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Confesso: sono un mangiatore di salvia

Psichedelie domestiche Fino a che punto può spingersi lo sballo (a porte chiuse) di un padre di famiglia? di Neal Pollack
La prima fuga Nel 2003, alla ricerca di nuovi modi con cui distrarmi dalle paralizzanti responsabilità emotive dell'età adulta, ordinai alcune erbe da un sito web che vendeva "alternative alla marijuana". Tra queste, speditami in una busta piuttosto grande, c'era la salvia divinorum, che Daniel Pinchbeck descrive nel suo libro Breaking open the head come una pianta "visionaria", già apprezzata dai primi abitanti dell'America Centrale. Le visioni mi piacciono, e anche l'America Centrale, così decisi di provarla, fumandone una piccola quantità a un concerto dei Flaming Lips. Non ebbi alcuna visione, ma considerate le mie patetiche motivazioni era ciò che meritavo. Non ho nemmeno avuto mal di testa. Ho riposto la salvia nel congelatore e non l'ho più toccata per quasi due anni. Poi, una notte in cui non avevo nulla da fare, me ne sono ricordato e ho deciso di usarla. Ho estratto un pizzico di salvia dalla busta, ne ho fatto una pallina e l'ho messa sotto la lingua; sul web avevo letto che l'assorbimento sublinguale crea trip particolarmente potenti. Il sapore era amaro, ma non eccessivamente. L'ho masticata un po' e messa sotto la lingua per altri trenta secondi, ripetendo il procedimento sino a ottenere un liquido denso, verde e aspro. A tratti ho provato nausea, ma il mio stomaco ha retto. Dopo venti minuti ho sputato l'intera poltiglia nel gabinetto, ho messo musica bhangra sull'iPod, mi sono sdraiato sul letto e ho chiuso gli occhi. Le visioni sono iniziate quasi immediatamente. Grandi e folte liane verdi dall'età incalcolabile nello spazio infinito, mentre una creatura che assomigliava a un dio azteco volava sopra di me, sputando fuoco. Ho visto la mia testa spalancarsi e ne è fuoriuscita una poltiglia rossa, che è andata a mescolarsi in quello che sembrava essere il cosmo. Subito dopo un'altra visione, più piacevole, in cui danzavo con mio figlio. Nell'universo si è aperto un grande foro, che io ho sorvolato, e una donna bellissima vestita di bianco mi ha preso per mano, per attraversarlo. Era, ho saputo più tardi, lo "spirito della salvia", che appare in quasi tutte le visioni prodotte da questa erba. O, per lo meno, in quelle descritte sul sito Erowid. Ho aperto gli occhi, e il viaggio è finito. Erano trascorsi dieci minuti. La sera dopo ho ripetuto la dose. E a parte qualche trascurabile visione, ho soprattutto avuto l'impressione che il mio corpo si stesse estendendo oltre i propri limiti per congiungersi allo spazio infinito. Non è successo altro e all'una del mattino mi sono addormentato. Due ore più tardi mi sono svegliato di colpo con l'impressione che l'intera stanza fosse stata percorsa da una fragorosa scossa, come se qualcosa di molto pesante vi fosse atterrato sopra. Di fronte a me è comparso un enorme guerriero di pietra, le cui sembianze ricordavano quelle di una statua mesoamericana. "Non ti immischiare in ciò che non puoi comprendere", mi fa. Terrorizzato, ho chiuso gli occhi ed è riapparsa la donna. Credo di averla supplicata di mostrarmi i segreti dell'universo, e anche lei mi ha parlato. "Ti prendi troppo sul serio", ha detto. Di nuovo la sensazione di viaggiare nello spazio, e mi sono addormentato. TRIP USA La salvia è più forte della marijuana, ma meno efficace dell'ecstasy, e non ha nulla a che spartire con la cocaina, l'eroina e le metanfetamine. Dovrebbe essere considerata un allucinogeno. Non "leggero", visto che i suoi effetti anche se di breve durata sono intensi. Sono quasi vent'anni che non provo i funghi psichedelici o l'acido, ma ricordo quei trip come lunghi e fastidiosamente inconcludenti: non sai mai esattamente cosa vedrai o proverai, anche se una forte sudata e un brutto mal di schiena sono garantiti. La salvia invece ha un effetto rapido, concentrato. Attualmente, la pianta è illegale in Delaware, Florida, Kansas, Louisiana, Maine, North Dakota, Oklahoma, Tennessee e Virginia, e altri stanno correndo ai ripari. In Ohio, un ragazzino di dodici anni che ha sparato e ucciso un altro ha dichiarato di fare uso di salvia benché non esistano prove che all'epoca dei fatti ne avesse presa. Nel 2006, il suicidio di un adolescente del Delaware che aveva scritto di salvia ha portato alla sua messa al bando nello Stato. Ma per quanto si tratti di eventi tragici, la salvia non sembra aver lacerato il nostro prezioso tessuto sociale. Io suggerisco di tenere a mente le seguenti raccomandazioni: la salvia non è una droga per giovani. Nessuno di età inferiore ai ventun anni dovrebbe mai farne uso. Chi la usa per la prima volta farebbe bene ad avere un "accompagnatore" sobrio e che abbia esperienza con la salvia. Qualcuno con cui parlare, che ti porti dell'acqua perché avrai una gran sete. Non prendere impegni per le due ore successive e, anche se gli effetti durano poco, non guidare. SOLO DUE VOLTE L'ANNO Io faccio uso di salvia un paio di volte l'anno. Non ho bisogno di ricorrervi più spesso, né saprei gestire un impiego più frequente. Dopo essermi trasferito a Los Angeles ho bazzicato gli ambienti dello spaccio in cerca di una fonte affidabile. L'ho trovata presso una catena di abiti vintage di Melrose. Nel retro, dietro i cappotti (l'angolo meno frequentato di ogni negozio della California meridionale), un libanese senza un braccio mi ha venduto un paio di bustine di estratto 25X, un concentrato capace di trasportarti rapidamente nel "paese della salvia". Basta fumarne un po' con la pipa, e sei andato. "Devi fare attenzione con questa roba", mi ha detto. "So quel che faccio". Ormai ho superato l'intensità di discesa (o ascesa) in un'altra dimensione. A differenza dei primi esperimenti occasionali, ricorro alla salvia solo se mi sento bloccato o cerco la risposta a una domanda complessa di natura esistenziale. Per prenderla seguo un rituale. Dopo che la mia famiglia è andata a dormire, la casa avvolta nel silenzio, vado nel mio ufficio di sotto e porto con me un bicchiere di acqua ghiacciata. Metto musica tranquilla e siedo nella poltrona blu, con la pipa di salvia che mi aspetta. Ne fumo una piccola dose. Testa e torace iniziano a pulsare. Affondo nella poltrona e chiudo gli occhi, cercando di mantenere la concentrazione sulla domanda del giorno. Mi muovo tra le liane, supero una falange di guardie che assomigliano ai bruchi di Alice nel paese delle meraviglie. Sorvolo deserti di indescrivibile bellezza. Alla fine, arrivo sempre in quella remota radura dove lo "spirito della salvia" mi attende. Solitamente è di umore buono, felice di vedermi. Chiacchieriamo, mi mostra cose insolite. E anche se non faccio domande dirette circa il mio dilemma, la sua risposta garbatamente ironica non manca mai di procurarmi un certo sollievo. Piano piano, le visioni spariscono, il mio cuore torna a battere normalmente e riapro gli occhi. Per qualche minuto tutto mi appare fumoso e sgranato, come se al di là del mio campo percettivo potessi ancora vedere l'altro mondo. Poi il trip della salvia si conclude, senza causare alcun danno agli altri, o a me. *Scrittore, giornalista, autore di Alternadad, manuale del genitore alternativo, tra gli altri.

