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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol

Un nemico più insidioso: i nuovi rischi dell’alcol. Prime bevute a 13 anni

Fino a non molto tempo fa quando si pensava all’alcolista veniva in mente il cliché del vecchio dalla barba sfatta e afflitto dalla cirrosi. Oggi tutto è diverso. «Adesso chi beve non è quasi mai considerato uno “perso”, un“drop out”, ma piuttosto un tipo “giusto”, uno che “spacca” come dicono i giovani — esordisce Emanuele Scafato, presidente della Società italiana di alcologia e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità

E sono proprio i ragazzi ( ai quali, è bene ricordarlo, l’alcol non dovrebbe essere venduto) ad aver cambiato la complessità del “mondo liquido”. Non solo si incomincia a bere alcolici a un’età sempre più precoce, ma si è consolidata una modifica sostanziale del modello del bere. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che giungono nei Pronto Soccorso si registra tra i ragazzi, spesso minori, perfino di soli undici, dodici anni, vittime del «binge drinking», il corrispondente alcolico dell’abbuffata episodica ma ricorrente».

Ma non si tratta forse di bravate, non si esagererà con l’allarmismo? «Niente affatto, — ribatte Scafato — consumare sei o più bicchieri in poche ore e anche una sola volta a settimana conduce, al di sotto dei 25 anni, nel giro di poco tempo, a una riduzione del volume dell’ippocampo, parte del cervello deputata all’orientamento e alla memoria. Il cervello tra i 16 ed i 25 anni va incontro a un rimodellamento che porta alla definizione del cervello adulto, ma l’alcol consumato in questa “finestra” di massima vulnerabilità interferisce sul suo sviluppo, cristallizzando le modalità cognitive e comportamentali in una fase in cui prevale l’attività cerebrale legata all’impulsività e all’emotività, tipiche della gioventù».

Perché oggi si inizia a bere così presto? «I giovanissimi non bevono in solitudine, per dimenticare i loro guai: la bevuta è il modo per entrare al far parte del gruppo, per sentirsi disinibiti. E la sbornia non è quasi mai un incidente di percorso, ma quello che si cercava. Difficile capire quando il bere diventa un problema e per i giovani è tutto più rapido e tragico. Alla particolare vulnerabilità, connessa all’incapacità di metabolizzare l’alcol, si aggiunge la difficoltà di “agganciare” i minori indirizzandoli verso programmi i cui approcci motivazionali al cambiamento sono calibrati sugli adulti e fanno leva sull’ affetto per la famiglia, i figli, sulle responsabilità connesse al lavoro».

E sono proprio i ragazzi ( ai quali, è bene ricordarlo, l’alcol non dovrebbe essere venduto) ad aver cambiato la complessità del “mondo liquido”. Non solo si incomincia a bere alcolici a un’età sempre più precoce, ma si è consolidata una modifica sostanziale del modello del bere. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che giungono nei Pronto Soccorso si registra tra i ragazzi, spesso minori, perfino di soli undici, dodici anni, vittime del «binge drinking», il corrispondente alcolico dell’abbuffata episodica ma ricorrente».

Cambiamenti nelle modalità di assunzione degli alcolici

Il mondo dell’alcolismo è cambiato anche sotto altri aspetti? . «Il consumo abituale di alcol è meno diffuso, — risponde Scafato — ma questo non deve rallegrarci perché è salito, e in tutte le fasce di età, quello occasionale, caratterizzato spesso da grandi bevute, ed è aumentato anche il consumo di alcol fuori dai pasti. Altro elemento pericoloso perché è evidente che il “fuori” pasto è a tutte le ore del giorno». E per quanto riguarda gli anziani? « Precisiamo innanzitutto che dopo i 65 anni si ridiventa adolescenti, incapaci di metabolizzare completamente l’alcol , con conseguenze e danni più gravi. Detto questo, come è sempre stato, l’alcolismo è più diffuso tra gli uomini che tra le donne di una certa età». «A proposito di donne, va detto — aggiunge però Scafato — che in generale oggi bevono di più: il modello culturale è cambiato. Se vent’anni fa per una donna era considerato “sconveniente” bere alcolici in pubblico, ora per una ragazza bere, meglio se molto, è il modo ideale per mettersi al centro dell’attenzione».

All’alcol sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro

Non esiste un consumo di alcol accettabile? «Per i ragazzi la risposta è no — dice l’esperto —. Per gli adulti i nuovi Larn, la bibbia nutrizionale italiana, hanno ridotto a uno e due bicchieri il livello massimo quotidiano di consumo rispettivamente per le donne e per gli uomini; gli ultrasessantacinquenni non dovrebbero andare oltre un bicchiere al giorno». «All’alcol —sottolinea Scafato — sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro. Non solo l’alcol non nutre ma è un anti-nutriente perché non fa, per esempio, assorbire le vitamine. Ed è ormai ridimensionato il possibile ruolo degli effetti benefici del famoso resveratrolo o dei polifenoli presenti nel vino rosso o nella birra: per ottenere effetti derivanti dal principio attivo bisognerebbe bere cento bicchieri al giorno...». «Dare informazioni valide e oggettive, favorire scelte informate è un dovere — conclude lo specialista —. E se occorre bisogna saper trovare strategie realistiche, considerando che anche una diminuzione graduale dell’alcol può garantire la riduzione progressiva del danno. L’obiettivo resta l’astinenza, ma in alcuni casi è meglio negoziare piuttosto che rischiare di veder fuggire il paziente».

