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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

Miocardite tossica da abuso di hashish??

ciao abbiamo già ricevuto la tua domanda ed a breve un nostor operatore ti risponderà.

La Redazione

Droga, relazione al Parlamento 2014: “Aumenta il consumo della cannabis. Cala la cocaina”

Il report del Dipartimento politiche antidroga segnala che oltre il 20 per cento degli studenti fa uso di cannabis

E’ la cannabis la sostanza illecita maggiormente consumata e dichiarata dagli studenti, con una prevalenza che si attesta su valori superiori al 20% (consumo negli ultimi 12 mesi). Lo rivela la Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2013 e il primo semestre 2014 curata dal Dipartimento politiche antidroga. Nel 2014, il consumo di cannabis negli ultimi 12 mesi precedenti all’intervista è stato sperimentato dal 23,5% degli studenti, registrando un aumento di 1,9 punti percentuali rispetto al 2013; la prevalenza dei consumi raggiunge il 27,1% se si considera il consumo almeno una volta nella vita e il 15,8% quando si fa riferimento agli ultimi 30 giorni. 

Il confronto tra i consumi di sostanze, differenziati per genere evidenzia un aumento dei consumatori di cannabis per entrambi i generi, anche se più pronunciato nelle femmine (+0,93 punti percentuali nei maschi vs +2,66 punti percentuali per le femmine). Anche per i tranquillanti e sedativi l’aumento dei consumatori nel 2014, rispetto al 2013, è più consistente tra le studentesse (+0,62 punti percentuali) rispetto ai coetanei maschi (+0,18 punti percentuali). Per quanto riguarda la frequenza di assunzione, in entrambi i generi prevaleil consumo occasionale di cannabis, circoscritto a 1-2 volte nel corso degli ultimi 12 mesi (44% per le femmine e 34,7% per i maschi). Tra i consumatori il 33% dei maschi, contro il 22% delle femminile, riferisce di aver utilizzato cannabis più assiduamente, 20 o più volte negli ultimi 12 mesi. Quanto alle altre droghe, ponendo l’attenzione sui risultati dello studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 studenti di età compresa tra 15-19 anni emergono le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 23,46% (21,5% nel 2013), cocaina 1,58% (2% nel 2013), eroina 0,2% (0,3% nel 2013), stimolanti (amfetamine ed ecstasy) 1,3% (1,3% nel 2013) e allucinogeni 2% (2,13% nel 2013). 

 La concentrazione più elevata di sostanze stupefacenti nelle acque reflue delle città italiane si osserva per la cannabis: mediamente circa 39.3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2013, con un sostanziale aumento rispetto al dato medio riscontrato nel 2012 (28,4). Il consumo della cocaina presenta un calo dal 2012 al 2013 (da 6.7 a 5.9 dosi), attestandosi a un valore più vicino a quello osservato per il 2011 (5.7).Parallelamente all’indagine di popolazione generale, il Dipartimento politiche antidroga ha infatti affidato all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano i prelievi e l’analisi di campioni di acque reflue rilevati annualmente dal 2011 presso 17 centri urbani distribuiti su tutto il territorio nazionale per la misura delle concentrazioni di residui di sostanze presenti nei campioni. Per quanto riguarda il consumo di eroina, si osserva una certa stabilita in tutto il periodo (poco più di 2 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti), come pure risulta stabile il livello di consumo delle metamfetamine (0.2 dosi). I consumi di ecstasy tornano sui livelli del 2011 (0,06) dopo esser leggermente calati nel 2012 (0.05). Mentre il consumo di ketamina presenta un trend in crescita, passando da 2,2 a 3,3 milligrammi al giorno.

"Marijuana show", sbarca il reality dedicato alla cannabis

I migliori progetti otterranno finanziamenti fino ad un milione di dollari

Negli Stati Uniti si aprono le selezioni per il primo reality show dedicato a tutti i modi per creare nuove imprese basate sull'uso della cannabis. In "Marijuana Show", che sarà trasmesso online a novembre, i contendenti verranno scelti per presentare i loro arditi progetti 'all'erba' ad un gruppo di potenziali finanziatori. I migliori otterranno fondi da un minimo di 25mila dollari ad un massimo di un milione di dollari.

