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Domande agli Operatori

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Archivio delle Domande agli Operatori: eroina / informazioni sui servizi sociali e di recupero

Questo è l'archivio di tutte le domande degli utenti a cui gli operatori sociali di sostanze.info hanno risposto. Puoi modificare le opzioni per vedere solo domande e risposte dei tipi che ti interessano, oppure usare il riquadro in alto per fare una ricerca specifica o una nuova domanda.

Domanda: Buongiorno, 18 giorni fa mi hanno chiamto al lavoro e ho saputo che il mio compagno era morto durante la notte in comunità. Stavamo insieme d nove anni, abbiamo un bambino di cinque, d due anni stava in struttura e ora? Sono depressa e non ho pace.

Stava andando bene, quest'anno aveva frequentato le scuole serali e proprio il giorno in cui ha saputo di avere preso la maturità di geometra con 74, forse per festeggiare, chiuso in camera sua, si è fatto ed è morto. Eravamo a un passo dal farcela, a settembre saremmo finalmente andati a vivere insieme, sognavamo una casa in campagna per noi ed il piccolo, ed ora sono sola e piena di rimpianti: il giorno in cui doveva ritirare il diploma gli abbiamo fatto il funerale, ma come è possibile essere così sfortunati? Se penso che non lo vedrò più mi sento mancare l'aria, urlo, strillo e ho iniziato a prendere del lexotan, mi fa essere più distaccata ma ho un dolore dentro che non si smorza, vorrei riaverlo indietro, anche tossico, e penso che la comunità è diventata la sua trappola perché era solo in camera, chissà quanto è stato in agonia, senza che nessuno se ne accorgesse, mentre se stava con me avrei chiamato l'ambulanza in tempo... Che posso fare per stare meglio?

Risposta:

Buonasera Signora,

Date le circostanze l'unica cosa da fare e'accettare il suo dolore e viverlo. Ha perso il suo compagno e non è possibile stare bene in una situazione come questa, mi farebbe preoccupare se si sentisse diversamente.
Immagino i suoi rimpianti, soprattutto rispetto alla Comunità ed al fatto di non essere insieme, ma il suo compagno era tossicodipendente e l'unico modo per provare ad avere un futuro "pulito" per vostro figlio era quello di fare un percorso comunitario, perché lei, come compagna, poteva amarlo, ma non curarlo.
Alla luce di cio' perché vuole farsi ancora più male con sterili rimpianti?
Le reazioni che ha sono più che normali, quando muore qualcuno si fa quello che fa lei e, anche se è brutto stare così male, diventa invitabile passarci per tornare a vivere.
Cerchi di non sentirsi troppo in colpa, quello che poteva fare l'ha fatto concedendogli di curarsi, senza abbandonarlo, ma aspettando per ricongiungervi insieme.
Purtroppo la vostra storia ha incontrato un destino avverso, un triste epilogo, inaspettato in questa fase di guarigione e perciò traumatico.
Credo che potrebbe aiutarla parlare con uno psicologo, che la accompagni nella rielaborazione del lutto.
All'interno del sito vi e'la possibilita' di chattare con gli operatori, tra i quali anche psicologi, e il servizio e' anonimo e gratuito.
La ringrazio per averci scritto.
Barbara Manzini psicologa sostanze.info
 
 

Domanda: Possibile che nel 2014 l'unico metodo per uscire dall'ero è la comunità

Risposta:

si, se è possibile che ancora nel 2014 ci sia chi usa eroina

Domanda: CONSERVAZIONE DEL METADONE

Il metadone si conserva meglio in frigorifero oppure non è vero e si può conservare tranquillamente anche a temperatura ambiente? Inoltre vorrei sapere se il metadone a contatto con il caldo non è più buono o si danneggia in qualche modo?. Grazie per le risposte.

Risposta:

 la conservazione e l'utilizzo improprio di un farmaco come il metadone è un reato penale, e come tale viene sanzionato

Domanda: Non so cosa fare, mi sento sola contro tutto e tutti... perchè il sert non mi viene incontro e invece aiuta chi neanche ci prova a smettere!!??