corriere della sera www.corriere.it/salute/neuroscienze/14_dicembre_12/giovanissimi-donne-sono-nuovi-alcolisti-prime-bevute-13-anni-b53ea8e6-81e7-11e4-bed6-46aba69bf220.shtml

smettere di bere e capire l'abuso

Alcolista? Non mi definerei così ma in Veneto, potrei dire che è bello prendersi lo spritz con gli amici, festeggiare con un super alcolico e sentirsi bene nel sentirsi brilli. Io che poi vivo con la riserva di vino dei parenti non mi son mai fatta neanche problemi a bere a tavola. Nel mio viaggiare in lungo e largo  mai ho disdegnato una birra e una chiacchera. Poi succede che un giorno ti dicono che non ti rinnovano il contratto di lavoro. Ti incontri con gli amici di sempre a 120 km da casa e decidi che hai bisogno di dimenticare la brutta giornata. Uno spritz e poi un mojito, nulla più. Se ci penso ho bevuto molto di più altre volte. Dopo un notevole lasso di tempo ti metti alla guida e gli sbirri ti fottono la patente, come è giusto. E' poco il superamento del limite. Uno 0,6 che basta a cambiare molto. Non solo per i tre mesi di sospensione, che con tutta sincerità, dato l'orario notturno è stata il minimo della condanna, ma anche perchè ho smesso di bere. E sapete una cosa? Mi manca un casino! Mi manca quella facile soluzione di distacco dai problemi, mi manca quel sollievo di ebrezza alcolica. Ho provato a bere comunque,lontano dalla guida ma non ci riesco più. Mi fa schifo il gusto. Eppure ora che la mia situazione economica è critica, il mio ragazzo  mi ha lasciato e mi sento sola come un cane, ho una voglia incredibile di ubriacarmi. E non ci riesco, e è meglio così. La cosa strana è poi che vedo tutto sotto una luce critica. Nn vado più d'accordo con gli amici e mi sto chiedendo se l'alcol centra. Se il legame supeficiale con alcune persone si ditrugga per questo. Voi che ne pensate?Eperienze simili?

La vita sobria. Quando gli scrittori si danno all'alcol

un estratto dal racconto Sogni andati a male di Alessandro Turati. Il racconto fa parte della raccolta La vita sobria (Neo.Edizioni, 2014, 160 pp, 13 Eu), a cura di Graziano Dell’Anna. Dieci tra gli scrittori più interessanti della scena italiana si danno all’alcol. Storie allegre o malinconiche, disperate o grottesche, tutte accomunate dallo sforzo di aprire una breccia nella sobrietà della vita.

Ho comprato una bici, un cane e una mela. La bici è bianca, il cane marrone e la mela rossa. Esco la mattina con la bici, la mela e il cane a prendere il giornale. Abitando in un palazzo di otto piani accanto ad altri palazzi di otto, scendo le scale con la bici in spalla fischiettando come se non facessi fatica, invece faccio fatica e a volte lascio fischiare il cane.

A ogni modo, tutte le mattine, anzi no, solo la domenica mattina, esco con la bici, la mela e il cane a prendere il giornale. Pedalo, mangio la mela e non saluto nessuno. Neanche mi piacciono la mela, la bici e il giornale. Mangio, pedalo, compro il giornale, il cane piscia e torno a casa e faccio la doccia. Il cane fa la cacca. «Non potevi farla in strada?» gli chiedo. Non mi risponde. È marrone e non mi dà retta. Prendo un sasso e gli spacco il cranio per finta: alzo la pietra e simulo il suono. Non si spaventa neppure. Tengo sempre un masso in salotto per questo gioco, anche se è un gioco che non riesce mai, non diverte nessuno e la presenza del sasso infastidisce il padrone di casa quando viene a riscuotere l’affitto.

Poi esco la sera solo col cane. Vado nel parchetto sotto casa, quello al centro di sei palazzi di otto piani che formano un esagono, e mi siedo sempre sulla stessa panchina (quella con varie incisioni tra cui la mia preferita dice: Anche le suore, allontanandosi di spalle, sculettano). Il cane corre e io lo guardo come si guardano i cani correre: con gli occhi. Mentre lo osservo mi viene sete e vorrei bere degli alcolici, quelle bevande che mortificano i genitali ma alimentano fantasie. Invece non bevo, ho smesso: ho avuto dei problemi allo stomaco e con dei vigili permalosi seppur vestiti con colori sgargianti.

Sono stato un alcolizzato che non ha mai bevuto niente di particolare: sempre e solo vino marcio e birre marce. Il mio bere si basava semplicemente sulla quantità. E nei periodi migliori neppure mangiavo.

