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Domande agli Operatori

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Archivio delle Domande agli Operatori: eroina / informazioni sui servizi sociali e di recupero

Questo è l'archivio di tutte le domande degli utenti a cui gli operatori sociali di sostanze.info hanno risposto. Puoi modificare le opzioni per vedere solo domande e risposte dei tipi che ti interessano, oppure usare il riquadro in alto per fare una ricerca specifica o una nuova domanda.

Domanda: Quali dottori a lugano prescrivono il subutex ?

Risposta:

 Puoi richiederlo ai nostri colleghi del sito svizzero danno.ch

Domanda: il mio ragazzo è un tossicodipendente

Cari operatori, mi chiamo Tamara e ho bisogno di un vostro consiglio. Sto insieme ad un ragazzo tossicodipendente da circa sei mesi, lui è sempre stato sincero con me sulla sua dipendenza da eroina e per questo non lo ringrazierò mai abbastanza. Dopo un ultimo periodo molto tumultuoso si è spaventato e ha deciso di andare in comunità (si trova a Bologna ma non ha voluto dirmi esattamente come si chiami il centro). Anche a lui viene somministrato il metadone e per ora non riscontra seri problemi, a parte qualche crampo, vomito e qualche giornata abbastanza triste. Siamo lontani perchè per questioni di lavoro vivo a Milano e lui comunque non vuole ricevere visite. Io vorrei che mi consigliaste il miglior modo per aiutarlo.. confortandolo, assicurandolo.. insomma io vorrei donagli la forza necessaria per uscire da questo suo incubo. Per me la sua dipendenza non è un problema, io lo amo e lo accetto per tutti i suoi casini. E' una persona straordinaria, dolce, gentile, affettuoso e insieme vogliamo costruire una famiglia. E' pieno di sogni e speranze ma certe volte, a causa della droga, in lui cresce una depressione cronica. Vi prego, aiutatemi ad aiutarlo almeno moralmente. I miei più sinceri saluti!

Risposta:

 ciao Tamara, una persona che entra in comunità inizia un percorso non solo farmacologico o comportamentale, ma affronta - forse per la prima volta - una vera e propria revisione di tutto quello che è stato fin a quel momento. E di quelli che sono stati i suoi rapporti con il mondo. E non solo quello delle sostanz, ma anche quello degli affetti, delle persone che lo circondano, del rapporto con la famiglia ecc.

Come aiutare il tuo ragazzo in questo momento? semplicemente facendogili sapere che tu ci sei e che lo aspetti fuori, rispettando - soprattutto - i tempi e le modalità che lui insieme agli operatori decidono, e che possono anche prevedere momenti in cui non dovete o non potete stare vicini. 

La forza di uscire la deve conquistare da solo e attraverso l'aiuto che possono dargli persone competenti e che conoscono a fondo questi problemi

Domanda: lavoro a papenburg in germania e prendo il metadone. in italia mi hanno dato 30 bocce ma qui' non ho trovato sert, dove posso andare, aiutatemi

vivo a papenburg e vorrei sapere il posto Piu' vicino dove trovare un centro. vi prego aiutatemi domani finisco tutto e non so cosa fare.

Risposta:

 So per certo che ci sono le strutture di cura con metadone non so se a Papenburg o nelle vicinanze. Ti consiglio di rivolgerti ad un distretto sanitario o in un ospedale dove prendere informazioni

Laura Calviani medico sostanze.info

Domanda: ho conosciuto una ragazza da pochi giorni, la stessa l'avevo vista una volta 4 anni fa' (era una bella donna di 37 anni oggi. ora sembra un cadavere, pesa 42 kg ora sto cercando con tatto e pazirnza di farla uscire piano piano, ma ho capito che vor-

rebbe ricoveraesi in clinica di disintossicazione sta' accettando il mio aiuto (che fatica pero') ma lo faccio di cuore e non mi voglio arrendere prima che' quello che oggi sembra un cadavere lo divrnti davvero. ha 37 anni e fa' uso di eroina da circa 20. volevo sapere se in torino ci sono cliniche dove puo' essere ricoverata al piu' presto, prima che sia troppo tardi. abita a torino, mi ha detto che e stata al sert, e gli hanno detto che e' il attesa che si liberi un postoin una clinica di verona, ma l'attesa e' lunga. ora vi chiedo possibilr che in torino e provincia non ci sia una clinica convenzionata, e se no vorrei sapere se ci sono struttutre private dove farla ricoverare, anche a pagamento, i soldi per me' non valgono una vita umana, vi prego di rispondere celermente non voglio perdere il mio cadavere ma restituirgli la vita. vi ringrazio anticipatamente. sergio.

