FARMA-PARTY: ULTIMO SALTO NEL BUIO Feste a base di psicofarmaci, antidolorifici
Tra gli adolescenti italiani il successo del “farma-party”: feste a base di psicofarmaci e alcol dilaga.
I farmaci, prelevati dall’armadietto dei medicinali dei genitori vengono assunti con abbondanti quantità di alcol, costi zero e sballo sempre diverso assicurato.
In quel cocktail chimico può capitarci di tutto: antidepressivi, farmaci analgesici oppioidi per malati terminali, sonniferi e barbiturici. Peggio di una rulette russa.
Da una ricerca – “Studio Lab 2000” condotta nel 2010 nella provincia di Modena, attraverso la quale sono stati analizzati i capelli di giovani con il gas cromatografico, è emerso che circa il 10% dei campioni analizzati, sono i giovani di età inferiore ai venti anni che assumono farmaci non prescritti dal medico. Tra i positivi il 40% ha assunto ansiolitici e il 30% antidepressivi.
Il farma-party nasce negli stati Uniti e si è diffuso recentemente in Italia attraverso il web nel quale si ritrovano numerosi siti in cui i ragazzi si confrontano sui propri sballi da psicofarmaci istigandosi tra loro cu combinazioni sempre più azzardate.
Tra i farmaci più diffusi ci sono le benzodiazepine o ipnotici, poi gli antidepressivi e infine i farmaci a base anfetaminica, usati per ridurre lo stimolo della fame. All’elenco si possono aggiungere anche medicine anti-tosse perché alcune contengono piccole dosi di oppiacei e infine gli antidolorifici.
Si tratta di prodotti presenti nella maggior parte delle case, e quindi a portata di mano. Il reale problema sono i mix con altre sostanze, come gli energy drink a base di caffeina il cui abuso può causare disturbi cardiaci come l’artimia o l’ipertensione. Pericolosa anche l’associazione con alcol che deprime le funzioni neuro-psichiche, mentre i sedativi sinergizzano l’azione dell’alcol.
Secondo gli esperti il fenomeno del farma-party è preoccupante perché le miscele preparate possono arrivare a procurare overdose letali, soprattutto nelle ragazze che risultano essere più deboli dei coetanei maschi per via della carenza dell’enzima alcol deidrogenasi che permette di sopportate meglio l’alcol.
Infine, chiariscono gli esperti, i danni cerebrali: l’abuso di benzodiazepine può portare all’ipotrofia, cioè alla riduzione del volume del lobo frontale, struttura deputata a funzioni cognitive quali: l’attenzione, il coordinamento e il controllo del comportamento volontario.
fonte CESDA



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