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Contenuto Redazionale I DIECI ANNI DI SOSTANZE.INFO

 

6 settembre 2007 - 6 settembre 2017

GRAZIE A TUTTI

Contenuto Redazionale Non potrai tornare indietro.


Gilberto Di Petta, psichiatra

Gilberto Di Petta, psichiatra, Napoli

invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/08/19/non-potrai-tornare-indietro-nuove-droghe-dipendenza/

“Ai primi di giugno il corpo di una giovane donna veniva trovato avvolto in un vecchio tappeto a ridosso dei cassonetti dell’immondizia, in un quartiere popolare della mia città. Conoscevo bene quella ragazza per averla sostenuta, anni fa, nella sua lotta contro la droga. Per lei le parole con cui Eschilo descriveva Elena : ‘Sorriso di mare non turbato dal vento’. Poi c’è stata la sventurata adolescente che ha riacceso, come periodicamente accade, i riflettori sulle nuove droghe".

"Ormai è comune l’idea che il nostro sistema di vita abbia delle inevitabili collateralità. Le nuove droghe si inseriscono nel quadro del divertimento di massa ipertecnologico: sono potentissimi amplificatori percettivi con i quali la nostra mente può sincronizzarsi o disintegrarsi con la policromia delle luci laser o al ritmo dei tamburi elettronici. La vecchia signora, l’eroina, mieteva molti più morti. Ma era la droga dell’oblio. Avevamo i farmaci per contrastarla. Queste nuove sostanze non addormentano".

"Piuttosto svegliano i ‘mostri’ che abitano le paludi del nostro inconscio: sono eccitanti, allucinogene, dissociative. Spesso sconosciute anche a noi medici. L’opinione pubblica si rammarica di morti così giovani. Ignora, purtroppo, che per due ragazze morte nel fiore degli anni, e dell’estate, centinaia di loro coetanei rimangono ‘prigionieri del viaggio’. A differenza dell’eroina, che riduceva in schiavitù e consumava il corpo fino alla fine, queste sostanze accendono la giostra della follia artificiale. Una follia chimica da cui non è garantito il ritorno".

"Una pasticca, un acido, un funghetto, un francobollo possono rappresentare, per ignari ragazzi, un biglietto di sola andata. Non sempre le lesioni al cervello procurate da queste sostanze sono visibili, e non sempre i sintomi psichiatrici sono reversibili. Non sempre le nostre cure sono efficaci. Soprattutto perché in Italia abbiamo il Sistema della Salute Mentale (Legge 180, 1978) totalmente separato dal Sistema delle Dipendenze (Legge 162, 1990), per cui molti di questi ragazzi e delle loro famiglie finiscono nel ping-pong tra un sistema e un altro, una terra di nessuno dove diventa ancora più difficile salvarsi".

"Ragazze e ragazzi che difficilmente metterebbero nel loro stomaco un cibo di dubbia provenienza, comprato per strada, non esitano a calarsi nel cervello una sostanza ignota. Come i bambini della melanconica fiaba dei fratelli Grimm seguono, ad ogni weekend, la musica magica del pifferaio che li porterà fuori dalla città, nel ventre nero della montagna incantata. Nei pronto soccorso, di notte, arrivano casi sempre più numerosi, e sempre più giovani, con quadri di agitazione con allucinazioni e deliri mai visti prima".

"Questo solo, non da medico ma da uomo, è il pensiero che vorrei trasmettere a te, ragazza o ragazzo che ti trovi davanti all’offerta di una pillola colorata che promette un’ora di technotrance: tu, che non sei folle, sarai costretto a coabitare con la follia artificiale scatenata nel tuo cervello da una sostanza ignota e apparentemente innocente. Giorni, notti, sogni, affetti, amori, lavoro, famiglia: destinato a diventare spettatore, inerme e solo, di un drago evocato per un’ora e che divorerà invece intera la tua vita. Non potrai tornare indietro. Fermati, ti prego. Fallo per te”.

tedeschi

I chimici tedeschi in poco più di un secolo, riuscirono ad isolare la morfina dall’oppio (1807, Friedrick W. A. Serturner),  la cocaina (1859, Albert Niemann), l’eroina (1897, Felix Hoffmann), l’ MDMA (1912, Fritz Haber), la metanfetamina (1937, Fritz K. Hauschild), il metadone (1939, Max Bockmuhl e Gustav Ehrhart)."

da Alessandro De Pascale, Guerra e Droga, Castelvecchi, Roma, 2017.

