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Ayahuasca: la droga per ricchi esplode e diventa una moda in Ue e Usa

ayahuasca

La droga più diffusa nei salotti dell’elite borghese è Ayahuasca, una sostanza dal potente effetto allucinogeno e le cui peggiori conseguenze sull’essere umano ancora non sono state individuate. Si tratta, semplicisticamente, di un intruglio miscelato secondo le più antiche tradizioni amazzoniche e preparato dagli sciamani indigeni per i riti di visione e di comunicazione con il Divino. Non è chiaro chi abbia introdotto questa sostanza nel mondo “civilizzato”, ma si tratta comunque di una droga dispendiosa quanto ricercata. La Ayahuasca si è trovata al centro di non poche polemiche, proprio perché si teme che possa costituire una nuova minaccia per i giovani.

Ingredienti principali sono liane selvatiche e foglie di un particolare arbusto caratteristico dell’Amazzonia e delle Ande: la Psychotria Viridis. Queste piante vengono scelte perché contengono DMT, sostanza che imita la funzione del neurotrasmettitore serotonina, importante per la regolazione dell’umore. Alla DMT viene unita una pianta contenente l’elemento capace di inibire la capacità del corpo umano di contrastare gli effetti del principio attivo. Se non si aggiungesse tale componente alla DMT, questa non avrebbe l’effetto allucinogeno su chi ne fa uso, perché il corpo potrebbe contrastarne efficientemente gli effetti. Le piante vanno bollite insieme per diversi giorni e sottoposte ad altre fasi della preparazione dell’Ayahuasca, che resta un procedimento complicato per chi sceglie di produrre da sé questa droga.

Infatti, a tal proposito, molti scienziati si sono interrogati su come gli indigeni amazzoni abbiano potuto venire a conoscenza della giusta combinazione degli ingredienti sopra citati, senza avere alcuna nozione della chimica e della biologia più basilari. Alcuni studiosi, addirittura, si sono concessi il beneficio del dubbio, supponendo che la risposta a tale dilemma stia in un’entità superiore, come quelle che gli stessi popoli tribali veneravano durante il rito propiziatorio. Dal loro canto, gli sciamani che hanno imparato l’utilizzo giusto delle componenti dell’Ayahuasca hanno raccontato agli esperti di aver ricevuto consigli dagli spiriti delle piante stesse, per capire come combinarle. Lo sciamano Kgao Temi ha persino dichiarato: “La gente del passato può venire da te. Ti insegnano cose e ti danno maggiore potenza. Parlano con te, veramente. Ti spiegano della danza. Ti insegnano anche l’uso delle piante.”

Non è chiara, dunque, la natura del rito preparatorio dell’Ayahusca, ma questa sostanza allucinogena è entrata nell’uso di molte culture negli Stati Uniti ed in Europa. Alcuni lo definiscono già un “hobby per hippie” che solo i più facoltosi possono permettersi, ma l’assunzione di questa droga non è affatto immediato. Infatti, molti parlano di veri e propri riti mistici allestiti in salotti di gusto raffinato, dove molti borghesi si riuniscono e vengono sottoposti all’atmosfera che meglio si confa all’occasione. Musica tipica delle popolazioni indigene, versi di animali selvaggi e luci soffuse sono l’introduzione più comune al “rito”. Una piccola coppa di Ayahuasca viene fornita agli ospiti della seduta, con tanto di secchio al lato, dopo di che la festa può avere inizio.

Molti descrivono l’Ayahuasca come amara e per nulla piacevole, addirittura difficile da mandar giù, motivo per cui spesso la seconda e la terza coppa di questa droga vengono accompagnate da alcuni chicchi di uva dolce. Stemperata l’amarezza del siero, non può tardare l’effetto collaterale dell’Ayahuasca: l’espulsione per via orale, che spiega la presenza del secchio al lato di ogni partecipante alla seduta. Poi, hanno subito inizio le visioni, che si presentano molto varie tra gli invitati al rito. Alcuni canticchiano, altri sembrano interagire con qualcosa o qualcuno d’invisibile: tutti sono coinvolti nella propria allucinazione, la stessa che i popoli indigeni dell’Amazzonia interpretavano come incontro con il Divino.