 Le pre-selezioni sono state avviate a Denver dai creatori del reality Wendy Robbins e Karen Paull, e più di duecento persone si sono messe in coda. Con idee 'alla cannabis' che variano dal girare film, alla creazioni di fiori e negozi specializzati in composizioni che utilizzano la marijuana, a pasticcerie 'ad hoc' e cosi' via. 

Ma per l'ideatrice Wendy Robbins, si dovrà trattare di uno show improntato alla 'gentilezza' nelle presentazioni e di una opportunità per intrattenere ed educare il pubblico su "di una erba potente e medicinale" . 

Il gruppo dei prescelti verrà spedito in una sorta di ritiro in New Mexico per tutto il mese di ottobre, per ritornare a novembre a Denver pronti alla presentazione davanti agli investitori.

a Firenze la cittadella fortificata "Qui si produrrà la marijuana di Stato"

I ministri Lorenzin e Pinotti hanno firmato il protocollo che dà il via libera alla coltivazione e lavorazione delle piante nello stabilimento chmico militare a scopo terapeutico. Costi ridotti e tempi più rapidi per i malati

Una  piantagione di marijuana sorvegliata con le armi. Non è la Colombia dei paramilitari, e neppure Lazarat, il villaggio albanese strappato al narcotraffico con un mega blitz dell'esercito lo scorso agosto. Siamo a 15 minuti d'auto da piazza della Signoria e la cittadella fortificata è quella dello stabilimento chimico militare di Firenze. E' qui che l'Italia produrrà la cannabis terapeutica di Stato.

Oggi le ministre della Salute, Beatrice Lorenzin, e della Difesa, Roberta Pinotti, hanno siglato il protocollo che dà il via alla coltivazione e lavorazione delle piante. Una decisione che metterà fine alle costose importazioni di Bedrocan dall'Olanda, per le quali oggi i malati italiani devono attendere persino mesi, nonostante la cura tramite cannabinoidi sia garantita per legge dal 2007 per una serie di malattie.

A lanciare l'idea di produrre i farmaci all'istituto fiorentino era stato l'Espresso con un appello di Enzo Brogi , il consigliere regionale del Pd che è anche promotore della legge toscana che mette i cannabinoidi a carico del sistema sanitario regionale. Il provvedimento ha fatto da apripista ad altre Regioni.

I ministri Lorenzin e PinottiI ministri Lorenzin e Pinotti

Non senza commozione Brogi dedica questa vittoria all'amica e collega di partito Alessia Ballini, scomparsa a soli 41 anni nel 2011. “Era malata di un tumore e mi confidò di essersi rivolta al mercato nero di Firenze per ottenere un po' di cannabis e alleviare il dolore della chemio. I tempi di attesa per ottenerla in modo ufficiale erano troppo lunghi, forse sarebbe morta prima” ricorda il consigliere toscano.

E continua: “Il protocollo firmato oggi è proprio quello che auspicavo: una filiera corta e pubblica. Ci tengo che sia una produzione pubblica, così i prezzi saranno sicuramente calmierati.  Diverso se lo facesse una multinazionale, che nel prezzo ci metterebbe informatori sanitari, gadget e convegni scientifici a Taormina. E' anche per questo che i farmaci a volte costano così tanto” commenta Brogi all'Espresso. E in nome della filiera corta, la cannabis terapeutica potrebbe essere coltivata anche fuori da Firenze. “La produzione delle piante potrebbe essere decentrata, perché no? Penso anche allo stabilimento di Rovigo Cra Cin. La lavorazione però deve essere affidata solo allo stabilimento chimico militare, una struttura di eccellenza”.

La conferma arriva anche dall'Agenzia Industrie Difesa, che all'Espresso  fa sapere: “La produzione di farmaci potrebbe avvenire anche utilizzando materie prime di provenienza esterna. Ad ogni modo la coltivazione della cannabis per uso medicinale, con specifiche e costanti proprietà vegetali, deve avvenire in locali chiusi e con parametri climatici costanti, infatti lo stabilimento di Firenze ha le capacità logistiche per la coltivazione della pianta in condizioni termoigrometriche, di illuminazione e di concimazione costante. La coltivazione avverrebbe all'interno dello stabilimento militare in aree sottoposte a sorveglianza. Firenze ha le capacità tecniche e logistiche sia per la produzione ed essiccazione della cannabis che per il successivo confezionamento di medicinali”.

