Informazioni, esperienze e notizie sulle sostanze psicoattive. Pubblica anche tu.
Domande agli Operatori
Quello che comunemente si sente chiamare speed è un derivato dell'anfetamina (nello specifico è un sale della metamfetamina). Lo speed più diffuso è in polvere (di solito bianca o rosa); altre amfetamine simili allo speed sono: ICE, SHABOO, CRYSTAL che si presentano sotto forma di cristalli.
Gli effetti e i rischi delle amfetamine coincidono in gran parte con quelli propri della cocaina. Anche i sistemi nervosi su cui agiscono le amfetamine corrispondono a quelli interessati dall'azione della cocaina. Le amfetamine inibiscono il riassorbimento della dopamina da parte delle terminazioni nervose e determinano un maggiore rilascio di tale neurotrasmettitore da parte dei neuroni che lo contengono. Le molecole di amfetamina possiedono inoltre una somiglianza strutturale con la noradrenalina, un neurotrasmettitore implicato nell'attivazione cerebrale e nella regolazione emozionale....
Le amfetamine vennero sintetizzate verso la metà degli anni trenta da un chimico di Los Angeles, Gordon Alles. Tali sostanze dovevano costituire un sostituto sintetico dell'efedrina, un principio farmacologico naturale della pianta Efedra molto efficace nella cura dell'asma, ma di difficile estrazione. Le amfetamine ebbero subito un grosso successo commerciale, non solo per la loro efficacia nel trattamento delle affezioni asmatiche, ma soprattutto per le proprietà stimolanti. Gli studenti americani avevano infatti imparato ad assumere il farmaco per vincere il sonno...
Nessun approfondimento.
Novità anfetamine, Articolo
ANFETAMINE: LA PROSPETTIVA EUROPEA
Retecedro - I dati mostrano che l’Europa è il primo produttore al mondo di anfetamine e uno dei principali utilizzatori. Nel tempo il mercato illecito ha sviluppato sofisticate risposte alle diversificate misure di controllo. Un’approfondita conoscenza del mercato internazionale di queste sostanze consente di mettere in atto risposte politiche più attente ed efficaci.
Il nuovo studio di Europol analizza approfonditamente il fenomeno.
Amphetamine: a European Union perspective in the global context
AUSTRIA - Droghe. Rapporto 2011: attenti ai mix
Notiziario Aduc - Rapporto austriaco 2011 sulle droghe. Il numero dei morti è stabile, anzi leggermente in calo. Confermati per l'anno scorso 170 decessi e i 17 casi sospetti per mancanza d'autopsia, mentre l'anno prima i morti furono 187 e 19 i casi dubbi.
Sempre nel 2010 un terzo dei giovani adulti ha sperimentato la cannabis; il 2%-4% ha provato l'ecstasy, la cocaina e l'amfetamina. "Negli ultimi anni si è notato il diffondersi del consumo sperimentale di un'ampia gamma di sostanze". Ma è proprio il mix di droghe la trappola mortale: l'esame tossicologico condotto sui morti ha stabilito che il 92% dei casi è riconducibile a più di una sostanza, come oppiacei uniti ad alcol e/o a farmaci. L'età media è di 32,4 anni; il 18% sono donne.
Nel rapporto si legge che i tossicomani non sono solo "dipendenti", ma in larga misura affetti da malattie fisiche e psichiche. Il decesso è quasi sempre legato a una "lunga carriera di droga". I medici legali hanno constatato che il 72% dei tossicodipendenti morti aveva il fegato danneggiato, il 66% soffriva di disturbi cardiaci e il 50% di malattie polmonari.
In Austria la morte per droga non avviene quasi mai in luogo pubblico. Già nel 2005 si notava come la maggior parte dei decessi capitasse in un'abitazione; lo stesso si è verificato nel 2010 (73%); il 3% è capitato in albergo o in ricoveri d'emergenza. Ciò significa che l'uso particolarmente rischioso di droghe si svolge in ambito privato e protetto, ciò che può determinare un ritardo fatale nei soccorsi.
