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L’alcool etilico o etanolo è il risultato della fermentazione di zuccheri semplici, o di altri procedimenti chimici (distillazione). Ogni bevanda alcolica ha una sua gradazione (cioè percentuale d’alcool) diversa che per legge deve essere indicata sul contenitore.

Alcolici e superalcolici sono consumati frequentemente da giovani e adulti; sono legali e per questo nell’immaginario collettivo non vengono considerati come “droghe”. In realtà, l’alcool è una sostanza che agisce sul Sistema Nervoso Centrale.

Le bevande alcoliche sono usate per disinibirsi, superare gli imbarazzi, sentirsi più carichi, avere più coraggio con l’altro sesso, divertirsi con gli amici.

L’effetto dipende dalla quantità di alcolici assunti, dalla loro gradazione e dalla capacità di...

La viticoltura appare nelle montagne tra il mar Nero e il mar Caspio (attuale Armenia) intorno al 6000 avanti Cristo. La produzione di birra emerge invece tra i sumeri intorno al 3000 avanti Cristo. Il primo report scritto sugli alcolici è una tavoletta cuneiforme risalente al 2200 avanti cristo. Intorno al 1500 avanti Cristo si hanno le prime produzioni di vino nella zona dell'Egeo. Seicento anni più tardi, intorno al 900 avanti Cristo, gli assiri producono già vino su larga scala. Il vino si diffonde in mesopotamia ed Europa mediterranea.

Dioniso di...

L’alcol è la sostanza psicotropa maggiormente diffusa nel nostro paese. In particolare l’uso di vino durante i pasti è retaggio di una antica tradizione culturale, legata anche alla cultura cattolica nella quale il vino assume un’importanza evidente.

Ad utilizzare l’alcol almeno una volta l’anno è oltre il 70%* della popolazione, ovvero oltre 36 milioni di persone. La differenza di genere è particolarmente forte, poiché a consumare alcol sono l’82% dei maschi e il 59% delle donne. Ad essere correlato con l...

Novità alcol, Esperienza

UNA VITA DI DIPENDENZE

...

ex tossico.

Ciao sono rudi da venezia e sono un ex tossicomane.Ho appena finito Di leggere per la prima volta su questo sito,che trovo molto interessante.la.mia storia inizia molto giovane non accettando le regole e i paletti che tutti mettono e vogliono, in maniera da risultare il bravo bambino o adolescente che la fam. o società vogliono,ma io avevo bisogno di altre risposte,cercavo qualche risposta al di là di quello che vedevo e sentivo e le istituzioni mi andavano strette perché non cera coerenza.Da li cerca e cerca è arrivata la droga..Ringrazio Dio che non ho mai toccato il metadone.ora oggi dopo aver fatto comunità e 16 anni che non tocco piu niente e impegnato a dare una mano a chi come me ha questi problemi,posso dire a tutti voi cari amici e a voi medici ,non toccate mai il metano che vi ritroverete in un abisso ancora più profondo e sconvolge ancora di più la psiche,è un modo di non toccare mai il fondo e se non tocchi il fondo non arriverai mai a prendere quella decisione di uscirne,anche perché a qualcuno magari va anche bene tenerci li  e che la società così non vede e tutti stanno tranquilli senza pensare alla misera vita che noi stiamo per forza conducendo.Eroina 5,,6 gg e ce la fai metano e 4o,,50 gg e depressione a go go

Mi sono drogato per più di 16 anni e per molti non cera più speranza!!!!!

È possibile uscirne e tutti ce. la possiamo fare,l`importante e non trovare qualcuno che si accontenti che siamo dei vermi,o miserabili ma che cerchino insieme a noi ad essera delle persone vere,perche abbiamo una marcia in più,che messa nel bene,diventiamo quella pietra scartata dai costruttori divenuta testata d`angolo,portante,per la società e le nostre famiglie e di esempio per tutti quelli che hanno ancora questo poblema...

SONO USCITO::::

Buonasera gente..

come Voi... ho esagerato negli anni precedenti... dal lontano 1987 anno in cui ho incominciato a fumare le canne...

Negli anni successivi sempre da studente la discoteca mi ha rovinato l'esistenza in tutti i sensi... ho incominciato con le prime "paste".. minkia ke botta..... andavo a ballare da ragazzino... splendido... cioe' tutto era cosi' brillante... io anche tutto vestito Versus di Versace, all'epoca andava forte... con i miei stivaletti  con le stellette di paciotti che costavano uno stipendio..  insomma ero un ballerino.... drogatissimo fighissimo "nella mia testa"... negli anni pero' anche se tutto questo nn cambiava, non mi rendevo conto di tutta la schifezza intorno che mi ero creato..... tutto era legata allo sballo...

