici1.jpg

Ma le sostanze proibite dalla tre Convenzioni Onu in materia di stupefacenti sono anche utilizzabili per la ricerca scientifica e per aiutare malati affetti da decine di malattie. Eppure sono quasi 30 anni che studi approfonditi sulle piante e loro derivati illeciti vengono trattati come se fossero dei libelli sediziosi e vengono sistematicamente silenziate. Nel Regno unito uno studio sull'LSD s'è visto imporre il segreto di stato e gli è costato il posto!

A marzo di quest'anno la Commissione Onu sulle droghe ha deciso che nel 2016 verrà convocata una sessione speciale dell'Assemblea generale interamente dedicata alle "droghe". Per non sprecare un'altra occasione di riforma, il Partito Radicale e l'Associazione si sono unite alla Global Commission on Drug Policies e alla campagna "Support Don't Punish" per chiedere alle istituzioni italiane che si parli di droghe.

In vista della riunione alle Nazioni unite del 2016, occorre aprire un dibattito su "guerra alla droga" e violazioni dei diritti umani, pena di morte, limitazioni alla libertà di ricerca scientifica e uso terapeutico delle sostanze proibite, includendo i costi dell'amministrazione della giustizia e quelli delle attività anti-mafie per non parlare della corruzione e della salute pubblica. Qui è possibile firmare un appello a Governo, Parlamento e media italiani.

In mancanza di chiare intenzioni riformatrici antiproibizioniste, che comunque i Radicali propongono nel silenzio più totale dalla fine degli anni Sessanta, almeno #parliamodidroghe.

2014-06-22-spiaggia1.jpg

Frase choc alle madri, Alfano rimuove prefetto Perugia: «Se ignori che tuo figlio si droga suicidati»

È bufera sul prefetto di Perugia Antonio Reppucci: due giorni fa alcune sue «sorprendenti» dichiarazioni su droga e famiglia , ieri la «dissociazione» del Procuratore della Repubblica, oggi prima la richiesta di rimozione da parte di Sel, poi l'ira del premier Matteo Renzi. E in serata, mentre Reppucci parlava di «gigantesco fraintendimento», l'epilogo, firmato dal ministro dell'interno Angelino Alfano: dichiarazioni del prefetto «gravi e inaccettabili», «non può restare», «assumerò immediati provvedimenti».

Rimozione di fatto decretata e subito controfirmata con un tweet dal premier Renzi, che si è detto «grato al ministro Alfano per l'intervento». La vicenda comincia due giorni fa quando il prefetto Reppucci, con accanto il procuratore generale Giovanni Galati e i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza, dice in una conferenza stampa che il problema della droga «esiste a Perugia come nel resto d'Italia, da nord a sud, ma non con le dimensioni apocalittiche che vengono rappresentate»: Perugia, dunque - secondo il prefetto - non è una centrale dello spaccio.

Poi l'affondo: il prefetto spera «che i padri taglino le teste ai figli che assumono stupefacenti» e aggiunge che «il cancro è lì nelle famiglie, se la mamma non si accorge che suo figlio si droga è una mamma fallita e si deve solo suicidarè». Ieri il procuratore della Repubblica reggente di Perugia Antonella Duchini si dissocia «in maniera netta» da quelle frasi. «Le tematiche afferenti al consumo ed alla cessione di stupefacenti, che indubbiamente investono anche il nostro territorio - dice il magistrato - sono complesse e riguardano sia l'aspetto della repressione (proprio delle forze dell'ordine e della magistratura) che quello della prevenzione attraverso politiche sociali rivolte alle famiglie, che non devono sentirsi isolate ma piuttosto supportate e coinvolte».

«La mia è stata una provocazione. Volevo dire che la famiglia deve fare di più», replica il prefetto, che chiama in causa Papa Francesco. «Anche il Papa - dice - ha invitato a fare di più. Le mie frasi sono state estrapolate da un discorso più ampio (nel quale ho sottolineato l'ottimo lavoro delle forze di polizia) ed erano un richiamo alle famiglie, al loro senso di responsabilità. Come tutta la società civile devono fare di più, creare un argine al fenomeno della droga, altrimenti la guerra non si vince mai. In quanto ho detto non c'era alcuna generalizzazione ma un appello accorato - conclude il prefetto - anche come genitore e nonno, a fare tutti di più».

