«UN fenomeno fuori dal tempo, davvero anacronistico, incredibile, di colpo sembra di ripiombare a molti anni fa quando le morti da overdose di eroina rappresentavano quasi una strage quotidiana». Francesco Mari, tossicologo forense, professore ordinario all' università di Firenze, professionista di lungo corso sotto il cui microscopio è passata l' ultradecennale parabola della mattanza provocata dall' eroina, è il primo a sorprendersi della raffica di overdose di queste ultime ore. Perché, professore? Nessuna avvisaglia di recrudescenza? «Assolutamente no, è una sorpresa». E come si spiega? «Da un punto strettamente tecnico, l' overdose si verifica quando la persona assume una quantità di eroina superiore alla sua capacità a tollerare la sostanza, ovvero quando la quantità del principio attivo è eccessiva rispetto alla sostanza di taglio. Parlare di partite di eroina tagliata male è dunque un' emerita sciocchezza e i dati in questo senso ci danno ragione. Semmai si può dire che in circolazione c' è eroina eccessivamente pura». Ma perché si torna a morire di overdose? «Si può ipotizzare che la soglia di tolleranza di chi fa uso di eroina si sia abbassata rispetto al passato perché mentre prima i tossicodipendenti ne facevano un uso quotidiano adesso il consumo è più saltuario, occasionale». Si muore perché si è meno abituati al consumo, è così? «In parte è così». Si può ipotizzare un ritorno all' eroina rispetto ad altre droghe più costose come conseguenza di una minore disponibilità economica e più in generale un ritorno massiccio al consumo di droghe da parte di una società sempre più depressa? «Collegare in vari modi quanto è successo in queste ore alla crisi economica può essere suggestivo, ma ripeto che non ci sono riscontrie non c' erano avvisaglie. Si può semmai sospettare che, oggi come allora, lo stato psichico di disagio dell' individuo, determinato dalle più varie cause, porti ad associare l' uso di eroina con quello di alcol o di altre sostanze che potenziano l' effetto dello stupefacente. Per il resto, solo i prossimi giorni e mesi ci diranno se quelli di queste ore sono eventi occasionalmente collegati oppurei primi casi di un fenomeno di ritorno».
Maurizio Bologni, Repubblica Firenze
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