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Novità

La Norvegia depenalizza l'LSD

Storica decisione in Norvegia: è il primo paese a depenalizzare l'LSD. La sostanza valutata indebitabimente illegale, visto il suo scarso potenziale tossico e il suo elevato potenziale terapeutico: http://www.dolcevitaonline.it/la-norvegia-ha-appena-depenalizzato-il-con...

A scuola di cannabis: ora come coltivarla lo insegnano i prof Docenti da Napoli e Sorbona per un corso sul business. della canapa “light”. Sfruttando i vuoti della nostra legge

Alla scuola dei sogni, il futuro è la cannabis light. Ci crede il barista con la passione per la chimica, l’avvocato di Napoli che pensa di aprire uno studio legale specializzato, chi vuole fare un investimento per la pensione e il quarantenne in crisi con il lavoro.
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Sono i pionieri della rischiosa corsa all’oro “verde” innescata dal successo in Italia della cannabis light, una variante di canapa che vanta una concentrazione irrisoria del principio attivo della marijuana, il Thc: oltre sessanta volte in meno rispetto alle varietà olandesi o americane. Ha lo stesso aspetto, e un aroma identico, alla sua controparte ma non “stona” come l’erba vera e propria o i preparati a base di marijuana per uso medicinale che in Italia possono essere prescritti dal medico per le terapie antidolore. Il segreto del successo della cannabis light è la grande percentuale di cannabinoidi, sostanze presenti nei fiori che dovrebbero indurre, in chi li fuma, un relax sobrio ma piacevole.

Ora dai banchi di vendita dei negozi specializzati, l’erba legale sale in cattedra con i corsi della Cannabis Business School, la prima scuola tutta italiana dedicata a chi non vuole farsi sfuggire questa nuova opportunità green. «È un settore molto delicato ed è necessario ci siano persone con competenze di diverso genere, dagli aspetti normativi alle nuove tecnologie di coltivazione» spiega Luca Marola, uno dei fondatori della scuola che sarà presentata domenica pomeriggio al Salone internazionale della canapa a Milano.

La scuola vanta 34 docenti che esprimono il meglio della weed economy italiana e si propone come incubatore di nuove professionalità dedicate alla cannabis. Le lezioni saranno tenute da accademici dell’Università di Napoli e della Sorbona di Parigi, esperti del Marijuana Policy Group del Colorado, consulenti legali e agricoltori che operano già in questo settore.

Il piano didattico prevede 40 ore di corso in cui si affronteranno tutti i nodi della cannabis legale: dalle proprietà terapeutiche ai sistemi di coltivazione, fino alla legislazione italiana e il caso della liberalizzazione negli Stati Uniti.

I corsi saranno itineranti: all’inizio del nuovo anno i primi cannabis light camp sono previsti a Torino, Milano, Roma, Bologna e Napoli. Per il momento ci sono già circa 300 persone interessate: avvocati, agricoltori, imprenditori. A breve sarà possibile iscriversi sul sito della scuola (www.cannabischool.it). Per ottenere il diploma in cannabis legale bisognerà affrontare il corso, che costa 700 euro, e superare anche un test finale. Con l’attestato in mano, la scuola offre ai propri studenti un programma di inserimento nelle principali aziende italiane del settore della canapa.

La qualità più pregiata di cannabis legale del nostro Paese è la Carmagnola: originaria del nord Italia, è
 
anche la più antica canapa europea da cui discendono tutte le altre varietà europee (in tutto sono 52). In passato da questa pianta, celebre per la sua robustezza, si ottenevano fibre così resistenti da essere il tessuto privilegiato per confezionare le corde delle grandi navi.

