Il mondo ottico e l’iper produzione di droghe da naso
di ottavia massimo, ottaviamassimo.wordpress.com
Tra le sostanze immesse sul mercato, vi è un’iper-produzione di droghe destinate alle vie respiratorie. L’evoluzione dell’essere umano e conseguenziali livelli di adattamento, hanno generato masse di individui sempre più simili tra loro. Il contatto ravvicinato ha prodotto livelli di competizione conscia ed inconscia per cui si è resa necessaria una trasformazione del concetto di tempo e delle percezioni sensoriali legate alla sopravvivenza. L’ascolto delle proprie ed altrui sensazioni, ha raggiunto livelli di apprendimento fondamentalmente legati all’immagine. La rincorsa al tempo è degenerata nella creazione di un mondo quasi esclusivamente ottico. Il primo organo sensoriale a subirne le conseguenze è l’apparato olfattivo. Il primo a svilupparsi e l’unico in grado di trasmettere alla coscienza sensazioni dirette e non condizionate dal cervello.

Il tuo genio è nelle tue narici – Nietzsche
LA COSCIENZA, L’ OLFATTO E LA PAURA DI VIVERE
Negli ultimi tre anni, la percentuale di persone che richiedono un intervento chirurgico al naso per problemi legati all’uso di sostanze è cresciuta del 18%. Polveri. Granelli di microparticelle create in laboratorio e ormai quasi totalmente sintetiche. Condannate ed innalzate a regine di nottate e pomeriggi lavorativi. Inodori. Generalmente bianche. Apparentemente innocue perché al bianco psicologicamente, il nostro inconscio associa il bene. Invisibili. Ogni sostanza chimica o naturale possiede una propria ed ideale modalità di assunzione. Tre le vie principali. Vene. Bocca. Naso. Le sostanze che la moda attuale racconta, sono chimicamente create per essere assunte attraverso le vie respiratorie. Che siano coca, eroina, ketamina o polveri dai nomi codificati, quando il cervello è programmato per drogarsi, la prima tappa è generalmente il naso. Anche i prodotti creati per esser assunti oralmente: pillole, medicinali, sonniferi o eccitanti, vengono spesso polverizzati e destinati alle narici.
Perché? Ci chiediamo continuamente cosa ci infiliamo nel naso, quando la domanda da porci dovrebbe essere: quale strumento stiamo utilizzando per assumere le sostanze che scegliamo?
In un’epoca in cui l’evoluzione dei pensieri ed azioni conseguenti, avviene ad una velocità controllabile essenzialmente attraverso l’ immagine, è ormai soltanto nella capacità di apparire che riusciamo a stare al passo con i tempi. Le droghe da naso sono quasi invisibili. Il gesto dello sniffare è veloce, fulmineo, istantaneo. L’effetto immediato. L’evoluzione dell’essere umano ha generato nuclei di individui a stretto contatto tra loro. La confusione crescente data dalla densità demografica di alcune zone del mondo, ha generato ritmi di vita vorticosi, sottraendo all’essere il tempo necessario all’ascolto delle percezioni sensoriali. Il primo a subirne le conseguenze è l’apparato olfattivo. Dei cinque sensi, l’olfatto è l’unico a subire cambiamenti temporali immediati. L’olfatto si differenzia dagli altri sensi perchè si stanca in fretta. Se guardiamo a lungo un’immagine, continuiamo a vederla. Se a lungo tocchiamo una superficie, continuiamo a sentire se è liscia o ruvida. Se mangiamo cibo molto zuccherato, la sua dolcezza essenziale non diminuirà. Se vi sono dei rumori e non cambiamo posizione, continueremo a sentirli. Quando invece persistiamo nell’annusare una cosa, dopo un po non ne percepiremo più l’odore. L’olfatto si abitua. Questa capacità di adattamento unita alla facilità con cui si effettuano operazioni estetiche atte all’appagamento della percezione visiva nel perfezionamento dell’immagine, ci ha portati inconsciamente a considerare l’apparato olfattivo un mero strumento legato al piacere visivo. I danni estetici provocati dall’uso errato che del nostro naso facciamo, nulla sono in confronto alla distruzione cronica e sistematica legata all’uso di sostanze destinate ad un apparato esistente per scopi diversi e fondamentali alla sopravvivenza del corpo e graduale consapevolezza della coscienza.
Le polveri immesse nelle vie respiratorie, di qualsiasi genere siano, attaccano le mucose delle narici fino alla perforazione del setto nasale. In natura non esistono sostanze nate e cresciute per esser assimilate attraverso il naso; ma odori che nelle narici entrano in forma volatile e gradualmente, dalle cellule ricettrici poste dentro e sotto l’epitelio, un tessuto che si estende in profondità all’interno delle cavità nasali, vengono trattenuti e selezionati. L’olfatto è il senso che al cervello trasmette i segnali più forti legati al pericolo, alla sopravvivenza ed alla riproduzione. Nella scala evolutiva, l’apparato olfattivo rappresenta l’organo sensoriale più antico. E’ il primo senso a svilupparsi in un bambino appena nato. L’odorato porta il neonato al seno della madre e fa scattare l’istinto di succhiare. Se la madre non ha il giusto odore, il seno potrà esser rifiutato con conseguenti difficoltà nell’allattamento e nella creazione del legame tra i due. Nelle mucose del naso si trovano le zone di riflesso degli organi di riproduzione. Ogni narice è una zona di riflesso attraverso la quale si entra direttamente in contatto con la sfera sessuale e con il sistema endocrino delle ghiandole surrenali. Le ghiandole endocrine sono sette e ad ognuna sono scientificamente associati i principali centri nervosi dell’ essere umano. Ogni centro nervoso costituisce un punto di forza all’interno del quale fluiscono particelle di energia. Nella fisiologia tradizionale indiana, detti punti si chiamano Chakra, dal sanscrito: ruota, plesso, vortice. Dal punto di vista sistemico il chakra rappresenta una funzione vitale di un sistema vivente, strutturato su livelli. Il sistema è un insieme di entità connesse tra loro tramite reciproche relazioni visibili o definite dal suo osservatore. La caratteristica di un sistema è l’equilibrio complessivo che si crea tra le singole parti che lo costituiscono.
