sostanze.info - Il portale della percezione http://www.sostanze.info/data/%252F Contenuti recenti it Fumo, alcol, obesità: a rischio la salute degli italiani http://www.sostanze.info/articolo/fumo-alcol-obesita-rischio-salute-degli-italiani <div class="node-body"><p><a href="http://www.dronet.org/comunicazioni/res_news.php?id=2440"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www.dronet.org/comunicazioni/res_news.php?id=2440"><em>Dronet</em></a> - Fumo, alcol e obesità: sono questi i fattori di rischio che mettono a repentaglio la salute degli italiani. Nello specifico, nella popolazione di 14 anni e più circa il 23% degli italiani fuma e il oltre il 16% è un consumatore di alcol a rischio, mentre le persone obese &ndash; in aumento negli ultimi 10 anni - rappresentano il 10,3% della popolazione di 18 anni e più. È uno degli aspetti trattati nel nuovo rapporto 2012 &ldquo;Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo&rdquo;, attraverso il quale l'Istat offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.<br /> I dati elaborati evidenziano differenze regionali e fanno emergere situazioni contrapposte a livello territoriale. Infatti, le regioni del centro-nord si distinguono per un maggiore consumo di alcol (18% della popolazione di 14 anni e più), mentre nel mezzogiorno è più alta la concentrazione di persone obese (11,5% della popolazione di 18 anni e più). Nel complesso, fumo, alcol e obesità interessano soprattutto gli uomini in diverse fasce di età: a 25-34 anni i fumatori raggiungono la percentuale più elevata (39,7%), mentre il consumo di alcol a rischio è più diffuso tra gli anziani di 65-74 anni (47,4%). Le fumatrici raggiungono la percentuale più elevata nella fascia d&rsquo;età 25-34 e 45-54 anni (24,4%), mentre il consumo di alcol a rischio si concentra nella fascia delle minorenni tra i 14-17 anni (14,3%). Infine, l&rsquo;obesità aumenta dopo i 35 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con differenze di genere a svantaggio degli uomini che si riducono notevolmente tra le persone anziane.<br /> Molte delle malattie croniche che sono anche le principali cause di morte si possono prevenire adottando stili di vita salutari fin da giovani, promossi anche attraverso il programma dell&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanità &ldquo;Guadagnare salute&rdquo;, adottato in Italia dal 2007.</p></div> alcol tabacco altro Thu, 09 Feb 2012 09:31:05 +0000 57710 at http://www.sostanze.info India: bevono alcol adulterato, 21 morti http://www.sostanze.info/articolo/india-bevono-alcol-adulterato-21-morti <div class="node-body">&nbsp; <em>Nello stato dell'Orissa, autorita' avviano inchiesta</em> &nbsp; <p>(<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/02/08/visualizza_new.html_75745388.html"><em>ANSA</em></a>) - ROMA, 8 FEB - Almeno 21 persone sono morte dopo aver bevuto alcol adulterato nello stato dell'Orissa in India. Lo riferiscono le tv locali. La maggior parte delle vittime sono manovali e immigrati impiegati in una fornace della città di Cuttak. Dopo aver bevuto una bevanda alcolica hanno accusato forti dolori allo stomaco e sono stati ricoverati, ma per molti di loro non c'é stato scampo. Le autorità hanno avviato un'inchiesta e sono state arrestate due persone per produzione e contrabbando degli alcolici.</p></div> alcol Thu, 09 Feb 2012 09:27:06 +0000 57709 at http://www.sostanze.info Cannabis medica. 