Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 39350 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

Cannabis terapeutica: la mappa dei medici che la prescrivono in Italia

Non sempre per i malati di afflizioni curabili o alleviabili con la canapa è facile trovarla legalmente. Ecco una prima lista di medici: www.dolcevitaonline.it/cannabis-terapeutica-lelenco-dei-medici-che-la-pr...

Legalizzazione cannabis, al traguardo per sei voti solo se M5S sta col Pd

Studio Openpolis. Con il previsto no dei centristi la legge non può passare. L'unica possibilità è che si crei un'alleanza anomala ovvero maggioranza più M5S.

www.repubblica.it/politica/2016/07/31/news/legalizzazione_cannabis_scenari_parlamento-145116118/

la Germania nazista e le droghe: proibizionismo brutale e metanfetamina di stato

di Anna Beao

Ma i nazisti erano fatti come noi? Molto di più, suggerisce il testo “Der totale Rausch”, uscito nel 2015 per Kiepenheuer & Witsch.

L’argomento tossicodipendenze continua ad essere poco discusso, quasi un tabù quando si parla di Nazismo – ma in fondo anche di Afghanistan. Il libro di Norman Ohler indaga una delle tematiche incredibilmente meno approfondite della storia della Germania: la diffusione del consumo di legalissime droghe chimiche tra la popolazione tedesca fino al 1945, e in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale.

È noto che fu la Bayer, nel 1896, a commercializzare la prima eroina, con la bottiglietta liberty tanto bellina, e che il consumo di oppiacei e stimolanti sintetici nella Germania del primo Novecento faceva impallidire gli odierni eccessi da discoteca. Ma del consumo di stupefacenti durante i dodici anni di Nazismo non si è scritto molto.

E questo ha un senso molto nazista: la rappresentazione del potere deve essere quanto più lontana possibile dallo stato delle cose.

Nel mito del Führer, per esempio, dove all’uomo sempre più imbottito di farmaci (cose che oggi si trovano sotto i ponti e nei bagni dei club), che vive sempre di più al buio e sottoterra, mangiato dalle paranoie e da un corpo malato, si contrappose sempre nell’iconografia nazista la figura mistica del Führer sobrio, lucido e ascetico, con il suo ostentato vegetarianesimo e il suo amore per il creato.

totale rauschSe non puoi convincerli, confondili. Di fatto nelle vene del Führer circolava un cocktail assurdo di farmaci potenti, vitamine e preparati ormonali di derivazione animale.

[Recita un proverbio tedesco: il nazista vero è agile come Goebbels, magro come Göring, e biondo come Adolf].

Ma non era solo il Führer a strafarsi su base quotidiana.

Norman Ohler è uno scrittore tedesco, che, tentato dall’idea di scrivere un romanzo sul consumo di droghe durante il nazismo, ha scritto invece un saggio storico, basato soprattutto sulle sue attente consultazioni dell’archivio delle carte di Theo Morell, il medico personale di Hitler. Il nazi alchimista, l’uomo che durante la guerra requisì il più grande macello dell’Europa orientale, ottenendo una fornitura perenne di ghiandole e fluidi animali di ogni genere, e costruendo la più efficiente ed inquietante farmacia del terzo Reich. Senza rispondere a nessuno, tranne al suo cliente più affezionato. Una figura sinistra e meno indagata degli altri protagonisti dello Stato nazista – ma non per questo meno influente. Anzi, sostiene Ohler, probabilmente i trattamenti e le iniezioni che Morell somministrava al Führer, quotidianamente e in numero sempre crescente, influenzarono spesso le sue decisioni, e con esse l’andamento delle guerra.

La politica del Nazismo nei confronti delle tossicodipendenze “classiche” fu costante negli anni, e naturalmente brutale, e naturalmente chi consumava cannabis e derivati era un lavativo amico dei negri e chi consumava o spacciava eroina era un ebreo. Dimmi di cosa ti fai e ti dirò chi sei – se sei un nazi ti fai solo di quello che dice il capo. I tossicodipendenti (quanti, nella repubblica della crisi economica e di Anita Berber, dove gli unici sobri erano i comunisti, che i nazi fecero sparire per primi) finivano in campo di concentramento. Non pazienti quindi, ma criminali. A farsela scendere così, “a freddo”. Ai medici che prescrivevano cocaina, come eroina e altri oppiacei, veniva sospesa la licenza per almeno cinque anni.

Per la propaganda à la Goebbels gli stati di coscienza alterata, peggio ancora espansa, non trovano posto nel mondo nuovo, dove l’unica realtà concessa è quella della svastica. Ma anche quella dopo un po’ non basta più, specie quando le crepe e le contraddizioni del sistema cominciano a farsi evidenti.