Quanto al prezzo, sarà sicuramente inferiore a quello attuale. “Uno studio interno prevede, a fronte di una spesa attuale di circa 15,6 euro al grammo, un sensibile risparmio. Ma non si tratta unicamente di un risparmio economico, la produzione nazionale della cannabis e dei prodotti farmaceutici da essa derivati rendono il farmaco prontamente disponibile ai pazienti che ne abbisognano andando a ridurre gli attuali tempi di attesa che possono essere di anche sei mesi” dicono. E chissà che l'Italia non diventi una nuova Olanda, esportatrice di medicinali a base di marijuana.

Ad ogni modo, i malati italiani dovranno aspettare ancora parecchi mesi prima di poter avere il farmaco nazionale. Per l'esattezza, dodici per le autorizzazioni e diciotto per la produzione, come spiega all'Espresso la Difesa: “Un iter autorizzativo stimato in 12 mesi ai sensi delle norme di legge comunitarie e nazionali. Diciotto sono i mesi che intercorrerebbero tra la firma della convenzione e la distribuzione del prodotto”.

L'Espresso espresso.repubblica.it/attualita/2014/09/18/news/nasce-a-firenze-la-cittadella-fortificata-che-produra-la-cannabis-di-stato-1.180703

tachicardia e senso di svenimento

Ciao a tutti ragazzi sono un ragazzo di 16 anni a cui piace fumare, il problema e che una sera in spiaggia ho fatto 7-8 tiri di marijuana ma non era la prima volta, dopo 1 oretta non capivo più niente e pensavo di morire ad un certo punto mi sono messo sdraiato e ho vomitato. Il bello e che subito dopo aver vomitato sono stato benissimo, il brutto e che ogni volta che fumo ho questa tachicardia cioe appena faccio un tiro subito aumenta ol battito lo so che ho troppe paranoie ma volevo raccontare questa mia esperienza voi cosa ne pensate? Non mi rende piu piacevole fumare questa cosa.

La marijuana crea dipendenza? Ebbene sì in modo particolare nelle donne

La marijuana ormai legalizzata in Colorado e a Washington a uso ricreativo e consentita in 23 stati per uso medico potrebbe creare dipendenza in modo particolare nelle donne. Lo suggeriscono recenti ricerche nonostante non esista una quantità esorbitante di prove conclusive sull’argomento. I ricercatori della Washington State University sono comunque convinti di aver trovato le prove che dimostrano che le donne tollerano meno la marijuana rispetto agli uomini. Non solo le donne però rischierebbero. Le persone che aumentano il livello di tolleranza al farmaco hanno più probabilità di diventare tossicodipendenti rispetto a quelli che la tollerano in modo diverso.  

 Lo studio di Washington State University ha testato il THC e in modo particolare la sua capacità di alleviare il dolore nei ratti, in quanto come gli esseri umani, i topi vivono cicli mestruali simili e fluttuazioni ormonali. I risultati dello studio sono stati sorprendenti. Inizialmente, le femmine di ratto hanno sviluppato una determinata sensibilità alTHC. Ma, dieci giorni dopo, le femmine di ratto avevano bisogno di una dose maggiore di THC. Stavano diventando dipendenti e tolleranti al farmaco.

Rebecca Craft, il ricercatore principale dello studio e presidente del dipartimento di psicologia presso la Washington State University, pensa che ogni donna debba essere consapevole del rischio che corre. Attualmente, sono stati testati gli effetti del THC sui ratti. Ma, secondo Craft, la ricerca a non sarà decisiva finché non verrà provata negli esseri umani anche perché ci sono alcune differenze tra le due specie, in primo luogo nel modo di metabolizzare i farmaci.

urbanpost.it/la-marijuana-crea-dipendenza-si-nelle-donne

Contro l’Alzheimer è efficace la marijuana

Gli scienziati scoprono che il principio attivo della cannabis, il Thc, può offrire un valido trattamento per la malattia di Alzheimer, arrestando o rallentando la progressione della malattia

Dibattuta, avversata – ma da qualcuno anche sostenuta – la marijuana è da molto tempo oggetto di studi che ora ne esaltano le qualità; ora ne evidenziano i pericoli. Forse, come per tutte le cose, dipende sempre dall’uso che se ne fa e il contesto in cui questo viene fatto. Comunque la pensiate, a favore di un uso terapeutico è anche un nuovo studio preclinico che indica come il Thc – il principio attivo delle foglie di cannabis – può rallentare o arrestare la progressione della malattia di Alzheimer. Un tipo di grave patologia che, lo ricordiamo, ancora non ha una cura.