Fortunatamente la mia vicina di casa esce a sua volta col cane, un piccolo dalmata che la fa sembrare più bella, invece è meno bella. Appena li vedo in lontananza, faccio spazio sulla panchina spostandomi dal centro. Lei arriva, si siede e lascia andare il fiato, come se l’avesse trattenuto tutta la giornata. Poi parliamo di vesciche perché lei lavora presso un’impresa che si occupa di trattamenti di filati, dice che le rocche le escono dalle orbite. Ascolto volentieri i suoi discorsi, tant’è che considero il dalmata molto fortunato, un cane che potrebbe imparare molto. Poi lo guardo in faccia e mi sa che non capisce un granché: sembra una mosca concentrata sul movimento delle proprie zampe.

La mia vicina ha trentacinque anni, io cinque in meno. Sia io che lei abbiamo difficoltà economiche e, seppur lei di più, si può dire che siamo dei pezzenti, che nessuno ha svoltato.
Nella mia vita ho avuto solo un’occasione per svoltare, sarei potuto diventare un grafico pubblicitario ma ho sbagliato il colloquio. Il boss sembrava interessato finché non ho aperto bocca, mi guardava dall’alto in basso come se avesse già deciso di sottomettermi, di ordinarmi le cose per otto ore al giorno. Mi ha detto: «Lei ha un curriculum impeccabile, certo, ma non c’è niente di speciale. Cosa sa fare di creativo?»
«Se metto una mano su un foglio di carta e ripasso la forma con una biro, rimane la sagoma».
E non è servito a niente fare complimenti alla moglie e alla figlia ritratte in una foto sulla scrivania, tantomeno ai gattini grigi anonimi che tenevano in braccio.
«Sono morti tutti e due» mi ha detto, riorganizzando delle carte.
«Saranno sicuramente nel paradiso dei gatti».
«È ancora qui?»
Ciononostante, ho aspettato la sua chiamata per un paio di settimane giochicchiando nervosamente con dei bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie: avevo i padiglioni più puliti d’Italia. Peccato, mi sarebbe piaciuto lavorare nella Svizzera italiana, guadagnare molto, comprare crostate, ammiccare quotidianamente in dogana.

È con quelle orecchie splendide che tre anni fa ho conosciuto la mia vicina di casa di cui sopra, Stefania Ternan: creatura simile a una clessidra (dato che stringe e stringe la cintura finché non le manca il fiato), con occhi felini, naso come se non l’avesse e gambe tatuate.
È una brutta storia, d’accordo, e alla fine io e la mia vicina non facciamo mai l’amore. Mangiamo insieme, quello sì, compriamo il sushi e discutiamo a vanvera seduti in terra nel suo salotto posando il riso e il pesce su un tavolo particolarmente basso (non ha le gambe, solo il ripiano, mi ricorda mia nonna).

«Hai letto Siddharta?» mi chiede.
«No, ho letto Dersu Uzala» rispondo.
Poi parla solo lei e vedo il cibo all’interno della sua bocca impastarsi di saliva. Questo mi ricorda mio padre che beveva direttamente dalla bottiglia senza aver finito di masticare, così io, quando avevo sete, ingoiavo anche le sue briciole.

Alessandro Turati

www.mentelocale.it/61495-vita-sobria-quando-scrittori-si-danno-alcol/

Von Trier: "Senza alcol e droga non so se farò altri film"


E' la prima intervista che rilascia negli ultimi 3 anni, ma le dichiarazioni di Lars Von Trier al quotidiano "Politiken" sono sconcertanti. Il regosta danese si è liberato dalla dipendenza da alcol e droga, ma teme di non esser più in grado di girare un film. 

 

"Non so se potrò fare altri film, e questo mi tormenta. Cosa farò di me stesso altrimenti?" ha dichiarato il regista, che rivela la sua paura di non saper creare film abbastanza belli. La dipendenza dagli alcolici è cominciata con "Le onde del destino", nel 1996, e da allora Von Trier non ha più potuto fare a meno di una bottiglia di vodka al giorno, accompagnata da "una droga euforizzante", come ha rivelato lo stesso artista.

 

Von Trier assiste a riunioni degli Alcolisti anonimi e da 90 giorni non tocca droghe, ma è preoccupato degli effetti della sobrietà sulla sua creatività. "Nessuna espressione creativa con valore artistico è mai stata creata da ex alcolisti o ex drogati" ha affermato, raccontando ancora che "Dogville", nel 2003, è stato scritto in dodici giorni in uno stato di euforia continuo che gli ha permesso di accedere a un "mondo parallelo" dove le idee fluivano con naturalezza e si sentiva sicuro nel prendere decisioni. "Nymphomaniac" (2013), il suo ultimo film, gli è costato invece un anno e mezzo di lavoro. "E' chiaro che il mondo parallelo costa, ma ho avuto anche tante gioie, e tutti gli artisti che ammiro hanno assunto ogni tipo di droga in grado di modificare il comportamento" ha spiegato.

 

 

Il regista sostiene che l'alcol è "la miglior droga del mondo" e che lo ha utilizzato regolarmente "contro le paure stupide, che sorgono sempre", perchè funziona con "esattezza", anche se a lungo andare "lo fa in maniera negativa, purtroppo".

