Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.
Effetti
Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.
Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.
L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di metabolizzazione che varia a seconda del peso, dell’età e del sesso della persona.
Il tempo di eliminazione dell'alcool dipende dalla quantità ingerita ed è fortemente influenzato da fattori individuali. Contrariamente a quanto si pensa né il freddo, né lo sforzo fisico, né il caffè accelerano l'eliminazione dell'alcool.
Cenni Storici
La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.
Approfondimenti
L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.
Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l’alcol è anche il livello di istruzione: sono in generale persone più istruite a farne un maggiore utilizzo. Anche a parità di età le donne con licenza elementare consumano alcol in maniera inferiore (il 46%) alle loro coetanee laureate (il 73%).
Rispetto alle altre sostanze psicotrope quindi essa raggiunge le persone attraverso modalità fortemente istituzionalizzate, tanto da diffondersi trasversalmente tra varie fasce di età (anche se sono in particolare quelli della fascia 65-74 anni a bere di più), che non va quindi a intaccare equilibri di significati sociali preesistenti, come accade invece con le “nuove droghe”. Proprio questo rende la percezione del rischio legata all’alcol praticamente inesistente, benché il suo abuso e le malattie –nonché i decessi- ad esso collegate siano decisamente frequenti.
La quantità di bevitori di alcol è in calo in Italia negli ultimi anni. Tuttavia oggi, si diffonde quello che viene definito il tipo nordico di utilizzo, che porta significativi cambiamenti nella quantità che nella qualità dell’assunzione. Invece che al pasto –e quindi ad un’assunzione moderata giornaliera- è legata esclusivamente a contesti ricreazionali o di loisir – e quindi un’assunzione non giornaliera ma che tende ad essere eccessiva.
Contenuti in evidenza
Contenuti attivi
- cos'è il subuxone?che di...
- CHE DOSAGGIO HA LA SPEED...
- Vorrei sapere quanto dura...
- Sam Shepard guidava ubria...
- cos'è il levopraid
- analisi capello
Sam Shepard guidava ubriaco: arrestato
5 Gennaio, 2009 - 09:18 da Anonimo
L'attore e drammaturgo statunitense Sam Shepard, 65 anni, è stato arrestato ieri nell'Illinois per guida in stato di ebbrezza e a velocità eccessiva. Lo ha reso noto la polizia. Shepard è stato fermato per un controllo nella cittadina di Normal. Il suo tasso di alcool nel sangue è risultato il doppio di quello consentito e la velocità superiore di 26 chilometri all'ora rispetto al limite di 48 chilometri. L'attore ha spiegato che stava tornando a casa sua in Kentucky e che si era fermato a bere in un locale prima di raggiungere il suo albergo. Sam Shepard ha vinto un Pulitzer nel '79 per il suo dramma Buried Child" ed è stato nominato all'Oscar per la sua interpretazione del pilota Chuck Yeager nel film "The Right Stuff". Shepard è sposato con l'attrice Jessica Lange, dalla quale ha avuto due figli.
Stop ad alcol-test: troppi positivi
30 Dicembre, 2008 - 15:13 da AnonimoBelgio, l'annuncio shock della polizia
Fermare i test anti-alcol perché in troppi risultano positivi. E' l'allarme lanciato dalla polizia belga che ha dovuto sospendere gli esami per scovare gli ubriachi alla guida. Il motivo? Il carico di lavoro ancora pendente per i troppi test positivi dei giorni natalizi. Anche in passato la polizia è stata costretta a prendere le stesse contromisure, bloccando i controlli sulle strade.