Don Winslow: la guerra è finita. Ha vinto la droga

 In occasione dell'uscita italaian del suo ultimo romanzo

Ha raccontato l’ascesa dei narcos messicani. Ora, nel nuovo romanzo, "Corruzione", accende i riflettori sui poliziotti di New York. E svela un’America falciata da eroina e antidolorifici. L' intervista di Enrico Deaglio sul Venerdi - Repubblica bit.ly/2t6M2A5

Da dove partiamo?

«Se parliamo di cartelli, da quello di Sinaloa. È un punto all’orizzonte, a sud: lo stato di Sinaloa, Messico, nei poverissimi anni Quaranta. Il clima è buono per la coltivazione dell’oppio, i gringos ne hanno bisogno. Il consumo di massa di oppio, eroina, antidolorifici è nato qui, con la Prima guerra mondiale, le trincee, le amputazioni. Furono degli italiani intraprendenti a capire che si potevano fare un sacco di soldi curando dolore e infelicità. Lucky Luciano fu il più sveglio, aprì canali con l’industria farmaceutica in Germania, si spinse addirittura in Birmania per comprare la materia prima. Con la Seconda guerra mondiale questi canali si esaurirono: l’Atlantico era un “mare tedesco”, il Giappone dominava l’Asia, la merce non arrivava. Ma i soldati americani avevano bisogno della dose. E così furono proprio gli americani a proporre ai contadini di Sinaloa di produrre per loro. “Sì, d’accordo, ma come facciamo a portarvi la roba oltre le montagne?”. “Vi costruiamo noi la ferrovia” dissero i gringos, e infatti  fecero la Sinaloa-San Diego in un batter d’occhio, per i marinai delle portaerei, le decine di migliaia di feriti, di traumatizzati, di distrutti dalla guerra  che tornavano a casa».

Tra allora e oggi, per soddisfare i consumi americani c’è voluta la produzione intensiva in Colombia, Bolivia, Messico. Adesso è il Messico che ha preso il sopravvento: e la logica del Cartello del XXI secolo ha la stessa modernità delle catene di montaggio dei primi del Novecento.  

Winslow si alza e va alla staccionata. Prende una pietra. «Questo oggetto qui vale uno». Lo trasporta oltre il legno. «Arrivato di là, lo vendi a 50. Produrre è importante, ma molto di più è occupare lo spazio da quest’altra parte della staccionata. Questo vuol dire corrompere, decapitare, sterminare. Il cartello è questo: non è la cronaca di diversi assassinii, ma il flusso di una merce diventata regina del mercato americano. I narcos vogliono il monopolio. Chi si oppone muore. È il più grande conflitto in corso: centomila morti in dieci anni, e la cifra è in crescita. E centomila morti vogliono dire altrettanti orfani, altrettante vendette, altrettanti traumi psichici. Oggi la produzione di droga dei cartelli messicani vale tra l’8 e il 13 per cento del Pil del Paese: sono di fatto un secondo potere. Anni fa sono stati loro a comprare i bond emessi dal governo messicano e a salvarlo dal default. Dopo il crollo di Wall Street del 2008 è stato il denaro liquido di Las Vegas e Miami a far partire la ripresa».

Ma lei fa lo scrittore o il sociologo?
«Scrittore, assolutamente. La crime novel è fatta per intrattenere il lettore. Però ci tengo anche a fare qualcosa per cambiare la situazione».

Che cosa propone?
«Che si dichiari la fine della “guerra alla droga”. Bisogna legalizzare il più possibile, anche le droghe che danno dipendenza (quelle che noi chiamiamo pesanti, ndr) e intervenire sulle cause dell’infelicità che porta alla droga. Bisogna colpire i criminali. E per quanto riguarda le sostanze “ricreative”, io ovviamente capisco il fumo, ma vorrei che i ragazzi – che magari boicottano una marca di caffè perché non è equa e solidale  –  si rendessero conto che chi produce marijuana è quasi sempre uno schiavista».

continua su 

http://www.repubblica.it/venerdi/interviste/2017/06/15/news/don_winslow_la_guerra_e_finita_ha_vinto_la_droga-168150066/

Dalla vecchia coca alle nuove psicoattive: viaggio tra le droghe della generazione 2000

Cocaina ed eroina già alle scuole medie. Ma anche farmaci tradizionali e legali come Oki e Xanax. E composti chimici sconosciuti perfino alla polizia. Ecco quali sono le sostanze più usate dai minorenni