Risposta:

 Salve Sergio,

Capisco la preoccupazione, la fatica e il bisogno di trovare risposte celeri, in una situazione del genere, ma un disagio cosi'consistente ha bisogno del giusto tempo per trovare la cura e la struttura più adeguata. Le domande che pone possono trovare risposta rivolgendole a chi segue la donna in questione, come ha già fatto al Sert, oppure interpellando anche il suo medico di famiglia che conosce il caso da tempo.
Le consiglio di muoversi così anche perché le regioni, a livello sanitario, hanno un'autonomia diversa, e quindi è meglio muoversi in loco per saperne di più in merito.
Alla luce di ciò le conviene tramite le strutture sanitarie competenti della sua zona informarsi e qualora le risposte non la soddisfacessero può sempre fare una dettagliata ricerca su internet del tipo di struttura che cerca. Se invece le interessa la Comunità allora la strada da seguire è quella del Sert.
Le auguro di trovare qualcosa che aiuti questa donna e la ringrazio per averci scritto.
Qualora avesse altri dubbi restiamo a disposizione.
Barbara Manzini psicologa sostanze.info

Domanda: buon giorno, felice che abbiate risolto i problemi con il sito,avevo gia' partecipato a qualche vostra discussione,ma ora ho necessita' di voi,perche' neanche con l'aiuto del web riesco ad avere delle risposte.Avrei necessita' di sapere se

se a puket(Thailandia)o nelle vicinanze ci sia un centro che distribuisca,del metadone o subtex in modo che io possa poter continuare il mio trattamento e la terapia cominciata qua in italia ).Si perche dovro stare qualche mese in Thailandia..spero almeno voi sappiate aiutarmi vi ringrazio in anticipo buon lavoro

Risposta:

ciao,m possiamo consigliarti di guardare qua www.indro-online.de/travel.htm

Domanda: il sert si puo' rifiutare di darti il metadone?e eventualmente si puo' denunciare se non ti danno il farmaco?

Risposta:

Le linee guida dell' Organizzazione Mondiale della Sanità relative al trattamento della dipendenza da oppiacei danno indicazioni su quelle che dovrebbero essere le migliori pratiche (best practice) in questa patologia. In particolare si sottolinea quanto segue:
-il trattamento farmacologico della dipendenza da oppiacei deve essere accessibile a tutti coloro che ne abbiano necessità, compresi i detenuti e i reclusi.
-le opzioni di trattamento farmacologico devono includere sia metadone che buprenorfina per il mantenimento con agonisti e per la disintossicazione, agonisti alfa-2-adrenergici per la disintossicazione, naltrexone per la prevenzione delle ricadute e naloxone per il trattamento dell’overdose.
-devono essere offerte possibilità di scelta,se disponibili, in accordo con la buona pratica clinica; devono essere discusse e offerte al paziente modalità alternative di trattamento, soprattutto le meno invasive.
-l'informazione deve essere trasmessa in un linguaggio e in una forma comprensibili al paziente.
-la dimissione involontaria dal trattamento è giustificata
se serve a garantire la sicurezza del personale e di altri pazienti, ma la non aderenza alle regole programmatiche da sola non deve costituire, in genere, motivo di dimissione involontaria. Prima di giungere ad essa, devono essere prese misure ragionevoli per migliorare la situazione, anche la riconsiderazione dell’approccio terapeutico usato.
-il limit setting deve avvenire in modo graduale e comprendere:
• reazione favorevole in caso di “buona” condotta
• reazioni contenute in caso di lievi violazioni alle norme comportamentali (ad esempio, ammonimenti, riduzione del privilegio della dose “take-home" ( affidamento del farmaco), intensificazione delle visite mediche, rifiuto o ritardo nella somministrazione di dose in caso di intossicazione)
• reazioni definitive (ad esempio, dimissione e, se necessario, intervento della polizia) in caso di violazioni gravi alle norme comportamentali.
Non sono a conoscenza dei motivi per i quali ti sia rifiutata la terapia e quindi non posso giudicare nel caso specifico ma volendo affrontare il problema in un discorso generale la risposta alla tua domanda e' "si" nel senso che il medico si può rifiutare di prescrivere una terapia; ovviamente il rifiuto deve essere motivato (da motivi clinici, diagnosi ed efficacia ma anche da motivi di aderenza alla terapia, misuso o diversione del farmaco).
Dovrebbero comunque essere disponibili terapie farmacologiche e/o proposte terapeutiche alternative.
A tutela dei diritti dei cittadini e' istituita a livello regionale la figura del Difensore Civico. Questo interviene nei confronti di pubbliche amministrazioni e quindi anche delle Unità sanitarie locali, per eventuali omissioni, ritardi, irregolarita' o illeggittimita'.
Giovanni Tavanti medico sostanze.info

