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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

mdma e canapa

ecco la mia storia,5 anni ho bevuto un sorso di mdma ad una festa(un solo sorso),subito dopo l'assunzione nessun effetto,tutto tranquillo,riuscii a dormire tranquillamente,tanto è vero che dall'ora non ne ho fatto piu' uso proprio perchè non ho avvertito nessun effetto.I problemi pero' sono sorti fumando marijuana dopo 40 giorni dall'assunzione di mdma,infatti feci 3/4 tiri da quello spinello ed andaii in paranoia assoluta,attacchi di panico,pensieri strani,ossessioni e ansia a 1000,tutto cio' è durato per 4 mesi.Da allora non ho fumato piu'.Ora a distanza di 5 anni ho avvertito a fine aprile le stesse sensazioni d'ansia,paranoie,pensieri ossessivi.La mia domanda è:possibile che ci sia stato un collegamento tra quell'unico sorso di mdma e quello spinello e che mi abbia provocato qualche danno cerebrale,oppure è solo una mia suggestione???(da premettere che sono 5 anni che non tocco nessuna sostanza stupefacente)

Ho fumato erba e non collego la mente

Salve, sono un ragazzo di 19 anni che ha avuto una esperienza non tanto gradevole con un tipo di erba. Premetto che sono un fumatore abituale di erba e hashish da circa 6 mesi. Due settimane fa sono partito in vacanza e io con un mio amico avevamo deciso di comprare erba per poi fumarla la sera. Per i primi 5 giorni abbiamo trovato un'erba molto buona e ci siamo divertiti fino a che era finita e dovevamo prenderne dell'altra. Purtroppo il "rivenditore" dove l'avevamo acquistata non lo trovavamo più e ci siamo dovuti affidare ad un altro che ci ha dato un tipo di erba che aveva un sapore e un odore strano, che non avevo mai sentito prima d'ora. Anche l'effetto dopo averla fumata era differente, mi sentivo il corpo completamente libero e dimenticavo cose che mi venivano dette 2 minuti prima. Il mio amico stava peggio visto che non si ricordava neanche il mio nome.. il giorno dopo mi sveglio e sembrava che la botta mi fosse passata come sempre, ma la sera inizio ad avere la mente offuscata. Da quella sera fino a oggi è passata una settimana e gli effetti non sono diminuiti. Mi sento il cervello in parte spento, non so come spiegare bene, vivo in un rincoglionimento perenne che non tende a cedere, le persone che mi parlano, o i fatti che mi succedono non li percepisco come li percepivo prima. Non ho alcun tipo di attacco di panico, tachicardia, paura ecc.. ho solo il cervello che non connette come si deve, faccio fatica a parlare e a capire le persone, anche scrivere o leggere mi mette parecchia difficoltà. La memoria non tende ad essere una delle migliori.. mi scordo troppo facilmente le cose. Ogni giorno spero che mi passi ma invece no, la mattina appena sveglio continuo ad essere come mi ero addormentato, vivendo ormai questo incubo da una settimana. Ripeto per chi non capisca: fumavo erba e hashish circa 4 volte alla settimana da circa 6 mesi e effetti duraturi cosi non mi sono mai capitati visto che il giorno dopo tornavo ad essere normale e con la mente lucida. L'unica cosa che temo è che questo problema possa perpetrare a lungo e magari peggiorare nel tempo. Molto probabilmente quell'erba era bagnata con qualche cosa, visto l'odore e il sapore mai sentito prima d'ora. Se ve lo chiedete il mio amico ha subito lo stesso tipo di problema però pare che dopo 4 giorni gli sia passato tutto, infatti non mi ha più detto niente. Ringrazio in anticipo sulle risposte e attendo soprattutto qualcuno che ci capisca o che abbia avuto un problema simile al mio. Sono abbastanza preoccupato che mi sia stato danneggiato il cervello in maniera perenne.