100 risposte sull’uso terapeutico della marijuana. Il libro 'contro' di Franco Bernabei http://www.sostanze.info/articolo/cannabis-medica-100-risposte-sulluso-terapeutico-della-marijuana-libro-contro-franco <div class="node-body"><p><em> <a href="http://droghe.aduc.it/articolo/cannabis+medica+100+risposte+sull+uso+terapeutico_19957.php">Notiziario Aduc</a> - di </em>Francesco Crestani *</p> <p><em><img align="left" src="http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2012/febbraio/Bernabei.jpg" alt="" />&ldquo;La serena convinzione dell&rsquo;immortalità dell&rsquo;anima, della futura resurrezione dei corpi e della responsabilità eterna dei propri atti, è il metodo più sicuro anche per prevenire il male terribile della droga, per curare e riabilitare le sue povere vittime, per fortificare nella perseveranza e nella fermezza sulle vie del bene&rdquo;.</em><br /> Con queste parole, citazione del <em>&ldquo;beato Giovanni Paolo II&rdquo;,</em> si conclude un testo fresco di stampa intitolato <strong><em>&ldquo;Cannabis medica-100 risposte sull&rsquo;uso terapeutico della marijuana&rdquo;.</em></strong> In realtà è stata per me una sorpresa trovare questo testo sugli scaffali di una libreria, in quanto non ne sapevo nulla e l&rsquo;Autore mi era sconosciuto. Presiedendo un&rsquo;associazione che da più di dieci anni si occupa di queste problematiche, pensavo che sarebbe stato utile per il Sig. Bernabei avere un contatto con noi, almeno per avere qualche informazione. Non pretendiamo certo di possedere la verità su questo argomento molto dibattuto, ma forse uno scambio di opinioni poteva giovare ad entrambi. Invece nessuno del comitato direttivo e scientifico dell&rsquo;Associazione era stato contattato al riguardo. Poco male, non siamo necessari. <br /> Certo uno si può chiedere cosa c&rsquo;entrino le conclusioni del libro con il tema Cannabis medica. <br /> Bernabei non è un medico, e nemmeno un farmacologo, e neanche un ricercatore. E&rsquo; giornalista pubblicista, responsabile dell&rsquo;Agenzia Osservatorio-Droga.it e, tra l&rsquo;altro, rappresentante italiano dell&rsquo;European Cities Against Drugs, che, a detta del risvolto di copertina, è la più grande organizzazione internazionale contro la droga. Inoltre è cofondatore, assieme a Roberto De Mattei (sì, l&rsquo;ex vicepresidente del CNR divenuto famoso per il suo antievoluzionismo e che ha fatto vergognare tutto il mondo della ricerca italiana) e presidente del centro culturale Lepanto, un&rsquo;organizzazione che opera &ldquo;in difesa dei principî, gli ambienti e le istituzioni della Civiltà cristiana&hellip;. combatte il relativismo culturale e il progressismo&rdquo;, e che si è distinta per attività quali salutare &ldquo;la liberalizzazione della Santa Messa tradizionale&rdquo;, partecipare al Family day e a processioni riparative contro le giornate dell&rsquo;orgoglio omosessuale. Da tali presupposti ideologici (direi anzi fideistici) parte tutta la critica di Bernabei alla terapia con i cannabinoidi, a suo dire assolutamente inutile e nociva. Fin dalle prime righe egli si presenta, con &ldquo;captatio benevolentiae&rdquo; in cerca di compassione, quale sopravvissuto ad un cancro. Sembra quasi voler dire che se lui è riuscito a superare questa malattia senza dover ricorrere ai cannabinoidi, allora possono (anzi devono) farlo tutti; come se i sostenitori dei cannabinoidi li ritenessero una medicina adatta a tutte le patologie di tutti i pazienti.