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Domande agli Operatori

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Archivio delle Domande agli Operatori: eroina / informazioni sui servizi sociali e di recupero

Questo è l'archivio di tutte le domande degli utenti a cui gli operatori sociali di sostanze.info hanno risposto. Puoi modificare le opzioni per vedere solo domande e risposte dei tipi che ti interessano, oppure usare il riquadro in alto per fare una ricerca specifica o una nuova domanda.

Domanda: agopuntura per curare la tossicodipendenza

ho saputo,da alcuni amici che si sono sottoposti a questa cura estremamente soddisfatti,che esistono dei centri che usano l'agopuntura per eliminare la dipendenza da eroina,potete dirmi dove sono questi centri,o dove posso informarmi? grazie

Risposta:

Vari lavori dimostrano l'efficacia dell'agopuntura nella terapia di supporto alla disassuefazione da oppioidi, ma non siamo  a conoscenza di centri dove venga praticata per le finalità che ci richiedi; semmai ci sono dei centri a Roma, Verona, Milano, Torino, dove si fanno di tanto in tanto progetti di questo tipo.
Però dopo alcune ricerche, partendo dal sito www.agopuntura.org, siamo riusciti a scovare qualche info più dettagliata.
Su questo sito http://www.messaggishiatsu.com/cure/strutture.htm#piemonte trovi elencate le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori) che erogano prestazioni di Medicina non Convenzionale in Italia, e quindi anche l'agopuntura.
Questo invece è il sito di NadaItalia, una associazione che pratica la disintossicazione con agopuntura per pazienti tossicodipendenti o alcolisti, http://www.acudetox.it/storia.html.
Sulla sua affidabilità o efficacia nei trattamenti, non abbiamo però nessuna informazione di verifica.
 
Trattandosi di una terapia poco praticata e conosciuta, se poi proseguirai nella tua ricerca, facci sapere i risultati.

Domanda: il sert si puo' rifiutare di darti il metadone?e eventualmente si puo' denunciare se non ti danno il farmaco?

Risposta:

Le linee guida dell' Organizzazione Mondiale della Sanità relative al trattamento della dipendenza da oppiacei danno indicazioni su quelle che dovrebbero essere le migliori pratiche (best practice) in questa patologia. In particolare si sottolinea quanto segue:
-il trattamento farmacologico della dipendenza da oppiacei deve essere accessibile a tutti coloro che ne abbiano necessità, compresi i detenuti e i reclusi.
-le opzioni di trattamento farmacologico devono includere sia metadone che buprenorfina per il mantenimento con agonisti e per la disintossicazione, agonisti alfa-2-adrenergici per la disintossicazione, naltrexone per la prevenzione delle ricadute e naloxone per il trattamento dell’overdose.
-devono essere offerte possibilità di scelta,se disponibili, in accordo con la buona pratica clinica; devono essere discusse e offerte al paziente modalità alternative di trattamento, soprattutto le meno invasive.
-l'informazione deve essere trasmessa in un linguaggio e in una forma comprensibili al paziente.
-la dimissione involontaria dal trattamento è giustificata
se serve a garantire la sicurezza del personale e di altri pazienti, ma la non aderenza alle regole programmatiche da sola non deve costituire, in genere, motivo di dimissione involontaria. Prima di giungere ad essa, devono essere prese misure ragionevoli per migliorare la situazione, anche la riconsiderazione dell’approccio terapeutico usato.
-il limit setting deve avvenire in modo graduale e comprendere:
• reazione favorevole in caso di “buona” condotta
• reazioni contenute in caso di lievi violazioni alle norme comportamentali (ad esempio, ammonimenti, riduzione del privilegio della dose “take-home" ( affidamento del farmaco), intensificazione delle visite mediche, rifiuto o ritardo nella somministrazione di dose in caso di intossicazione)
• reazioni definitive (ad esempio, dimissione e, se necessario, intervento della polizia) in caso di violazioni gravi alle norme comportamentali.
Non sono a conoscenza dei motivi per i quali ti sia rifiutata la terapia e quindi non posso giudicare nel caso specifico ma volendo affrontare il problema in un discorso generale la risposta alla tua domanda e' "si" nel senso che il medico si può rifiutare di prescrivere una terapia; ovviamente il rifiuto deve essere motivato (da motivi clinici, diagnosi ed efficacia ma anche da motivi di aderenza alla terapia, misuso o diversione del farmaco).
Dovrebbero comunque essere disponibili terapie farmacologiche e/o proposte terapeutiche alternative.
A tutela dei diritti dei cittadini e' istituita a livello regionale la figura del Difensore Civico. Questo interviene nei confronti di pubbliche amministrazioni e quindi anche delle Unità sanitarie locali, per eventuali omissioni, ritardi, irregolarita' o illeggittimita'.
Giovanni Tavanti medico sostanze.info