Il rischio che l’Ayahuasca può portare sta senza dubbio nell’errata assunzione di questa sostanza: basti pensare che la droga ha un effetto tutto sommato di lieve entità, se ingerito nelle quantità giuste. Tuttavia, il siero è letale se iniettato e porta ad una morte dolorosa. Quali siano le conseguenze ai postumi dell’assunzione continuata dell’Ayahuasca ancora non è chiaro: l’entrata di questa sostanza nell’uso tra i popoli “civilizzati” risale ad appena qualche mese fa. Dunque, ancora non è stato documentato di abusi di tale sostanza, ne resta soltanto la conferma in quanto droga e quindi il possibile rischio di assuefazione e dipendenza. Si tratta, comunque, di una serie di fattori di cui soltanto il tempo accerterà la presenza, per cui restate aggiornati su VNews24.

www.vnews24.it/2014/03/17/ayahuasca-droga-per-ricchi-esplode/

TRIPATAMINE!

Cit. da: -"il grande manuale delle droghe L. LEWIN 1928" -"DIO è una  sostanza(1)"- (N.d.a: Termine moderno: (1)MOLECOLA.) [<letterale!!!>]  Triptamine... e prendi "coscienza" dell'universo e dell'illusione che esso è:

http://www.youtube.com/watch?v=57bpP2pQub4

[N.d.a:La parte sull'entropia\caos? CAZZATE!!! CAZZATE!!! E ancora CAZZATE!!! Non sono d'accordo... e posso DIMOSTRARLO!!!] <La vita è solo un'illusione!> E. una volta che hai capito che <la realtà è un'illusione> <<puoi deformarla>> a tuo piacimento!

E già!. Resta solo da dimostrarlo! Con il metodo scientifico, sia ben chiaro, ripetiile, misurabile e verificabile da altri. (Tra poco....tra poco... 2 mesetti... non di più...)

Adamas.ego p.s:Ho il segreto dell'universo in una scatola a casa... che ci faccio? Chiedo consiglio a voi... 

Ehm... E' un po "ingombrante" da tenere a casa 'sto benedetto <Segreto dell'universo>.

Ehm...e' pure una <RESPONSABILITA' ENORME!!!!>

Insomma... uno si ritrova A CASA, <<in una scatola>>, IL SEGRETO DELL'UNIVERSO...un po di "paranoia" la fa... (Sdrammattizziamo: "E se vengono i ladri?!) ;-D  ma il mio EGO (Inteso come: Interprete di comandi tra il mondo interno e il mondo esterno) tiene TUTTO a bada! Anche la "paranoia!" di avere il "segreto dell'universo" in una scatola a casa.E=Mc(?) (Ma C non elevato ALLA SECONDA... Un altra cosa... un altro SIMBOLO matematico... non un DUE!!! un altro simbolo matematico... è anche facile...) ;-)

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N.d.a:Chiaramente <tutto solo per RIDERE!> chi vuoi che prenda <seriamente> ste cose scritte qua sopra? E' chiaro che è "per scherzare". Mica ci crederemo veramente? (Scusate.. il MIO EGO è entrato in azione... va in automatico) ;-)

 

 

 

 

 

 

 

Droga, il governo reintroduce le tabelle di classificazione, resta distinzione fra pesanti e leggere

 Via libera del Consiglio dei ministrim al decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti e norme precise contro i "cartelli" delle aziende del farmaco dopo lo scandalo Novartis-Roche-

Resta intatta la distinzione tra droghe leggere e pesanti, che la legge Fini-Giovanardi aveva eliminato e la sentenza della Consulta ha di fatto ripristinato. «La decisione della Corte costituzionale aveva creato un vuoto normativo, siamo intervenuti con un atto di urgenza», ha spiegato il ministro Lorenzin.

«Circa 500 nuove droghe e sostanze sintetiche erano uscite dall'alveo della regolamentazione» per effetto della sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi, che ha cancellato le tabelle sulle sostanze stupefacenti dal 2006 ad oggi, ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine del Consiglio dei ministri.

Con il decreto «il Consiglio dei ministri interviene solo al ripristino delle tabelle riferite alla disciplina amministrativa, perché si era creato un vuoto dopo la sentenza della Corte Costituzionale» sulla Fini-Giovanardi, ha proseguito il ministro. «Per la parte penale e per una riconfigurazione dei reati rinviamo nell'arco dei 60 giorni di attuazione del decreto a un approfondimento sia in sede interministeriale che parlamentare», ha aggiunto.

«È fantastico, ci saremmo scontrati in una riunione che è durata in tutto 40 minuti! In armonia il Cdm ha ripristinato le tabelle sanitarie, abbiamo affrontato il tema dal punto di vista sanitario mentre il tema politico è stato rimesso al Parlamento», ha poi sottolineato Lorenzi, negando uno scontro sull'equiparazione tra droghe leggere-pesanti.

