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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

Ansia perenne dopo una canna

E' stata la mia prima ed unica esperienza con la MarijuanaEravamo in tre: io, il mio amico (X) e la sua ragazza(J) . 2011.

Avevo deciso di voler provare a fumare la maria e avevo chiesto sul da farsi, la sua risposta era stata: fumala come una sigaretta.Al tempo fumavo parecchio, sulla dozzina di sigarette al giorno. Sapevo come andava fatto.

Iniziamo a fumare. Tiro e trattengo per un paio di secondi il fumo e poi espiro. Così per un paio di volte. Fino ad un fantomatico "giro della morte" dove si tirava più volte verso la fine della canna. Passano dei minuti. Nulla. Poco dopo il mio amico si allontana per vomitare, intanto.la sua ragazza sta benissimo ed io sono disteso sul prato a guardare le stelle. Mi alzo ed improvvisamente e vedo un pò girare, tutto. Chiedo a lei dove fosse X, mi risponde lui dicendomi che stava vomitando e che non si sentiva bene. Ansia, mi prende l'ansia, ho un deja vù su noi che moriamo quella notte stessa. Tachicardia, salivazione assente e ansia. Lei nulla.Aspettiamo seduti sulla panchina un pò, circa 40 minuti.A lui passa tutto in poco tempo a me quello stato continuava a persistere, soprattutto la tachicardia, avevo circa 150 b/m se non di più. Decidiamo di dormirci su quella notte. 

Il giorno successivo ci risvegliamo e tutto sembra essere tornato alla normalità. Usciamo e come d'un tratto ho un pensiero che si rivolge all'altra sera, avevo come la  sensazione di sentire il battito su tutto il corpo. Bene, quella sensazione è presente ancora adesso, a distanza oramai di 3 anni. Qualcuno ha avuto esperienze simili?Se sì, avete risolto?Rimedi possibili? 

PS Ho fatto analisi del cuore più volte e analisi del sangue. Tutto regolare. I medici mi hanno detto che si tratta solo di ansia, ma se anche io so che si tratta di ansia perchè non passa? voglio dire: perchè il mio corpo non si capacita? E' stato forse lo shock troppo forte?Sono stato anche da una psicologa e non mi ha aiutato molto. Non so se dovrei ritornarci. 

 

 

non mi sento tranquilla per niente (attacchi di panico , ansia..) mi hanno consigliato xanax cosa fare?? VI PREGO

allora ho già scritto in questo sito della mia esperienza diretta di attacco di panico molto forte (tremori, sudorazione, respiro cortissimo ecc..) dovuta a non so cosa esattamente, ma penso alla cannabis. ho sempre fumato regolarmente ma da qualche tempo penso di aver esagerato... 7 o 8 al giorno anche da sola qualcuna..comunque il giorno dopo che ho avuto l'attacco di panico non stavo ovviamente bene per via della paura che mi sono trovata, anche dello sforzo mentale che si fa per calmarsi.. quindi ho deciso di andare dal dottore per tranquilizzarmi.. chiaramente il dottore l'ha presa quasi sul ridere perchè ne vede tutti i giorni di persone come me che associano l'attacco di panico a chissà che malattia grave .. comunque mi ha tranquilizzato e mi ha prescritto lo xanax.. mi ha detto di prendere solo una compressa  e così tutta quest'ansia che ho addosso si calmerà e ha anche detto di cambiare il mio stile di vita..(smettere di farmi le canne) e a quello ci arrivavo da sola ..però io non sono tranquilla per quello che mi ha dato.. cioè lo xanax non è molto forte per una ragazza di 19 anni ?? ok solo una compressa però... lo so sto facendo proprio un discorso da ansiosa ma non so più a cosa attaccarmi quindi :1)  posso prendere una sola compressa di xanax per calmarmi senza subire danni e non prenderlo più?  2) è normale avere ancora dopo quasi 2 gg dall'attaco, mal di stomaco e sudorazione accentuata alle mani e ai piedi? se ne andrà anche quella?? 

grazie x le risposte .. sono un pò in crisi

il papà israeliano della marijuana terapeutica: un tesoro medicinale ancora da scoprire

