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Roma: "Quei divieti anti-alcol sono inutili Servono spazi e spettacoli per tutti"

Gli studenti: "Da tempo chiediamo una struttura dove organizzare concerti" di SARA GRATTOGG, repubblica

  Per Leonardo De Fazio del Virgilio: "Le ordinanze non cambiano nulla. Fanno solo guadagnare i proprietari dei locali"

 
 

Più eventi gratuiti e uno spazio autogestito per gli studenti. Sono queste le richieste, o meglio, i desideri, dei giovani romani del centro storico, per cui l'alternativa a una "movida selvaggia" fatta di fiumi di alcol, risse e degrado, passa per un incremento dell'offerta d'intrattenimento a prezzi popolari e per la concessione di spazi che rendano i ragazzi stessi registi, e non solo fruitori, degli eventi culturali.

"Le ordinanze del Comune ci sembrano inutili e controproducenti, perché con la repressione non si risolve nulla. Aumentando i divieti, si rendono solo "clandestine" certe abitudini di per sé innocue, come quella della birretta in piazza il sabato sera, mentre non si elimina il rischio che chi si ubriaca all'interno dei locali poi esca e faccia confusione lo stesso" spiega Valeria C. del Visconti. D'accordo anche Leonardo De Fazio del Virgilio: "Le ordinanze non cambiano nulla. Fanno solo guadagnare i proprietari dei locali, perché chi prima beveva una birra in bottiglia all'aperto, ora è costretto a pagarla il doppio o il triplo all'interno".

"Se concerti e spettacoli per gli studenti costassero meno, i ragazzi non passerebbero tutta la notte a bere. Ma se una birra all'alimentari costa due euro e un concerto trenta, è facile capire perché tutti scelgano di divertirsi con l'alcol" ragiona Federico Vitali del Visconti. "Da tempo noi studenti del centro storico chiediamo che ci venga concesso uno spazio autogestito nel municipio I, dove organizzare concerti e attività culturali in prima persona. Provvederemmo a tutto, a cominciare dai controlli. Più volte c'è stato promesso che le nostre richieste sarebbero state accolte, ma stiamo ancora aspettando" osserva Valerio Curcio del Visconti. Anche per Marco Zagaria e Smeralda Cupiragi, studenti dell'Accademia di Belle Arti, l'alternativa alle "notti brave" e chiassose, incubo dei residenti, sono "luoghi di ritrovo gestiti dai giovani per i giovani, possibilmente vicino ad aree verdi".

Un tema che verrà toccato anche nel corso della street-parade contro la precarietà organizzata Generazione P. per il prossimo 10 giugno: "Attraverseremo il centro storico anche per denunciarne l'eccessiva militarizzazione - annuncia Bianca L. - e per tornare a chiedere spazi sociali, come noi studenti del Virgilio già facciamo da 5 anni, in cui proporre un'offerta culturale economicamente accessibile a tutti e diversa da quella commerciale".

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