Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.

Domande agli Operatori

Cerca nell'archivio di 28720 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Scrivi una domanda e clicca su Invia (max. 250 caratteri).
  • Un nostro Operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda.
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito.
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta.
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
Type the characters you see in this picture. (verifica con audio)
Inserisci il testo che vedi nell'immagine qui sopra. Se non riesci a leggerli, invia il modulo e una nuova immagine sarà generata. È indifferente a maiuscole e minuscole.
Annulla
Cliccando su Invia autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Mostra: tutti i tipi | articoli | esperienze | siti segnalati | immagini | videoOrdina per: data | punteggio

La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

WEED → DEATH?

Ciao ragazzi io ho 16 anni e volevo chiedere una cosa a magari qualcuno unpo più esperto di cui ho nettamente paura. Io essendo magro e non tanto in forma soffro d'asma ma solo quando mi ammalo o corro troppo. Fumo ogni tanto tipo 2-3 volte al mese o minimo 1. Ho paura che mi succeda qualcosa ai polmoni o robe varie perciò sono qui. Aiutatemi se ne sapete qualcosa per favore.
Grazie e speriamo bene cazzo.

WEED → DEATH?

Ciao ragazzi io ho 16 anni e volevo chiedere una cosa a magari qualcuno unpo più esperto di cui ho nettamente paura. Io essendo magro e non tanto in forma soffro d'asma ma solo quando mi ammalo o corro troppo. Fumo ogni tanto tipo 2-3 volte al mese o minimo 1. Ho paura che mi succeda qualcosa ai polmoni o robe varie perciò sono qui. Aiutatemi se ne sapete qualcosa per favore.
Grazie e speriamo bene cazzo.

Dottore Scelfo, ho risposto nella scorsa domanda con dei commenti, sono nuovo nel sito e non so bene come funzioni

Sono il ragazzo di 18 anni che teme per la sua salute mentale. Ringrazio il dottor Scelfo per le attenzioni, e la prego di dare un occhiata ai commenti che ho pubblicato nella domanda precedente! Grazie ancora

marijuana: quali sono gli effetti a lungo termine sul cervello?

www.stateofmind.it/2014/11/marijuana-effetti-sul-cervello/

Marijuana: i risultati mostrano che i consumatori cronici di marijuana presentano un volume cerebrale più ridotto della corteccia orbito-frontale (OFC), una parte del cervello comunemente associata alla dipendenza, ma mostrano anche un aumento della connettività

Secondo una ricerca del Center for Brain Health dell’Università del Texas a Dallas, gli effetti dell’uso cronico della marijuana sul cervello dipendono dall’età in cui si comincia a consumare la cannabis e dalla durata di consumo della stessa.

La ricerca condotta da Filbey e dai suoi collaboratori, descrive le anomalie esistenti nelle funzioni e nelle strutture cerebrali a lungo termine nei consumatori di marijuana, indagate attraverso tre tecniche diverse di risonanza magnetica cerebrale.

I risultati mostrano che i consumatori cronici di marijuana presentano un volume cerebrale più ridotto della corteccia orbito-frontale (OFC), una parte del cervello comunemente associata alla dipendenza, ma mostrano anche un aumento della connettività.

Il campione della ricerca includeva 48 adulti consumatori cronici di marijuana confrontati con 62 soggetti non consumatori uguali per età e genere. Gli autori hanno controllato le variabili relative all’eventuale uso di tabacco e/o alcol. In media i partecipanti alla ricerca consumavano la marijuana per tre volte al giorno.

I test cognitivi mostrano che i consumatori di marijuana presentano un Q.I minore rispetto ai controlli  (con la stessa età e lo stesso genere) ma le differenze non sembrano essere correlate ad anomalie del cervello poiché non c’è una diretta relazione tra deficit del Q.I e volume della corteccia orbito-frontale ridotto. I risultati suggeriscono un aumento della connettività strutturale e funzionale cerebrale dal momento in cui si comincia a consumare regolarmente la cannabis.

L’aumento di connettività potrebbe aver compensato la perdita di materia grigia anche se l’uso prolungato della marijuana per oltre 6-8 anni potrebbe portare comunque ad un deterioramento della connettività.