Come tenerli buoni e attivi questi tedeschi di Weimar, che a lungo non hanno avuto lavoro e futuro, e guardano con scetticismo all’ordine nuovo? Col terrore, va da sé. Con il mito del nemico giudeo e comunista dietro ad ogni angolo. Con la paranoia delle denunce. E con Pervitin.

La droga nuova per l’uomo nuovo – la nascita della metamfetamina

 

 

droghe nel terzo reichPervitin – stimola la psiche e la circolazione

 

 

Pervitin è il nome commerciale della prima pastiglia di Metamfetamina (il Crystal Meth, quello di cui oggi si strafanno ai rave i ragazzini di mezzo mondo) prodotta in Europa. Dai tedeschi, naturalmente. L’industria chimica fioriva da oltre quarant’anni, da Berlino alla Baviera al Nordrhein-Westfalen. Ne hanno sempre saputo a pacchi, di molecole.

Pervitin usciva dai Temmler-Werke, Adlershof, Berlino. Era pubblicizzato come la pillolina magica per tutti: contro fiacchezza, pressione bassa, depressione, d’aiuto dopo le operazioni chirurgiche e contro la frigidità. Prometteva concentrazione e miglioramento dell’umore. Gli effetti collaterali non erano stati studiati (solo negli anni Quaranta fu introdotto l’obbligo di prescrizione), e la fase di sperimentazione fu breve. Quindi lo potevano prendere tutti: studenti, lavoratori con il turno di notte, puerpere (=bebé) e vedove e bambini.

Tutti con una botta colossale. Anche perché l’astinenza arriva presto e con un solo risultato: che ne vuoi ancora. Dal 1937 al 1945 il consumo di Pervitin in terra tedesca non fece che aumentare. Lo prendevano quotidianamente. In tanti. Incoraggiati dalla propaganda, che presentava il tedesco come l’uomo nuovo, produttivo, vigile e morigerato. In Meth sei veloce, lavori come una scheggia, dormi poco, l’appetito si riduce. Ti senti libero. Dalla tua animalità, che vuole che a volte ti fermi ad ascoltarti, e dalle barriere del tuo ambiente. Eccitazione costante. E intanto, nella Germania senza droghe, pensi di essere fatto di nazismo.

Anche gli alti gradi del partito e dell’esercito facevano uso costante di Pervitin, e, come sempre accade ai ragazzi in divisa, veniva somministrato in dosi da cavallo ai soldati, per ottenere le prestazioni estreme richieste dalla guerra, che valsero alla Wehrmacht la fama di esercito invincibile. Milioni di persone bruciate, pompate di ego artificiale e impasticcate: ecco l’uomo nuovo, che supera i confini della natura e non si spegne mai. Delirio industriale, il potere infuso con una piccola pillola, la certezza di aver trasceso i limiti dell’umano e inventato l’immortalità, e comprato la felicità.

[Fino a quando ci si accorse che era in affitto, pagamento alla riconsegna].

 

 

droghe nel terzo recihIl soldato Heinrich Böll scrive alla famiglia dal fronte, pregandoli di mandargli ancora Pervitin

 

 

Un’idea geniale quanto le altre grandi imprese industriali del tempo – una guerra da 50 milioni di morti e un genocidio. Prodotti per eccellenza della cultura industriale più progredita del mondo. E visto che di Nazismo si parla e si straparla da ottant’anni, sembra avere senso esaminare la chimica dei suoi protagonisti.

Ohler riporta dalle carte di Morell come anche Eukodal e altri derivati dell’oppio, ufficialmente proibiti, circolassero liberamente nelle vene di Hitler e di altri pezzi grossi del regime. È famosa la tossicodipendenza senza speranza di Göring, che al momento del suo arresto portava con sé qualcosa come 24mila pastiglie di vario genere.Avrebbero preso decisioni migliori senza le droghe? Probabilmente no. La droga non crea, amplifica. Forse però la catena d’orrori si sarebbe interrotta un po’ prima, senza il Meth che abbatte la fatica e azzera la coscienza.

Ma queste sono speculazioni. Il libro di Norman Ohler non si lascia (quasi mai) tentare dai se e dai ma con i quali la storia non si fa.

Come notano diversi critici, “Der totale Rausch” non è un testo sul quale basare una conoscenza approfondita del terzo Reich, ma nemmeno questo è l’intento dell’autore – che è uno scrittore, non uno storico. Ogni tanto Ohler sembra tirare per i capelli la sua interpretazione farmacologica degli eventi storici, cercando le conferme della sua ipotesi in ogni dove. Ma sembra prenderne coscienza e sdrammatizzarsi da solo come un gran paroliere, titolando i suoi capitoli come buffi giochi di parole – tipo “Sieg High” e “Blut und Drogen”.

