Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 51386 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

"Totale fallimento dell'azione repressiva"

Uno sguardo alla relazione 2015 della Direzione Nazionale Antimafia, a pagina 354. (I tagli interni e i caratteri maiuscoli sono miei) Udite udite: "Per avere contezza della dimensione che ha, oramai, assunto il fenomeno del consumo delle cd droghe leggere, basterà osservare che - considerato che [...] il quantitativo sequestrato è di almeno 10/20 volte inferiore a quello consumato - si deve ragionevolmente ipotizzare un mercato che vende, 
approssimativamente, fra 1,5 e 3 milioni di Kg all’anno di cannabis, quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche. [...] Di fronte a numeri come quelli appena visti - e senza alcun pregiudizio ideologico, proibizionista o antiproibizionista che sia - si ha il dovere di evidenziare a chi di dovere che, oggettivamente, e nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si deve registrare il TOTALE FALLIMENTO DELL'AZIONE REPRESSIVA. [...] Si può dire, allora, che i dati statistici e quantitativi nudi e crudi, segnalano, in questo specifico ambito, l’affermarsi di un fenomeno oramai endemico, capillare e sviluppato ovunque, non dissimile, quanto a radicamento e diffusione sociale, a quello del consumo di sostanze lecite (ma, il cui abuso può del pari essere nocivo) quali tabacco ed alcool. [...] Dunque, davanti a questo quadro, che evidenzia l’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia, tenendo conto del fatto che, nel bilanciamento di contrapposti interessi, si dovranno tenere presenti, da una parte, le modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle 
forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di 
appannaggio di associazioni criminali agguerrite."
Così la Direzione Nazionale Antimafia. Lo avete letto su qualche quotidiano? Telegiornali? Linea Rossa? Santoro e derivati? Fatto Quotidiano? Come no, dai, era dappertutto? Ci hanno fatto pure uno speciale di Vespa! Comunque, per ricordarvelo meglio, la Direzione Nazionale Antimafia ha detto: TOTALE FALLIMENTO DELL'AZIONE REPRESSIVA. Ciao.

(Adelchi Battista)

Droghe leggere, è l’ora della depenalizzazione: lo dice la Direzione Antimafia

 Legalizzare l'utilizzo delle droghe leggere per colpire al cuore la criminalità organizzata. È, questo, in estrema e brutale sintesi, il suggerimento che la Direzione Nazionale Antimafia invia al governo Renzi. La DNA, che ogni giorno si trova a fronteggiare lo spaccio e il consumo di cannabis e hashish, evidenzia, nella relazione divulgata la scorsa settimana, "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" contro lo spaccio e l'uso di droghe leggere.

Per tale motivo "spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia, tenendo conto del fatto che, nel bilanciamento di contrapposti interessi, si dovranno tenere presenti, da una parte, le modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall'altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell'ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite".

La questione viene giustamente inquadrata come un vero e proprio fenomeno di massa: basti pensare che, stando a tutte le statistiche, le quantità di droghe sequestrate corrispondono appena al 5%-10% di quanto viene effettivamente consumato. In termini numerici, parliamo di "un mercato che vende, approssimativamente, fra 1,5 e 3 milioni di Kg all'anno di cannabis, quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche. In via esemplificativa, l'indicato quantitativo consente a ciascun cittadino italiano (compresi vecchi e bambini) un consumo di circa 25/50 grammi procapite (pari a circa 100/200 dosi) all'anno".

Non serve soffermarsi più di tanto sugli effetti economici di una regolarizzazione di tale portata. Secondo i magistrati della DNA, lo Stato arriverebbe a incassare una somma che oscilla tra i 7 e i 10 miliardi: tutto denaro sottratto alle organizzazioni criminali. Certo, aumenterebbero anche le spese, visto che, nel caso di legalizzazione, il Servizio sanitario dovrebbe monitorare i consumatori e invitarli ad un consumo responsabile ma, nel complesso, il saldo sarebbe più che positivo.

Le riserve del governo - L'invito della DNA, ad oggi, appare tuttavia lontanissimo dall'essere accolto. Le ragioni sono molteplici, e, come spesso accade, in cima alla lista troviamo quelle di natura politica. In primo luogo, questo governo non sembra culturalmente favorevole ad una legalizzazione della cannabis. A partire dal Nuovo centrodestra, che tra le sue fila annovera un proibizionista come Carlo Giovanardi (la cui legge è stata dichiarata incostituzionale) e arrivando ai centristi, da sempre contrari sul punto.