<br /> Non si vogliono criticare le scelte religiose del Sig. Bernabei, che è libero di esprimere il suo pensiero. <u>Si vuole però ricordare quanto a suo tempo rispose il Mons. Antonio Soto</u>, Officiale del Pontificio consiglio per la pastorale della salute, a un paziente che gli chiedeva il suo parere bioetico riguardo la possibilità di intraprendere una terapia con cannabinoidi: <em>&rdquo;Tra le cure da somministrare all'ammalato grave, e con malattie dolorose, vanno annoverate quelle analgesiche&hellip; la soppressione del dolore procura una distensione organica e psichica, facilita la preghiera e rende possibile un più <br /> generoso dono di sé&hellip; La prudenza umana e cristiana suggerisce per la maggior parte degli ammalati l&acute;uso dei medicinali che siano atti a lenire o sopprimere il dolore, anche se ne possano derivare torpore o minore lucidità&hellip; la prudenza umana e cristiana suggerisce per i malati l'uso dei medicinali appropriati per lenire o sopprimere il dolore, sebbene questi possano aumentare la mancanza di luciditá mentale (Javier Lozano, Metabioetica e biomedicina, Vaticano 2005)&hellip; Pertanto, Signor &hellip;., i medicinali indirizzati a lenire il dolore in un malato grave come il caso suo, e secondo il parere autorizzato e professionale del medico, possono includere sostanze narcotiche, e che la finalità non é la tossicodipendenza, ma piuttosto lenire il dolore (sic)&rdquo;</em>. A quanto pare il cattolicissimo Bernabei non conosce quale è la posizione della Chiesa Cattolica a riguardo, dimostrandosi più realista del re e, è il caso di dirlo, più papista del papa. <br /> <u>Leggiamo ancora che</u><em> &ldquo;la coltivazione della canapa è antiecologica perché richiede maggior impegno per la preparazione del terreno con fertilizzanti e i semi devono essere trattati con insetticidi. La canapa impoverisce il terreno più del cotone e del lino&hellip;&rdquo;,</em> affermazioni che hanno dell&rsquo;assurdo, non a detta mia, che non sono agronomo, ma a detta del Dott. G. Grassi, primo ricercatore del Centro di Ricerca per le Colture industriali, e maggior esperto italiano nella coltivazione della canapa. <u>Ma Bernabei va oltre:</u> <em>&ldquo;Il progresso industriale e ambientale ha condannato la canapa al passato&rdquo; </em>e &ldquo;<em>La promozione di prodotti tessili o alimentari derivati dalla canapa fa parte della campagna legalizzatrice&rdquo;</em>. Alla faccia di Assocanapa, il coordinamento nazionale dei canapicoltori! <br /> <u>La strategia dell&rsquo;Autore è quella di confondere continuamente il problema della terapia con i cannabinoidi con quello della legalizzazione della Cannabis</u> e, più in generale, delle &ldquo;droghe&rdquo;. D&rsquo;altra parte dichiara apertamente che secondo lui <em>&ldquo;La cannabis medica è un vero &ldquo;cavallo di Troia&rdquo; per legalizzare droghe altrimenti rifiutate!</em>&rdquo;. Su questa continua confusione di livelli ruota tutta la condanna al farmaco, in quanto <em>&ldquo;La droga è un male e al male non si addicono cedimenti&rdquo;</em>, per non cadere nell&rsquo;&rdquo;anarchismo che si presenta come una ideologia che si oppone ad ogni specie di divieto e di proibizione in campo morale&rdquo;, e ancora: <em>&rdquo;La cannabis è una bandiera che il pensiero anarchico non vuole ammainare&rdquo;. Quindi rifiuto totale, per non &ldquo;scardinare il sistema dei valori tradizionali naturali e cristiani&rdquo;.</em> Naturalmente esempi di controvalori <em>&ldquo;naturali&rdquo;</em> sono <em>&ldquo;il divorzio e l&rsquo;aborto&rdquo;</em>, e in questo l&rsquo;Autore dimentica che le leggi al riguardo sono state considerate dalla maggioranza degli italiani delle scelte di civiltà.