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La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.

Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della...

Antichità e Medioevo:

  • 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
  • 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
  • 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
  • 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
  • 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
  • 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa...

La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.

La sua diffusione e ancor più la...

Novità canapa

Cancro, perché il Thc potrebbe bloccare la crescita della malattia

Scoperti due recettori responsabili dei suoi effetti terapeutici contro le cellule tumorali.

Il principio attivo della marijuana, il Thc, potrebbe essere usato per ridurre la velocità di crescita del cancro negli esseri umani. La scoperta è stata fatta da un gruppo di scienziati della Uea (University of East Anglia), che attraverso una ricerca ha rivelato le potenzialità antitumorali della sostanza contenuta nella cannabis.
INDIVIDUATI DUE RECETTORI. Gli scienziati della Uea hanno iniettato Thc ad alcuni topi da laboratorio portatori di cellule tumorali umane, e in questo modo sono riusciti a individuare per la prima volta due recettori specifici, responsabili degli effetti terapeutici della sostanza. Il nuovo studio potrebbe adesso dare una spinta decisiva ai tentativi di creare un sostituto sintetico della cannabis, in grado di combattere il cancro in modo mirato e sicuro.
NECESSARIE ULTERIORI RICERCHE. Non è la prima volta che studi scientifici hanno messo in luce gli effetti positivi del Thc nella terapia oncologica, e in particolare nel provocare il rallentamento della crescita delle cellule cancerogene. Il dottor Peter McCormick, però, del Dipartimento di Farmacia della Uea, ha spiegato in cosa consiste la novità: «I nostri risultati aiutano a spiegare alcuni effetti già noti, ma ancora poco conosciuti, dell'effetto di alte e basse dosi di Thc sulla crescita dei tumori. Identificando i recettori coinvolti abbiamo però compiuto un importante passo avanti rispetto al passato, e verso il futuro sviluppo di terapie specifiche».
SCONSIGLIATA L'AUTOMEDICAZIONE. Il dottor McCormick ha tuttavia insistito sul fatto che studi come quello della Uea non dovrebbero incoraggiare i malati di cancro all'automedicazione con la marijuana. «La nostra ricerca utilizza un composto chimico particolare. La concentrazione giusta di Thc è fondamentale», ha detto il medico. I malati di cancro non dovrebbero quindi «usare la cannabis per l'automedicazione. Ma spero che la nostra ricerca possa portare presto alla produzione di un equivalente sintetico sicuro».

www.lettera43.it/cronaca/cancro-scoperto-perche-il-thc-blocca-la-crescita-della-malattia_43675135055.htm

Marijuana legale, New York Times si schiera: "Fa meno male dell'alcol, e il divieto ha grandi costi sociali"

 Nel coro di coloro che chiedono la legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti si è aggiunta una voce che sarà difficile ignorare. Stiamo parlando del New York Times, il quotidiano più autorevole d’America e non solo, che in un editoriale dal titolo “Repeal Prohibition, Again” esprime con forza il suo sì alla legalizzazione federale della cannabis. Come è facile intuire, si tratta di un importantissimo endorsement nella battaglia per la fine della proibizione della marijuana, che negli Usa risale al 1937.

Il board editoriale del quotidiano ha lanciato il primo capitolo di una serie composta da sei parti in cui si chiede la fine della “proibizione” della marijuana sulla base di un ragionamento molto semplice: “i divieti correnti infliggono alla società danni molto maggiori rispetto a una sostanza molto meno pericolosa dell’alcol”. La serie interattiva verrà pubblicata sul sito del Times dal 26 luglio al 5 agosto con il titolo: “High Time: An Editorial Series on Marijuana Legalization”.

La prima parte, quella dedicata ai diritti degli Stati, è accompagnata da un blog di Andrew Rosenthal, in cui il giornalista spiega che la decisione di sostenere la battaglia per la legalizzazione è stata “long in the making”, ossia frutto di una lunga e attenta discussione. “Via via che sempre più stati liberalizzavano le loro leggi sulla marijuana, ribellandosi apertamente al divieto federale, è diventato chiaro ai nostri occhi che serviva un approccio nazionale alla questione”.