«È positivo che sul piano amministrativo il governo sia intervenuto per impedire che alcune sostanze stupefacenti vietate diventassero di colpo legali anche alla luce del vuoto normativo creato dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi. Ma la questione è molto più complessa ed è giusto che sul piano penale sia data la possibilità al Parlamento di confrontarsi e quindi di decidere». Lo afferma Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. «La nostra posizione è chiara. Diciamo no alla legalizzazione della droga, no all'equiparazione tra droghe leggere e pesanti, no a riduzione di pena per gli spacciatori. Difenderemo questi principi in Parlamento, ribadendo la necessità di una legge che tuteli soprattutto i minori di fronte al dilagante fenomeno della dipendenza da sostanze stupefacenti. La legge Fini-Giovanardi fu il frutto di un lungo dibattito nel paese che coinvolse la politica, la società civile, le comunità terapeutiche, i servizi sociali. Siamo disponibili a dare ancora una volta il nostro contributo, pronti a una dura battaglia per impedire ogni forma di liberalizzazione, esplicita o surrettizia, della droga e con essa la distruzione della vita», conclude l'esponente di Fi.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/droga_governo_tabelle_classificazione_lorenzin/notizie/573750.shtml

Droga, in Cdm la lotta alle smart-drugs. Sul tavolo del governo la questione delle droghe non ancora catalogate come tali

 Sul tavolo del consiglio dei ministri di domani, ci sarà, tra le altre cose, un provvedimento (il primo all’ordine del giorno) che farà il punto sulla lotta alle smart drugs, ora chiamate “nuove sostanze psicoattive”. Il fenomeno delle smart drugs, le droghe-non droghe, negli ultimi anni ha assunto dimensioni vastissime, e dà grandissimo filo da torcere sia al ministero della salute e al dipartimento antidroga, costretti a rincorrere quotidianamente molecole sempre nuove da inserire nelle tabelle delle sostane proibite. Per aggirare le sanzioni di legge, inftti, basta creare una molecola che si differenzia nche di poco da quelle presenti nelle tabelle delle sostanze proibite. Ciò ha innescato da tampo una rincorsa affannosa delle autorità ad aggiornare la lista, e dei trafficanti a sollecitare ai chimici alle proprie dipendenze nuove composizioni. 

Non è escluso, però, che si parli di come rimediare alla sentenza della Consulta sulla legge Fini-Giovanardi, dichiarata illegittima per irregolarità nella procedura di approvazione. La questione è molto delicata, perché la Fini-Giovanardi, in soldoni, tolse la distinzione tra droghe leggere e pesanti che invece era presente nella legge Iervolino-Vassalli del 1990. L’esecutivo, ora, si trova a dover operare una scelta, e l’orientamento mostrato nello scorso consiglio dei ministri, con la non impegnativa della legge della Regione Abruzzo sull’uso terapeutico della cannabis, sembra andare in una direzione più morbida del passato, anche se l’orientamento ribadito ancora nei giorni scorsi dal dipartimento politiche antidroga di palazzo Chigi, nella persona del Capo dipartimento Serpelloni, è molto rigida e non ammette differenziazioni tra droghe leggere e droghe pesanti.

www.ilvelino.it/it/article/2014/03/13/droga-domani-in-cdm-la-lotta-alle-smart-drugs/0f06ce91-ce94-4e58-a42f-3d3a8f3700b0/

"Smetto quando voglio": ventata d'aria fresca tra disoccupazione e droga

 In un Paese dove una laurea è considerata un “errore di gioventù” di sicuro c’è qualcosa che non funziona.

Pietro Zinni (interpretato da Edoardo Leo), vittima dei tagli alla ricerca universitaria, decide di abbandonare il mondo universitario che non lo ha mai gratificato per abbracciare quello della illegalità e dello spaccio di droga.

Chiedendo aiuto a colleghi e amici, tutti ex ricercatori universitari di fama internazionale a cui non è rimasto altro se non farsi sfruttare come lavapiatti o benzinai da datori di lavoro cinesi o cingalesi, crea una nuova sostanza stupefacente “non illegale”.

La nuova banda inizia dunque a spacciare ottenendo successo, profitti e minacce dalla concorrenza criminale, fino a quando deciderà di smettere.

In un breve periodo di tempo questi intelligentissimi e preparatissimi ex docenti universitari passeranno dalle stalle alle stelle, si trasformeranno nella caricatura dei gangster americani e ne adotteranno l’eccentrico stile di vita.

L’opera prima del regista Sidney Sibilia è una ventata di aria fresca per il cinema Italiano.

Il ritmo di questa commedia è incalzante, le situazioni sono paradossali, il linguaggio è un miscuglio tra la comicità italiana e quella statunitense e anglosassone che ricorda quella presente nei film di Guy Ritchie (uno fra tutti “Lock and Stock”) e di Danny Boyle (“Trainspotting”).

