Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.
Effetti
La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.
Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della secrezione salivare.
La ricerca sui meccanismi d'azione della canapa sul cervello ha portato negli ultimi anni all'identificazione di recettori cerebrali per il THC, il principio psicoattivo contenuto nella cannabis, presenti in diverse zone del cervello.
Tali strutture occupano un ruolo importante nei processi di apprendimento e memorizzazione, dell'adattamento fisiologico (fame, sete, regolazioni del sistema ormonale, ecc.), del coordinamento motorio.
La presenza di recettori cerebrali per il THC suggeriva l'esistenza di una molecola naturalmente prodotta dal sistema nervoso capace di legarsi a tali strutture cellulari e di provocare effetti simili a quelli della canapa, un cannabinolo organico: questa sostanza è stata scoperta nel 1992 dal chimico israeliano Raphael Mechoulam, che ha voluto chiamarla "anandammide" (da Ananda l'epiteto sanscrito fonte di vita e felicità con cui gli indiani indicavano la canapa).
Cenni Storici
Antichità e Medioevo:
- 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
- 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
- 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
- 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
- 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
- 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa
- 430 B.C. Erodoto parla dell'uso rituale e ricreazionale di canapa presso gli sciiti ne "Le storie."
- 70 Dioscoride menziona la canapa come medicina romana.
- 170 Galeno descrive l'effetto psicoattivo della canapa.
- 500 - 600 Il Talmud menziona le proprietà euforizzanti della canapa.
- 900 - 1000 L'uso di hashish si diffonde in arabia.
- 1090 - 1256 Hasan ibn al-Sabbah, il "vecchio della montagna" è a capo di una setta di assassini. Le leggende indicano l'hashish come il principale premio destinato ai suoi seguaci.
- 13th secolo Ibn al-Baytar di Spagna descrive la canapa nel primo trattato specifico.
- 1271 - 1295 Marco Polo diffonde in Europa la leggenda di Hasan ibn al-Sabbah
Approfondimenti
La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.
La sua diffusione e ancor più la sua enorme pervasività all’interno di tutto il corpo sociale, ovvero la sua capacità di raggiungere non solo una minoranza di “giovani ribelli”, sono confermati dal dato che la maggioranza della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni (il 64%) ha conoscenti che utilizzano cannabis. La percezione sociale della pericolosità relativa a questa sostanza è decisamente bassa, fatto che via via sta facendo perdere alla cannabis e ai suoi derivati parte della carica di stigma tipica delle altre sostanze illegali.
La cannabis si è insomma inserita – sia direttamente, ovvero attraverso l’uso personale, che trasversalmente, cioè attraverso la conoscenza e la frequentazione di persone che ne fruiscono - nella socialità e poi nella vita intima di milioni di persone, andando a costituire per la popolazione giovanile un vero e proprio “medium” delle pratiche ricreazionali. In particolare tra gli studenti delle scuole medie-superiori, nei momenti di ritrovo, tende spesso ad assumere il ruolo di fulcro della scena attorno al quale ci si riunisce e si trascorre il tempo. Da un lato certamente il suo carattere di sostanza proibita accentua la curiosità e si unisce alla volontà di trasgressione tipica di molti giovani. Dall’altro è proprio lo scarso rischio percepito intorno alla sostanza a renderla appetibile.
Bibliografia
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legalità della canapa nel mondo
6 Settembre, 2008 - 15:53 da Anonimocanapa contro le malattie
2 Settembre, 2008 - 01:56 da AnonimoItalia/Gb. Cannabis vs. stafilococco: piu' efficace dei medicinali
Secondo dati, preclinici, pubblicati nel Journal of Natural Products, la somministrazione dei cannbinoidi naturali ridurrebbe la diffusione di alcuni batteri resistenti alle medicine, tra cui lo stafilococco aureo (MRSA).
Ricercatori dell'universita' del Piemonte Orientale e dell'Universita' di Londra rivelano che le proprieta' antibatteriche di cinque cannabinoidi: thc, cbd, cbg, cbc, cbn, possono essere usate per combattere alcuni virus resistenti alle medicine.
