
Sostanze.info partecipa al progetto “Infezione da HIV e consumo di droghe: determinazione di indicatori ECDC (European Centre for Disease Control) per la prevenzione” a cui invitiamo tutti i nostri lettori a partecipare.
Lo studio prevede la compilazione di un questionario - anonimo – compilabile a questo link http://www.hivsostanze.org/
In questo periodo molte persone stanno compilando il questionario nei servizi pubblici, nei servizi gestiti dalle nostre associazioni e in questo sito internet!
Aiutaci a diffondere questa iniziativa! Il tuo contributo è prezioso per l’esito di questa indagine. Ti chiediamo solo 5 minuti del tuo tempo



Commenti
è vero ma purtroppo molto spesso il tossicodipendente si trova davanti gente con preparazione obsoleta, che non si è mai presa la briga di aggiornarsi, senza contare quelli (la maggioranza) che se ne sbattono bellamente del "caso individuale" e gestiscono tutti allo stesso modo.
A me la guida pare interessante, aggiornata e ben fatta, ma forse chi l'ha postata desidera utilizzarla come spunto di dibattito, visto che documenta non pochi diversi approcci.
Assolutamente daccordo sulla tua ultima considerazione.
Vediamo se e quanti lettori raccolgono la stimolazione per una riflessione sull'argomento.
la guida è stata scritta da un tossicodipendente, sicuramente un'esperienza di prima mano ce l'avrà
sembrerebbe ben fatta
la guida e' completa e aggiornata
il commento della redazione e' del tutto fuori luogo e il paragone con il medico anestesista e' fuorviante e anche un po' stupido, ma che c'entra la sala operatoria?!?
e che grande esperienza avranno mai i medici d'ospedale nell'effettuare disintossicazioni? per non parlare della competenza in materia dei medici del sert, a cui conviene il mantenimento del paziente in terapia metadonica a vita...
considerazioni amareggiate a parte. come ci si intossica da soli ci si disintossica da soli, sempre e comunque.
certo ci si puo' far aiutare o meno da medici, amici e familiari, sert, farmaci o altre droghe sostitutive, ma l'aiuto esterno non toglie che la disintossicazione va affrontata in prima persona e quante piu' informazioni si hanno meglio e'.
la guida e' stata concepita in questo senso!
Ci teniamo a ribadire che il problema non è se la guida è fatta bene o male e se i consigli sono in generale buoni o meno. L’abbiamo letta e abbiamo scoperto che ci sono delle cose sensate oltre a delle cose di dubbia efficacia. Il punto a cui teniamo, ed in questo la nostra esperienza, ci conforta, è che la sindrome d’astinenza da oppiacei è una cosa che può avere delle grandi differenze tra persona e persona sia dal punto di vista strettamente fisico che da quello psichico, e nella stessa persona può variare da momento a momento. Non si possono quindi dare dei consigli generici che possono essere buoni per qualcuno ma non per tutti. Noi stessi non diamo mai consigli specifici su quale farmaco scegliere ed a quali dosi usarlo: non sarebbe secondo noi corretto né dal punto di vista deontologico né dal punto di vista strettamente clinico. Un'altra questione è che quando si parla (o si scrive) di dipendenza da sostanze non ci si può limitare a come si affronta la dipendenza fisica, mentre il vero problema è la dipendenza psichica. Non tutte le persone sono in grado di liberarsi della loro dipendenza da un farmaco oppiaceo in quanto hanno comunque una dipendenza psichica talmente forte da esporli, una volta terminata la cura della sindrome d’astinenza, ad un rischio di ricaduta talmente alto da esporli ad un grave rischio di morte. La scelta del momento di arrivare ad una disintossicazione quindi è una cosa molto delicata che richiede molta prudenza.
Non discutiamo quindi sulla qualità della guida, ma invitiamo i lettori ad usare molta prudenza nel dare consigli pratici.
Ho appena finito di leggere la guida e per salvarla ho fatto un copiaincolla di tutta la pagina; a quel punto ho dovuto riformattare il testo e mi sono divertito a sottolineare e ad evidenziare alcune parti che ritenevo più importanti oltre a fare delle piccole aggiunte. Se l'autore e la redazione sono d'accordo se ne potrebbe fare un bel pdf da scaricare, come un progetto comune, anche con l'aiuto di altri utenti che hanno vissuto l'esperienza.