“Smetto Quando voglio” riesce a parlare senza peli sulla lingua di temi e problemi importanti come disoccupazione e traffico di droga, senza mai scadere nel banale, e facendo divertire lo spettatore. I personaggi del film, infatti, sono tutti ben caratterizzati e ci strappano più di una risata grazie ai loro particolari comportamenti e linguaggi. In questa pellicola i colori, modificati e filtrati, sono più che accesi e luminosi, e collaborano a rendere la scena surreale.

Purtroppo, le esperienze dei protagonisti, questi ex ricercatori, non sono troppo surreali e paradossali; lo stesso regista ha confessato di aver avuto l’idea per questo film dopo aver letto che due ragazzi, laureati a pieni voti in Filosofia, avevano finalmente trovato lavoro come netturbini.

Sidney Sibilia al suo esordio alla regia di un lungometraggio si rivela capace di donarci una storia divertente, una commedia un po’ amara che fa ridere e riflettere, nella quale purtroppo molti giovani brillanti si ritroveranno.

E’ un film consigliatissimo a chi vuole guardare qualcosa di nuovo e inusuale e restarne positivamente colpito.

Francesco Parisini www.bergamonews.it/cultura-e-spettacolo/smetto-quando-voglio-ventata-daria-fresca-tra-disoccupazione-e-droga-186652

Droga, prevenzione vincente: Spendi uno, risparmi dieci

Un tossicodipendente su sei (circa 4,5 milioni a livello mondiale), riceve i trattamenti riabilitativi ad un costo globale annuale di 35 miliardi di dollari. In media, 7mila euro per ciascuna persona in cura. Basterebbe investire di più nella prevenzione per diminuire di dieci volte questo pesante conto socio-sanitario, di cui peraltro beneficiano solo il 15% dei tossicodipendenti. Lo sostiene il secondo il Rapporto annuale del Comitato Internazionale per il Controllo dei Narcotici (INCB), costituito presso la sede Onu di Vienna.

L’eroina, la cannabis e la cocaina sono le droghe più usate dalle persone che decidono di intraprendere un trattamento per disintossicarsi. Secondo Raymond Yans, presidente di Incb, «gli investimenti in prevenzione e assistenza sono fondamentali perché portano a ingenti risparmi nella sanità pubblica e nei costi legati a problemi di criminalità, alleviando inoltre le sofferenze dei tossicodipendenti e delle loro famiglie».

A conti fatti per ogni euro speso nella prevenzione, i governi possono risparmiane dieci in costi futuri: dall’ordine pubblico, alle spese sanitarie, alle ricadute socioeconomiche del narcotraffico.

Ma anche in questo campo le distanze tra i continenti sono abissali. In Africa solo un tossicomane su diciotto accede a un qualche trattamento saitario. In America Latina, Caraibi e Sud-est asiatico si scende a uno su undici. In Nordamerica uno su tre, con parametri analoghi all’Europa.

«Una questione di primaria importanza in Europa ma non solo, anche in altre zone del mondo, compresi i paesi in via di sviluppo è l’aumento senza precedenti in numero e varietà, delle cosiddette nuove sostanze psicoattive», denunciano dalle Nazioni Unite. Stupefacenti mascherati da sali da bagno, droghe legali e perfino fertilizzanti.

La commissione di esperti sulla tossicodipendenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), entro tre mesi presenterà una ricerca su venti nuove sostanze, alcune delle quali erroneamente ritenute «droghe leggere». E proprio la coltivazione illegale di piante di canapa, in abitazione private e in grandi piantagioni, sta aumentando in Europa, grazie anche alla vendita attraverso internet di semi e attrezzature.

La produzione illegale di marijuana su larga scala è gestita soprattutto dalla criminalità organizzata, «anche se in alcuni paesi, come il Regno Unito c’è una tendenza verso tanti piccoli produttori illegali». Nell’Europa centro-occidentale «la cannabis è inoltre la droga di cui più spesso viene dichiarato l’uso tra i tossicodipendenti in cura per la prima volta. In Europa sud orientale, dove stanno avendo un forte impatto, le nuove sostanze stupefacenti sono un fenomeno emergente». Anche se queste sostanze vengono principalmente trasportate dall’Asia per poi essere lavorate, confezionate e distribuite in Europa, «recenti segnali mostrano una piccola produzione anche nel continente europeo».

La rotta dei Balcani rimane la via più usata dai trafficanti di droga nella subregione anche se lo scorso anno è diminuita la quantità di eroina trafficata. I canali del commercio di cocaina verso il Vecchio Continente sono diversificati: attraverso i paesi Baltici o lungo la rotta dei Balcani, con un recente aumento del traffico attraverso i porti del Mar Nero.