Una situazione che capita spesso, specie sotto le festività, denunciano i sindacati. Quando i test risultano positivi, si mette in moto un iter burocratico che ogni agente deve seguire con grande dispendio di tempo". Secondo i rappresentanti di categoria, la soluzione sarebbe una riorganizzazione del lavoro, in modo da snellire la burocrazia ed alleviare il peso per ogni agente.
arriva il COZART
24 Dicembre, 2008 - 09:06 da AnonimoVarese - Controlli a tappeto con una nuova apparecchiatura per rilevare l’assunzione di qualunque sostanza. La nuova campagna di sensibilizzazione della Polizia Stradale tocca Varese e altri quattro comuni d’Italia
Stop ad alcool e droga alla guida, arriva il "cozart"
L’ultimo fine settimana prima di Natale. Un brindisi con i colleghi, la cena con i parenti, lo scambio di doni con gli amici in quel locale che ci piace tanto. Un bicchiere tira l’altro, i brindisi si susseguono, l’amaro è di dovere e al momento di tornare a casa, se fermati per un controllo, non superiamo l’alcool test. E’ quello che è successo già questa notte, durante la quale la Polizia Stradale, tra le 1.30 e le 6 di mattina, ha fermato 23 ragazzi «con picchi dell’etilometro fino all’1,8, vale a dire valori di gran lunga superiori alla soglia consentita dell’alcool test che è pari allo 0,5» ha spiegato Alfredo Magliozzi, comandante della Polizia Stradale di Varese, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto “Brindo con Prudenza”.
I controlli “intensificati” della scorsa notte rientrano infatti nella campagna di sensibilizzazione attuata per il terzo anno consecutivo dalla Polizia Stradale, in collaborazione con la Fondazione ANIA per la sicurezza stradale e la Polizia di Stato. Un’iniziativa importante per la prevenzione delle stragi al volante che vede Varese protagonista, insieme a poche altre città d’Italia, ossia Rimini, Napoli, Ferrara e Imperia, di controlli intensificati e soprattutto avanzati grazie non solo ai “classici” alcool test e autovelox, ma al "cozart", una nuovissima apparecchiatura per rilevare l’assunzione di qualsiasi tipologia di sostanze stupefacenti. A disposizione delle forze dell'ordine anche il telelaser per effettuare fotografie in orari notturni.
«A Varese e provincia, nel 2007, si sono verificati 3312 incidenti, con 40 persone che hanno perso la vita e 4608 feriti. Il 25% degli incidenti si registra nel fine settimana e, nella maggior parte dei casi, chi è al volante si trova sotto l’effetto di alcool e droghe e ha tra i 22 e i 34 anni – ha continuato Alfredo Magliozzi – Con questa campagna ogni fine settimana tra il 19 dicembre e il 3 gennaio ci saranno 4 posti di blocco in tutta la provincia dalle 11 di sera al mattino. Effettueremo dei controlli a campione utilizzando l’etilometro, il cozart, l’autovelox e il telelaser».
In 3 discoteche della zona (Land of live di Castellanza, Justin di Germignaga, La Fenice di Varese) l’ANIA allestirà dei corner point. I ragazzi saranno invitati, come già avviene in molti paesi del Nord Europa, a nominare il proprio “Bob” o “Guidatore Designato” che sarà riconoscibile grazie ad una spilletta identificativa, e, a fine serata, se avrà mantenuto il proprio impegno, sarà premiato con la maglietta dell’iniziativa.
«Chi lo vorrà potrà ritirare un etilometro per decidere, più consapevolmente, se guidare o cedere il volante ad un amico - ha concluso il comandante - Se, all’uscita dalle discoteche, i ragazzi fermati risulteranno negativi alla prova dell’etilometro, riceveranno direttamente dalla pattuglia un ingresso gratuito in discoteca per il weekend successivo. In questo modo vogliamo aiutare le famiglie ad essere più sicure, anche se sono loro che in questo periodo dell’anno devono controllare i propri figli con un occhio di riguardo».