Il comitato editoriale spiega che, dopo aver soppesato i pro e i contro della legalizzazione, la bilancia pendeva chiaramente verso la fine del divieto. Il Times riconosce che esistono preoccupazioni legate ad alcune forme di utilizzo della marijuana, come ad esempio da parte dei minori. Per questo il quotidiano propone regole restrittive per chi ha meno di 21 anni. Riguardo ad altre perplessità sociali, legali e sanitarie, il Times scrive che “non ci sono risposte perfette… ma non esistono neanche risposte del genere per il tabacco o per l’alcol”. E poi – prosegue il ragionamento – queste preoccupazioni appaiono minime se confrontate con i “vasti costi sociali” delle leggi sulla marijuana.
Scrivono i giornalisti del Times:

Nel 2012 ci sono stati 658.000 arresti per possesso di marijuana, secondo i dati dell’ F.B.I., rispetto ai 256.000 arresti per cocaina, eroina e derivati. Ancora peggio, il risultato è razzista, ricadendo in maniera sproporzionata sui giovani neri, rovinando le loro vite a creando nuove generazioni di carriere criminali”.

Come fa notare Politico, “il Times è il primo grande quotidiano americano a sostenere pubblicamente la legalizzazione della marijuana”. Una posizione ancora più rilevante se si considera la storia del Times, che in passato è sempre stato abbastanza conservatore sul fronte della legalizzazione. L’autorevolezza della testata da cui viene l’appello per lo stop alla proibizione porterà verosimilmente la discussione a un nuovo livello.

Forte anche la scelta grafica fatta dal NyTimes: una bandiera americana in cui le stelle, a un certo punto, si trasformano in voglie di marijuana. L’editoriale apre così:

“Ci sono voluti 13 anni prima che gli Stati Uniti tornassero in sé e mettessero fine alla Prohibition (bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool, ndr), 13 anni durante i quali le persone hanno continuato a bere, cittadini altrimenti rispettosi della legge sono diventati criminali e le associazioni a delinquere sono aumentate e prosperate. Sono passati più di 40 anni da quando il Congresso ha approvato l’attuale divieto sulla marijuana, infliggendo grandi danni alla società solo per proibire una sostanza di gran lunga meno pericolosa dell’alcol. Il governo federale dovrebbe revocare il divieto sulla marijuana”. Ancora più chiara la conclusione: “È da tempo giunta l’ora di revocare questa versione della Proibizione”.

www.huffingtonpost.it/2014/07/27/marijuana-legale-new-york-times_n_5624552.html

La cannabis terapeutica made in Puglia è legge

La norma approvata all'unanimità dal consiglio regionale: via ai progetti pilota per la produzione locale dei farmaci


La Repubblica - Sì alla coltivazione della cannabis terapeutica e alla produzione dei farmaci a base di cannabinoidi in Puglia. All'unanimità il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la legge che consente l'avvio di progetti pilota per la sperimentazione, in collaborazione con lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o con altri soggetti autorizzati, di procedure per produzione dei medicinali. Oggi acquistare il farmaco dall'estero costa tra i 15 e i 20 euro al grammo contro un costo di produzione in loco stimato in 1,55. Obiettivo della legge è dunque fare in modo che anche qui come nei paesi del Nord Europa, la cannabis possa essere prodotta e venduta per fini terapeutici con un risparmio sul prezzo del medicinale per il sistema sanitario di circa dieci volte.


Leggi tutto l'articolo su Repubblica.it

Il consumo di cannabis può indurre ansia e depressione

Fumare cannabis aumenta il rischio di depressione e ansia. I cervelli dei consumatori sono meno reattivi alla dopamina, sostanza cerebrale che provoca un senso di benessere. Lo studio, che si aggiunge ai precedenti che collegano la marijuana a letargia e apatia, è stato condotto dal National Institute on Drug Abuse e dall'Imperial College London e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Lo studio - E' stato usato lo stimolante Ritalin per verificare l'effetto della cannabis sul cervello. Come la cocaina, il Ritalin alza i livelli di dopamina, sostanza intermedia nella biosintesi dell'adrenalina che serve come neurotrasmettitore e gioca un ruolo rilevante in diverse malattie nervose. Tra le 48 persone dello studio, la metà ha ricevuto la droga, mentre l'altra metà è stata usata come gruppo di controllo. L'atteggiamento e le scannerizzazioni cerebrali hanno mostrato che in coloro che avevano assunto la cannabis le risposte alla alla dopamina risultavano molto smussate rispetto a coloro che non avevano assunto la droga.