La pianta di cannabis disegnata da Pedanius Dioscorides durante uno dei viaggi al seguito dell’esercito romano fa sorridere il professor Raphael Mechoulam. Di ammirazione. «È il più grande farmacologo degli ultimi duemila anni», commenta. Il volume (uno dei cinque) della sua De Materia Medica schiaccia il leggìo nel piccolo studio ricavato dalla stanza-rifugio che ogni appartamento israeliano deve avere e il suo peso mette in difficoltà anche questo neuroscienziato-chimico di 84 anni.  È stato rettore dell’Università ebraica a Gerusalemme, continua a lavorare nel laboratorio dell’ospedale Hadassah, è conosciuto come «il padre della marijuana terapeutica» (nonno — ironizza lui — adesso che di nipoti ne ha sette). Perché esattamente cinquant’anni fa — quando nessuno la studiava ed era finita nel dimenticatoio della ricerca a espiare l’associazione a delinquere con l’oppio e la coca — è riuscito a isolare e a definire la struttura del tetraidrocannabinolo (Thc), il principio psicoattivo dell’erba. L’anno prima aveva scoperto il cannabidiolo (Cbd), altro elemento fondamentale, però non tossico, senza effetti stupefacenti.

Gli Stati Uniti la proibiscono nel 1937, le Nazioni Unite la inseriscono nella lista delle sostanze illegali nel 1961. Mechoulam decide di occuparsene, si sa poco di questa pianta originaria dell’India (Cannabis Indica): i riferimenti nei documenti scarseggiano («è un francese ad aver scritto il primo trattato sui suoi effetti psicotropi dopo che i soldati di Napoleone l’avevano portata a Parigi dall’Egitto»), la materia prima non è facile da recuperare per un istituto scientifico. «Ho chiesto a un amico che conosceva il capo della narcotici. Lo ha chiamato, gli ha detto: ti puoi fidare, è un bravo ragazzo. Sono andato a recuperare cinque chili di hashish sequestrati al confine con il Libano, li ho riportati a casa in autobus, nessuno capiva che cosa fosse quell’odore che traspirava dalla mia borsa».

Raphael Mechoulam, 84 anni, in laboratorio

Assieme a Yechiel Gaoni, il giovane scienziato è ormai in grado di estrarre e sintetizzare il Thc, dosarlo, sperimentarlo sugli animali e sugli esseri umani. «Non sapevamo come funzionasse, quali effetti avesse sul cervello. Così abbiamo preparato una torta con 10 milligrammi di Thc puro. L’abbiamo fatta assaggiare a dieci amici, cinque avevano già fumato, cinque no. Mia moglie non ha sentito nulla, un altro non riusciva a smettere di parlare, era un parlamentare, tipico per un politico. Abbiamo provato una dose più forte e in due hanno sviluppato sintomi paranoidi molto pesanti. È stato sorprendente vedere come uno stesso prodotto avesse risultati così diversi sugli individui».

La moglie Dalia da allora non ha più provato, lui dice di non averlo mai fatto. Considera pericoloso l’uso (o abuso) della cannabis fuori dal controllo medico, «come l’alcolismo, il gioco d’azzardo, il tabacco. Legalizzarla è questione sociale e politica. Io mi occupo dei benefici che può dare usata come terapia». In Israele i pazienti che ricevono la marijuana sono ormai 18 mila, è il secondo Paese al mondo per distribuzione. I casi sono definiti dalla legge («non basta presentarsi e dire: ho mal di schiena»): soprattutto dolori «cronici» causati dal cancro o altre condizioni, la sclerosi a placche, per contrastare la nausea da chemioterapia, il Parkinson, la sindrome di Tourette. «Uno studio recente ne ha dimostrato l’efficacia contro il disturbo da stress postraumatico, un aiuto fondamentale in un Paese come questo dove le guerre non finiscono mai e i soldati sono ragazzi di 18 anni».

Mechoulam è immigrato adolescente (il padre era sopravvissuto a un campo di concentramento nazista), in fuga dalla Bulgaria finita sotto il dominio sovietico. Arrivano quando lo Stato d’Israele è appena nato, tutto è da costruire, anche i laboratori di ricerca. Famiglia della borghesia europea, Raphael conosce il francese, il tedesco, l’inglese. Sceglie la facoltà di chimica, si appassiona alle sostanze naturali, diventa ricercatore all’Istituto Weizmann, vicino a Tel Aviv. «Avevo bisogno di fondi, gli americani continuavano a respingere le mie richieste, la marijuana era considerata poco interessante dalle case farmaceutiche perché sulle piante è difficile stabilire i brevetti e restava bollata come “droga”. I finanziamenti sono arrivati dopo che mi ha contattato un dirigente del National Institute for Health: un senatore l’aveva interpellato perché aveva sorpreso il figlio a fumare e voleva sapere se distruggesse il cervello. Da allora hanno sempre sovvenzionato i miei studi».