I risultati dello studio suggeriscono che questi cambiamenti possono essere legati all’età di insorgenza e alla durata di utilizzo della marijuana, ma non si hanno dati definitivi.

Lo studio offre una prima indicazione sul fatto che la materia grigia nella OFC può essere più vulnerabile rispetto alla  sostanza bianca agli effetti del delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il principale ingrediente psicoattivo della pianta di cannabis.

Secondo gli autori, lo studio fornisce la prova che l’uso cronico di marijuana avvia un processo complesso che permette ai neuroni di adattarsi e compensare il volume ridotto della materia grigia, ma sono necessari ulteriori studi per determinare se questi cambiamenti regrediscono con l’interruzione del consumo regolare della cannabis, se vi sono effetti simili nei consumatori occasionali di marijuana rispetto ai consumatori cronici e se questi effetti sono davvero un risultato diretto dell’uso di marijuana o determinati da un fattore predisponente.

BIBLIOGRAFIA:

Cannabis droga leggera? Neanche per idea! Lo afferma il neurologo Sorrentino

La cannabis è una droga «tutt’altro che leggera», soprattutto per i più giovani. «Negli ultimi anni ho visto crescere, e di molto, il numero di adolescenti che si rivolgono a me perché colpiti da attacchi di panico in seguito all’uso anche occasionale di cannabis».

Lo afferma Rosario Sorrentino, membro dell’American Academy of Neurology, che interviene nel dibattito pubblico sulla legalizzazione della marijuana rinvigorito dalle recenti aperture negli Stati Uniti, dove sempre in più Stati ormai il consumo è legale e, quindi, sottratto alla criminalità (organizzata e non).

«Non sta a me pronunciarmi a favore o contro – spiega Sorrentino all’agenzia AGI – ma noi scienziati penso dovremmo dire le cose come stanno, senza farci influenzare dagli orientamenti politici o sociali del momento. E la realtà è che sul cervello ancora in ‘progress’ degli adolescenti la cannabis puo’ avere effetti molto pesanti, specie se assunta senza controllo».

 

Un’opinione che ripropone l’allarme lanciato dai ricercatori dell’Università del Texas e del New Mexico, che di recente hanno condotto uno studio scientifico attraverso la risonanza magnetica sullo stato del cervello di consumatori abituali di cannabis, confrontandolo con persone che mai hanno usato tali stupefacenti. I risultati della ricerca hanno mostrato come il cervello subisca modificazioni morfologiche nell’area frontale della corteccia, con ripercussioni gravi sul comportamento, tanto più gravi quanto maggiore è il tempo in cui se ne sono inalati i fumi.

«Siamo un paese ipocrita, in cui ormai la cannabis è ‘sdoganata’», afferma Sorrentino, «mentre sono giudicati severamente i farmaci, compresi paradossalmente quelli usati per curare gli effetti nocivi della cannabis stessa». «D’altra parte – insiste il neurologo, il ‘bad trip’, ossia le reazioni avverse alla cannabis, non e’ come un’indigestione, ma spesso purtroppo il triste esordio di un lungo calvario, che spalanca le porte a tante forme di disagio mentale». Quindi, nessuna droga leggera, ma l’anticamera quasi matematica per quelle ben più pesanti.

Per questo, Sorrentino lancia un appello alla comunità scientifica italiana: «non dico di non liberalizzarla, scelta che compete ai politici, ma almeno gli scienziati non la chiamino ‘leggera’, perché leggera non è».

Credit: agi

catania.liveuniversity.it/2014/11/23/cannabis-droga-leggera-neanche-per-idea-lo-afferma-il-neurologo-sorrentino/

canapa legale, per lo stato di Washington 697 milioni di dollari di entrate fiscali

"oltre le previsioni" il gettito derivante dalla legalizzazione della cannabis nello stato USA

un'etichetta elettronica per la cannabis ad uso terapeutico

IL Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo studia un sistema in grado di offrire piante marcate e un percorso garantito e controllabile
 
 