Sono d'accordo con la redazione che consiglia caldamente l'assistenza medica e il Sert, ma Sert o non Sert a me e a molti altri è capitato di trovarsi da soli all'ora della verità e di essersi disintossicati da soli, magari più di una volta nella vita, proprio con metodi casalinghi, stanchi di pere, piazze, storie, guardie mediche e pronti soccorsi, ospedali dove si stà come in prigione eccetera - e lasciatemelo dire - anche medici del C...ZO che ci hanno trattati come bestie.
Credo che l'ideale per chi abbia veramente volontà di togliersi la dipendenza fisica dagli oppiacei sia un buon medico di riferimento e poi procedere anche con l'ausilio di una guida come questa.
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P.S. - Per quanto riguarda il medico di base o di famiglia:
Non tutti i medici sono uguali ed aver un buon medico di famiglia è importantissimo. Se il rapporto col vostro medico di base si è deteriorato il mio consiglio è di cambiarlo. E' gratis e costa poco tempo: basta recarsi all'ASL.
Magari presentatevi dal vostro candidato a futuro medico di base e parlateci direttamente: dite chi siete e che abitudini avete e chiedete se siete un paziente a lui gradito.
Non continuate con il vecchio medico solo perché vi prescrive la pasticca X o le gocce Y che a voi piacciono mentre il rapporto umano fra voi è una frana.
Discutete col candidato a vostro futuro medico la prescrizione del farmaco che vi interessa eccetera e buttatevi!
Tutti i miei consigli sono discutibili, però vi parlo col cuore perché sono e sono stato uno di voi
Apprezziamo molto le parole del nostro lettore. Sappiamo che non tutti i medici sono uguali e che spesso esistono dei pregiudizi nei confronti di chi ha un problema di dipendenza da usa sostanza. Sappiamo anche però che chi è incappato in questo problema, prima (o anche dopo essersi rivolto ad un servizio specialistico) fa delle terapie “fai da te”. Vogliamo soltanto invitare i lettori alla prudenza: non è detto che quello che è andato bene (o meno) a loro debba andare bene agli altri. Non dimentichiamo mai che stiamo parlando di una sostanza come l’eroina che provoca alcune migliaia di morti l’anno per overdose.
Vogliamo anche ribadire la nostra solidarietà nei confronti di chi sta tentando di uscire dalla dipendenza. In qualsiasi modo ci stia provando.
A DIRLO è FACILE! FARLO E SOPPORTARLO è DIVERSO! LE ASTINENZE DA OPPIACEI SONO SOGGETTIVE!! CIOè IL PERIODO DI INTOSSICAZIONE,LE DOSI ASSUNTE NEL PERIODO,E SE INSIEME VI SONO ALTRI FARMACI IN ASSOCIAZIONE TIPO BENZODIAZEPINE E.......COMUNQUE SONO CONTRARIO NELL'ASSUNZIONE A VITA DEL METADONE PERCHè ANCHE QUELLO è UNO STUPEFACIENTE CHE ANDREBBE USATO PER LA DISINTOSSICAZIONE DA EROINA E POI SCALATO AL MOMENTO OOPPORTUNO SENZA ANDARE ALLA LUNGA PERCHè UNO SI ABITUA AL METADONE E DOPO DIVENTA UN CALVARIO QUANDO VIENE TOLTO...QUESTO è LO SBAGLIO DEI SERT CHE TI IMPEDISCONO DI SOSPENDERLO AL MOMENTO GIUSTO!!
Il metadone, come qualsiasi altro farmaco, va usato nel modo giusto. Ogni trattamento deve essere della giusta lunghezza. Non è possibile prevedere in anticipo quanto deve durare un trattamento per una certa persona. La regola principale, secondo noi, per decidere quale sia il momento giusto è il fatto che quella persona abbia o meno sospeso l’uso di eroina. Se non l’ha sospeso è inutile sospendere il metadone. In questo caso portarlo avanti per un certo tempo è probabilmente il male minore. Naturalmente questo deve essere fatto in accordo tra medico e paziente.
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