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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

situzione spiacevole a causa dell'erba

ciao abbiamo creato un post in DISCUTI dove puoi trovare la tua richiesta e gli eventuali commenti degli altri lettori,

 http://www.sostanze.info/discussione-libera/situazione-spiacevole-causa-dellerba-1

La Redazione

Osservatorio Firenze. Droga a scuola e test. Hanno ragione gli studenti!

  

Avevamo letto nei giorni scorsi le opinioni dell'ex-assessore comunale Giovanni Gozzini che aveva perorato di sottoporre gli studenti degli istituti superiori a test anti-droga. Non ci avevamo fatto caso piu' di tanto. Anche perche', a fronte di una sua proclamata accondiscendenza per una cultura di legalita' e di depenalizzazione in materia di droghe, abbiamo pensato che probabilmente avrebbe dovuto approfondire un po' meglio la questione; in particolare sull'aspetto che con questi test forse avrebbe dato una mano ad alcuni problemi di coscienza e cultura dei genitori e dei dirigenti scolastici, ma non avrebbe certo aiutato gli studenti.
Oggi il quotidiano “La Nazione” ritorna con decisione sulla materia. Ne parla l'ex-assessore, oggi senatrice, Rosa Maria Di Giorgi, che si dice d'accordo con Gozzini (“i risultati dei test devono essere segreti”, sostiene la parlamentare). E, per fortuna di chi vuole informarsi, ne parlano anche alcuni studenti; tutti contrari, in linea di massima contro l'invasione del loro corpo e della loro testa.
Chi ha ragione? Gli studenti!. Perche' vogliono esser liberi di decidere di farsi le canne? Anche. Ma, per l'appunto: DECIDERE! Non necessariamente FARSI! Ed e' qui dove i pro-test sembrano eludere se stessi e il ruolo istituzionale che rivestono. Il fatto che questi studenti abbiano meno di 18 anni (quindi ufficialmente alle dipendenze di Stato e famiglia) non vuol dire che possono e devono essere considerati come animali da laboratorio. Certo, i nostri pro-test parlano di analisi volontarie, di risultati segreti e gestiti da scuole e famiglie. Ma fino a che punto e perche'? Forse non esistono i “ricatti” delle famiglie e delle scuole pur nell'ipotesi della segretezza? Negarlo e' far finta di essere in un film dove c'e' un ministero della Cultura giovanile, e dove lo stesso e' affidato a quell'Andrea Muccioli (il padre Vincenzo si rivoltera' nella tomba) di San Patrignano.
Il risultato di questa ipotetica scelta sarebbe piu' disastroso della realta' attuale. I ragazzi che vogliono, continuerebbero a farsi gli spinelli, con una molto possibile crescita di numero vista l'innegabile attrazione di qualunque giovane -e non solo- per il “proibito”. E in un contesto di maggiore pericolo di sicurezza individuale e pubblica. Gli spacciatori si farebbero piu' furbi e farebbero piu' affari. Tutti in attesa del prossimo ex-assessore con chissa' qualche altra proposta per cercare di calmare le proprie difficolta' paterne, o del prossimo politico che, non facendo nulla in merito, sosterra' qualunque cosa gli si proporra'.
Il problema esiste. E' ovvio. Ma non e' quello degli studenti a scuola. Questi ultimi sono solo lo specchio della societa' in cui vivono. Perche' non ci dovrebbe essere spaccio e consumo di droghe a scuola, visto che nel mondo “esterno” c'e' spaccio e consumo ovunque e che la droga proibita e' il maggior business della malavita, contro cui i cittadini-genitori di questi studenti -politici o meno che siano- fanno quasi nulla o poco, comunque inefficace?
Ecco perche' hanno ragione gi studenti intervistati dal quotidiano La Nazione. Quando chiedono di essere lasciati in pace perche' non sono altro che una componente di questa societa' dove la droga e' libera per scelta delle istituzioni. E chiedono solo maggiore informazione per cercare di ridurre un danno di cui loro non sono responsabili. Noi di Aduc -e non solo- crediamo che “maggiore informazione” sarebbe possibile e piu' efficace in un contesto di legalita' (vedi le campagne anti-tabacco, per esempio), ma questa nostra opinione e' interessante o siamo come quelli che qualcuno considera incoscienti solo perche' studenti con meno di 18 anni? Salvo poi, che a 18 anni e 1 giorno dovrebbero avere consapevolezza e cognizione di causa/effetto di cio' che prima era demandato ai loro tutori famigliari ed istituzionali?

