Domande agli Operatori

Fai una nuova domanda

Cerca nell'archivio di 225 risposte, o fai una nuova domanda, anche in forma anonima.

Un Operatore autorizzato risponderà presto alla tua domanda. Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito. La risposta sarà pubblicamente leggibile nell'archivio. Se preferisci una risposta privata, usa il modulo di contatto.
Cliccando su 'Invia domanda' autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali solo ed esclusivamente per rendere possibile questo servizio, secondo la policy del sito. Tali dati sono strettamente confidenziali e non saranno divulgati in alcun modo.
Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta.
+ 0 = 0
Risolvi questa operazione e inserisci il risultato. Es.: per "2 + 4 = ?" inserisci "6".
Annulla
Aiuto
Altro

cinema &

Qualcuno con cui correre. Nelle sale da venerdì 21 Novembre 2008

Nelle sale da venerdì 21 Novembre 2008
Corre per Gerusalemme, Assaf, trascinato da un cane, una bellissima labrador chiamata Dinka. Dinka è stata presa dall’accalappiacani, e Assaf, un sedicenne timido e impacciato è stato incaricato di trovare il suo padrone.
Comincia così la sua ricerca, intrecciata con i drammatici flashback della storia di Tamar, proprietaria del cane.
Inseguimenti, rincorse, inconvenienti: ricognizione in una Gerusalemme inedita, una città di giovani, anche sbandati, che cantano, suonano, recitano nelle strade e farebbero qualsiasi cosa per rimediare una dose. È una capitale che, come tutte le metropoli del mondo, rivela il disagio dei propri abitanti: qui, Tamar – sedicenne solitaria e ribelle, con una voce bellissima e un’innata capacità di instaurare legami profondi con le persone – cerca il fratello Shay, musicista eccezionale, che è scappato di casa un anno prima perché crede che solo drogandosi potrà suonare come il suo idolo Jimi Hendrix.
Shai è caduto nella rete di un protettore mafioso, Pesach, un personaggio dickensiano che ospita in una grande casa ragazzi con aspirazioni artistiche e li sfrutta mandandoli ad esibirsi per le strade d’Israele. Tamar ha però un piano...

http://it.movies.yahoo.com/qualcuno-con-cui-correre.html

Nessun voto ancora
Altro

Viaggio nell'ossessione del cibo

ROMA - Anoressia, bulimia. Una ragazza su dieci tra i 14 e i 25 anni ne soffre e i disturbi dell'alimentazione si stanno ormai diffondendo anche tra i maschi, pronti a tutto per conquistare un fisico perfetto. Una vera e propria epidemia che colpisce chi, pur di essere bello e vincente, crede ( e a torto) di potersi plasmare fino a farsi del male. Molto male.

Come intervenire di fronte a dati così allarmanti che riguardano un esercito di giovani e di giovanissimi? Che cosa possono fare i genitori degli adolescenti a rischio?

"E' necessario guardare questi ragazzi soprattutto con i loro occhi", avverte Fausto Manara, psicoterapeuta e professore di psichiatria alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia, città dove vive e lavora. E Con gli occhi dei figli, s'intitola il suo ultimo libro, appena uscito per Sperling&Kupfer, dedicato a coloro che vogliono imparare a interpretare "il muto linguaggio dei sintomi" per aiutare una figlia che si abbuffa o che rifiuta il cibo per inseguire l'agognata magrezza, una mèta che nasconde angosce e solitudine profonde.
La sfida è ridisegnare i rapporti all'interno della famiglia e riuscire a individuare i bisogni dei propri figli per dare loro l'indispensabile sostegno".

Professor Manara, perché tante ragazze (ma anche ragazzi) si ammalano?

(segue su http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/passaparola-2/fausto-manara/fausto-manara.html)

Nessun voto ancora
Altro

Hiv: dal midollo osseo Cura o illusione?

Un intervento che pare miracoloso, quello effettuato in Germania dall`équipe di Gero Hutter su un quarantaduenne affetto da leucemia e da Hiv: l`uomo è infatti guarito dal virus dell`immunodeficenza umana grazie a un trapianto di midollo spinale. Ma dove arrivano le certezze e dove invece iniziano le illusioni? Lo ha spiegato a Salute24 Gianni Rezza, infettivologo dell`Istituto superiore di sanità.

“L`intervento eseguito dall`equipe di Gero Hutter è un`operazione molto complessa, e deve essere presa con cautela. Non è la prima volta che si effettua un trapianto di midollo spinale in pazienti sieropositivi, e solo in rarissime occasioni si è notata una regressione del virus. Gli insuccessi, l`ultimo dei quali nel 2007, sono molti di più dei casi positivi”.

Il recente intervento dei medici tedeschi, comunque, rispetto ai precedenti trapianti di midollo porta con sé una grande novità: “È la prima volta - conferma Rezza - che la scelta del donatore viene fatta in base alle sue caratteristiche genetiche”. Mai prima d`ora, infatti, il midollo del donatore conteneva una modificazione genetica capace di bloccare la Ccr5, una molecola fondamentale per l`attecchimento del virus nelle cellule.

La buona riuscita del trapianto è indubbiamente una nota positiva nella ricerca sull`Aids, ma di certo restano diversi ostacoli da superare: “Gli individui che hanno questa variazione genetica - spiega l`infettivologo dell`Istituto superiore di sanità - sono pochissimi. Si parla di una popolazione molto ridotta, nell`ordine dell`1%”. Per questo motivo “sarà difficile una sperimentazione stabile. Inoltre questo intervento deve essere considerato non come una terapia ordinaria, ma come soluzione estrema”.

A distanza di due anni dall`operazione l`Hiv non è riemerso, ma i dubbi persistono: “Nel paziente - spiega Rezza - è stata registrata effettivamente una carica virale azzerata, ma non è ancora chiaro se il virus sia scomparso del tutto, oppure sia presente in cellule non ancora analizzate. È anche possibile che sia segregato in alcune zone, dette `santuari`, e che non sia in circolo nel sangue. Per capire tutto questo sarebbe necessario un periodo di controllo molto più lungo”.