Domanda: CONSIGLIO PER SALVARMI

Ho 48 anni, uso META da 3 anni, in certe cose mi è stato molto utile, MA ORA NON RIESCO A LEVARLO da solo (son solo, depresso maggiore, disoccupato e cirrotico). Le comunità ritengo siano distanti come metodo e come approccio dalle mie esigenze, passioni, risoluzioni di problemi esistenziali paralleli; CREDETE CHE STRUTTURE A DOPPIA DIAGNOSI SIANO PIU' IDONEE? CON CHI POSSO RIVOLGERMI PER ESSERE AIUTATO? HO PAURA DI FARE SCELTE SBAGLIATE E INTANTO IL META MI DISTRUGGE. Grazie confido in rispotsa

Risposta:

Caro lettore, mi dispiace per il tuo dolore. Le strutture per pazienti "a doppia diagnosi" sono strutture in cui vengono assistite persone affette contemporaneamente da problemi psichiatrici e di dipendenza da sostanze. L'ammissione a queste strutture viene decisa in accordo tra il sert e i servizi di salute mentale. Fatta questa premessa, devo aggiungere, per rispondere alla tua domanda, che io non posso sapere se una struttura di questo genere possa essere afatta a te oppure no, in quanto non conosco nè te nè i tuoi problemi. Chi ti può aiutare a capure cosa può esserti utile è il medico del sert oppure lo psichiatra che ti conosce (se ce l'hai).  Il consiglio che ti dò quindi è quello di parlare con loro della tua sofferenza e dei tuoi dubbi. Una buona coniscenza tra medico e paziente è molto importante per un consiglio serio.

Gioachino Scelfo medico sostanze.info

Domanda: il medico di base puó ricettare il metadone a una persona ke nn è mai stata eroinomane ma è caduta nella dipendenza da meta per inganno..

Risposta:

 ...inganno?

Domanda: Buon giorno, mi chiamo Marco, ho 33 anni e ho fatto uso di eroina (endovenosa) per 5 anni. Qundi ho fatto un percorso comunitario di 3 anni con, credo, buoni risultati. Ora sono 5 mesi che sono uscito e sono ricaduto. la ricaduta è durata una settima

0,7 a giorno. Ora sono tre gg che ho smesso ma tra sensi di colpa, paura e un po di astinenza non so più che fare. sono rimasto in buoni rapporti con la comunità ma non voglio chiedere aiuto per paura di perdere la mia indipendenza duramente conquistata (lavoro, casa, fidanzata). Ce la posso fare a superare questo momento in modo positivo? grazie

Risposta:

 Ciao Marco, la tua paura di perdere in un colpo solo tutto quello che faticosamente avevi riconquistato è comprensibile, ma pensa anche che prima di ricaderci questo stesso pensiero (perdere tutto in un colpo solo) non è stato sufficente a fermarti...

Quindi il consiglio che sentiamo di darti è quello di chiedere di nuovo aiuto proprio a chi ti conosce bene e che - avendo lavorato con te per tre anni sui tuoi problemi - sa dove e come intervenire in un momento così delicato. Cioè la comunità.

E non è detto che tu debbe ripartire da zero, ma potrebbe ripartire proprio da dove sei oggi.

 