Vincenzo Donvito, Aduc Droghe

Erba e paranoie esistenziali

Salve, sono un ragazzo di 20 anni appena compiuti, fumo da circa 7-8 mesi quotidianamente (quando si può), ma comunque molto spesso e anche abbastanza. La prima canna l'ho fatta prima quasi un anno fa e ricordo che mi presi subito male, ma non che non mi piacesse l'effetto, il "rincoglionimento" e l'euforia, anzi! Però mi sentivo debole, INDIFESO, nel senso che quando fumo mi sembra di perdere le abilità sociali, non riesco più a fare una battuta a tono alto e simpatico, quando parlo normale mi sembra di avere un tono da funerale.. direte 'sono paranoie tue tranquillo', e invece ho paura di no perchè, in breve, io ho staccato letteralmente col mondo chiudendomi in casa per 3 anni di fila, dai 15 (il cuore dell'adolescenza) ai 18 mi chiusi in casa, lasciai la scuola, gli amici, TUTTO, vedevo solo la mia famiglia. A 18 ripresi gli studi da privatista (quindi niente scuola normale) e l'anno scorso mi sono diplomato. Nello stesso tempo mi iscrissi a basket e conobbi un amico con cui esco tutt'ora e fumo. Ora ho pochissimi amici (4-5 che io ritengo pure parecchio sfigati, passatemi il termine) e molti conoscenti con cui appunto fumo, ma ogni volta sono paranoie esistenziali nel vero senso della parola, la mia giornata è così: mi sveglio, mi specchio per molto tempo poichè mi ritengo brutto, 20 anni e mai una trombata qualcosa vorrà dire (ok che ho la scusante che sono stato 3 anni chiuso, però dai), faccio colazione, mi organizzo con i miei per prendere il fumo, esco il pomeriggio e appena metto piedi fuori casa dio bono è la fine. Faccio due passi e penso: "schiena dritta, sguardo avanti, chissà quella ragazza cosa ha pensato di me, chissà quei tipi se mi hanno visto ridicolo mentre cerco di apparire sicuro", mi vedo con i miei amici e mi rendo conto di quanto cazz* io sia STUPIDO. Sono inibito socialmente dio santo, non prendo mai l'iniziativa di parola, parlo solo accodandomi ai discorsi altrui senza poi aggiungere nulla di importante ma dicendo solo cose scontate e ovvie, quando cerco di fare qualche battuta mi rendo conto di avere sempre quel tono apatico/triste che, e direi pure, di certo può essere la battuta più bella del mondo (e modestamente alcune buone mi escono xD) ma detta con una voce come la dico io si taglierebbe le vene chiunque. Il problema è che nella mia testa suona bene, diciamo che "il mio cervello è ok", il suo lavoro lo fa, poi quando la passa a "me" (seguitemi vi prego) esce fuori una cosa obrobriosa, e me ne rendo conto quando l'ho detta che 8 volte su 10 mi prenderei a schiaffi da solo e mi chiedo perchè gli altri non lo facciano. (E QUI SONO ANCORA SANO)