Il professore viene consultato dal ministero della Sanità israeliano per decidere come strutturare e far evolvere la distribuzione di marijuana terapeutica. «È fondamentale che i medici, una ventina quelli autorizzati in Israele, sappiano esattamente quello che prescrivono e i pazienti quello che prendono, come per tutti i medicinali. Ormai i coltivatori sono in grado di produrre piante con precise percentuali di Thc e Cbd. La terapia e l’efficacia sono diversi».

I trafficanti e gli spacciatori smerciano lo sballo, così l’erba illegale è inzuppata di tetraidrocannabinolo e viene ridotta la quantità di Cbd, che però serve ad attenuare gli effetti negativi del Thc. «Il cannabidiolo è un tesoro ancora da esplorare per la farmacologia. È un anti-infiammatorio, sembra funzionare per l’artrite reumatoide, l’epilessia nei bambini, la schizofrenia. Non è una droga. Solo che immettere un preparato sul mercato costa tantissimo — gli studi di tossicità, la sperimentazione — e per ora nessuno sembra interessato a investire nell’erba migliore».

di Davide Frattini, La Lettura Corriere della Sera

dispacci.corriere.it/2014/10/19/il-papa-israeliano-della-marijuana-un-tesoro-medicinale-ancora-da-scoprire/

La marijuana fa meno male di tabacco e alcool. Studio

 La marijuana e' la droga illegale piu' consumata al mondo con forti consumi in crescita negli ultimi anni. Per capire i suoi effetti sulla salute, il ricercatore Wayne Hall dell'Universita' del Queensland in Australia, ha analizzato i risultati di vari studi sul consumo di cannabis negli ultimi venti anni.
Tra i risultati di questo riassunto delle ricerche sulla cannabis, pubblicato sulla rivista “Addiction”, ce ne sono alcuni che sono evidenti. Per esempio, guidare dopo aver fumato marijuana raddoppia il rischio di incidente stradale. Nonostante questo, Hall evidenzia che in “molti di questi studi, una sostanziale percentuale di conducenti con cannabis nel proprio sangue aveva anche elevati livelli di alcool, rendendo difficile la distinzione, per il rischio incidente, tra gli effetti della cannabis e quello dell'alcool”.
Un altro degli effetti negativi della marijuana riguarda le donne incinte. Vari studi epidemiologici hanno individuato una relazione tra il consumo di questa sostanza e un ridotto peso dei bimbi al momento della nascita. Nello stesso ambito, anche se alcuni studi hanno riscontrato anomalie nello sviluppo dei bimbi quando le madri fumavano cannabis durante la gravidanza, studi successivi non hanno riscontrato uno stretto legame tra fumo e peso.
Come con qualunque altra droga, una delle principali preoccupazioni sul suo uso e' la dipendenza. Nel caso della cannabis, si calcola che il 10% delle persone che la consumano sviluppano una dipendenza. Questa cifra si incrementa al 16,5% per chi comincia a consumarla durante l'adolescenza. Questi dati indicano che la cannabis provoca meno dipendenza rispetto ad altre sostanze di uso frequente, come la nicotina, che ha un tasso di dipendenza del 32%, l'eroina, che ne ha un 23%, la cocaina, un 17% e l'alcool un 15%. A differenza di molte altre droghe, la cannabis non produce overdose mortale.
