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Domande agli Operatori

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Archivio delle Domande agli Operatori: eroina / informazioni sui servizi sociali e di recupero

Questo è l'archivio di tutte le domande degli utenti a cui gli operatori sociali di sostanze.info hanno risposto. Puoi modificare le opzioni per vedere solo domande e risposte dei tipi che ti interessano, oppure usare il riquadro in alto per fare una ricerca specifica o una nuova domanda.

Domanda: ho conosciuto una ragazza da pochi giorni, la stessa l'avevo vista una volta 4 anni fa' (era una bella donna di 37 anni oggi. ora sembra un cadavere, pesa 42 kg ora sto cercando con tatto e pazirnza di farla uscire piano piano, ma ho capito che vor-

rebbe ricoveraesi in clinica di disintossicazione sta' accettando il mio aiuto (che fatica pero') ma lo faccio di cuore e non mi voglio arrendere prima che' quello che oggi sembra un cadavere lo divrnti davvero. ha 37 anni e fa' uso di eroina da circa 20. volevo sapere se in torino ci sono cliniche dove puo' essere ricoverata al piu' presto, prima che sia troppo tardi. abita a torino, mi ha detto che e stata al sert, e gli hanno detto che e' il attesa che si liberi un postoin una clinica di verona, ma l'attesa e' lunga. ora vi chiedo possibilr che in torino e provincia non ci sia una clinica convenzionata, e se no vorrei sapere se ci sono struttutre private dove farla ricoverare, anche a pagamento, i soldi per me' non valgono una vita umana, vi prego di rispondere celermente non voglio perdere il mio cadavere ma restituirgli la vita. vi ringrazio anticipatamente. sergio.

Risposta:

 Salve Sergio,

Capisco la preoccupazione, la fatica e il bisogno di trovare risposte celeri, in una situazione del genere, ma un disagio cosi'consistente ha bisogno del giusto tempo per trovare la cura e la struttura più adeguata. Le domande che pone possono trovare risposta rivolgendole a chi segue la donna in questione, come ha già fatto al Sert, oppure interpellando anche il suo medico di famiglia che conosce il caso da tempo.
Le consiglio di muoversi così anche perché le regioni, a livello sanitario, hanno un'autonomia diversa, e quindi è meglio muoversi in loco per saperne di più in merito.
Alla luce di ciò le conviene tramite le strutture sanitarie competenti della sua zona informarsi e qualora le risposte non la soddisfacessero può sempre fare una dettagliata ricerca su internet del tipo di struttura che cerca. Se invece le interessa la Comunità allora la strada da seguire è quella del Sert.
Le auguro di trovare qualcosa che aiuti questa donna e la ringrazio per averci scritto.
Qualora avesse altri dubbi restiamo a disposizione.
Barbara Manzini psicologa sostanze.info

Domanda: buon giorno, felice che abbiate risolto i problemi con il sito,avevo gia' partecipato a qualche vostra discussione,ma ora ho necessita' di voi,perche' neanche con l'aiuto del web riesco ad avere delle risposte.Avrei necessita' di sapere se

se a puket(Thailandia)o nelle vicinanze ci sia un centro che distribuisca,del metadone o subtex in modo che io possa poter continuare il mio trattamento e la terapia cominciata qua in italia ).Si perche dovro stare qualche mese in Thailandia..spero almeno voi sappiate aiutarmi vi ringrazio in anticipo buon lavoro

Risposta:

ciao,m possiamo consigliarti di guardare qua www.indro-online.de/travel.htm

Domanda: il sert si puo' rifiutare di darti il metadone?e eventualmente si puo' denunciare se non ti danno il farmaco?

Risposta:

