Sucidio e cannabis
Il suicidio giovanile è diventato una vera e propria emergenza sociale in Lombardia. La regione detiene infatti il primato per il più alto numero di suicidi in Italia di giovani tra gli 11 e i 24 anni, con un picco intorno ai 16.
A ricordarlo sono gli esperti dell’ospedale Fatebenefratelli e l’associazione Amico Charly, che ieri hanno presentato i risultati di un progetto, avviato un anno fa, per prevenire il suicidio giovanile.
In particolare, spiega Amico Charly in una nota, "le stime più attuali dicono che su una popolazione di Milano e provincia di circa 500 mila giovani tra i 10 e i 20 anni, i giovani a rischio per il suicidio possano essere attorno al 4%", cioè circa 20 mila giovani. In questa previsione rientrano sia il progetto del suicidio, sia il tentativo vero e proprio di uccidersi.
"Gli ultimi dati su Milano, relativi al 2005 - spiega Claudio Mencacci, primario di psichiatria al Fatebenefratelli - sono di 15 adolescenti suicidati e 150 tentati suicidi". Il progetto ha già assistito 16 ragazzi tra i 13 e i 21 anni.
"Nel 76% dei casi - dice Mencacci - alla base del tentato suicidio c’era un disturbo psichico, ma nel 20% dei casi c’era un abuso concomitante di cannabis e cocaina".
Anche il Claudio Risé, famoso psicoterapista ricorda sull’argomento delle depressioni, fino al suicidio, dovute all’uso di marijuana che il professor Giovanni Battista Cassano, docente all’Università di Pisa, noto in tutto il mondo, avvisò anni fa: «Noi registriamo un abbassamento progressivo e drammatico dell’età media dei nostri pazienti psichiatrici. Qualche anno fa avevamo i reparti pieni di vecchi.
Oggi si moltiplicano i ricoverati nella fascia fra i 18 e i 35 anni, con sintomi psicotici gravi ... fenomeno addebitabile all’abuso di sostanze stupefacenti diffuso tra i ragazzi: di ecstasy e di marijuana... Questa droga [la marijuana] agisce sulle stesse strutture del cervello interessate dalla cocaina e dalla morfina, e costituisce uno step, un gradino, sia per l’assunzione delle droghe “pesanti”, sia come attivatore di patologie psichiatriche... di tipo paranoide... o crisi di depersonalizzazione...
Per quanto riguarda poi l’utilizzo frequente di questa droga, il consumatore abituale può cadere in quello stato che gli studiosi americani definiscono “avolitional”, “avolitivo”. È una situazione di compromissione grave della volontà e della affettività, un appiattimento assoluto della persona». (Osservatorio Droga.it)

Commenti
Con tutto il rispetto per chi l'ha postato (meno per chi l'ha scritto), questo articolo sembra un un buon riassunto del concetto di cattivo giornalismo. Scusate, il commento è lungo, ma non riuscivo a trattenermi.
La prima parte è tutta fondata sulla "irresistibile verità dei dati", buttati lì senza spiegazione alcuna. Se -nello stesso anno- i ragazzi a rischio suicidio sono 20.000 e quelli che hanno provato a farlo sono 150 (ovvero: 19.850 in meno) forse vuol dire che la categoria di ragazzi a rischio non è stimata troppo bene. O più probabilmente il nostro giornalista ha saltato un paio di passaggi logici lasciando parlare i numeri...
Idem per la percentuale: 76% disturbo psichico, 20% utilizzo di sostanze. Senza dire se queste cose vanno insieme (perchè sostanze e disturbi possono anche andare insieme, non sono complementari) oppure no. Aggiungo: quando un ragazzo si suicida chi gli diagnostica il disturbo psichico? E' possibile considerare il disturbo la Causa del suicidio?
Totalmente sconclusionato l'intervento di Risè (che, comunque, ricordiamoci è un uomo con questa faccia qui: http://www.cdonordest.it/admin/filemanager/file/rise.jpg ): la frase "Noi registriamo un abbassamento progressivo e drammatico dell’età media dei nostri pazienti psichiatrici" non ha niente a che vedere con l'oggetto di cui stava parlando, ovvero "depressioni, fino al suicidio, dovute all’uso di marijuana".
Apprendiamo con ansia che si moltiplicano i casi di giovani ricoverati per disturbi psichici: per mezzo di convincentissimi puntini di sospensione il concetto viene abbinato all'uso di sostanze, tirando in ballo la teoria del "primo passo". Chi lo sostiene? Gli autori della ricerca? Ma la ricerca non riguardava il suicidio giovanile? Comunque Lancet non sembra essere dello stesso parere: http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_c...
Insomma, partendo da un tenero tentativo di fare una ricerca sul suicidio giovanile, non si riesce a resistere alla tentazione, che è la lezione standard del nostro giornalismo, di inquadrare il Nemico e Criminalizzarlo.
Senza dimenticare un piccolo brivido di Allarmismo che condisca il tutto.
Ti sbagli ilpaura: c'è scritto che quel 20% che abusa di sostanze lo fa in concomitanza con disturbi psichici. Proprio per questo: perchè centrare l'attenzione sulla sostanza??????