Contenuto Redazionale APPROFONDIMENTI STUPEFACENTI - Samorini al Centro Java

 

Canada, tassa di un dollaro al grammo: il piano di Trudeau per legalizzare la marijuana

 

Le imposte fiscali peseranno per il 10 per cento del prezzo d'acquisto. Servono a finanziare la distribuzione per fini ricreativi e i controlli ma devono essere contenute per scoraggiare il mercato nero. Ma la proposta del premier è accolta con freddezza dai governi regionali che chiedono maggiori entrate

 Ottobre, 2017, Repubblica.it

 

  Un prezzo di mercato da dieci dollari al grammo e una tassa del dieci per cento. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha presentato il suo piano per procedere l'anno prossimo con la legalizzazione della marijuana a fini ricreativi. Il suo piano dettagliato, illustrato ai leader delle dieci province del Paese, cerca di conciliare l'esigenza di garantire entrate fiscali per pagare i costi governativi di distribuzione e controlli, ma senza far impennare i costi che rischierebbero di far lievitare il mercato clandestino.

Trudeau ha riferito che secondo le stime di Canaccord Genuity Group Inc. il fatturato delle vendite potrebbe raggiungere i 6 miliardi di dollari entro il 2021. Ma il premier sa di dover negoziare con i leader provinciali, sui quali peseranno i costi di attrezzare un sistema di distribuzione al dettaglio e di addestrare la polizia per potenziare i controlli su strada contro la guida sotto l'effetto della marijuana. Oneri per i quali, ha affermato Trudeau, i governi locali chiedono di aumentare il peso fiscale della vendita. "L'onere della legalizzazione e della sua attuazione sarà sostenuto dalle province e credo che la parte del leone della forma delle entrate dovrebbe essere conclusa con le province", ha detto il premier della Nova Scotia Stephen McNeil dopo l'incontro di Ottawa con Trudeau. Ma il capo del governo federale ha sottolineato che la tassazione totale non può essere così pesante da mantenere vivo il mercato nero: si tratta, ha detto, di fare in modo che i governi "proteggano i nostri figli" da venditori illeciti. Secondo Cam Battley, vice presidente esecutivo di Aurora Cannabis Inc, attualmente un grammo di cannabis illegale costa tra gli 8 e i 10 dollari in tutto il Canada, ha detto.

 

Sì, le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare

 

 Negli Usa 350 mila persone in più hanno rinunciato al tabacco da quando esiste il vaping

 Utili, inutili, dannose. Sulle sigarette elettroniche si è detto tutto e il contrario di tutto, e la comunità scientifica si è divisa tra sostenitori, scettici e contrari. L’ultimo verdetto spezza una lancia a favore del vaping: aiutano effettivamente a smettere di fumare. Lo studio pubblicato sul British Medical Journal più che una difesa delle e-cigarettes, sembra la celebrazione di un successo inaspettato.  

Pubblicato su Health Desk http://www.healthdesk.it/prevenzione/s-sigarette-elettroniche-aiutano-smettere-fumare

Un gruppo di ricercatori guidati da Shu-Hong Zhu della University of California ha analizzato l’impatto del vapore sulle abitudini della popolazione americana, cercando di capire quanti fumatori hanno rinunciato al tabacco da quando sono in circolazione le sigarette elettroniche. 

Gli scienziati hanno raccolto i dati di cinque indagini condotte tra il 2001 e il 2015. Dalla più recente hanno individuato il numero degli habitué del vaping e il numero degli ex fumatori, ossia di chi era rimasto senza sigarette per i 12 mesi precedenti. I risultati di quest’ultima indagine sono stati poi confrontati con quelli delle altre quattro. 

Su 161 mila partecipanti al sondaggio del 2014-2015, 22 mila risultavano fumatori e più di 2 mila dichiaravano di avere smesso. Di  questi il 38 per cento dei fumatori e il 49 per cento di chi aveva smesso di recente aveva provato la sigaretta elettronica. 