Domanda: Smettere di fumare eroina

Ciao a tutti!! il mio ragazzo fuma l eroina..negli ultimi 3 mesi ha detto che aveva smesso, mi spiegava che doveva prendere questa pastiglia (subutex) per togliere la voglia...io non sono una bambina stupida che crede alle favole..quindi sono subito andata ad informami sia su questa pastiglia sia sul fumare con la stagnola..non e mai piacevole leggere certe informazioni dalle quali capisci che il tuo ragazzo ti prende in giro o per meglio dire si vergogna ad ammettere il proprio problema. Io continuavo a sospettare che continuasse a fumare (riscontrando anche delle prove alle quali pero lui aveva sempre una spiegazione pronta..facevano sempre parte del passato e si era scordato di buttarle), ma facevo finta di niente speravo che arrivasse il giorno in cui si sarebbe sentito uno schifo per avermelo nascosto e me lo avrebbe confessato.. un paio di giorni fa abbiamo litigato ed io gli ho detto tutto..lui capendo che mi stava perdendo mi ha confessato con le lacrime agli occhi che i miei sospetti purtroppo erano veri! In questi giorni abbiamo parlato molto e mi ha spiegato tutti i suoi stati d animo..il suo dispiacere per quello che fa..la confessione del fatto che quando non trovava la pastiglia doveva per forza usare quella porcheria per non stare male..alla fine lui ha paura dell astinenza (che ha gia provato in passato) dice che in quei 4 giorni vorresti morire piuttosto che sopportare tutti i dolori ai muscoli ecc...mi ha chiesto se posso stargli vicina per questi giorni piu pesanti..e se esiste qualcosa che gli allevii quei dolori o che lo faccia dormire..io non so come funzioni esattamente pero ovviamente lo voglio aiutare..chiedo gentilmente se qualcuno mi puo dare delle risposte e dei consigli su come affrontare questo periodo (magari dei medicinali che calmino un minimo i dolori)..aspetto con ansia le risposte perche non so veramente come inziare questo percorso. (non datemi consigli sul sert ditemi piuttosto se e possibile smettere senza iscriversi al sert..ma solo con la buona volonta e le persone che ti vogliono bene intorno) ringrazio tutti in anticipo.

Risposta:

 Cara lettrice, la dipendenza dall'eroina non finisce quando finiscono i sintomi dell'astinenza. Capisco il tuo desiderio di aiutare il tuo ragazzo, ma quello che vuoi fare purtroppo non serve. Può aiutare il tuo ragazzo a superare l'astinenza, ma il problema rappresentato della dipendenza psichica resta. La dipendenza da eroina è una cosa complessa e non si può curare con dei consigli cercati in rete. Forse ti deludo, ma il consiglio che ti devo dare è  proprio quello che non vuoi.

Gioacchino Scelfo medico sostanze.info

Domanda: tutti i nodi vengono al pettine....

salve....cerco di descriviervi la mia situzione...21 anni 5 anni di tossicodipendenza da eroina e uso sconsiderato di altre sostanze. sono in cura al sert da un anno e mezzo.,monitorata da mia madre.si può dire che è stato quasi un anno e mezzo di bugie.all'inizio ero partita con la voglia di smettere con l'eroina e la cosa funzionava anche se in compenso capitavano seratine canne o coca...però mia madre non ne voleva sepere nemmeno di quelle nonostante i miglioramenti per me giganteschi visti gli anni passati a usare l'ero x via endovenosa...la situazione in casa era diventata insopportabile quindi un giorno provai a "contraffarre" gli esami delle urine...e non l'avessi mai fatto...da lì dopo mesi che non toccavo più l'ero non essendo controllata veramente ricomnciai... al sert vedendo gli esami "puliti" hanno iniziato a scalarmi il metadone...ovviamente non mi bastava e ho iniziato a comprarmelo.la cosa mi è sfuggita di mano tanto che spendo tutto lo stipendio x comprarmi il metadone peggio di quando li spendevo x l'ero...nel frattempo mi sono anche trasferita.non ho il coraggio di dire al mio medico quello che ho fatto e nemmeno a mia mamma...se vado al sert di questo paese mi possono aiutare in qualche modo(è sempre nella stessa provincia,in veneto)?

Risposta:

Certamente. Se ti sei trasferita puoi chiedere il trattamento della città dove vivi ora. Se la tua residenza è sempre la vecchia, loro sono tenuti a comunicare al vecchio sert la tua richiesta. Per il resto tutti i cittadini italiani hanno diritto di farsi curare nel luogo dove vivono. Sulla questione della paura di dire quello che è successo al medico del sert, posso dirti che situazioni come la tua possono avvenire. Noi medici sert ci siamo abituati e non dovremmo mai scandalizzarci per queste cose.

Gioacchino Scelfo medico sostanze.info

Domanda: gentili dottori vorrei porvi un quesito sulla dipendenza della mia fidanzata: lei 33 anni da 4 usa eroina, solo via nasale ed é arrivata ad una tolleranza di quasi 2gr di polvere al giorno. Prima di iniziare era una brillante studentessa di medicina

poi lo sfacelo. Finalmente sono riuscito a convincerla del problema e ha iniziato il suo percorso presso il Sert che la segue ottimamente. Attualmente è in mantenimento con 3 ml di metadone concentrato e sostiene di non essere più quella di prima con difficoltà di concentrazione nello studio e scarsa capacità di memorizzazione delle varie nozioni. Vi chiedo se tale cambiamento può attribuirsi alla sua dipendenza e se così fosse che speranze ci sono nel futuro. Aveva veramente una marcia in più e l'eroina gliela tolta! Grazie mille da Gianluca.