Le linee guida dell' Organizzazione Mondiale della Sanità relative al trattamento della dipendenza da oppiacei danno indicazioni su quelle che dovrebbero essere le migliori pratiche (best practice) in questa patologia. In particolare si sottolinea quanto segue:
-il trattamento farmacologico della dipendenza da oppiacei deve essere accessibile a tutti coloro che ne abbiano necessità, compresi i detenuti e i reclusi.
-le opzioni di trattamento farmacologico devono includere sia metadone che buprenorfina per il mantenimento con agonisti e per la disintossicazione, agonisti alfa-2-adrenergici per la disintossicazione, naltrexone per la prevenzione delle ricadute e naloxone per il trattamento dell’overdose.
-devono essere offerte possibilità di scelta,se disponibili, in accordo con la buona pratica clinica; devono essere discusse e offerte al paziente modalità alternative di trattamento, soprattutto le meno invasive.
-l'informazione deve essere trasmessa in un linguaggio e in una forma comprensibili al paziente.
-la dimissione involontaria dal trattamento è giustificata
se serve a garantire la sicurezza del personale e di altri pazienti, ma la non aderenza alle regole programmatiche da sola non deve costituire, in genere, motivo di dimissione involontaria. Prima di giungere ad essa, devono essere prese misure ragionevoli per migliorare la situazione, anche la riconsiderazione dell’approccio terapeutico usato.
-il limit setting deve avvenire in modo graduale e comprendere:
• reazione favorevole in caso di “buona” condotta
• reazioni contenute in caso di lievi violazioni alle norme comportamentali (ad esempio, ammonimenti, riduzione del privilegio della dose “take-home" ( affidamento del farmaco), intensificazione delle visite mediche, rifiuto o ritardo nella somministrazione di dose in caso di intossicazione)
• reazioni definitive (ad esempio, dimissione e, se necessario, intervento della polizia) in caso di violazioni gravi alle norme comportamentali.
Non sono a conoscenza dei motivi per i quali ti sia rifiutata la terapia e quindi non posso giudicare nel caso specifico ma volendo affrontare il problema in un discorso generale la risposta alla tua domanda e' "si" nel senso che il medico si può rifiutare di prescrivere una terapia; ovviamente il rifiuto deve essere motivato (da motivi clinici, diagnosi ed efficacia ma anche da motivi di aderenza alla terapia, misuso o diversione del farmaco).
Dovrebbero comunque essere disponibili terapie farmacologiche e/o proposte terapeutiche alternative.
A tutela dei diritti dei cittadini e' istituita a livello regionale la figura del Difensore Civico. Questo interviene nei confronti di pubbliche amministrazioni e quindi anche delle Unità sanitarie locali, per eventuali omissioni, ritardi, irregolarita' o illeggittimita'.
Giovanni Tavanti medico sostanze.info

Domanda: Ho grande rispetto x gli operatori dei SER.T ,salvano la vita a tantissimi giovani dalla droga malattie carcere.il metadone come il subxone continuano tenere lontano ragazzi dalle strade specialmente chi segue una terapia seria sia a mantenimento o s

vorrei ringraziare gli operatori dei SER.T,da quando prendo il metadone non sono più schiavo ne da spacciatori ne da droghe,preferisco prendere il metadone che rischiare con un overdose con droga tagliata male prendermi chi sa cosa o spendere i miei soldi duramente sudati in un battito di ciglia...grazie a DIO esistono i sert!

Risposta:

ti ringraziamo per le tue parole, sia come operatori del sito che come operatori nei ser.t.

Domanda: Buongiorno, 18 giorni fa mi hanno chiamto al lavoro e ho saputo che il mio compagno era morto durante la notte in comunità. Stavamo insieme d nove anni, abbiamo un bambino di cinque, d due anni stava in struttura e ora? Sono depressa e non ho pace.

Stava andando bene, quest'anno aveva frequentato le scuole serali e proprio il giorno in cui ha saputo di avere preso la maturità di geometra con 74, forse per festeggiare, chiuso in camera sua, si è fatto ed è morto. Eravamo a un passo dal farcela, a settembre saremmo finalmente andati a vivere insieme, sognavamo una casa in campagna per noi ed il piccolo, ed ora sono sola e piena di rimpianti: il giorno in cui doveva ritirare il diploma gli abbiamo fatto il funerale, ma come è possibile essere così sfortunati? Se penso che non lo vedrò più mi sento mancare l'aria, urlo, strillo e ho iniziato a prendere del lexotan, mi fa essere più distaccata ma ho un dolore dentro che non si smorza, vorrei riaverlo indietro, anche tossico, e penso che la comunità è diventata la sua trappola perché era solo in camera, chissà quanto è stato in agonia, senza che nessuno se ne accorgesse, mentre se stava con me avrei chiamato l'ambulanza in tempo... Che posso fare per stare meglio?

Risposta:

Buonasera Signora,

Date le circostanze l'unica cosa da fare e'accettare il suo dolore e viverlo. Ha perso il suo compagno e non è possibile stare bene in una situazione come questa, mi farebbe preoccupare se si sentisse diversamente.
Immagino i suoi rimpianti, soprattutto rispetto alla Comunità ed al fatto di non essere insieme, ma il suo compagno era tossicodipendente e l'unico modo per provare ad avere un futuro "pulito" per vostro figlio era quello di fare un percorso comunitario, perché lei, come compagna, poteva amarlo, ma non curarlo.
Alla luce di cio' perché vuole farsi ancora più male con sterili rimpianti?
Le reazioni che ha sono più che normali, quando muore qualcuno si fa quello che fa lei e, anche se è brutto stare così male, diventa invitabile passarci per tornare a vivere.
Cerchi di non sentirsi troppo in colpa, quello che poteva fare l'ha fatto concedendogli di curarsi, senza abbandonarlo, ma aspettando per ricongiungervi insieme.
Purtroppo la vostra storia ha incontrato un destino avverso, un triste epilogo, inaspettato in questa fase di guarigione e perciò traumatico.
Credo che potrebbe aiutarla parlare con uno psicologo, che la accompagni nella rielaborazione del lutto.
All'interno del sito vi e'la possibilita' di chattare con gli operatori, tra i quali anche psicologi, e il servizio e' anonimo e gratuito.
La ringrazio per averci scritto.
Barbara Manzini psicologa sostanze.info
 