da http://psiconautica.forumfree.net/?t=35237482
La Coop vieta la vendita di alcool ai minori di 18 anni
24 Dicembre, 2008 - 08:44 da Anonimo
La Coop dal 1 gennaio 2009 fermera' la vendita di alcolici ai minori di 18 anni negli oltre 1300 punti vendita Coop in tutta Italia. La decisione nasce dalla volonta' di non assistere impotenti ad una minaccia per la salute di tutti e in particolar modo per i giovanissimi, malgrado non esista ancora una legge in materia. I dati fanno paura: secondo l'Istituto Superiore di Sanita' ogni 100 ricoveri per intossicazione da alcool, 17 sono a carico di giovani al di sotto dei 14 anni di eta' e oltre 740mila minori adottano abitualmente - e' detto in una nota - comportamenti considerati a rischio. Tra l'altro nel resto d'Europa i divieti per i minori di 16 o 18 anni sono legge gia' da anni.
'Con questa decisione - spiega una nota della Coop centro Italia - ci facciamo carico di un fenomeno pericoloso per la salute e altrettanto pericoloso per le sue ricadute sociali.
Lo consideriamo un impegno importante e in linea con la nostra politica valoriale. Inoltre la Coop mettera' in campo iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei giovani e degli adulti al problema dell'alcol per fare in modo che una delle piaghe piu' dolorose del nostro tempo possa essere combattuta piu' efficacemente e sconfitta'. Saranno le cassiere a dover chiedere i documenti di identita' per accertare l'eta dell'acquirente, quando questo sia giovane; se dalla verifica del documento risultera' che il cliente e' un minore di 18 anni lo si invitera' a lasciare la bevanda alcolica alla cassa. Fino a questo momento, il divieto di vendita era applicato in Coop da alcune cooperative pilota (e' il caso di Coop Adriatica nell'Ipercoop di Schio, Unicoop Tirreno in provincia di Livorno e sulla costa della Versilia, le cooperative trentine e la Coop Veneto), ora verra' allargato.
Madre gli impone test, si impicca
23 Dicembre, 2008 - 09:17 da AnonimoSi è impiccato a un albero nel cortile della scuola, dopo essere stato portato dalla madre a fare un alcoltest perché si era presentato in classe ubriaco. E' la drammatica storia di un ragazzino di 16 anni che nel primo pomeriggio di ieri si è tolto la vita a Torre Boldone, un piccolo centro alle porte di Bergamo. Il giovane era nato in Russia, ma viveva in Italia da anni, grazie a una famiglia di Albino (Bergamo) che lo aveva adottato. Ancora non si conoscono le ragioni per cui stamani sia arrivato a scuola sotto l'effetto dell'alcol, ma pare che all'origine del suo malessere ci fosse una recente delusione amorosa. La direttrice dell'istituto, avvertita da un insegnante, ha subito chiamato la madre del ragazzo. La donna è arrivata a scuola e ha rimproverato il figlio davanti alla dirigente. Poi, forse per intimorirlo o soltanto per fargli capire la gravità di ciò che aveva fatto, lo ha accompagnato al comando della polizia locale per sottoporlo al test dell'etilometro, al quale é risultato positivo. Nel sangue aveva infatti un tasso alcolico di 1,47 grammi per litro. Mentre la madre lo stava riaccompagnando a casa, il sedicenne ha cercato di scappare, scendendo dall'auto e allontanandosi a piedi. Una prima volta la donna lo ha raggiunto e lo ha riportato in macchina, la seconda volta lo ha invece lasciato andare, convinta che sarebbe tornato presto a casa. Invece il giovane ha fatto perdere per un po' le sue tracce. Nemmeno i suoi compagni, che lo aspettavano fuori da scuola per salutarlo in vista delle vacanze di Natale, lo hanno visto. Infatti lui ha fatto ritorno nell'istituto più tardi, quando ormai nella scuola non c'era più nessuno. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, quando è arrivato nel cortile si è diretto verso alcuni giochi, ha trovato una corda e l'ha strappata. Poi si è ucciso. Alcuni ragazzi lo hanno visto penzolare intorno alle 14 ma a quel punto era ormai troppo tardi per salvargli la vita. I soccorsi sono arrivati sul posto in pochi minuti, ma il ragazzino era già deceduto. Pare che non fosse la prima volta che il giovane si presentasse a scuola in uno stato mentale alterato: circa tre mesi fa il ragazzino avrebbe vissuto una delusione d'amore e da quel momento, dice chi lo conosceva, i suoi rapporti con gli altri si erano fatti più difficili, persino con i genitori. E non ha retto al rimprovero.