"Tutti questi componenti hanno rivelato una potente attivita' antibatterica", ha dichiarato uno dei ricercatori, ed inoltre sarebbero eccezionalmente resistenti contro EMERSA-15 e EMERSA-16, uno dei piu' potenti virus di stafilococco presenti nelle strutture sanitarie inglesi. "Anche se l'efficacia dei cannabinoidi necessita di ulteriori test, sembra positivo il loro utilizzo per ridurre la proliferazione di alcuni stafilococchi. La cannabis sativa e' una fonte interessante per combattere questi batteri".
Secondo una ricerca pubblicata nel 2007 nella rivista Journal of the American Medical Asosociation, ogni anno lo stafilococco provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri.
Denver
28 Agosto, 2008 - 12:10 da AnonimoDal sito della CBS, una notizia poco nota in Europa: Denver voters passed a resolution in 2005 that made the city the first in the country to legalize marijuana (less than 1 ounce - 28 g - for adults).
Per coltivare e vendere la cannabis in California si va all' università
21 Agosto, 2008 - 10:52 da Anonimodi PAOLO PONTONIERE, La Repubblica
SAN FRANCISCO - Si chiama Oaksterdam University ed è la prima università americana dove si insegna come coltivare e commercializzare la marijuana. Questa settimana, un po' in anticipo sulle istituzioni di alta educazione tradizionali, ha festeggiato i suoi primi 160 laureati. Il deus-ex-machina della Oaksterdam University è Richard Lee, un passato da pusher ad Oakland, una cittadina della Bay Area di San Francisco.
Fattosi accademico, dopo aver appreso che ad Amsterdam c'erano addirittura scuole che insegnavano come trasformare la sua attività in un'impresa commerciale con tutti i crismi, Lee ha fondato la sua università. E non certo per sete di denaro. Al contrario. In fondo lui l'erba la coltivava da oltre un decennio senza essere mai finito nei guai. A spingerlo a trasformarsi in educatore è stato il desiderio di aiutare coloro che soffrono di mali incurabili o di afflizioni che causano disturbi del sistema digerente.
Sì, perché grazie alla Proposizione 215, una legge imposta 12 anni fa da un referendum popolare, in California è possible coltivare legalmente marijuana con l'intento di distribuirla a pazienti muniti di ricetta medica. Così nel corso dell'ultimo decennio nello Stato americano sono fioriti un po' dappertutto quelli che la gente chiama i Club dell'Erba, i 'Pot Club'.
Fondati il più delle volte da attivisti che si battono per la legalizzazione della marijuana, i Club oltre ad aiutare migliaia di pazienti che soffrono di malattie che vanno dalle caterratte all'Aids (in quest'ultimo caso l'erba è molto efficace nel restituir loro un minimo di appetito) i sono trasformati anche in un un vero e proprio business.
Cinquecento sono correntemente i 'Pot Club' che operano in California e, secondo dati resi noti dall'uffico delle statistiche del governo, generano profitti annuali che si aggirano tra gli 870 milioni e 2 miliardi di dollari. La cifra è ovviamente solo frutto di stime perché, dal momento che operano prevalentemente come club privati, i circoli non sono tenuti a pubblicare i loro bilanci.
Uno dei problemi maggiori, nella battaglia senza fine tra i proprietari dei Club e le autorità federali, è però quello del rispetto dei mandati della 215, che sono abbastanza complessi dal punto di vista normativo, come quando si parla del quantitativo d'erba commerciabile legalmente: le regole prevedono per esempio delle variazioni nel numero di piante che possono essere coltivate a seconda che si tratti di un'azienda individuale, di un club privato o d'una cooperativa.
Ed e proprio approfittando della violazione di questi mandati che i federali possono intervenire chiudendo i club, sequestrando l'erba e non di rado arrestando anche i proprietari. Di qui l'idea di Lee di istituire un regolare corso di studio, che non solo rilasciasse una laurea in "Scienza agricola della coltivazione della marijuana" ma che ai futuri imprenditori, oltre all'arte di crescere la marijuana, insegnasse anche come interpretare al meglio le leggi che regolano il settore.