Per chi sa interpretare i dati statistici, ciò vuol dire che chi è passato al vaping ha provato a smettere molto più di chi non è stato tentato dalle sigarette elettroniche (65% contro 40%). Inoltre, i consumatori di e-cigarettes avevano più probabilità di dire addio al fumo per almeno 3 mesi rispetto agli altri (8,2% contro 4,8%).

Nella popolazione generale il tasso di abbandono del fumo nel periodo 2014-2015 è stato il più alto dei quattro anni in cui si sono svolte le indagini. Rispetto al 2010-2011 la percentuale di ex fumatori è salita di circa il 5 per cento, con 350 mila persone in più che hanno rinunciato al tabacco nel 2014-2015. 

«Certamente anche altri interventi realizzati in contemporanea, come le campagne nazionali con messaggi evocativi sulle gravi conseguenze del tabacco sulla salute - scrivono i ricercatori - hanno giocato un ruolo nell’aumentare il tasso di abbandono del fumo. Ma questa analisi fornisce provi evidenti che le sigarette elettroniche hanno contribuito in modo determinante». 

I ricercatori dubitano infatti che le altre due misure adottate per limitare il fumo abbiano potuto da sole ottenere questi risultati. Si riferiscono all’aumentata tassazione del tabacco in vigore dal 2009 e alle campagne mediatiche contro le sigarette.

Contenuto Redazionale I DIECI ANNI DI SOSTANZE.INFO

 

6 settembre 2007 - 6 settembre 2017

GRAZIE A TUTTI

PARADISI ARTIFICIALI – DAI SACERDOTI INDIANI AGLI HIPPY, LA LUNGA MARCIA DELLA CANAPA

 

 


 



L'USO DEI DERIVATI DALLA PIANTA, SOPRATTUTTO HASHISH E MARIJUANA, INIZIA MIGLIAIA DI ANNI FA IN CAMPO MEDICO, TESSILE MA È DA BAUDELAIRE IN POI CHE DIVENTA FONTE DI PIACERE 

 Marco Belpoliti per la Repubblica

«Caro Théophile, si prende dell' hashish da me lunedì prossimo 3 novembre sotto gli auspici di Moreau e di Albert Roche. Vuoi esserci? In questo caso vieni fra le 5 e le 6 al più tardi. Avrai la tua parte di un modesto pranzo e aspetterai le allucinazioni».

 

Così scrive il pittore Boissard de Boisdenier allo scrittore Théophile Gauthier nel 1845. All' epoca a Parigi ci sono due circoli dediti all' hashish. Uno fa capo al medico Moreau de Tours, autore di vari scritti sugli effetti della droga; l' altro è il "Club des Hashischins", che si ritrova all' Hotel Lauzun nell' Île Saint-Louis, al centro della capitale. Vi partecipano scrittori, pittori, illustratori, musicisti; i nomi più noti sono quelli di Nerval, Baudelaire, Balzac, Daumier, Barbereau.

 

 Siamo nel momento, come scrive Alberto Castoldi (Il testo drogato, Einaudi) del passaggio dalla droga come medicamento - la cannabis è usata quale antidolorifico, calmante, anticonvulsivante - alla droga come fonte di piacere.

 

Gli artisti romantici sono tra i primi promotori di questo nuovo utilizzo in cui l' hashish svolge un ruolo fondamentale. Non a caso in un passo folgorante della Gaia scienza Nietzsche ha fissato l' idea moderna delle droghe all' interno di una «storia del sentire», scrive Elémire Zolla L' hashish proviene dalla pianta della cannabis, risultato della secrezione resinosa delle sommità fiorite, ed è uno dei tre prodotti a uso psicoattivo che ne derivano; ganja, usata per lo più in India, è invece costituita dalle sommità fiorite delle piante femmina; la marijuana - questo il suo nome in Europa e in America - comprende i prodotti dell' intera pianta. Queste sostanze sono in genere fumate, ma possono essere anche usate per produrre bevande, ad esempio il "bhang" tipico dell' India.