Rispetto al trattamento della dipendenza, i consumatori di cannabis che chiedono aiuto per venirne fuori, mostrano meno effetti negativi sociali e per la salute, anche se il risultato del processo di disintossicazione e' simile a quello degli alcolisti.
Nella sua indagine Hall si occupa anche della relazione tra il consumo di marijuana e il rischio di psicosi. L'uso abituale di cannabis raddoppia questo rischio, specialmente se si hanno dei familiari con trascorsi psicotici e si comincia a fumare marijuana durante l'adolescenza. Inoltre, l'uso abituale di cannabis durante l'adolescenza puo' portare ad un rischio doppio di schizofrenia. Anche se Hall riconosce che per alcuni autori degli studi non e' chiaro se ci sia una relazione causa-effetto.
Questa difficolta' per determinare se il consumo di cannabis sia la causa diretta di cio' che succede ad una persona, e' la stessa di alcuni studi sul cancro. Hall ricorda alcuni studi che mostrano uomini che fumano cannabis con un maggiore rischio di cancro alla prostata. Comunque, ci sono altri fattori legati allo stile di vita che si possono associare a questa abitudine, per esempio che i consumatori di marijuana non muoiono mai di Aids o di una malattia causata da un virus.
Relazione causa-effetto
Per questo stesso motivo, siccome gli studenti che consumano marijuana hanno peggiori risultati accademici ed hanno piu' probabilita' di consumare altre droghe illegali, non si puo' affermare che questi ultimi effetti siano causati dalla sostanza. Altri effetti del consumo abituale di marijuana durante l'adolescenza e la gioventu' sono i disturbi cognitivi, anche se non e' chiaro se i meccanismi che causano questi disturbi e la possibilita' che siano reversibili si debba addebitare alla droga.
Manuel Guzman, professore di Biochimica e Biologia Molecolare all'Universita' Complutense di Madrid e presidente della Societa' spagnola di indagini sui cannabinoidi, sostiene che il principale rischio del consumo di cannabis, “soprattutto durante l'adolescenza, sono alcuni disturbi psichiatrici e in particolari quelli psicotici”. Ma nello stesso tempo precisa che gli effetti della marijuana dipendono dalla sua composizione. “La piu' forte, che ha maggiore THC (tetraidrocannabinolo, il principale componente psicoattivo della cannabis), che e' piu' psicotico ed ha meno CBD (cannabidiolo), che e' anti-psicotico, e' quello con maggiore rischio”.
Sulla dipendenza, Guzman sostiene che chi lo e' dalla cannabis “sta peggio rispetto ad altre sostanze e spesso e' piu' reversibile rispetto ad altre droghe”. Rispetto al rapporto con il cancro, si tratta di una cosa non ben definita, perche' molte volte, quando si fuma marijuana si consuma anche tabacco, ed e' difficile individuare quali effetti ci siano rispetto ad una o all'altra sostanza. Nello stesso tempo, i cannabinoidi possono avere un effetto inibitorio nello sviluppo del cancro, contrastando l'effetto del fumo. Guzman rileva la differenza tra il modo di consumare tabacco e quello di consumare marijuana, per spiegare perche' la relazione con il cancro sia indubbia nel primo caso ma non nel secondo. “Quando parliamo di un fumatore cronico, ci riferiamo a qualcuno che possa fumare anche quaranta sigarette al giorno, una quantita' impossibile per chi fuma spinelli”.