Così oltre alle lezioni con l'esperto di orticultura, nelle quali si discute di contenuto percentuale di cannabinolo, di alcalinità dei terreni, di esposizione al sole, di rendimento per acro e variazioni genetiche della pianta, i futuri erbicoltori imparano come mantenersi nei limiti di legge. Casomai sfruttando anche le contraddizioni e le lacune legislative a loro vantaggio. La 215 stabilisce per esempio che un individuo non può superare un certo numero massimo di piante coltivabili, ma quando si tratta di una cooperativa il numero delle piante può essere moltiplicato per il numero dei suoi componenti. Inoltre il numero di piante coltivabili, o il quantitativo di erba distribuibile, varia di contea in contea. Così se a San Francisco le piante che è possibile far crescere sono 12 a persona, a Oakland e Los Angeles sono invece 72. L'imprenditore accorto capirà dove conviene aprire la sua attività.
Gli aspetti legali dell'attività commerciale vengono illustrati da due principi del foro californiano, Chris Conrad e Laurence Lichter, esponenti storici del movimento statunitense per la legalizzazione delle droghe leggere. Il corso di orticoltura viene invece tenuto da Ilia Gvozdenovic, un coltivatore della contea di Marin, ed è tra i più popolari. Secondo Danielle Schumacher, rettrice dell'università, l'ha frequentato di sicuro anche qualche agente della DEA (l'agenzia federale anti-droga) in borghese. Al costo di 200 dollari per corso, i libri incidono per 72 dollari, l'iniziativa della Oaksterdam University sta riscuotendo un notevole successo, tanto che la scuola questo mese aprirà una sede anche a Los Angeles.
Quel liquore è diverso, sa di hascisc
18 Agosto, 2008 - 10:54 da Anonimodi MAURO LISSIA, La Nuova Sardegna
CAGLIARI. Liquore cannabino, pastiglie di cannabis, semi Nirvana: prodotti alternativi, come i locali dove si consumano. Sabato scorso i carabinieri del Nas sono entrati al Dream Planet di Cagliari in via Bellini e al Purple Haze di Carbonia in via Gramsci per sequestrare le scorte. Hanno portato via 22 confezioni di ‘Swiss cannabis pastilles’, 19 di semi e 15 bottiglie di liquore.
E’ un’operazione nazionale, disposta dal comando di Roma dopo le analisi sui prodotti della catena Smartshop eseguite all’istituto superiore della sanità. Contengono una bassa concentrazione di cannabis, quindi per il ministero della salute non possono circolare: la legge lo vieta.
Ora saranno compiuti accertamenti sui responsabili dell’importazione. Ma mentre l’Arma bracca i cultori della canapa indiana in tutta Italia, su Internet si vende marijuana e i suoi derivati come fosse latte in polvere. Perchè se le norme italiane sull’uso e sul commercio dell’erba sono ancora restrittive, in altri paesi d’Europa come Inghilterra e Olanda il tetraidrocannabinolo - principio chimico attivo della ‘maria’ - è considerato dai ricercatori un farmaco antidepressivo. Risultato: il servizio sanitario nazionale lo approva e ne autorizza la vendita. Per questo i prodotti industriali a base del vegetale proibito circolano liberamente sulla rete telematica insieme alle istruzioni per una fruttuosa coltivazione domestica. Trovare quanto serve è un gioco da ragazzi: basta digitare la parola cannabis su un qualsiasi motore di ricerca. Oppure andare su Cannavista.it, un indirizzo per specialisti che non vogliono perdere tempo. Vengono fuori menu sterminati collegati a siti informatissimi: Cannatrade, Hempatia, Sanapianta, Semitalia, passando per Nirvana, Vox Pop, Free Cannabis, Elephantos, Little Amsterdam. C’è solo il classico imbarazzo della scelta: su Effetto Serra si può acquistare tutto l’occorrente per metter su una piantagione indoor di canapa indiana, così come sul più esplicito Coltivare Marijuana sono ordinabili fertilizzanti, contenitori e lampade specifiche. Nelle offerte invernali il sito Alluce Verde propone una serie di kit semplici che partono da 120 euro per salire fino al sistema ‘idroponico’ completo Cube (689 euro), una sorta di scatola ventilata, riscaldata e illuminata opportunamente dove le piantine di cannabis, assicura la pubblicità, crescono rapidamente e in perfetta salute grazie alla presenza del «bulbo al sodio». Sempre che le prescrizioni degli esperti vengano rispettate a puntino: «Per ogni pianta di marijuana avrai bisogno di almeno ventimila lumen - è la raccomandazione - che corrispondono a 200 watt se utilizzi lampade hps o serie agro». L’erba ama la luce, ma bisogna stare attenti anche al ph, al livello di umidità, alla temperatura. Sbagliato lesinare sul substrato: i siti specializzati consigliano argilla espansa, lana di roccia e perlite. Insomma: trasformarsi in provetti coltivatori di cannabis sembra piuttosto semplice grazie al materiale informativo che abbonda sulla rete e che chiunque è libero di consultare da casa, come un qualsiasi sito di web-commerce.