 

Tutto proviene da un vegetale della famiglia delle urticacee, la canapa; originaria forse dell' Himalaya settentrionale, è stata poi coltivata in Cina, in Persia, sulle rive del Mar Caspio, nel Congo, quindi in America meridionale e in Europa. Un tempo si credeva che esistesse la cannabis indica e la cannabis sativa, una canapa indiana e una europea.

 

 Nel 1753 Linneo l' aveva classificata come cannabis indica.

Oggi i botanici hanno chiarito che esiste solo una specie di canapa. Pianta dioica, per produrre semenza ha bisogno di due piante, una maschile e una femminile, che devono crescere vicine per via dell' impollinazione; ci pensa il vento, dato che nessun insetto sembra attratto da entrambe.

Quella maschile può raggiungere i due metri e viene usata per realizzare fibre tessili e olio di semi; quella femminile, più bassa, secerne dalle sommità fiorite una resina ricca di principi fisiologicamente attivi.

 

Se l' uso della pianta per la fabbricazione di tessuti è attestato dall' epoca neolitica in Cina (6.200-5.200 anni fa), quello medicinale risalirebbe al 2.700 avanti Cristo, sempre in Cina.

La parola hashish in arabo significa "erba". Possiede vari nomignoli nella versione marijuana, così come l' hashish è chiamato confidenzialmente anche marocco, libanese, nero, cioccolato, merda.

Si trova menzione del suo utilizzo antichissimo persino in un trattato cinese di botanica del XV secolo avanti Cristo, sebbene come medicinale fu poi sostituita in Cina dall' oppio. In India era usata dai sacerdoti e si pensava che derivasse dai peli della schiena di Visnù. Erodoto ne parla riferendo di cerimonie rituali presso gli il popolo orientale degli sciti.

 

Nonostante l' uso secolare, i principi attivi della cannabis sono stati identificati solo nel 1964 da un chimico israeliano, Raphael Mechoulam. Sono detti "cannabinoidi"; il più importante è il delta-9-tetraidrocannabinolo (delta- 9-THC). La differenza farmacologica tra hashish e marijuana consiste nella presenza del 14,3% del principio attivo nel primo e solo del 3,45% nella seconda.

 

Nelle Americhe la cannabis sarebbe stata portata dai colonizzatori inglesi, spagnoli e portoghesi, così come l' uso psicotropo in Brasile è il risultato della tratta degli schiavi africani. Negli Stati Uniti sono stati invece i lavoranti messicani a diffonderla: varcavano il confine con il loro sacchetto di mota.

 


CANAPA CARMAGNOLA

Nell' antichità neolitica era sicuramente utilizzata nei riti sciamanici allo scopo di sperimentare una forma d' ascensione spirituale: volare, superare le distanze, scomparire; e anche guarire: nel volo magico provocato dalla pozione di cannabis, lo sciamano ritrovava l' anima del malato che si era allontanata dal corpo e gliela restituiva. Molte delle religioni estatiche si fondano sulla cannabis, oltre che sui funghi allucinogeni. A partire dal V secolo la canapa entra nell' uso dei medici arabi. Sembra che in Europa sia arrivata attraverso i crociati di ritorno dalla Terrasanta. Ne parla persino Rabelais nel terzo libro del Pantagruel.

 

Durante tutto il Medioevo è uno strumento per i riti magici e stregoneschi.


CANAPA CAFFE' ROMA

L' uso farmacologico in Europa è quindi molto tardo, solo dopo il 1798, a seguito della spedizione di Napoleone in Egitto. Nel corso di quella campagna Napoleone ordinò con un proclama che nessuno fumasse più i fiori della canapa e mise l' interdetto anche sulle bevande consumate dai musulmani a causa del delirio violento che colpiva chi ne faceva uso. Era troppo tardi, l' hashish era già dilagato in tutta l' Africa e ben presto anche in Europa, non più come farmaco, bensì per scopi voluttuari, nonostante i divieti e la messa fuorilegge; il "Marijuana Tax Act" americano è del 1937, modello dei successivi proibizionismi.

