
L'editoriale di ieri di Francesco Alberoni è semplicemente agghiacciante. Incipit: la morte di Amy Winehouse. Svolgimento: ilmondo rock ovvero la diffusione capillare delle droghe nel mondo occidentale. Ne riportiamo solo qualche stralcio significativo dalCorriere:
[Il rock] È espressione di esperienze parossistiche possibili solo con la droga. E anche chi ascolta questa musica in concerto o in discoteca, spesso, per viverla, deve fare lo stesso. Tutto è nato negli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Inghilterra con una rivoluzione dei valori, del costume, della musica e la contemporanea diffusione dell'Lsd, dell'eroina, della marijuana, della cocaina. Da allora l'uso delle droghe ha continuato a crescere. Oggi ha già cambiato le relazioni fra i sessi e non solo nelle discoteche e nei droga party.
Cosa significa allora il diffondersi delle droghe in Occidente? Forse è l'espressione di una trasformazione dovuta alla vertiginosa innovazione tecnologica e alla mondializzazione in cui si rovesciano gli equilibri di potere mondiale, con la finanza sfrenata, gli smisurati indebitamenti degli Stati, non solo in Paesi poveri ma perfino negli Stati Uniti, e il dominio delle potenze asiatiche. A cui corrisponde una crisi dei valori tradizionali, l'individualismo sfrenato, il tentativo di superare se stessi, certa musica rock e, quindi, anche la morte di Amy Winehouse e di altri come lei.
Il nuovo mondo di Galatea, ripreso anche da Valigia Blu, scrive un post per commentare le sue parole dove leggiamo:
Chopin fu colpito negli ultimi suoi anni di vita da una forma di depressione così forte che lo portò alla morte in breve tempo. Mozart morì forse di sifilide a neanche quarant'anni, dopo una vita di eccessi. Rossini, pur tanto godereccio, si ritirò dalle scene, probabilmente perché anche lui depresso ed ansioso. Puccini negli ultimi anni non riuscì più a completare le sue opere perché sconvolto dal suicidio della sua domestica, e forse amante, perseguitata dalla moglie. E Mameli, l'autore del testo del nostro inno, morì a ventidue anni per una ferita da baionetta, dopo essere riuscito ad infilarsi con romantica sete di autodistruzione in ogni battaglia del Risorgimento.
Eh, ha proprio ragione Alberoni. Non ci fossero stati il rock e le droghe a rovinare tutto, di casi come la Winehouse fra i musicisti non ce ne sarebbero.
bloggersenzafrontiere.blogosfere.it/2011/08/alberoni-e-la-verita-su-amy-winehouse-tutta-colpa-del-rock.html
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