Ma è la corruzione il grande alleato dei narcos. I giganteschi profitti che derivano dal mercato della droga spesso superano le risorse finanziarie degli Stati. E non è un caso che sia stato riscontrato un incremento generale del traffico di oppiacei attraverso l’Africa, oramai ritenuta come la più grande base logistica verso i mercati europei. «Nell’Africa Occidentale è in aumento il quantitativo di eroina in transito, verso la principale destinazione che è l’Europa ma anche verso l’Africa del sud. Si prevede – sostengono dall’Incb – un possibile aumento nella domanda di cocaina anche se l’abuso di cannabis continua ad essere elevato, arrivando quasi al doppio della media globale». Tanto che le organizzazioni criminali a capo degli imperi del narcotraffico sono in alcuni casi diventate forze politiche con autorità e potere pari alle istituzioni legittime. «Inoltre, le stesse autorità impegnate nel controllo e nella repressione del traffico di stupefacenti sono corrotte; spesso gli ufficiali di polizia e di giustizia che operano in questo settore subiscono forti pressioni da parte della criminalità organizzata».

Ma l’abuso di droga ha anche ripercussioni ambientali. La deforestazione e la perdita biodiversità sono le conseguenze di coltivazione illecita di coca e papavero da oppio, come la perdita di terreni agricoli normalmente dedicato a usi produttivi.
www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/droga-prevenzione-vincente.aspx

“Serve una nuova legge sulla droga: 300 sostanze sono tornate legali"

RIMINI - “Abolita la Fini Giovanardi torna in vigore la Iervolino Vassalli, ma si aprono anche delle falle pericolose nella legislazione sulle droghe a cui il Governo dovrà porre rimedio quanto prima". A scriverlo in una nota è la comunità di San Patrignano che si dice “fortemente preoccupata perché con tale annullamento vede cancellato, con un tratto di penna, il lavoro del Dipartimento Politiche Antidroga nell’individuazione e divieto di nuove sostanze stupefacenti immesse sul mercato".

Con l’abolizione della Fini Giovanardi
, continua la Comunità, “dichiarata illegittima non per il suo contenuto ma per l’iter con cui era diventata legge, tornano infatti di libero consumo circa 300 sostanze fino a ieri dichiarate illegittime, perché pericolosissime. E’ impensabile per una realtà come la nostra, ma soprattutto per tutta la società e per le famiglie che ne fanno parte, pensare che da oggi queste droghe possano essere vendute liberamente da chiunque e a chiunque quando invece sono già provati i loro danni alla salute".

“E’ sotto gli occhi di tutti la minaccia
all’incolumità delle fasce più deboli della nostra società, in primis i giovani, i perfetti consumatori a cui sono indirizzate tali sostanze. Fra quelle reintrodotte, ad esempio il mefedrone e molti catinoni fra cui JWH-018 e JWH- 073, largamente utilizzati come principi attivi in alcuni dei più popolari sostituti sintetici della cannabis come Spice ed N-joy, lasciando quindi campo libero a molte delle sostanze vendute negli smart shop. Fra l’altro depenalizzando tali sostanze sintetiche psicoattive, l'Italia di fatto risulta omissiva nei confronti delle indicazioni europee". 

Per trovare al più presto una soluzione
a questo problema “abbiamo richiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio. Un momento di confronto in cui la Comunità San Patrignano e una rappresentanza delle altre comunità terapeutiche si faranno portavoce di tutte le realtà che nei giorni passati hanno firmato un documento volto a valorizzare le azioni e strategie basate su un approccio centrato sulla persona e sul suo recupero e non sulla convivenza e cronicizzazione della tossicodipendenza. La necessità è quella di continuare a garantire e rafforzare il sostegno ai 664 Sert e alle oltre 1000 comunità terapeutiche già attive sul territorio italiano, favorire un intervento migliorativo delle norme che permettono ai detenuti tossicodipendenti di usufruire dei regimi alternativi alla detenzione, un rifiuto deciso della strada della legalizzazione della cannabis, un’implementazione delle campagne d’informazione e dei finanziamenti per la lotta alla droga".

 

Dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi, la sfida riparte da Genova sulle “Orme di Don Gallo”

Genova. A seguito della bocciatura da parte della Consulta della Legge Fini-Giovanardi e 14 anni dopo la Conferenza nazionale sulle droghe di Genova, la Comunità San Benedetto propone due giorni di dibattito per ripensare una nuova politica sulle droghe. Gli appuntamenti, articolati in 4 seminari, si svolgeranno il 28 febbraio e il 1° marzo tra Palazzo Ducale, la Regione e Tursi.