ALCOL E FARMACI
18 Dicembre, 2008 - 10:44 da Anonimohttp://www.birrainforma.it/sito/newsview.php?NewsID=11
Perché serve cautela
Alcuni farmaci non andrebbero assunti in combinazione con l’alcol. Per certi altri, invece, l’accoppiamento non rappresenta un problema. Nel caso in cui sia meglio non bere alcol durante un particolare trattamento farmacologico la raccomandazione è di solito riportata nelle istruzioni del medicinale. Alcol e farmaci possono influenzarsi a vicenda in tre modi:
1. I farmaci possono ritardare l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. I metaboliti tossici prodotti dall’alcol rimangono presenti più a lungo con possibili effetti indesiderati, come calura, viso arrossato, nausea, mal di testa, pressione bassa e palpitazioni.
2. L’alcol può ritardare l’effetto di certi farmaci che cosi rimangono attivi più a lungo nell’organismo. Una possibile conseguenza è un’overdose da farmaco.
3. L’alcol può aumentare gli effetti diretti e collaterali di alcuni farmaci.
Consigli per il consumatore
Come può il consumatore capire quali farmaci non vanno combinati con bevande alcoliche?
1. Chiedendo al farmacista se la medicina prescritta è più o meno compatibile con il consumo di alcolici.
2. Leggendo il foglietto di istruzioni dove spesso sono descritti anche i possibili sintomi derivanti da questa interazione.
Alcool e farmaci più comuni
L’effetto dell’alcol varia a seconda della tipologia di farmaci. Esaminiamo i più utilizzati.
Anti-dolorifici
L’alcol intensifica gli effetti secondari di certi farmaci antidolorifici come la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e la respirazione affannosa. Acido Acetilsalicilico (Aspirina), ibuprofene (Algofen, Antalfebal, Antalgil, Buscofen, Calmine, Cibalgina, Dolocyl, Moment, Nureflex, Nurofast, Nurofen, Nurosolv), diclofenac (Forgenac, Ribexflu, Voltaren, Zeroflog) e naproxene (Algonapril, Floginax, Gibixen, Laser, Naprius, Naprosyn, Neoeblimon, Prexan, Xenar) che hanno già di per se un effetto irritante per la mucosa dello stomaco se combinati con l’alcol, potenziano questo loro effetto. Un altro effetto collaterale di alcuni di questi farmaci come acido acetilsalicilico, ibuprofene, diclofenac e naproxene, è quello di rendere più fluido il sangue. Se si beve alcol associato a questi farmaci le ferite sanguineranno più a lungo, anche perché l’alcol ha un effetto vasodilatatore cioè dilata i vasi sanguigni.
Farmaci contro la tosse (Aricodiltosse, Bchilar, Bronchenolo, Broncofarma, Codeina, Destrometorfano, Formitrol tosse, Lisomucil tosse, Metorfan, Neoborocillina tosse, Sanabronchiol, Tossoral, Tussycalm, Vicks tosse). Questi farmaci possono creare sonnolenza, fino all’overdose. Non è quindi consigliabile bere se si deve guidare.
Anti-allergici
I vecchi farmaci contro le allergie hanno effetti collaterali come sonnolenza alterazione della coordinazione e della concentrazione. L’alcol aumenta questi effetti se combinato con delorofeniramina (Polaramin), difenhidramina/dimedrinato (Lomarin, Motozina, Travelgum, Valontan, Xamamina) e mebidrolina (incidal). Non influisce, invece, sugli effetti collaterali dei nuovi antiallergenici come loratadina (Alorin, Clarityn, Fristamin) terfenadina (Allerzil), cetirizina (Formistin, Naristar, Reactine, Virlix, Zirtec) e fexofenadina (Kalicet, Telfast).