La polemica non si placa e oggi il coordinatore nazionale di Sel Nicola Frantoianni sollecita l'intervento del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Interno per «l'immediata rimozione» del prefetto. Renzi chiede chiarimenti ad Alfano, mentre il prefetto tenta l'estrema difesa: «È stato un gigantesco fraintendimento del senso che volevo dare alle parole. Nessuno vuole il suicidio di nessuno. Volevo solo scuotere» a fare «gioco di squadra, famiglia compresa».

Ma lo scossone che arriva lo travolge: «Ho sentito le dichiarazioni del prefetto di Perugia - fa sapere il ministro Alfano -, sono gravi e inaccettabili. Non può restare lì nè altrove. Assumerò immediati provvedimenti».

E Alfano subito incassa, via twitter, il placet del premier: «Le frasi del prefetto di Perugia sono inaccettabili, specie per un servitore dello Stato. Sono grato al ministro Alfano per l'intervento». Al Viminale già si lavora al cambio della guardia: Perugia, in tempi rapidissimi, avrà un nuovo prefetto.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/prefetto_perugia_rimosso_alfano_frase_droga_renzi_furente/notizie/759230.shtml

informazioni

Scusate ma e vero che la mariuana chiamata amnesia e bagnata dalla sostanza ( eroina ?)

Atlante delle dipendenze. Libro delle edizioni Gruppo Abele

Qual e' il confine (piu' sottile di quanto si pensi) tra uso e abuso? Quando una sostanza o un'abitudine diventano cosi' irrinunciabili nella nostra vita da rendercene schiavi? Come ci si libera dal "consumo" degenerato in patologia? A queste e a molte altre domande risponde l'"Atlante delle dipendenze" (a cura di Leopoldo Grosso e Francesca Rascazzo, edizioni Gruppo Abele, 688 pagine), catalogo ragionato delle sostanze psicoattive e dei comportamenti di "addiction" che permeano sempre di piu' i tanti settori della vita. 
Attraverso dieci capitoli e 98 voci, gli autori (92 tra medici, docenti universitari, psicologi, psichiatri, sociologi, giuristi, giornalisti) conducono il lettore alla scoperta di un universo, quello delle dipendenze, che giorno dopo giorno sembra allargare i suoi orizzonti, uscendo dal tradizionale, vecchio circuito stupefacenti-alcol-tabacco per estendersi all'alimentazione, al gioco d'azzardo, a internet, alle relazioni affettive o al sesso passando per lo shopping compulsivo, la dipendenza da cellulare e persino l'ossessione da esercizio fisico. "Fili invisibili" attraversano gli ambiti piu' diversi, "dall'economia criminale del narcotraffico alla concorrenza nell'economia legale a seguito degli investimenti post riciclaggio; dai gruppi mafiosi che governano interi territori agli insospettabili e collusi ambienti finanziari e industriali che beneficiano dei vantaggi della corruzione; dalla miseria dei contadini che nelle zone povere del mondo coltivano i prodotti poi consumati la' dove ci sono i soldi per acquistarli alle culture del divertimento e dello svago". Il pregio maggiore dell'opera sta nell'offerta di diverse chiavi di lettura. L'"Atlante delle dipendenze" e' un vero e proprio manuale d'uso - o come lo definiscono gli autori stessi, una "cassetta degli attrezzi" - per addetti ai lavori ma anche un veicolo di conoscenza per tutti, una fonte preziosa di dati per chi e' chiamato ad informarsi e ad informare, una selezione accuratissima di norme e regolamenti. Pagina dopo pagina, il lettore viene guidato nel labirinto delle patologie, dei percorsi di trattamento, delle politiche di riduzione dei danni e dei rischi e di temi chiave come proibizionismo, antiproibizionismo e legalizzazione. Ma con un approccio sempre scientifico e oggettivo, scevro da pregiudizi e condizionamenti ideologici.