“Grazie al sostegno del presidente Burlando, dell’assessore Montaldo, della Fondazione Cultura Palazzo Ducale e del Comune di Genova, siamo riusciti a organizzare questo evento in materia di droga – spiega Domenico Chionetti – è dal 2000, cioè da quando a Genova si svolse l’ultima vera conferenza governativa sulle droghe, che questo argomento finì nell’oblio che ha portato nel 2006 alla Fini-Giovanardi, recentemente impugnata da Giovanni Maria Flick”.

Sono centinaia le adesioni a questo appuntamento. “Speriamo che tutto vada al meglio, tenendo presente che il convegno è stato costruito orizzontalmente, cioè anche attraverso l’impegno in rete delle comunità, delle associazioni e dei singoli avvocati, che hanno contribuito alla definizione di 4 laboratori”.

Chionetti ricorda che per Don Gallo la droga era un inganno che colpiva più i consumatori e le loro famiglie che i mercati neri, cioè i veri responsabili. “Abbiamo voluto giocare sulla parola droga in ogni laboratorio, quindi ci sarà ‘La città e i drogati’, ragionamento sui consumi nei mercati metropolitani; ‘I drogati e la legge’, ragionamento dal punto di vista legislativo; ‘Parlano i drogati’, dove ci saranno testimonianze dirette e infine ‘I drogati senza cure’, per parlare dei servizi in grave difficoltà per il disinvestimento sulle dipendenze, che ha creato un arretramento”.

Una grande emozione per San Benedetto, anche perchè l’evento, “Sulle orme di Don Gallo”, è intitolato al prete di strada, al fondatore della comunità. “Per noi è un’emozione e Don Gallo adesso starebbe gioendo per la bocciatura della Fini-Giovanardi, che ha sempre considerato una legge inappropriata e incostituzionale”, conclude il portavoce di San Benedetto.

Fondamentale per l’organizzazione dei seminari è stata la collaborazione di insieme a Antigone, CGIL, Coordinamento dei Garanti territoriali dei Detenuti, CNCA, LILA, Fondazione Michelucci, Forum Droghe, Gruppo Abele, Itaca, Itardd, Legacoopsociali, Società della Ragione, Unione Camere Penali.

“Mi auguro che nel corso del convegno le differenti posizioni che ci sono oggi sul tema delle dipendenze si possano costruttivamente confrontare per dare un nuovo apporto alla costruzione di una nuova legislazione in materia di droghe che non può più considerare le persone tossicodipendenti dei criminali, come è accaduto in conseguenza di leggi che hanno dimostrato di non funzionare”, ha commentato il vicepresidente regionale, Claudio Montaldo. “La proposta della comunità – ha detto Montaldo – è un modo concreto di ricordare Don Andrea e di farlo sul tema della lotta alla droga, aiutando tanti ragazzi che l’hanno incontrata ad uscirne e a trovare un’altra strada nella vita nel segno della solidarietà”.

www.genova24.it/2014/02/droga-dopo-la-bocciatura-della-fini-giovanardi-la-sfida-riparte-da-genova-sulle-orme-di-don-gallo-64517/

Fini-Giovanardi incostituzionale. Forum Droghe: ora uomini e donne nuovi per nuove politiche


 

Fini-Giovanardi incostituzionale. Forum Droghe: una vittoria del movimento per la riforma. Ora uomini e donne nuovi per nuove politiche

 

Fuoriluogo - La Fini-Giovanardi è stata dichiarata incostituzionale. E’ una grande vittoria del movimento di riforma che fin dal 2006 ha sempre denunciato “il colpo di mano” dell’inserimento di un’intera legge in un decreto governativo di tutt’altra natura, in spregio alla democrazia e contro le prerogative del parlamento.

In questi anni Forum Droghe ha dimostrato, attraverso un lavoro di analisi dei dati ufficiali, gli effetti criminogeni della legge Fini Giovanardi, una delle cause principali del sovraffollamento carcerario; così come ha  denunciato l’inconsistenza scientifica dell’equiparazione fra cannabis e droghe pesanti, uno dei capisaldi della Fini Giovanardi. Si ritorna ora alla legge precedente, così come emendata dal referendum popolare del 1993 e si apre la strada per nuovi miglioramenti legislativi.

E’ necessario che la politica prenda atto di questo giudizio. Chiediamo al governo un cambio di passo, dando un chiaro segnale per l’avvicendamento della responsabilità del Dipartimento Antidroga: ci vogliono uomini e donne nuovi per nuove politiche.