 

Come ha scritto Giancarlo Arnao ( Erba proibita, Feltrinelli), due sono le tendenze culturali dell' uso della cannabis: un filone da lui definito «popolare-tradizionale», in cui la sostanza è «multidimensionale e multifunzionale», usata come tessuto, medicinale e nei rituali, e anche negli alimenti in quanto ingrediente; questo nei paesi orientali e asiatici, dove sarebbe propria delle classi sociali popolari. E un filone contemporaneo, con separazione netta tra l' uso industriale e quello per il consumo personale allo scopo di ottenere effetti sulla psiche con motivazioni sostanzialmente edonistiche o alla ricerca di esperienze intellettuali come l' allargamento della coscienza; questo filone è proprio dei paesi occidentali e dei giovani.

 

Questo specifico uso è stato aperto dalle opere dei romantici. Nel maggio del 1843 Baudelaire s' installa nell' Hotel Lauzun, e anni dopo, nel 1858, pubblica un ampio studio sull' hashish, De l' idéal artificiel, incluso poi in Les paradis artificiels. Da Baudelaire a Walter Benjamin, attraverso innumerevoli artisti, compresi i jazzisti di New Orleans, prima città Usa ad apprezzare la cannabis, si arriva ai giovani di San Francisco, Londra, New York, che ascoltano la musica dei Pink Floyd, dei Grateful Dead, dei Jefferson Airplane, e guardano Easy Rider ( 1969) con George-Jack Nicholson che prova per la prima volta l' erba. Arrivano gli hippy. L' erba proibita è ora fenomeno di massa.

 

Per saperne di più Giancarlo Arnao ha scritto un ampio rapporto su hashish e marijuana, Erba proibita (Feltrinelli); Guido Blumir in Marijuana (Einaudi) racconta la storia del proibizionismo; in Alberto Castoldi, Il testo drogato (Einaudi) c' è la storia dell' uso da parte degli scrittori; Ugo Leonzio, Il volo magico (Einaudi) è un classico. Da segnalare anche Giorgio Samorini, Mitologia delle piante inebrianti (Studio Tesi); e Henri Margaron, Le stagioni degli dei (Raffaello Cortina).

 

La cocaina e il genere maschile e femminile

 Perchè le donne sentono di più gli effetti della cocaina rispetto ai maschi ?

Proprio in questi giorni, 3 agosto 2017, Nida (National Institute on Drug Abuse) ha pubblicato sul suo sito una serie di lavori relativi alle differenze di genere; in particolare gli studi riportano della maggiore sensibilità delle donne, rispetto ai maschi, agli effetti gratificanti, euforici e motivazionali delle sostanze stimolanti come la cocaina.

E’ l’estradiolo, ormone femminile, il responsabile di tale maggiore risposta e ciò a seguito di una sua specifica azione (attivazione) su 2 gruppi di recettori neuronali: gli mGluR5 (recettori per il glutammato) e i recettori CB1 dei cannabinoidi.
Il complessivo processo non è perfettamente conosciuto ma la ricerca pare suggerire che l’iniziale attivazione da parte della cocaina dei recettori mGluR5 presenti nel nucleo accumbens causi in successione il rilascio di più endocannabinoidi* in questo sistema della gratificazione o di ricompensa cerebrale.