Porta all'apatia - Ciò potrebbe contribuire al desiderio di assumere droga e alle emozioni negative, una tendenza verso la depressione e l'ansia che sono distintivi della dipendenza da cannabis. Per gli esperti, ciò non è attribuibile inequivocabilmente alle riduzioni nel rilascio di dopamina. Ciò che credono, invece, è che ci sia un effetto successivo, nell'area del cervello chiamata striatum, l'area della ricompensa e della motivazione.

Michael Bloomfield, dell'Imperial College London, ha detto: "La dopamina dice al cervello sta per succedere qualcosa di eccitante, che sia sesso, droga o rock 'n roll. Le nostre scoperte spiegano perché la cannabis fa sì che le perone stiano sedute senza fare nulla".

Uscire da una situazione difficile, in cui sono entrato a causa della canapa

Ho incominciato a fumare circa un anno fa, appena iniziata la seconda superiore, ho 15, all' inizio era bello, ed ora le cose sono cambiate. all'inizio fumavo di sera con 4-5-6 amici, ma un pomeriggio, di domenica, sono uscito con un amico, pioveva e non stavo molto bene a causa di un voto brutto preso il giorno prima, nei primi 5 minuti niente, poi mentre stavo camminando, boom un flash bianco, e incominciai a vedere tutto muoversi, tachicardia, non riuscivo a leggere, e poi in circa 4-5 ore passò tutto. Nei mesi successivi tutto è andato bene, bei voti, per me molto importanti dato che faccio il liceo scientifico, continuai a fumare di sera e stavo bene, poi però sempre di pomerigio, mi sentì come la prima volta, ma molto meno, non mi preocuppai. Negli ultimi giorni di scuola fumai per due giorni di fila e sempre di pomeriggio senza pensare alle conseguenze; entrambi i due giorni ebbi quelle brutte sensazioni; i giorni dopo, niente,stavo bene, ma poi...mentre stavo in classe, circa giovedì riebbi le stesse sensazioni, ma molto, molto, molto meno intense. Da bambino ero molto timido, ma col tempo ciò passò, oggi al 21 luglio ogni volta che mi trovo in situazioni che mi rendono teso o questa sensazioni, pensavo che in un mese le cose sarebbero cambiate ma non sembrano cambiare. O notato comunque che queste sensazioni non le percepisco se non ci penso, ergo ci sono, credo solo perchè io glielo permetto. Ho parlato con mio padre e stranamente è stato molto rassicurante stranamente, da parte di mio padre la mia famiglia è molto ricca e ha paura che non diventi chi voglio essere.

Ormai però non ho molta piu paura di sembrare strano dato che ormai credo di riuscire comunque a controllare le senzasioni anche se continuano nei momenti in cui sono più insicuro, però la mia paura piu grande è che ogni volta che mi vengono questi attachi,credo di timidezza, io abbia dei danni celebrali, che la memoria diminuisca o l capacità di comprensione. O anche notato che prima di leggere diversi commenti di persone dilagnate(forse un pò esagerato) da problemi simili ai miei o di leggere di schizzofrenia e cazzate varie, su questo sito non stavo malissimo, ma poi sono stato peggio, perchè avevo paura che quelle cose che ho letto accadessero anche a me, quindi credo sia solo una cosa psicologica e di autosuggestione. Le mie domanda alla fine per cui ho scritto tutto questo noiosissimo articolo sono:

Quanto durerà questa situazione ,oppure è permanente??

Ogni volta che mi vengono questi, chiamiamoli, attachi, ho delle ripercussioni tragiche a livello di memoria o della capacità di comprensione?? Domanda piu importante dato che ho intenzione di contiunuare a studiare.