Una strada senza certezze ma da percorrere, quella della ricerca sull`Aids, perché a 25 anni dall`isolamento del virus si insegue ancora una cura definitiva. “Il vaccino per l`Hiv - ha detto Rezza a Salute24 - è difficilmente individuabile perché il virus attacca le cellule immunitarie, cioè quelle responsabili della risposta all`infezione”. Questo impone una svolta nelle ricerche: “I vaccini più vecchi si sono rivelati inefficaci perché si concentrano sulla stimolazione degli anticorpi”, le stesse cellule colpite dall`Hiv. “Oggi - prosegue Rezza - si preferisce un approccio cellulare, basato sulla sollecitazione non degli anticorpi, ma di cellule capaci di attaccare il virus”.

"In compenso - conclude Rezza - negli ultimi anni la ricerca sull`Aids ha fatto passi enormi sulle terapie: esistono ormai più di venti farmaci capaci di rallentare il corso dell`Hiv e questo permette di differenziare le cure limitando gli effetti collaterali, purtroppo ancora massicci”.

http://salute24.ilsole24ore.com/biotech/innovazioni/1032_Hiv:_dal_midollo_osseocura_o_illusione_.php

Nessun voto ancora
Altro

vola su Internet lo smercio di stupefacenti

E' internet la nuova frontiera per chi desidera rifornirsi di droga, soprattutto attraverso i forum di discussione e le chat rooms, senza tralasciare i siti web dei negozi online, dove si vendono prodotti che spaziano dalle sostanze alternative psicoattive alle sostanze controllate. E' quanto afferma la relazione dell'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze che fotografa l'evoluzione del fenomeno in Europa. Secondo il rapporto esiste un vero e proprio "mercato elettronico" delle sostanze stupefacenti: per individuare gli sviluppi in atto in questo modernissimo mercato nei primi mesi del 2008 l`Oedt ha condotto uno studio istantaneo che ha interessato 25 negozi online.  Dallo studio è emerso che esiste un numero crescente di negozi online che vendono sia sostanze alternative psicoattive sia sostanze controllate come Lsd, ecstasy, cannabis e oppiacei. Sebbene le sostanze in vendita in questi negozi siano spesso denominate 'legal highs' o 'herbal highs', droghe legali o vegetali, in alcuni paesi europei esse sono soggette alle stesse leggi delle sostanze stupefacenti controllate, il cui utilizzo puó essere punito con le medesime sanzioni.  All`interno dell`Unione europea la maggioranza dei negozi online individuati dallo studio si trova nel Regno Unito e nei Paesi Bassi nonch‚, in misura minore, in Germania e Austria. Questi negozi, in genere, si specializzano in certi tipi di prodotti legati al consumo di droghe: alcuni trattano gli strumenti legati all'uso di droga, altri funghi allucinogeni o droghe ricreative, altri ancora si occupano di una vasta gamma di sostanze vegetali, semisintetiche e sintetiche.  I negozi online europei pubblicizzano piú di 200 prodotti psicoattivi: tra le droghe legali che si trovano con maggiore frequenza la Salvia divinorum, il kratom (Mitragyna speciosa), la Argyreia nervosa, i funghi allucinogeni e un`ampia scelta di 'party pills'. Delle sostanze poste in vendita viene reclamizzato l`effetto analogo a quello delle sostanze controllate. Secondo le descrizioni, sia la Salvia divinorum che la Argyreia nervosa, assieme alla piú rara Ipomoea violacea, producono effetti allucinogeni simili a quelli dell`Lsd. Il kratom viene spesso commercializzato come un sostituto degli oppiacei, mentre diversi preparati vengono offerti in alternativa alla cannabis e le 'party pills' in alternativa all`Mdma. Queste ultime, in particolare, possono contenere sia estratti vegetali che sostanze semisintetiche o sintetiche. In molti casi l`ingrediente principale delle 'party pills' è la benzilpiperazina (BZP), ma pare che i negozi online siano già in possesso della sostanza con cui essa sarà sostituita quando sarà soggetta a misure di controllo negli Stati membri dell`Ue. I prezzi indicati per le sostanze in vendita sono compresi tra 1 euro e 11 euro per una dose.  

Punteggio: 2 (1 vote)
Altro

Contenuto in evidenzaDROGA, CERVELLO E CREATIVITA’ ARTISTICA, VERSO UNA BIOCHIMICA DELLA CREATIVITA’

Normal
0
14

E'  il mondo all’interno del tuo animo che tu cerchi. Solo all’interno di te esiste la realtà
che cerchi. Io non posso darti nulla che non sia già all’interno di te stesso. Io non posso aprirti
nessuna galleria di immagini, solo il tuo animo. Tutto quel che posso darti è l’opportunità,
l’impulso, la chiave. Posso aiutarti a renderti il tuo mondo visibile. Tutto lì”.
Herman Hesse, Steppenwolf, 1957.
 
 

L. Pulvirenti
Psychopharmacology Unit, Claude Bernard
Neuroscience Institute and Department of Neuropharmacology,
The Scripps Research Institute

 
La creatività artistica è una delle più alte manifestazioni delle capacità cognitive dell’uomo.
La relazione fra sostanze in grado di modificare lo stato di coscienza, la loro assunzione e l’espressione della creatività è stata quindi un argomento di grande interesse nel corso dei secoli. L’interesse nel dibattito sulla relazione fra droghe e creatività artistica si è recentemente rivitalizzato sulla base delle nuove conoscenze degli effetti delle droghe su specifiche strutture del sistema nervoso centrale e delle relative interazioni a livello molecolare.
In effetti l’uso di varie sostanze psicoattive come mezzo per aumentare la creatività artistica ha una lunga storia. Alcune sculture ritrovate in America Centrale fanno ritenere che già nel 1500 A.C. l’uso di funghi allucinogeni da parte dell’artista era considerato un mezzo per ricevere una ispirazione divina e molti dei dipinti rupestri delle prime popolazioni indiane del Sud-Ovest degli Stati Uniti sono state attribuite all’uso di sostanze cosiddette psichedeliche. In tempi a noi più vicini sono stati i poeti romantici dell’inizio dell’Ottocento a narrare per primi le loro esperienze introspettive sotto l’influenza di varie droghe e gli orientamenti di varie correnti artistiche negli anni ’60 e ’70 hanno portato alla ribalta l’uso delle droghe e la loro influenza sulle capacità artistiche e creative. Il grande scrittore Aldous Huxley ha persino
sostenuto che l’arte del ventesimo secolo sarà ricordata per l’impatto e le conseguenze che su di essa hanno avuto i farmaci allucinogeni.
L’interesse per la droghe come mezzo di facilitazione delle capacità creative dell’individuo deriva principalmente dalla pletora di osservazioni da parte di artisti che hanno percepito un
miglioramento nelle loro capacità creative a seguito dell’uso di varie droghe, fra cui la dietilamide dell’acido lisergico (LSD), i cannabiniodi e varie sostanze allucinogene di origine naturale fra cui psilocibina e mescalina.
L’analisi oggettiva di queste osservazioni soggettive non è però facile ed è necessaria una attenta analisi sistematica e controllata per valutare se e come l’assunzione di alcune sostanze rappresenti realmente un mezzo per aumentare la creatività e l’introspezione estetica e in che modo questi elementi si riflettono sulla qualità della produzione artistica.
 