Tachicardia

Ciao a tutti, 2 mesi fa ho assunto mdma è fino a li ero a posto, poi per la prima volta ho assunto la ketamina per via nasale e sono andato in bad trip! Ero diventato di gomma perché è quello l'effetto che crea questo mix! Da quel giorno a circa una settimana di tempo se mi fumavo una canna mi viene la tachicardia, e da circa due mesi fa fino a ieri ho smesso, finché non ho fatto 2/3 tiri e mi è venuta di nuovo, so che è una cosa mentale, cioè un blocco avuto dopo quell'esperienza, e oltre che mentale è anche fisica perché probabilmente mi scende la pressione e sento diciamo che il braccio sinistro si secchi un po.. Come se non circolasse il sangue, anche se so benissimo che continua a circolare, (era un esempio per farvi capire la sensazione) E penso che sia a un'insufficienza del sangue di produrre ossigeno al mio corpo, per questo che il cuore lavora di più! Questo ogni volta che fumo marijuana o hashish mi succede! Siccome tutti questi malori me li causa il fumare queste sostanze, infatti non le tocco più; se assumo MDMA cosa mi succede? Pensate che posso avere qualche problema o qualche malore? Perché l'md non mi ha mai creato problemi.. O se qualcuno ha avuto un'esperienza come la mia gli è mai successo qualcosa? E sono intenzionato di assumere uno 0.2 massimo e bevendolo piano piano. Grazie in anticipo

Astinenza cannabis

ciao 

hai già pubblicato la tua esperienza in questo forum di discussione http://www.sostanze.info/domande/smettere-cronica-dipendenza-thc-è-possibile-cura-psicofarmaci-almeno-primo-periodo-astinenza#comment-159222 alcune ore fa, non crediamo quindi sia necessario pubblicare la stessa cosa anche in prima pagina

grazie

La Redazione

Cannabis terapeutica. Il suo uso fa diminuire i morti per overdose di analgesici oppiacei

USA - La legalizzazione della marijuana a fini terapeutici contro i dolori cronici e altre malattie, riduce del 24,8% il numero di morti per overdose di analgesici, così come fa sapere uno studio americano che ha comparato i dati tra gli Stati che hanno autorizzato la cannabis terapeutica e quelli che non l'hanno autorizzata.“L'uso eccessivo di analgesici e le conseguenti morti per overdose è come una crisi nazionale di salute pubblica”, dice Collen L.Barry, a capo dell'indagine. “Vi via che aumenta la nostra conoscenza dei rischi della dipendenza e le relative overdosi per l'uso eccessivo di analgesici oppiacei come Oxycntin e Vicodina, i pazienti con dolori cronici e i loro medici possono optare per il trattamento del dolore, totalmente o in parte, con l'uso della marijuana medica negli Stati in cui questa è legale”.

La ricerca, basata sui dati del Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie (CDC) tra il 1999 e il 2010, è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Jama Internal Medicine. In Usa tre Stati (California, Oregon e Washington) hanno legalizzato l'uso terapeutico della marijuana fin dal 1999, altri dieci lo hanno fatto dal 2010 e un'altra decina, oltre a Washington DC, hanno adottato le norme da poco.

“In termini assoluti, gli Stati con leggi sulla marijuana terapeutica hanno registrato 1.700 morti in meno per overdose di analgesici oppiacei nel 2010, e si spera che questa tendenza sia stata tale anche prima della legalizzazione”, dice Marcus Bachhuber, ricercatore dell'Università' della Pennsylvania e membro dell'équipe che ha realizzato lo studio. Circa il 60% dei morti per overdose di analgesici oppiacei si manifesta in pazienti con ricette mediche che hanno ottenuto in modo legale.

Purino d erba

Ragazzi ascoltatemi per favore....sono stato ad Amsterdam nel 2012...ho fumato un purino di erba personal in poco tempo e sono stato malissimo...e mi sento tutt ora male...come se fossi in black out continuo...non fossi cosciente...come è possibile?e una cosa bruttissima ma non migliora