U.E. - Sesso e droga in PIL. WSJ: Italia +1-2%, Gb +3-6%


Notiziario ADUC - Sesso e droga cambiano il Pil europeo: i nuovi sistemi di misurazione del Pil dell'Unione Europea includono le droghe, la prostituzione e altre attivita'. E La Gran Bretagna, l'Irlanda e l'Italia sono fra i primi paesi che le adotteranno, includendo nella misurazione delle loro economie anche alcuni affari illeciti. Per l'Italia questo potrebbe tradursi in un aumento del valore del Pil dell'1-2%. A fare i conti e' il Wall Street Journal, secondo il quale non tutti gli economisti sono d'accordo perche' misurare l'economia sommersa e nascosta potrebbe rendere il dato sul pil meno accurato. Altri osservatori, invece, ritengono l'inclusione di droga e prostituzione un bene: se le vendite di droga non sono incluse, si potrebbe erroneamente giungere alla conclusione che la popolazione risparmi i soldi spesi invece in sostanze stupefacenti. ''Alcuni paesi europei potrebbero avere degli incentivi extra a gonfiare la taglia della loro economia: un pil maggiore aiuta infatti il debito e il deficit a restare nei limiti dell'Unione Europea'' afferma il Wall Street Journal, sottolineando che il Bureau of Economic Analysis, che calcola il pil americano, ''non ha al momento intenzione di includere la spesa in attivita' illecite''. L'economia americana sarebbe il 3% piu' grande se le regole europee fossero adottate. La Gran Bretagna vedrebbe il valore del suo pil aumentare di 9 miliardi di dollari includendo la prostituzione e 7,4 miliardi di dollari includendo le droghe illegali, con una spinta del 3-6%.

Ari Folman: “L’animazione è il mondo migliore per rappresentare la droga”

E il regista di The Congress, in uscita il 12 giugno, lo dice per esperienza. Ecco di cosa parla il suo ultimo film, dopo il successo di Waltzer con Bashir

Gabriele Niola www.wired.it/play/cinema/2014/06/10/ari-folman-the-congress-droga/ù

E' il punk israeliano dell’animazione, diventato noto al grande pubblico grazie al successo di Waltzer con Bashir, e non realizza mai due film con la stessa tecnica. Per quel documentario animato sulla sua esperienza sotto le armi in Libano nei primi anni ‘80 e poi a Sabra e Shatila, Ari Folman aveva sfruttato un inedito miscuglio di Adobe Flash e disegno a mano. Stavolta, invece, per The Congress è andato sul classico, ispirandosi al disegno dei fratelli Fleischer (quelli di Betty Boop) per fare fantascienza.

The Congress, in uscita in Italia il 12 giugno, è infatti nelle parole di Folman “Un documentario di fantascienza distopica animato” realizzato con tecnica mista, metà con attori in carne e ossa (ci sono Robin Wright e Harvey Keitel) e metà interamente animato.

La storia è quella de Il congresso di futurologia di Stanislaw Lem, in cui nel futuro viene legalizzata e commercializzata una droga la cui assunzione consente a tutti di percepire la realtà come un’animazione. In questa maniera ognuno si relaziona agli altri attraverso un avatar di se stesso, una versione animata e in molti casi paradossale (quasi mai realistiche ma cariche di segni e simboli come un misto tra i personaggi di Second Life e World of Warcraft).

Il film è uno sforzo produttivo incredibile per un indipendente, una fusione delle distopie classiche (il regime totalitario) con le ossessioni della fantascienza del Novecento (la ridefinizione dell’identità personale a causa della tecnologia) e i temi più moderni come la vita attraverso un avatar: “Davvero pensi che qualcuno mi avrebbe mai dato i soldi per una follia simile? L’ho potuto fare solo grazie al successo di Waltzer con Bashir”.