Un nuovo studio, dunque, che sostiene il ruolo terapeutico del delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc) nel trattamento o controllo di alcune malattie. Il fatto che questo composto sia risultato attivo nel trattamento di una malattia devastante come l’Alzheimer, di fatto ne eleva lo status. 

Sono stati i ricercatori dell’Università della Florida del Sud (USF) – Health Byrd Alzheimer’s Institute ad aver dimostrato con il loro studio che livelli estremamente bassi di Thc possono rallentare o arrestare la progressione della malattia. I risultati completi degli esperimenti, eseguiti utilizzando un modello cellulare della malattia di Alzheimer, sono stati pubblicati sulla versione online del Journal of Alzheimer.

Il dott. Chuanhai Cao e colleghi dell’USF hanno potuto osservare come piccole dosi di Thc riducano la produzione di beta-amiloide – il noto peptide e maggior componente delle placche amiloidi – che si trova in una forma solubile nella maggior parte dei cervelli anziani. Il Thc è stato anche trovato prevenire l’accumulo anomalo di questa proteina, laddove l’accumulo di beta-amiloide (o betaamiloide) si sa essere uno dei processi considerati tratto distintivo patologico evidente fin dall’inizio della malattia.
Infine, basse concentrazioni di Thc hanno anche selettivamente potenziato la funzione mitocondriale, che è necessaria per favorire l’approvvigionamento energetico, la trasmissione di segnali nervosi e mantenere un cervello sano.

«Il THC è noto per essere un potente antiossidante con proprietà neuroprotettive – spiega il dott. Cao – ma questo è il primo rapporto a dimostrare che il composto influisce direttamente sulla patologia di Alzheimer, diminuendo i livelli di beta amiloide, inibendo l’aggregazione e migliorando la funzione mitocondriale».
«Una diminuzione dei livelli di beta amiloide significa meno aggregazione – prosegue Cao – che può proteggere contro la progressione della malattia di Alzheimer. Poiché il Thc è un inibitore amiloide naturale e relativamente sicuro. Il Thc o suoi analoghi possono aiutare a sviluppare un trattamento efficace per il futuro». 

 Quanto ai possibili effetti avversi derivanti dall’uso del Thc, i ricercatori sottolineano che alle basse dosi impiegate i benefici terapeutici del Thc sembrano prevalere sui rischi associati di tossicità e disturbi della memoria. Ma, come detto, sull’uso del Thc e i suoi derivati il dibattito è ancora e sempre acceso.
«Anche se siamo ancora lontani da un consenso – sottolinea infatti il dott. Neel Nabar, coautore dello studio – questo studio indica che il Thc e i composti Thc correlati, possono essere di valore terapeutico nella malattia di Alzheimer. Stiamo forse sostenendo che le persone devono usare droghe illecite per prevenire la malattia? No. E’ importante tenere a mente che solo perché un farmaco può essere efficace non significa che possa essere tranquillamente utilizzato da chiunque. Tuttavia, questi risultati possono portare alla sviluppo di composti correlati che sono sicuri, legali e utili nel trattamento della malattia di Alzheimer».

La Stampa Salute www.lastampa.it/2014/08/29/scienza/benessere/medicina/contro-lalzheimer-efficace-la-marijuana-58CzFK58uPhTAYQHbfG87K/pagina.html

la mia esperienza dopo aver fumato una canna

Ciao a tutti sono una ragazza di 21 anni e da 5mesi ke sto male dopo aver fumato una canna.ho fatto 5 tiri ed era erba.cmq io quella sera mi sono sentita davvero male...poi sono andata parecchie volte sono andata all'ospedale dicendogli che mi fa male sempre il petto ma loro mi dicono sempre che ho l'ansia poi un'atra volta sn andata finuovo all'ospedale e mi hanno prelevato il sangue ma tutte cose apposto...poi mi sn sentita un pó meglio.poi dp un mese circa dinuovo male sono andata dal dottore e anke lui dice ke è ansia e mi ha dato delle valeriana dell'erboristeria dicendomi ke i doloro al petto sarebbero passati ma niente poi ina settimana fa sn andata alla guardi mefica dicendogli ke mi faceva male tutto il petto e quella mi ha visitato e mi ha dettl ke e la gastrite e mi ha dato da prendere riopan gel e le pasticche omeprazen ma non mi hanno fatto niente io continuo ad avere dolori al petto per favore cosa mi consigliatr di fare....