Cannabis, scontro alla Camera su legalizzazione. FI: "Non passerà". Ddl torna in commissione

 Sostenuto da 221 deputati, mai prima il Parlamento era arrivato a questo punto, il provvedimento sarà ridiscusso a settembre. Sul tavolo circa duemila emendamenti a carattere soppressivo. Della Vedova: "Partita aperta". Brunetta: "Ci opporremo a questa prova di forza avallata dal governo"

www.repubblica.it/politica/2016/07/25/news/cannabis_parlamento_legalizzazione-144778710/

Anni fa, la marijuana in Germania

Corte costituzionale tedesca RESPINGE RICHIESTA DI UTILIZZARE SICK 8 cannabis medica En el Blog de Eurogrow Abbiamo riportato una frase, rilasciata lo scorso febbraio dalla Corte costituzionale tedesca, che ha ammesso l'uso terapeutico della cannabis in alcuni casi. La sentenza ha risposto ad una causa otto persone, grave malattia (la sclerosi multipla, l'HIV, l'epatite C, l'epilessia, ecc), e cercando di ottenere il diritto di utilizzare la cannabis per alleviare i loro sintomi.Nonostante l'accettazione dell'esistenza di "porro terapeutico", la Corte ha concluso che le affermazioni degli otto pazienti non sono stati accettati per difetto, affermando che queste persone dovrebbero avere in precedenza provato altri mezzi legali, come ad esempio il deposito vostra se l'Istituto federale per i prodotti medici, che studiare il permesso a seconda delle necessità del paziente. Secondo la legge tedesca stupefacenti, l'uso di cannabis è consentito solo per "scopi scientifici e di altre questioni di interesse pubblico." Finora, la richiesta dell'Istituto federale per prodotti farmaceutici e medici per ottenere il diritto di utilizzare la cannabis come prodotti di medicina erano stati inutili. Ma la Corte Costituzionale ha sentenziato che "assistenza medica alla popolazione è una questione di interesse generale che possono giustificare il consenso del uso medico della cannabis nei singoli casi."I media tedeschi hanno commentato questa decisione in un modo molto ottimista, e interpretato come una possibilità realistica verso il raggiungimento l'uso medico della cannabis. In ogni caso, la probabilità di ottenere il cenno del capo come una "eccezione" è piuttosto basso, dal momento che i requisiti di legge per ottenere il consenso sono molti. In entrambi i casi, professore di diritto presso l'Università di Brema Lorenz Boellinger, avvocato degli otto pazienti, ritiene che "nonostante il giudizio negativo, questa decisione significa che la Corte costituzionale sta seriamente valutando la possibilità di una terapia medica con la cannabis, e cercare di indicare una possibile via da seguire ". Da parte sua, il Dr. Franjo Grotenhermen, l'Associazione per la Cannabis Medicinale, e ha chiesto il parere di esperti durante il processo, egli ritiene che "l'argomento della Corte costituzionale può essere considerato come un punto di svolta, un inizio per la modificare una situazione giuridica insoddisfacente. " La decisione della Corte costituzionale sembra anche aver avuto qualche effetto, dal momento che nello stesso mese di febbraio, il procedimento penale nei confronti di un consumatore di cannabis, malato di epatite C, diabete e dialisi renale, è stato sospeso.

CANNABIS: 25 LUGLIO IN AULA ALLA CAMERA LA PROPOSTA PER LEGALIZZAZIONE

 ROMA – È stato calendarizzato per lunedì 25 luglio l’approdo in Aula alla Camera della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. Lo ha stabilito, secondo quanto riferiscono fonti di Sinistra italiana, la conferenza dei capigruppo. Il 25 si svolgerà la discussione generale e dal giorno dopo inizierà il voto. Immancabili le polemiche intorno all’argomento e, se da una parte i promotori esultano per il risultato, dall’altra c’è chi percepisce nel provvedimento un atteggiamento contraddittorio da parte dello Stato. 

All’esame della Commissione Giustizia della Camera sono diverse proposte di legge sulla legalizzazione della cannabis. La Commissione ha avviato un ciclo di audizioni sul tema con esperti in materia.