Per Waltzer con Bashir ti eri inventato una tecnica d’animazione nuova, qualcosa di totalmente originale. Perché invece questa volta sei tornato a uno stile iperclassico?

“Prima di tutto non volevo usare la stessa tecnica due volte, volevo esplorare qualcosa di nuovo e diverso per me. E poi perché la storia racconta di una realtà animata a causa delle droghe, motivo per il quale volevo uno stile molto molto fluido che consentisse tanta libertà.

“Immagina che il libro da cui è tratto è davvero qualcosa di selvaggio e in più nel film ci ho messo anche molto di quel che ho capito sulle droghe dalle mie esperienze con esse. Davvero, solo l’animazione in questo stile lo rende bene”.

Una volta le droghe erano qualcosa di controculturale mentre oggi, come si vede in The Congress, sono percepite più come uno strumento di controllo.

“Devi considerare che 40 anni fa si dava il litio alla gente, una cosa davvero old school, anche i grandi registi di Hollywood prendevano il litio come fosse niente. Adesso invece ogni meccanico, contadino, o studente può andare dal dottore con la ricetta e farsi dare delle droghe legali. Voglio dire: il 40% dei bambini nella scuola di mio figlio prendono qualcosa come il Ritalin e la statistica sale al 70% se guardi gli adolescenti.

“Sei depresso, vai dal dottore che ti prescrive qualcosa e sei a posto, così puoi tornare al lavoro. C’è la percezione che tutto possa essere sistemato, dalle droghe o dalle tecnologia ma è solo un’illusione”.

Vivere attraverso gli avatar è la tipica fobia moderna riguardo il futuro, anche il cinema ci sta arrivando con il motion capture. Tu che fondi animazione e veri attori in altre maniere come la vedi?

“Non è una novità. Il cinema parla spesso di un’altra percezione della realtà ma viene tutto dal libro di Stanislaw Lem. Un vero appassionato di fantascienza può contare tutte le cose che i Wachowsky hanno rubato a Lem per Matrix!

“A ogni modo credo che se ora io e te ci mettiamo a dire che il motion capture è la morte del cinema facciamo solo la figura dei cretini di fronte a chi ci leggerà tra qualche anno. Come quelli che dicevano che il sonoro non era vero cinema. Non si può competere con il progresso. Quello dei film non girati davvero su autentici set ma più che altro postprodotti è un nuovo tipo di mestiere e secondo me dobbiamo chiamarlo in un’altra maniera. Non ha nulla a che vedere con il filmmaking classico”.

Tu invece hai dovuto fare questo film attraverso 10 paesi diversi, giusto?

“Sì, perché ognuno accettava di finanziare un po’ di film solo a patto di spendere quei soldi sul loro territorio. Avevo uno studio a Tel Aviv, uno in Lussemburgo, uno ad Amburgo, uno a Berlino, uno a Bruxelles, uno in Polonia e uno nelle Filippine. Poi ho saputo che i polacchi avevano appaltato il lavoro a due studi turchi e coreani.

“Però da questo ho tratto anche dei benefici, perché ho fatto curare i personaggi duri e maschili ai paesi con tradizioni virili come Israele e i personaggi femminili a paesi come Lussemburgo e Belgio. In questa maniera i primi hanno i lineamenti e l’animazione dura e rigida che serve, le seconde la sinuosità che meritano”.

Secondo te perché dalla seconda metà del Novecento la fantascienza è così ossessionata dalle conseguenze che il progresso tecnologico può avere sull’identità individuale?

“Penso sia perché siamo bombardati dalla tecnologia. Dick e Lem erano geni e avevano capito che la nostra vita sta cambiando così tanto proprio per questo bombardamento tecnologico.
Siamo tracciabili ovunque, qualunque cosa facciamo dai cellulari fino alle pubblicità su Gmail. Sta cambiando tutto, io non voglio fare il giudice o dire stupidaggini come ‘fuck the computer‘ ma dico solo che se vuoi trasformare tutto ciò in una distopia, beh è davvero facile.

