«In una valle dell’Ecuador ci sono 40 anni in più di vita. Nessuno sa da dove vengano né come fare a localizzarli. Ma sono una realtà». «C’è qualcosa di speciale a Vilcabamba. Qualcosa che permette alla gente del posto di vivere 110, 120, e perfino 140 anni. E non solo di vivere molto. Ma vivere molto con una salute invidiabile e senza dar retta ai consigli dei medici». Si legge come un romanzo ma sembra parlare di fatti reali il vivace libretto di Ricardo Coler Eterna giovinezza (Nottetempo Edizioni, pp. 227, e 16) che sarà presentato a Roma la prossima settimana. Medico, fotografo e scrittore argentino, Colder ci descrive alcuni aspetti di una località dove non si muore o, meglio, dove alcuni, per lo più maschi, sembrano non voler morire, ad onta del loro stile di vita piuttosto imprudente: mangiano salato, bevono, fumano e consumano il chamico, una droga assai poco raccomandabile, come aveva raccontato Ettore Mo sul «Corriere» nel novembre 2010. Come si spiega? Non si spiega. Perché ogni volta che il nostro autore formula un’ipotesi, subito se la distrugge con una nutrita serie di controesempi. In fondo tutto quello che si può dire della valle è che la sua aria è poco inquinata e ricca di ossigeno. Un po’ poco per spiegare tutte queste singolari osservazioni. Nonostante la serietà dell’autore, è chiaro che non si tratta di un libro di scienza, ma quasi di un romanzo, di un’approfondita riflessione sulla vita, sulla morte e sul loro arcano rapporto. Direi che il pregio del libro sta tutto nella vivacità della narrazione, che corre sempre sull’orlo del paradosso, e nella disposizione a ponderare i diversi aspetti della nostra vicenda terrena. Niente ci autorizza a proporre spiegazioni, ma la mia deformazione professionale mi suggerisce che i geni in qualche modo vi giochino un proprio ruolo. D’altra parte siamo figli dei nostri geni, del nostro stile di vita e della fortuna. Se lo stile di vita di questi centenari è tutt’altro che irreprensibile, non ci restano che i geni e la fortuna o una buona miscela delle due cose. È possibile che in quella valle si siano selezionati alcuni geni che prolungano la vita o, almeno, che concedono una vita lunga a chi ha superato indenne una certa età. Non è impossibile, ed è compatibile con l’alchimia della genetica. Se cercate ricette di eterna giovinezza, non è il libro per voi, ma se volete godervi saporiti squarci di vita, è la lettura giusta.
Edoardo Boncinelli, La Lettura/Corriere della Sera
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