Le regioni e la cannabis terapeutica: troppe leggi, pochi pazienti

 

Fai Notizia
Antonella Soldo
La legge italiana consente l’uso di medicinali a base di cannabis già dal 2007, con un decreto del ministro della Salute Livia Turco, legittimità ribadita nel 2013 da un decreto firmato dal ministro Balduzzi. A questi provvedimenti negli ultimi anni si sono affiancati delle specifiche norme regionali. Attualmente le regioni che hanno introdotto dei provvedimenti che riguardano l’erogazione di medicinali a base di cannabis sono undici: Puglia, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria, Basilicata ed Emilia Romagna. Le normative regionali convergono tutte nel disciplinare l’erogazione dei medicinali a carico dei propri Servizi sanitari regionali (Ssr), ma sotto altri aspetti presentano una notevole disomogeneità: in alcuni casi i provvedimenti si limitano semplicemente a recepire quanto già stabilito dalla normativa nazionale, altrove sono previste specifiche campagne di informazione per il personale medico, oppure sono previsti degli appositi capitoli di spesa nei bilanci regionali per garantire le disposizioni dei testi, mentre in altri casi ancora le regioni hanno stabilito l’avvio di progetti pilota per la coltivazione a scopi terapeutici.

Il rischio maggiore comunque è che tutte queste leggi restino dei “provvedimenti bandiera”, visto che spesso all'approvazione delle delibere non segue l'attuazione. Basti pensare che lo scorso anno solo 40 pazienti in tutta Italia sono riusciti ad accedere a questa terapia: insomma la strada da fare per la conoscenza e l’affermazione dei farmaci cannabinoidi è ancora tanta.

- See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/le-regioni-e-la-cannabis-terapeutica-troppe-leggi-pochi-pazienti#sthash.IAtKcssx.dpufLe pioniere: Puglia e Toscana

La prima regione ad intervenire è stata la Puglia, nel 2010,  con una delibera di giunta approvata su proposta di Andrea Trisciuoglio, storico attivista per la cannabis terapeutica, attualmente segretario dell’associazione Lapiantiamo. Il provvedimento è stato poi integrato e sviluppato in una legge regionale emanata il 12 febbraio del 2014 e sancisce che i farmaci siano acquistati, o preparati e forniti, dalla farmacia ospedaliera e posti a carico del Servizio sanitario regionale, anche dopo la dimissione del paziente nel caso in cui si ravvisi un’esigenza di continuità terapeutica. Analoghe disposizioni sono contenute nella legge regionale Toscana, approvata a maggio del 2012. 

 

Le leggi impugnate dal governo: Veneto e Liguria

Sempre nel 2012, a settembre, è stata varata una legge in Veneto, che ha subito però un iter più travagliato. Inizialmente il testo prevedeva, all’articolo 5, la possibilità per la giunta regionale di “avviare azioni sperimentali o specifici progetti pilota con il Centro per la ricerca per lecolture industriali di Rovigo, con lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o con altri soggetti autorizzati, secondo la normativa vigente, a produrre medicinali cannabinoidi”.

Il governo impugnò però la legge regionale innanzi alla Corte costituzionale sostenendo che  l'articolo in questione avrebbe costituito un'autorizzazione ex lege alla produzione delle sostanze cannabinoidi. La Consulta respinse il ricorso osservando come nella disposizione fosse già chiaro che qualsiasi iniziativa di avvio di sperimentazione o coltivazione da parte della regione sarebbe avvenuta “secondo la normativa vigente” e che il rilascio delle autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti sia comunque competenza del ministero della Salute e non delle regioni

Anche la legge varata in Liguria nell’agosto del 2012 è stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale, che in questo caso ha dichiarato il provvedimento parzialmente illegittimo. Per recepire il pronunciamento della Consulta nell’agosto del 2013 il Consiglio regionale ha approvato una nuova legge: come in Veneto, il testo prevede la possibilità per la Giunta regionale di stipulare convenzioni con centri e istituti autorizzati ai sensi della normativa statale alla produzione o alla preparazione dei medicinali cannabinoidi.