 

Domanda: Possibile che nel 2014 l'unico metodo per uscire dall'ero è la comunità

Risposta:

si, se è possibile che ancora nel 2014 ci sia chi usa eroina

Domanda: CONSERVAZIONE DEL METADONE

Il metadone si conserva meglio in frigorifero oppure non è vero e si può conservare tranquillamente anche a temperatura ambiente? Inoltre vorrei sapere se il metadone a contatto con il caldo non è più buono o si danneggia in qualche modo?. Grazie per le risposte.

Risposta:

 la conservazione e l'utilizzo improprio di un farmaco come il metadone è un reato penale, e come tale viene sanzionato

Domanda: Non so cosa fare, mi sento sola contro tutto e tutti... perchè il sert non mi viene incontro e invece aiuta chi neanche ci prova a smettere!!??

Non ce la faccio più! Ce la sto mettendo tutta per stare lontana dalla droga, ma sembra che tutto mi si rivolti contro. Ho 2 lavori, entrambi familiari lavoro la mattina con mio padre, la sera con mia madre. E' positivo, così sono impegnata tutto il giorno, e in più sto riuscendo a riacquistare l'ammirazione e il rispetto della mia famiglia, che tra l'altro pensa che io abbia risolto il problema molto molto tempo fa... mi sbatterebbero immediatamente fuori di casa se sapessero quello che sto affrontando (non perchè siano cattivi, ma perchè quando è successo l'ultima volta poi avevo smesso... per un po'). Al sert mi avevano detto che facendo 3 - 4 urine pulite al mese avrei potuto avere l'affido del metadone. Le urine le ho fatte e tutte pulite, però con tutti questi impegni non sono riuscita ad andare a bere in distribuzione ogni giorno... arrivo sempre tardi, e alla fine devo sempre rifare la lettera e ricominciare da capo. Anche se non vado a bere al sert però assumo regolarmente il metadone, rimanendo pulita, perchè mi procuro il meta per i fatti miei...comprandolo in nero... ma questo per avere l'affido non va bene... sto spendendo tutti i miei soldi per comprare sto cavolo di metadone. Sinceramente mi sono stufata. Non è possibile che una persona che vuole smettere e ce la sta mettendo tutta non riesce ad avere un affido e chi invece se lo va a vendere si??? Ma cavolo, io sono quella che va a comprarlo!! Non è giusto per niente... ormai sono mesi che vado avanti così, e non ne posso più. Mi sento perfino una stupida per non essere capace di rispettare un impegno come andare a bere ogni giorno per un mese di seguito... ma non riesco, non ho tempo. Ci provo, ma sono più le volte che mi sbattono il cancello in faccia perchè arrivo tardi che quelle che effettivamente riesco ad avere il mio metadone. Ogni volta devo litigare a lavoro per prendermi il tempo per andare in distribuzione... Non è assurdo!! Era molto meno complicato farmi... e forse spendevo anche di meno tra taxi per arrivare in tempo, metadone in nero, e ore di lavoro perse. Boh, mi sento stupida per averci creduto, e ancora più stupida per averci messo tanto impegno e non essere riuscita a farne una giusta in questo sert. Sto crollando, anzi, sono crollata. Mi sembra di vivere un ingiustizia, un ingiustizia da parte del destino... Il sert dovrebbe aiutarmi a risolvere questa cosa, non mettermi ancora di più in difficoltà, i miei esami sono sempre puliti, e mi sembra di avere spiegato più che sufficentemente la mia richiesta di AIUTO, e la mia volontà è evidente, perchè nessuno arriverebbe a fare quello che sto facendo io se non volesse uscirne veramente. Possono beneficiare dei servizi del sert solo quelli che non hanno un cavolo di niente da fare?? No, questo non è giusto. Sono a pezzi, non riesco a gestire il mio tempo, e non faccio altro che incolparmi per questo. Sono distrutta. Mi manca solo di sparare in aria con la pistola lanciarazzi per chiedere aiuto...come i naufraghi... ma sembra non importare a nessuno, ed io comincio fortemente a dubitare di essere in grado di farcela. Non so come fare... non lo so proprio... e più vado avanti e più le cose sembrano difficili...cosa faccio? Come mi devo comportare? Io mi sento sola contro tutti...mi sembra tutto dannatamente sbagliato e ingiusto.