Quindi mi vedo con i miei amici e andiamo a fumare, ecco bastano 5 tiri (e non sono uno che regge poco, anzi) che mi zittisco più di quanto già faccio, parlo ancora meno per paura di dire cose non interessanti (e infatti pure da sano è così come vi ho detto, infatti non ride mai nessuno alle mie battute proprio per il tono e la "fotta" che manca quando le dico) e penso sempre di avere la faccia e gli occhi tristi. Ho provato a darmi delle spiegazioni, e penso sia colpa appunto di quei 3 anni chiuso davanti a un pc, in cui non ho sperimentato nulla a livello sociale/sentimentale, però boh il passato è passato, ora bene o male due tre amici ce li ho, ho tanti conoscenti con cui fumare, non vedo PERCHE' DIAVOLO NON RIESCA A GODERMI IL PRESENTE E PENSO SEMPRE A COME POTEVO ESSERE SE NON MI FOSSI FERMATO.Certo che poi anche quando sono uscito non è che tutte le tipe mi saltassero addosso eh, anzi il contrario.. probabilmente ora sono così giù perchè ho realizzato di non piacere, ma poi mi rispondo (e sì io mi faccio un sacco di discorsi in testa e questo mi ammazza letteralmente di fatica) che per piacere a tipe e amici devo essere solare, sicuro, quindi cosa faccio? Fingo di dimenticare quei 3 anni e che io sia come gli altri, così sembro sicuro, sembro solare e avrò anche io amici e ragazze. Funziona? Assolutamente no. Non riesco a fingere di avere avuto esperienze che non ho avuto, mi sento inesperto in tutto. Ora direte: prova a resettare tutto e fattele ORA queste esperienze. Beh non ci riesco, perchè vivo 24 ore su 24 triste, depresso proprio perchè a 20 anni un 12enne ha avuto più esperienze e ha più carattere/sicurezza di me.Vabbè inutile dire che quando fumo (anche da solo a casa) il solo e unico pensiero del viaggio è: "MA IO FACCIO DAVVERO COSI' SCHIFO?! INTENDO SIA DI FACCIA (e qui mi specchio ore) CHE DI CARATTERE, mi dico: "Guardati che razza di schifo sei venuto su a 20 anni, insicuro, senza alcuna esperienza, senza nessuna idea di giusto e sbagliato, sei VUOTO."Pensandoci penso molte cattiverie su di me, ma le penserei ugualmente se io fossi un ragazzo normale (e se dio vorrà lo sarò in un'altra vita penso ormai) e vedessi uno nelle mie condizioni, non per niente quando ripenso a me a 15 anni (anno in cui la mia vita si distrusse) non posso che provare odio verso quel ragazzino viziato che per pigrizia preferì abbandonare scuola e ritirarsi a casa.

 

Insomma scusate se sono stato estremamente prolisso ma ci tenevo ad essere il più dettagliato possibile. Se volete cambiate il titolo in "Ritratto di uno schifo" o una roba così.

Grazie ancora per la pazienza e nulla, anche se nessuno risponderà bene o male mi sono un po' sfogato.

Svenimento cannabis

Salve a tutti,sono nuovo nel sito e mi sono registrato appositamente per ricevere aiuto da qualcuno di voi chiarendomi alcune cose.
Ho 17 anni e fumo cannabis quotidianamente da 3 anni ma una cosa del genere non mi era mai successa. Ieri sera ero con amici a casa e abbiamo bevuto un po' di vodka e fumato un po' ma niente di che rispetto ad altre sere in cui abbiamo fumato o bevuto molto di più.A fine serata decidiamo di concederci un personal a testa e rollo una canna con fumo erba tabacco e un po' di resina estratta dal grinder. Dopo averla fumata inizio a sentirmi come mai mi era successo prima d ora. Inizia ad abbassarmi la pressione e girarmi la testa, la voglia di uscire fuori casa mi assale e inizio a sentirmi male,inizio a vedere tutto a pallini blu e chiamo un mio amico che mi da sostegno facendomi appoggiare a lui. Ad un certo punto inizio a non vedere proprio più niente le facce dei miei amici, le cose attorno a me tutto nero sentivo solo le voci e a che ero appoggiato al mio amico a che mi ritrovo a terra con i miei amici che mi alzavano le gambe ed io tutto sudato cerco di rialzarmi tutto sudato inconsapevole di tutto ciò che era successo come se avessi avuto blackout al cervello,non ricordavo come era successo che ero finito a terra.I miei amici mi hanno spiegato che ho avuto una sorta di svenimento e che stavo per avere le crisi epilettiche forse. A me ste cose non sono mai successe ne con l alcool ne con nessun tipo di erba/hashish. A questo punto il quesito che volevo porre e che non so se devo preoccuparmi per la mia salute, secondo voi è stata solamente colpa di un calo di pressione con conseguente bad trip da cannabis? Però non capisco come possa essere stato a provocare questa sorta di svenimento dato che alla sostanza ci sono abituato e non ho mai avuto alcun tipo di problema di questo genere . È successo ad alcuni di voi? Quale potrebbe essere stata la causa e quali sono i consigli che mi date? Potrebbe anche riaccadermi la prossima volta che fumo?