Droga e creatività artistica: un’analisi sistematica
Cercare di catturare gli sfuggenti elementi che nel loro insieme costituiscono un atto creativo è sicuramente opera ardua. Una serie di studi ha tuttavia cercato di affrontare il problema da diverse prospettive usando i mezzi della neuropsicologia. Test psicometrici oggettivi di valutazione fra i quali il test di Rorschach, il test di creatività di Purdue, il test di visualizzazione oggettiva di Miller, il test delle figure celate di Witkin, il test di associazione verbale e il test di personalità multifasico del Minnesota (MMPI) sono stati adoperati in condizioni sperimentali controllate su artisti professionisti, soggetti con capacità artistiche, e soggetti di controllo.
L’insieme di questi studi, svolto da diversi gruppi di ricercatori nel corso degli ultimi decenni, rappresenta un primo ed importante tentativo di caratterizzazione degli effetti delle droghe, soprattutto farmaci con effetti allucinogeni, su diverse componenti dimensionali della creatività artistica. Nonostante gli approcci molto diversi fra loro una essenziale concordanza di conclusioni è emersa dai risultati delle diverse ricerche. Sorprendentemente, l’ipotesi che l’uso di droghe sia per sé un mezzo semplice ed aspecifico di facilitazione della creatività artistica non ha retto all’attento scrutinio scientifico.
 
Il primo elemento di consenso è costituito dall’osservazione che l’uso di queste droghe, in genere LSD, psilocibina, mescalina o cannabinoidi dopo somministrazione acuta o subcronica, produce una intensificazione dei tratti preesistenti di personalità e della capacità di esperienza soggettiva estetica, entrambi misurati dai test psicometrici, ma ciò non si accompagna direttamente ed automaticamente ad un aumento o un miglioramento della produtività artistica. Infatti nelle ricerche nelle quali l’opera degli artisti è stata valutata in maniera oggettiva, nonostante l’esperienza soggettiva degli artisti, i critici d’arte di riferimento hanno in genere considerato la qualità della produzione degli artisti simile all’opera svolta in assenza di droga. Analogamente, gli studi psicometrici che hanno analizzato scale specifiche di valutazione della performance creativa (test di associazione remota, di immaginazione, di originalità e di pensiero divergente) non hanno riscontrato differenze prima e dopo esposizione a droga. In questo senso l’esperienza farmacologica sembra rimanere un fenomeno passivo, mentre l’atto creativo è una esperienza attiva che non sembra essere direttamente ed automaticamente influenzata dalla droga. É molto interessante, invece l’osservazione degli effetti di farmaci, come l’LSD, di indurre un’aumentata capacità di risoluzione creativa di problemi complessi. Ciò si verifica tuttavia soltanto in condizioni fortemente strutturate, cioè a seguito di una procedura preparatoria psicodinamica e in un ambiente psicosociale fortemente orientato verso il test in questione. Questo è anche in accordo con prove aneddotiche di aumento indotto da LSD della capacità di superare in maniera creativa alcune specifiche difficoltà tecniche professionali da parte di architetti, generali o scienziati.
 
Queste ricerche sembrano quindi avere identificato gli elementi essenziali che influenzano gli effetti dell’esposizione a LSD, psilocibina o mescalina. In particolare sono il contesto ambientale e psicodinamico, la preparazione e le aspettative del soggetto e la preesistente personalità a rappresentare le variabili principali che determinano l’effetto dei questi farmaci. Quindi nonostante una forte sensazione oggettiva di creatività accompagni invariabilmente le esperienze farmacologiche, questa non si riflette in un generale effettivo miglioramento delle capacità artisticocreative del soggetto.
Tuttavia se questi farmaci vengono assunti da un soggetto dotato di preesistenti particolari doti artistiche, allora lo stato di alterata percezione della realtà può generare una inusuale
esperienza estetico-introspettiva. Le esperienze sensoriali dell’artista sotto l’effetto di LSD o sostanze simili, infatti, combinate con il preesistente substrato cognitivo-emotivo sono in
grado di generare insolite immagini che l’artista e solo l’artista puo’ occasionalmente, quindi non invariabilmente, trasformare in un prodotto di notevole valore esteticoartistico.
L’importanza delle ricerche condotte nel corso degli ultimi decenni è quindi di avere fornito prove sperimentali controllate che mettono in dubbio la potenziale capacità di questi composti
di aumentare direttamente ed automaticamente la creatività artistica in maniera aspecifica, vale a dire in tutti i soggetti e in tutte le condizioni ambientali e psicodinamiche. L’alterazione dei meccanismi cognitivi di elaborazione dell’informazione prodotta dall’esposizone alla droga, invece, sembra facilitare specificamente alcune componenti della creatività che, occasionalmente, sia in alcune categorie di soggetti cui è richiesta una creativa risoluzione di
problemi sia nell’artista può condurre a migliori performance.
 