Risposta:

 Cara lettrice, ti ringrazio di questo scritto perchè per me che lavoro in un Sert è stata l’occasione di riflettere su vari aspetti ai quali fai riferimento. Purtroppo all’interno di Servizi come il nostro devono essere stabilite delle regole di comportamento per cercare di evitare il più possibile comportamenti manipolativi, illegalità che oltre a non essere ovviamente terapeutiche potrebbero mettere in difficoltà gli operatori stessi.  Purtroppo qualcuno rimane impigliato nelle maglie ed è proprio quando cerchi di essere corretto che le cose diventano inizialmente più difficili. Personalmente penso anche che, come servizi, dovremmo essere in grado di modificarci, di essere in grado di rispondere alle diverse esigenze degli utenti che in 30 anni sono cambiate. Adesso c’è un numero sempre più cospicuo di persone che ha problemi con le sostanze ma nel contempo una vita lavorativa e familiare e sociale propria che ovviamente deve poter coesistere con un percorso di cura (altrimenti che cura sarebbe?). 

Come hai fatto riflettere me con queste argomentazioni così ben circostanziate, sono sicura che puoi far riflettere anche i tuoi operatori e una soluzione la potrete trovare insieme. Non vivere il Sert come oppositivo anche se in questo momento ti appare così. E’ una struttura di cura e vedrai che è anche l’interesse degli operatori  portare avanti un programma soddisfacente. 

Domanda: Salve sono pasquale.Con l'eroina non ho più avuto problemi da decenni ormai,ma il mio problema è ancora serio poiché ho dipendenza da metadone che assumo da 20 anni.Attualmente assumo 50 ml.Con le mie sole forze proprio non riesco:cosa posso fare?Grz

Salve a tutti,mi chiamo Pasquale ho 38 anni di cui 20 dannati,dico sul serio!nella dipendenza dal meta.oscillando tra sconsiderati dosaggi intossicanti e disperati tentativi a scalare'Seguito dai medici del ser.t ho cercato di liberare la mia esistenza da queste catene, ma a oggi non ci sono ancora riuscito.Fallito anche il tentativo entrare in comunità.Alcuni esperti hanno stabilito parametri di dosaggio massimo entro certi limiti, che,francamente non condivido dal momento che, ogni caso in linea di massima andrebbe valutato considerando un predefinito stato clinico del paziente. Tutto questo è avvilente.Questi limiti di dosaggi sono giusto lontani da lasciare un minimo di lucidità a chi deve incamminarsi verso la disintossicazione, anche se in partenza era ben determinato.Il malessere che si presenta già durante la prima settimana circa di scalaggio,pertanto, sono tra gli utenti anch'io malcontento degli operatori del ser.t. e le facoltative regole che non fanno altro che confermare: incompetenza, o fin'anche troppa indirizzata però no alla soluzione umana.Tengo a precisare che non tutti sono degli incompetenti,o sciacalli, per fortuna esistono professionisti con un cuore.Comunque voglio sinceramente pregare tutti e particolarmente chi sta combattendo di fare informazione, fondamentale preziosissimo forse l'unico mezzo per aprire gli occhi ai posteri. Con questa merda non si scherza,allunghi la tua agonia. Droga maledetta che annienti la vita. Sono stanco di tutto ciò.Spero questa mia testimonianza e richiesta d'aiuto vada in oltre all'attenzione di qualcuno che mi sappia consigliare.Se esiste dunque un sistema affinché io possa: finalmente liberarmi ! dalla schiavitù metadone.

Risposta:

Perchè è fallito l'ingresso in comunità? Spesso infatti rappresenta una valida soluzione al problema della disintossicazione. Io penso che, se la situazione clinica lo permette e la persona è determinata, la soluzione al problema della disintossicazione si trova. Ma il punto è che forse talvolta si pretende di accelerare i tempi volendo forzare una situazione e rendendo di fatto inefficace qualsiasi trattamento

Laura Calviani medico sostanze.info

Domanda: Salve ho una piccola domanda da fare? Allora io sono iscritto al sert e ho l'affidamento settimanale ogni lunedi..ho in programma una vacanza di 2 settimane come posso fare? si puo richiedere l'affido x 15 giorni? solo per questa volta?

Risposta:

devi richiederla al medico del ser.t. che ti segue e fargli presente la tua necessità

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