 

Il creatore di film come "Dancer in the Dark" e "Idioti" non concedeva interviste da maggio 2011, quando diede scandalo durante la presentazione del suo film "Melancholia" a Cannes, dichiarando di provare "comprensione" sul piano personale per Adolf Hitler. L'organizzazione del festival, che nel 2000 lo aveva portato nel pantheon del cinema europeo con "Dancer in the Dark", lo dichiarò "persona non grata". Von Trier ha spiegato che la conferenza stampa dello scandalo era la prima che dava da sobrio e che non si sentiva sicuro, di conseguenza non si espresse con chiarezza.

 

 

La "fascinazione" che prova per Hitler è simile a quella che si può provare per Hannibal Lecter, il sanguinario serial killer de "Il silenzio degli inocenti" dice oggi il regista danese, il quale ha anche annunciato che sta studiando l'idea di girare uan serie televisiva in inglese, di cui per ora ha solo il titolo, "The House that Jack Built".

www.today.it/media/lars-von-trier-senza-alcol-e-droga-non-fa-altri-film.html



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Stupidario della sicurezza stradale: il tasso alcolemico è una questione geografica

se il foro indicato per il ricorso non è quello competente, l'automobilista non è responsabile dell'infrazionedi. PAOLO FERRINI, Repubblica.it

"Automobilista ubriaco travolge ciclista". Quante volte purtroppo le cronache ci consegnano notizie come questa. E quante volte ci troviamo a condividere il dolore e la rabbia dei parenti perché il pirata della strada del caso si è pure dato alla fuga di fronte all'incidente, Di cui magari, nelle sue condizioni, non si è neppure reso conto.

Come se non bastasse, a volte, a dare una mano a farla franca contribuisce proprio la Legge o meglio coloro che, come i giudici di pace, dovrebbero invece preoccuparsi di amministrarla nel modo migliore e di farla rispettare. Questo è il caso, ad esempio, di un automobilista al quale la Polizia Stradale di Pistoia ha contestato un tasso alcolemico di 0,57 g/l (il limite è di 0,50 g/l) con conseguente perdita di 10 punti sulla patente. ammenda da 500 a 2.000 Euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Ebbene, per farla franca, è stato sufficiente fare ricorso richiedendo la nullità del provvedimento in quanto nel verbale era stato indicato come competente ai fini dell'opposizione il giudice di pace di Monsummano Terme (stessa provincia di Pistoia, mica di Caltanissetta) che aveva dichiarato la sua incompetenza territoriale e non quello di Pistoia. Un cavillo burocratico insomma che è stato sufficiente al giudice di pace di Pistoia per accogliere l'opposizione "in quanto non emergono prove sufficienti della responsabilità" dell'automobilista.

Come dire che il Codice della Strada è una questione di territorio. E se il 

"nostro" avesse ammazzato qualcuno? E se lo facesse in futuro? In questo caso son vorremmo essere nei panni del giudice di pace di Pistoia che ha firmato questa sentenza. 
 

Alcol al volante: la Scozia si prepara a una svolta epocale

In Scozia sarà deciso l'abbassamento del limite di alcol tollerato nel sangue per poter condurre un veicolo, portandolo ai valori vigenti nel resto d'Europa. La proposta di legge che dovrebbe ricevere il parere del parlamento scozzese molto prima di Natale piace a 3 scozzesi su 4.

DAL 1988 SI PUO' GUIDARE UBRIACHI - Il limite di alcol concesso agli automobilisti del Regno Unito è rimasto pericolosamente in testa alla classifica dei limiti alcol in giro per l'Europa. Mentre alcuni Stati membri imponevano tolleranze sempre più stringenti sull'alcol agli automobilisti che intendevano mettersi al volante, il Regno Unito ha continuato ad applicare l'incomprensibile limite di 0,8 g/l introdotto nel 1988 senza alcuna distinzione tra le diverse categorie di conducenti (esperto, neopatentato o professionista). La svolta che apre alla sicurezza stradale potrebbe arrivare con la proposta di legge presentata in Scozia dal Ministro delle Giustizia Kenny MacAskill e che sarà votata nei primi giorni di dicembre in Parlamento.

L'ALCOL FA 20 MORTI OGNI ANNO - Il Ministro Kenny MacAskill sostiene che il Governo non può permettere alle persone di continuare a pensare che sia accettabile bere alcolici e poi sedersi al volante. Il 75% della popolazione pare abbia espresso parere favorevole, appoggiando l'iniziativa. "Il 10% degli incidenti mortali che avvengono sulle strade della nostra Regione sono provocati da automobilisti che hanno bevuto" spiega MacAskill. In Scozia ogni anno sono circa 20i morti e 760 le persone che necessitano di cure in ospedale per le ferite riportate in un incidente provocato dall'alcol.

L'ESEMPIO PER TUTTO IL REGNO UNITO - Gli sforzi del governo per ridurre l'alcol alla guida sono supportati dalla Royal Society for the Prevention of Accidents (RoSPA), che sta lanciando una campagna di sensibilizzazione a favore di una riduzione non solo in Scozia, ma in tutto il Regno Unito. I dati raccolti nel 2012 parlano di circa 230 morti e 1200 feriti gravi in tutto il Regno Unito, vittime dell'abuso di alcol tra la popolazione tollerato dalla legge. "La riduzione del limite di alcol a 0,5 g/l può salvare molte vite umane e prevenire gli infortuni sulle strade scozzesi.- spiega Sandy Allan, responsabile della sicurezza stradale RoSPA per la Scozia - ci auguriamo che il resto del Regno Unito segua questo esempio".

www.sicurauto.it/news/alcol-al-volante-la-scozia-si-prepara-a-una-svolta-epocale.html

Dipendenze Sottili

Sì, bevo tanto Sarà troppo? 
L'aperitivo con gli amici, il bicchiere a cena, l'amaro come digestivo... E poi le occasioni per festeggiare, o al contrario per rilassarsi. Confessioni di una forte bevitrice sociale, che solo a se stessa confida un sospetto.