Naturalmente si possono acquistare anche i prodotti pronti all’uso, roba da consumare subito: è vero che nella navigazione è facile imbattersi nelle spettrali schermate della Polizia postale - ‘Sito sottoposto a sequestro per decreto del gip...’ - ma basta insistere un po’ per trovare aggiornatissimi negozi online dov’è semplice ordinare in pacchi anomimi ogni delizia a base di cannabis. Su Palatifini.it una confezione da trenta ‘Swiss Cannabis Pastilles’ si compra a due euro e mezzo, su e.Bay la stessa prelibatezza può toccare i sei-sette euro, più del prezioso assenzio. Una bottiglietta da venti centilitri di cannabino, un liquore a base di alcol e cannabis, costa appena tre euro e mezzo: si può scegliere anche il colore dell’imballo e nello stesso sito sono disponibili sistemi di coltivazione con vasi e accessori insieme a vaporizzatori, cartine, filtri, narghilè, pipe, bong e chillum. Non mancano i semi da collezione e l’abbigliamento adatto all’uso: la t-shirt ‘Petro-Cannabis’ costa venti euro.
Nel settore libri e cultura il catalogo menziona fra le opere consigliate ‘Campa cavallo che l’erba cresce’, ‘L’erba di Carlo Erba’, il manuale gastronomico ‘In cucina con Maria’ e per gli appassionati di religioni alternative ‘The Cannabible’. Alla voce psichedelia svetta il volume ‘Funghetti’, mentre ‘Animali psicoattivi’ descrive prevedibilmente le reazioni allo stono riscontrate in cani e gatti. Fra le bevande energizzanti la scelta è vasta: Bomba rossa e Bulldog le più richieste. Per la categoria stonati ma belli non manca la cosmetica raffinata: dall’olio puro di canapa alla crema viso idratante. Per lui l’emulsione dopobarba canapa, per lei il balsamo per le labbra al delicato profumo d’erba. Della serie: un bacio che stordisce.