L’esempio, viene da lontano. Da quel Colorado, per intendersi, che dallo scorso gennaio ha legalizzato la marijuana, non solo quella ad uso terapeutico, per tutte le persone al di sopra dei 21 anni. Prima di partire, lo Stato ha pensato bene di mettere a punto un sistema (Marijuana Enforcement Tracking Reporting Compliance) di inventario e di tracciamento dell'intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Tecnologia e segnali radio

Per ottenere questo obiettivo viene utilizzata la tecnologia “RFID” (Radio Frequency IDentification), che consente la localizzazione di oggetti mediante segnali radio,già utilizzati ad esempio nei supermercati e anche negli ospedali. Le informazioni relative all’oggetto sono codificate su etichetta elettronica (tag). Quelle del Colorado, ad esempio, riportano il codice identificativo del produttore o del rivenditore, il numero identificativo della pianta e quello della licenza per la marijuana medica. Attraverso uno scanner capace di captare i segnali radio riflessi o emessi dal tag stesso, è possibile leggere da una certa distanza il contenuto delle etichette. Il lettore a sua volta è collegato ad un pc con il relativo software, che controlla e acquisisce il flusso dei dati. Le etichette sono dapprima posizionate nella vaschetta di coltura della pianta e non appena questa è cresciuta sono agganciate al fusto tramite un laccetto che, a detta degli interessati, una volta bloccato non si può più aprire. Grazie a questo sistema, in Colorado sono stati registrati oltre 5 mila utilizzatori e tracciate più di un milione di piante e mezzo milione di pacchi spediti. 

 
Il microchip 

Della tecnologia e dei suoi possibili utilizzi si è parlato anche durante l’ultimo “open day” sulla cannabis terapeutica, organizzato dalla sede distaccata di Rovigo del Centro di ricerca per le colture industriali (CRA-CIN il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura, controllato dal Ministero delle Politiche Agricole). «Abbiamo sviluppato un progetto per un’azienda canadese — spiega Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del Centro di Rovigo — . Contrariamente al sistema in uso nel Colorado,noi inseriamo il sensore RFID all’interno della parte cava del fusto della piantina attraverso un iniettore. Il microchip resta inglobato lì e non si può rimuovere, a meno di distruggere la pianta perchè per individuarlo occorre tagliarla. E poi anche se fosse rimosso non sarebbe gestibile, dovrebbero clonarlo:il codice non è modificabile, é indelebile e univoco». 


I costi 

Il costo? Da valutare, visto che occorre sviluppare un software dedicato, sebbene esista già negli allevamenti di animali in Italia e “convertire” i programmi per le piantagioni e il commercio della cannabis terapeutica non dovrebbe certo essere un ostacolo insormontabile. Tornando all’esempio del Colorado, alcuni produttori si sono lamentati del costo eccessivo del sistema adottato dal governo: si parla di 45 dollari (circa 36 euro) a etichetta per le piante e 25 dollari (circa 20 euro)a imballaggio. «Ci sono aziende molto grosse, soprattutto giapponesi, che producono sensori grandi come un granello di sabbia per certe applicazioni come questa —dice Grassi —. Hanno miniaturizzato e persino con una semplice vernice riescono ad avere questo effetto di magnetizzazione e poi di identificazione. Il costo? Meno di un euro». Il Centro di Rovigo è in grado di eseguire l’intera procedura, offrendo piante marcate e un percorso garantito e controllabile da chiunque in qualunque momento. «Tutte le altre piante trovate in giro — sottolinea il primo ricercatore — non avranno il kit di identificazione , per cui tutti questi cloni, queste derivazioni saranno illegali». 


Il protocollo dei Ministeri

La strada indicata dal Centro di Rovigo potrebbe risolvere alla radice molti problemi legati anche solo alla produzione di cannabis terapeutica dopo la firma del protocollo di intesa da parte del Ministro della difesa Roberta Pinotti e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. È stato costituito e ha tenuto già una prima riunione, il gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei ministeri della Difesa e della Salute e da quello delle Politiche agricole e forestali, dello Stabilimento farmaceutico militare di Firenze (dove sarà avviata la produzione), dell’Aifa, dell’Istituto Superiore di Sanità, e delle Regioni e Province autonome, incaricato di definire in un protocollo operativo, la programmazione delle operazioni da compiere, la quantificazione dei fabbisogni in relazione alle patologie, la fitosorveglianza, le verifiche e le tariffe le competenze del pool di esperti. Spetterà poi al Consiglio Superiore di Sanità dare il via libera alla produzione, dopo l’esame del protocollo. Il progetto pilota si pone l’obiettivo di rendere disponibili i farmaci a prezzi più accessibili, ma anche di arginare la diffusione e il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti o illegali che è in rapida espansione. 


