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quando il proibizionismo uccide

Bologna, detenuto trovato morto in cellaSessantesima vittima dall'inizio dell'annoArrestato a luglio, era in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti. Aveva inalato il gas di una bomboletta. L'allarme del sindacato autonomo di polizia giudiziaria, rilanciato dalla Uil: "1100 persone contro le 480 previste" IL REPORTAGE Dentro la Dozza | Foto

Bologna, detenuto trovato morto in cella Sessantesima vittima dall'inizio dell'anno

  

E' il terzo suicidio in Emilia in due settimane, il secondo a Bologna in pochi giorni; il 60° in Italia dall'inizio dell'anno. La notte scorsa un detenuto si è tolto la vita al carcere della Dozza di Bologna: lo denuncia il segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo di polizia giudiziaria, Giovan Battista Durante.Il carcerato - di origine marocchina, 34 anni, arrestato in luglio e in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti - si è tolto la vita inalando il gas de una bomboletta. "L’uomo, in cella insieme ad un altro detenuto è stato trovato dagli agenti che sono intervenuti prontamente, anche se a nulla sono valsi i soccorsi".IL REPORTAGE Dentro la Dozza | FotoUn'altra vittima soltanto due settimane fa, che aveva scelto di impiccarsi nella sua cella. Il

 

Sappe fotografa la situazione del sovraffollamento carcerario. "Sono circa 68.000 i detenuti presenti (in Italia, ndr) e sarebbero oltre settantamila se non ci fosse stata la legge 199 del 2010 che ha consentito a circa 4000 detenuti con fine pena inferiore ad un anno di ottenere gli arresti domiciliari. L’applicazione di tale misura, seppur dagli effetti limitati, e’ la prova che le misure alternative alla detenzione, se applicate a soggetti meritevoli e non socialmente pericolosi, contribuiscono a deflazionare le carceri e facilitano la rieducazione".LE CIFRE Il sovraffollamento in Emilia"Non comprendiamo - aggiunge Durante - come l’ amministrazione continui a non proporre la modifica del regolamento penitenziario, al fine di evitare che i detenuti detengano le bombolette che, spesso, soprattutto i tossicodipendenti, usano come sostitutivo della droga e muoino inalando il gas". Accertamenti in corso alla Dozza, mentre la Uil in un comunicato rilancia l'allarme: ''Proprio la Dozza, con circa 1.100 detenuti presenti contro i 480 che potrebbe ospitare, è uno dei luoghi emblematici del sovraffollamento penitenziario, così come il penitenziario bolognese rappresenta plasticamente la necessita' di prevedere un piano straordinario di manutenzione degli edifici penitenziari attivi".

(05 dicembre 2011)

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/05/news/dozza_detenuto_si_t...

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