 Quanti bicchieri bisogna bere per avvicinarsi al rischio dell'alcolismo? I limiti massimi fissati dai medici sono due unità alcoliche al giorno per gli uomini e una per le donne: una volta passato questo confine non si è più bevitori normali ma si entra nella zona a rischio. La definizione tecnica di alcolismo infatti è malattia cronica recidivante, intesa come dipendenza.  

Significa che quando si smette di bere si sta male: i primi periodi di astinenza, dopo i quali si sente il bisogno di alcol, durano circa otto ore ma poi scendono progressivamente fino ad arrivare a mezz'ora circa. I sintomi sono sudori, vomito, cefalea, nausea e, nei casi più gravi, anche deliri allucinogeni. «Molte volte si comincia proprio con il famoso bicchiere di vino alla sera, per rilassarsi.  
Un altro comportamento da tenere d'occhio è l'abitudine di bere per attenuare l'ansia in momenti di forte stress», spiega Mauro Ceccanti, responsabile del Centro di riferimento alcologico della regione Lazio all'università della Sapienza. In Italia circa 1 persona su 4 (secondo i dati Istat 2013) consuma quotidianamente bevande alcoliche: il 51,6% beve vino, il 45,3% birra, il 39,9% superalcolici e liquori. L'Italia è anche uno dei paesi europei  
dove si inizia a bere prima: il primo bicchiere si beve a 11 anni, mentre la media Ue è di 14 anni.  
C'è il bicchiere di vino a cena, ogni sera. Ci sono gli aperitivi con le amiche, un paio di volte a settimana, con uno o due giri di cocktail. Ci sono i weekend ad alto tasso alcolico, perché come fai a uscire per vedere gli amici o andare a ballare e non bere neanche un bicchiere? Ci sono pure la grappa dopo le cene (per digerire) e i bicchieri di Martini che mi piace centellinare mentre scrivo, alla sera (per concentrarmi meglio). «Ma non ti sembra di esagerare?», mi ha chiesto il mio ragazzo una domenica di qualche mese fa, quando dopo una cena fuori con amici ho proposto a tutti di fermarci in un bar sulla via di casa per bere «un ultimo amaro». Non mi sembra, no. Gli ho spiegato che dalle mie parti, nel Nordest, è normale avere sempre una bottiglia di vino sul tavolo durante i pasti, e pure concludere pranzi e cene con un digestivo. Certo, ha ribattuto lui, ma dove li metti i tuoi mojito all'aperitivo con le amiche e i moscow mule in discoteca? Quelle di certo non sono tradizioni della tua regione.  
Lo hanno notato anche i miei genitori. Alle ultime feste comandate, tra vigilia, Natale e Santo Stefano, devo aver bevuto parecchio, dagli aperitivi di auguri al bar del paese al vino (un paio di bicchieri per ogni portata) fino ai liquori dei raduni famigliari. A un certo punto, dopo avermi riempito per l'ennesima volta il bicchiere vuoto, mi hanno chiesto: «Ma mica berrai così tanto anche a Milano, vero?». Il mio ragazzo mi ha dato una gomitata, io ho subito risposto che no, ovvio che no. E ho capito che forse avevo davvero qualcosa da nascondere.  
Così mi sono documentata. Ho scoperto che la quantità di alcol che bevo mi avvicina più agli alcolisti che ai bevitori normali. Il limite massimo, per le donne, è di una unità alcolica al giorno (due per gli uomini) ed equivale ad un bicchiere di un vino o a un goccio di whisky. Un limite che sforo, non tutti i giorni ma abbastanza spesso: in una settimana dovrei bere sette unità alcoliche per essere nella norma.  
Per esempio, prendiamo l'ultima settimana. Lunedì aperitivo con due mojito, martedì mercoledì e giovedì bicchiere di vino a cena più un amaro al martedì per mettermi a posto lo stomaco e un cognac al giovedì mentre scrivevo un articolo, venerdì cena fuori con due bicchieri di vino e birra al pub, sabato bicchiere di vino a cena e due cocktail in discoteca, domenica pizzeria con birra e limoncello di rito. Fanno più o meno 15 unità alcoliche in sette giorni: più del doppio del limite fissato dai medici. A dirla tutta supero anche, e di parecchio, i 6-7 litri di alcol puro che gli italiani bevono in media ogni anno.  
Al mio medico, durante il check annuale della mia salute, ho mentito. Da anni mi chiede se fumo e se bevo, e da anni rispondo no ad entrambe le domande: lui crede io faccia parte di quel 30% di donne italiane astemie secondo i dati Oms, non sa che invece rientro nel 22,7% di italiani che, dice l'Istat, consumano alcol quotidianamente. All'inizio mentivo perché mi sembrava di non bere molto, ora - da quando ho scoperto che in effetti sì, bevo - mento perché non ho il coraggio di ammetterlo. Anche perché, quando penso agli alcolisti, mi vengono in mente la scene di abbruttimento e degrado descritte da Emile Zola ne L'assommoir, non certo i miei aperitivi in locali alla moda.  
Non sono l'unica a pensarla in questo modo e conosco persone che si spingono oltre: il collega che il vino lo beve anche a pranzo, l'amica che ogni weekend ritorna a casa ubriaca. Nella chat di gruppo con le mie amiche più care su WhatsApp non è raro che compaia un "appello alcolico": a una di noi succede qualcosa che la mette di malumore, da uno screzio sul lavoro al litigio con il fidanzato, e la reazione immediata è proporre una bevuta di gruppo o una cena ad alto tasso alcolico per rilassarsi e pensare ad altro. Ma nessuna di noi ha sintomi di astinenza, che sono la vera spia dell'alcolismo: i primi a manifestarsi sono sudori, nausee, cefalee e ovviamente il bisogno di bere ogni circa otto ore dall'ultima bevuta. Io non provo nulla del genere e mi sento tranquilla. Però al mio medico, al mio ragazzo e ai miei genitori continuo a mentire.L'aperitivo con gli amici,  
il bicchiere a cena, l'amaro come digestivo... E poi le occasioni per festeggiare, o al contrario per rilassarsi. Confessioni di una forte bevitrice sociale, che solo a se  
stessa confida un sospetto.
di Anna Viola, D Repubblica