Le indicazioni terapeutiche 

Quali sono le principali indicazioni per quanto riguarda l’utilizzo dei medicinali a base di cannabis? Anche se medici e scienziati si dividono sul tema, si può dire che i campi meno controversi sono quelli delle cure palliative, della terapia del dolore cronico (compreso quello neuropatico connesso alla sclerosi multipla ), della terapia di supporto contro la nausea e il vomito nella chemioterapia. L’efficacia della cannabis è stata studiata (con risultati non definitivi) per glaucoma, traumi cerebrali, ictus, sindrome di Tourette, epilessia e artrite reumatoide. L’uso della marijuana è ipotizzato anche per ridurre i dosaggi degli oppiacei e in altre patologie come le sindromi ansioso-depressive, le malattie auto-immuni e l’asma bronchiale. Gli studi clinici sono però ancora troppo pochi.Ma la cannabis terapeutica sembra rivestire utilità per pazienti con patologie gravi come Sla, la sindrome di Tourette, l’Alzheimer, il Parkinson e diversi tipi di sclerosi come la sclerosi multipla. Attualmente esiste un solo medicinale a base di estratti di cannabis sativa (è una specie di cannabis, l’altra si chiama indica), disponibile sul territorio nazionale autorizzato all’immissione in commercio, indicato come trattamento per alleviare i sintomi a pazienti adulti affetti da spasticità, moderata o grave, dovuta a sclerosi multipla. I medici che intendono prescrivere ai loro pazienti sostanze o preparazioni di origine vegetale a base di cannabis, diversi da tale medicinale o per altre condizioni patologiche devono richiedere l’importazione di prodotti in commercio all’estero.


Il riscatto della canapa italiana

Quasi due italiani su tre (64 per cento) sono favorevoli alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico in Italia, per motivi di salute ma anche economici e occupazionali. Lo dice un’analisi Coldiretti/Ixè, presentata il mese scorso al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, che è il primo studio sulle potenzialità economiche e occupazionali della coltivazione, trasformazione e distribuzione della cannabis ad uso terapeutico in Italia. La coltivazione, trasformazione e commercio in Italia della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti in Italia e all’estero può generare da subito un business di 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai flaconi. «Solo utilizzando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell’ortofloricoltura, la campagna italiana - ha sottolineato la Coldiretti - può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta. Si tratta di ambienti al chiuso dove più facilmente possono essere effettuate le procedure di controllo da parte dell’autorità preposte per evitare il rischio di abusi. Il calcolo per difetto tiene conto della disponibilità di circa 1.000 ettari di terreno, della produzione di sostanza secca di infiorescenze e foglie sommitali, del numero di cicli di coltivazione possibili all’anno e della resa in principio attivo che, secondo il Ministero della Sanità, viene attualmente importato con un costo di circa 15 euro al grammo. Un’opportunità che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto di filiera italiana al 100 per cento che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica. Una prima sperimentazione che - conclude la Coldiretti - potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse decidere di estendere la produzione in campo aperto nei terreni adatti: negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l’Italia era il secondo produttore mondiale della cannabis sativa, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà indica utilizzata a fini terapeutici».

www.corriere.it/salute/14_novembre_19/cannabis-terapeutica-produzione-controllata-01837a2e-6ffa-11e4-921c-2aaad98d1bf7.shtml

700 utilizzi medici della cannabis (con fonti)

Encod ha creato una lista dei 700 più noti utilizzi medici e terapeutici della canapa, completa dei link agli studi relativi a ciascuno.