La cannabis in cucina, ricette stupefacenti
13 Agosto, 2008 - 11:23 da AnonimoPerchè privarsi della sostanza più nutriente del pianeta, regolatrice di appetito e miglioratrice di umore (ora che dopo pranzo non si fuma più)? I semi contengono benefici oli polinsaturi e acidi grassi essenziali com el’omega-3 che aumenta le difese immunitarie e ‘omega-6, anticolesterolo. La spiegazione in un nuovo libro diventato già cult. Suggerisce Tom Pilcher nell’introduzione di “La cannabis in cucina. Più di 35 ricette per spuntini, pranzi e occasioni. Godetevela!” (L’Airone,16 euro): se le madeleine di Proust non vi hanno mai convinto, potreste provare i “Dolcetti di Alice B. Toklas”, quelli che lei cucinava per ispirare Gertrude Stein. Ma allora perché non partire dagli Antipasti Anticonvenzionali e chiudere con un Bloody Mary Jane (da ganja). “Da quando fumare tabacco è una pratica in declino e soprattutto vietata nei ristoranti, perché non sostituirla con l’erba più famosa del pianeta mangiandola, come si è fatto per millenni?”, scrive l’autore. Tra l’altro, mangiarla non è come fumarla: gli effetti sono lenti e nelle preparazioni gastronomiche se ne usa una quantità molto minore. Vi avrà poi spiegato il panettiere - che da qualche tempo se ben assortito venderà legalissimo “pane alla canapa” - che dipende tutto dalla quantità del componente attivo: il THC. I fini terapeutici sono dimostrati dalla schiera di nonne-cuoche della cannabis diventate celebri con i loro ricettari da sballo. Titolo: La cannabis in cucina. Più di 35 ricette per pranzi, spuntini e altre occasioni
Autore: Pilcher Tim Editore: L’Airone Editrice Roma 2008 Pagine: 128 Prezzo: € 16.00
Usa. Repubblicani in Congresso chiedono la legalizzazione della marijuana
1 Agosto, 2008 - 16:50 da AnonimoIl deputato repubblicano Barney Frank, con il collega repubblicano Ron Paul, ha presentato una proposta di legge per porre fine alle pene federali per il possesso di 100 grammi di marijuana.
Per Frank, l'attuale legge usa le risorse di polizia, punendo anche i consumatori di marijuana terapeutica, e spesso e' causa di disparita' razziali di trattamento. "Le attivita' personali non devono essere affare dello Stato. Io ritengo che non siano affari del governo dire come trascorrere il proprio tempo libero", ha dichiarato, aggiungendo che il consumo, e non l'abuso, dovrebbe essere decriminalizzato .
La Drug Enforcement Administration ha specificato che spesso per il semplice possesso non si rischia quasi mai la detenzione. L'Agenzia e l'Uffico per la politica sulle droghe della Casa Bianca da tempo si oppongono alla legalizzazione della marijuana, per qualsiasi uso. La marijuana e' inserita nella Schedule I, ossia e' classificata nella fascia piu' alta di pericolosita' per dipendenza, e non ne e' ammesso il consumo per fini terapeutici.
"Il consumo della marijuana non e' supportato dalla scienza, non e' una medicina e non e' salubre fumarla", si legge nel sito della DEA. "Legalizzando la marijuana, indipendentemente dai motivi, si mettono a rischio i bambini e la sicurezza pubblica. Puo' creare dipendenza e necessita' di cure, apre la porta ad altre droghe, mina la salute, provoca comportamenti delinquenziali, e disturba la guida".
Ha dichiarato Allen St.Pierre, portavoce della NORML (Organizzazione per la riforma delle leggi sulla marijuana) che negli Stati Uniti sono circa dieci milioni i fumatori di marijuana, incluso lui stesso, e ogni anno centinaia di persone sono arrestate per il consumo medico della sostanza. "Dal 1965, ci sono stati circa 20 milioni di arresti per consumo, e 11 milioni dal 1990. Ogni 38 secondi un fumatore e' arrestato".
Rob Kampia, direttore del Marijuana Policy Project, ha dichiarato che il numero degli arrestati per marijuana supera quello per i reati violenti, ossia la polizia spende molte delle sue risorse per perseguire crimini non violenti. "La chiave per una riforma sulla marijuana e' porre fine agli arresti", ha concluso.
Per i Democratici Lacy Clay e Barbara Lee, non solo la polizia persegue i crimini non violenti, ma le leggi sulla marijuana puniscono specialmente gli afro-americani.
Clay non ammette il consumo della droga, ma si oppone all'uso dei soldi pubblici per una strategia inutile, che mette le persone in prigione, specialmente quelle di colore. Troppe leggi e risorse sono state dirette contro i consumatori di marijuana, e poco e' stato fatto per colpire i trafficanti.
Un arresto per marijuana puo' comportare la perdita del posto di lavoro, problemi per le borse di studio universitarie, per l'assistenza sociale e il diritto ad una abitazione popolare.
La House Resolution 5843, detta Personal Use of Marijuana by Responsible Adults Act 2008, esprime un piccolo sostegno per un gruppo di individui, malati, che fumano la marijuana a rischio di essere arrestati.