Quanto al Partito democratico, come al solito le posizioni all'interno sono molteplici: si va da chi è più possibilista (esponenti della minoranza come Luigi Manconi e renziani ex radicali come Roberto Giachetti) a chi, invece, sul punto non transige (la componente cattolica).

Il premier Matteo Renzi pare propendere per questa seconda tendenza, anche alla luce di quanto già dichiarato in materia ai tempi in cui presiedeva la Provincia di Firenze: "La migliore ricetta contro lo spaccio delle sostanze stupefacenti è la tolleranza zero, che va usata sugli spacciatori intorno alle scuole e nei luoghi di ritrovo dei giovani".



Read more: http://it.ibtimes.com/articles/76458/20150302/dna-droghe-leggere-legalizzazione-governo.htm#ixzz3TRC240zI

canapa legale da oggi a Washington DC

legale il possesso per uso anche ricreativo di max 56 grammi (due once) di cannabis

I danni di alcol, cannabis, cocaina, mdma e altre droghe spiegati nel dettaglio e confrontati tra loro

interessante anche la parte "perché la gente usa questa o quella droga", un tema che raramente viene affrontato

l'Alaska ha legalizzato la cannabis

canapa legale per uso sia medico che ricreativo in Alaska: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/02/24/alaska-da-oggi-uso-mari...

USA - Alcool 114 volte piu' mortale della marijuana. Studio

USA - Alcool 114 volte piu' mortale della marijuana. StudioScarica e stampa il PDF2 Notizia 24 febbraio 2015 9:18 Paragonata con altre droghe ricreative - incluso l'alcol - la marijuana potrebbe essere più sicura di quanto si pensasse finora. E i ricercatori hanno sistematicamente sottostimato i rischi associati al consumo di alcol. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, magazine che fa parte del gruppo editoriale di Nature.I ricercatori hanno paragonato il rischio di morte causato da una serie di sostanze stupefacenti: hanno scoperto che l'alcol rappresenta la sostanza più mortale, seguita dall'eroina e dalla cocaina. E quale droga si trova in fondo alla lista? La marijuana, 114 volte meno mortale dell'alcol e di gran lunga anche del tabacco.Da sottolineare che il concetto di più sicuro dell'alcol non significa che sia sicuro al 100%. Ci sono molti rischi associati al consumo di cannabis: problemi mentali che possono presentarsi con più facilità nei soggetti che hanno iniziato a consumare marijuana da giovanissimi. La conclusione? Dati i rischi molto bassi legati al consumo i ricercatori "suggeriscono di iniziare un approccio di regolamentazione molto stringente piuttosto che la proibizione". 

 

i prossimi 7 stati (usa) che stanno per legalizzare

ohi ohi dai filtro anti spam passamelo non è un link pubblicitario è un normale articolo... http://reset.me/story/7-states-next-line-legalize-marijuana/

Studio inglese: la "super-cannabis" causa un caso di psicosi su quattro

 La “super cannabis” causerebbe un caso di psicosi su quattro. E’ l’allarme lanciato in Gran Bretagna (ma non solo) da uno studio durato 6 anni, condotto dall’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience del King’s College di Londra e in pubblicazione su “Lancet Psychiatry”. 

 

La “super-cannabis” e la ricerca 

La “super-cannabis” è una varietà extra-forte della classica e nota sostanza, viene chiamata “skunk” e contiene livelli di tetraidrocannabinolo pari al 15% contro il 4% delle varietà “tradizionali” usate per esempio per la preparazione della cannabis terapeutica. 
Ebbene, secondo lo studio inglese chi usa “skunk” ogni giorno è cinque volte piu’ a rischio di sviluppare malattie psicotiche, come la schizofrenia. Sono stati presi in considerazione 800 adulti della zona sud della capitale sul Tamigi, metà dei quali trattati di recente per un primo episodio psicotico. Per loro è emersa un’incidenza della schizofrenia doppia rispetto alla metà degli anni ‘60. Un trend largamente ritenuto correlato al consumo di droga. Benché in generale l’uso di cannabis in Gran Bretagna sia sceso del 40% negli ultimi 10 anni, infatti, tra gli utilizzatori è aumentata nettamente la potenza della sostanza fumata. Un elemento che, insieme alla frequenza d’impiego, gioca secondo i ricercatori un ruolo cruciale nello sviluppo di problemi mentali. 
In particolare, gli autori dello studio hanno concluso che il 24% dei nuovi casi di psicosi diagnosticati nella zona di Londra oggetto dell’indagine possono essere attribuiti alla “skunk”. 