Non ce la faccio più! Ce la sto mettendo tutta per stare lontana dalla droga, ma sembra che tutto mi si rivolti contro. Ho 2 lavori, entrambi familiari lavoro la mattina con mio padre, la sera con mia madre. E' positivo, così sono impegnata tutto il giorno, e in più sto riuscendo a riacquistare l'ammirazione e il rispetto della mia famiglia, che tra l'altro pensa che io abbia risolto il problema molto molto tempo fa... mi sbatterebbero immediatamente fuori di casa se sapessero quello che sto affrontando (non perchè siano cattivi, ma perchè quando è successo l'ultima volta poi avevo smesso... per un po'). Al sert mi avevano detto che facendo 3 - 4 urine pulite al mese avrei potuto avere l'affido del metadone. Le urine le ho fatte e tutte pulite, però con tutti questi impegni non sono riuscita ad andare a bere in distribuzione ogni giorno... arrivo sempre tardi, e alla fine devo sempre rifare la lettera e ricominciare da capo. Anche se non vado a bere al sert però assumo regolarmente il metadone, rimanendo pulita, perchè mi procuro il meta per i fatti miei...comprandolo in nero... ma questo per avere l'affido non va bene... sto spendendo tutti i miei soldi per comprare sto cavolo di metadone. Sinceramente mi sono stufata. Non è possibile che una persona che vuole smettere e ce la sta mettendo tutta non riesce ad avere un affido e chi invece se lo va a vendere si??? Ma cavolo, io sono quella che va a comprarlo!! Non è giusto per niente... ormai sono mesi che vado avanti così, e non ne posso più. Mi sento perfino una stupida per non essere capace di rispettare un impegno come andare a bere ogni giorno per un mese di seguito... ma non riesco, non ho tempo. Ci provo, ma sono più le volte che mi sbattono il cancello in faccia perchè arrivo tardi che quelle che effettivamente riesco ad avere il mio metadone. Ogni volta devo litigare a lavoro per prendermi il tempo per andare in distribuzione... Non è assurdo!! Era molto meno complicato farmi... e forse spendevo anche di meno tra taxi per arrivare in tempo, metadone in nero, e ore di lavoro perse. Boh, mi sento stupida per averci creduto, e ancora più stupida per averci messo tanto impegno e non essere riuscita a farne una giusta in questo sert. Sto crollando, anzi, sono crollata. Mi sembra di vivere un ingiustizia, un ingiustizia da parte del destino... Il sert dovrebbe aiutarmi a risolvere questa cosa, non mettermi ancora di più in difficoltà, i miei esami sono sempre puliti, e mi sembra di avere spiegato più che sufficentemente la mia richiesta di AIUTO, e la mia volontà è evidente, perchè nessuno arriverebbe a fare quello che sto facendo io se non volesse uscirne veramente. Possono beneficiare dei servizi del sert solo quelli che non hanno un cavolo di niente da fare?? No, questo non è giusto. Sono a pezzi, non riesco a gestire il mio tempo, e non faccio altro che incolparmi per questo. Sono distrutta. Mi manca solo di sparare in aria con la pistola lanciarazzi per chiedere aiuto...come i naufraghi... ma sembra non importare a nessuno, ed io comincio fortemente a dubitare di essere in grado di farcela. Non so come fare... non lo so proprio... e più vado avanti e più le cose sembrano difficili...cosa faccio? Come mi devo comportare? Io mi sento sola contro tutti...mi sembra tutto dannatamente sbagliato e ingiusto.

Risposta:

 Cara lettrice, ti ringrazio di questo scritto perchè per me che lavoro in un Sert è stata l’occasione di riflettere su vari aspetti ai quali fai riferimento. Purtroppo all’interno di Servizi come il nostro devono essere stabilite delle regole di comportamento per cercare di evitare il più possibile comportamenti manipolativi, illegalità che oltre a non essere ovviamente terapeutiche potrebbero mettere in difficoltà gli operatori stessi.  Purtroppo qualcuno rimane impigliato nelle maglie ed è proprio quando cerchi di essere corretto che le cose diventano inizialmente più difficili. Personalmente penso anche che, come servizi, dovremmo essere in grado di modificarci, di essere in grado di rispondere alle diverse esigenze degli utenti che in 30 anni sono cambiate. Adesso c’è un numero sempre più cospicuo di persone che ha problemi con le sostanze ma nel contempo una vita lavorativa e familiare e sociale propria che ovviamente deve poter coesistere con un percorso di cura (altrimenti che cura sarebbe?). 

