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Adolescenti, "il male di vivere" si cura sui social network


Riportiamo l'articolo di Repubblica Firenze sul progetto "Social Net skills",  dalla stessa squadra di Sostanze.info

Sta per partire il primo servizio pubblico gratuito di sostegno psicologico basato su un social network rivolto ad adolescenti e gestito da adolescenti. Si chiama "Social Net skills", è un progetto finanziato dal Ministero della Salute, capolfila la Toscana di MARIO NERI su Firenze.Repubblica.it

 

Il primo amore, gli affetti, il mondo che sembra remarti contro, e poi lo sballo, le prime esperienze con alcol e droga. E' una stagione difficile, l'adolescenza. I ragazzi si sentono incompresi, fragili e soli. Da oggi i teenager potranno sentirsi meno isolati, trovare risposte ai loro problemi. Avere un aiuto e un sostegno psicologico. Non più però solo dal mondo degli "adulti", ma da giovani come loro, solo un po' più grandi, che magari hanno fatto la stessa strada, affrontato le stesse difficoltà. E soprattutto potranno averlo attraverso i canali a loro più congeniali, i social network, le chat, la rete. Nasce il primo servizio pubblico gratuito di sostegno psicologico basato su un social network rivolto ad adolescenti e gestito da adolescenti. Sta per partire in Toscana ‘Social Net Skills’, un progetto interregionale, di cui la Toscana è capofila, finanziato dal Minstero della Salute con 400.000 euro. Per la Toscana sono coinvolte la Asl 12 di Viareggio (che avrà 110.000 euro) e la Società della Salute di Firenze (140.000 euro). Le altre regioni che partecipano al progetto sono Lombardia, Liguria, Puglia, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna, Campania.

La parte più nuova e consistente del progetto, della durata di due anni, prevede l’attivazione di percorsi di auto-aiuto e counseling online sui social network: Facebook, Google, Twitter, YouTube, Pinterest. A chattare, o comunicare on line con i coetanei, saranno ragazzi sotto i 20 anni, con il supporto  di psicologi, medici

ed esperti di comunicazione. Opportunamente formati con appositi corsi, i ragazzi potranno comunicare con i coetanei attraverso una chat line, un servizio email, un telefono amico via Skype, oltre ad una pagina continuamente aggiornata su spazi, eventi, feste, promozioni. Sul profilo di social network verranno affrontate le problematiche adolescenziali più comuni, relative a sessualità, alimentazione, affettività, consumo di sostanze.
 

 

“Abbiamo già sperimentato più volte l’educazione “peer to peer”, da pari a pari – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – e abbiamo verificato che quando si tratta di adolescenti è la più efficace. Un ragazzo ascolta molto più volentieri un coetaneo, che magari ha fatto le sue stesse esperienze, piuttosto che un adulto”.

Le altre regioni che hanno aderito al progetto, coordinate dalla Toscana, realizzeranno analoghi percorsi formativi e successivamente ogni Regione aprirà e gestirà un proprio servizio online.
Un’altra parte del progetto prevede interventi di promozione del benessere nei contesti scolastici e del divertimento notturno: interventi specifici in scuole e discoteche sui fattori di rischio modificabili, come tabagismo, alcol, droghe. Destinatari dell’azione preventiva, i giovani, i gestori dei locali, le scuole, gli insegnanti, operatori e amministratori.

Dall’indagine Edit svolta tra i giovani toscani nel dicembre 2011, è emerso che il 23,6% dei guidatori abituali ha dichiarato che nei 12 mesi precedenti l’indagine ha guidato almeno una volta dopo aver bevuto troppo, mentre il 12,5% ha riferito di aver assunto sostanze psicotrope illegali prima di mettersi alla guida. Il 72,2% dei maschi e il 69,6% delle femmine ha consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Quasi la metà del campione totale (maschi 53,8%, femmine 48,7%) riferisce di aver avuto almeno un episodio di ubriacatura nell’ultimo anno. Questa percentuale cresce in modo preoccupante con il crescere dell’età, passando dal 23,6% dei 14enni al 67,4% di coloro che hanno 19 anni o più.

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Commenti

Forse se la Campania quei 140.000 € li mette a disposizione per tamponare il debito dell'usl, credo che l'investimento sia più utile, nonchè migliore.

Questo è un progetto a mio avviso inutile, credo che da curare siamo noi adulti, che spesso, abbiamo "certe tirate di cervello" tipo questa.

Già in partenza chi ha ideato questo progetto, è già al corrente dei disastrosi risultati.

Io credo che i ragazzi vanno coinvolti concretamente, altro che con i socialnetwork, questi sono i loro problemi, queste sono le falle nella loro struttura, essi vanno coinvolti con iniziative e far leva nelle scuole, rendere quest'ultime una seconda famiglia.

I socialnetwork, la solitudine, e costoro che parleranno a questi poveri figli bisognosi non faranno altro che evidenziare e far toccare con mano in maniera contro producente i loro problemi, convertendo questi in peggio e non in meglio, dato il contesto squallido e cupo in cui si svolge "la terapia", cioè davanti a un computer.

Un 34 enne.

Caro lettore quando abbiamo iniziato questa esperienza (sostanze.info) molti di noi pensavano cose simili alle tue: affrontare problemi drammatici e complessi come l'uso e abuso di sostanze? le leggi vigenti in Italia? il codice della strada? e stando solamente davanti ad un computer? roba da matti...
Bè oggi dopo più di quattro anni, dopo il milione e ottocentomila contatti raggiunti e le oltre 20.000 risposte che abbiamo dato ad altrettante domande, abbiamo cambiato un pò idea.
Forse - e ce lo auguriamo - sarà così anche per socialnetskills

La Redazione

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