(articolo di Daniel Mediavilla, pubblicato sul quotidiano El Pais del 07/10/2014)

ADUC Droghe

l'uomo che si batte per la canapa terapeutica in Svezia

A differenza degli altri paesi scandinavi, la Svezia ha una legislazione ultraproibizionista. Un uomo che aveva cominciato a disintossicarsi dagli psicofarmaci grazie alla cannabis, e che dopo l'arresto è stato costretto a tornare alla dipendenza, si sta battendo per la legalizzazione dell'uso terapeutico di canapa.

"L'Italia (potenziale) leader della marijuana terapeutica. Un business da 1,4 miliardi all'anno"

Secondo uno studio della Coldiretti, il nostro Paese potrebbe diventare uno dei leader nella coltivazione della cannabis per uso medico e generare 10mila posti di lavoro

MILANO - Forse è ancora presto per dire di aver scoperto un nuovo settore anticiclico. Ma per uscire dalla crisi, varrebbe la pena provarci. Secondo la Coldiretti, la principale associazione per la difesa degli interessi degli agricoltori, il nostro Paese sta sottovalutando uno dei business che avranno in futuro - ma nemmeno troppo lontano - grandi potenzialità di crescita: la coltivazione, trasformazione e commercio in italia della cannabis a scopo terapeutico."Per i bisogni dei pazienti in italia e all'estero è un business da 1,4 miliardi e può garantire almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai flaconi". E' quanto sostiene uno studio redatto da Coldiretti/Ixè che è statp presentato al forum internazionale di Cernobbio dell'agricoltura e dell'alimentazione.Attualmente, rileva lo studio, il principio attivo viene importato dal ministero della sanità con un costo di circa 15 euro al grammo. "Una prima sperimentazione - afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - potrebbe aprire potenzialità enormi".Lo Studio, tra l'altro, rivela particolari poco conosciuti al grande pubblico. Negli anni Quaranta, per esempio, con  100mila ettari coltivati, l'italia era il primo produttore mondiale di cannabis sativa, simile alla varietà usata per scopi terapeutici. I decenni successivi, con una legislazione più repressiva, ha poi interrotto questa tradizione."L'agricoltura italiana - sottolinea Moncalvo - è pronta a recepire le disposizioni del governo e a collaborare per la creazione di una filiera capace di far fronte a una precisa richiesta di prodotti per la cura delle persone affette da malattia".Lo studio, inoltre, ricorda come secondo una recente statistica quasi due italiani su tre (64%) sono favorevoli a coltivare la cannabis per uso terapeutico. Il che potrebbe essere un primo passo per riaprire la discussione sulle politiche sulla lotta alle droghe, visto il fallimento delle legge più repressive.

USA, le prime 5 lobby anti-legalizzazione della cannabis per entità di investimento

1) Compagnie farmaceutiche

2) Produttori di alcolici

3) Sindacati di polizia

4) Prigioni private

5) Sindacati di guardie penitenziarie

Schizofrenia, incidenti, malattie: tutti i danni della cannabis

 Se la cannabis non dà dipendenza allora non la danno nemmeno l’eroina e l’alcol»: è il commento del professor Wayne Hall, tra i massimi esperti dell’argomento e consulente per la World Health Organisation, che ha guidato uno studio ventennale sul consumo prolungato di marijuana.

Avvertenze ai consumatori

L’uso prolungato di cannabis impoverisce le capacità intellettuali, favorisce disturbi psichici (raddoppiando i rischi di diventare psicotici, soprattutto per gli adolescenti), riduce la capacità di guida e, per le donne incinte, aumenta i rischi che il bambino nasca sottopeso: è la conclusione di Wayne Hall che, nel presentare uno degli studi più imponenti sul consumo forte e prolungato di cannabis, avverte i consumatori con un’attenzione particolare verso i giovanissimi. 

Tutte le controindicazioni

Per quanto lo spinello in questi ultimi anni sia stato in parte “sdoganato”, esistono molte verità riguardo al suo uso prolungato che i forti consumatori devono sapere, secondo gli autori dello studio. Innanzitutto questa droga, benché classificata come leggera, causa una forte dipendenza: un ragazzino su sei tra coloro che ne fanno uso continuativo diventerà dipendente da questo stupefacente, con tutti i rischi e le implicazioni sociali e di salute di una addiction. In secondo luogo, per chi è mentalmente borderline può rappresentare una sorta di roulette russa, capace di risvegliare disturbi psicotici gravi e aumentare i rischi di schizofrenia. Emerge poi dalla ricerca che mettersi alla guida dopo aver fumato marijuana raddoppia i rischi di incidente, anche se, avvertono gli stessi scienziati, le statistiche sono di difficile interpretazione perché spesso il consumo di marijuana è associato a quello di alcol. Infine se si è in dolce attesa la cannabis aumenta i rischi che il nascituro sia sottopeso. Nonostante alcune confessioni da parte di insospettabili personaggi pubblici che hanno ammesso di aver dato qualche tiro, e nonostante un uso da parte dei giovani sempre più assimilabile alla sigaretta, la “canna” causa danni importanti e gravi, tanto da essere paragonata all’eroina e all’alcol.

Una droga sottovalutata

Ma le sue conseguenze sono spesso sottostimate e culturalmente è sempre più accettata. Gli autori della ricerca insistono anche sulle conseguenze sulla salute dell’uso a lungo termine della marijuana: «Sebbene non porti come l’eroina a una morte per overdose, esistono una serie di conseguenze a lungo termine molto gravi se non fatali: lo spinello rientra infatti nel novero delle cause di bronchiti, tumori, crisi respiratorie e attacchi cardiaci» commenta Hall. In più capitoli gli esperti sottolineano le controindicazioni in caso di malattia mentale, avvertendo che questa sostanza può scatenare definitivamente la malattia mentale, soprattutto se esiste una familiarità e soprattutto nel caso di consumo negli anni dell’adolescenza. I ricercatori ribadiscono la necessità di una campagna di sensibilizzazione mirata sulla marijuana, che chiarisca una volta per tutte che non si tratta di una safe drug.