Risposta:

 Ciao Gianluca, la tua fidanzata deve ancora concludere il suo percorso di cura, per quello non si sente ancora in forma. Nessuno può ritornare ad essere quello di prima, perchè le esperienze, soprattutto se protratte negli anni, non si cancellano, ma sicuramente potrà recuperare tutte le sue capacità. Dovrà ricostruire un suo nuovo equilibrio, superando pian piano questi 4 anni di sfacelo. E' un percorso che richiede del tempo, soprattutto per la ripresa psicologica. Ci sarà forse da mettere insieme i due poli opposti della sua personalità: quello dell'efficienza e quello della fragilità e dovrà farlo con i suoi tempi, senza essere forzata a reincarnare un'ideale di donna brillante che forse era pesante da sostenere.

Irene Puppo psicologa sostanze.info

Domanda: chi ci può aiutare

mio fratello si droga di eroina fumata,io lo sospettavo,anche perchè vive con i mei,io non vivo con loro,ma avevo visto movimenti tipo carta stagnola,e l ho anche visto mentre fumava devo dire la verità,ma i miei genitori avevano i prosciutti sugli occhi,cmq a settembre abbiamo avuto la certezza,perchè si è rivenduto tutti i gioielli che c erano in casa,quindi ho chiamato i carabinieri....vabbè da qui non ha potuto più negare e alla fine ci siamo rivolti al sert della nostra provincia,ora sono già 3 mesi che va li,abbiamo solo evitato che facesse cose peggiori per procurarsi i soldi per farsi,ma vive in casa con i miei,si fa dare i soldi,i miei genitori vivono nella speranza che avvenga un miracolo,ma come si fa............io gli ho chiesto di cacciarlo o di porlo davanti all aspetto o vai a disintossicarti in comunità o te ne vai,ma loro hanno paura,non sanno affrontare il problema,li al sert dicono che se non è di sua volontà non possiamo metterlo in comunità,e intanto noi dobbiamo vivere con questa persona,perchè ormai di fratello non ne resta niente,e chi ha un drogato a fianco sa cosa intendo.Ora io chiedo qlc conosce degli assistenti sociali che ci possono aiutare per convincerlo ad andare da qlc parte,siamo abbandonati cosi e veramente viviamo malissimo,perchè siamo impotenti.Io se era mio figlio l avrei cacciato e basta,perchè cosi non è spinto a voler uscire dal tunnel,ma i miei sono immobili cosi,ma non posssiamo piu stare in questa situazione......grazie a tutti.

Risposta:

 Ciao, capisco quanto sia difficile vivere con questo senso di impotenza e di paura. Le persone che possono consigliarti meglio, conoscendo tuo fratello, sono gli operatori del SerT. E' vero che nessuno può mandarlo in comunità senza la sua volontà, anche perchè non servirebbe a niente. Quello che potreste fare è di rivolgervi ad associazioni per i familiari di tossicodipendenti, magari chiedendo al SerT indicazioni su questo. Condividere con altri la propria esperienza può essere utile per trovare un po' di forza e sostegno per affrontare la situazione.

Irene Puppo psicologa sostanze.info

Domanda: tossicodipendente da quasi 13 anni. iscritto al ser.t. ma scarsi risultati:arrivato a dosaggi bassi di sostitutivi,ci ricasco.Mi sono informato e vorrei provare con l'ibogaina,ma in modo serio e sotto controllo medico,potete darmi qlk consiglio?graz

Risposta:

 Non so dirti, in quanto l'ibogaina non è sperimentata e almeno qui in Italia non è in commercio.

Devo dire però, anche se forse c'entra poco con la tua domanda, che il distacco dalle sostanze è un percorso che prevede, oltre alla diminuzione, del farmaco o all'intervento di un farmaco esterno, un cambiamento profondo della persona perchè la tossicodipendenza non è soltanto una malattia del fisico ma coinvolge anche la sfera psichica e psicologica della persona. 
Laura Calviani medico sostanze.info
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