Forum Droghe

Droga, la legge in vigore adesso è un indovinello

Per fortuna non siamo a Sparta. Secondo Licurgo, infatti, chi proponeva una legge doveva farlo con il cappio intorno al collo; così, se la legge era sbagliata, lo si poteva impiccare subito. Ecco, se fosse così, dato il casino legislativo in materia di droga, sarebbero guai.

1A- Nel 1990 arriva il Dpr n. 309 (Iervolino-Vassalli). Art 73: lo spaccio di droghe pesanti è punito da 8 a 20 anni; quello di droghe leggere da 2 a 6. Al comma 5 è previsto “il fatto di lieve entità”: da 1 a 6 anni per le droghe pesanti e da 6 mesi a 2 anni per quelle leggere.

1B- Nel 2006 arriva la legge n. 49 (Fini-Giovanardi) che modifica l’art. 73 della vecchia legge: nessuna distinzione tra droghe pesanti e leggere, lo spaccio è punito da 6 a 20 anni. Resta “il fatto di lieve entità”, anche questo senza distinzione tra droghe pesanti e leggere: da 1 a 6 anni. Le critiche si sprecano: parificare droghe leggere e pesanti sembra irragionevole e le eccezioni di incostituzionalità fioccano.

1C- Il 24/12/2013 arriva il decreto legge 146 (lo chiamiamo Cancellieri&C?) che, secondo il concetto di legalità new age degli improvvisati legislatori attuali, apporta una minuscola modifica a questo tormentato art. 73: il fatto di lieve entità è ora punito da 1 a 5 anni. Sembra una cosa da poco ma, per via dei munifici sconti di pena previsti dallo svuota-carceri, significa che – in pratica – si visita la prigione in gita turistica e si esce subito. Come tutti i Dl, anche questo deve essere convertito in legge entro 60 giorni (cioè entro il 22 febbraio) altrimenti decade: niente legge nuova, abbiamo scherzato. La cosa ha, come vedremo, molta importanza.

1D- Oggi arriva la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale l’art. 73 della Fini-Giovanardi. Seguirà (quando non si sa) la motivazione.

2- Come è noto, la legge dichiarata incostituzionale sparisce dall’ordinamento e ne cessano gli effetti. Se esiste una legge precedente che regolamenta lo stesso fatto, torna in vigore. Nel caso di specie, quella che si deve (dovrebbe) applicare da ora in avanti, e anche per tutti i processi già celebrati e conclusi con una condanna, è la Iervolino-Vassalli. E già qui cominciano le grane perché le pene previste per i fatti di lieve entità erano inferiori (di molto) rispetto a quelle della Fini-Giovanardi. Di conseguenza , anche i termini di prescrizione lo sono. Quindi bisogna rifare i conti e vedere se la sentenza definitiva pronunciata a norma della Fini-Giovanardi arrivò prima della scadenza dei termini di prescrizione calcolati in base alla Iervolino-Vassalli. Se arrivò dopo, il condannato va scarcerato.

3- Il motivo per cui la Corte ha dichiarato incostituzionale la Fini-Giovanardi dovrebbe stare nel fatto che non si facevano distinzioni tra droghe leggere e pesanti. Però non si saprà niente di preciso fino al momento del deposito della sentenza. In ogni modo, se fosse così, tutti i condannati per droghe leggere potrebbero fare istanza di revisione del processo: in effetti avrebbe dovuto essere applicata una pena minore. 

4- Rifare tutti questi processi sarà un casino mostruoso. Ma non è tutto. Perché, come si è visto, il comma 5 dell’art. 73 della Fini-Giovanardi è stato modificato dalla Cancellieri&C, legge attualmente in vigore, semplicemente quanto alla pena, ferma restando la unicità del reato quanto alle droghe leggere e pesanti, che dovrebbe essere proprio la ragione per cui la Corte ha dichiarato incostituzionale la Fini-Giovanardi. Il problema, ovviamente, sta nel fatto che la sentenza della Corte non si estende alla Cancellieri&C, legge estranea al procedimento di costituzionalità appena concluso e però certamente incostituzionale in base agli stessi principi presumibilmente valutati dalla Corte. Insomma le sentenze di condanna per lo spaccio di droga di lieve entità sarebbero emesse in base a una legge certamente incostituzionale. Paradossalmente i condannati per la Fini-Giovanardi uscirebbero di prigione e quelli per la Cancellieri&C vi entrerebbero. Per uscirne quando arriverà una nuova sentenza di incostituzionalità.