La bellezza... se ne andata a fottere... gli amici anche... dal sabato sera, si e' incominciato tutte le feste ... anche magari le piu' stupide a "calare"... da 1 pillola, ero arrivato  a prendere anche 4 o 8 extasi per notte.... inotte.. che diventava giorno.. e le mattinate a smaltire nelle case a fare after hour..... pazzesco se ci penso adesso...

Non disdegno come non sputo nel piatto dove mangio... ma tutto questo mi ha costretto poi a vivere male.. e frequentare gente di merda... gente che ala fine mi ha portato dritto in galera... ho avuto una bella condanna.... Bello fare lo splendido..... avevo un bel lavoro nel Palazzo di giustizia... e li la polizia.. mi ha incominciato a sgamare... sapevano tutte le mie frequentazioni. ed io più stupido mi facevo la storia con una ex di un polizziotto...

Da li.. sono nati tutti  problemi poi... La D.I.A  aveva un mio faldone pieno di intercettazioni telefoniche che avevo con tutti pusher della zona e provincia... dal fumo... alla coca ed extasi..mi hanno messo in un maxi processo con 30 persone che neanche conoscevo .. insomma... mi hanno segato le gambe. Hanno fatto bene.

Solo adesso penso alla positività di tutto quello che mi e' successo... Certo il lavoro l'ho perso.. ma ho trovato un cazzo di equilibrio... a parte le canne che devo smettere solo per il rinnovo della patente... ma per tutto il resto penso  che sia stato meglio cosi'.

Penso che certe droghe siano belle... ma bisogna saperle usare e non abusare... l'abuso come il mio.. e' stato punito.

Adesso ho 37 anni...  e fidatevi.. gli anni piu' belli non li avro' mai piu'.

Pace, Mauro

 

ATTENZIONE

 

ATTENZIONE A QUESTO SITO CON QUESTI "PSEUDO" ESPERTI CHE NON HANNO NESSUNA ESPERIENZA NELL'AMBITO GIUDIZIARIO E LEGALE.. MI RACCOMANDO SE VI E' SUCCESO QUALCHE INCIDENTE O QUALCHE PROBLEMA LEGATO ALLA PATENTE FATEVI CONSIGLIARE DA GENTE ESPERTA AVVOCATI O AUTORITA' GIUDIZIARIE PERCHE' SE CREDETE ALLE FANDONIE CHE DICONO RISCHIATE DI STARE MALE PER NULLA FATELO GIRARE GRAZIE

la mia esperienza nel mondo delle droghe

Ciao a tutti sono Francesco ho 28 anni e sono di Cagliari.A13anni ho iniziato con le canne a 14 con cocaina ed exstasy poi anfetamine e ketamina.Mi son piaciute molto ed ho iniziato a farne uso sempre piu spesso.La coca da una volta al mese sono arrivato a tutte le ore della giornata.All’inizio la sniffavo poi la fumavo come krack o free base che è molto più potente.Nn mi bastavano i soldi e sono arrivato a spacciarla.Ho esagerato e in tre giorni ne ho fatto 100 grammi.Sono stato male ed ho avuto un intossicazione, avevo manie di persecuzione, paranoie varie e allucinazioni.Da li ho deciso di smettere.Sono rimasto 8 mesi pulito e poi nn ce la facevo più e ho deciso di partire a Brescia.Ho provato l'eroina e me ne sono innamorato.A Brescia convivevo con la mia ragazza e ci facevamo insieme.All'inizio la fumata e poi tirata( io me la sarò iniettata 5volte )nn non ho mai esagerato al massimo 2.5 grammi al giorno.All inizio ogni tanto poi tutti i giorni.Io per stare bene appena mi alzavo dovevo farmi una striscia.Questo e durato 5 anni dopo per uscirne abbiamo deciso di trasferirci al paese della mia ragazza a Salerno.Prendevo metadone anche a Brescia ma solo 20 e sniffavo sopra.A Salerno ho iniziato con60 poi sono passato a 100.Nn usavo più niente e stavo benissimo.Mi chiamano a Brescia per lavoro e iniziai a stare male.Paranoie depressione e inizia a curare con psicofarmaci 30gocce di tavor 2 volte al giorno e arrivai a 200 in poco tempo.Tentai il suicidio con 5 boccette di tavor e rivotril mi spaventai e chiamai l'ambulanza.Lavanda gastrica e stavo bene.Mi chiamò la mia ex e le dissi tutto.Lei chiamò mio padre e mi venne a prendere per portarmi a Cagliari.Devo dire che gia a Brescia mi erano incominciate delle brutte crisi psicotiche strane.A Cagliari tentai il suicidio mi stavo x buttare dalla finestra mi salvò mio padre con mia mamma e mia sorella.Mi ricoverarono in psichiatria per 10 giorni e m’iniziarono a somministrare molti farmaci.Mio padre mi disse se volevo provare la comunità era la mia unica speranza e andai.Ero un vegetale prendevo decine di psicofarmaci.Per umore ansia sonno depressione e crisi psicotiche.Le crisi non passavano le avevo spesso.Comunque dopo un anno stavo meglio anche pur avendo queste crisi ma più leggere.Ho fatto 2 anni di comunità e sono uscito 7mesi fa.Ho lavorato fin da subito alle poste.ora ho ancora le crisi ma non un giorno sì e uno no ma ogni 30giorni e molto più leggere.Ero 3anni senza toccare droghe e la settimana scorsa ho deciso di prendermi una busta di robba.me la sono tirata.avevo anche deciso di farne uso ogni 3 /4mesi ma ho capito che non riuscirei e arriverei ad usarne come prima.Quindi ho deciso di non usare più.ho paura ma devo riuscirci.questa e la mia storia faccio un in bocca al lupo a chi vuole smettere.un saluto a tutti