Anti-epilettici
Consumare alcol in modo moderato e saltuario non ha influenza sul numero degli attacchi epilettici. Comunque l’alcool intensifica gli effetti collaterali(sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione) di carbamazepina (Tegretol), fenitoina e fenobarbitale (Aurantin, Dintoina, Dintoinale, Metinal idantoina).
Statine (Atorvastatina: Lipitor, Torvast, Totalip, Xarator; Simvastatina: Liponorm, Medipo, Sinvacor, Zocor, Pravastatina: Aplactin, Plasterol, Pravaselect, Sanaprav, Selectin; Rosurvastatina: Crestor, Provisacor, Simestat; Cerivastatina Cervasta) Usate per ridurre il livello di colesterolo nel sangue, possono creare problemi muscolari. Grandi quantità di alcol possono aumentare questo rischio. Meglio quindi fare attenzione.
Antidepressivi
L’alcol può aumentare l’effetto stupefacente degli antidepressivi. Meglio tenerlo presente se si è alla guida o impegnati in qualsiasi altra attività che richieda la massima attenzione. Più alcool si consuma più i riflessi si allentano.
Antipsicotici
L’alcol può aumentarne gli effetti collaterali: sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione. Meglio non bere quindi se si è alla guida o impegnati in attività che richiedano la massima attenzione.
Tranquillizzanti e sonniferi
L’alcol può aumentare la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e concentrazione che rappresentano altrettanti effetti collaterali di questi farmaci. E’ importante quindi saperlo se si guida o si fanno lavori che richiedono attenzione.
Antibiotici
Con quasi tutti gli antibiotici il consumo di alcol non crea problemi. Solo con il Metronidazolo (Deflamon, Flagyl, Metronidazolo) si possono avere un certo numero di effetti collaterali spiacevoli. Gli effetti collaterali dell’assunzione contemporanea di alcool sono: mancanza d’appetito, nausea, mal di testa e, a volte arrossamento del viso, che puo’ essere provocata anche dal ketoconazolo (Nizoral).
Farmaci per la tubercolosi (Rifadin, Rifampicina, Rifapiam, Rifater, Isoniazide, Nicizina, Nicozid). Una gran quantità d’alcol può ridurne l’efficacia e renderli tossici nel fegato.
Disintossicanti (per la dipendenza dall’alcol)
Il Disulfiram (Antabuse, Etiltox) viene utilizzato da chi vuole liberarsi dalla dipendenza alcolica. Chi lo assume insieme all’alcool avrà pressione bassa, palpitazioni, mal di testa, calura, arrossamento del viso, sudore e nausea. Può sviluppare anche crisi d’ansia e tensione nervosa.
Incidenti, uno su due per alcol e droga. In arrivo ''giro di vite''. Ancora vittime sulla strada
17 Dicembre, 2008 - 11:39 da Anonimo
Milano, (Adnkronos/Ign) - Maschio, quarantenne, 'annebbiato' una volta su due da sostanze stupefacenti assunte da sole o in cocktail. Alcol e cocaina in primis. Questo l'identikit del guidatore-tipo coinvolto in un incidente stradale, secondo un'indagine condotta a Milano dal Trauma team dell'ospedale Niguarda, con la collaborazione della polizia locale. I risultati della ricerca, che da marzo a settembre ha coinvolto 74 conducenti di auto o motocicli, sono stati illustrati oggi a Niguarda in occasione del convegno 'Trauma update. Incidenti stradali: dalla prevenzione alla riabilitazione'.
Nell'Aula magna della struttura meneghina esperti italiani e stranieri a confronto su un modello di assistenza integrata che nella Penisola riguarda oggi 5 Trauma center ospedalieri, ma che consente di azzerare le morti evitabili.