Droga, cervello e creatività
Il cammino verso l’analisi scientifica della creatività pone immediatamente il quesito dei substrati neuronali della creatività stessa. In che modo la conoscenza dei meccanismi molecolari dell’azione delle droghe può spiegarci le modalità attraverso cui queste esercitano i loro effetti sulle capacità artistiche e creative seppur nei limiti che le ricerche ci hanno indicato? La maggior parte delle conoscenze sul meccanismo d’azione dei farmaci d’abuso proviene da ricerche nell’animale da esperimento. Infatti sia piccoli roditori che specie a noi più vicine come i primati hanno un comportamento di ricerca della droga e un pattern di consumo analoghi a quello della nostra specie. Ciò indica che esiste sicuramente un substrato neuronale che alcune classi farmacologiche di sostanze, i farmaci da abuso, sono in grado di modificare e il cui risultato è la focalizzazione dell’attività dell’individuo verso la ricerca della droga, con conseguente perdita di controllo sull’uso, manifestazione cardine della tossicodipendenza. Tuttavia, le aree cerebrali e le componenti neurochimiche che portano all’abuso sono probabilmente distinte dal substrato anatomo-funzionale coinvolto nella creatività e sul quale le droghe sembrano avere un effetto. E purtroppo in questo senso la ricerca nell’animale da esperimento non ci è d’aiuto in quanto le capacità creative sono proprie della specie umana e non sono mai state caratterizzate nell’animale chiare manifestazioni di comportamenti, anche specie-specifici, assimilabili alla creatività artistica. Un aiuto importante ci viene fornito invece dall’indagine psichiatrica. Esiste infatti l’ipotesi che vi sia un legame fra creatività artistica e malattia mentale. Poiché sono state avanzate alcune ipotesi sulle basi neurochimiche delle malattie psichiatriche associate alla cretività artistica e poiché conosciamo gli effetti delle droghe sul decorso clinico di queste patologie, allora è realistico ritenere che la malattia mentale possa costituire un mezzo per fornire indicazioni ed ipotesi di lavoro sulle modalità attraverso cui le droghe influenzano la creatività.
 
Da Aristotele ai nostri tempi passando attraverso Shakespeare l’idea che l’arte fosse invariabilmente associata al genio e alla malattia mentale ha pervaso e affascinato la credenza popolare. Sicuramente molti personaggi illustri della storia dell’arte compresi Van Gogh, Ciaikovski, Hemingway, V. Wolf e C. Bronte, ritenuti essere affetti da gravi malattie psichiatriche, hanno corroborato questa ipotesi. Sebbene anche in questo caso una recente indagine scientifica sistematica ha portato alla luce che esiste forse solo una debole associazione fra malattia psichiatrica e creatività artistica, ciò nonostante, la conoscenza della natura di alcune sindromi psichiatriche associate ad un aumento della creatività artistica ha fornito importanti informazioni per successive indagini.
A questo proposito è eloquente l’esempio delle sindromi maniacodepressive o delle sindromi ipomaniacali, durante il corso delle quali un aumento della produttività in alcuni individui è stato chiaramente dimostrato. Alcune forme di schizofrenia sono anch’esse state associate ad una prolifica attività artistica. Diventa allora rilevante l’osservazione che specifiche sostanze d’abuso fra cui LSD, i cannabinoidi, l’amfetamina ed alcuni derivati (ad esempio, l’ecstasy), oltre ad aumentare la creatività artistica in alcuni individui in particolari condizioni, come abbiamo discusso, sono anche dei potenti fattori precipitanti le sindromi psichiatriche associate alla creatività. È quindi possibile che un substrato comune possa legare queste droghe, i loro effetti su alcune malattie psichiatriche, la malattia stessa e la creatività artistica. Quali siano le molecole coinvolte non è purtroppo possibile affermarlo.
Tuttavia l’osservazione che l’amfetamina sia un potente stimolatore dei sistemi noradrenergici e dopaminergici sia a livello della corteccia cerebrale che a livello del sistema libico dell’affettività, che l’ecstasy possieda oltre agli effetti stimolanti anche un effetto neurotossico sui neuroni serotoninergici e che l’LSD modifichi significativamente la neurotrasmissione serotoninergica indica che l’azione di queste droghe sui sistemi monoaminergici potrebbe svolgere un ruolo di rilievo. Questa osservazione è corroborata dall’ipotesi che disfunzioni dei sistemi dopaminergici, serotoninergici e noradrenergici siano alla base delle complesse manifestazioni patologiche, comprese le manifestazioni cognitive, di schizofrenia, mania e depressione. In definitiva l’attento scrutinio cui la comunità scientifica ha sottoposto recentemente le credenze popolari dell’influsso delle droghe sulla creatività artistica e dei rapporti fra creatività artistica e malattia mentale ha contribuito a confutare che la creatività artistica sia invariabilmente influenzata da droga o da malattia mentale. Invece è proprio il restringimento dell’analisi a specifiche, selettive e limitate interazioni fra droga e creatività oppure fra malattia mentale e creatività che potrà forse in futuro gettare le basi per una analisi scientifica rigorosa della basi neuronali e della biochimica della creatività artistica.
 
Bibliografia
Janiger O, Dobkin De Rios M. LSD and creativity. J Psychoactive Drugs. 21:
130-134, 1989.
Keynes M. Creativity and psychopathology. Lancet. 345: 138-
139, 1995.
Krippner S. Psychedelic drugs and creativity. J Psychoactive Drugs. 17:
235-245, 1985.
Mc Whinnie HJ. Chemical agents for behavioral change: creative, psychotic and ecstatic states. Some implications
for drug education. Br J Addiction. 65:
123-137, 1970.
Miller BL, Ponton M, Benson FD, Cummings JL, Mena I. Enhanced
artistic creativity with temporal lobe degeneration. Lancet. 348: 1744-1745,
1996.
Waddell C. Creativity and mental illness: is there a link? Can J Psychiatry.
43: 166-172, 1998.
Luigi Pulvirenti
 

Punteggio: 4.7 (3 voti)
Altro

Ansia generalizzata : genitori fanno analizzare i capelli dei figli

Inquietante notizia dal Notiziario Aduc (6 novembre 2008), così angosciosa che la riporto

Credevate di avere genitori spioni che non si fidano di voi e vi perquisiscono la camera di nascosto? E' niente rispetto a quella cinquantina di genitori che in pochi giorni si sono rivolti a un laboratorio specializzato di Castelfranco Emilia, nel Modenese, dove viene fatto un test antidroga attraverso i capelli. Come riferisce il Qn-Resto del Carlino, il test, realizzato su una ciocca di capelli, permette di scoprire se la persona abbia assunto sostanze stupefacenti, con quale frequenza e in quale quantita'. 'A chi ci chiama garantiamo l'anonimato assoluto, perche' le famiglie voglio sapere, ma senza correre il rischio di far sapere o di esporre i propri ragazzi', dicono Milena Dondi e Roberta Mazza, le due socie del laboratorio. I genitori inviano la ciocca di capelli in busta chiusa e anonima, e a ogni busta corrisponde un codice cui fanno riferimento i risultati. Secondo quanto riferito dalle biologhe, circa la meta' delle ciocche sottoposte ai primi test e' risultata positiva, ma in un 40 per cento dei casi i genitori si sbagliavano sui loro figli. Per fare il test, occorre spendere circa 150 euro: la risposta viene fornita in una decina di giorni.

