Analisi Noir di Piero Colaprico, Repubblica
C’era morto John Belushi, ma altri sembrano resistere. O, chissà, forse la nuova variante ha meno controindicazioni. Si chiamava (e si chiama) Speedball Milano e fino a qualche tempo fa girava (al costo di cento euro al grammo) nei locali per scambisti, nei bar con la passione per la lap dance e nelle discoteche della movida milanese e della Versilia.
Alla fine di una lunga serie di nottate sempre più rumorose ed estreme, sono arrivati i carabinieri. Hanno arrestato una ventina di spacciatori e due ragazze francesi dalla
storia un po’ curiosa: ballerine e squillo d’alto bordo, quando venivano a Milano con il carico di roba da raffinare, se la spassavano. Come? No, niente musei e cinema. Prenotavano su internet due gigolò a testa e, mentre i chimici lavoravano lo speedball in un appartamento con vista sul cimitero Monumentale, loro ne provavano alcuni degli effetti festeggiando - tutti insieme, sino a che sonno non vi separi - nella camera da letto di un grande albergo. Non apprezziamo i narcotrafficanti e, se non tocca a noi giudicare o assolvere, c’è un però. Un tempo non lontano erano i corrieri della droga a finire la serata in qualche night, cercando tra le entraineuse qualcuna disponibile a un dopo-champagne. Ora sono le donne a fare gli uomini: e queste neo-narco l’accompagnatore non se lo vanno a scegliere in un locale semibuio, ma nel catalogo elettronico della rete.
È poco noir rifiutarsi di scorgere un segno del progresso?



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