Tristezza ingiustificata

Salve

ho 18 anni e fumo canne dai 14, con frequenza crescente finchè dai 16 è diventata quotidiana. Ricordo che le prime esperienze furono una novità intrigante, un'ilarità sorprendente che riempiva un pomeriggio che dedicavamo a quello. Col tempo ho iniziato a fumare sempre più spesso, a scuola, in giro anche perchè non avevamo niente di meglio da fare. Dopo i 16 però è diventato un must, per le serate dovevamo procurarci l'erba e se un pomeriggio non fumavo mi sembrava sprecato. Se avevo il fumo uscivo, se no potevo anche starmene a casa a dormire. Fatto sta che senza rendermi conto avevo intrinseco il meccanismo del fumare in compagnia, alla fine più fumavo meglio era, e se non trovavo niente piuttosto facevamo un cylum di fumo pacco (chissà quanto taglio avrò introdotto nei polmoni) che quello non manca mai.Ricordo anche che, agli inizi inizi, pensavo che comunque fumare tutti i giorni non era una gran cosa, anche perchè avevo ben presente la differenza fra fatto e lucido. Col tempo ero più spesso fatto che lucido, me ne sbattevo e fumavo anche prima di interrogazioni e verifiche (senza tral'altro condizionare di tanto la prestazione), le canne erano il passatempo e anche gli amici si riducevano alla cerchia dei fumatori. Questa storia credo sia molto comune fra i ragazzi, ma vedo che a rendersene conto sono davvero pochi, soprattutto a quest'età. Fatto sta che ultimamente fumare le canne mi rendeva più chiuso, stavo lì a sfattonare per i cazzi miei e non pensavo a socializzare, parlare, anche perchè il meccanismo di fumare era diventato un'abitudine molto difficile da trasgredire, unita alle molte leggende che le canne non fanno male ecc. Nonostante mi rendessi conto di essere un ebete ambulante (esagero ma per rendere l'idea anche dell'incazzatura con me stesso) fumavo, anche prechè era l'unica cosa che sapevo fare e che ero abituato a fare nel tempo libero e non. Un po' perchè di natura sono un ragazzo timido e introverso, e le canne non facevano che aumentare q 

comunità San Patrignano contro Veronesi

San Patrignano contro Veronesi

Mer, 20/08/2014 - 14:38

I danni da spinello ci sono e non sono da sottovalutare. Non mentiamo alle famiglie e ai nostri figli

È con sempre maggiore sgomento e preoccupazione che rispondiamo all’intervento di Umberto Veronesi sulle pagine del settimanale Oggi. Come il famoso oncologo possa scrivere sulle pagine di una rivista rivolta principalmente alle famiglie che i “danni da spinello” sono praticamente inesistenti è ai limiti del comprensibile. Veronesi non solo lancia un messaggio di pericolosa superficialità alle famiglie italiane, ma allo stesso tempo ignora deliberatamente le evidenze emerse da numerose ricerche scientifiche. Tra le ultime, in ordine di tempo, quella pubblicata dal “Journal of Neuroscience” e realizzata dalla scuola di medicina della Northwestern University, il Massachusetts General Hospital e l'Harvard Medical School. Chiarissimi i risultati, che hanno mostrato una correlazione diretta tra il numero di volte che gli utenti hanno fumato e le anomalie nel cervello, in particolare nelle aree legate alla motivazione e all'emozione. Evidenze a cui Veronesi, il più famoso oncologo italiano che però non si è mai occupato di neuroscienze, tossicologia e psichiatria, dovrebbe perlomeno rispondere con ricerche scientifiche altrettanto chiare.

Le canne, tanto più è alto il thc, instupidiscono gli adolescenti, li allontanano dai loro interessi, fanno calare il rendimento scolastico e pregiudicano il futuro. Dire alle famiglie e ai ragazzi che fumare la marjuana non è pericoloso denuncia un livello di irresponsabilità inquietante da parte degli adulti. Non solo è falso, non solo gli si sta facendo credere che non ci saranno conseguenze, ma si sta lanciando un messaggio di pieno permissivismo nei confronti della cultura dello sballo. Tanto più pervasivo se a farlo è un ex ministro della Salute, così come alcuni esponenti del mondo dei media e della politica. Opporsi a questo messaggio, per noi Comunità, come per tantissime famiglie, è sempre più difficile. Come si può educare ed evitare ai figli di farsi del male, se buona parte della società e le stesse istituzione sdoganano una cultura del “tutto è lecito”?