Non vale! Quella foto non rende affatto giustizia al povero Risè :)
mai lette così tante assurdità, così tanti dati falsi, così tante relazioni causa-effetto inesistenti ma montate ad arte in un solo articolo. Vergogna.
a scrivere robaccia del genere
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
hahahahhahahahhahahahahhahahaha
«Noi registriamo un abbassamento progressivo e drammatico dell’età media dei nostri pazienti psichiatrici. Qualche anno fa avevamo i reparti pieni di vecchi.....
ora i vecchi non pagano piu abbastanza quindi meglio creare sempre nuove psicopatologie da curare no?
magari con delle belle bombe sintetiche che diano dipendenza? perchè no! ottima idea!
la marijuana non è una droga, ma una delle piante miracolose che la Terra ci ha offerto, utilizzata da migliaia di anni e che si presta a migliaia di utilizzi. Purtroppo era una cosa troppo buona e troppo utile da lasciare libera e legale, altrimenti la gente sta troppo bene e non spende per droghe sintetiche legali, anzi, prescritte da quegli assassini senza pietà come il nostro caro Risè.
detto questo tralascio i miei commenti su coloro che addirittura esaltano queste persone e che si accaniscono su temi di cui non hanno la ben che minima competenza
e tralascio anche quei commenti relativi a coloro che postano storie talmente assurde ed irritanti senza neanche avere il coraggio di mettere il nome
loop
Non posso che associarmi al coro di sdegno che parte da ilpaura e arriva fino a looplab: questo è davvero un esempio lampante dei processi di disinformazione - probabilmente interessata - che imperano intorno al problema sostanze.
Risé d'altronde si è più volte distinto in negativo per incompetenza e sensazionalismo.
Quello che davvero preoccupa è che un "giornalista" che presumibilmente si occupa del tema possa scrivere e pubblicare una simile accozzaglia di falsità sconclusionate.
ma chi l'ha scritto questo articolo, topo gigio?
Oh, l'articolo fa cacare, però prima o poi dovremmo ammetterlo: fumare troppe canne e fa male!
questa piccola controtendenza è inutile e senza senzo.
l'articolo fa cacare: in che senso? sei contrario a quello che dice?
pero prima o poi dovremmo ammetterlo: allora sei d'accordo con l'articolo! prendi in giro noi o te stesso?
dovremmo ammetterlo: chi? usi il pluralia majestatis? io non ti conosco e non ho di certo le tue idee
fumare troppe canne: troppe quante? che vuol dire troppe? e per chi?
fa male!: che significa male? la sai la differenza tra il bene e il male?
dal tuo profilo vedo che sono 12 settimane che sei in questo forum
fonti mediche indiscutibili dicono che mangiare troppa carne rossa fa (molto) male.
Vietiamo le bistecche? Perseguitiamo i mangiatori di hamburger? Li trattiamo come delinquenti? :)
ma chi si frega delle cannabis? ci sta gente che si sfonda di coca fumata che se vende anche la macchina per comprare le buste, che va a rota a tre grammi al giorno finchè non sbotta di testa e voi state a parla delle cannabis? mi state a filosofà sul canappone??? Come passa de moda, reston solo i frick!!! Colla coca no perchè se parti poi stai a rota....
xoxoxox
Attenzione a non perdere di vista il sociale guardando solo al sanitario.
E' vero che la canapa è una sostanza priva di tossicità acuta e senz'altro meno nociva di droghe legali come alcol o tabacco. Tuttavia dire che una sostanza "fa male" può significare anche altro: se un consumatore fumerà cannabis costantemente, magari non subirà danni all'organismo ma la sua vita professionale di certo non ne trarrà giovamento.
Questo è particolarmente vero se è uno studente, peggio ancora se adolescente, a fumare di continuo: la bocciatura è assicurata o quasi... Quindi, il ragazzo che fuma tantissime sigarette probabilmente si beccherà un tumore al polmone da adulto, mentre quello che si fa due cannoni al giorno sarà sano come un pesce, ma magari si andrà male a scuola, non farà l'università e si troverà magari a dover rinunciare a un buon lavoro con tutto ciò che ne consegue in una società come la nostra dove la realizzazione professionale è considerata obiettivo chiave. Si tratta quindi di chiarire se si parla di danno meramente sanitario o anche sociale.
Piu' o meno quello che volevo dire e' ben esposto dal buon mandelbrot. Non e' che tutte le volte uno deve specificare! Volevo solo dire che se uno fuma dieci canne il giorno e' socialmente relativamente infrequentabile.
Se si continua a parlare di cannabis e' forse perche' il dibattito nel nostro paese e' ancora fermo li'.
parla per sentito dire quando non parla tanto per parlare
10 canne al giorno è troppo?socialmente relativamente infrequentabile? per quale società? relativamente a che cosa? infrequentabile da chi? e perche?
se si continua a parlare di cannabis significa che c'è qualcosa che non va nel dibattito, forse
con looplab. Non si può parlare senza conoscere!
Basterebbe meno emotività.
La canapa è una sostanza stupefacente leggera, con poco rischio d'abuso e pochi danni, ma pur sempre psicotropa.
Ergo, la sua vendita dovrebbe essere regolamentata (VM18), tassata (per far rientrare i soldi degli eventuali costi sociali) e sconsigliata (come avviene per sigarette e alcol).
Per quanto riguarda l'uso medico, andrebbe integralmente legalizzato. Trovo assurdo, anzi bastardo, che un malato di sclerosi, cancro glaucoma o anoressia non possa avere il suo farmaco perchè qualcun altro ne abusa!
Un dato che dovrebbe far riflettere è quello contenuto nel rapporto UE sulle droghe: i paesi con meno utenti di canapa erano paesi bassi e svizzera (l'Italia stava in cima alla classifica insieme alla spagna). La prova che regolamentare e informare funziona infinitamente meglio che vietare tout court. Consideriamo anche che una eventuale normalizzazione della canapa le toglierebbe quell'aura di proibito e trasgressivo che costituisce notevolissima attrattiva per molti adolescenti.
personalmente sn contro la legalizzazione ma assolutamente favorevole alla libera vendita per scopi terapeutici! alcuni medicinali da banco sn pure più pericolosi, vedi AULIN
kicca
Aggiungi un Commento