IL MIO RAGAZZO E LA marijuana

Avrei bisogno di avere delle informazioni, perchè sono inesperta in questo campo, ringrazio in anticipo per le vostre risposte.

Il mio ragazzo ha 19 anni e cinque mesi fà è stato sorpreso in possesso di 5,1 grammi di  hashish e due canne , non era solo si trovava in macchina con due ragazze patentate e un amico minorenne. Solo ora dopo appunto cinque mesi il caso è stato riaperto. I carabinieri sono passati ieri a casa di una di queste ragazze e presumo passerano anche dagli altri prossimamente.Ora io mi chiedo Questo è spaccio ? Cosa rischiano ? considerando che lui ha già avuto 3 casi di precedenti simili.

Mi scuso per la mia "ignoranza " ma io avendo diciassette anni ed essendo sempre stata poco coinvolta in queste situazione non sò quali possano essere le conseguenze. grazie per le risposte.

alcol, cocaina, eroina...aiuto!

Ciao,

piacere,

mi chiamo Nicoletta e ho 23 anni.

non so esattamente da che parte cominciare,

in prima cosa vedo che voi site in toscana se non sbaglio, io sono lombarda, ma ho un disperato bisogno di aiuto, e non so a chi rivolgermi, vedo che qui sul vostro sito ci sono molte discussioni, quindi tento di sfogarmi qui in forma scritta, sperando che dalla vostra risposta possa io trarne consigli utili.

se avete altri indirizzi, numeri ec. da consigliarmi sono tutta orecchi.

una mia carissima amica, che chiamerò M. ha iniziato a assumere sostanze stupefacenti, ha sempre abusato di alcolici, ma inizialmente solo in casi particolari.

io sono partita per un anno all'estero, la sua migliore amica si è trasferita a Roma, ha litigato con una cara amica comune alla quale si era legata come ad una sorella (la rottura del rapporto è stata data dal fatto che M. si è scopata nei bagni pubblici del bar in cui erano, il moroso di questa amica comune).

il mio ragazzo, che presto sarà mio marito, per sfuggire probabilmente dalla mia lontananza e per questioni economiche ha raddoppiato i turni al lavoro avendo ben poco tempo da passare con questa amica.

la famiglia di quest'ultima, l'ha sempre viziata, dandogli tutto quello che voleva e crescendola nella bambagia fino ad adesso, e soprattutto non lasciandola mai crescere e diventare dipendente. (M. ha 31 anni! Non 17!!!)

sin dai primi mesi dalla mia partenza, il mio ragazzo mi aggiornava di quanto accadeva.

La famiglia le ha comprato una casa dove voleva lei, e l'ha arredata a spese famigliari, come voleva M.

a casa completata dopo poche settimane M. si è portata un tossico compreso di cane, che aveva conosciuto la sera stessa, in casa, lei che ha un ottimo lavoro, la mattina partiva presto lasciandolo a casa con chiavi e tutto.

Se lo è tenuto in casa un paio di settimane. (non so se con la cocaina ha iniziato con lui)

poi lo ha buttato fuori.

Una sera tornando a casa ubriaca fradicia dopo una serata in un centro sociale, è andata dritta in una rotonda.

Lei non si è fatta niente, la macchina è distrutta, un passante ha chiamato la polizia.

Le hanno ritirato la patente per un anno, conclusione sta in quella casa un mese, poi dice che è troppo lontana dal suo lavoro, e stava morendo a dipendere dai trasporti pubblici, quindi, i suoi le affittano a una casa in centro città vicino al suo lavoro.

Comincia a frequentare cani e porci che si porta in casa, si crea una nuova super-amica, G. che è semplicemente una 21enne con la macchina che la può portare in giro a far la festa, che fuma mariwana. Lo dice M. stessa, che l'amicizia con G. è solo per divertirsi.