Basta dunque parlare di liberalizzazione come unica risposta realista alla diffusione della cannabis. Se questa cultura dilaga è proprio per il lassismo e la superficialità dimostrata dagli adulti e da chi dovrebbe educare le future generazioni. Basta anche parlare di riduzione dei danni. Chi ama i propri figli non vuole per loro il male minore, vuole il meglio. Ed il meglio è una vita fatta di passioni, interessi, motivazione. Non di annebbiamento, sballo e fuga dalla realtà. Parliamo di programmi educativi concreti rivolti agli adolescenti, parliamo di come ridare fiducia a intere generazioni che non credono più in nulla. Parliamo di educazione, di regole, di punti di riferimento e di come fornire esempi costruttivi. O più semplicemente, senza troppa fatica, diciamolo chiaramente: le risposte trovatele nel fumarvi una canna, nell’alcol, nel gioco d’azzardo, nel sesso sfrenato.

D’altra parte continuare a parlare di legalizzazione come panacea di tutti i mali è del tutto irrealistico, come dimostrato dall’esperienza del Colorado, dove a sette mesi dalla legalizzazione il risultato è un aumento della domanda, della criminalità legata allo spaccio e una valutazione degli introiti statali in discesa da 134 milioni a 30.

In conclusione, invitiamo il Professor Veronesi a un confronto con noi e i nostri ragazzi.
DAL SITO SAN PATRIGNANO.ORG

SMETTO PER RICOMINCIARE ...

SMETTO PER RICOMINCIARE Cari fumatori e care fumatrici, buongiorno ! Ho 43 anni, fumo quotidianamente da quando ne avevo...16/17...Devo premettere che adoro fumare, negli ultimi anni preferisco fumare la sera, da solo, 1/2 canne non forti e il fine settimana qualcosa di più. Ogni attività ludica è da sempre accompagnata da una fumata, solo o con amici, ma il tutto, da anni, è stata la normalità. Quest'estate sono andato in vacanza all'estero per due settimane e non mi sono portato via nulla (cerco di prendere ferie anche da me stesso, oltre che dal lavoro...).Al rientro, gli anni scorsi, non vedevo l'ora di arrivare a casa per farmi una bella e sontuosa canna...questa volta...ho "provato" a non farlo...ho provato a stare senza... Perché? Per diversi motivi, forse ognuno ha i suoi, per me era diventato imbarazzante non aver più memoria, alle volte facevo fatica addirittura a trovare le parole giuste per esprimermi e questo mi pesava e volevo scoprire se effettivamente l'accumulo di thc potesse esserne la causa. Oltre alla memoria, da tempo immemorabile, non ricordavo o perlomeno, non avevo consapevolezza di sognare, mi addormentavo come un piombo, dopo l'ultima cannetta, senza percepire e godere della notte e dei sogni.  Direte:" ma che cazzata...e chi se ne frega...". Può darsi, ma per me, non godere anche della notte mi dava l'impressione di essere espropriato di 1/3 della mia vita e sapete, a 43 anni...ci si pensa. Ho scritto questo commento per cercare di farvi partecipi del mio "inconsapevole" approccio allo smettere di farmi le canne in quanto penso di aver trovato, almeno per me, una chiave importante. Ci sono sicuramente dei motivi per i quali uno/una decide di smettere, memoria, recupero dei sogni (per me ma non solo...)...ma anche risparmiare soldi, fare più cose, fare cose che non si sono mai fatte perché non includevano il "rito" della canna, frequentare persone e situazioni, essere stufi dell'ansia della ricerca del fumo, essere stufi di dover frequentare o solo contattare i pusher, farsela addosso alla guida con la paura di essere beccati dagli sbirri, ecc...ecc... Questi motivi possono essere considerati "un nuovo piacere", nel senso che sono privazioni delle quali le canne mi hanno obbligato, sono obblighi ai quali devo rispondere, sono modifiche ai miei desideri in cambio di una "bolla nel cervello". Perciò cerco di lavorare sulla memoria, cerco di ricordarmi ad esempio i nomi dei miei ex compagni di classe, cerco di "fissarmi" scritte che leggo o targhe per poi ricordarmele dopo qualche ora o giorno, mi si aprono mondi legati al mio passato che pensavo dimenticati per sempre, facce, nomi, sensazioni addormentate e archiviate, eppoi i sogni...ragazzi...che meraviglia, che trip, che invenzione pazzesca, alla mattina, alle volte, mi sento stanco talmente sono stato presente dentro i miei sogni, alle volte riassaporo durante la veglia i colori, le sensazioni dei sogni vissuti e tutto...gratis, autoprodotto, completamente indipendente, libero e fantastico. Se volete smettere, provate anche voi ad aggrapparvi a queste nuove libertà acquisite, godete di tutto ciò, riassaggiate ciò che non era più a vostra disposizione e poi decidete. La bellezza di tutto ciò è che...Se voglio posso fumare e se voglio posso sognare !!!Se voglio posso fumare e se voglio posso ricordare !!! Personalmente, visto che più di metà della mia vita l'ho dedicata a fumare e cercare di essere fumato, ora posso permettermi di occuparmi d'altro (utlimamente poi o non mi faceva nulla o collassavo per aver esagerato nella ricerca dell'effetto...), se capiterà non avrò problemi a fumare, magari in compagnia recuperando quelle sensazioni piacevoli dell'illarità incontrollabile, ma vi assicuro, ora non le cerco, ora sono curioso di capire "cosa ci guadagno" a non fumare, voglio capire se ho perso qualcosa, voglio capire, se la mia indefessa e inaffondabile consapevolezza che "la cannabis non comporta dipendenza" sia effettivamente vera, per il momento è così, ma solo la vera sperimentazione mi può confermare questa convinzione. Ragazzi e non solo, vi auguro di trovare una strada autonoma, libera e soprattutto piacevole sia si tratti di smettere che di fumare, solo dentro voi stessi conoscete la spesso "inconfessabile" verità, che è tutta vostra e privata. Un caloroso saluto uno di voi