 Il Friuli e la disinformazione dei medici

La legge della regione Friuli Venezia Giulia, approvata a febbraio 2013, affronta uno dei problemi più gravi nell’affermazione della cura con cannabinoidi: la disinformazione del personale sanitario. Al fine di favorire la conoscenza tra i medici degli ambiti e degli effetti della cura con farmaci cannabinoidi, il testo dispone all’articolo 5 la promozione di “iniziative di informazione dirette ai medici e ai farmacisti operanti nella Regione” e a tal fine ha autorizzato la spesa di 10mila euro per l'anno 2013 a carico del bilancio regionale.

 Abruzzo, il governo prima impugna e poi ci ripensa

A gennaio del 2014 ha fatto molto discutere la rinuncia all’impugnazione del governo della legge approvata in Abruzzo. Come in Veneto, oggetto del ricorso era il fatto che il provvedimento aprisse alla possibilità per la Giunta regionale di “stipulare convenzioni con i centri e gli istituti autorizzati ai sensi della normativa statale alla produzione o alla preparazione dei medicinali cannabinoidi” e ad avviare “azioni sperimentali o specifici progetti pilota con altri soggetti autorizzati, secondo la normativa vigente, a produrre medicinali cannabinoidi”. Ma, proprio perché il precedente della sentenza sulla legge veneta aveva stabilito la liceità del provvedimento e che esso non fosse in conflitto con la legge nazionale, il governo ha deciso di ritirare il ricorso.

La legge abruzzese va poi segnalata per un’altra peculiarità: l’istituzione di un apposito capitolo di spesa nel bilancio regionale di 50mila euro annui denominato "Fornitura farmaci cannabinoidi ad uso terapeutico", al fine di assicurare la copertura finanziaria.

 Sicilia, i dati sui pazienti

L’unico provvedimento approvato su iniziativa di un assessore regionale alla sanità è quello approvato in Sicilia che, facendo propria una nota dell’assessoreLucia Borsellino, ha emanato a marzo scorso una delibera. La delibera prevede l’onere di pubblicare periodicamente sul sito istituzionale dell’Assessorato alla Salute i dati relativi al numero di pazienti trattati e alla spesa. Infine anche la Giunta siciliana si impegna a valutare la possibilità di contenimento dei costi attivando convenzioni o specifici progetti pilota con centri e istituti nazionali autorizzati, ai sensi della normativa statale, alla produzione o alla preparazione dei medicinali cannabinoidi.

 Le altre: Umbria, Marche, Basilicata, Emilia Romagna.

Il consiglio regionale dell’Umbria nel testo approvato il 7 aprile scorso dispone l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico. Tale organo, oltre a definire i protocolli attuativi della legge, ha il compito di promuovere campagne informative rivolte ai pazienti umbri e corsi di aggiornamento e formazione per gli operatori sanitari.

Il testo della regione Marche è in tutto simile a quello della regione Toscana e, a parte per il riconoscimento della rimborsabilità dei farmaci a carico del Ssr, per il resto recepisce quanto già stabilito dalla legge nazionale. Analogo impianto presentano le disposizioni della legge della regione Basilicata, emanata l'11 luglio scorso.

L’ultimo provvedimento in ordine di approvazione è quello emanato dal consiglio regionale dell’Emilia Romagna il 15 luglio scorso. Il testo non risulta ancora disponibile online.

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Università della East Anglia: studio su proprietà anticancro del THC

Ancora uno studio da una università inglese sulle proprietà anticancro del THC, il principio attivo della canapa: http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/...

esperienza da 37 anni

Sono donna, fumo da quando avevo 15 anni, prima saltuariamente, poi iniziando a lavorare ho potuto permettermelo sempre più, da una ventina d'anni ogni giorno. Ho 52 anni e sto benissimo da tutti i punti di vista. Sono totalmente astemia. Il mio sogno è quello di potermi coltivare una piantina per uso personale in balcone, infatti l'unico problema è l'illegalità. Eppure gli incidenti stradali causati dalla'alcool fanno più morti delle guerre. Finiamo di prenderci in giro sui danni, sicuramente c'è una minoranza soprattutto di giovani che non riescono a metabolizzarla e si fanno fanno venire gli attacchi di panico, ma questo non vuol dire che faccia obiettivamente male a tutti. La realtà è ben diversa: il problema è vecchio, non ci guadagnerebbero più la mafia, la camorra, la ndragheta. I finanzieri non aspettano altro che sequestrarcela per fumarsela loro....dagli anni '70 ad oggi in questo non è cambiato mai niente. Chi ci guadagnerebbe se ogni fumatore avesse la sua brava piantina in balcone vicina a quella del basilico, del rosmarino e della menta? Nessuno! Gradirei che mi rispondessero gli "anziani" come me. Ringrazio il sito per avere potuto finalmente esprimere la mia opinione.