Alla quantità esagerata di alcol si aggiunge quindi l'utilizzo di mariwana, 10 € al giorno.

La cosa contina per qualche mese, poi G. trova il morosino, e dedica sempre meno tempo a M. che comincia a frequentare gente sempre peggio, lascia la mariwana e passa alla cocaina, inizialmente solo nei week end, poi tutti i giorni, sempre in dosaggi maggiori.

Passano qualche mese.

I raporti con tutti i vecchi amici piano piano si allentano.

Con la sua migliore amica che sentiva anche 2-3 volte a giorno, diventano sporadiche anche ogni 2-3 settimane. Idem con il mio moroso.

Io torno.

Per il primo mese da tornata, avendo altri e diffusi problemi personali che non sto qui a esporre, la evito.

Un giorno ci incontriamo per caso.

Cominciano le prime scenette di richiesta di aiuto, scenette già iniziate in precedenza sia con il mio moroso che con gli altri amici.

Mi tiro su le maniche e cerco di fare quanto possibile, un giorno, purtroppo solo ubriaca, chiama sua madre in piena notte, 3-4 volte, per conversazioni futili...lei con marito prende la macchina e comincia a cercarla tra i vicoli della città.

La trovano e la portano all'ospedale, dove 12 ore di attesa la buttano fuori come nulla fosse. M. chiude pressoche definitivamente i rapporti con i genitori, che restano solo contatti telefonici, con toni di voce sopra la norma, insulti e richieste di soldi.

 

Il padre tiene botta, la madre crolla, al momento è più a letto che altro, sotto tranquillanti e sonniferi.

Da una quindicina di giorni mi inizia con l'eroina, G. si rifiuta di entrare in casa sua, e i rapporti si sfaldano sempre più. M. comincia ad usare una quantità di sostanze che neanche i tossicodipendenti da più di 10 anni riescono a sostenere.

Il tutto combinato, alcol, cocaina e eroina.

Cominciano super crisi fisiche, problemi respiratori, tosse dolori intercostali e a tutto il corpo e prurito.

Lei abita in un monolocale di 35 mq in cui potevano stare anche in 8 a dormire.

Ventilatore sempre sparato addosso, sudore, sporcizia, animali (lei a 2 gatte più una media di 4-5 cani).

Casa sua diventa luogo di spaccio e contrabbando.

Venerdì mattina chiama suo padre e gli chiede di buttare fuori tutti da casa sua( lei non ha polso e non sa dire di NO da sempre ne tanto meno prendersi una qualsiasi responsabilità).

Suo padre coglie l'occasione, butta fuori il solo tipo che in quel momento è in casa, e non essendoci le chiavi, cambia serratura.

Le chiavi ovviamente le tiene lui.

Lei mi chiama disperata, chiede di venire da me per un po', (non è la prima volta, ma di solito non regge più di una notte...) , noi abbiamo una casa molto grande quindi non è certo un problema, accetto senza tante speranze.

Venerdì io avevo una cena con amici, ha pianto e strillato anche davanti a loro, chiamando il padre e facendo i soliti discorsi con insulti ec. Spazientita le strappo il telefono di mano e me ne vado.

A serata conclusa, fa un'altra scenata, io le dico che se vuole può andarsene che nessuno la trattiene o l'ha invitata.

Il mio moroso la calma, va a letto.

Solito respiro affannoso, mugugni tosse e gridolini di dolore.

Si sveglia verso mezzogiorno con l'unico pensiero di farsi una dose e che ha bisogno del suo telefono.

Io la ignoro, le do da mangiare, le porto coperte e maglioni quando a freddo e bicchieri di acqua o succhi quando a sete, fa scenate che ha bisogno delle sue cose che sono a casa, chiamo suo padre, il quale mi prepara dei borsoni e me li porta a casa con un quintale di cose, di cui la metà non sue ma di gente che gliele aveva lasciate a casa.

 

Viene anche la sua migliore mica a casa mia a darmi man forte qualche ora.

La quale mi convince almeno ad accendere il telefono di M.

Le accendo il telefono.

Niente messaggi o chiamate perse.

La cosa la fa incazzare con tutta la combriccola di tossici, va a lavarsi e truccarsi e si rimette a dormire.

Si mette d'accordo con G. per fare serata insieme.

Nel frattempo un eroinomane mi chiama e mi chiede della sua roba, di cui il caricabatterie del telefono e le lenti a contatto visto che gli manca 2.5.

ci diamo appuntamento ad un blokbaster che c'è li in zona.

Io lascio la mia amica in casa.

L'eroinomane arriva con un ritardo di 40 minuti.

Nel frattempo G. va a prendere M. a casa mia, ma deve passare da me perchè io le dia qualche soldo per la serata.