Cannabis, l'appello di Umberto Veronesi accende il dibattito

La proposta di liberalizzare le droghe leggere lanciata dal grande scienziato dalle colonne del nostro giornale è stata accolta da critiche e consensi. Tra le voci contrarie, quelle della comunità di San Patrignano e di due docenti universitarie di tossicologia forense. Ma il radicale Cappato replica: "Alcool e tabacco sono più dannosi".

si Emanuele Coen. L'ESPRESSO

L'educazione è fatta anche di regole, quindi di divieti. A nostro avviso è giusto che lo Stato ponga dei paletti precisi senza abdicare al suo ruolo, abbandonando le famiglie sul fronte educativo». È forte e chiaro il no della Comunità di San Patrignano all’appello per la legalizzazione della marijuanalanciato l’8 agosto su “L’Espresso” da Umberto Veronesi.


L’articolo del grande scienziato, da decenni impegnato contro il proibizionismo, rinfocola le polemiche intorno alla liberalizzazione delle droghe leggere in Italia, mentre negli Stati Uniti continua a far discutere la clamorosa campagna intrapresa a fine luglio dal “New York Times” a favore della marijuana libera per chi ha almeno 21 anni, forte del sondaggio del Pew Research Center secondo cui il 54 per cento dei cittadini americani è favorevole. Tema in realtà molto controverso, anche negli Stati Uniti: se è vero, infatti, che a gennaio di quest’anno il Colorado e subito dopo lo Stato di Washington hanno autorizzato il consumo di cannabis ad uso “ricreativo”, la Casa Bianca ha duramente criticato la svolta antiproibizionista del quotidiano della Grande Mela.

 


Quanto all’Italia, uno dei cardini della tesi di Veronesi, che nell’appello sul nostro giornale sottolinea di essere «in quanto medico e padre oppositore convinto di tutte le droghe», è che bisogna passare da un’attività indiretta (vietare) a una diretta (educare).

«Lo Stato certamente può fare di più in merito alla prevenzione, ma non si ingannino le persone dicendo che in Italia questa attività non può essere effettuata a causa del proibizionismo», ribatteAntonio Boschini, responsabile terapeutico dell’organizzazione fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, posizione condivisa dal comitato sociale che guida la comunità.