Botta e risposta Della Vedova-Costa. Entusiasta del risultato  Benedetto Della Vedova, promotore dell’intergruppo per la legalizzazione della cannabis: “È un risultato importantissimo perché la nostra richiesta di arrivare a un voto di Montecitorio prima della pausa estiva è stata esaudita. Abbiamo atteso oltre un anno dal deposito di questo testo di legge, che ha un consenso trasversale che si è tradotto in 220 firmatari, a cui se ne stanno aggiungendo altri giorno dopo giorno”, ha detto il senatore e sottosegretario agli Esteri. “Sarà una bellissima battaglia parlamentare – ha continuato -, nella tradizione delle migliori battaglie parlamentari della Storia della Repubblica italiana, dove si confrontano non maggioranza e opposizione, non chi è a favore o contro il governo, ma ci si confronta su un tema di legalità, di responsabilità e di libertà. Su questo l’Italia può davvero segnare un primato: il primo grande parlamento tra le liberaldemocrazie che vota sulla legalizzazione della cannabis, avendo chiaro che è un mercato di massa, che il proibizionismo ha fallito, che questo è un modo per dare un duro colpo al narcotraffico, per avere un consumo consapevole, per poter informare sui danni dell’uso e abuso di queste sostanze, per controllare le sostanze stesse che vengono messe in commercio, per liberare forze di polizia, magistrati e carceri dal fardello di rincorrere i reati legati alla cannabis e concentrarsi su reati di maggiore allarme sociale. E infine – ha concluso Della Vedova – per poter trasformare, a regime, gli extra profitti delle mafie sulla cannabis in miliardi per il bilancio pubblico”.

Non è dello stesso parere il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega alla Famiglia, Enrico Costa, che ritiene incoerente il comportamento dello Stato: “Con una mano combattiamo le ludopatie, i tumori, la tossicodipendenza e, con l’altra mano, godiamo delle risorse derivanti dal gioco, dal fumo e, magari domani, dalla legalizzazione della cannabis. È coerente tutto questo?”. Per il ministro, “sul tema della cannabis occorre chiarezza e occorre respingere alla radice la tesi, trasparentemente avanzata dai promotori, in base alla quale ‘La legalizzazione della cannabis in Italia… genererebbe un gettito fiscale assolutamente consistente considerando che, con una regolamentazione analoga a quella dei tabacchi – come quella prevista dalla presente proposta di legge – circa i tre quarti del prezzo di vendita dei prodotti sarebbero costituiti da componenti di natura fiscale. Parte di queste risorse potrebbero essere destinate a interventi di natura preventiva e riabilitativa rivolti ai consumatori di droghe e tossicodipendenti, ma la parte più consistente potrebbe finanziare altri capitoli del bilancio pubblico’”. E si chiede: “Cosa significa? Legittimare la tossicodipendenza per recuperare le risorse per combatterla e prevenirla? Si tratta di acrobazie che non sono altro che contraddizioni. Su questo – conclude il ministro Costa – il governo non potrà avere tentennamenti”.
LEGGI – L’uso della marijuana in Italia e nel mondo
La replica di Della Vedova non si è fatta attendere: “Il ministro Costa ha oggi ribadito la nota contrarietà alla legalizzazione della cannabis. Ne parleremo nell’aula della Camera a partire dal 25 luglio. Se il ministro Costa vuole fare la sua battaglia proibizionista, la faccia. Ma il governo e la maggioranza  non c’entrano. Si tratta di una iniziativa parlamentare promossa da un intergruppo trasversale di deputati e senatori, della gran parte dei gruppi, anche se non del suo”, scrive su Facebook il sottosegretario agli Esteri. “A differenza di quanto dice Costa, non c’è comunque alcuna contraddizione tra la scelta di combattere l’uso delle droghe e di prevenire la tossicodipendenza e quella di regolamentare giuridicamente il mercato di hashish e marijuana. Succede già per altri consumi – come quelli di tabacchi e alcolici – o comportamenti – come il gioco d’azzardo – che determinano, a differenza dei derivati della cannabis, forti fenomeni di dipendenza, ma che oggi nessuno mai penserebbe proibire, per non consegnarne le vittime al mercato illegale e regalare alle mafie profitti criminali”.

segui su Repubblica per leggere tutto l’articolo http://www.repubblica.it/politica/2016/06/29/news/cannabis_in_aula_alla_camera

Il gelato alla cannabis fa “sballare”?

 

Si può consumare in cono o in coppetta ed è a base di semi di canapa, ma quali sono i suoi effetti?

Focus - Forse non tutti lo conoscono, ma il gelato alla cannabis esiste già e viene prodotto in Italia: lo si può gustare passeggiando ad Alassio e Pietra Ligure. A idearlo è stata l’Associazione Canapa Ligure, che sostiene gli effetti benefici della canapa, quando però non dà “sballo”.

 

Continua a leggere su Focus

''Fumare cannabis non aumenta la probabilità di incidenti stradali'' – studio federale

Uno studio della National Highway Traffic Safety Administration USA dimostra che la canapa non è paragonabile all'alcol nel limitare la capacità di guida e non aumenta la probabilità di incidenti. Articolo del Washington Post.

la ''caccia alle canne'' nelle scuole

serve veramente a qualcosa? un'inchiesta di Vice

Nixon: ''il proibizionismo? serviva per arrestare neri e hippie''

''Sapevamo che stavamo mentendo sui danni delle droghe? Certo che lo sapevamo.''

Condividi contenuti