“Il mio ruolo come filmmaker non è giudicare il mondo ma mettere sul tavolo i temi importanti della nostra vita e poi sei tu come spettatore a decidere cosa pensare”.

Non è un caso che, nell’unica scena di The Congress che si svolge nel futuro e non è animata, sembra che le tue ispirazioni girino più dalle parti di un artigiano della fantascienza come Terry Gilliam.

“È un complimento bellissimo. Possiamo lasciare solo questa come mia risposta?

Smart Drugs: droghe sintetiche, da Breaking Bad alla letteratura scientifica

Marco Bella ilfattoquotidiano.it.

Walter White, il chimico protagonista della serie TV Breaking Bad ha colpito l’immaginario collettivo. Da rispettabile insegnante di chimica, una volta scoperto di avere un tumore incurabile inizia a sintetizzare metamfetamina (“Meth”). Con l’aiuto del suo ex-studente Jesse Pinkman inizia a spacciarla per le strade per lasciare abbastanza soldi alla sua famiglia quando non ci sarà più. Dialoghi serrati e scienza plausibile hanno portato a questa produzione diversi premi e popolarità. Nella finzione, la richiestissima “Meth” prodotta da White è purissima e di colore azzurro. Nella realtà in New Mexico è stata recentemente immessa nel mercato da spacciatori senza scrupoli una metamfetamina colorata con un additivo blu al fine di venderla meglio, sull’onda della trasmissione televisiva. Ma come sono prodotte le droghe da strada, impropriamente definite “smart drugs”? Giovanni Appendino, chimico organico dell’università del Piemonte Orientale, ha appena pubblicato su Natural Products Reports, insieme ad Alberto Minassi e Orazio Taglialatela-Scafati, un articolo proprio sulla preparazione delle droghe sintetiche.

Si trovano davvero pochi dati scientifici sulla sintesi delle droghe da strada nella letteratura chimica “canonica”. Soprattutto, è assurdo che composti di sintesi, ottenuti degradando l’ambiente a livello di filiera produttiva e di siti locali di produzione, siano addirittura spacciati come naturali. Sul cavallo del “naturale” e dell’ecologia sono saliti dei cavalieri indegni. Nell’articolo, gli autori hanno quindi letto la letteratura canonica su questi composti nell’ottica di un loro utilizzo illegale, analizzando la logica che sta dietro la loro secolarizzazione.

Si descrive la filiera produttiva dei composti ma non procedure dettagliate. Da dove si parte in termini di precursori. Alcuni di questi composti sono di utilizzo comune, e di facile reperimento, dalle capocchie dei fiammiferi al combustibile delle lampade da campeggio. Questo non vuole ovviamente dire che si possano “fare in casa”. Anche la più classica delle reazioni della chimica “illegale”, la deossigenazione di efedrina e pseudoefedrina con la reazione di Nagai o di Birch [sintesi di Meth], è già potenzialmente pericolosa in laboratorio, dove si richiede personale specializzato nella sintesi organica. Realizzarla in casa è da pazzi, tanto quanto assumere questi composti. Su Internet ci sono miriadi di ricette “illegali”, ma basta paragonarle fra di loro per capire quanto siano differenti in termini di condizioni di reazione. Chi ha visto anche solo la più semplice delle reazioni della chimica organica sa quanto questi fattori siano critici per la riuscita di una reazione e la sua conduzione in sicurezza. Il “qb” (quanto basta) fa parte della cucina, non della chimica, dove le ricette vanno prese alla lettera e non personalizzate secondo i “gusti” dell’operatore. Nel caso della cucina, si rischia il gusto. Qui la vita. Di chi prepara o assume.

Le droghe illegali girano per la rete informatica, e il loro numero è difficile da quantificare. Sono sicuramente centinaia. Mentre per le droghe illegali classiche (eroina, cocaina, marijuana) esistono informazioni su tossicità e antidoti, per questi composti non si sa nulla, e potrebbero davvero indurre le reazioni più impensabili.