 

capita a Savona

SAVONA - Lo scontro frontale, tremendo. Nicolino Squillaci, 78enne di Savona, resta a terra sull'asfalto colpito dalla moto, senza assicurazione, di Fulvio B., un carabiniere 47enne. Il pensionato, che stava attraversando lontano dalle strisce in via Boselli, viene immediatamente trasportato al pronto soccorso, ma per lui non c'è niente da fare. Muore sabato sera dopo cinque ore di disperati tentativi da parte dei medici per salvargli la vita.

  L'agente, fuori servizio al momento dell'incidente, dopo qualche momento di tensione, si rifiuta di sottoporsi all'alcoltest e viene accompagnato anche lui in ospedale dai carabinieri, con i testimoni presenti che protestano temendo un trattamento di favore.   Al pronto soccorso l'uomo da ancora in escandescenza e viene calmato solo grazie all'intervento dei colleghi. I medici gli forniscono le cure necessarie e lo sottopongono agli esami del sangue. Esami, che nella giornata di domenica, hanno dato i loro risultati: il carabiniere è risultato positivo alla cocaina  e con un tasso alcolemico superiore a tre.    Subito dopo l'incidente, Orlando Pilutti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Savona, a "Il Vostro Giornale", aveva chiarito: "Non vogliamo che ci siano equivoci. Abbiamo bisogno che le indagini siano complete e corrette per capire la dinamica dei fatti e le responsabilità del militare. Se ciò che si è detto dovesse essere corretto - aveva concluso - prenderemo i provvedimenti del caso, dal momento che si tratterebbe di comportamenti assolutamente condannabili e per nulla conciliabili con l'essere un carabiniere".

Codice della strada, "ergastolo" della patente per chi uccide al volante: via libera alla Camera

 Arriva l'ergastolo della patente, ovvero la revoca a vita della patente a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La Camera darà in serata il primo via libera alla riforma del codice della strada che introduce, tra l'altro, anche le norme che prevedono anche il ritiro a vita della patente, il cosiddetto «ergastolo», e pone le basi per l'istituzione del reato di omicidio stradale. La delega dovrà poi passare al Senato. Soddisfatto il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che biasima il duro ostruzionismo di M5S (che pure ha visto approvati diversi propri emendamenti al testo), un «assaggio» di quello che succederà durante il decreto legge sblocca Italia. Ecco le principali innovazioni che saranno introdotte dalla delega.

ERGASTOLO DELLA PATENTE. La patente verrà revocata a vita a chi verrà accusato di omicidio colposo per una violazione del codice della stradale. La revoca a vita sarà comunque prevista in caso di omicidio colposo effettuato da conducente alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di stupefacenti ovvero in caso di omicidio colposo con più vittime o con morte di una persona e lesioni di una o più persone

L'OMICIDIO STRADALE. la delega prevede la possibilità di introdurre nel codice penale, con una opportuna modifica, la fattispecie dell'omicidio commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale come necessariamente doloso e non colposo, in particolare se commesso da soggetti alla guida ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti.

PROVENTI MULTE PER PIÙ CONTROLLI. Una quota non inferiore al 15 per cento dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l'intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale. -

IN CITTÀ A 30KM/ORA: La delega prevede la possibilità di ridurre dei limiti di velocità nelle aree urbane a 30 km/h nelle vicinanza di scuole, ospedali etc. -

PIÙ ATTENZIONE ALLE BICICLETTE. Promozione della sicurezza delle biciclette, in particolare per i ciclisti di età inferiore a 14 anni, e disposizioni per favorire l'accesso di biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici.