Contenuto Redazionale Cannabis terapeutica: cosa accadrà in futuro

La questione cannabis terapeutica è ormai entrata prepotentemente nel nostro vivere quotidiano; l’anno appena arrivato, il 2015, sarà fondamentale da questo punto di vista.
Lo scorso settembre i ministri della Salute e della Difesa hanno dato l’ok alla produzione di marijuana per finalità terapeutiche; tale produzione sarà appannaggio esclusivo dello Stato e avverrà all’interno dello stabilimento chimico militare di Firenze. Se i tempi di marcia dovessero essere rispettati, e vivendo in Italia il condizionale è più che mai d’obbligo, già nel 2015 potrebbero iniziare a circolare in Italia le prime medicine a base di cannabis autoprodotta.
Si perché ad oggi è già possibile curarsi con farmaci a base di cannabis, ma ci si deve sottoporre ad un lungo e costoso iter. Se la cura con questi farmaci è consentita dal 2007 a seguito di un decreto dell'ex Ministro della Salute Livia Turco che andava a riconosce le proprietà terapeutiche del tetraidrocannabinolo (THC), il principio attivo maggiormente presente nella cannabis, tuttavia la coltivazione della stessa anche solo per uso medico non è consentita.
Quindi, chi ottiene il diritto a curarsi con i medicinali a base di marijuana medica deve importare il farmaco dall’estero, soprattutto dall’Olanda. Con una procedura piuttosto lunga e costosa.

 

 

Accedere alle cure con la cannabis terapeutica:

A seguito di quel decreto del ministero della Salute datato 2007 le Regioni ebbero facoltà, come sempre in materia sanitaria, di agire in modo indipendente dotandosi di una propria legge sull’erogazione della cannabis medica. Si è tuttavia proceduto in modo scomposto e disomogeneo e non tutte lo hanno fatto.
Nelle regioni dove la legge è stata approvata è possibile curarsi con farmaci cannabinoidi i cui oneri sono a carico del sistema sanitario regionale. E gli oneri come detto non sono da poco perché, ad oggi, il farmaco deve essere necessariamente importato dato che ne è ancora vietata la produzione.
Ecco quindi che il medico della Asl deve prescrivere il farmaco a base di cannabis facendo esplicita richiesta di importazione dall’estero. Richiesta che passa anche dal ministero della Salute che può fornire o meno il nullaosta.
Come facile intuire, si tratta di un meccanismo piuttosto farraginoso, lungo e costoso (ad oggi una fiala di farmaco cannabinoide può arriva a costare fino a 900 euro) ed è alla base del fatto che, ad oggi, sono pochissimi i malati che, pur avendone diritto e bisogno, riescono ad accedere alle cure con farmaci a base di cannabis.

Ultime scoperte sulla cannabis:

Con la decisione di produrre il farmaco in Italia, pur se all’interno di un progetto pilota circoscritto, la situazione potrebbe sbloccarsi; la novità non ha nulla a che vedere con la liberalizzazione delle droghe leggere, come lo stesso ministero ha tenuto a precisare, ma sarà circoscritta esclusivamente alle finalità curative che la cannabis ha in alcune patologie.
La produzione inizierà a partire dall’estate del 2015 e potrebbe attestarsi in 1 quintale di cannabis terapeutica prodotta annualmente: questi i numeri forniti dallo stesso Istituto Farmaceutico militare di Firenze.
Intanto, il dibattito sull’utilizzo della cannabis per finalità curative continua a impazzare e, soprattutto a dividere: detto già in passato di quelle che dovrebbero essere le capacità curative del farmaco a base di cannabis (leggi: Cannabis terapeutica: storia di chi assume il farmaco), si continua a studiare la materia per trovare ulteriori supporti scientifici.
E, in taluni casi, nuovi campi d’utilizzo della cannabis e dei suoi derivati; come l’olio di cannabis, il cui uso è da un po’ di tempo sotto la lente di ingrandimento di scienziati e ricercatori.
O come una recente scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università de L’Aquila in collaborazione con i colleghi di Teramo e del Campus Biomedico di Roma che ha fatto emergere come il tartufo contenga grandi quantità di un cannabinoide simile a quello presente nella cannabis (Tartufi come cannabis: ricercatori italiani scoprono la 'molecola del piacere').
In sostanza quello dell'utilizzo della cannabis per finalità curative disparate è un mondo in continua evoluzione e un tema da seguire a fondo dato che, anche in Italia, potrebbe portare novità sostanziali fino a poco tempo fa nemmeno lontanamente immaginabili.