Corriere della Sera www.corriere.it/salute/14_ottobre_07/schizofrenia-incidenti-malattie-tutti-danni-cannabis-827347ac-4e28-11e4-b38c-5070a4632162.shtml

MESSICO: MASSACRO DI STUDENTI A IGUALA, UNA STRAGE DI “NARCOS DI STATO”.

Sei fosse comuni, contenenti un numero ancora indefinito di cadaveri (almeno una trentina), alcuni dei quali con ogni probabilità sarebbero quelli di (alcuni) dei 43 studenti e studentesse messicani della Scuola normale agraria di Ayotzinapa scomparsi il 26 settembre dopo una manifestazione di protesta a Iguala aggredita dalla polizia dello Stato di Guerrero in combutta con i narcos “Guerreros Unidos”.

E’ questa la macabra scoperta di oggi, lunedì 6 ottobre, a Iguala, nel Guerrero messicano, che va ad aggravare il bilancio di 6 studenti morti e 25 feriti gravemente nell’attacco armato di una settimana fa.

La “scoperta” è avvenuta dopo la confessione di uno dei trenta narcos che le autorità di Città del Messico e dello Stato di Guerrero hanno arrestato insieme a 22 membri delle forze dell’ordine accusati di omicidio o concorso in omicidio.

Nonostante le autorità stiano facendo di tutto per “blindare” il sito, la stampa locale messicana non ha dubbi quanto ai mandanti e agli esecutori della strategia: l’Amministrazione locale (a guida Prd, cioè il “centrosinistra”) e la polizia cittadina.

Secondo le prime ricostruzioni, i sicari dei Guerreros Unidos avrebbero seguito gli studenti della Scuola normale di Ayotzinapa fin dal loro arrivo a Iguala per organizzare una commemorazione del massacro di Tlatelolco del 2 ottobre 1968, nel quale oltre 300 studenti vennero uccisi a pochi giorni dalla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico.

Il primo attacco armato sarebbe stato opera degli stessi agenti mentre il secondo, avvenuto durante una conferenza stampa di denuncia, avrebbero avuto come esecutori i narcos. Sarebbero poi stati gli stessi agenti della Municipal di Iguala a consegnare gli studenti superstiti ai Guerreros Unidos, che li hanno massacrati e sepolti nelle fosse comuni.

l'articolo continua qua http://www.radiondadurto.org/2014/10/06/messico-massacro-di-student-a-iguala-una-strage-di-narcos-di-stato/

Cannabis terapeutica. Ordine Medici Toscana: pronti ad ampliarne uso

 "Come ho detto all'assessore regionale Marroni in qualita' di vice-presidente del Consiglio sanitario regionale sono disposto a rimettere in piedi un gruppo, anche domani mattina" per estendere l'uso della cannabis terapeutica ad altri usi oltre a quelli gia' contemplati in Toscana. A dirlo e' il presidente della Federazione regionale toscana degli Ordini dei Medici, nonche' presidente dell'Ordine fiorentino, Antonio Panti che e' anche numero 2 del Consiglio regionale della sanita', a margine di un incontro tenuto a palazzo Panciatichi per fare il punto sull'uso della cannabis terapeutica. Di recente e' arrivato il via libera all'istituto chimico militare di Firenze per la produzione di farmaci cannabinoidi per il servizio sanitario nazionale. "Con l'immissione in commercio del Sativex"- ricorda Panti-, ci si "limita ad una sola indicazione mentre noi abbiamo preferito darne quattro. Il problema e' che questa discussione e' un po' viziata dalla solita componente ideologica, come tutte le discussioni di questo tipo che si fanno in Italia. Se noi consideriamo la cannabis esattamente come l'Aspirina o il cortisone dobbiamo prescriverlo quando c'e' letteratura di sostegno che consenta l'indicazione. Il medico puo' prescrivere un farmaco sulla base dell'indicazione della scheda tecnica. Nella scheda tecnica della cannabis ce n'e' una sola- prosegue Panti-, il dolore, la spasticita' muscolare per la sclerosi multipla. Noi abbiamo inserito altre tre indicazioni". Fra questi, il dolore oncologico e il dolore neuropatico resistenti alle terapie. 
Sull'uso dei farmaci e dunque anche nel caso di utilizzo farmacologico della cannabis, "il medico- ricorda Antonio Panti, presidente dell'Ordine dei medici della Toscana- puo' prescrivere al di fuori della scheda tecnica, si chiama off label, quando c'e' pero' almeno uno studio in tutto il mondo che dia un minimo di sostanza scientifica a questa descrizione. In certi casi, secondo tutta l'esame della letteratura che abbiamo fatto in consiglio sanitario regionale non ci sono questi studi, pero', come ho detto all'assessore regionale come vice-presidente del consiglio sanitario regionale, sono disposto a rimettere in piedi un gruppo anche domani mattina perche' la scienza si evolve continuamente". Il piu' recente parere del consiglio sanitario e' di tre anni fa, ha ricordato il presidente dell'Ordine dei medici. "Se nel frattempo e' uscito qualcosa di nuovo che ci e' sfuggito lo prenderemo senz'altro in considerazione. Pero' ad allora, al di la' di queste considerazioni, di scientificamente accertato non c'e' altro".