Punteggio: 3.5 (2 voti)
Altro

GHB: Intervista a Gianluca Berti, specialista in Cardiochirurgia e Rianimatore del 118 di Lodi

E' chiamata la"droga dello stupro", o "Ecstasy liquida" o ancora come "Date rape drug”, è il Ghb, l' acido gamma idrossibutirrico. A far conoscere il progetto No Ghb è stato un gruppo di ragazzi che hanno scoperto la micidiale droga attreverso informazioni sommarie dai tg e hanno approfondito l'aromento con inchieste private.  
Si scioglie facilmente nei liquidi e senza rendersene conto il suo effetto anestetizzante entra in circolo. I giovani la usano per sballare e per rendere più vivace la serata, ma quello che di sicuro più inquietante è che viene utilizzata per poter indurre ad una sorta di disinibizione e di euforia ragazze e donne inconsapevoli, che poi sono soggette a violenza sessuale.

Per capire di cosa si tratta e cosa può causare l'uso della sostanza Affaritaliani ha intervistato il dottor Gianluca Berti, specialista in Cardiochirurgia e Rianimatore del 118 di Lodi

Prima di tutto che cosa è il Ghb? 
Il Ghb, acido gamma idrossibutirrico, è una sostanza che di base è contenuta nel nostro organismo sotto forma di carboidrato ed è precursore del GABA. Esercita le sue funzioni su molti organi soprattutto sul sistema nervoso centrale.  Negli anni Sessanta è stato scoperto che la sostanza può essere sintetizzata e usata come anestetico, e ipnotico ma anche contro l'insonnia e la depressione chimica. Inoltre è utilizzato anche per contrastare l'alcolismo. Tant è che è ancora oggi è in vendita nelle farmacie contro questo fenomento.
Si ma come si è trasformato in una sostanza stupefacente?
Negli stessi anni in America si è osservato che il Ghb aveva una particolarità nella sua forma. Il ghb è infatti incolore, inodore e insapore e quindi  poteva essere aggiunto, in poche gocce concentrate, alle normali bevande consumate. E visto i suoi effetti poteva essere usata come droga per poi mettere in atto a stupri e atti sessuali con persone nn consenzienti. O meglio consenzienti ma perchè sotto effetto della sostanza
Quali sono le caratteristiche dello stupefacente?
Inodore, rapida ed efficace nel senso che  permette di essere mischiata con qualunque sostanza e rapida perchè il suo effetto inizia dopo cinque minuti e ha un effetto  che può durare più di tre ore.
E come si usa?
In genere, soprattutto in discoteca, viene associata con l'alcol. Un'associazione micidiale.
Cosa succede dopo averla ingerita...
Il problema grosso al di là del classico scenario della ragazza che si sveglia nuda, violentata e non ricorda nulla è che le ragazze si svegliano a casa loro con una serie di sintomi, strane sensazione ma nulla di più. Questo fa la differenza  ed è per questo che non si conosceva quando la sostanza fosse penetrata nella società.
Quindi quali sono i sintomi...
I sintomi sono quelli tipici di una sbronza. Nei primi cinque minuti in cui insorgono i sintomi generalmente si ha euforia. Si tratta di una esaltazione di quelli che sono i sintomi dell'alcol e delle pasticche.
E poi?
Sicuramente si ha disibinizione sessuale, comune alle altre sostanze. Nei maschi dà erezione più efficace dell'alcol, mentre garantisce un orgasmo più intenso nella donna e un aumento del desiderio sessuale. Senza contare un senso di benessere generale e rilasatezza. Ciò che preoccupa però è la disibinizione con cui poi dopo si va all'incontro con la persona che non si conosce è che ha come primo obbiettivo quello di stuprare la ragazza.
E dopo....
Al risveglio, il giorno dopo, i sintomi sono classici e sfumati  e vanno dal rallentamento dei gesti a dei movimenti come se qualcosa impedisse di muoversi di camminare, senso di stanchezza e amnesia redograda cioè non ricordi cosa hai fatto nelle ultime ore o la sera precedente. Molto frequenti sono i flash back con immagini oniriche. Cioè niente di quello che è successo la sera precedente è chiaro..
Quali consigli si sente di dare ai giovani?
Prima di tutto di non accettare caramelle dagli sconosciuti ossia si deve porre una grande attenzione su ciò che si fa e soprattutto sul ciò che si beve. Perciò bere ciò che si è preso immediatamente e non lasciare nulla incustodito. Se un uomo vi offre da bere va bene accettare la compagnia, ma senza lasciare mai incustodito il proprio bicchiere.
Poi di non associare mai più alcolici insieme. Al di la del discorso dello stupro c' è infatti anche la possibilità che questo tipo di associazione possa portare a crisi respiratorie che portano alla morte. Il ghb, come il gaba, ha influenza negativa sui centri respiratori del tronco cerebrale. Ma il fatto che venga escluso velocemente dal corpo, dopo 12 ore, e viene eliminata senza lasciar tracce non dà la possibilità di studiarlo a fondo. 
Quindi il consiglio è di non accettare drinks sia da chi non si conosce sia da chi si conosce ma soprattutto non perdere mai di vista ciò che si beve. Che sia aqua o succo o qualsiasi altra bevanda.
Di Floriana Rullo, Affaritaliani.it

Punteggio: 2 (1 vote)
Altro

Ser.T. da chiudere?