Il documento parla di successo della terapia sostitutiva nei casi di consumo problematico per via intravenosa. Se nel 2001 i pazienti in terapia erano 4.604, l'anno scorso si è arrivati a 14.962. Perciò è auspicabile il potenziamento dei presidi medici abilitati e soprattutto la loro migliore ripartizione territoriale.
Amfetamine in adolescenza: effetti permanenti anche da adulti
Dronet - L’uso di amfetamine in età adolescenziale potrebbe compromettere l’equilibrio neurobiologico e aumentare i comportamenti a rischio. Questi i risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del McGill University Health Centre (MUHC) in America, pubblicato sulla rivista The International Journal of Neuropsychopharmacology.
L’esperimento è stato condotto su ratti adolescenti, il cui cevello è paragonabile a quello umano da un punto di vista neurobiologico. L’obiettivo era quello di misurare gli effetti a lungo termine sui neurotrasmettitori e sui comportamenti derivanti dall’assunzione di amfetamina.
Le amfetamine sono sostanze stimolantI conosciute anche come “speed”, vengono assunte da oltre il 10% degli adolescenti negli Stati Uniti e tra il 2% ed il 7% in Europa, secondo i dati del Report United Nations Office on Drugs and Crime 2011.
Ai ratti veniva somministrata la sostanza con 3 dosaggi diversi: 0.5, 1.5, o 5.0 mg/kg di amfetamina. I risultati raccolti nella fase adulta mostravano anomalie dell’attività cerebrale associata ai neurotrasmettitori della serotonina, della dopamina e della norepinefrina. Questi “squilibri” sarebbero i diretti responsabili dei disturbi emotivi e mentali che possono portare a patologie come la depressione e la dipendenza da droghe. Inoltre i ratti adolescenti che avevano ricevuto il dosaggio medio erano iperattivi mentre per tutti e tre i dosaggi si osservava un aumento di comportamenti pericolosi nell’età adulta. L’assunzione anche occasionale di amfetamine nei teen agers, concludono i ricercatori americani, provocherebbe effetti persistenti anche a distanza di anni sui comportamenti individuali e potrebbe portare ad una ricerca di sostanze anche in età adulta.
Il laboratorio batte la raffineria e la piantagione, la molecola batte il seme.
Dimagrire velocemente: le sostanze dimagranti che fanno male alla salute

La caffeina per identificare il rischio di abuso di droga
La possibile risposta mediata dalla reazione alla caffeina potrebbe aiutare a prevedere come una persona risponda alle sostanze stimolanti quali la cocaina o le anfetamine. Lo studio
La caffeina, si sa, è quella sostanza contenuta nel caffè grazie alla quale otteniamo quella “spinta” in più che ci rende maggiormente efficienti e vigili. Non solo, certo: come altresì risaputo, la caffeina ha altre interessanti proprietà, e una di queste pare sia quella di essere una specie di veggente in grado di predire se una persona possa essere più o meno soggetta all’influsso di dipendenza da una qualche droga di tipo stimolante come, per esempio, la cocaina o le anfetamine.A far assurgere al ruolo di preveggente alla caffeina ci avrebbero pensato i ricercatori dell’Università Johns Hopkins di Baltimora (Usa) i quali hanno sottoposto un gruppo di volontari a una serie di test – primi nel loro genere – atti a valutare chi prediligeva gli effetti la caffeina e chi no, suddividendoli poi in “Chooser” e “Nonchooer”.
La dottoressa Stacey Sigmon, Professore Associato di Psichiatria, e il collega Roland Griffiths hanno così raggruppato i partecipanti in base alle loro scelte: chi aveva scelto la caffeina in 7 casi o più su 10 e chi aveva preferito il placebo al posto della caffeina.
Gli stessi partecipanti sono poi stati avviati a una seconda fase dello studio che prevedeva l’assunzione di varie dosi di D-anfetamina al fine di valutare quanto i volontari gradissero gli effetti della sostanza.
I risultati dello studio, pubblicati su Drug and Alcohol Dependence, hanno rivelato che chi apparteneva al gruppo “Choosers” – ossia coloro che avevano riposto positivamente alla scelta dell’assunzione di caffeina – mostrava di aver avuto più effetti positivi, che non negativi, rispetto a coloro che invece avevano preferito in precedenza il placebo. Palesando di gradire l’assunzione di D-anfetamina, anche ad alte dosi.