Guarda caso, sfiga vuole che G. e l'eroinomane arrivano insieme, M. scappa dalla macchina e corre da lui, gli da un appuntamento per lunedì, gli chiede di salvarla, di portarla via, di ospitarla da lui.

Quando riusciamo a dividerli e G. porta via M. io torno a casa.

Verso le 4am me la riportano a casa, G. le ha fatto prendere 6 strisce di cocaina, perchè dice che non si può smettere di punto in bianco, ed è meglio la cocaina dell'eroina.

Ormai però alcol e cocaina insieme però non le fanno nessun effetto.

A casa, lucida mi dice che non doveva scappare dalla macchina, che è tutta colpa sua, che mi sta uccidendo, che non è giusto, che vuole morire che se non la fermiamo lunedì lei va dall'eroinomane perchè non riesce a fare a meno, che G. l'ha imbottita di cocaina ma che lei non vuole uscire da una dipendenza per entrare in un altra, che deve andare in comunità e non distruggere me e altri mille discorsi sensati.

Io in tutto questo non ho mai parlato.

Mi chiede di andare a letto.

Comincia con il solito respiro affannoso grida di dolore, sbuffi, colpi di tosse e un assillante “lasciami stare, vai via” sussurrato per 2 ore. Io ho mandato a dormire in un altra stanza il mio moroso che stamani era al lavoro.

Si è addormentata verso le 8am.

Verso mezzogiorno si è alzata, dice che le scoppia la testa, le ho dato una nimesulide, è tornata a letto.

Questo è quanto.

 

Non so con chi parlare, a chi rivolgermi, cosa fare...

Io ho chiamato mille numeri, il SERT ec. Ma oggi essendo domenica è tutto chiuso.

Le ha questi momenti di ripresa soprattutto nel week-end...uno non può star male la domenica?

Io non so quando si alzerà definitivamente cosa farà, fino a ieri sosteneva che lei può uscirne da sola non ha bisogno di comunità perchè è da poco...

quindi dubito che accetti di andare a farsi aiutare da esperti...

io non so cosa fare io, non so come affrontare la situazione, non so cosa è bene per lei e cosa no, io so che se stesse 24 ore su 24 da me, muore, perchè dalla vita che faceva alla mia...

però portarla a farsi....

vero è che capisco che farla smettere di punto in bianco è impossibile...

davvero...sono nel pallone...

aiuto...

alcol

per vostra info:

1.47

6 mesi di patente ritirata, esami del sangue, patente rinnovata senza obbligo di esami annuali, 10 punti di patente, 1000 euro di multa, 20 giorni di galera scontati 10

10x250 euro = 2500 euro totale 3500 eurini da dare allo stato, con il consiglio dell'avvocato di non procedere al ricorso in appello per i servizi sociali

be che dire........con tutto il rispetto per i disastri stradali ma c.....o

 

Alcol e strada...

Ciao ragazzi, 

una piccola esperienza ve la devo raccontare. L'altra notte, a conclusione di un mese davvero difficile, per cose che ho visto e in cui mi sono trovato protagonista, a causa dell'alcool ho rischiato un maledetto incidente mortale. Premetto che io difficilmente dico no a un bicchierino in più, non prendo alcun'altra sostanza, e se guido bevo analcolico tutta la sera. Quella sera all'ultimo per un problema non sono stato ospitato per la notte dalla persona che doveva ospitarmi. Ero già decisamente ubriaco, cena e dopo cena sono stati pesanti e abbondantemente annaffiati. Così innanzi alle chiavi della macchina, da solo, ho pensato...va bene, la strada la faccio da più di 20 anni, ce la faccio. In realtà non ce l'ho fatta, ma voglio essere chiaro su una cosa. Guidare ubriachi va da se è un rischio. Ma il rischio più grande sono le distrazioni a cui quando si è ubriachi si è soggetti. Cellulari in primis, già pericolosi da sobri. La cosa più importante è non guidare ubriachi non tanto per se stessi, ma soprattutto per gli altri: chi ci vuole bene e chi rischia di pagare per le nostre cazzate . Scusate ma spero la mia esperienza possa essere d'aiuto a qualcuno.

una notte ancora da capire.

salve a tutti.sono un ragazzo di 22 anni che due settimane fa è sopravvissuto ad un brutto incidente stradale.