Il nuovo nemico si chiama Ser.T.
Pietro Yates Moretti
 
La furia ideologica del proibizionismo ha aperto un nuovo fronte nella guerra alla droga: il nuovo nemico si chiama Ser.T., Servizio per le tossicodipendenze. Ora che chi, come noi, si batte per una diversa politica sulle droghe, e' stato ormai emarginato come minoranza ideologica o addirittura pro-droga, si e' passati a combattere anche quella minima assistenza sanitaria che permette ad alcuni tossicodipendenti di rompere con il mercato illegale, di smettere di delinquere per procurarsi la dose e ricostruirsi una vita normale.

Prendiamo ad esempio le dichiarazioni del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato (An): 'I Sert sono da chiudere. Sono oggi un focolaio di spaccio piu' che luogo di cura'. Direte voi: ma queste sono dichiarazioni isolate di un folle. Purtroppo non e' cosi', come ci dimostra un recente episodio di cronaca. Un bambino di un anno e' tragicamente morto per aver (forse) ingerito del metadone dato in affidamento dal Sert.T. ai genitori (1). L'affidamento, una pratica diffusa in quasi tutti i Paesi europei, evita al paziente di doversi recare ogni giorno presso il proprio Ser.T., un enorme perdita di tempo e di risorse che senza dubbio costituisce un ostacolo al recupero della normalita'. Se dovessimo tutti i giorni recarci in una clinica, magari dall'altra parte della citta', e aspettare il nostro turno per ricevere la dose quotidiana di insulina o di antidepressivo, di cardioaspirina o di betabloccanti, sarebbe difficile avere una vita normale, mantenere un lavoro, avere del tempo libero da passare con i propri cari, viaggiare. Ebbene, questo singolo episodio ha scatenato reazioni furiose contro i Ser.T. L'onorevole Isabella Bertolini ha tuonato: "si aprono interrogativi inquietanti sulla bonta' e sull'efficacia delle leggi che regolano la somministrazione e la prescrizione del metadone ai drogati" (notare bene la parola 'drogati'). Andrea Muccioli, patron della comunita' di recupero San Patrignano, che sul proibizionismo ha costruito le sue fortune, sentenzia: "Queste morti sono solo il risultato piu' visibile ed eclatante della dissennata politica di cronicizzazione della tossicodipendenza, chiamata 'riduzione del danno'".
Gli onorevoli Alessandra Mussolini e Domedico Di Virgilio si spingono a chiedere l'obbligatorieta' del test antidroga per tutte le donne incinta (e allora perche' non controllare se consumano anche alcool o tabacco, oppure troppi zuccheri, visto che le conseguenze sul feto possono essere altrettanto disastrose?) (2)
Alla fine e' arrivato anche il braccio destro di Giovanardi, il medico-scrittore-compositore-pittore Giovanni Serpelloni (3), che annuncia la revisione delle linee guida sull'affidamento del metadone.

Per capire quanto intellettualmente disoneste -per non dire insensate- siano queste dichiarazioni, basti pensare a quanti bambini muoiono per aver ingerito i farmaci (legali) dei genitori, oppure il detersivo o la candeggina mal custodita sotto l'acquaio. E' proprio l'intossicazione da farmaci e da prodotti della casa che costituisce la seconda causa di incidenti domestici per gli under 14 (gli incidenti domestici sono la prima causa di morte per i bambini di questa eta'). Solo in Gran Bretagna, ogni anno circa 25.000 bambini 'pasteggiano' a pasticche o detersivi -di cui un quinto finisce in ospedale (4). Non ho dati precisi, ma le morti da intossicazione da farmaci o altri prodotti domestici in Italia e' probabilmente nell'ordine di decine, se non centinaia. Nessuno si sognerebbe di mettere in discussione l'acquisto di un flacone di candeggina, imponendo l'acquisto massimo di una dose al giorno. Verrebbe considerato uno squilibrato quel politico che chiedesse di vietare la vendita di piu' di un'aspirina al giorno o addirittura definisse la farmacia 'un focolaio di spaccio'. Eppure, questo viene detto dei Ser.T. In fondo, di mezzo non ci sono pazienti 'normali', ma dei 'drogati' -come premurosamente e compassionevolmente li chiama l'on. Bertolini.

Ma come si e' arrivati fino a questo punto? Come e' possibile che sia stato messo a tacere del tutto il dibattito politico intorno alla droga, tanto da arrivare a mettere in discussione uno strumento come il Ser.T. che esiste anche nei Paesi che guidano la guerra mondiale alla droga? La risposta e' senza dubbio la mancanza di informazione, di giornalismo d'inchiesta.

Per i mass media, l'evidente fallimento della pluridecennale guerra alla droga non e' piu' -forse non lo e' mai stato- un tema degno di essere approfondito. Questo ha permesso alle posizioni piu' estremiste ed ideologiche di mascherarsi da pensiero mainstream. Al punto che e' ormai fatto normale invocare la chiusura dei Ser.T. senza che un singolo giornale a tiratura nazionale si degni di analizzare il merito di tale proposta (e del proponente).

Eppure ogni giorno, questi stessi organi di 'informazione' scrivono delle conseguenze di questa guerra:
- galere stracolme di tossicodipendenti e giovani il cui unico reato e' stato il possesso di sostanze vietate;
- migliaia di morti per overdose;
- droghe killer, messe sul mercato senza controllo alcuno da narcotrafficanti senza scrupoli;
- l'enorme espansione economica e territoriale delle organizzazioni criminali (la 'Ndrangheta e' ormai una potenza mondiale nel commercio della cocaina) e terroristiche (Talebani, Al Qaida, Farc, etc.);
- centinaia di milioni di euro destinati alle forze dell'ordine e al sistema giudiziario, che riescono ad intercettare una risibile percentuale del fenomeno (invece di investirli in educazione, prevenzione e cura);
- aumento esponenziale del consumo di sostanze illegali (ogni giorno sembra suonare l'allarme 'droga');
- diffusione di Aids e altre malattie.
Ma l''informazione' continua a riportarli come fatti di cronaca isolati, invece di porsi l'elementare interrogativo: queste sconfitte sono forse riconducibili ad una scelta politica sbagliata?

