Segnaliamo che nella sezione "sostanze scaricabili" è disponibile una scheda tecnica su descrizione, effetti e tossicità del 3,4-metilendiossipirovalerone
Per accedere direttamente al documento clicca qua.
Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.
L’impatto dell’uso di sostanze psicotrope sulla memoria è un argomento ricorrente quando si parla dei danni che le droghe provocano sulle capacità cognitive degli utilizzatori. Un gruppo di ricerca guidato dal Professor John E Fisk, della scuola di psicologia presso la University of Central Lancashire, nel Regno Unito, si è occupato di indagare gli effetti dell’assunzione di ecstasy e di altre droghe sulla memoria. In particolare la memoria prospettica, coinvolta nel ricordare le cose pianificate e da fare nel futuro, come ad esempio partecipare ad una riunione, ricordarsi di vedere un amico o di riferire un messaggio. La ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Psychopharmacology, sottolinea come la maggior parte degli studi presenti in letteratura si avvalgano di sistemi di misurazione delle capacità cognitive e mnemoniche come i questionari di autodescrizione degli effetti derivanti dall’uso di droghe sulla memoria. Gli autori ritengono che tali strumenti potrebbero comportare una distorsione dei risultati, in quanto gli utilizzatori di sostanze potrebbero sovrastimare eventuali deficit cognitivi. I ricercatori propongono dunque uno studio che preveda l’uso di tecniche di laboratorio allo scopo di permettere un confronto dei dati con quelli ottenuti dall’autovalutazione. All’indagine hanno preso parte degli studenti universitari, nello specifico, 42 utilizzatori di ecstasy o policonsumatori di ecstasy e altre droghe (14 maschi e 28 femmine) e 31 non utilizzatori di droghe (5 maschi e 26 femmine). Dopo aver registrato il loro comportamento rispetto alle droghe (inclusi tabacco, cannabis ed alcol), i partecipanti sono stati sottoposti sia a questionari che ad esercitazioni di laboratorio. I questionari comprendevano domande sulla loro memoria, come ad esempio, quante volte dimenticavano di fare qualcosa nell’arco di un certo periodo di tempo o quotidianamente. Nei test di laboratorio invece, erano impegnati in veri e propri esercizi dove ad esempio, dopo aver ascoltato un certo numero di parole, dovevano trascrivere tutte quelle che riuscivano a ricordare. I risultati hanno evidenziato deficit della memoria negli utilizzatori di droghe, sia nei test di autovalutazione che nei test di laboratorio. I dati di laboratorio inoltre, dimostrano che questi deficit sono reali e non derivano da una percezione distorta che i soggetti possono avere delle proprie performance cognitive.
fonte DRONET.org
Commenti
perchè non si parla mai o quasi mai degli effetti benefici che può avere nella terapia cognitivo-comportamentale o di gruppo? Dico "può" perchè non sono ancora stati condotti studi seri sulla cosa, con il proibizionismo TUTTE le droghe sono una minaccia e basta. I primi studi che sono stati fatti dimostravano come piccole quantità di MDMA date al/ai paziente/i prima della terapia siano molto efficaci nell'aiutare a parlare di vissuti particolarmente dolorosi e quindi di migliorare e velocizzare la cura.
Perchè ci sono un sacco di antiproibizionisti che vogliono legalizzare la marijuana e nessuna l'ecstasy (solo per gli scopi che ho descritto sopra)?! Secondo me è molto importante aiutare chi ha dei disturbi fisici come il dolore cronico, la slerosi multipla (...) e mentali come disturbi di personalità borderline.
Paolo
Aggiungi un Commento