All’opposto, gli appartenenti al gruppo “Nonchoosers”, hanno mostrato di non gradire l’assunzione di D-anfetamina riportando, in modo inversamente proporzionale, effetti negativi – in particolare quando le dosi aumentavano.
«Le persone sono molto diverse, specialmente nel modo in cui rispondono ai farmaci – sottolinea Sigmon – Per esempio, una singola dose di un farmaco è in grado di produrre effetti completamente opposti in due persone, con una che mostra un assoluto amore e l’altra assoluto odio verso gli effetti della droga».
Secondo gli scienziati, quindi, il piacere che si ricava dalle sostanze stimolanti potrebbe favorire il ricercare questo stimolo in maniera sempre più forte e cadere nella trappola delle droghe. Una ipotesi che potrebbe spiegare il perché qualcuno scelga di assumere droga e qualcuno no? Forse ma, come spesso accade, dietro queste scelte ci possono essere molti altri motivi. Staremo a vedere cosa diranno i prossimi studi sulla questione. www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina/articolo/lstp/424248/
I chimici si scagliano contro una serie tv
Nella serie americana «Breaking Bad - Reazioni collaterali» il personaggio Walter White (interpretato da Bryan Craston nella foto a destra) è un prof di chimica in un liceo. White usa le sue conoscenze scientifiche per sintetizzare anfetamine e spacciarle. E ne combina di ogni genere: prepara veleni, gas tossici e acidi. Questa figura televisiva non piace ai veri chimici, quelli chini giorno e notte su provette e reagenti, perché, secondo loro, il personaggio di White mette in cattiva luce la disciplina scientifica e chi ci lavora. Allora, tutti i chimici contro «Breaking Bad».
I problemi che la chimica ha avuto a causa della serie tv, sono condensati in un articolo sulla rivista Nature Chemistry. Autori: Matthew Hartings e Declan Fahy dell'American University. Il pezzo in questione afferma un concetto semplice: la serie offusca l'immagine pubblica della chimica.
«Breaking Bad è uno spettacolo divertente e veramente fantastico - dice Hartings -. E' incredibile quanto la chimica reale si intrecci in ogni episodio. Purtroppo, però, lo spettacolo avalla il preconcetto che i chimici siano scienziati pazzi e che le sostanze chimiche rappresentino il male». E aggiunge: «Questo rafforza la convinzione di alcune persone che le sostanze chimiche siano cose da evitare quando, in realtà, mangiamo, respiriamo, dormiamo e lavoriamo in un mondo di prodotti chimici». Hartings ci va giù pesante. Secondo lui e Fahy questa fiction alimenta la «chemiofobia».
Ma «Breaking Bad» ha molto successo, non a caso va in onda dal 2008. D'altra parte i veri chimici sono terrorizzati dall'idea di apparire come White. Come porre rimedio? Con una buona campagna di comunicazione, visto che il 2011 è l'anno della chimica.
Su Nature Chemistry Hartings e Fahy propongono di sviluppare una campagna informativa basata su cinque punti fondamentali, capace di avvicinare la gente alla materia scientifica, migliorando l'immagine pubblica della disciplina e degli addetti ai lavori.
Ecco un brevissimo riassunto dei cinque punti:
1) avviare sondaggi, focus group, interviste e incontri
2) spiegare i mille impieghi della chimica, dalla farmaceutica alle fonti rinnovabili
3) spostare la comunicazione su canali social (video, chat, ecc.)
4) approfindire i temi sociali che relazionano la chimica alle persone
5) cercare di coinvolgere il maggior numero di persone
Per trasformare questo schema in un successo mediatico, Hartings e Fahy dovranno arruolare prof eccezionali, simpatici, estroversi e con un grande senso dell'umorismo. Mica facile. Se Richard Feynman fosse vivo, affiderei il compito a lui. Lui sì che riusciva a convertire la scienza in risate.