* sono i cannabinoidi che il nostro organismo produce normalmente ( es. l’anandamide o il 2-arachidonoilglicerolo) in un completo sistema presente nel nostro organismo che prevede tutte le tappe metaboliche e funzionali come un qualsiasi altro sistema recettoriale e neurotrasmettitoriale.
Questa è la ragione per cui le donne sentono gli effetti piacevoli della cocaina e degli stimolanti molto più intensamente rispetto agli uomini ed in più ne divengono dipendenti molto più rapida-mente.
Montefrancesco IN SOSTANZA - www.insostanza.it/domanda/le-droghe-e-il-genere-maschile-e-femminile/

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio mistico

 

 

Usa, funghi allucinogeni a un gruppo di religiosi per studiare il viaggio misticoL’ esperimento della Johns Hopkins University vede coinvolti sacerdoti, suore, rabbini e buddisti per studiare gli effetti della psilocibina nelle esperienze religiose
 
di GIACOMO TALIGNANI , Repubblica.it
 
All'appello mancano un imam musulmano e un sacerdote indù. Per il resto, i rappresentati di ogni religione, da quella cristiana al buddismo, passando per l'ebraismo, da più di un anno si ritrovano in una sala della New York University: si siedono su un confortevole divano e prendono un paio di dosi di psilocibina, la triptammina presente nei funghi psichedelici. Partono per un viaggio, organizzato nel nome della scienza, alla ricerca di Dio.
 Il curioso esperimento della Johns Hopkins University di Baltimora, guidato dallo psicologo William Richards, ha il fine di alterare il pensiero religioso dei partecipanti e condurli in un esperienza spirituale che li avvicini (o li allontani) sempre di più alla loro fede. Può questa sostanza, caratteristica dei cosiddetti funghetti magici allucinogeni, portare un religioso ancora più vicino al suo Dio? E' la domanda che i ricercatori di Baltimora si sono posti un anno fa, quando è iniziato l'esperimento tutt'ora in corso. 
L'annuncio del programma chiamato "Religious leader study", pubblicato online, cercava volontari fra qualunque leader religioso o portavoce di una comunità di credenti. Unico paletto: avere fra i 25 e gli 80 anni, non avere avuto in famiglia parenti con patologie o malattie psichiatriche, non essere alcolisti o con dipendenza delle droghe. 
Una richiesta particolare, dato che indirizzata per lo più a preti, suore, rabbini o buddisti che - sotto anonimato - hanno preso parte all'iniziativa: in tutto 24 sacerdoti. Si tratta della prima indagine scientifica di questo tipo fatta su persone con diverse fedi religiose. Grazie all'ingrediente attivo dei funghi psichedelici il professor Richards è convinto che, indipendentemente dal credo, i volontari riescano a vivere esperienze sempre più profonde nella propria ricerca con il Supremo. "Abbiamo raggruppato quasi tutte le fedi e in ognuno dei coinvolti queste profonde esperienze mistiche sono risultate abbastanza comuni".
L'esperimento, della durata di un anno, e per cui bisognerà attendere i risultati finali, si pone anche l'obiettivo di capire come viene alterata la singola esperienza religiosa di ogni leader che, ricorda Richards, non è certo abituato "a sostanze di questo tipo".
Preti e colleghi hanno dovuto effettuare test medici e psicologici prima di iniziare: ad ognuno di loro vengono somministrate due dosi di psilocibina in due differenti sessioni a distanza di un mese e il tutto si svolge in un salotto, sotto la presenza di guide e psicologi. Mentre assumono il farmaco ascoltano musica, generalmente legata al proprio credo, in modo da "aumentare il loro viaggio spirituale interno. La loro istruzione è quella di scavare dentro di loro e raccogliere esperienze" ha spiegato Richards presentando le prime fasi dello studio inuna conferenza a Londra.
In attesa dei risultati della ricerca gli scienziati hanno raccontato che "nessuno è rimasto sconvolto o si è pentito di averlo fatto. In generale sembra che i partecipanti abbiano apprezzato maggiormente il proprio pensiero religioso e in alcuni casi aumentato la propria percezione della fede". 
Dopo il viaggio psichedelico alcuni hanno raccontato di trasformare il personale pensiero religioso in qualcosa di più universale e "di apprezzare maggiormente le altre religioni del mondo, toccando nuovi livelli di esperienza" ha spiegato Richards dicendo che, per esempio, un rabbino "può incontrare il Buddha".
Nonostante critiche e polemiche che da anni parte della medicina tradizionale rivolge agli esperimenti a base di sostanze psichedeliche, il team di ricerca della Johns Hopkins ha sempre continuato a credere nell'utilizzo di questi farmaci (vietati dalla legge). Attraverso psilocibina, Lsd, Mdma e altre sostanze sono stati condotti test su vari temi e scoperto, ad esempio, che la psilocibina può aiutare i pazienti affetti da tumore ad alleviare i disturbi da stress post traumatico, depressione e alcolismo.
In passato un esperimento simile sulle menti dei religiosi era stato effettuato anche da un noto studio di Harvard chiamato "del venerdì santo". I religiosi ricevevano psilocibina durante la Pasqua per vedere come alterasse la loro esperienza della liturgia. 

