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Quei bambini troppo vivaci e 'distratti' che iniziano a far paura all'America

Il deficit d'attenzione e iperattività negli Stati Uniti colpisce un bambino su dieci. Un record perché in dieci anni, secondo l'Istituto superiore di sanità Usa, il disturbo è aumentato del 30 per cento. Ma i malati di oggi sono destinati a diventare adulti "difficili". I sintomi infatti possono ripetersi nel 65 per cento dei casi

di ANGELO AQUARO

 

 LaRepubblica, Salute - NEW YORK - Se i bambini di oggi sono l'America di domani c'è da mettersi le mani nei capelli. Un bambino su dieci soffre del disturbo più temuto dai genitori di tutto il mondo: il deficit di attenzione. Anzi: deficit di attenzione e iperattività. "Attention deficit hyperactivity disorder": come è stata ribattezzata la sindrome più comodamente riassunta nella sigla AdHd.

La notizia lanciata dal Centers for Disease Control and Prevention 1 - l'Istituto superiore di sanità Usa - è pessima. Perché il numero dei malati nella fascia d'età 5-17 anni è aumentato del 30 per cento: nel 1998 era pari al 6,9%, nel 2009 è cresciuta fino al 9% (un incremento relativo pari a circa il 30%). Gli studiosi non sanno spiegarsi nemmeno perché. La dottoressa Lara J. Akinbami del Centro nazionale per le statistiche sanitarie mette le mani avanti: l'aumento potrebbe paradossalmente significare che più famiglie hanno accesso al trattamento medico e più medici si stanno impratichendo nella diagnosi di questo disordine - che solo negli ultimi anni è stato meno meglio definito. Ma che l'aumento sia ancora da dimostrare non toglie che sono sempre di più i bambini ufficialmente colpiti dalla sindrome. Di più: il record americano del 10 per cento costringerà sicuramente a rivedere i dati globali. Finora le statistiche mediche parlavano di una media che andava dal 2 al 6 per cento: ma anche nel resto del mondo ci potrebbe essere lo stesso difetto americano dei conti.

 

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Commenti

quest'anno durante neuropsichiatria il nostro prof, neuropsichiatra primario, disse che secondo lui in america c'è una cattivo approccio riguardo queste problematiche. cattivo approccio nel senso che il pediatra è libero di diagnosticare queste patologie ( cosa in italia lasciata ai neuropsichiatri) e allora durante la visita normale accade che il pediatra faccia notare questi problemi nel bambino senza indagare troppo nell'anamnesi remota recente e famigliare oltre che analizzare meglio con analisi e esami. creando quindi falsi positivi che andrebbero sicuramente ad incidere sul bambino e sulla famiglia

lascio a voi

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