Droga, relazione al Parlamento 2014: “Aumenta il consumo della cannabis. Cala la cocaina”

Il report del Dipartimento politiche antidroga segnala che oltre il 20 per cento degli studenti fa uso di cannabis

E’ la cannabis la sostanza illecita maggiormente consumata e dichiarata dagli studenti, con una prevalenza che si attesta su valori superiori al 20% (consumo negli ultimi 12 mesi). Lo rivela la Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2013 e il primo semestre 2014 curata dal Dipartimento politiche antidroga. Nel 2014, il consumo di cannabis negli ultimi 12 mesi precedenti all’intervista è stato sperimentato dal 23,5% degli studenti, registrando un aumento di 1,9 punti percentuali rispetto al 2013; la prevalenza dei consumi raggiunge il 27,1% se si considera il consumo almeno una volta nella vita e il 15,8% quando si fa riferimento agli ultimi 30 giorni. 

Il confronto tra i consumi di sostanze, differenziati per genere evidenzia un aumento dei consumatori di cannabis per entrambi i generi, anche se più pronunciato nelle femmine (+0,93 punti percentuali nei maschi vs +2,66 punti percentuali per le femmine). Anche per i tranquillanti e sedativi l’aumento dei consumatori nel 2014, rispetto al 2013, è più consistente tra le studentesse (+0,62 punti percentuali) rispetto ai coetanei maschi (+0,18 punti percentuali). Per quanto riguarda la frequenza di assunzione, in entrambi i generi prevaleil consumo occasionale di cannabis, circoscritto a 1-2 volte nel corso degli ultimi 12 mesi (44% per le femmine e 34,7% per i maschi). Tra i consumatori il 33% dei maschi, contro il 22% delle femminile, riferisce di aver utilizzato cannabis più assiduamente, 20 o più volte negli ultimi 12 mesi. Quanto alle altre droghe, ponendo l’attenzione sui risultati dello studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 studenti di età compresa tra 15-19 anni emergono le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 23,46% (21,5% nel 2013), cocaina 1,58% (2% nel 2013), eroina 0,2% (0,3% nel 2013), stimolanti (amfetamine ed ecstasy) 1,3% (1,3% nel 2013) e allucinogeni 2% (2,13% nel 2013). 

 La concentrazione più elevata di sostanze stupefacenti nelle acque reflue delle città italiane si osserva per la cannabis: mediamente circa 39.3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2013, con un sostanziale aumento rispetto al dato medio riscontrato nel 2012 (28,4). Il consumo della cocaina presenta un calo dal 2012 al 2013 (da 6.7 a 5.9 dosi), attestandosi a un valore più vicino a quello osservato per il 2011 (5.7).Parallelamente all’indagine di popolazione generale, il Dipartimento politiche antidroga ha infatti affidato all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano i prelievi e l’analisi di campioni di acque reflue rilevati annualmente dal 2011 presso 17 centri urbani distribuiti su tutto il territorio nazionale per la misura delle concentrazioni di residui di sostanze presenti nei campioni. Per quanto riguarda il consumo di eroina, si osserva una certa stabilita in tutto il periodo (poco più di 2 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti), come pure risulta stabile il livello di consumo delle metamfetamine (0.2 dosi). I consumi di ecstasy tornano sui livelli del 2011 (0,06) dopo esser leggermente calati nel 2012 (0.05). Mentre il consumo di ketamina presenta un trend in crescita, passando da 2,2 a 3,3 milligrammi al giorno.

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