E' inevitabile che l'evento di cronaca, specialmente quando qualche giovane ha finito per rimetterci la vita, ispiri nel lettore un senso di sdegno e vendetta verso il colpevole piu' facilmente individuabile: lo spacciatore, l'amico che ha condiviso la sostanza, e cosi' via. Ed e' proprio su questa comprensibile reazione che il politico in cerca di consenso interviene, invocando maggiori sanzioni, piu' guerra, "tolleranza zero". E cosi' fioccano le proposte piu' stravaganti: via per sempre la patente a chi e' condannato per droga (ma non a chi e' condannato per terrorismo o mafia); nuovi divieti, dal rave party ai siti Internet che promuovono la legalizzazione della marijuana; cani antidroga e poliziotti nelle classi scolastiche; kit antidroga gratuiti ai genitori per testare i figli; eliminazione dei programmi di scambio delle siringhe (gli unici attualmente in grado di diminuire il contagio fra tossicodipendenti).

Il problema e' che se scegliessimo una strategia diversa, magari legalizzando e controllando il mercato e la distribuzione delle sostanze stupefacenti, molti di questi episodi non avrebbero motivo di esistere. Certo, la piccola vittima del genitore irresponsabile che lascia del metadone incustodito, continuerebbe purtroppo ad esserci, come ci sara' sempre la madre che non allaccia le cinture di sicurezza al figlio o il padre che lascia i figli incustoditi nella vasca da bagno piena d'acqua. Ma il tossicodipendente, come gia' il farmaco-dipendente, non finirebbe in carcere, ma in una struttura socio-sanitaria. Soprattutto, non sarebbe costretto a delinquere per procurarsi la sostanza (avete mai letto "Svaligia supermercato per procurarsi il sonnifero", oppure "Si prostituisce per comprarsi l'ansiolitico"?). Cosi' come gli enormi guadagni della 'Ndrangheta sarebbero trasferiti alle compagnie farmaceutiche e al sistema sanitario nazionale. E lo spacciatore sarebbe sostituito dal medico curante e dal farmacista, figure che potrebbero offrire garanzie sulla composizione delle sostanze, oltre a percorsi di disintossicazione e reinserimento sociale.

Vabbe', ormai siamo lontani anni luce da questo dibattito. Regna la cronaca dell'emergenza e della superficialita'.
 

Punteggio: 4.3 (3 voti)
Altro

prevenzione sistemica

ARABIA SAUDITA: MEDICO CONDANNATO A 1500 FRUSTATE PER PRESCRIZIONE MORFINA =
Roma, 30 ott. - Durissima condanna per un medico in Arabia Saudita. Il
camice bianco e' stato condannato a 1.500 frustate e 15 anni di prigione per
aver prescritto morfina a una principessa del regno, divenuta poi
dipendente. Il medico, egiziano di 53 anni, sara' sottoposto a 10-15 colpi
di frusta la settimana, fino a quando non avra' scontato l'intera pena. Ma
il sindacato dei medici egiziani insorge contro la decisione del tribunale
saudita. "Una sentenza del genere - ha detto Hamdi Al-Sayyed, responsabile
del sindacato - e' tortura piu' che giustizia. Non rispetta nulla, ne' la
legge, ne' i diritti dell'uomo, ne' la Sharia". Le frustate rappresentano
una forma di punizione abituale in Arabia Saudita, anche in numero elevato e
vengono inferte a intervalli regolari per evitare che i prigionieri muoiano
a causa delle ferite. (Adnkronos/Adnkronos Salute)
 