Inchiesta. L'Espresso-La Repubblica espresso.repubblica.it/inchieste/2017/04/06/news/dalla-vecchia-coca-alle-nuove-psicoattive-viaggio-tra-le-droghe-della-generazione-2000-1.299087

La maggior parte di loro è alla ricerca di una sostanza che possa farli eccitare o rilassare, prepararsi a fare sesso o a ballare per venti ore consecutive, sentirsi in pace con il mondo o più semplicemente - e molto spesso - dimenticare per qualche ora le emozioni dolorose. Facile, oggi più che mai. Perché la gamma a disposizione per raggiungere l’obiettivo è praticamente infinita. Dalle droghe tradizionali ai farmaci più comuni. Fino alle sigle da piccolo chimico, decine di composti che ogni anno entrano silenziosamente sul mercato, spesso sconosciuti persino alle forze di polizia.

TRAINSPOTTING 18 ANNI DOPO. COME CAMBIA, BEVE E BRUCIA EDIMBURGO

di Andrea Lattanzi pubblicato in www.riotvan.net/1308-2/

18 anni fa usciva il film Trainspotting, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore scozzese Irvine Welsh.

Cult di una generazione e ritratto, al tempo stesso, di un pezzo di Scozia che molti vorrebbero dimenticare ma che in qualche modo continua a vivere fra le strade di Edimburgo.

Nel 2009 il Guardian lo aveva detto: la trainspotting generation, arrivata alla soglia dei quarant’anni, stava morendo giovane. Oggi i tossicodipendenti alla luce del sole sono molti meno, sebbene non manchi di imbattersi ancora nel più classico dei junkies appena si mette piede fuori dalla centralissima Princess Street. Del resto, i fiumi di eroina che scorrevano su Leith Walk, così ben raccontata da Welsh nel 1993, sono stati quasi totalmente prosciugati dalla stretta azione del governo locale. Trovare una dose a Edimburgo nel 2014 è molto più difficile che negli anni Ottanta e Novanta. Ma dov’è, d’altronde, che non lo è diventato?

Mark Renton, il protagonista del film, quello che in principio aveva scelto di non scegliere la vita, se ripercorresse oggi quei primi cinque minuti di pellicola scappando dalla security di un negozio appena svaligiato, troverebbe una città molto diversa, dove sono cambiati locali, negozi e architetture.

Cominciamo allora proprio da quella storica fuga, accompagnata dalle note di Iggy Pop e dal nichilistico monologo di Mark sul senso della vita e dell’eroina.

“Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici”.

Lust for life. In Princess Street arriva Zara al posto di John Menzies Bookstore

Lust for life. In Princess Street arriva Zara al posto di John Menzies Bookstore

 

Ve lo ricordate giusto? Mentre Mark corre di fianco a Spud si vedono molti negozi, fra i quali l’immancabile Mark & Spencer, che c’è ancora e, – nel frame in foto – il “mitico” John Menzies Bookstore. Oggi, ci viene confermato da alcuni locals, al posto di quest’ultimo chiuso nel 1998 c’è uno store di Zara.

 

Le scale di Calton Road. Cambia il ponte ma il Black Bull è sempre al suo posto. Spunta una galleria d'arte contemporanea

Le scale di Calton Road. Cambia il ponte ma il Black Bull è sempre al suo posto. Spunta una galleria d’arte contemporanea

 

Arrivando in fondo a Princess Street e girando a sinistra si imbocca la prima parte di Leith Walk. Se si fa attenzione, sulla destra, si trova la scalinata fatta in fretta e furia da Mark Renton. Oggi il Black Bull Tavern Pub, aperto nei gloriosi Seventies, è ancora al suo posto e cinque anni fa ha deposto sul muro che costeggia i gradini la sua insegna. Il pub si fregia del titolo di “più antico rock bar di Edimburgo”. Le Ale servite sono ottime e la musica pure. Se non dovete scappare da nessuno fateci un salto. Personale simpatico e clientela squisitamente scozzese.

 

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Il ponte in uscita da St. Ninian’s Road

 

A cambiare invece è stato il ponte che si vede alle spalle di Mark un attimo prima di essere urtato da un’auto in uscita da St. Ninian’s Road. La struttura di ferro e acciaio, che connette Leith Walk con il centro commerciale St James shopping centre è stata inaugurata nel 2003.

