Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Firenze 5 morti per overdose in sei mesi; sono necessarie risposte concrete!

E’ un dato preoccupante quello che come operatori dei servizi a bassa soglia della città di Firenze ci troviamo a registrare oggi dopo le ultime due morti per overdose avvenute pochi giorni fa.

Nella nostra città ci eravamo abituati negli ultimi anni ad una situazione che sembrava essere sufficientemente sotto controllo rispetto agli incidenti o ai casi di overdose infausta con numeri decisamente bassi.

Ora in sei mesi ci sono stati 5 casi di morte da overdose di eroina e questo ci porta necessariamente ad interrogarci sulla funzionalità del nostro sistema di prevenzione e di intervento. Sulla base del nostro osservatorio, operatori di strada e drop-in, vogliamo fare alcune considerazioni su quanto sta avvenendo cercando di rendere le nostre risposte - e quelle del sistema socio-sanitario - più adeguate alla situazione.

Non è l’allarmismo quello di cui abbiamo bisogno ma piuttosto una concreta considerazione di fatti e di tendenze che da più fronti osserviamo. Come afferma il Prof. Mari nella recente intervista a Repubblica probabilmente non ci sono i numeri nè le condizioni per affermare un trend di ritorno delle situazioni di abuso di eroina degli anni ’80 e l’ipotesi più credibile è che la crescita del consumo occasionale sia un fattore che può spiegare molto rispetto a questi incidenti.

Siamo d’accordo su questa lettura di sfondo, una lettura che combacia con le nostre ripetute segnalazioni che vedevano un ritorno dell’eroina all’interno di uno stile diffuso di policonsumo. Quindi una riduzione della specificità e anche delle esperienze che i consumatori di una volta potevano vantare nel bene e nel male.

In altre parole sia per quanto riguarda giovani consumatori (che utilizzano l’eroina a fianco di altre sostanze con tempi e modi diversi), sia per quanto riguarda vecchi consumatori (come nel caso di alcune delle recenti vittime), l’uso di eroina sta divenendo più occasionale. Ma nel senso che si inserisce in standard di consumo in cui alcool e/o farmaci hanno un forte valore.

Altra considerazione.

Si sono ridotte le misure di sicurezza, le conoscenze degli effetti e le esperienze a riguardo.

Quanto è diffusa oggi tra i consumatori e i tossicodipendenti la corretta modalità di utilizzo di una sostanza che non conoscono, per controllarne gli effetti e per fermarsi se si sente che è di qualità superiore alle attese?

Quanto è diffusa la pratica di non isolarsi e di non farsi da soli possibilmente?

Quanto è diffusa la pratica di tenere del narcan con se e di condividere questa abitudine con gli altri?

Queste pratiche sono meno diffuse di prima nonostante che, per quanto ci riguarda, gli sforzi di informazione mirata e la fornitura di strumenti di riduzione del danno siano sempre stati attivi. Quello che notiamo è che ad un indebolimento delle culture di safeness nei contesti di consumatori di strada, corrisponde un indebolimento del sistema socio sanitario, cui manca una relazione efficace con il lavoro su strada e le pratiche di riduzione del danno oggi di nuovo opportune.

Come afferma indirettamente il comunicato sull’allerta elevata dal Dipartimento Politiche Antidroga .

Pensiamo sia necessario rinforzare alcune misure che riguardano il livello di consapevolezza dei consumatori, più informazioni sulle condizioni di sicurezza da tenere - “mai soli e isolati a farsi”. Ma devono anche crescere l’opportunità di ricevere gratuitamente farmaci salva-vita come il Narcan da presidi formali (servizi) o informali (unità mobili).

Opportunità che attualmente a Firenze sono solo occasionali, come la possibilità di procedere alla distribuzione e scambio di siringhe sterili.

Andranno rinforzate inoltre tutte quelle pratiche che tengano in doveroso conto il contesto dei consumatori, il loro punto di vista e il loro coinvolgimento attraverso interventi di peer support e di partecipazione alle azioni di tutela della salute.

Infine sarà opportuno attivare un sistema che consenta la circolazione e l’utilizzo di informazioni tra i servizi per arrivare fino ai consumatori, in modo da conoscere i luoghi di consumo e poter intervenire prontamente.

Di fondamentale importanza poi risulta riuscire a far circolare le informazioni relative ad analisi di sostanze sequestrate, sapere con certezza e rapidità se queste morti sono dovute ad una partita di eroina più pura della norma, che causa appunto delle overdose, oppure ad una partita che contiene sostanze velenose come taglio

In generale auspichiamo che di fronte ad una emergenza come quella che si è creata sul nostro territorio vi sia uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni locali e di quelle sanitarie per rinsaldare quei quattro pilastri sui quali si basano le politiche di intervento sulle droghe in Europa e che in Italia negli ultimi anni sono stati messi in discussione con l’attacco ossessivo alla riduzione del danno.