Come hai fatto riflettere me con queste argomentazioni così ben circostanziate, sono sicura che puoi far riflettere anche i tuoi operatori e una soluzione la potrete trovare insieme. Non vivere il Sert come oppositivo anche se in questo momento ti appare così. E’ una struttura di cura e vedrai che è anche l’interesse degli operatori  portare avanti un programma soddisfacente. 

Domanda: Salve sono pasquale.Con l'eroina non ho più avuto problemi da decenni ormai,ma il mio problema è ancora serio poiché ho dipendenza da metadone che assumo da 20 anni.Attualmente assumo 50 ml.Con le mie sole forze proprio non riesco:cosa posso fare?Grz

Salve a tutti,mi chiamo Pasquale ho 38 anni di cui 20 dannati,dico sul serio!nella dipendenza dal meta.oscillando tra sconsiderati dosaggi intossicanti e disperati tentativi a scalare'Seguito dai medici del ser.t ho cercato di liberare la mia esistenza da queste catene, ma a oggi non ci sono ancora riuscito.Fallito anche il tentativo entrare in comunità.Alcuni esperti hanno stabilito parametri di dosaggio massimo entro certi limiti, che,francamente non condivido dal momento che, ogni caso in linea di massima andrebbe valutato considerando un predefinito stato clinico del paziente. Tutto questo è avvilente.Questi limiti di dosaggi sono giusto lontani da lasciare un minimo di lucidità a chi deve incamminarsi verso la disintossicazione, anche se in partenza era ben determinato.Il malessere che si presenta già durante la prima settimana circa di scalaggio,pertanto, sono tra gli utenti anch'io malcontento degli operatori del ser.t. e le facoltative regole che non fanno altro che confermare: incompetenza, o fin'anche troppa indirizzata però no alla soluzione umana.Tengo a precisare che non tutti sono degli incompetenti,o sciacalli, per fortuna esistono professionisti con un cuore.Comunque voglio sinceramente pregare tutti e particolarmente chi sta combattendo di fare informazione, fondamentale preziosissimo forse l'unico mezzo per aprire gli occhi ai posteri. Con questa merda non si scherza,allunghi la tua agonia. Droga maledetta che annienti la vita. Sono stanco di tutto ciò.Spero questa mia testimonianza e richiesta d'aiuto vada in oltre all'attenzione di qualcuno che mi sappia consigliare.Se esiste dunque un sistema affinché io possa: finalmente liberarmi ! dalla schiavitù metadone.

Risposta:

Perchè è fallito l'ingresso in comunità? Spesso infatti rappresenta una valida soluzione al problema della disintossicazione. Io penso che, se la situazione clinica lo permette e la persona è determinata, la soluzione al problema della disintossicazione si trova. Ma il punto è che forse talvolta si pretende di accelerare i tempi volendo forzare una situazione e rendendo di fatto inefficace qualsiasi trattamento

Laura Calviani medico sostanze.info

Domanda: Salve ho una piccola domanda da fare? Allora io sono iscritto al sert e ho l'affidamento settimanale ogni lunedi..ho in programma una vacanza di 2 settimane come posso fare? si puo richiedere l'affido x 15 giorni? solo per questa volta?