PS. Per la cronaca, sono una chimica e la serie mi piace
Paola Caruso, Il Sole 24 ore
Metamfetamine: a rischio la salute dei denti
Dronet - Il consumo di metamfetamine mette a serio rischio la salute dei denti, e la modalità di assunzione della droga influisce sulle patologie orali e dentali. Per la prima volta uno studio promosso dal NIDA e condotto da un gruppo di medici dell’Università della California, ha fornito prove scientifiche di questa relazione, pubblicate in un articolo apparso sul Journal of the American Dental Association.I ricercatori hanno esaminato le condizioni di salute generali e dentali di oltre 300 pazienti con dipendenza da metamfetamine, mettendoli a confronto con un gruppo di controllo. Il 41% dei consumatori di metamfetamine è risultato avere problemi dentali o del cavo orale e, in media, erano più propensi ad avere problemi di salute orale e soffrire di caduta dei denti rispetto al gruppo di controllo. Circa il 29% dei consumatori ha espresso preoccupazione rispetto all’aspetto del proprio sorriso, rispetto ai denti rotti o mancanti (23,3%), al problema del bruxismo e all’erosione dentale (22,3%). Inoltre, l’uso di metamfetamine per via endovenosa risulta maggiormente associato alla perdita di denti.I risultati dello studio dimostrano come i consumatori di metamfetamine siano soggetti a problemi di salute del cavo orale, che spesso rimangono irrisolti nel lungo termine. I consumatori risultano particolarmente preoccupati per le conseguenze estetiche e proprio queste preoccupazioni potrebbero essere utilizzate come stimolo comportamentale per interventi mirati.
SPAGNA - SPAGNA - Gli adulteranti nelle droghe piu' diffuse. Indagine: attenzione al Levamisol nella cocaina
Notiziario Aduc - Consumare cocaina e' sempre piu' pericoloso. Al rischio di alterazioni psichiche, disordini nutrizionali, cardiopatie e problemi neuronali, C'e' da aggiungere la depressione del sistema immunologico di cui un adulterante, il Levamisol, ne e' responsabile.
Energy Control, una ONG che fa analisi di droghe gratuitamente, ha studiato un totale di 1.680 campioni raccolti dai consumatori in diverse zone di tutta la Spagna. La maggior parte erano adulterati. “C'e' da rilevare, in generale, che chi porta le droghe ad Energy Control e' perche' ha dei dubbi sulla qualita' delle stesse in quanto acquistate da un venditore sconosciuto”, dice uno dei medici dell'organizzazione, Fernando Caudevilla.
Il 91% delle 346 dosi analizzate era adulterato e il 23,2% non aveva neanche un accenno di questa sostanza. Soltanto il 5,5% era pura. “Nella cocaina abbiamo rilevato il maggior numero di adulterazioni”, dice il rapporto. La sostanza piu' usata e' il Levamisol, presente nel 59%. Si tratta di un farmaco veterinario che si usa come antiparassitario e che provoca una notevole diminuzione di globuli bianchi. I consumatori sostengono che aumenti la sensazione di “fretta”. Diminuiscono i globuli bianchi che servono per le difese, e cosi' si e' piu' attaccabili dalle infezioni. La piu' alta probabilita' e' che si presenti un'infezione e che sia piu' grave -spiega Caudevilla. “Consumare cocaina con Levamisol e' molto piu' pericoloso che consumarla in forma pura”.
Analgesici, caffeina e anestetici sono gli altri adulteranti frequenti, ma “il Levamisol e' quello che da' la maggiore preoccupazione grazie ai suoi effetti tossici che puo' avere sui consumatori di cocaina”.
Rafael Guayta-Escolíes, dell'Observatorio de Medicamentos de Abuso del Colegio de Farmacéuticos di Barcelona, sul Levamisol che “si e' gia notato negli animali che, oltre ad abbassare il numero di globuli bianchi, altera il midollo osseo”.
I dati del ministero dell'Interno mostrano che negli ultimi 10 anni la purezza di un grammo di cocaina si e' mantenuta intorno al 50%, mentre il prezzo e' aumentato di uno o due euro in tutto il periodo. Un grammo costa oggi tra 50 e 60 euro.