Il 'peso' di alcol e droghe quali cause all'origine degli incidenti stradali, dalle cosiddette stragi del sabato sera agli schianti infrasettimanali, "ha un'importanza di gran lunga superiore a quanto si possa immaginare", assicura il direttore del Trauma team di Niguarda, Osvaldo Chiara. "Da un lato servono interventi di educazione - sottolinea l'esperto - ma dall'altro occorre potenziare lo strumento dei controlli".
Un appello al quale si unisce Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Nel nostro Paese si esegue ogni anno un milione di alcoltest, contro i 10 milioni della Francia - rileva - e il numero di narcotest è di gran lunga inferiore". Risultato: "Fino a qualche tempo fa ogni guidatore aveva solo una probabilità ogni 127 anni di essere fermato per un controllo - calcola - mentre oggi siamo a una ogni 74 anni".
Nell'indagine milanese, spiega Chiara, "tutti i conducenti che venivano ricoverati in seguito a un incidente stradale sono stati sottoposti ai test per valutare i livelli di alcolemia e l'eventuale assunzione di una o più droghe". Circa "il 50% del campione è risultato positivo", riassume lo specialista. In particolare, "il 20-22% aveva assunto soltanto alcol - puntualizza - il 20% solo droga (soprattutto cocaina) e il 15% alcol e droga in mix". In generale, "il 70% dei guidatori analizzati era maschio e l'età media del campione era 39 anni". Dati in linea con quelli dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Circa il 40% dei conducenti che vengono sottoposti ad alcoltest o narcotest nel nostro Paese risulta positivo all'assunzione di alcol o droga", riferisce Musicco.
Intanto, la commissione Trasporti della Camera sta lavorando ad una proposta di legge 'bipartisan'. Ad illustrarla il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio Mario Valducci, a margine del convegno organizzato dal Centro europeo trasporti sullo sviluppo delle reti transeuropee. "E' una proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol. Chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche rispetto agli attuali limiti consentiti". Questa proposta, che Valducci spera venga varata a fine gennaio dalla Camera, si tradurrà "in un modifica al Codice della strada".
Particolarmente pesanti, ha preannunciato, saranno poi le sanzioni: "Pensiamo - ha detto Valducci - a un inasprimento progressivo, che può andare dalla sospensione della patente per sei mesi fino al definitivo ritiro".
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2815802137
Etilometri, le "stranezze" della normativa. Il "palloncino" della discordia
16 Dicembre, 2008 - 09:16 da Anonimo
Alzare il gomito comporta circa 6.124 incidenti l'anno e dai rilevamenti della polizia, effettuati sui 633 incidenti stradali che funestano quotidianamente la nostra penisola, scaturisce un panorama sconfortante: nel 30/40% dei casi, alcool e droghe sono comunque presenti. Ben vengano, dunque, i controlli (in questa sede ci occuperemo soltanto di alcool), ma utilizzare alcool-test inadeguati può essere forviante e provocare seri danni: a chi li utilizza, all'ambiente ed agli eventuali agenti che se ne servono.