viaggio in Colorado: dove la legalizzazione fa incassare turismo e fisco

Dal primo gennaio nello stato americano consentita la vendita in 212 negozi e 493 centri medici: la canapa viene usata in oltre 200 fabbriche dove si producono saponi, dolciumi, prodotti di infusione. La legge parla chiaro: il tutto va fatto nell'assoluta discrezione, lontano dai bambini. Ma l'erario ora guadagna una media di 5 milioni al mese: "I fondi in più? Per progetti sociali e scuole"

di Daniele Guido Gessa, Il Fatto Quotidiano

Benvenuti nello stato americano dove chi fuma una sigaretta per strada viene trattato come uncriminale, ma dove esistono più di mille campi agricoli autorizzati alla coltivazione della marijuana, dove la stessa viene venduta in 212 negozi aperti a tutti e in 493 centri medici e dove la pianta più discussa al mondo viene usata in oltre 200 fabbriche dove si producono saponi, dolciumi, prodotti di infusione di ogni genere. Il Colorado, stato dell’ovest degli Stati Uniti d’America, proprio dove inizia il Far West, già nel 2000, su richiesta popolare ufficializzata in una petizione poi votata dall’assemblea, iniziò a legalizzare per fini medici la cannabis. Poi, piano piano, anche per contrastare il crescente mercato nero, si arrivò alla situazione attuale, così dal primo gennaio di quest’anno è ufficialmente consentito il possesso (ma c’è un limite) e, conseguentemente, la vendita di un prodotto che sta già creando un certo flusso turistico ma che crea anche contraddizioni interne a livello di federazione (in tutti gli altri Stati, tranne quello di Washington, si rischia la galera), tensioni fra amministrazioni statali del Colorado e apparato federale e indagini incrociate di polizia e altre agenzie di sicurezza, tutte indaffarate nel fare in modo che neanche un solo grammo di marijuana esca dal Colorado per altri Stati. Tanto per intenderci, solo poche settimane fa, in Texas, un ragazzo è stato condannato a una pena di 99 anni di carcere per aver prodotto una torta alla cannabis. Soluzione estrema ma che fa capire quanto le tensioni stiano andando a complicare una situazione di suo già non facile.

A Denver, capitale del Colorado, del resto l’inconfondibile odore di marijuana lo si sente quasi ovunque. Lo si sente quando si prende un autobus, quando si va in hotel e magari chi è nella stanza di fianco la sta consumando. Ancora, lo si sente quando si prende un taxi e si passa per le periferie (qui ha sede la gran parte delle rivendite autorizzate). Fumare per strada è proibito, così come nei negozi, a differenza diAmsterdam, non è possibile consumarla. La legge lo dice chiaro: il tutto va fatto nell’assoluta discrezione, lontano dai bambini, in casa o in luoghi privati (molti hotel stanno iniziando ad attrezzarsi, visto il business), lontano dalle scuole e senza farne un vanto. Ma il vanto, ora, è soprattutto per lo stato del Colorado, che, se a gennaio aveva guadagnato in introiti fiscali meno di 3 milioni di dollari, già a fine aprile si era saliti a 4,5 milioni di dollari. “Questo è dovuto in parte al turismo della marijuana, in parte al fatto che il mercato nero viene inglobato sempre più da quello legale – spiega a ilfattoquotidiano.it Barbara Brohl, direttore esecutivo del dipartimento del Fisco del Colorado – e una cosa è certa: noi stiamo diventando un modello per altri paesi del mondo, conMessico, Brasile, Canada e Svizzera che hanno già manifestato interesse per il nostro sistema e con cui siamo in contatto”.

Brohl – che è appena tornata proprio dalla Svizzera, dove è andata a studiare le “stanze di riduzione del danno”, dove è possibile assumere stupefacenti in modo controllato – spiega anche come è nata questa legge del Colorado: “Dopo anni di uso medico iniziammo a capire che dovevamo regolare il mercato che stava sconfinando nell’illegale, con molti studi medici che la vendevano sottobanco. Così, eccoci arrivati alla decisione del 2013, entrata in vigore nel gennaio di quest’anno: chiunque può coltivare nascoste dalla pubblica vista fino a sei piante, anche se poi non può venderle; il possesso non è più un reato, pur con dei limiti; e chi vuole fare il commerciante deve sottostare a un controllo della fedina penale e deve attrezzare con telecamere il proprio negozio”.