Non si salva neanche l'ecstasy, che e' peggiore quando e' in forma di pastiglia. Il 61% delle dosi analizzate, su un totale di 167, non conteneva MDMA. Solo il 35% erano pure. Ogni pastiglia costa tra cinque e sei euro. In polvere, comunemente conosciuta come cristal, la purezza e' maggiore. Piu' del 68% dei campioni, su un totale di 515, conteneva esclusivamente MDMA e nessun tipo di adulterante. Il 15% non aveva alcun diluente, che si usa per dare volume e diminuirne i costi. Questo provoca un effetto minore rispetto a quanto si ottiene consumandone di piu'. Un grammo di cristal costa quanto un grammo di cocaina.
L'anfetamina, conosciuta come speed, e' quella che viene offerta con piu' diluizione. Di 254 campioni, il 73,2% contiene diluenti ed adulteranti e solo l'1,2% era anfetamina pura. Nell'81% dei casi il diluente era caffeina, che ha effetti lievi per i consumatori. Un grammo di speed costa tra 20 e 25 euro.
In ultimo la ketamina, usata per anestetizzare parzialmente gli animali e talvolta per curare bruciature o trattare le gravidanze. E' in espansione, specialmente in zone come India e Africa, secondo Energy Control. Il 55% di un totale di 40 campioni aveva la massima purezza e il 27,5% conteneva adulteranti.
Nuove sostanze psicoattive sempre più disponibili: ben 41 quelle identificate nel 2010
InSostanza - Rapporto annuale Emcdda–Europol. Mai prima d’ora si era trovato sul mercato
illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. Quelle individuate nel
2010 sono quasi il doppio rispetto al 2009. Cresce l’allarme per le cosiddette droghe
“Spice”
ROMA – “Le nuove sostanze psicoattive stanno diventando disponibili sul mercato ad un
ritmo senza precedenti”. È quanto denuncia il rapporto annuale Emcdda–Europol 2010
rilasciato dall‟Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona
(Oedt).
Solo nello scorso anno, spiega il rapporto, sono state identificate 41 nuove sostanze
psicoattive facendo del 2010 un anno record per numero di nuove droghe ufficialmente
segnalate all‟Osservatorio e dall‟Europol attraverso il sistema di allarme comunitario rapido (Ews).
Mai prima d‟ora, spiega l‟Osservatorio, si era trovato sul mercato illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive.
Quelle individuate nel 2010, infatti, sono quasi il doppio rispetto al 2009, anno in cui
vennero segnalate 24 sostanze, e più di tre volte quelle segnalate nel 2008, in cui vennero registrate 13 nuove sostanze psicoattive.
Secondo quanto riporta l‟Osservatorio, le nuove droghe individuate appartengono ad un
gruppo di sostanze variegato, si va:
dai cannabinoidi sintetici
al catinone sintetico
fino a composti derivanti da sostanze vegetali.
Per quanto riguarda le droghe „Spice‟ nel 2010 sono stati individuati 11 nuovi cannabinoidi sintetici, portando il numero totale di queste sostanze a 27.
Documentato per la prima volta, inoltre, il commercio di derivati di due sostanze note come la ketamina e la Pcp (fenciclidina).
“Data la velocità con cui si verificano i nuovi sviluppi in questo settore, è importante
anticipare le sfide future – ha affermato Wolfgang Götz - direttore dell'Oedt -. Mentre il
nostro sistema di allarme precoce ha recentemente aumentato la sua capacità operativa
per rispondere rapidamente alle nuove sostanze identificate, manca ancora la capacità di anticipare le minacce emergenti”. Una mancanza, spiega Götz, a cui si può rispondere “migliorando la capacità di analisi forense investigativa e di ricerca a livello europeo”.
Cresce, infine, l‟allarme sul fenomeno delle cosiddette droghe “Spice”. Almeno 16 paesi
europei hanno messo in campo azioni legali per metterle al bando o per tenerle sotto
controllo.
Su internet, intanto, si fanno sempre più strada le sostanze sintetiche non regolamentate vendute online come “sballo legale”. Secondo Rob Wainwright, direttore di Europol, sono proprio queste sostanze a rappresentare una delle più importanti sfide del panorama europeo. “Abbiamo notato che la criminalità organizzata – spiega Wainwright - è sempre più attiva nella produzione e distribuzione di farmaci che possono essere associati con l‟ecstasy”.