 

 

 

 

Cannabis: Washington è il secondo stato USA a legalizzarne l'acquisto, senza ricetta medica...

Huffingtonpost.it - Da oggi anche nello stato di Washington, USA, si potrà comprare la cannabis: senza bisogno di alcuna ricetta medica. È il secondo stato USA a legalizzarla, dopo che il Colorado ha dato il via alle vendite lo scorso 1 gennaio. 20 mesi fa, a novembre 2012, entrambi gli stati avevano infatti votato con un referendum a favore della vendita legale e tassata di marijuana in alcuni negozi autorizzati, per tutti i maggiori di 21 anni.


Leggi l'articolo su Huffingtonpost.it

LA MIA VITA FIN'ORA

quando vi dicono "è la compagnia che vi frega" sappiate che hanno ragione. quando invece altri vi dicono "ma tranquilla/o, io ho una testa e so controllarmi" dovete iniziare a proccuparvi. fumo erba (o hasish) da 3 anni (sono una ragazza di 16 anni) e non ho mai smesso, l'altra estate ho conosciuto una compagnia che mi ha cambiato la vita, io ero abituata a fumarmi un 5 canne al pomeriggio e altrettante massimo la sera. come ho iniziato ad uscire con loro fumavo dalle 7 alle 13 bonghe al giorno, e iniziavo ad andare alle feste così provai dapprima speed e MD (come tutti credo) e poi ketamina, meth, cocaina.. per un bel periodo oltre a fumare ogni giorno e ad andare alle feste nel week end iniziai a prendere quotidianamente psicofarmaci (xanax soprattutto) e avanti nel tempo a farmi di coca. provai il metadone e iniziai a bermi pure quello ogni volta che potevo. col passare del tempo quelle amicizie si rivelarono delusioni e mi ritrovai sola perchè i miei veri amici si erano allontamnati da me, e i miei mi fecero fare l'esame delle urine, scoprendo tutto e iniziarono a mandarmi da psicologi, psichiatri e a farmi controlli e da li iniziai a bere ogni giorno dalla depressione...la mia vita era diventata una cosa bar-canna continua...con sempre qualche droghezzo in mezzo ogni tanto...oggi fumo soltanto, neanche più bonghe, solo canne! sento la "scimmia" ma sento nostalgia del benessere...

ho smesso di fumare erba e fumo da 3 settimane ma mi sento la testa confusa

Ciao a tutti volevo spiegarvi la mia esperienza riguardo alla uso delle canne.... Tutto e iniziato solamente tre settimane fa ...premetto che ho fumato tutti i giorni 3. 4 canne al giorno x 5 anni... Ma tre settimane fa ricordo ancora quella domenica il mio ragazzo fece una canna con la resina dell erba ... In pratica ce l ha siamo divisa ... Appena finito di fumare vado subito a sdraiarmi sul letto con il cuore che mi stava uscendo fuori dal pettooo!!!!!! Non mi sono mai spaventata cosi nella mia vita!!! Stavo malissimooo!! Pensavo di morire di infarto!!! Infatti da quella domenica non fumo più nulla ne canne ne sigarette XK la paura e davvero stata troppa!!! La mia domanda e questa dopo tre settimane le non fumo nulla di nulla mi sento la testa intontita e mi incanto sempre.... Una sensazione che non e mai andata via da quella domenica !!! Vorrei chiedervi mi si toglierà o rimarrò x sempre cosi??!! Aiuto !! X favore rispondete!!