Frank, anche presidente della Commissione finanza, ha ricordato che gia' alcuni Stati hanno legalizzato il consumo medico della marijuana, e il Governo federale dovrebbero fermare l'attuale politica e rispettare le leggi statali.
Se la HR 5843 fosse approvata, sarebbe legale il possesso di massimo 100 grammi di marijuana, e possibile la cessione, senza profitto, di massimo un'oncia (poco piu' di 28 grammi).
La proposta non riguarda la coltivazione, l'importazione o l'esportazione, la vendita di marijuana. E non riguarda le leggi statali sulle droghe.
Fuma canapa contro il dolore. Arrestato, si suicida
24 Luglio, 2008 - 16:50 da Anonimo
Lei era sdraiata sul sedile destro reclinabile della vecchia Fiat 126, lui per terra poco lontano dalla vettura, probabilmente nel tardivo tentativo di scampare alla morte che aveva scelto per sè e la compagna. È morta avvelenata dai fumi di scarico dell'auto, convogliati nell'abitacolo con un tubo nel chiuso di un garage di un casolare ottocentesco, una coppia di conviventi agli arresti domiciliari per detenzione di marijuana.
Giuseppe Mercuri, di 59 anni, un possidente terriero di Sannicola, e la sua convivente, la cittadina francese Sophie Chaffurin, di 43, erano stati arrestati lo scorso 13 luglio. I carabinieri della Compagnia di Gallipoli avevano trovato nella loro tenuta, in località "La Guardia", la partita di marijuana: una metà nascosta nel camino, il resto sepolto in giardino.
A nulla la difesa dell'uomo: la droga, che fumava sin da giovane, serviva per uso personale, per alleviare i dolori di una malattia incurabile.
Inevitabile l'arresto e il carcere di Lecce dove la coppia è stata rinchiusa per tre giorni. La detenzione è stata successivamente tramutata dal Gip negli arresti nella propria abitazione, dove i due si sono suicidati.
Sono stati i carabinieri a trovare i cadaveri sabato sera nel corso del quotidiano giro di controllo dei detenuti ai domiciliari. Nessuna traccia di violenza, nulla che possa far pensare a qualcosa di diverso da un duplice suicidio consenziente. I primi esami del medico legale, a quanto si è appreso, farebbero risalire al pomeriggio di ieri la morte. Sarà comunque l'autopsia - disposta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giovanni Gagliotta - a confermare il decesso per avvelenamento da monossido di carbonio, e a datare con precisione l'ora della morte.
Studio: la cannabis rallenta lo sviluppo dei tumori
20 Luglio, 2008 - 13:37 da AnonimoNON VI SEMBRA UNA NOTIZIA RILEVANTE? SILENZIO NEI MAGGIORI GIORNALI...
Farsi una canna come terapia contro il cancro: a Londra i ricercatori medici della St.George University sono arrivati alla conclusione che la cannabis e' in grado di rallentare sviluppo e riproduzione delle cellule tumorali. A loro avviso il THC, principale ingrediente della cannabis, puo' avere un effetto benefico su tutte le tipologie di tumore, ma specialmente per quello al polmone e al cervello, oltre alla leucemia: indebolirebbe le cellule tumorali, rendendo cosi' piu' efficace la chemioterapia.
Studi precedenti avevano dimostrato come le proprieta' delle cannabis potevano essere base per medicinali utili ai malati di cancro: come antidolorifico ma anche stimolanti dell'appetito e per la riduzione della nausea. Tuttavia all'annuncio dei risultati ai quali sono arrivati i ricercatori della St.George University e' seguito un ammonimento a proposito del fumo della droga, in quanto per ora l'unica versione 'sicura' della cannabis a uso terapeutico cura e' stata generata in laboratorio.
'Non sto in nessun modo incoraggiando la gente ad assumere cannabis, ci potrebbero essere piu' danni che vantaggi. Tuttavia questo studio dimostra come la sostanza sia una valida arma nella battaglia contro il cancro: per autorizzarne la somministrazione siamo abbastanza vicini, ma abbiamo bisogno di ulteriori riscontri. Credo che in due o tre anni si potra' utilizzare regolarmente', ha detto ai giornalisti il dottor Wai Man Liu, che ha partecipato alla ricerca.