Non che non manchino le difficoltà. “Al momento – riprende Brohl – per esempio chi commercia non può portare in banca il provento, in quanto gli istituti di credito sono assicurati a livello federale e non accettano questi soldi, così ci si attrezza con cassaforte e altri sistemi. Poi, molte autorità locali del Colorado hanno optato per il divieto di consentire negozi commerciali nel loro territorio”. Un sistema a macchia di leopardo, nel quale le comunità locali possono anche lamentarsi nel caso di eccessivo rumore o giri sospetti, “ma questo avviene per ogni tipo di negozio”, dice Brohl. Certo, il beneficio c’è per le casse dello Stato, “anche se ancora non abbiamo deciso come usare questi fondi che ci stanno arrivando. Di sicuro li useremo per progetti sociali, scuole e così via”.

Spera invece che il denaro vada in ricerca scientifica Larry Wolk, direttore esecutivo e sanitario deldipartimento della Salute del Colorado. “Abbiamo bisogno di capire di più come la marijuana funzioni sul nostro corpo e, soprattutto, abbiamo bisogno che si passi dall’uso ricreativo a quello medico. Già oggi 120mila persone, in Colorado, vengono curate con estratti di cannabis e il 96% di essi lo fa per porre fine al dolore. Ma – continua Wolk – ci sono anche 300 bambini che vengono curati per la prevenzione delle crisi epilettiche, così come ci sono casi in cui la marijuana viene usata per infezioni gravi”. Una cosa però Wolk la auspica: “Fumare la marijuana come pianta quando si ha un tumore può essere persino pericoloso, non si sa mai che dose usare, inoltre il fumo di combustione fa male ai polmoni. Spero che le aziende farmaceutiche comincino a produrre, magari proprio in Colorado, derivati sicuri e certificati. Questo già avviene in parte, del resto sappiamo che la marijuana può essere utilizzata in chi ha il cancro, in chi ha problemi di appetito, per gli stadi terminali dell’Aids, per gli spasmi muscolari, per la sclerosi multipla e in generale per il dolore grave”.

Molti dottori, tuttavia, anche in Colorado si rifiutano di prescriverla, “spesso sono preoccupati per la loro licenza. Non dimentichiamoci del resto che la marijuana può essere anche molto dannosa”, aggiunge. “Sappiamo che fa male ai bambini e agli adolescenti, così come agli adulti tendenti allaschizofrenia. Poi non scherziamo: può dare dipendenza, almeno dal punto di vista psicologico, sulla dipendenza fisica le teorie sono le più diverse, e l’uso di prodotti ‘ricreativi’ come dolci o biscotti va sicuramente meglio regolamentato”. La stampa del Colorado riporta spesso notizie di bambini che si intossicano mangiando dolciumi alla marijuana. Ed è soprattutto questo il fronte su cui si muovono le lobby contrarie a questa droga.

www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/12/cannabis-viaggio-in-colorado-dove-turismo-e-fisco-guadagnano-con-la-legalizzazione/1113780/

L'alunno che assume abitualmente la cannabis è ad alto rischio abbandono scolastico

l dato è contenuto in uno studio universitario australiano: chi ne fa uso quotidiano prima dei 17 anni ha oltre il 60% di possibilità in meno di completare superiori o università. Eppure diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della sostanza.

 Assumere come abitudine la cannabis prima dei 17 anni porta ad avere una probabilità di oltre il 60% maggiore di abbandonare gli studi secondari ed è a rischio significativamente più alto di non completare quelli universitari, di usare altre droghe e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l'ha mai fumata. Il dato è contenuto in uno studio australiano del Centro Nazionale di Ricerca su Droghe e Alcool dell'Università del Nuovo Galles del Sud, in base al quale non vi è un livello 'sicuro' di uso da parte di adolescenti, e che i risultati educativi più scarsi e i rischi accresciuti si verificano anche fra chi usa la droga meno di una volta al mese.

Gli adolescenti sotto i 17 anni che assumevano cannabis quotidianamente avevano una probabilità di oltre il 60% minore di completare la scuola superiore o l'università, sette volte più alta di tentare il suicidio, 18 volte maggiore di sviluppare dipendenza dalla cannabis e otto volte maggiore di usare altre droghe illegali più tardi nella vita.