Risposta:

devi richiederla al medico del ser.t. che ti segue e fargli presente la tua necessità

Domanda: dovrei trasferirmi a Londra per alcuni mesi e non so come fare con il metadone

Buongiorno, Davvero complimenti per il servizio che offrite. Come accennato vorrei trasferirmi a Londra e penso che ci starò diversi mesi. Come faccio con il metadone? Io ne assumo 50mg al giorno (me li fornisce il sert) e non ho idea di come si possa fare per continuare l'assunzione a Londra (naturalmente se per i cittadini non inglesi non ci sono servizi gratuiti sarei disposto anche ad acquistarlo). Grazie

Risposta:

  qua trovi tutte le info in merito al tuo problema di viaggio  www.indro-online.de/

Domanda: Salve, qualcuno sa se in america latina (Cile) esiste la terapia sostitutiva al suboxone?

Risposta:

 su questo sito www.indro-online.de/ dovresti trovare le info che cerchi

Domanda: agopuntura per curare la tossicodipendenza

ho saputo,da alcuni amici che si sono sottoposti a questa cura estremamente soddisfatti,che esistono dei centri che usano l'agopuntura per eliminare la dipendenza da eroina,potete dirmi dove sono questi centri,o dove posso informarmi? grazie

Risposta:

Vari lavori dimostrano l'efficacia dell'agopuntura nella terapia di supporto alla disassuefazione da oppioidi, ma non siamo  a conoscenza di centri dove venga praticata per le finalità che ci richiedi; semmai ci sono dei centri a Roma, Verona, Milano, Torino, dove si fanno di tanto in tanto progetti di questo tipo.
Però dopo alcune ricerche, partendo dal sito www.agopuntura.org, siamo riusciti a scovare qualche info più dettagliata.
Su questo sito http://www.messaggishiatsu.com/cure/strutture.htm#piemonte trovi elencate le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori) che erogano prestazioni di Medicina non Convenzionale in Italia, e quindi anche l'agopuntura.
Questo invece è il sito di NadaItalia, una associazione che pratica la disintossicazione con agopuntura per pazienti tossicodipendenti o alcolisti, http://www.acudetox.it/storia.html.
Sulla sua affidabilità o efficacia nei trattamenti, non abbiamo però nessuna informazione di verifica.
 
Trattandosi di una terapia poco praticata e conosciuta, se poi proseguirai nella tua ricerca, facci sapere i risultati.

Domanda: come uscire dalla dipendenza dall'heroina ,cocaina e alcool senza dover andare al sert o comunita? e possibile? ovviamente senza stare troppo male per l'astinenza!? per favore datemi una risposta abbastanza presto! grazie!

Risposta:

Per darti una risposta completa sarebbe necessario scrivere un trattato sulla dipendenza da sostanze. Cerco comunque di scriverti quello che secondo me è più importante. Il problema della dipendenza dalle sostanze non è la dipendenza fisica. Quella è possibile risolverla in vari modi più o meno faticosi, più o meno semplici. Comunque può essere risolta in tempi accettabili. La vera difficoltà di uscire dalla dipendenza sta nella dipendenza psichica: cioè quel desiderio fortissimo che ha una persona di assumere la sostanza da cui è dipendente, a prescindere dal bisogno fisico. Al di là, spesso, di qualsiasi motivo per non assumerla. Vincere questo desiderio non è semplice. E inoltre questo desiderio può tornare (non sempre, si intende) anche dopo molto tempo dall’ultima assunzione. E’ come se qualcosa nel cervello di chi diventa dipendente da una sostanza si modifichi per sempre. Forse è il ricordo stesso degli effetti a creare il  pericolo. Curare la dipendenza psichica non è facile e la strada può essere diversa (è diversa) da persona a persona. Qualcuno può riuscirci semplicemente con la sua decisione e la sua forza di volontà. Qualcun altro potrebbe avere bisogno di anni di comunità. Qualcuno può non riuscirci mai. In mezzo a tutte queste possibilità ci sono tutti i gradi intermedi. E poi. Ognuno ha il suo tipo di legame con la sostanza da cui è dipendente. Per qualcuno è un antidepressivo. Per qualcuno può essere un modo per socializzare. Per qualcuno può essere uno stile di vita stampato nel proprio cervello. Per qualcuno può essere una medicina per sopportare il proprio presente o il proprio passato. Per qualcuno può essere una medicina per curare le sue paranoie. Se tutto questo è vero, come si può dare una

risposta alla tua domanda in poche righe?

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