www.laveracronaca.com/sociale/1672-cannabis-terapeutica-novita-2015

Canapa, la riforma che viene dagli Usa

 Il 2014 è stato l’anno della svolta nelle politiche sulla cannabis negli Stati Uniti. Lo riassume bene l’associazione americana NORML che da oltre quaranta anni si batte per la riforma della politica delle droghe statunitense. ll paese promotore del proibizionismo mondiale si ritrova a fare i conti con la depenalizzazione e la legalizzazione della vendita della marijuana in almeno quattro importanti stati della federazione.

L’anno era iniziato con l’apertura dei primi negozi per il commercio della marijuana anche per uso ricreativo in Colorado (gennaio) e poi nello Stato di Washington (luglio). I due stati avevano preso la loro irrevocabile decisione in occasione delle ultime elezioni presidenziali del 2012, grazie alla schiacciante vittoria nei relativi referendum. A novembre 2014, in occasione delle elezioni di metà mandato, anche i cittadini dell’Oregon, dell’Alaska e del distretto federale della Colombia, il distretto della capitale Washington, hanno approvato la depenalizzazione dell’uso della marijuana a scopo ricreativo. Ancora, a febbraio, un importante passo avanti: il Congresso ha riconosciuto l’autonomia degli stati in materia di politica della droga, ponendo fine al conflitto con i poteri centrali, visto che la normativa sulle droghe è di competenza federale. Ed anche il Presidente Barack Obama è intervenuto per limitare la possibilità che il Dipartimento di Giustizia possa adottare misure penali contro coloro che agiscono nel rispetto delle leggi sulla marijuana medica negli stati che le hanno approvate.

Oltre i confini degli stati pionieri, il vento della riforma scuote tutta l’America. In un’indagine del Wall Street Journal e un sondaggio di NBC News,  nel marzo 2014,  gli intervistati dichiarano che il consumo di cannabis comporta meno danni alla salute di quanto non faccia il consumo di tabacco, l’alcol, o l’eccesso di zucchero. Il giudice distrettuale Kimberly Mueller ha avviato in ottobre le procedure per dimostrare l’incostituzionalità della presenza della marijuana nella Tabella I della legge antidroga, supportata dalle evidenze scientifiche che contrastano con la definizione della cannabis come “sostanza che crea una grave dipendenza”, “con alto potenziale di abuso” e “senza usi utili alla medicina”.

Nel frattempo negli stati che hanno legalizzato la marijuana per usi medici, sono diminuiti i morti per overdose da oppiacei  come documentato dallo studio della testata medica Jama Internal Medicine, pubblicato in agosto;  mentre già in aprile, sulla rivista PLOS ONE, si dimostrava come in quegli stessi stati fossero diminuiti omicidi ed aggressioni. Tutto questo senza considerare l’introito che deriva dalla tassazione delle vendite della marijuana liberalizzata, che nel solo Colorado, da gennaio ad agosto, ha reso quarantacinque milioni di dollari: soldi in più a disposizione della comunità che potranno essere investiti in istruzione e progetti sociali.

In Italia, l’accordo fra i ministeri della Salute e della Difesa per l’avvio della coltivazione per uso medico della canapa da parte dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze sembra già impantanato nel labirinto burocratico. La depenalizzazione della coltivazione ad uso personale, soluzione semplice e razionale, rimane bloccata in Parlamento, mentre il mercato nero che foraggia anche la criminalità cresce costantemente seguendo il trend di consumo della cannabis in aumento in tutta l’Europa.

Il 2014 negli Stati Uniti dimostra che forse l’insensata e fallimentare guerra alla droga volge finalmente al termine ed è tempo anche in Italia di superare l’impostazione proibizionista, trovando soluzione nuove ad una questione che coinvolge migliaia di cittadini.