Ognuno ha una propria Arte dello Spirito, la cui completezza e perfezione dipendono dall’evoluzione spirituale e dall’attivazione delle particelle eteriche del nostro corpo fisico.
Il corpo è un sistema coordinato da campi d’energia costituiti da particelle eteriche, entità minuscole che quando attivate, emanano e trasmettono vibrazioni ed onde d’energia più o meno forti. Ogni punto energetico o chakra, si riferisce ad un particolare settore di percezioni sensoriali ed extrasensoriali. I chakra sono punti di connessione tra un corpo e l’ altro all’interno dell’essere umano. Ogni chakra è un aspetto della coscienza, una sfera di energia che interagisce con il corpo fisico attraverso i due canali dei sistemi endocrino e nervoso. La coscienza rappresenta tutto ciò che si può sperimentare. Le percezioni, i sensi, i processi mentali, i modi di essere, si verificano all’interno della coscienza. E’ un sistema energetico formato da diverse densità e livelli di energia in stato di flusso, di movimento. Quando l’energia fluisce liberamente tra tutti i chakra, si fa l’esperienza dell’ interezza. Quando si blocca, si prova tensione che si manifesta sotto forma di sintomo. Il fluire dell’energia nella coscienza è determinato dallo stato dei chakra. Quando l’essere umano matura, i chakra si sviluppano e ciascuno rappresenta gli schemi psicologici che stanno evolvendosi nella vita dell’individuo. Solitamente si reagisce alle esperienze spiacevoli, bloccando il sentimento e impedendo così ad una gran parte della nostra energia naturale di fluire. I chakra poco sviluppati mandano una luce debole e le loro particelle eteriche si muovono lentamente, formando un vortice appena sufficiente per la trasmissione della forza e niente di più; negli individui consapevolmente più sviluppati, i chakra pulsano e brillano di luce viva, come piccoli soli. La loro dimensione varia da cinque a quindici centimetri di diametro. Nei neonati essi sono costituiti da piccoli circoli, larghi quanto una moneta di bronzo, dischetti duri che si muovono appena e sono debolmente luminosi. I chakra sono sette. I primi cinque direttamente legati ai cinque sensi. Il VI e VII chakra percepiscono invece, emozioni extra-sensoriali. Quello che viene riconosciuto come primo chakra è detto Muladhara, chakra della Terra, dalle due parole sanscrite Mula: radice e Addhara: supporto, base. Posto nella zona coccigea del plesso sacro, precisamente tra gli organi genitali e l’orifizio anale, rappresenta le nostre radici e la connessione con le credenze familiari tradizionali, che sono alla base del processo di formazione del senso di identità e di appartenenza ad un gruppo di persone in un dato luogo. Il Muladhara è la base trascendentale di tutto ciò che esiste in natura ed è la dimora dell’energia vitale fondamentale chiamata Kundalini Shakti. Rappresentata in oriente da un serpente, la Kundalini Shakti risiede nel primo chakra e attraverso l’attivazione dell’energia dello stesso, si risveglia per risalire lungo la spina dorsale, dall’osso sacro, attraversando tutti i chakra fino al VII, il “Sahasrara”, il chakra dell’ empatia. Color porpora e posto sulla sommità del capo, il VII chakra si riferisce alla luce interiore, al pensiero e corrisponde alla ghiandola pineale.
Dal Muladhara (I chakra), al Sahasrara (VII chakra), si sviluppano lo Svadhistana, il chakra dell’acqua e della dolcezza sensuale, di colore arancione, legato al senso del gusto e posto all’altezza del ventre; il Manipura, chakra del fuoco e del potere, giallo, legato alla vista e posto all’ altezza del plesso solare; l’ Anhahata, chakra dell’aria e dell’amore, verde, legato al tatto e situato all’altezza del cuore; Vishuddha, chakra della gola e dell’abbondanza, azzurro, legato all’udito e situato alla base della gola; Ajna, chakra della consapevolezza o III occhio, color indaco, situato tra gli occhi, all’altezza della fronte e legato alle percezioni extra-sensoriali.
Il primo chakra, Muladhara, chakra della Terra o Albero sacro della vita è il centro energetico sensorialmente legato all’olfatto. L’unico dei cinque sensi anatomici ad inviare informazioni direttamente alla corteccia cerebrale, senza passare per una struttura essenziale del nostro sistema cerebrale: il talamo. Il talamo è il guardiano del nostro cervello. Situato sotto la corteccia cerebrale, seleziona tutti gli impulsi provenienti dai recettori appartenenti a quattro dei cinque sensi: vista, udito, tatto e gusto, per poi trasmetterli alla corteccia cerebrale affinché la persona ne sia consapevole. Il talamo impara da ogni esperienza. L’olfatto sfugge al controllo del talamo e quindi all’ego alterato. Le informazioni provenienti dall’olfatto arrivano direttamente al sistema limbico e da qui alla corteccia cerebrale. E’ quindi l’unico senso fisico non condizionabile nel processo di apprendimento dei dati provenienti dall’esterno.
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