 

quella sera mi chiedevo se fermarmi, andare a dormire stremato com'ero o cantare.ero arrabbiato, tanto...per tante cose..e ho deciso che avevo bisogno di andar via, promettendomi che mi sarebbero bastati cinque minuti d'aria e la mia passione per farmi passare quell'ennesima giornata frenetica.i cinque minuti sono di gran lunga passati tra un aiuto al mio "maestro"-amico ritoravotosi solo, la bella compagnia e la musica.la stanchezza però non ne ha tenuto conto...non importava che mi fossi parzialmente ricaricato moralmente.c'è un punto il cui il tuo fisico ti dice basta.e me l'ha detto, senza nemmeno avvertirmi.tutto ciò che ricordo è di essermi messo in macchina. rifiutando l'invito di andare a ballare,ero davvero troppo stanco,rifiutando anche il solito caffè veloce:non vedevo l'ora di stendermi nel letto e dormire.mi sono messo in macchina.davanti a me c'era l'auto del cameriere che avevoconosciuto quella sera.lui doveva svoltare a destra, in realtà avrei dovuto anche io ma ho preferitocontinuare a dritto perchè quella strada non la conoscevo.ricordo di averlo raggiunto, di aver decellerato in terza perchènon mi sentivo sicuro di sorpassarlo nonostante la strada fosse vuota..a ripensarci quanti segnali...eppure chi poteva saperlo..lui, non so perchè, ha tardato a svoltare, costringendomi a decellerare e ridurre in seconda.ricordo di aver pensato :"e sto coglione, che sta combinando?".poi ho ripreso la mia marcia..o meglio:ricordo in maniera molto vaga di averripreso a "camminare" e sforzandomi posso forse ricordarmi di una piccola curva.non ricordo nemmeno che canzone stesse suonando lo stereo, di quel cd che avevo appena sfornato con le ultime hit..non ricordo nemmeno cosa stessi pensando...Disteso.Non campivo nemmeno dove.che fosse gia iniziata una nuova giornata? eppure era buio."stai fermo!" mi urlava.ma chi?tentavo di alzarmi ma continuava a ripetermelo e a spingermi a terra con la mano."ti prego, stai fermo".Singhiozzava.ma perchè?ero stranamente riposato, come se avessi fatto il miglior sonno di sempre.sicuramente migliore di ognuno delle notti dell'ultimo anno.cercai di divincolarmi mentre osservavo delle ombre muoversi sulla mia testa.notai una maglietta bianca, un ragazzo, mentre quella voce era di una ragazza.era vestita di nero.o almeno così la ricordo.se non sbaglio i capelli erano raccolti sulla testa, come uno chignon.chiedendomi chi fossero, cosa stesse succedendo, riuscìì a mettermi seduto, a voltarmi sul lato destro e a notare una strana cosa bianca.mi ricostrinsero a terra e non obiettai, dandomi il tempo di meditare quell'immagine.capìì:era l'air-bag della macchina.milioni di domande mi si affolarono in mente mentre quelle persone continuavano a parlarmi,mentre lei continuava a singhiozzare." ti prego ", diceva..."cosa è successo?", la interruppi. "non lo sappiamo" qualcuno non mi rispose.e poi "abbiamo chiamato l'ambulanza, sta arrivando".ambulanza?! airbag?! degli astranei che mi soccorrono?!non aveva un senso.mi ricordai di quando presi il tombino con la macchina di mia sorella, rompendo il braccetto:se qualcosa del genere era accaduto, avrei dovuto ricordare qualcosa. io che ricordo sempre tutto, anche quello che non vorrei, anche dopo una sbornia.già...mia sorella.l'ambulanza arrivò, non la sentìì nemmeno.mi ritrovai solo altre persone attorno che mi toccavano.nel frattempo quella ragazza mi chiese se volessi avvertire qualcuno.dissi di no.cosa avrei potuto dire? non sapevo nemmeno dove mi trovavo!cambiai subito idea:"si, mia sorella.".mi chiesero il numero di telefono, risposi di darmi il cellulare.potevo farlo da solo.avevo bisogno di sentirla.lei avrebbe saputo dirmi cosa stesse succendendo.mentre il telefono squillava lo capìì anche io."hey" mi rispose assonnata.chissà che ora erano.le spiegai che avevo fatto un incidente, che ero in un'ambulanza ma di non preoccuparsi.stavo bene....iniziai ad avere qualche dubbio.le gambe non si muovevano.i dottori intorno mi tastavano."sto venendo" mi disse pronta, quasi tranquilla."no!" accorsi ad urlarle."non c'è bisogno!" se le avessi detto così si sarebbe tranquillizzata.naturalmente mi disse che sarebbe venuta, mi chiese dove mi trovavo, le risposi che non lo sapevo.era vero. non avevo idea neanche di cosa pensare.le dissi di venire ma mi raccomandai di non preoccuparsi."sine" fu la sua risposta.mi suonò così rassicurante come solo la sua voce sa essere.chiusi il telefono. non so