Se vi pare innocua, leggete qui "Spero che questo box sia abbastanza allarmistico per far capire ai vostri lettori che anche se il nome è familiare, la Salvia divinorum è una droga equiparabile agli allucinogeni sintetici come l'Lsd", avverte Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità. Che invita a scaricare dal sito (www.iss.it/ofad) il manuale Smart Drugs, "le droghe furbe", dall'Amanita muscaria alla Voacanga africana. Passando per la Salvia o "menta magica", Ska Maria Pastora, Yerba Maria. Che in Italia "dal 2005, per decreto ministeriale da noi sollecitato, la Salvinorina A dal nome del principio attivo è nell'elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope (tabella 1), non si vende più negli smart shop e il suo consumo è illegale. Come in Danimarca, Finlandia, Spagna, Belgio". Quanto agli effetti: "dal flashback alla perdita di identità, alle risate incontrollabili, al trovarsi in più luoghi nello stesso istante, non sono innocui. Per gli stessi motivi un individuo normale può arrivare a buttarsi dal balcone". Senza contare sintomi da intossicazione immediati come freddo e cefalea, e a lungo termine depressione. Masticata, bevuta come tisana o inalata per vaporizzazione dell'estratto oleoso: 1 g la dose media. "Certo, il traffico corre sul web". Ma eBayabuse ha già denunciato tentate vendite di "Sally" alla Polizia, e chiesto il blocco dell'accesso per italiani ai siti di Paesi che ne consentono il commercio.

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giornalisti ridicoli

"La salvia è più forte della marijuana, ma meno efficace dell'ecstasy, e non ha nulla a che spartire con la cocaina, l'eroina e le metanfetamine."

questa frase non significa nulla
la salvia non ha nulla a che spartire neanche con l'ecstasy né con la canapa

ska

i classici mongoli che sparlano della pastorella

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