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Usa, il gigante del tabacco Reynolds vieta ai dipendenti di fumare in azienda

Chi lo avrebbe mai immaginato che una delle maggiori aziende produttrici di sigarette al mondo, la Reynolds (Camel), potesse disincentivare il consumo di fumo? Invece è così. La multinazionale si appresta a vietare il consumo di tabacco nei locali delle sue sedi

 NEW YORK - Vietato fumare. A partire dal primo gennaio 2015 una delle compagnie più grandi al mondo per la produzione e lavorazione del tabacco, la Reynolds American Inc. (proprietaria del marchio Camel), vieterà ai propri dipendenti di fumare all'interno dei locali dell'azienda. Non è detto che la decisione aiuterà i lavoratori tabagisti a finirla col brutto vizio, di sicuro non potranno dedicarci tempo nell'orario di lavoro: il divieto infatti riguarda gli uffici, le sale conferenza, ai corridoi e negli ascensori di tutti gli edifici dell'azienda e anche in tutte le fabbriche e nei locali mensa, ristoro e fitness.

Per adesso il gigante del tabacco chiuderà un occhio limitatamente ai corridoi e agli uffici privati, ma solamente fin quando non saranno messe a disposizione del personale stanze ad hoc in cui respirare il grigio fumo (le smoking-room, quegli anfratti attrezzati di aspiratori che si trovano in quasi tutti gli aeroporti del mondo). L'azienda prevede di disporre la consegna delle stanze del fumo entro fine 2015. Il divieto stranamente si limità ai prodotti con tabacco: i dipendenti potranno fare abuso di sigarette elettroniche, tabacco da sniffo e Eclipse - la sigaretta dal filtro in carbonio, prodotta dalla Reynolds, che rilascia sapore di tabacco una volta scaldato, ideata negli anni novanta e mai ampiamente commercializzata.

Portavoce Reynolds: "Una scela al passo coi tempi". "Crediamo che sia la cosa giusta da fare e nel momento adatto, perché rivedere la nostra politica del fumo andrà incontro alle esigenze dei non-fumatori, ma anche dei fumatori che lavorano o visitano i nostri locali - ha detto il portavoce David Howard, al giornale Usa-Today - ci stiamo semplicemente allineando alla realtà della nostra società". 

Una scelta (forse) dettata dal mercato. Ma dietro questa decisione in apparenza lodevole, può esserci un motivo meno nobile: c'è infatti chi collega la direttiva al rilancio di Eclipse e all'annuncio di fusione con la Lorillard - il marchio che produce sigarette elettroniche Blu, numero tre del settore al mondo -  fatto lo scorso luglio. Una volta finalizzata, l'operazione porterà il gruppo alla vetta del mercato del tabacco e del fumo americano, ma non a dominarlo. La Reynolds detiene attulamente il 25 percento dell'intero settore che, sommato al 15 della Lorillard, porta l'azienda a controllare il 35 percento del mercato. Nonostante l'enorme operazione, il controllo rimane nelle mani della Holding Altria, proprietaria del marchio Malboro, che ne detiene la metà esatta. Per aumentare la propria concorrenza, la Reynolds punta ad aumentare le attività nel settore, subentrando nella produzione di sigarette elettroniche e di sigari. 

Il tabagismo negli Usa interessa il 18% della popolazione. Dai dati forniti dallo stesso dirigente, il 20 percento dei 5.200 dipendenti dell'azienda è fumatore  - dato in linea con il tasso medio degli Stati Uniti, pari a circa il 18 percento. Anche la  Philip Morris Usa non consente il fumo nelle fabbriche e nei luoghi comuni come ascensori o corridoi. I dipendenti con uffici separati sono invece autorizzati a fumare, l'azienda da tempo ha attrezzato le sue sedi con smoking area.

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