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Amfetamine in adolescenza: effetti permanenti anche da adulti

Dronet - L’uso di amfetamine in età adolescenziale potrebbe compromettere l’equilibrio neurobiologico e aumentare i comportamenti a rischio. Questi i risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del McGill University Health Centre (MUHC) in America, pubblicato sulla rivista The International Journal of Neuropsychopharmacology.
L’esperimento è stato condotto su ratti adolescenti, il cui cevello è paragonabile a quello umano da un punto di vista neurobiologico. L’obiettivo era quello di misurare gli effetti a lungo termine sui neurotrasmettitori e sui comportamenti derivanti dall’assunzione di amfetamina.
Le amfetamine sono sostanze stimolantI conosciute anche come “speed”, vengono assunte da oltre il 10% degli adolescenti negli Stati Uniti e tra il 2% ed il 7% in Europa, secondo i dati del Report United Nations Office on Drugs and Crime 2011.
Ai ratti veniva somministrata la sostanza con 3 dosaggi diversi: 0.5, 1.5, o 5.0 mg/kg di amfetamina. I risultati raccolti nella fase adulta mostravano anomalie dell’attività cerebrale associata ai neurotrasmettitori della serotonina, della dopamina e della norepinefrina. Questi “squilibri” sarebbero i diretti responsabili dei disturbi emotivi e mentali che possono portare a patologie come la depressione e la dipendenza da droghe. Inoltre i ratti adolescenti che avevano ricevuto il dosaggio medio erano iperattivi mentre per tutti e tre i dosaggi si osservava un aumento di comportamenti pericolosi nell’età adulta. L’assunzione anche occasionale di amfetamine nei teen agers, concludono i ricercatori americani, provocherebbe effetti persistenti anche a distanza di anni sui comportamenti individuali e potrebbe portare ad una ricerca di sostanze anche in età adulta.

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