Insomma, un articolo che mette assieme le conoscenze attuali sulle sostanze illegali tramite dati scientifici, che potrebbe diventare un riferimento base non certo per chi vorrebbe produrre queste sostanze, ma per chi desidera informarsi ed eventualmente contrastarne il loro utilizzo.

Dal punto di vista morale l’utilizzo di sostanze psicotrope può essere definito ripugnante. Interferiscono con le principali motivazioni dell’esistenza: socializzare, amare, nutrirsi. Tutta la complessità e la bellezza della vita si riduce ad una polverina. Non è neppure necessario citarne i danni alla salute. Quelli allo spirito sono più che sufficienti per starne alla larga.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il Prof. Giovanni Appendino, Università Piemonte Orientale.

www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/21/smart-drugs-droghe-sintetiche-da-breaking-bad-alla-letteratura-scientifica/994274/

Narcoguerra e narco-diva

 A prima vista potrebbe sembrare solo una delle molte giovani donne che usano i social network per esibire ricchezza e bellezza, ma nello stato di Sinaloa, sulla costa occidentale del Messico, Claudia Ochoa Felix è considerata una delle donne più potenti e pericolose di una regione segnata dalla violenza criminale legata al narcotraffico. A soli 27 anni, infatti, Claudia -su cui al momento non pesa alcuna imputazione giudiziaria- viene accreditata dai media locali come "l'imperatrice degli Antrax": uno spietato gruppo di sicari che lavora per Ismael Zambada, alias "El Mayo", boss del Cartello di Sinaloa, fra le principali organizzazioni di narcotrafficanti del Messico, in lotta con Los Zetas per il controllo delle rotte della droga verso gli Stati Uniti. Quello che ha reso celebre la giovane donna è il modo in cui usa i social network: sulle sue pagine di Facebook e Twitter ha pubblicato decine di foto in bikini o con costosi vestiti griffati. Né mancano le immagini in cui la si vede con in pugno armi automatiche o in posa con automobili di lusso. La sua specialità sembrano essere tuttavia gli autoscatti ammiccanti, dai quali lancia baci sottolineati da un rossetto infuocato verso l'obiettivo. 

ADUC Droghe

Pm Bologna: con nuove norme spacciatori in liberta'

 Con le nuove norme sulle droghe leggere e sullo spaccio di lieve entità, per molti spacciatori 'abituali' si apriranno le porte delle carceri italiane, con conseguenze preoccupanti. E' l'opinione del procuratore aggiunto di Bologna,Valter Giovannini, interpellato per un parere sugli effetti della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha fatto rivivere la vecchia legge droga, di una recentissima sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che consente di abbassare le pene inflitte e passate in giudicato a chi è stato condannato e di una recente legge che ha modificato la pena per lo 'spaccio lieve'. "Noi operatori del settore penale - ha detto Giovannini, coordinatore del gruppo del pool criminalità comune e che da anni segue l'argomento - viviamo in questa materia un momento di oggettiva difficoltà interpretativa. Le sentenze e leggi ovviamente vanno applicate, tuttavia non si possono sottacere le loro conseguenze sul piano pratico". E cioè che, "in estrema sintesi, quando la recente legge entrerà in vigore, essendo stata abbassata la pena massima per il cosiddetto 'spaccio lieve', in pratica quello su strada, che tanto affligge tutte le città, Bologna compresa, non sarà più possibile applicare il carcere, al massimo si potrà mettere il soggetto agli arresti domiciliari".