NOVITÀ PER STRISCE BLU. La multa per chi «sfora» il tempo del parcheggio sulle strisce blu dovrà essere «graduale» e tenere conto del tempo di permanenza illegittimo.

SCOOTER IN AUTOSTRADA. Arriva la possibilità di circolazione sulle autostrade e sulle superstrade per i motocicli di cilindrata superiore a 120 cc, se condotti da maggiorenni. In autostrada oggi possono circolare solo le moto sopra i 150cc.

LE BANCHE DATI. Verrà istituita una banca dati unica delle infrazioni stradali, ed i dati su veicoli e patenti potranno essere utilizzati liberamente in formato open source.

I PUNTI: Le sanzioni saranno graduate in funzione dell'effettiva pericolosità del comportamento. I punti verranno decurtati anche ai soggetti minorenni per le infrazioni a bordo dei ciclomotori, e non solo ai maggiorenni come accade oggi. -

REGOLAMENTAZIONE DEL CAR POOLING. Verrà introdotta una definizione di car pooling inteso come servizio di trasporto non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario. E via libera ai ciclo-taxi: è prevista la possibilità di «svolgere servizio di piazza con velocipedi».

SANZIONI PER CHI VIOLA 'PARCHEGGI ROSA' Parcheggiare indebitamente negli spazi assegnati dai Comuni al parcheggio per donne incinte o con bimbi piccoli, farà scattare multe e sanzioni.

ASSICURAZIONE CONTROLLATA TELEMATICAMENTE. Via libera a disposizioni per favorire la diffusione e l'installazione di sistemi telematici per rilevare lo stato della revisione e l'esistenza e la validità dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi del veicolo, nonchè se il veicolo è sottoposto ad una misura di sequestro o confisca penale o oggetto di denuncia di furto. E pene più aspre arriveranno per chi circolerà senza assicurazione.

www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/ergastolo_patente_delega_codice_strada_camera/notizie/947000.shtml

Ecco i Paesi Dove si Bevono più Alcolici

Wasted Worldwide, ha creato una serie di mappe indicando i paesi dove si bevono più alcolici. La ricerca ha indagato sul tipo di alcolici maggiormente consumati in ogni paese. Successivamente, ha analizzato i territori con la percentuale più alta di malattie legate a un forte consumo d’alcol. Le mappe di Wasted Worldwide si basano sui dati del Global Status Report 2014. Il paese che consuma più alcol al mondo è la Bielorussia, con un consumo medio pro capite di 17,5 litri. La Russia è al secondo posto con una media di 15,1 litri. Gli Stati Uniti, consumano una media relativamente ragionevole di 9,2 litri, meno rispetto al Regno Unito 11,6 litri e Irlanda 11,9. I paesi del Medio Oriente e dell’Africa Settentrionale bevono meno. Infatti, la gente in Libia e in Mauritania beve una media di 0,1 litri, Arabia Saudita 0,2 litri ed Egitto 0,4 litri.

Qui puoi vedere le mappe www.smartweek.it/ecco-i-paesi-dove-si-bevono-piu-alcolici/

vita di inganni!!!

Ciao a tutti O.O in realtà non so come esporvi il mio problema...beh provo a iniziare presentandomi sono una ragazza di 23 anni che da 20 anni combatte contro le dipendenze della madre che variano da l'uso dell'eroina a quello del metadone al uso costante di marijuana e in fine la peggio bestia che l'uomo abbia mai scoperto l'alcool....ricordo di quando ero bambina; avrò avuto si e no 8 anni mi ritrovavo scaraventata giu dal letto da mio padre che si affrettava a caricarmi in macchina per evitare mia madre che faceva volare qualsiasi cosa avesse tra le mani....pultroppo mia madre all'età di 18 anni si è innamorata dell'uomo sbagliato che gli ha fatto scoprire il mondo dell'eroina dopo aver avuto un figlio ha deciso di lasciare quest uomo e mettersi con mio padre con il quale ha affrontato un lungo percorso di sert dove l'hanno torturata per anni con il metadone ho un ricordo indelebile che ogni tanto mi torna in sogno; quando mia madre faceva il sert io ero veramente piccola e ricordo che ogni mattina prima di andare all'asilo passavamo in questo edificio molto triste dove ci facevano passare da dietro in quanto mia madre aveva paura che incontrassi gente come lei, mi metteva su una seggiola, entrava dal dottore e ne usciva con questa busta di carta marrone, questo succedeva tutte le mattine prima di andare a scuola...e secondo me per un certo periodo mia madre era anche uscita da quel tunnel, mia madre e mio padre stavano bene economicamente e non mi è mai mancato nulla fino a quando la crisi si è fatta sentire mio padre smise di lavorare mia madre pure, quest'ultima dormiva tutto il santo giorno le liti si facevano sempre più pesanti e violente addirittura una sera provò ad investirmi con la macchina davanti a un sacco di gente che impietrita l'unica cosa che fece fu scappare via facendo finta di non vedere nulla....le cose sono ulteriormente peggiorate quando cominciò a lavorare in un bar all'ora degli aperitivi quello fu il delirio, tornava a casa ubriaca e cattiva come non mai ma ora però c'era una differenza NON LITIGAVA PIU CON MIO PADRE MA LO SFOGO ERO DIVENTATA IO....per anni ho preso botte a gratis x anni ho lottano contro un  muro di acciaio che diventava sempre più duro ed ora eccomi qui.....ho 23 anni faccio tirocinio ho solo un rimborso spese e nn mi posso concedere di andare via di casa con i miei pochi soldi devo anche dare i soldi a lei che mi dice che sono x andare a lavorare quando poi so che sono per comprare il fumo perchè oltre all bere questa donna si fuma un pacchetto di sigarette e una canna dietro l'altra come fossero aria.....questa situazione sta lacerando la mia vita ogni rapporto che ho riesce a rovinarmelo la gente mi scanza per paura di mia madre che è piccolina ma quando si incazza diventa davvero un lottatore di boxe, negli ultimi anni è diventata così secca che quasi sembra una malata terminale...ho una famiglia numerosa che però non sa come aiutarmi gli ho fissato x lunedi un incontro con un psicologo del asl ma nn credo che abbia intenzione di andarci.....ho bisogno di un consiglio prima di uscire pazza da questa storia qualche giorno fa ho trovato nel cassetto delle medicine anche degli antidepressivi e questa cosa mi fa davvero molta paura ormai vive in un mondo dove niente ha senso cammina per casa spengendo le sigarette per terra non c'è più nulla che stia in piedi nel suo mondo e io nn so davvero come fare ad aiutarla vi prego aiutatevi