«I proibizionisti si buttano a capofitto nell’invocazione dello Stato come soggetto deputato a dare il buon esempio, o a non dare il cattivo messaggio della tolleranza nei confronti delle droghe: sempre di alcune, visto che l’alcol è pubblicizzato in ogni dove», replica Marco Cappato, capogruppo dei Radicali-federalisti europei al Comune di Milano, che da anni si batte per la legalizzazione della marijuana e delle altre droghe: «Questo modo di ragionare percorre la stessa strada che ha sempre portato allo Stato etico e al totalitarismo: la consegna alle istituzioni politiche, attraverso divieti e forze dell’ordine, della difesa del bene e della virtù».

Contro l’appello di Veronesi hanno preso carta e pennaanche due scienziate: Elisabetta Bertol, ordinario di Tossicologia Forense all’Università di Firenze, e Donata Favretto, professore associato nella stessa disciplina all’ateneo di Padova, rispettivamente presidente e membro dell’Associazione scientifica Gruppo tossicologi forensi italiani. «Vogliamo liberalizzare totalmente la cannabis e le altre droghe? Decidiamo in tal modo di rischiare la vita o far salire i nostri figli su un treno, un pullman o una nave (ogni riferimento è voluto) condotti da personale che liberamente può essersi fatto una canna o un tiro di cocaina», scrivono le due docenti: «Ci vuole pensare il professor Veronesi alla ricaduta di questa totale “liberalizzazione” sulla sicurezza stradale? Gli effetti “piacevoli” di una “fumatina” di marijuana durano fino a due ore circa, ma gli effetti avversi, comportamentali e fisiologici, permangono fino a tre-cinque ore dopo l’uso».

Un argomento, quello della pericolosità della cannabis, che invece secondo gli antiproibizionisti non regge il confronto con altre sostanze. «Alcol e tabacco sono droghe più dannose da ogni punto di vista e secondo ogni parametro medico-scientifico», ribatte Cappato: «Ma sono liberalizzate senza che nessuno ne proponga seriamente la proibizione, al di fuori di regole ragionevoli e necessarie per impedire il consumo passivo e per disincentivare l’abuso, in particolare da parte dei minori. La guida in stato di ebbrezza da cannabis sarebbe certamente sanzionata anche in caso di legalizzazione, dunque non è un argomento. La realtà è che ogni prodotto che ingeriamo - alimento, bevanda, medicina, sostanza stupefacente - necessita di regole per consentire scelte libere, consapevoli e responsabili a seconda dei rischi. Se oggi esistono alcuni tipi di cannabis più potenti rispetto al passato, dipende dal fatto di aver lasciato alla criminalità organizzata il monopolio della produzione: se non verrà legalizzata, tra dieci anni la cannabis sarà ancora più potente».

Cannabis, da consumatori a produttori. Così l’Italia sta diventando leader europeo

Raphael Zanotti, La Stampa
Su un fronte gli ulivi, sull'altro piantagioni di mais, infine un muro di balle di fieno alto tre metri. Protetta da sguardi indiscreti, la piantagione di cannabis di Salvatore Li Bassi, allevatore di 56 anni di Calatafimi Segesta, cresceva rigogliosa: un ettaro e mezzo coltivato con cura, 15.000 piante di cannabis, valore sul mercato 35 milioni di euro. Quando i carabinieri di Alcamo si sono presentati alla sua porta, Li Bassi ha mosso il suo baffone guardando un punto morto e ha detto: «Pensavo fossero piante aromatiche». Arrestato. 

La foresta di canapa indiana di Salvatore Li Bassi è solo l’ultima delle piantagioni che si moltiplicano nel Sud, dove avviene il 71% dei sequestri. Ma c’è da star sicuri, ce ne saranno altri. 

A Tor De’ Cenci (vicino a Roma), il 14 agosto, un elicottero del reparto operativo aeronavale della Finanza di Civitavecchia individua dall’alto un altro campo abusivo: mezzo ettaro, 170 chili di marijuana biologica. Il 28enne romano che la coltivava l’aveva pensata bene: ricavata tra i rovi, collegata a una cisterna d’acqua nascosta nelle vegetazione. Per evitare di essere scoperto, si era scavato un tunnel tra i rovi e raggiungeva la sua piantagione con il passo del leopardo, pancia a terra. 