"I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani", scrive il principale autore dello studio, Edmund Silins. "Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull'affermazione personale".

I ricercatori australiani hanno elaborato i dati di 3.765 partecipanti che hanno usato cannabis, da tre ampi studi di lunga durata sulla frequenza e sugli effetti del suo uso. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su The Lancet Psychiatry, si tratta della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana negli anni dell'adolescenza. I ricercatori hanno esaminato una serie di aspetti dello sviluppo fino all'età di 30 anni: completamento degli studi secondari, conseguimento di una laurea, dipendenza dalla cannabis, uso di altre droghe illegali, tentativi di suicidio, e depressione. 

www.tecnicadellascuola.it/item/6014-l-039-alunno-che-assume-abitualmente-la-cannabis-e-ad-alto-rischio-abbandono-scolastico.html

Stato d ansia e paura

ciao :)) fumo regolarmente da 1 anno ne ho 17, ieri sera ero a casa di amici e dopo un paio di tiri di bong ( caricato con fumo non molto buono) sono dovuto uscire di casa in preda ad uno stato d agitazione che non avevo mai provato: tachicardia, seensazione che la gola si chiuda e paura di non farcela, questo calvario é durato 1 ora o più dopo di che sono tornato a casa, stamattina pero avvertivo un po di confusione mischiata ad ansia e una volta entrato in classe dopo 20 minuti ho chiesto di uscire poiché sentivo un estremo calore e un disagio, tutt ora avverto dell ansia che và e viene e della debolezza nel fare movimento, penso siano i postumi dello schock di ieri sera ma volevo il parere di un esperto che possa spero tranquillizzarmi :) ( mi era già capitato ma in forma molto più lieve)

"Marijuana sempre più potente", lo dimostra uno studio veneziano“

 Studio sulla marijuana Ulss 12 Venezia 

E’ veneziano lo studio che confermerebbe come la cannabis sia sempre più “potente” e quindi sempre più pericolosa. A rendere la sostanza più dannosa, secondo una nota dell'Ulss 12, sarebbe la percentuale di tetraidrocannabinolo (THC), in aumento rispetto al passato; e a dimostrare questo aumento del THC è uno studio del Laboratorio di Igiene Ambientale e Tossicologia Forense (LIATF) dell’azienda sanitaria, effettuato sui reperti sequestrati nell’area estesa del territorio veneto, i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi dalla rivista Drug Testing and Analysis.

"L’aumento nella cannabis del tenore di principio psicoattivo THC, ora scientificamente dimostrata, è una tendenza osservata in diversi paesi nel mondo, e provoca grande preoccupazione: può portare nei consumatori di cannabis l’aumento di sintomi quali ansia, depressione, psicosi ed effetti negativi sul sistema respiratorio e cardiovascolare, e aumenta il rischio di sviluppare dipendenza - afferma l'Ulss - E poiché l’assunzione di cannabis durante l’adolescenza interferisce con la regolare maturazione del cervello, ancora in fase di sviluppo, le alte concentrazioni di THC possono produrre effetti dannosi ancora più severi".

Il LIATF, che fa capo al Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 12, sta monitorando il tenore di principio attivo della cannabis e dei suoi derivati da diversi anni, e il recente studio descrive i risultati delle analisi effettuate su circa 1000 prodotti sequestrati nel 2013, confermando i risultati dei precedente studi nei quale già erano stati analizzati circa 4000 campioni raccolti nel periodo di tempo 2010-2012. Si osserva un aumento significativo (+24,6% sui valori mediani) del contenuto di THC sia nella marijuana – il derivato erbaceo della cannabis – che nella resina di cannabis (+9,7%). Per contro, lo studio ha evidenziato una significativa tendenza alla diminuzione del tenore di CBD, un cannabinoide che pare contrastare gli effetti del THC. Si conferma quindi la tendenza generale a produrre sostanze derivate ad alta concentrazione di THC e a bassa concentrazione di CBD, con conseguenze sempre più critiche per la salute di chi consuma cannabis. Tutto questo potrebbe spiegare, secondo i ricercatori, i significativi aumenti di accessi al pronto soccorso da parte di persone che fanno uso di marijuana, e anche un’alta percentuale di incidentalità stradale.

www.veneziatoday.it/cronaca/studio-marijuana-ulss-12-venezia-settembre-2014.html



 

 

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