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Alcol e funghi, il doping esisteva già nelle antiche olimpiadi

Che cos’hanno in comune Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin? Sono tutti atleti accostati in modo diverso al problema del doping. Una discussione che esiste fin dalle Olimpiadi antiche, quando i giudici cercavano di capire se gli atleti avessero assunto funghi o alcol per aumentare il proprio standard. Ma ora una nuova, più subdola modalità giunge in favore del gioco scorretto: il doping genetico.


Che cos’hanno in comune un altotesino di ventotto anni, un sudafricano bianco amputato bilaterale, una sedicenne cinese di Hangzhou e un americano che corre i 100 metri in meno di dieci secondi? Nulla, se non che tutti e tre partecipano alle Olimpiadi di Londra e, in modi diversi, sono stati accostati al problema del doping. Loro sono Alex Schwazer, Oscar Pistorius, Ye Shiwen e Justin Gatlin, ma in questa lista potrebbero rientrare anche altri atleti. Sostanze assunte per aumentare il rendimento fisico e tecnologie impiegate per migliorare le prestazioni in gara: questo è il doping, una pratica illegale severamente controllata e punita dal Comitato olimpico internazionale, ma che può assumere declinazioni molto diverse e discutibili.



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