Fonte ADUC Droghe

SPAGNA - Droghe e adulterazioni. Progetto 'Energy Control'

 Un antiparassitario veterinario o un vecchio analgesico ritirato dal mercato per la sua tossicicita'. Sono alcune delle sostanze piu' impiegate per adulterare le droghe. A queste si aggungono quelle legali o le droghe legali, il cui uso per falsificare quelle tradizioali e' cresciuto nel 2013, come fa la sapere la ONG ABD (Asociación Bienestar y Desarrollo, - associazione benessere e sviluppo). Si tratta di composti al pari delle sostanze stupefacenti che sono gia' conosciuti e che si vendono anche con nomi tipo ecstasy o LSD naturali.
L'organizzazione ha analizzato 2.614 sostanze psicoattive che erano in possesso di 1.773 persone in tutta la Spagna, grazie al suo progetto Energy Control. L'80,3% erano uomini, con 31 anni di eta' media, che hanno inviato le proprie sostanze all'associazione o le hanno consegnate loro in alcuni banchetti allestiti durante dei grandi eventi pubblici.
Nei 266 casi in cui sono state rilevate doghe di nuova creazione, in 71 di esse erano contenute sostanze che le alteravano. Nel 2009 erano 66, in un periodo in cui la diffusione di ecstasy in tutta Europa tocco' il massimo livello di falsificazioni. Negli ultimi tre anni, i casi rilevati non sono andati oltre i 48.
I coordinatori di Energy Control rilevano il pericolo che ci possa essere per una persona che e' convinta di consumare un narcotico senza sapere che si tratta di un altro: “Per esempio, un consumatore che usa metamfetamina pensando che sia ecstasy, sena sapere che la prima e' piu' potente e richiede una dose minore”. Tra le sostanze rilevate e' stata trovata della metoxetamina venduta come ketamina. Per quest'ultima e' piu' facile entrare in overdose e i suoi effetti durano meno tempo. Oppure la 251-NBOMe come falso LSD, un potente allucinogeno i cui effetti sulla salute sono sconosciuti, e che ha provocato casi di ospedalizzazione e morte.
L'équipe di Energy Control ritiene che il fattore economico e' diventato l'unico per le adulterazioni: “Prima di tutto serve per avere maggiori guadagni. Ma serve anche per eludere i controlli e le conseguenze penali poiche' si tratta di droghe che non fanno parte delle tabelle”. Il numero di stupefacenti che non siano conosciuti nella loro composizione ha superato quello coi componenti conosciuti e vietati dalle leggi: 250 rispetto a 230. “Appaiono sempre nuove sostanze. E' necessario il potenziamento dei servizi di assistenza diretta, migliorando la possibilita' di contattare i consumatori, Soprattutto quelli che le usano con maggiore frequenza. Nel 97% dei casi che abbiamo analizzato, quando informiamo i consumatori sui risultati delle analisi che abbiamo fatto, la reazione e' di non consumare queste droghe”.
La cocaina e' la piu' adulterata
Le sostanze maggiormente analizzate sono state cannabis, ecstasy, cocaina ed anfetamina. La cocaina e' la piu' adulterata, con il 72,3% di casi. A seguire c'e' la anfetamina, col 62,1%. L'ecstasy e' quella che e' stata identificata con maggiore purezza, col 65,2% di casi, nella sua forma di cristallo, in cui era contenuto solo il principio attivo, percentuale che si e' ridotta al 54 nel caso delle pastiglie.
La sostanza maggiormente usata per l'adulterazione, continua ad essere la caffeina. Nella cocaina si usano anche altre sostanze, tra cui il levamisol, un antiparassitario veterinario e la fenacetina, un analgesico vietato in Spagna per la sua tossicita', soprattutto per il fegato. 

Nel Pil anche droga e prostituzione Spunta un tesoretto da un miliardo

 Fa titolo la prostituzione che, in adeguata compagnia con contrabbando e spaccio di droga, entra nel calcolo del prodotto interno lordo, dunque della ricchezza che ogni anno si produce in Italia e in Europa: sono commerci antichi e diffusi che generano un abbondante reddito. La notizia, però, si trova altrove. E’ nella revisione del Sistema europeo dei conti nazionali e regionali (Esa) che scatta a ottobre e che rende più realistico il calcolo della crescita, gonfiandola nella maggior parte dei casi. Per Roma è un cambiamento che vale sino a due punti di Pil, ininfluente per le nostre tasche, ma non per la gestione del bilancio e degli obiettivi europei di consolidamento, visto che potrebbe liberare sino a un miliardo in nuove risorse. 