Cannabis, famiglia di Bob Marley entra nel business della marijuana

La famiglia di Bob Marley ha lanciato il primo marchio mondiale di cannabis. Gli eredi Marley hanno stipulato un accordo con una società di private equity di Seattle per lanciare “Marley Natural“, il primo brand globale che cavalca il trend della depenalizzazione in tutto il mondo. Il lancio è previsto nel 2015 nei Paesi del mondo e negli Stati americani che hanno legalizzato il commercio della marijuana, hanno annunciato gli eredi del cantante giamaicano morto di tumore nel 1981 a soli 36 anni, e la Privateer Holding. “Se cerchi nella storia una persona il cui nome sia associato a questo prodotto è Marley”, ha spiegato Brendan Kennedy, amministratore delegato di Privateer. Marley fumava dosi industriali di marijuana nell’ambito della sua fede Rastafariansostenendo che la droga fosse indispensabile alla sua crescita spirituale. Le varietà messe in commercio sotto il marchio “Marley Natural” saranno quelle preferite dal musicista accompagnate da accessori tra cui creme per la pelle e burro di cacao alla cannabis, oltre a pipette e vaporizzatori “come piacevano a lui”.

L ’iniziativa di Privateer è la prima della società in un business che dovrebbe rivelarsi ad altissimo tasso di crescita negli Usa dopo la legalizzazione in vari stati Usa della marijuana a scopo ricreativo e l’imminente depenalizzazione della modica quantità in altri luoghi tra cui la città di New York. Il totale del mercato della marijuana medica e ricreativa in America dovrebbe superare i 2,6 miliardi di dollari quest’ anno, mentre nel 2010 il valore del commercio di cannabis illegale era stato stimato a 40 miliardi di dollari dalla Rand Corporation. Per Kennedy la partnership con i Marley è stata irresistibile: “Ce lo chiedevamo da quattro anni. Quale sarebbe stato il primo brand globale per questa industria? Se guardi la storia lui è la persona più strettamente associata a questo prodotto. Ognuno di noi ha una sua canzone nella sua playlist: è un musicista davvero globale“.

L’appeal di Marley non è difatti diminuito di un millimetro dal giorno della morte per un melanoma all’alluce. In royalty il cantante di “Exodus” ha fatto incassare ai suoi eredi 20 milioni di dollari nel 2013 piazzandosi al quinto posto, dopo Michael Jackson e Elvis ma prima di Marilyn e Lennon, nella classifica di Forbes dei “ricchi dalla tomba”. I Marley hanno capitalizzato non solo sulle canzoni ma su un brand che è diventato una marca di caffè e di accessori audio. Ora la marijuana: “Le opinioni sulla cannabis stanno cambiando”, ha detto Cedella, la figlia del cantante: “La gente ne riconosce i benefici e nostro padre è stato un leader di questo cambiamento”.

Siria: ISIS contro la coltivazione di cannabis

Gli jihadisti dell’ISIS nel nord della Siria e dell’Iraq non solo intimoriscono la popolazione autoctona, ma ora arrivano addirittura a bruciare le coltivazioni di marijuana che gli agricoltori siriani producono per poter sopravvivere in un paese desolato dalla guerra. I membri dello Stato Islamico affermano che la cannabis è dannosa e che per questo deve essere distrutta. Ma l’opposizione dei coltivatori è ferma.

 11/11/14

La coltivazione di piante di canapa in Siria è diventato uno dei pochi mezzi di sopravvivenza per coloro che ancora non si arrendono a dover abbandonare le proprie case nonostante la cruenta guerra civile che sta dilaniando il paese. Il loro prodotto non è neanche lontanamente il migliore del mercato. Nonostante ciò, secondo gli ultimi dati che provengono dal paese, molti agricoltori da mesi coltivano canapa nel disperato tentativo di ottenere dei guadagni sufficienti a poter comprare gli scarsi generi alimentari che arrivano da fuori.

Ora, però, una minaccia molto più preoccupante spaventa coloro che abitano nel nord della Siria, ma non solo loro: anche coloro che vivono in Iraq e nei paesi confinanti con il Libano. Si tratta dello Stato Islamico di Iraq e Siria, meglio conosciuto a livello mondiale come ISIS, per la sua sigla in inglese -, che ha assunto il controllo di alcune zone istaurando il suo particolare califfato.