Ormai, poi, il Decreto Sicurezza del 23 maggio 2008 ha aggiornato il Codice della Strada ed ha di nuovo elevato il "rifiuto", al rango di sanzione penale. Stando al dettato normativo, l'alcool test può essere effettuato in due fasi: una di pre-screening o qualitativa, l'altra con l'etilometro, che fa prova legale. L'etilometro è uno strumento estremamente preciso, che deve essere sottoposto all'omologazione del Ministero dei Trasporti ed assicura il pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie ed un minimo margine di errore, comunque favorevole all'automobilista testato. Per quanto riguarda, invece, gli apparecchi utilizzati per il pre-screening, siamo in piena Babilonia (non ce ne vogliano gli antichi iracheni), perché, udite udite: non necessitano dell'omologazione e gli articoli 186 e 187 del il Codice della Strada, non dettano i parametri che un "test affidabile" dovrebbe avere. Questi sistemi si suddividono in tre categorie: elettronici, salivari e fiale monouso (i comuni palloncini), che sono anche le più pratiche, le più igieniche e le più usate. Gli accertamenti possono essere effettuati da: Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Polizia Provinciale, Penitenziaria e Forestale e Guardia di Finanza. Con gli strumentini non omologati, ognuno se la giostra come vuole, ogni corpo di Polizia, Vigili Urbani, ecc, analizza e decide l'acquisto. Eccoci arrivati al punto: con l'etilometro omologato si può stare tranquilli, ma con i test monouso si rischiano brutte sorprese. Prendiamo il caso delle fialette/palloncino, molte di queste funzionano con un reagente pericolosissimo, il "dicromato di potassio". A leggere le specifiche su una scheda tecnica, c'è da rabbrividire: è cancerogeno, è pericoloso per l'ambiente e difficile da smaltire, può provocare infertilità, è molto tossico per inalazione, è nocivo a contatto con la pelle e può anche provocare accensione di materiali combustibili ed esplodere.
Recenti missive esplicative del Ministero della Salute ribadiscono che: detto componente deve ritenersi pericoloso, anche a norma di Direttive Ce, che deve essere destinato solo ad utilizzatori professionali e che i prodotti che lo contengono, destinati al pubblico, devono essere ritirati dal commercio. Ma noi siamo gente curiosa, spaziando per l'etere virtuale abbiamo saggiato un po' il mercato e, a fronte dei numerosissimi alcool-test monouso in vendita "dappertutto", del tipo a fialetta o palloncino, ne abbiamo trovato uno soltanto che vanta, chiaramente, la totale assenza del dicromato di potassio. Altri prodotti si limitano ad omettere le specifiche chimiche dei reagenti e compiere analisi approfondite è costoso e complicato.
Di certo c'è soltanto che il dicromato di potassio ha un colore giallastro (attenzione a tutte quelle fialette che mostrano granuli di quel colore) e che diventa verde se il "soffiatore" ha la fiatata alcolica. Diffidate gente, diffidate. Un ultima cosa: se viaggiate in auto con tutti gli occupanti "ciucchi", ogni tanto aprite i finestrini, altrimenti potreste rischiare di risultare positivi anche se astemi.
iltempo.ilsole24ore
Alcolismo giovanile: «Sintomo di un malessere da interpretare»
16 Dicembre, 2008 - 09:13 da AnonimoL'Osservatorio permanente su giovani e alcol: «Il genitore amico non funziona più»
ROMA - «L’alcol è un sintomo di malessere. Come la droga. Questo lo abbiamo sempre saputo. Ma continuiamo a non capire quali sono i problemi di crescita dei nostri adolescenti e dei bambini». Non è una dichiarazione di resa quella di Enrico Tempesta, psichiatra, coordinatore scientifico dell’Osservatorio permanente su giovani e alcol. Anzi. Dietro questa presa di coscienza, supportata dai dati dall’indagine svolta in collaborazione con Doxa, presentata giovedì 4 dicembre a Roma, c’è la decisa volontà di intervenire alle radici. Partendo dalla famiglia. Perché è in casa, nei genitori, che i figli cercano sostegno, risposte e fiducia. Ed è questo uno degli aspetti messi in chiaro dalla ricerca.