Mentre Mark ride in faccia al conducente dell’auto che lo ha appena investito, Spud prosegue la sua corsa verso un tunnel posto in fondo a Calton Road, che immette sul retro della centralissima Waverley Railway Station. La piacevole sorpresa è stata scoprire che nel 1998 ha aperto la Ingleby Gallery, spazio dedicato al contemporaneo e alle opere di artisti emergenti (in foto si distingue l’edificio grigio con il logo sferico bianco e blu.

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Il tunnel in fondo a Calton Road

 Nel film Trainspotting, girato quasi interamente a Glasgow, le cosiddette scene memorabili sono innumerevoli. Certamente, però, nei ricordi di ognuno di noi rimarrà quella in cui Francis Begbie, alcolizzato bipolare dai baffi e dagli occhi diabolici, scatena una rissa in un pub lanciandosi alle spalle un boccale da una zona soppalcata. Begbie ha appena raccontato agli amici la “sua” versione dei fatti circa una partita a stecca, che lo ha visto gloriosamente vincitore. In realtà, si scoprirà poi, le cose erano andate molto diversamente e Begbie, completamente stordito dall’alcol, non era riuscito a mandare in buca una nera facile facile, dando la colpa a un ragazzino che stava sgranocchiando patatine.

continua su www.riotvan.net/1308-2/

Vietare il Kratom. Anzi no…

 

Luca Simonetti, psiconauta, scrive sugli usi del Kratom per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 7 dicembre 2016.

Il governo USA  ha preso una decisione inaspettata quando ha ignorato la richiesta della DEA di mettere al bando il Kratom (Mitragyna Speciosa), pianta originaria del sud est Asiatico con  effetti oppiacei e stimolanti al tempo stesso, avendo una varietà di ingredienti attivi, alcuni con effetto sui recettori mu e altri blandamente stimolanti.

La DEA voleva mettere al bando questa pianta nel settembre 2016, ma quando la notizia si è diffusa, è scattata  una petizione che ha avuto molto successo, tanto da far cambiare idea al governo, che adesso si affiderà a un panel di esperti per valutare gli effetti sulla salute di questa pianta e il suo reale, eventuale impatto  sulla salute pubblica.

Il Kratom in un contesto come quella americano, nel pieno di una vera e propria epidemia di abuso sia di oppiodi farmaceutici quali ossicodone e hydrocodone, sia di eroina, può letteralmente salvare la vita ad una persona afflitta dalla dipendenza.  Può essere usato efficacemente per eliminare i sintomi di astinenza, eliminando sia il craving psicologico sia i sintomi fisici; può essere usato come terapia di mantenimento alternativa in maniera domestica da persone che non hanno accesso o comunque  non possono permettersi una terapia col metadone o il suboxone. Molte persone non si rivolgono alle cliniche per paura di perdere il lavoro, per questioni di privacy e anche per il costo. A differenza di paesi come l’Italia, ci sono cliniche in certi stati americani che fanno pagare la terapia con la buprenorfina fino a 200 dollari al mese.

Il Kratom ovviamente avendo effetti euforici può anche essere usato come sostanza ricreativa e in alcuni casi abusato, può sicuramente causare nel lungo termine con l’uso quotidiano gli stessi problemi di dipendenza degli oppioidi tradizionali, però le sue proprietà terapeutiche e il suo ruolo di “lifesaver” per una moltitudine di consumatori non possono essere ignorati.

Molte volte da parte dei media e dei politici, piante come questa  vengono associate al mondo delle cosiddette nuove droghe. Nonostante il Kratom sia venduto su internet e negli smart shop non è assolutamente da confondere con le nuove sostanze di sintesi che mimano  gli effetti di droghe già illegali. La Mitragyna Speciosa ha una lunghissima storia di utilizzo tradizionale nei paesi del Sudest Asiatico, le foglie masticate sono molto popolari tra i lavoratori agricoli, che ne apprezzano gli effetti sia stimolanti sia analgesici. In Malesia,  paese dove il Kratom è illegale da decenni, c’è una campagna in atto da parte di alcuni ricercatori universitari e esperti del settore medico, impegnati nello studio delle applicazioni mediche di questa pianta, per chiedere al governo di considerare la  legalizzazione della pianta. Gli esperti considerano l’eventuale utilizzo di estratti degli ingredienti attivi da usare sia nella terapia anti-dolorifica sia in quella di detox graduale per i dipendenti da oppioidi.