La dottoressa Joanna Owens, del Centro ricerca sul Cancro del Regno Unito, ha affermato che studi simili vanno incoraggiati: 'Rendere le cellule tumorali piu' vulnerabili a vantaggio della chemioterapia o la radioterapia e' un'ottima idea, ma siamo soltanto agli inizi'.
Cassazione assolve il megaspinello rasta
11 Luglio, 2008 - 08:48 da AnonimoROMA — I seguaci della religione rasta utilizzano «la marijuana non solo come erba medicinale, ma anche come erba medicativa. E, come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera». È il passaggio principale della motivazione della sentenza con cui la sesta sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta a Giuseppe Guaglione nel dicembre del 2004.
L'uomo, sorpreso dai carabinieri con poco meno di un etto di marijuana (da cui si potevano ricavare 70 spinelli) mentre dormiva in macchina su una piazzola di sosta, si era rivolto alla Suprema Corte sostenendo che i giudici di secondo grado non avevano tenuto conto del fatto che lui, un adepto rasta, fuma l'erba in base ai precetti della sua religione di origine ebraica, che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. E gli Ermellini gli hanno dato ragione: una decisione aspramente criticata dal centrodestra e dal Viminale. Nel provvedimento con cui la Corte d'Appello di Firenze è stata incaricata di riesaminare la vicenda, gli Ermellini hanno sottolineato come sia necessario essere comprensivi con i rasta trovati in possesso di quantitativi abbondanti di droga. Essi utilizzano la marijuana — hanno sostenuto al Palazzaccio — «nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato "il re saggio", e da esso ne tragga la forza».
Ed è scattata la censura alla Corte d'Appello di Perugia: «Non sembra che i giudici abbiano operato una logica ricostruzione del fatto in relazione al comportamento dell'imputato (fu proprio Guaglione a consegnare spontaneamente ai carabinieri una busta contenente la marijuana non preconfezionata in dosi ma sfusa), precisando subito che il possesso dell'erba era da lui destinato ad uso esclusivamente personale, secondo la pratica suggerita dalla religione rasta di cui si era detto adepto». Secondo la Suprema Corte, dunque, non si doveva decidere solo sulla base del «semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza, trascurando di valutare le circostanze di tempo, luogo e modalità comportamentali dell'imputato». Alla fine di aprile c'era stata la sterzata della Cassazione dopo la linea morbida di altri verdetti: le sezioni unite avevano stabilito che coltivare in casa marijuana è reato. Ora questa nuova sentenza: Isabella Bertolini (Pdl) parla di «strabismo giuridico» degli Ermellini mentre il Dipartimento per le politiche antidroga del ministero dell'Interno osserva che la decisione «stravolge la normativa vigente, che vieta e sanziona penalmente qualsiasi cessione, a qualsiasi titolo, di qualsiasi quantitativo di qualsiasi sostanza stupefacente a terze persone».
Duro anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, per il quale «la sentenza è fuori del tempo. Qualcuno fermi i giudici che vivono fuori dalla realtà». E se per il presidente dei deputati della Lega Roberto Cota «la sentenza produce effetti aberranti», Francesco Piobbichi (responsabile Politiche sociali del Prc) sostiene che essa apre «scenari interessanti» e «fa piazza pulita della demagogia di una destra autoritaria». Provocatoriamente il deputato dell'Udc Luca Volontè dice che adesso i rasta potrebbero «essere utilizzati per spacciare» mentre don Andrea Gallo (fondatore della comunità di San Benedetto a Genova) approva la sentenza: «Non si può continuare a demonizzare una sostanza. C'è da rispettare un principio di autodeterminazione e ora la Suprema Corte ha capito che demonizzare una sostanza in quanto tale non è la strada giusta. Si deve colpire l'abuso, non l'uso».
Flavio Haver, http://www.corriere.it