Hassan Bassi scrive per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto

USA - Cannabis legalizzata. I narcos messicani si buttano su eroina e metanfetamine

USA - Cannabis legalizzata. I narcos messicani si buttano su eroina e metanfetamineScarica e stampa il PDF Notizia 13 gennaio 2015 11:40 I trafficanti di droga messicani stanno abbandonando la marijuana e inviando negli Stati Uniti grandi quantità di eroina e metanfetamina. Questo perché la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo in alcuni Stati americani ha nettamente ridotto il mercato della marijuana di contrabbando e la sua coltivazione sulle montagne della Sierra Madre, in Messico. Lo rivelano gli ultimi dati dei sequestri avvenuti al confine tra i due Paesi. Dal 2011 la quantità di cannabis sequestrata dalla polizia americana è diminuita del 37%, visto che i consumatori americani si sono spostati su quella più costosa e pregiata prodotta all'interno dei confini e venduta in modo legale in alcuni Stati o illegale nella maggior parte degli altri. Dal 2009 la quantità di eroina bloccata al confine dalle autorità è triplicata. Nel 2014 ne sono stati sequestrati 2.181 chilogrammi.Anche il traffico di metanfetamina è notevolmente cresciuto. Si calcola che sia quintuplicato dal 2009: si è infatti passati da 3.076 chili di quell'anno ai 15.803 chili del 2014. Secondo la Drug Enforcement Administration, l'autorità del dipartimento della Giustizia che si occupa della lotta al traffico di droga, il 90% della metanfetamina consumata in america è prodotta in Messico, dove è più facile procurarsi le sostanze chimiche per sintetizzarla. Come la marijuana anche il contrabbando di cocaina dal Messico sta notevolmente diminuendo. Questo, sostengono gli esperti, perché i cartelli messicani preferiscono l'eroina e la metanfetamina: sono più facili da reperire e meno costose della coca che prevede una lavorazione più complessa e per arrivare in Usa deve attraversare più Stati visto che viene prodotta in Sudamerica.  http://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+legalizzata+narcos+messicani+si+buttano_130578.php

 

come parlare di sostanze, oggi

ciao sono un operatore sanitario

leggendo questo e altri siti (di cui questo comunque è il migliore dato che da spazio agli utenti invece di fare la morale o imporre idee) mi sono posto una questione.

non sarà che parliamo di sostanze ormai in modo sbagliato?

da noi, ma vedo anche da voi, usiamo il termine "dipendenze", che però non ha senso, anzi genera fraintendimenti, per tutte le sostanze che dipendenza non ne danno, se non quella psicologica potenziale in tutto ciò che è piacevole. quindi quando parliamo di cannabis, mdma (diffusissima tra i giovani e ormai anche tra gli adulti), psichedelici, usiamo di partenza un termine che non ha senso (sensato sarebbe parlare di uso/abuso)

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poi: ci sono droghe senza effetti ma potenzialmente mortali (tabacco), con effetti forti ma pressoché innocue (funghi, lsd e simili), dannose ma con preziosi, anzi indispensabili, usi medici (ketamina, morfina) relativamente innocue ma con potenziale di abuso (cannabis, che però ha anche effetti terapeutici), dannosette ma talmente integrate nella società da essere usate per lo più in modo controllate (alcol), usate come farmaco ma abusate come droghe (benzo, dxm), dannose in ogni caso (eroina, cocaina), dal danno ignoto o comunque inesplorato (tutti i vari 'sali da bagno', sostituti della ketamina, 2C-B e nuove droghe assortite), e potrei continuare. La cosa si incrocia poi con la suddetta questione della dipendenza - a volte forte, altre assente ma in droghe pericolose, vedi la PMA spacciata recentemente al posto della mdma) e con tabelle di legalità/illegalità stratificatesi negli anni in base a processi scollegati dalla medicina, e che quindi non danno alcuna indicazione: non vi è ormai alcun legame tra la pericolosità di una sostanza e il suo status legale. Anzi spesso le leggi, come la terribile fini-giovanardi, creavano criminalizzando ulteriore marginalità, favorendo la diffusione delle droghe più dannose. Il che non aiuta un operatore che in teoria sta dalla parte di una legge, che però è irrazionale e "nemica" del consumatore.

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infine: molto personale da noi si è formato sull'eroina, che è certo la droga piu pericolosa, ma è anche diversissima dalle altre per i suoi effetti, la sua dipendenza, i problemi che ingenera.