 

 

 

 

Dibattito sulla liberalizzazione si riapre in Gran Bretagna 

Questo dato nel paese anglofono ha riaperto il dibattito in merito alla liberalizzazione, anche perché alcune nuove varietà di cannabis, due volte ancora più potenti di quelle disponibili nel Regno, sono già state sviluppate nei Paesi Bassi. 
Il segretario di Giustizia, Chris Grayling, afferma che i nuovi risultati sono un argomento che pesa contro. E anche il liberaldemocratico, Norman Baker, ex sottosegretario agli Interni con delega alle politiche sulla droga, fautore del progetto di depenalizzazione della cannabis, riflette sull’opportunità di una nuova classificazione per la “skunk”. «Il nostro approccio rimane chiaro», commenta un portavoce del ministero, come si legge sul “Telegraph”: «Dobbiamo prevenire l’uso di droga nelle nostre comunità e aiutare le persone dipendenti attraverso il trattamento e il recupero. Garantendo al tempo stesso l’applicazione della legge per tutelare la società, fermando l’offerta e contrastando la criminalità organizzata coinvolta nel commercio di stupefacenti». «La tendenza mondiale alla liberalizzazione della cannabis - riflettono gli studiosi guidati da Marta Di Forti - evidenzia ancora di più la necessità urgente di sviluppare interventi di educazione pubblica per informare, soprattutto i giovani, sui rischi delle varietà più potenti di cannabis».

 

In Italia raccolta di dati da parte della Società italiana di psicopatologia

In Italia l’allarme è lanciato dagli esperti dalla Sopsi, la Società italiana di psicopatologia: «Tra i giovani dai 10 ai 19 anni aumentano le psicopatologie provocate da abuso di alcol e sostanze stupefacenti», avvertono in vista del 19esimo Congresso nazionale previsto il 23 febbraio a Milano. 
I dati della Sopsi parlano chiaro: «Da una ricerca sull’abuso di alcol, caffè ed energy drink, condotta su 3.011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi tra i 16 e i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di “binge drinking” (l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione almeno una volta a settimana), mentre nel campione complessivo la percentuale di “binge drinkers” si attesta al 48,1%». In genera, «dunque, emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore “binge”». Un altro studio citato dalla società scientifica riguarda proprio la cannabis. La ricerca rileva come, «dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali sono più spesso maschi e disoccupati. Dallo studio è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita».

corriere della sera.it

Non ne esco

Ciao a tutti sono un ragazzo di 28 anni con un grosso problema fumo le canne da quando ne avevo 14 ma il problema è che il mio nn è un uso moderato ma tutt'altro, riesco anche a fumarne 10 15 al giorno e ora che ho perso il lavoro non vi dico neanche... Vorrei smettere e per un periodo c ero quasi riuscito grazie alla mia compagna anche se la sera almeno una o 2 riuscivo sempre a farmela,ma poi è andata com'è andata e sono tornato infognato più di prima! Quando ho quelle ho tutto (che tristezza) nn me ne frega piu di niente e credetemi vorrei tutt'altro ma nn ci riesco è piu forte di me il loro richiamo è piu forte di qualsiasi cosa. Le poche volte che riesco ad uscire vado subito in paranoia mi guardo spesso intorno insomma meglio stare a casa almeno li riesco a stare tarnquillo. Per nn parlare della testa non mi ricordo quasi nulla, mio nonno 85 anni se ne ricorda piu di me avvolte mi faccio dei bigliettini perche mi scordo le cose e per nn dirvi quando parlo con le persone, magari entriamo in un discorso e io dopo un po mi scordo di cosa si stava parlando con conseguente figura di m.... Mi rendo conto che ne sono dipendente al 100% e vi dico la verità nn so neanche se ce la farò mai ad uscirne, tanto continuando cosi la fine arriva presto lo so!!!  Il mio era piu uno sfogo e voglia di raccontare la mia esperienza personale e dire che se tornassi indietro nn le toccherei mai più perche mi hanno rovinato la vita e la colpa non è di nessuno ma soltanto mia!   

Yale: scoperte le cause della "fame chimica"

scoperto dai ricercatori di Yale il modo in cui la cannabis fa venire appetito. Grosso potenziale terapeutico per le persone affette da disappetenza psicologica o da malattia

Condividi contenuti