nemmeno se lo prese qualcuno o dove lo lasciai. cominciai a chiedere al dottore cosa fosse successo, lui doveva saperlo.nessuno mi dava retta.poi qualcuno mi ritenne troppo insistente e mi disse che non lo sapevano.furono attimi:se era potuto accadere tutto quello, perchè mai non sarei potuto rimaneresu una sedia a rotelle, perdere quelle gambe che non sembravano rispondermi.o magari riaddormentarmi senza svegliarmi.glielo chiesi.non mi risposero.gli urlai contro pietoso, elemosinando una risposta.mi rimandarono un "no"non troppo convinto."quando mia madre ha avuto il tumore non gliel'hanno detto subito.voi a me lo dovete dire, dottò!" sbottai trattenendo le lacrime per rassicurarli.se avessero visto cosa stavo provando, la devastazione dell'incomprensione e dell'assurdità, non mi avrebbero detto proprio nulla."non lo sappiamo.dobbiamo controllare".non lo escluse, lo capìì.ma non lo sapeva, era sincero.da lì a poco arrivai in ospedale.come nei film.mi trasportarono sull'altra barella, al tre. ricordo di aver alzato lo sguardo e di aver visto mia sorella.cambiai la mia espressione in un qualcosa simile ad un sorriso.fu tutto confuso.erano apprensivi.continuavo a non capire.mi trasportarono un po' ovunque.poi a fare qualcosa.i raggi credo.mi avevano messo il catetere, come al nonno."fa male?".in effetti non ne fece poi tanto.ci scherzai sù assieme al dottore.poi non capendo dove mi stessero portando continuai quellastrana sceneggiata "dottò, mi raccomando:se mi dovete operare fatemi tutto, basta che non mifate diventare femmina!" . ci riuscìì.sorrisero tutti.soprattutto mia sorella.scherzammo ancora sul catetere.dissi di dover fare pìpì.mi dissero che anche se non me ne rendevo conto la stavo facendo.probabilmente funziona così, pensai.ricordo di una battuta a proposito su cui annaspai a rispondere.qualcosa del tipo:"simò, non è che t'è piaciuto, no?!" mi seguì il dottore.forse mi capiva.non fui pronto.risposi qualcosa "anche se fosse, davanti non mi piacerebbe comunque".cercai di dire.mi chiesi se avessero capito cosa intendevo o se avevo fatto quei miei soliti giri di parole che poi devo sempre spiegare.lasciai perdere.si, mi portarono a fare la tac.un grosso cilindro.mi chiesero di trattenere il respiro.ce la feci con fatica ma non era il caso di lamentarmi.durò troppo. tre, quattro "immersioni".mi chiesi se ci fosse qualcosa che non andava ma all'uscita non lo chiesi.fuori trovai mio fratello accanto a mia sorella.gli chiesi se gli avessi delusi.stavo cedendo.ma mi ripresi.mi scorazzarono per altre parti.non ricordo. ma com'era successo per mio fratello, ricordo di aver trovato poi mia madre e mio padre."no!" esclamai nel vederla.non lei. lei non doveva esserci.avrebbe saputo tutto a faccendaconclusa.si sarebbe preoccupata troppo.piansi.lei mi abbracciò.le dissi di andarsene, come avevo fatto a più riprese anche con mia sorella, ripensandoci."vai, pensa alla piccola mia", le avevo detto.chiesi a mia madre se gli avessi delusi, se fossi diventato il peggiore dei suoi figli.mi rassicurò stringendomi e piangendo anche lei nel suo lungo "nooo!".mi chiedevo perchè, perchè tutto quello se non avevo fatto nulla per meritarmelo. in effetti,stando alla mia memoria, non avevo fatto proprio niente.nemmeno essere andato fuori strada.fuori strada...ma ero andato fuori strada? e quei ragazzi che fine avevano fatto?e lei? tanto premurosa, dov'era finita.ricordo di aver chiesto di loro spesso ma non sapevanodirmi niente.comparvero dei poliziotti.mi chiesero se dovevo dichiare qualcosa.gli risposi che non sapevo nulla.era la maledetta verità.cos'altro avrei potuto dirgli?ripensai al mio arrivo.la dottoressa mi chiese subito se avessi assunto qualcosa, intimandomidi rispondere sinceramente perchè avrebbero dovuto farmi le analisi.ne fui quasi infastidito ma capìì che dovevano chiedermelo.non so se questo rese il mio "assolutamente no" più o meno acido.seguirono momenti piuttosto  brutti.tra i vari controlli, quella strana tavola che scoprì chiamarsi "spinale".chiesi più volte di toglierla, avevo bisogno di muovermi.mi dissero di non potere.a quanto pare serviva a tener ferma la colonna vertebrale.andarono pian piano via tutti.restai con mamma e papà.mi portarono dall'ortopedico. era ormai giorno.c'era altra gente.pensai di dover aspettare chi c'era prima di me.mi sentìì morire al pensiero di dover passare altro tempo così.iniziai a sentire caldo. da appena sceso dall'ambulanza