I membri dell’ISIS non solo sequestrano, torturano, spaventano e assassinano tutti coloro che non agiscono seguendo le loro idee, ma fanno scomparire tutto quello che per loro è “inadatto”, come ad esempio le diverse varietà di marijuana che si coltivano nel paese.

Qualche settimana fa il gruppo pubblicava in YouTube – dominano alla perfezione internet e le reti sociali – un video nel quale è possibile vedere molti dei suoi membri che mostrano un grande campo di marijuana ubicato teoricamente nel Ijtirein (al nord di Aleppo) e nascosto tra diverse piantagioni di pomodori, peperoni e mais. Il loro messaggio è chiaro: non bisogna fare uso di marijuana perché è “una droga” e un prodotto nocivo per la salute. È haram (peccato).

That Weed ♥

Bella a tutti Regaz. Ho 16 anni e ogni tanto fumo un po d'erba. Volevo chiedervi una cosa che quando fumo mi da particolarmente fastidio. Ho notato ultimamente con difficoltà (essendo uno che da fatto ride e non capisce più un cazzo) che dopo 10/15 che ho assunto la weeda i miei denti si riscaldano in modo assurdo e mi brucia. Poi comincio a tremare dal freddo e mi sento in un certo senso della parola "unto".
L'ultima volta che ho fumato era prima di entrare a scuola e fu la cosa più pesante che potessi fumare.
Occhi pesanti, caldo, freddo, risate e poi boom.. mal di stomaco e senso di vomito. Entrai a scuola e dovetti fare ginnastica ma per fortuna mi giustificai.
Era l'inizio del nuovo anno e i prof per riconoscerci ci facevano le foto e ad un certo punto (stando in pied) mi si oscuro la vista all'improvviso e cadetti per terra. Ogni volta che mi alzavo vedono tutto nero e mi veniva da vomitare e piangere. Quel giorno dormi per 4 ore di lezione.
Secondo voi perché ebbi questa reazione?
Help.

un adolescenza ai limiti

Ciao a tutti.sono Andrea un ragazzo di 24 anni fumatore di droghe leggere e assumo anke una piccola quantita giornaliera di anti depressivo poiche ho avuto in adolescenza e lultimo episodio risale a inizio 2013 crisi di depressione in invalidanti totalmente x me..ovvero nn andavo piu a scuola e fin li ok..x fortuna mia nn sn mai stato bocciato....poi t affacci al lavoro e cominciano i problemi...mi kiudevo in camera perennemente al buio e stop..perdevo lavoro e tutto...fortunatamente ho sempre avuto afianco persone care e una famiglia fantastica.....partendo dal pressuposto ke tt oggi non credo nel lavoro degli psicologi e ne ho visti a migliaia io mi chiedo ma puo essere la marijuana la causa??????? Spiegand ke il primo episodio risale alla tenera eta di 14 anni...poi 17 e 18 anni rischiando di perdere la maturità...poi 21 anni xdo il lavoro di allora...nel 2013 un altro lavoro...............a febbraio 2015 saranno passati due anni dall ultimo episodio e cmq nn ho mai smesso di fumare......ribadendo ke in questi tempi nn si puo xdere lavoro m faccio a essere sicuro ke non mi vengano piu crisi??????? Io sn molto sensibile anke se nn sembra e forse piu vulnerabile di molte altre personee...
ma fumare mi piace...fareii fatica a smettere...poi questi santissimi zoloft,sertralina depakin fanno qualcosa?????? Io dall oggi al dmn mi kiudevo in camera cosi come di punto.in bianco guarivo....ho sempre avuto la percezione di uscirne.da solo pur sotto effettp di anti depressivi e stabilizzatori di umore.....dopo la maturita esplosione fase up come dicevano i dottori paziente bipolare...un mese prigioniero della cocaina influenzato da xsone piu grandi..poi dp un mese davanti ad una scelta o droga o amici ne usciii...ma le canne sn rimaste...attualmente ho un lavoro seppur precario..penso di aver trovato 4 anni fa ormai la mia compagna di vita e mi sento bene.
.ma la paura dentro d me ke ritornino episodi di depressione é forte......un saluto a tutti

Condividi contenuti