Domanda: Ho grande rispetto x gli operatori dei SER.T ,salvano la vita a tantissimi giovani dalla droga malattie carcere.il metadone come il subxone continuano tenere lontano ragazzi dalle strade specialmente chi segue una terapia seria sia a mantenimento o s

vorrei ringraziare gli operatori dei SER.T,da quando prendo il metadone non sono più schiavo ne da spacciatori ne da droghe,preferisco prendere il metadone che rischiare con un overdose con droga tagliata male prendermi chi sa cosa o spendere i miei soldi duramente sudati in un battito di ciglia...grazie a DIO esistono i sert!

Risposta:

ti ringraziamo per le tue parole, sia come operatori del sito che come operatori nei ser.t.

Domanda: Buongiorno, 18 giorni fa mi hanno chiamto al lavoro e ho saputo che il mio compagno era morto durante la notte in comunità. Stavamo insieme d nove anni, abbiamo un bambino di cinque, d due anni stava in struttura e ora? Sono depressa e non ho pace.

Stava andando bene, quest'anno aveva frequentato le scuole serali e proprio il giorno in cui ha saputo di avere preso la maturità di geometra con 74, forse per festeggiare, chiuso in camera sua, si è fatto ed è morto. Eravamo a un passo dal farcela, a settembre saremmo finalmente andati a vivere insieme, sognavamo una casa in campagna per noi ed il piccolo, ed ora sono sola e piena di rimpianti: il giorno in cui doveva ritirare il diploma gli abbiamo fatto il funerale, ma come è possibile essere così sfortunati? Se penso che non lo vedrò più mi sento mancare l'aria, urlo, strillo e ho iniziato a prendere del lexotan, mi fa essere più distaccata ma ho un dolore dentro che non si smorza, vorrei riaverlo indietro, anche tossico, e penso che la comunità è diventata la sua trappola perché era solo in camera, chissà quanto è stato in agonia, senza che nessuno se ne accorgesse, mentre se stava con me avrei chiamato l'ambulanza in tempo... Che posso fare per stare meglio?

Risposta:

Buonasera Signora,

Date le circostanze l'unica cosa da fare e'accettare il suo dolore e viverlo. Ha perso il suo compagno e non è possibile stare bene in una situazione come questa, mi farebbe preoccupare se si sentisse diversamente.
Immagino i suoi rimpianti, soprattutto rispetto alla Comunità ed al fatto di non essere insieme, ma il suo compagno era tossicodipendente e l'unico modo per provare ad avere un futuro "pulito" per vostro figlio era quello di fare un percorso comunitario, perché lei, come compagna, poteva amarlo, ma non curarlo.
Alla luce di cio' perché vuole farsi ancora più male con sterili rimpianti?
Le reazioni che ha sono più che normali, quando muore qualcuno si fa quello che fa lei e, anche se è brutto stare così male, diventa invitabile passarci per tornare a vivere.
Cerchi di non sentirsi troppo in colpa, quello che poteva fare l'ha fatto concedendogli di curarsi, senza abbandonarlo, ma aspettando per ricongiungervi insieme.
Purtroppo la vostra storia ha incontrato un destino avverso, un triste epilogo, inaspettato in questa fase di guarigione e perciò traumatico.
Credo che potrebbe aiutarla parlare con uno psicologo, che la accompagni nella rielaborazione del lutto.
All'interno del sito vi e'la possibilita' di chattare con gli operatori, tra i quali anche psicologi, e il servizio e' anonimo e gratuito.
La ringrazio per averci scritto.
Barbara Manzini psicologa sostanze.info
 
 

Domanda: Possibile che nel 2014 l'unico metodo per uscire dall'ero è la comunità

Risposta:

si, se è possibile che ancora nel 2014 ci sia chi usa eroina

Domanda: CONSERVAZIONE DEL METADONE

Il metadone si conserva meglio in frigorifero oppure non è vero e si può conservare tranquillamente anche a temperatura ambiente? Inoltre vorrei sapere se il metadone a contatto con il caldo non è più buono o si danneggia in qualche modo?. Grazie per le risposte.

Risposta:

 la conservazione e l'utilizzo improprio di un farmaco come il metadone è un reato penale, e come tale viene sanzionato

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