Da Hong Kong, la nuova frontiera delle droghe sintetiche
Commercializzate come sali da bagno o concimi per piante, hanno già provocato diverse morti. Il nuovo commercio sfrutta le falle nei sistemi legislativi delle diverse nazioni, in ritardo sulla messa al bando di queste nuove sostanze.
Ha trentacinque anni, è laureato in chimica ed è uno degli esempi dell’Asia che avanza nel mondo imprenditoriale. Si chiama Eric Chang e lavora ad Hong Kong.
Il suo business? Scoprire nuove droghe sintetiche da smerciare in tutto il mondo, specialmente nella vecchia Europa dove i giovani sono sempre più assetati di sballi sintetici.
Eric Chang si vanta di essere uno stakanovista – la moglie lo critica per utilizzare la sua lussuosa residenza “come se fosse un albergo” – e di riuscire a portare avanti la sua attività concedendosi un solo vizio, sempre che così possa essere inteso: tenere sempre a portata di mano una Red Bull per i momenti in cui la stanchezza si fa sentire ma c’è comunque bisogno di andare avanti con il lavoro. Eric Chang ha famiglia da mantenere e per farlo rischia di distruggerne tante altre.
Infatti sono già diverse le morti attribuibili all’uso delle sostanze messe in commercio dal laboratorio che ha sede vicino all’aeroporto di Pudong e che si avvale del lavoro di sessantacinque operai.
L’impresa di Chang riesce a distribuire quintali di droghe settimanalmente in Europa. La nicchia di mercato occupata dall’imprenditore cinese è quella riguardante le cosiddette smart drugs, ovvero sostanze legali ma potenzialmente parecchio nocive per la salute di chi ne fa uso.
Le smart drugs da alcuni definite delle vere e proprie designer drugs (droghe d’autore, ndr) si sono diffuse nel momento in cui parecchie nazioni hanno attuato un piano per cercare di bloccare alla fonte la produzione di Mdma, più comunemente conosciuta come ecstasy e a tutti gli effetti la droga ricreativa più diffusa sul mercato europeo.
Ma com’è che Eric Chang riesce a trarre profitto da un’attività che a prima vista sembrerebbe illegale?
Semplice, molti dei prodotti messi in commercio dall’azienda di Chang vengono etichettati come “concimi per piante” o “prodotti chimici per la ricerca” in modo da aggirare i controlli alle dogane. Da un’inchiesta del Guardian si è scoperto che l’ultima smart drug immessa in Gran Bretagna si chiama Ivory Wave ed è commercializzata come un sale da bagno rilassante.
Nel giro di una settimana dalla sua diffusione l’Ivory Wave ha procurato la morte di un ragazzo di ventiquattro anni e portato al ricovero di altri sei giovani che presentavano forti stati di agitazione e allucinazioni.
Da un articolo comparso sul South China Morning Post, a firma di Simon Parry, si evince che uno dei modi per cercare di passare inosservati alle dogane è quello di utilizzare paesi terzi (tra cui l’Italia), dove i controlli sono più morbidi, e da qui far partire la diffusione vera e propria nel resto degli stati europei.
Nella foto: un’immagine che pubblicizza l’Ivory Wave come un semplice sale per pediluvio.
Simone Olivelli, newnotizie.it



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