Monica

Quindici euro e fai l’alcol tour. Sbronza libera nei pub del centro

Firenze - L’OBIETTIVO della serata è «strisciare». Trascinarsi di locale in locale, barcollando con tanto alcol in corpo, fino a non stare più in piedi. E’ l’obiettivo dei ragazzi stranieri che venerdì sera si sono ritrovati in piazza Duomo con lo zaino carico di birra e vino e con quindici euro in mano, pronti a comprare il biglietto d’ingresso per partecipare allo speciale trekking alcolico. 
Sono le 22.15, il branco a poco a poco aumenta. I pr della serata intanto danno le dritte: «Il tour costa 15 euro e comprende bevute illimitate in quattro locali del centro storico». Sono le 22.30, è ora di andare: il gruppo è di circa 150 ragazzi, rigorosamente stranieri e in prevalenza americani, la maggior parte arrivati da pochi giorni in città, dopo la pausa estiva, per ricominciare i corsi. Le guide incassano i 15 euro e danno un braccialetto colorato in cambio: è il lasciapassare che dà diritto alle bevute illimitate. Tradotto: mostri il braccio e prendi da bere no stop senza sborsare un centesimo. Zero regole, vodka a volontà e sballo assicurato. Solo una l’indicazione: non sono ammessi italiani.
 

INSOMMA, mentre Palazzo Vecchio e forze dell’ordine sono a lavoro per mettere nero su bianco i dettagli del nuovo accordo che dovrebbe mettere un freno alle scorribande disordinate della banda della notte, Firenze aggiunge l’ennesimo affluente al fiume della sua deriva. Un affluente che prende il nome di alcol tour, una sorta di surf etilico, organizzato da pr senza scrupoli, che sta diventando una sorta di moda. 

La Nazione già nei mesi scorsi ha raccontato in prima persona la maratona alcolica: posto e orario di ritrovo sono rimasti pressocchè gli stessi, il prezzo anche, le modalità di invito, invece, sono cambiate. Se le volte scorse le ‘guide’ promuovevano la speciale maratona tramite flier, volantini distribuiti nei pressi delle scuole americane, con tutte le indicazioni e il numero di telefono per prenotare, oggi l’invito corre tramite sms o Facebook. Un modo per raggiungere direttamente gli stranieri senza correre il rischio che ‘curiosi’ vengano a sapere dell’appuntamento. A Firenze, ci raccontano alcuni partecipanti, ci sono delle agenzie che si preoccupano di organizzare visite turistiche e anche alcoliche. Persone senza scrupoli che non esitano ad accettare nel gruppo minorenni o ad abbandonare in strada i più ubriachi che non stanno più in piedi e non ce la fanno a proseguire il giro. 

Le fermate del tour alcolico fiorentino sono quattro: la prima è in zona, non molto lontana dal posto dell’appuntamento. Al bancone si mostra il braccialetto e si ritira uno shottino, che appena finisce si restituisce per averne un altro pieno e così via. Tutto giù in un colpo. In pochi minuti se ne possono ingoiare anche più di otto, insieme a cocktail fruttati o vino rosso. Il menù alcolico della serata è pressocchè lo stesso negli altri due locali del tour mentre l’ultima tappa è in una discoteca. Qui funziona così: ingresso gratuito ma quello che bevi paghi. Anche se in pochi ce la fanno ad arrivare all’ultimo stop della nottata: tante ragazze sono crollate in terra, altre si sono trascinate fino ai portoni di casa, scortate dai playboy di turno. «Stamane alcune studentesse dormivano sui gradini del nostro portone» racconta una residente. Tutte e quattro avevano al polso lo stesso braccialetto. 

di Rossella Conte, La Nazione www.lanazione.it/firenze/quindici-euro-e-fai-l-alcol-tour-sbronza-libera-nei-pub-del-centro-1.163507

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