Punteggio: 4 (2 voti)
Altro

Geopolitica della droga: il mercato mondiale

da http://psiconautica.forumfree.net/?f=712847 di:Costantino Tomasin Materiali gentilmente forniti da Costantino Tomasin (Tesi 2001) LE POTENZE NASCENTI. Il traffico è ovviamente il punto cruciale dell'industria delle droghe illecite. Nel passaggio dalla produzione al consumo si concentra la maggior parte del profitto che questa attività è in grado di creare. Nel far lievitare i prezzi è determinante come nelle economie ufficiali il rischio che i trafficanti corrono in fase soprattutto di distribuzione. In questo capitolo verrà ricostruita una mappa di come questi traffici si svolgono, di quali sono i paesi al centro delle attività illegali e di come il denaro ricavato dai traffici viene immesso nel mercato legale. Gli studi sui quali mi sono basato sono quelli del direttore dell’Osservatorio di geopolitica di Parigi Alain Labrousse e del suo collaboratore Michael Koutozis, autori una ricerca sulle attività mafiose e gli intrecci politici, su quelli di Umberto Santino e Giovanni La Fiura, entrambi studiosi delle attività della mafia italiana ed internazionale autori di un testo che cerca di mettere in luce quello che è la struttura organizzativa della criminalità organizzata, su quelli di Gianluca Ferrara, autore di un recentissimo libro sulle questioni politiche inerenti le droghe con un’analisi dell’evoluzione legislativa italiana in materia e della situazione mondiale attuale, su quelli di Giorgio Pietrostefani le cui ricerche descrivono il sistema di organizzazione delle attività di narcotraffico a livello regionale in fine su quelli dell’ ex vicepresidente della Commissione per le libertà politiche e gli affari interni del Parlamento Europeo Rinaldo Bontempi, autore di un intervento incentrato sui paradisi fiscali nel libro “Droghe:le alternative possibili” antologia curata a Livio Pepino e Massimo Campdedelli per il Gruppo Abele. Secondo Labrousse e Koutozis dopo anni in cui i canali di scambio privilegiati passavano dalla Turchia e dal Messico si è assistito negli anni '90 ad un cambiamento delle rotte della droga che vede in primo piano i paesi dell'est Europa e quelli africani oltre che i tradizionali produttori-commercializzatori asiatici e americani (cfr.Labrousse Koutozis, 1996). Paese leader nel narcotraffico africano è la Nigeria. La sua tradizionale appartenenza ai Paesi del Commonwealth, secondo Pietrostefani, gli ha permesso di avviare strette relazioni commerciali con il subcontinente indiano (grande produttore) e con il mondo anglosassone consumatore. Alla fine degli anni '80 si registra un incremento importante nel ruolo di centro strategico e nel 1992 i ritrovamenti di cocaina nell'aeroporto di Lagos sono così rilevanti che le autorità nigeriane sospendono i voli diretti con Rio de Janeiro (cfr.Pietrostefani,1999). Da allora i trafficanti nigeriani sono considerati i principali vettori della droga, spiega Pietrostefani, una vera e propria industria al servizio del commercio dell'eroina e della coca. Essi sono presenti in tutti i punti chiave della produzione e del traffico delle droghe. Grazie a connazionali residenti all'estero, hanno formato clan criminali paragonabili a quelli colombiani, turchi e cinesi. Anche le mafie nigeriane infatti si basano su solidarietà etniche, di clan e di famiglie (cfr.Pietrostefani, 1999). Gli Stati Uniti nel 1995 stimavano nel 50% la quantità di eroina introdotta nel loro paese dai nigeriani, i quali usano invece la Polonia e l'Ungheria come basi da cui introdurre cocaina in Europa. Labrousse e Koutozis descrivono la corruzione interna alla Nigeria come diffusa a tutti i livelli con il National law drug enforcement agency (l'agenzia per la lotta alla droga) che è stato più volte epurato dagli uomini del narcotraffico che vi si erano introdotti.(cfr.Labrousse-Koutozis,1996) I due autori affermano anche che dopo la caduta della cortina di ferro e la dissoluzione dell’Unione Sovietica anche l'est europeo è stato colonizzato dai trafficanti di droga. Il Mar Nero, il Caucaso e i Balcani offrono nuove rotte al transito dell'eroina proveniente dai paesi della Mezzaluna d'oro. Le antiche vie della seta sono diventate le nuove vie della droga. Particolare rilievo spetta alla Russia asiatica dalla quale è molto facile penetrare in Europa, ma nella quale soprattutto vivono decine e decine di etnie poste a ridosso dei confini degli Stati e che sono perennemente in fuga fornendo un potenziale enorme ai traffici illeciti di ogni tipo (cfr. Labrousse-Koutozis,1996). A fare da collante tra nuovi fornitori e nuovi consumatori, sostengono, vi sono le popolazioni del Caucaso e dei Balcani e non è da escludere che all'origine delle numerose guerre che contraddistinguono queste zone vi sia anche la lotta per il controllo del cosiddetto "oro bianco"(cfr.Labrousse-Koutozis,1996). Anche nei paesi più pacifici comunque, sostiene Ferrara, il mercato è fiorente e le mafie turche e latino-americane hanno approfittato delle privatizzazioni selvagge per creare delle strutture legali di facciata, di certo non ostacolate da forze dell'ordine efficienti e zelanti (cfr.Ferrara,2001). In questo contesto hanno dato vita anche a grosse produzioni di droghe sintetiche e a industrie di riciclaggio del denaro. La Polonia, dice Pietrostefani, è contemporaneamente uno dei paesi più colpiti dalla tossicomania, uno dei più grossi produttori di droghe sintetiche e un crocevia del traffico di cocaina. Il porto di Costanza in Romania è lo scalo marittimo maggiormente utilizzato dove numerose agenzie di viaggio hanno aperto sportelli con i fondi provenienti dalla mafie turche. Dallo sgretolamento della Jugoslavia che aveva per anni costituito un terreno neutro in cui la merce passava abbastanza tranquillamente, un caposaldo importantissimo del narcotraffico lo è diventata l'Albania. Per finanziarsi nella costruzione della “Grande Albania”, l'Uck, la guerriglia albanese operante in Kossovo e in Macedonia, si è finora dedicata prevalentemente al traffico illecito di sigarette, droga e clandestini (cfr.Pietrostefani,1999). Secondo Pietrostefani, le comunità albanesi cresciute dall'esodo del Kossovo e insediatesi in tutta Europa e negli Stati Uniti hanno preso le redini della distribuzione e si contendono il monopolio dei traffici provenienti dal Medio oriente con i turchi. Nel frattempo è stato già siglato un patto con "Cosa nostra" e la Sacra corona unita. Le modalità di trasporto della droga dai porti albanesi (Valona e Durazzo su tutti) è noto. Durante la notte dalle coste albanesi partono decine di gommoni carichi di ogni tipo di merce (dai kalashnikof all'eroina), oltre che di immigrati. e approdano sulle coste adriatiche italiane (pugliesi in particolare). Da qui poi i carichi vengono divisi e preparati per il viaggio successivo verso il Nord Italia e il resto dell'Europa nord-occidentale(cfr.Pietrostefani,1999). Nel settore delle droghe sintetiche invece il ruolo di leader del mercato Labrousse e Koutozis lo assegnano ad altri paesi dell'Est oltre che all'Olanda dove vi è il maggior centro di smistamento (la "farmacia d'Europa")(cfr.Labrousse-Koutozis,1996). La qualità di produzione migliore è all'est dove vi sono chimici altamente specializzati. Le droghe sintetiche per eccellenza sono Mdma e Mdea che vengono comunemente chiamate ecstasy. Secondo il Consiglio d'Europa sono dopo la cannabis la droga più diffusa in Europa tra i giovani dai 15 e 25 anni (cfr.Labrousse-Koutzois 1996). Un ruolo rilevante è ricoperto dalla Repubblica Ceca che disputa alla Polonia il titolo di secondo produttore dopo l'Olanda. In questo paese la pervitimina, una metamfetamina liquida, sta soppiantando le droghe vegetali. Dai magazzini della ditta Rostokoi maggior produttrice di efedrina a livello mondiale sono scomparsi solo nei primi sei mesi del '94 200 kg di questa sostanza elemento importantissimo nella produzione di droga sintetica. Imprese di stato bulgare producono amfetamine sotto il nome di coptagone e le esportano senza autorizzazione verso Nigeria e golfo Persico o Europa(cfr.Pietrostefani,1999). Per quel che riguarda l'ex Urss l'Azerbaigjan si è specializzato nella produzione di oppiacei di sintesi. Nel Kazakistan e Kirghizistan cresce naturalmente l'ephedra vulgaris da cui viene estratta l'efedrina. In Lituania tedeschi e olandesi investono in laboratori di produzione.(cfr.Labrousse-Koutozis,1996). (segue La produzione e la distribuzione mondiale.)

Punteggio: 5 (3 voti)
Condividi contenuti