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In questo contesto, chiedo ai colleghi e ai medici (a tutti: mi piacerebbe sentyire piu campane), non è forse ora di cominciare un dibattito serio, di largo spettro sul modo in cui si parla di sostanze? anche per riguadagnare una credibilità che presso quelli che non hanno un VERO problema sanitario, come gli eroinomani, è in larga parte compromessa

 

Renato

 

 

Peter Thiel, fondatore di Paypal, investe nella prima industria di cannabis al mondo

Peter Thiel è un imprenditore di origini tedesche estremamente attivo sui mercati di capitale. Per la rivista Forbes, ha chiuso il 2014 al quarto posto della speciale classifica denominata non a caso Midas con un patrimonio di 2.2 miliardi dollari. Da tempo trasferito negli Stati Uniti, a San Francisco, è stato il primo investitore estero in Facebook, quando nel 2004, con appena 500.000 dollari acquistò il 10% delle azioni. Nel 1998 aveva fondato Paypal, il sistema di pagamento che ebbe vasta diffusione nel mondo, venduto nel 2002 a E-Bay per un miliardo e mezzo di dollari. Nel 2005 creò il Founders Fund un venture capital fund. È uno dei capi del Bilderberg Group ed ha conquistato una vasta influenza sulle politiche liberali dei Repubblicani americani, divenendone uno di principali finanziatori. In questi anni, infine, ha finanziato non solo una serie di progetti umanitari attraverso la sua Fondazione, ma soprattutto ha lanciato alcune start-up di sicuro avvenire.

Con questa biografia, non meraviglia che oggi Peter Thiel abbia investito una parte considerevole, ma non ancora specificata nella sua entità precisa, attraverso il Founders Fund nella nascente industria della cannabis – industria che ancora non è stata legalizzata in metà degli stati americani. Il Founders Fund ha confermato nella mattina dell'8 gennaio i rumori che circolavano a Wall Street da qualche settimana: il partner Geoff lewis sta conducendo lo sforzo per acquisire quote di minoranza nella Privateer Holdings, industria di Seattle proprietaria di Leafly.com. Per chi non l'abbia mai sentita nominare, si tratta di un'azienda che opera in Internet ed è specializzata nell'informare sulla cannabis e nel rivenderla online, sia negli Usa che in Canada. Founders Fund non ha ancora reso noti i dettagli finanziari dell'accordo, ma da Wall Street si sottolinea che la Privateer sperava di rastrellare sul mercato 75 milioni di dollari, per tamponare alcune falle nel bilancio del 2014.

Investire nel business della cannabis – legale per uso ricreativo solo in quattro stati americani e nel Distretto di Columbia, e per uso medico in 24 stati - “è solo una versione leggermente più estrema di qualcosa che abbiamo già mostrato in altri investimenti molto redditizi”, ha affermato Lewis. “Ci siamo specializzati nell'investimento in business molto ambigui sul piano regolatorio, perché crediamo che la regolamentazione segua il sentimento pubbico”, ha concluso. È passato più di un anno da quando i primi sondaggi dimostravano che gli americani sono chiaramente favorevoli alla legalizzazione dell'uso della marijuana, e l'adesione alla legalizzazione della marijuana per uso medico ha raggiunto l'80%. È a questo punto che Lewis e Thiel hanno giocato le loro carte: la Privateer può trasformarsi nella prima conglomerata per la produzione e la vendita nel mondo di cannabis? Hanno studiato la Privateer per diciotto mesi (“due diligence”) e pare che abbiano deciso di investire una buona somma.

Gli analisti finanziari di Wall Street l'hanno già battezzata la Starbucks (l'azienda del caffé che si è conquistata un impero nel mondo) dell'industria della cannabis ancora in embrione. E dicono che siano stati reclutati, allo scopo, i migliori botanici americani per coltivare e produrre la migliore marijuana per usi medici. Non solo. L'accordo con la Leafly.com prevede l'utilizzazione del gigantesco database di clienti online e di consumatori abituali. Il Founders Fund è consapevole di avere un primato nel mercato. Tuttavia non si nasconde che l'industria della cannabis – se si può già battezzarla così – è complicata, sul piano della legalizzazione, sociale e politico. Qualunque investitore che volesse seguirne le orme deve sapere che affronterà molteplici difficoltà e grossi rischi, confermano a Wall Street.   www.ilvelino.it/it/article/2015/01/08/peter-thiel-fondatore-di-paypal-investe-nella-prima-industria-di-cannabis-al-mondo/d8149371-8fcc-4578-8908-25976a867f13/

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