I RISULTATI DELL'OSSERVATORIO - I nostri ragazzi cercano severità, da famiglia e società. Il 46% dei giovani tra 16 e 21 anni intervistati assieme a 623 tra mamme e papà propongono di aumentare i controlli della polizia sulle strade e vicino le discoteche, come forma di prevenzione degli incidenti stradali legati all’abuso di alcol. Il 45% chiedono pene più severe per chi si mette al volante in stato di ubriachezza. E poi le risposte dei genitori. Il 95% circa si dicono informati di come i figli trascorrono il tempo libero e riferiscono di parlare spesso con loro dei pericoli legati al consumo di alcol (69%). Un risultato che stride con quanto raccontano i ragazzi: il 70% ritengono di comportarsi secondo i modelli recepiti in casa, altrettanti si dicono d’accordo con i genitori a proposito di consumo di alcol, il 26% sostengono che padri e madri debbano dare raccomandazioni (che però non servono, a loro giudizio), il 4,6% non accettano prediche. Per quanto riguarda la fonte di informazione ritenuta più affidabile, per il 60% dei giovani sono quelle assorbite in famiglia, per il 48% da un amico fidato, per il 42% dal medico di famiglia, per il 36% dal fidanzato, solo il 25% dalla scuola. Ed è proprio sull’ultimo dato sul ruolo delle istituzioni che i tecnici dell’Osservatorio invitano a riflettere e ragionare per pianificare diversi piani di intervento. Secondo Tempesta <campagne educazionali e spot in televisione non hanno incisività. Occorre invece aiutare i genitori a interpretare il ruolo di guida. Devono recuperare un atteggiamento di autorevolezza. I figli devono sentirli solidamente al loro fianco nel processo di crescita. Non significa un eccesso di protezione e proibizione che possono risultare deleteri. Il rischio va sperimentato per comprendere, in seguito, che va evitato».
IL GENITORE AMICO NON FUNZIONA PIÙ - Insomma, secondo lo psichiatra l’impostazione del genitore amico non ripaga più. Madre e padre devono recuperare severità e autorevolezza. Solo così conquisteranno la fiducia degli adolescenti. Tradotto nella realtà di tutti i giorni, ecco alcune linee di comportamento da mantenere con i figli. Innanzitutto, attenzione ai loro cambiamenti, all’anormalità. Se li vediamo diversi non dobbiamo temere di chiedere, bisogna anzi pretendere risposte e dialogo. A tavola poi diamo il buon esempio avviando i bambini fin da piccoli ad un rapporto corretto con l’alcol, inteso come integratore aggiuntivodei pasti. A proposito della collaborazione dei servizi pubblici, Tempesta ritiene sia indispensabile individuare le figure di operatori che possano prendersi in carico i ragazzi diventati prigionieri del binge drinking, delle ubriacature del fine settimana. Non esistono nel nostro sistema dei circuiti di assistenza in cui i giovani possano essere inseriti.
OAS_AD('Bottom1');
Margherita De Bac, Corrieredellasera.it
cosa si beve in europa
15 Dicembre, 2008 - 08:47 da AnonimoHo ricevuto più cose positive dall’alcol di quanto l’alcol abbia ricevuto da me”, diceva Winston Churchill: un’ammissione che gli piaceva bere, inimmaginabile per un leader politico ai giorni nostri. Quelli che non governano paesi, però, possono dirlo, se e quanto gli piace bere, e che drink prediligono. L’edizione europea del Wall Street Journal ha fatto un sondaggio per scoprire appunto le abitudini alcoliche dell’Europa, e il risultato in breve è questo: l’Europa, dove una volta si beveva solo vino, sta aumentando la sua passione per altri tipi di alcolici, in particolare per la birra; e purtroppo in molti paesi europei si comincia a imitare il modo di bere degli inglesi, ovvero il “binge drinking”, l’ubriacatura veloce del sabato sera al pub, per stordirsi in fretta, come con una droga.
E le abitudini dell’Italia? Ecco qui. Il 53 per cento degli italiani (dato forse sorprendente) si dicono astemi. Ma siamo anche il paese europeo con il più ampio gruppo di “frequenti bevitori”: il 16 per cento della popolazione. Il vino rimane il drink preferito dal 62 per cento degli italiani (che bevono alcol). Ma il 25 per cento di questi preferisce, invece, la birra. Cin-cin.