L’Italia purtroppo l’ha aggiunta,  in sordina e senza consultare esperti, nella tabella delle sostanze proibite nell’agosto 2016,  in sintonia con il Psychoactive Bill approvato dalla Gran Bretagna la scorsa primavera, con cui il governo ha reso illegali  sia tutti i research chemicals sia piante quali Salvia Divinorum e Kratom, senza fare una vera analisi dell’eventuale pericolo di ogni singola sostanza.  

Purtroppo la messa in tabella qui in Italia preclude la possibilità non solo di usare questa pianta in modo ricreativo ma anche di beneficiare dei suoi indubbi potenziali medici, come alternativa naturale agli antidolorifici oppiacei e  come terapia di mantenimento.

Dlgs 81/80. Accordo Regioni controlli alcolici sostanze stupefacenti.

Tratto da http://medicocompetente.blogspot.it/

Con i vecchi accordi Stato Regioni relativi all’individuazione delle attività lavorative i cui lavoratori che obbligatoriamente dovevano sottoporsi agli accertamenti per dipendenza da alcolici e sostanze stupefacenti stanno per essere sostituiti da un unico accordo. Finalmente!

La situazione che si era venuta a creare era di confusione, con le Regioni che avevano adottato procedure diverse e in tempi diversi. Speriamo che la situazione diventi più chiara. Innanzitutto non siamo in presenza di un accordo già firmato, ma di uno schema di intesa già trasmesso alla Conferenza Stato Regioni che dovrà essere approvato in tempi relativamente rapidi dal titolo “Indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcolici e di sostanze stupefacenti, l’accertamento di condizioni di alcol dipendenza e di tossicodipendenza e il coordinamento delle azioni di vigilanza”.

continua a leggere su http://www.lisaservizi.it/blog/accordo-regioni-controlli-alcolici-sostanze-stupefacenti

Epatite C, un giudice dice sì al super farmaco acquistato all’estero

La corte d’appello di Roma dà ragione ad un malato che aveva acquistato il medicinale generico in India pagandolo 2.500 euro contro i circa 44 mila euro. L’appello dei medici: «Lo Stato produca il generico a un prezzo inferiore, la cura deve essere per tutti»

 www.corriere.it/salute/16_settembre_21/epatite-c-giudice-dice-si-super-farmaco-acquistato-all-estero-1e89afae-7fc9-11e6-ac5a-22bb122bde3b.shtml

Contenuto Redazionale PIACERE CHIMICO una ricerca su sesso alcol e sostanze

Invitiamo tutti i nostri lettori a partecipare alla ricerca su sesso e alcol/droghe "Piacere chimico" che ospiteremo nei prossimi mesi su sostanze.info
 
Lo studio è aperto a chiunque abbia usato alcol o droghe per fini ricreativi, ed è basato su un questionario anonimo pubblicato e scaricabile su
dove è possibile anche riportare i propri commenti sullo studio e sulle proprie esperienze in questo ambito. 
 
Vi è anche una pagina Facebook https://www.facebook.com/piacerechimico
 
I risultati verranno riportati nel medesimo sito, e su un libro in preparazione.
I dati grezzi verranno lasciati a disposizione per chi volesse effettuate ulteriori analisi.

 

Contenuto Redazionale Aggiornamenti

 

Car* lettrici e lettori,
ci scusiamo per il disagio causato dalla lunga chiusura.
Dalla sua apertura, nel lontano 2007/08, sostanze.info è cambiato moltissimo per numero e qualità dei suoi lettori e del loro apporto alla "comunità". 
Conseguentemente, il numero crescente di domande, di interventi e la grande quantità di discussioni ci ha via via costretti a molteplici accorgimenti e modifiche organizzative e  gestionali. A fronte di tutto ciò l'infrastruttura tecnica era sempre rimasta la stessa.
Abbiamo quindi messo a punto una serie di interventi mirati, che verranno introdotti gradualmente da qui a Settembre, nel tentativo di semplificare le domande e la ricerca delle risposte e di rendere più ordinate e quindi più leggibili le discussioni. 
In questi giorni, oltre ai piccoli cambiamenti che vedrete, sono state fatte delle modifiche gestionali, al fine di rendere più semplice il nostro lavoro redazionale. Presto ulteriori novità.
Un carissimo saluto a tutt* e bentornati!

Nuove Sostanze Psicoattive: tutto quello che c'è da sapere

Cosa sono, come e perché si diffondono, i loro rischi.

Tutto ciò che dovete sapere sul binomio letale NSP e proibizionismo!

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