 

Secondo un altro professore di psichiatria e scienze comportamentali, Roland Griffiths della Jhu School of Medicine, inizialmente critico sull'uso di queste sostanze, è "sorprendente come persone che non hanno mai preso droghe psichedeliche prima d'ora possano uscire da questi 'viaggi' e descriverli come fra le esperienze spirituali più profonde della loro vita".

Contenuto Redazionale Non potrai tornare indietro.


Gilberto Di Petta, psichiatra

Gilberto Di Petta, psichiatra, Napoli

invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/08/19/non-potrai-tornare-indietro-nuove-droghe-dipendenza/

“Ai primi di giugno il corpo di una giovane donna veniva trovato avvolto in un vecchio tappeto a ridosso dei cassonetti dell’immondizia, in un quartiere popolare della mia città. Conoscevo bene quella ragazza per averla sostenuta, anni fa, nella sua lotta contro la droga. Per lei le parole con cui Eschilo descriveva Elena : ‘Sorriso di mare non turbato dal vento’. Poi c’è stata la sventurata adolescente che ha riacceso, come periodicamente accade, i riflettori sulle nuove droghe".

"Ormai è comune l’idea che il nostro sistema di vita abbia delle inevitabili collateralità. Le nuove droghe si inseriscono nel quadro del divertimento di massa ipertecnologico: sono potentissimi amplificatori percettivi con i quali la nostra mente può sincronizzarsi o disintegrarsi con la policromia delle luci laser o al ritmo dei tamburi elettronici. La vecchia signora, l’eroina, mieteva molti più morti. Ma era la droga dell’oblio. Avevamo i farmaci per contrastarla. Queste nuove sostanze non addormentano".

"Piuttosto svegliano i ‘mostri’ che abitano le paludi del nostro inconscio: sono eccitanti, allucinogene, dissociative. Spesso sconosciute anche a noi medici. L’opinione pubblica si rammarica di morti così giovani. Ignora, purtroppo, che per due ragazze morte nel fiore degli anni, e dell’estate, centinaia di loro coetanei rimangono ‘prigionieri del viaggio’. A differenza dell’eroina, che riduceva in schiavitù e consumava il corpo fino alla fine, queste sostanze accendono la giostra della follia artificiale. Una follia chimica da cui non è garantito il ritorno".

"Una pasticca, un acido, un funghetto, un francobollo possono rappresentare, per ignari ragazzi, un biglietto di sola andata. Non sempre le lesioni al cervello procurate da queste sostanze sono visibili, e non sempre i sintomi psichiatrici sono reversibili. Non sempre le nostre cure sono efficaci. Soprattutto perché in Italia abbiamo il Sistema della Salute Mentale (Legge 180, 1978) totalmente separato dal Sistema delle Dipendenze (Legge 162, 1990), per cui molti di questi ragazzi e delle loro famiglie finiscono nel ping-pong tra un sistema e un altro, una terra di nessuno dove diventa ancora più difficile salvarsi".