E un anno fa, nelle campagne dell’Ogliastra in Sardegna, la polizia si è trovata di fronte a uno scenario colombiano: una piantagione da 1100 piante con tre postazioni per vedette armate dotate di elettricità e materasso. 

In Italia, la cannabis, si è sempre coltivata, ma mai con piantagioni di queste estensioni. Qualcosa è cambiato. Lo dicono i dati dell’Unodc, l’agenzia dell’Onu sulla droga e il crimine. L’Italia nel 2012 è stato il primo Paese al mondo per sequestri: 4.122.617 di piante. Più degli Stati Uniti, che seguono. E dire che solo due anni prima erano state 71.988, cinquantasette volte di meno. 

Non è più economia di sussistenza. I piccoli spacciatori che si mettevano in proprio e producevano per la ristretta cerchia dei propri clienti cominciano a entrare in conflitto con la criminalità organizzata. Nel Napoletano anche la Camorra ha deciso di investire nell’«oro verde», che offre scarso rischio e grandi guadagni. Agricoltori e allevatori del golfo di Castellamare, Casola e Monti Lattari ricevono i propri semi direttamente dai capibastone. E coltivano. 

Sono le leggi del mercato. Le grandi piantagioni dell’Est europeo, dell’Ucraina e dell’Urss, dell’Afghanistan e del Pakistan si sono da tempo riconvertite all’oppio, più remunerativo. Il prezzo è salito, ma la domanda resta alta. E così è iniziata l’autoproduzione. I sequestri di piante hanno superato così quelli di erba essiccata, che a sua volta ha superato le resine nordafricane. Oggi un grammo di erba nostrana costa 7 euro e mezzo, l’hashish marocchino viaggia invece sugli 8-9 euro. E così è possibile trovare, in pieno centro di Roma, accanto alla stazione Casilina, la più grande serra di cannabis mai scoperta: una galleria di un chilometro per 5000 metri quadri di piante coltivate. 

L’area di produzione resta il Sud. «Qui ci sono le condizioni climatiche, ci sono grandi aree scarsamente abitate e a coltivare bisogna essere capaci - spiega il colonnello Giuseppe Campobasso, comandante del Gruppo operativo antidroga della Finanza di Palermo -. Il sistema migliore è ancora quello di individuare le piantagioni dall’alto». Ma i sistemi si fanno più sofisticati: finti campi di granturco per nascondere le piantagioni, serre custodite da cani, sistemi di irrigazione a goccia per evitarne l’individuazione. A Esino Lario, nel Lecchese, l’11 agosto i carabinieri hanno trovato 130 piante in un bosco, su terreno demaniale. Come i narcos colombiani che per sfuggire ai diserbanti degli aerei governativi, si rifugiano nel fitto della foresta amazzonica. Ma questa è l’Italia. 

 

Veronesi, danni marijuana praticamente inesistenti

 Milano, (AdnKronos Salute) - "La marijuana non fa male" e "i danni da 'spinello' sono praticamente inesistenti". Parola dell'oncologo Umberto Veronesi, da sempre a favore della liberalizzazione delle cosiddette 'droghe leggere', che interviene così sul tema sul numero del settimanale 'Oggi' in edicola domani.

"La marijuana fa male? Come ministro della Salute, quando ricoprii l'incarico anni or sono, mi posi anch'io questa domanda - ricorda il direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia di Milano - E me la posi anche come medico e soprattutto come padre di famiglia. Ebbene, la commissione scientifica che avevo nominato concluse che i cosiddetti 'danni da spinello' sono praticamente inesistenti. Dopo quella, altre commissioni scientifiche giunsero alle stesse conclusioni. E oggi perfino l'Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l'uso personale di marijuana, consapevole su dati scientifici che l'uso di spinelli non fa male".

Nella sua rubrica lo scienziato definisce "infondata anche la credenza che la marijuana dia dipendenza e apra la strada all'uso delle droghe pesanti, come cocaina e morfina. Liberalizzare lo spinello non è malinteso permissivismo, ma una posizione realistica che punta alla riduzione del danno. Risulta che metà dei nostri giovani e molti adulti fanno uso di marijuana. Ha senso criminalizzarli?".

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