 

Coop. CAT - Ass.ne INSIEME - CNCA Toscana

Nessun voto ancora

Commenti

sono cambiati i tempi ,rispetto un paio di decine di anni fa' . l'eroina e' per la maggiore di pessima qualita' , le dosi d'uso sono ovviamente molto elevate e quel giorno che arriva la partita migliore e' ovvio che capiti il disastro.
Una volta si parlava (e si faceva) di tenere del narcan a portata di mano ma ora e' una cosa che solo a dirla fa' ridere. La qualita' dell'eroina e' troppo bassa ,tanto da allontanare qualunque idea di rischio di overdose, anzi cancellandola.
A differenza di una volta , adesso chi entra in collasso cardiocircolatorio si trova o da solo o circondato da persone incapaci di prendere le redini della situazione.
Almeno una cosa si e' mostrata cambiata in meglio : la prevenzione delle malattie, non esiste piu' il farsi "all'americana" (1 siringa per tutto il gruppo) e lo scambio di siringhe e' sporadico se non del tutto assente.

È molto interessante quello che dici anche se decisamente sconfortante nei toni che usi. In primis  però mi piacerebbe sapere se parli della piazza fiorentina oppure di una situazione più generale, tanto per avere un dato di contesto che in questi casi mi sembra essenziale. Tu dici che ormai la qualità dell’eroina è così bassa che è passata l’idea che possa esserci un pericolo, quello massimo in confronto a molte altre droghe che è l’overdose. Cazzo! Vuol dire che nella percezione comune, quella che tu rilevi e dici che è la più diffusa, l’eroina è diventata una droga “leggera”. Questo però è sconfermato da fatti come questi, disastri appunto, che ogni tanto capitano significa che non incidono o che si confondono con altro nella testa della gente. In fondo un narcan non pesa e forse non è così sputtanante tenerlo con se. O mi sbaglio, forse è proprio questo averlo addosso può essere un problema di identificazione? Se fosse così si potrebbero studiare e trovare altre soluzioni.
Però quello che mi colpisce è che dici che le persone si trovano a farsi o da sole o con altri che sono incapaci di fare qualcosa, forse perché non sanno cosa potrebbero fare (manovre di soccorso) allora è utile secondo te fare una campagna che insegni loro che fare e che li inviti a non isolarsi e a portare narcan dietro? E poi l’ultimo punto, hai ragione da un lato sul farsi all’americana (condivisione siringhe in gruppo) riduce il rischio di passarsi infezioni e virus ma questo succede perché vi è maggiore consapevolezza oppure perché semplicemente non esiste più farsi in gruppo e si tende prevalentemente ad isolarsi? Scusa se ti rigiro delle domande ma la tua testimonianza è preziosa e abbiamo bisogno di approfondire la questione proprio per cercare delle soluzioni e evitare che continui a succedere il disastro.
S. Bertoletti, operatore di strada

Negli ultima settimana a seguito degli incidenti avvenuti con le overdose da eroina sul territorio fiorentino gli operatori del progetto Outsiders hanno cercato di approfondire i fatti accaduti contattando i tossicodipendenti che vivono le piazze fiorentine cercando di raccogliere da loro opinioni e racconti su quanto successo. Come spesso succede quanto raccolto non concorda sulle ipotesi di fondo e sulla questione se si sia trattato di una partita di eroina contraffatta e tagliata male oppure semplicemente, come hanno riportato da più fonti, di eroina particolarmente pura.
Una delle persone contattate è una delle 5 andate in overdose.
Si tratta di una persona di più di 40 anni che ha una lunga esperienza con l’eroina che ha raccontato di essere andata in overdose sabato pomeriggio in un luogo appartato vicino ad una piazza del centro città, mentre gli altri suoi compagni erano andati a farsi nell'ascensore di un parcheggio situato nelle vicinanze, dove è avvenuto uno dei decessi.
Sostiene che l'eroina era tagliata con stricnina, e che sia STATO SBAGLIATO  il taglio con la stricnina riferendo: "Basta sbagliare di un mg "... Secondo lei la stricnina viene usata per amplificare e potenziare l'effetto dell'eroina, cosa che già accadeva negli anni 80 con la brown. Ha sentito prima di andare in overdose un calore eccessivo rispetto a quello che si sperimenta usualmente e la sensazione di migliaia di aghi che gli  pungevano la faccia.
A proposito di come è stata gestita la notizia a suo avviso gli organi di polizia hanno fatto male ad informare immediatamente i media  perchè i responsabili, a suo parere se la sono filata.
La testimonianza si conclude dicendo che in realtà i decessi sono stati 5 e non 3,gli altri due sarebbero  ragazzi giovani di 25 e 27 anni di cui però non si sa altro.
In contrasto a questa testimonianza ce ne sono altre che invece dicono che si è trattato di una partita di eroina molto più pura della norma, proveniente da Perugia e dall’Umbria responsabile di vari incidenti da overdose nella zona e che poi sarebbe approdata recentemente a Firenze.
 In generale vogliamo rilevare che siamo di fronte a un argomento difficile affrontare,
poche risposte ...
molti silenzi e sguardi bassi ...
...è stato un periodo che ha segnato molti!

Equipe Progetto OUTSIDERS – Coop CAT

Aggiungi un Commento

Mood del commento:felicedivertitotristearrabbiatofuriosoconfusoin arrivo/partenzaavvelenatofumatoreubriacoalchimistain tiroarrapatonessuno