"Ragazze e ragazzi che difficilmente metterebbero nel loro stomaco un cibo di dubbia provenienza, comprato per strada, non esitano a calarsi nel cervello una sostanza ignota. Come i bambini della melanconica fiaba dei fratelli Grimm seguono, ad ogni weekend, la musica magica del pifferaio che li porterà fuori dalla città, nel ventre nero della montagna incantata. Nei pronto soccorso, di notte, arrivano casi sempre più numerosi, e sempre più giovani, con quadri di agitazione con allucinazioni e deliri mai visti prima".

"Questo solo, non da medico ma da uomo, è il pensiero che vorrei trasmettere a te, ragazza o ragazzo che ti trovi davanti all’offerta di una pillola colorata che promette un’ora di technotrance: tu, che non sei folle, sarai costretto a coabitare con la follia artificiale scatenata nel tuo cervello da una sostanza ignota e apparentemente innocente. Giorni, notti, sogni, affetti, amori, lavoro, famiglia: destinato a diventare spettatore, inerme e solo, di un drago evocato per un’ora e che divorerà invece intera la tua vita. Non potrai tornare indietro. Fermati, ti prego. Fallo per te”.

tedeschi

I chimici tedeschi in poco più di un secolo, riuscirono ad isolare la morfina dall’oppio (1807, Friedrick W. A. Serturner),  la cocaina (1859, Albert Niemann), l’eroina (1897, Felix Hoffmann), l’ MDMA (1912, Fritz Haber), la metanfetamina (1937, Fritz K. Hauschild), il metadone (1939, Max Bockmuhl e Gustav Ehrhart)."

da Alessandro De Pascale, Guerra e Droga, Castelvecchi, Roma, 2017.

Contenuto Redazionale Electronic Music Scene Survey (o "EMSS")

 Lo studio Electronic Music Scene Survey (o "EMSS") fa parte del più ampio progetto di ricerca ALAMA-Nightlife ed è finanziato dal programma europeo ERANID. 
Si tratta del primo studio europeo dedicato al divertimento e alla vita notturna dei giovani e si occupa di studiare come e perché gli stili di vita e l’uso di sostanze legati alla nightlife, in particolare alla musica elettronica, non solo variano all'interno dell'Europa ma cambiano nel corso tempo.  Il progetto si svolge contemporaneamente in Italia, UK, Olanda, Belgio e Svezia e sono previsti circa 10.000 partecipanti.

La partecipazione consiste nel compilare due questionari on-line (https://uclpsych.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_0q8J2tCd4DkghRb?Origin=web&Q_Language=IT) , uno ora (possibile fino al 31 settembre) e uno di follow-up tra un anno, in modo da permetterci di analizzare l'evoluzione nel tempo dei comportamenti individuali e i fattori che li determinano. Le risposte ai questionari sono anonime e le informazioni fornite sono tutelate dal codice sulla protezione dei dati personali. Per i partecipanti è prevista l’inclusione in due concorsi a premi, uno per ogni compilazione, grazie ai quali è possibile vincere laptop, tablet Mac e altri premi. Per partecipare bisogna avere un'età compresa tra 18 e 35 anni e aver partecipato ad almeno 6 eventi di musica elettronica negli ultimi 12 mesi.

Il reclutamento dei partecipanti si svolge sia off-line,, in club e festival di musica elettronica, sia on-line attraverso social media, forum e website.

Questi i link rilevanti:

Sito web del progetto: www.emssurvey.eu 
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/EMSSurvey.eu/
Link diretto al questionario: https://uclpsych.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_0q8J2tCd4DkghRb?Origin=web&Q_Language=IT
Informazioni per i partecipanti: https://www.emssurvey.eu/participant-info/italiano
Maggiori informazioni sul progetto: https://www.emssurvey.eu/projectinfo/project-overview
Scopri di più sul gruppo di ricerca: https://www.emssurvey.eu/team/team-overview

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