5- Una soluzione ci sarebbe. La Cancellieri&C è un decreto legge che va convertito, a pena di decadenza, entro 60 giorni; in questo caso, entro il 22 febbraio. Basterebbe non convertirlo e la Iervolino-Vassalli si applicherebbe pacificamente in tutti i processi di droga. Le pene per lo spaccio di lieve entità sono molto inferiori ma – d’altra parte – l’obiettivo non è quello di non incarcerare più nessuno e far uscire tutti quelli che sono in prigione?

 www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/14/droga-la-legge-in-vigore-adesso-e-un-indovinello/880605/

«Se non altro la malattia mi ha fatto smettere con la droga». Ciao Freak Antony

Robert "Freak" Antony doveva compiere 60 anni il 16 aprile. Era malato da tempo. Famoso anche per i suoi eccessi e le frasi fulminanti "Fai bene ad andartene. Anch'io se potessi mi lascerei".  

Ci ha lasciati anche Roberto “Freak” Antoni, storico leader degli Skiantos, la band bolognese che ha lanciato il cosiddetto “rock demenziale”. “Demenziale”, occorre precisare, non significa affatto scemo. Roberto infatti era un artista molto intelligente e preparato, dotato di un fortissimo senso dell’ironia e in grado di discettare su tutto. 

LA PRIMA INTERVISTA — Personalmente ebbi modo di conoscerlo quando era ancora agli esordi, nel 1978. Avevano appena pubblicato il secondo album, MONOtono, e il settimanale Ciao 2001 mi mandò a Bologna per intervistare lui e gli altri componenti degli Skiantos. Eravamo in piena epoca punk, e loro in Italia ne erano i rappresentanti per eccellenza. Non sapevano suonare, ma avevano le idee molto chiare su come far parlare di sé. Durante i concerti provocavano il pubblico in tutti i modi possibili, e la gente reagiva lanciando sul palco ortaggi e oggetti d’ogni genere. Roberto si limitava a rispondere con quello che poi è diventato uno dei loro tormentoni: «Largo all’avanguardia, pubblico di merda».

 
IO, SEQUESTRATO DAGLI SKIANTOS — Per quanto riguarda la stampa, se ne facevano beffa. I giornalisti li sequestravano, in senso letterale, rifiutandosi di rispondere alle domande, e facendone loro, per almeno un paio d’ore. Io fui uno dei “sequestrati”. Tra alti e bassi, scioglimenti e ricostituzioni, gli Skiantos sono andati avanti 35 anni («35 anni di grandi insuccessi», diceva col suo ghigno inconfondibile), fino al 2012, quando Roberto decise di dedicarsi esclusivamente alla carriera solista. Ma era già malato da tempo, ed era minato nel fisico da eccessi di ogni tipo, compreso l’uso di eroina. Eppure non ha mai smarrito il senso dell’ironia. «Se non altro la malattia mi ha fatto smettere con la droga», ripeteva spesso. Ma quella malattia lo ha portato via a soli 59 anni (ne avrebbe compiuti 60 il 16 aprile). Il suo ricordo resterà indelebile nelle menti di molti di noi. Con quei suoi aforismi fulminanti: «In Italia non c’è gusto a essere intelligenti». «Cosa ti vuoi aspettare da un paese che ha la forma di una scarpa?». «La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. E prende la mira anche col buio». «Il sesso è peccato… farlo male». «Fai bene ad andartene. Anch’io, se potessi, mi lascerei».

Cosa succede dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi

 

(Lungo articolo di Mazzetta su Giornalettismo sulle conseguenze della bocciatura della Fini-Giovanardi)

 

Se qualcuno pensa che cassata la legge si siano risolti i problemi di una legge criminogena e liberticida si sbaglia di grosso

Giornalettismo - Cassata la Fini-Giovanardi si torna alla Craxi-Jervolino-Vassalli del 1990, una legge percepita all’epoca come criminogena e liberticida, tanto da sollecitare il referendum che nel 1993 sancì un alleggerimento delle pene per i consumatori.

BOCCIATA NEL METODO - La Corte Costituzionale ha cassato quella che è definita come legge Fini-Giovanardi per un motivo tecnico. Aveva infatti visto la luce infilata abusivamente in un decreto che riguardava le olimpiadi invernali di Torino e questa furbata alla fine è arrivata al pettine dei giudici supremi ed è stata dichiarata illegittima. La legge, un esteso articolato, era stata compressa entro gli stretti confini dell’articolo 4 della legge sulle olimpiadi, che poi si apriva a svelare un articolato prolisso e complesso, un’anomalia anche alla vista, 95944 caratteri per l’articolo 4 sui 110.822 totali che componevano i sei articoli presenti nella «Conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, recante misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonchè la funzionalità dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309». Un mostro anche agli occhi di un profano.

 

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