La svolta è stata annunciata in gennaio dalla Commissione. Ora l’Istat, l’istituto centrale di statistica, formalizza l’imminente arrivo alla meta. Fra poco più di quattro mesi, tutta l’Ue ancorerà l’amministrazione al sistema Accounts 2010, che rimpiazza l’Esa varato nel 1995, così da riflettere i cambiamenti strutturali delle economie e allinearsi con Accounts 2008, tabellario adottato dagli Stati Uniti nell’agosto 2013. Le innovazioni sono significative, a partire degli esborsi per ricerca e sviluppo traslocati dalla voce «spesa corrente» a quella di «investimento», nella quale saranno considerati anche gli armamenti. Al contempo, le merci inviate all’estero per essere trasformate non impatteranno sulle cifre lorde di export e import, riducendo il valore della posta. Mentre la maggiore trasparenza nella previdenziale separerà gli esborsi coperti da quelli no.  

Colpisce l’inserimento nel processo di misurazione dei frutti dell’impresa anche di «una stima delle attività illegali, come traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)». Il sommerso è da tempo considerato dalla statistica nazionale, ma non farà schizzare il Pil. Il ricalcolo riguarda infatti l’arco temporale dal 1995 ad oggi dunque la crescita o meno che verrà a verificarsi l’anno prossimo sarà omogenea col nuovo percorso.  

Ciò non toglie che un elemento positivo ci sia, eccome: l’effetto potenziale sui conti pubblici dell’espansione economica aggiuntiva svelata dalla nuova contabilità. I margini di manovra che i Paesi europei negoziano fra loro a Bruxelles nel momento di impostare le Leggi di Stabilità sono parametrati all’andamento del deficit e del debito misurati in percentuale del Pil. Se cambiano le regole, e aumenta il numeratore della frazione, il valore del rapporto migliora. Dunque, nel caso del disavanzo come del passivo storico, le cose vanno meglio. Se il governo è impegnato a correggere i conti, si aprono margini di spesa. O di risparmio. 

 Certezze non ne abbiamo ancora. Ricordando il deficit era al 3% del Pil nel 2013, possiamo però azzardare una stima realistica: un aumento del 2% della ricchezza potrebbe liberare uno 0,06% di deficit nominale, circa 900 milioni, se i conti fossero stabili (numeratore fermo); una variazione dell’1,5%, sarebbero 670; con l’1%, 450. Col debito divergente rispetto agli obiettivi strutturali Ue, potrebbe essere una forma di sollievo. O magari di più, a patto che l’Europa sia flessibile e l’Italia negozi bene (e risani meglio).  

www.lastampa.it/2014/05/24/economia/nel-pil-anche-droga-e-prostituzione-spunta-un-tesoretto-da-un-miliardo-tUaIDr2H8JiEgOU6H24DsO/pagina.html

Street names for infrequently abused drugs

perché limitare il giornalismo di merda alle sostanze illegali?

http://scientopia.org/blogs/neuropolarbear/2014/05/23/street-names-for-infrequently-abused-drugs/

Melatonin            

Mellow Tony'sSleepersThe MLTJet lag juice

Aspirin

Special AWillow buttonsBlood thinners81 mg special

Claritin

Sneezy'sWhite SunshineRin-tin-tinMucus-saversHay fever relieverClank

St John's Wort

JohnniesWortiesThe Wort-hogGospel of JohnHipster Prozac

Omega 3 fatty acids

Friendliest catchScalesSalmon juiceOmega protocolThe other acid

Candy cigarettes

Snacky tobackyChalkJoe Camel juniorMarlboro WhitesVirgin Virginia Slims

Helium

HizzyHe-ManHindenburgSpecial HBalloon juice

Butterscotch candies

Kissses from GrandpaBrown IceCrystal BButtercrank

Papa Johns Garlic Dipping Sauce

Liquid HeroinPizza butterCrust creamCrusters

Condividi contenuti