mi avevano spogliato e ricoperto con una strana carta dorata dopo che io avevo chiesto tremante "perchè ho così freddo?".mi risposero che era perchè ero nudo  e faceva freddo. pensai che era estate e faceva un caldotorrido.avevano voluto rassicurarmi.apprezzai e pensai di scacciare via quelle scene di film,quelle in cui la gente messa male trema dal freddo indipendentemente dalla temperatura.non avrebbe aiutato.dovevo solo aspettare.su, in quell'angolino in cui mi avevano abbandonato con mia madre in attesa che l'ortopedicodecidesse di iniziare il suo turno, faceva particolarmente caldo. la mamma mi tolse quella carta dorata.mi coprì con il pantaloncino del pigiama di papà che aveva portato.guardandola pensai "la solita", sorridendo.avrei sopportato volentieri il caldo anzicchè quello che seguì.dovevo vomitare.non è mai stato il mio hobby, ma non mi è mai dispiaciuto rimettere.l'ho sempre visto come una forma di liberazione.non era così in quel momento. non potevo fermarmi, ma era assurdo il dolore che provavo ad ogni urto incompiuto.ci riuscìì.due volte.sperai che fossero le ultime.altri attimi mi sembrarono interminabili su quel lettino scomodo.riuscìì a farmi togliere la spinale ma il lettino non funzionava: la spalliera non si alzava, i freni non andavano.mi addormentai.al risveglio non trovai nessuno.chiamai urlando mia madre.non sembrava sentirmi nessuno.andai nel panico.sentivo che da li a poco avrei vomitato.ero con le gambe penzonloni su quel lettino cercando di alzarmi.arrivò mia madre.chiamammo l'infemiera.tornò poicon un lettino nuovo e una flebo per il vomito e del calmante."ti sei svegliato?" mi chiese, con quell'aria tipica di chi ti sfotte.su quel lettino ci rimasi poco altro tempo.o almeno rispetto a quanto ne era passato.togliere il catetere fece più male che metterlo.alcune raccomandazioni.poi fui dimesso.neppure un osso rotto.dei punti di sutura sul fianco sinistro.distorsioni su tutto il corpo e varie escoriazioni,specie sulla testa dove mi hanno tagliato i capelli.a quanto pare c'era piantato un vetro.tutto ciò che mi rimaneva erano mille pensieri, mille considerazioni da fare,milioni di perchè e un'incetta di confusione.il resto è un'altra storia.o forse no.ma non da scrivere ora cmq.ora bisogna fermarsi.non so cosa ho imparato.so che tutto accade per un motivo, le casualità non mi hanno mai convinto.eppure stento ancora a capire..quella sera ho bevuto tre birre.non ero affatto ubriaco..anche eprchè quella sera, alla fine, ho anche lavorato...e lo possono confermare tutti coloro che erano lì con me.eppure il mio tasso alcolemico era di 1.6.dato il poco tempo passato, per ora non so che fine ha fatto la mia patente nè cosa aspettarmi in termini di contravvenzione o pene di vario genere.sono incensurato e mi hanno detto che questo può significare qualcosa per il giudice. cosa mi aspetta ora? sapreste dirmelo.mi scuso se mi sono dilungato ma ho pensato di riportarvi esattamente le impressioni che avevo annotato pochi giorni dopo l'incidente.magari qualcuno può leggerle e pensare.stando alla dinamica del mio incidente si suppone un colpo di sonno. va da sè che l'alcool abbia contribuito alla gia presente enorme stanchezza.

gli urli degli alcolisti

Ciao ho una zia in famiglia che beve molto, quasi tutti i giorni arriva ad ingerire più o meno tre litri di vino e birra in alcuni periodi anche di più. Sono 15 anni ormai che beve in maniera smisurata, smette solo per alcuni periodi per poi ritornare a bere in maniera esagerata. Di farla ricoverare neanche a dirglielo, non vuole in maniera assoluta, dice che può smette quando vuole e nel frattempo intossica la vita a se stessa e agli altri. Noi siamo disperati, vive affianco a casa mia e ultimamente la sento urlare come un'ossessa, erano anni che non sentivo più questi urli mostrusi che emetteva anni fa e che ora è ritornata ad emettere. Volevo sapere se possiamo darle qualcosa per farla calmare, qualcosa che sia compatibile con l'alcol. Lei non ha un suo nucleo familiare, io e la mia famiglia siamo i suoi unici parenti più stretti, le siamo sempre accanto ma negli ultimi anni è diventato difficile perchè si sono messi anche dei problemi nella mia famiglia. A parte ciò volevo sapere se può assumere qualcosa per smettere di urlare, volevo anche chiedervi perchè l'alcol la fa urlare così, e sapete anche dirmi che sono i fumi dell'alcol? Faby

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