Fonte: www.redattoresociale.it
Il Caso - Droga in Kawasaki a fiumi! Chi è la talpa?
La polizia di frontiera di Dover ha perquisito due camion del Kawasaki Racing Team trovando ben 8 kg di cocaina, 71 kg di anfetamine, oltre 100 kg di cannabis, e una pistola. Quattro arresti e tanti interrogativi: tutta opera del team o c’è stata qualche "spia"?
Il mondo della Superbike è sotto choc per la notizia diffusa dal quotidiano inglese “the Telegraph”. Durante un controllo doganale a Dover, la polizia di frontiera ha perquisito i camion dove venivano custodite le moto e ritrovato 8 kg di cocaina, 71 kg di anfetamine, 100 kg di marijuana e una pistola carica con altri 35 proiettili. Ma a far storcere il naso, è che tutta la "merce" è stata "dimenticata" su un tavolo come se nessuno avesse voluto nasconderla.
Quattro tecnici della Paul Bird Motorsport, società che gestisce il team Kawasaki, sono stati arrestati: Philip Roe, 40enne guidatore del truck, Gary Matthews, 50enne tecnico dei pneumatici e i due meccanici (il 27enne italiano Mattia Fontana e il 32enne britannico Daniel Swyer) sono accusati di traffico di sostanze stupefacenti e importazione di armi da fuoco. Interrogati dalla polizia, sono stati rilasciati su cauzione in attesa di ulteriori indagini.
Il proprietario del team, Paul Bird, ha diffuso un comunicato stampa (che riassiumiamo) in cui esclude qualsiasi coinvolgimento del suo team in affari illeciti: "Secondo le speculazioni dei media, una quantità di sostanze illegali sono state depositate in un veicolo del team mentre si trovava in Olanda, per il recente evento SBK di Assen. Questa scoperta è stata uno shock per il team, inclusi i presenti durante il controllo. Siamo sicuri che nessuno dei membri della squadra è coinvolta con quello che è stato trovato. Comprensibilmente il team prenderà delle misure più restrittive per migliorare la sicurezza dei suoi veicoli, nei viaggi futuri attraverso l’Europa".
Il comunicato lascia parecchio perplessi. Com’è possibile che, se le sostanze sono state trovate a cielo aperto, nessuno del team le abbia trovate prima o se ne sia almeno accorto? Ammettiamo che qualcuno le abbia davvero nascoste nel camion, non ha certo avuto una grande idea a lasciarle sul tavolo. Viene più facile pensare a una talpa, stufa della situazione, o ad una vendetta.
Terapia illecita contro obesità: medico condannato a 8 anni
Torino - Diete facili contro l’obesità, con pillole anoressizzanti in grado di far passare l’appetito. Erano molte le persone che si rivolgevano al medico Mathias Christian Zohoungbogbo, 69 anni, ma ora il Tribunale di Torino lo ha condannato a 8 anni e due mesi di carcere, 35 mila euro di multa, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e dall’esercizio della professione medica per due anni.
Secondo i pm, contro l’obesità il medico aveva messo a punto cure dimagranti a base di sostanze stupefacenti come anfetamine e benzodiazepine. Un mix pericoloso e vietato che prescriveva alle sue pazienti senza particolari esami clinici.
Erano tante le persone che si rivolgevano a lui ogni anno, circa 15 mila, non necessariamente obese ma anche solo per perdere qualche chilo di troppo e superare la “prova costume” estiva.
Zohoungbogbo, uomo piuttosto risoluto, ha denunciato per calunnia i pm che lo accusavano e, nel corso delle indagini dei carabinieri dei Nas, sono stati necessari gli arresti domiciliari per impedirgli di continuare a prescrivere i suoi cocktail dimagranti.
Dopo aver ascoltato in aula 250 clienti che hanno testimoniato sulle cure prescritte dal medico, anche la moglie, che gestiva con lui l’attività del “Centro salute”, è stata condannata dai giudici a 3 anni e sei mesi e a 14 mila euro di multa.