La coltivazione di cannabis va alla grande in Europa

Notiziario ADUC - Il recente sequestro in Belgio di 4.000 piante di marijuana ha messo in evidenza come si sta evolvendo il mercato europeo, dove aumentano le coltivazioni di cannabis da parte dei privati ma anche da parte dei gruppi criminali.
Per un valore di 600.000 euro, la marijuana sequestrata in otto piantagioni del Belgio era destinata al mercato del nord della Francia, sequestro seguito a molti altri gia' avvenuti negli ultimi due anni in entrambi i Paesi.
Sette milioni di piante sono state sequestrate in Europa nel 2012, una quantita' che e' triplicata negli ultimi 5 anni, cosi' fa sapere l'Osservatorio europeo sulle droghe (EMCDDA) nel suo rapporto annuale diffuso a maggio scorso.
La cannabis si coltiva in ogni luogo e con facilita': tradizionalmente in luoghi aperti, in un campo o in un balcone, ma questa coltivazione viene fatta sempre di piu' in luoghi chiusi, in un armadio di un appartamento o in un capannone.
Sono state scoperte piantagioni in ognuno dei trenta Paesi europei, precisa Laurent Laniel dell'EMCDDA.
I Paesi i cui sono state individuate maggiori quantita', sono Olanda e Gran Bretagna, seguite da Belgio e Polonia. In Francia sono state individuate 141.000 piante di cannabis nel 2013 in un totale di 50 siti, rispetto alle 55.000 del 2010.
L'autocoltivazione in interni, discreta e facilitata da tecniche che si trovano in Internet, permette di ottenere tra quattro e sei raccolti ogni anno, rispetto all'uno o due che si ottengono in ambienti esterni, spiega Laniel. La coltivazione esterna e' tipica dei Paesi del sud e dell'est dell'Europa, “la coltivazione in interni e' attualmente la piu' importante produzione in Europa”.
L'offerta si sta adattando alla domanda. Attualmente, il consumo di erba di cannabis ha sostituito quello di resina o di hashish, il “cioccolato” importato principalmente dal Marocco. Sulle 2.500 tonnellate di cannabis consumate in Europa nel 2012, il 60% (1.280 tonnellate) erano erba.
Sono vari i motivi che spiegano questa situazione: il “mito del prodotto bio”, una migliore qualita' della resina, e una maggiore concentrazione di THC (il principio attivo della cannabis), spiega Michel Gandilhon, responsabile del laboratorio antidroga francese, OFDT.
In pochi anni gli effetti della marijuana si sono potenziati -un 13% in media- grazie a modifiche genetiche della canapa, spiega Matthieu Pittaco, capo della divisione di intelligence e strategie dell'agenzia di repressione degli stupefacenti Ocrtis.
Inizialmente le piccole produzioni erano coltivate nel ripostiglio, per consumo proprio e dei propri amici, in modo da evitare di avere rapporti con le reti criminali, la polizia o prodotti adulterati. Nel 2010 in Francia erano tra gli 80 e 100 mila.
Ma a questi cultori/aficionados se ne sono affiancati altri con intenti nettamente commerciali. Poiche' si tratta di un business: “in un metro quadro si coltivano 5 piante che possono rendere qualcosa come 5.000 euro in un anno”, dice Gandilhon.
Nel giro di tre anni, “alcuni aficionados si sono buttati nella coltivazione al fine di guadagnare denaro". Recentemente, una pensionata francese e' stata arrestata perche' aveva una trentina di piante che coltivava in una parte della sua casa per incrementare i suoi modesti guadagni.
Il crimine organizzato, alla fine, si e' interessato in virtu' dei guadagni che queste coltivazioni possono dare, con delle “cannabis factory” o fabbriche di marijuana installate in Inghilterra, Olanda, Belgio e Italia. Il settore, in Europa e' controllato da gruppi criminali asiatici, specialmente vietnamiti, che ricorrono a reti di immigrazione clandestina, secondo Ocrtis. In cambio dell'ingresso in Europa, l'immigrato deve lavorare nelle piantagioni illegali.
E' una tendenza che e' difficile contrastare da parte delle forze dell'ordine, che in genere scoprono delle piantagioni grazie ad un incendio o dagli odori delle canapa sentiti dai vicini, dice Pittaco.
La proliferazione di questo tipo di coltivazioni porta anche una lotta per il controllo del mercato, tra gruppi criminali che a volte attaccano i piccoli produttori.

(articolo di Cécile Azzaro per l'agenzia France-Press – Afp del 27/06/2014)

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