<br /> <u>Secondo Bernabei <em>&ldquo;</em></u><em>I giudici già obbligano le Asl a fornire gratis la cannabis medica&rdquo;</em>, ricordando la sentenza, <em>&ldquo;la prima in Italia&rdquo;</em>, emessa dal tribunale di Avezzano nel 2010 nei riguardi di un malato di sclerosi multipla. Doppio errore: una sentenza simile era stata già pronunciata dal tribunale di Venezia nel 2002, con vasta eco mediatica, e in ambedue i casi i giudici hanno solo rimosso dei boicottaggi burocratici a prescrizioni, fatte a norma di legge, da medici specialisti (nel secondo caso, la prescrizione a una paziente con cancro inoperabile era stata redatta dal sottoscritto). <br /> <u>Ma il testo è ancora più carente</u> e sviante proprio nelle parti che avrebbero dovuto essere più propriamente di tipo medico. E non parlo solo di capriole del senso logico quali<em> &rdquo;Se a un bambino si dice che la cannabis è una medicina non è facile poi spiegargliene la pericolosità&rdquo;</em>. Pensavo che fosse normale per tutte le mamme e i papà mettere sull&rsquo;avviso i propri figli contro l&rsquo;eventuale assunzione incongrua di pillole e sciroppi ammonendoli con un <em>&ldquo;Attento! È una medicina!&rdquo;</em>&hellip;<br /> Considerando la letteratura portata a suffragio delle sue tesi, troviamo un esperto che ammonisce contro i danni agli <em>&ldquo;alveolur macrophages&rdquo;.</em> Tanto esperto da americanizzare la parola di origine latina<em> &ldquo;alveolar&rdquo;</em>, e Bernabei che, ricordiamo, medico non è, trascrive pari pari il termine, così: la <em>&ldquo;marijuana sostanzialmente riduce la macrofagi alveolur&rdquo;</em>, frase che non ha senso. I MACROFAGI ALVEOLARI sono particolari cellule di difesa del polmone. Chissà se Bernabei ha letto il recente studio che ha dimostrato che l&rsquo;uso una volta al giorno di cannabis per venti anni non solo danneggia i polmoni meno di quanto fanno le sigarette, ma addirittura dà un seppur limitato miglioramento delle capacità respiratorie. L&rsquo;Autore arriva a tradurre le parole <em>&ldquo;smoked THC&rdquo;</em>, cioè THC, principale principio attivo della pianta, assunto in forma di sigaretta, con<em> &ldquo;THC affumicato&rdquo;</em>: ma qui non si parla né di speck né di salmone! Per venire al punto essenziale, solo mezza pagina è dedicata a quello che dovrebbe essere il tema del libro, cioè l&rsquo;uso analgesico. Bernabei scrive <em>&ldquo;Che la cannabis abbia una sicura efficacia analgesica è da dimostrare&rdquo;</em>. Cita a questo proposito un autore che scrive <em>&ldquo;ho il sospetto che molti pazienti con il dolore cronico stiano cercando di auto-curare e alleviare la depressione e l&rsquo;ansia che accompagnano la sofferenza&rdquo;.</em> <strong>E dove sta il problema? </strong>Non sa Bernabei che l&rsquo;uso di antidepressivi è uno dei cardini della terapia del dolore? E perché nell&rsquo;unico paragrafo dedicato al dolore poi passa a parlare degli effetti anti nausea della Cannabis, peraltro ben documentati? A quanto pare l&rsquo;Autore non sa che la Cannabis e i cannabinoidi hanno dimostrato nel dolore da sclerosi multipla di possedere un&rsquo;evidenza scientifica maggiore di tutti gli altri farmaci, tanto da essere indicati nelle linee guida di terapia curate dall&rsquo;Associazione dei Neurologi europei, pur come secondo livello.<br /> <u>Ma il libro ci fa scoprire anche che</u> <em>&ldquo;E&rsquo; il finanziere George Soros che anima il movimento per la cannabis medica&rdquo;.</em> Dopo tanti anni dedicati volontariamente, assieme a tanti amici e colleghi, e a nostre spese, a studiare il problema, a relazionare a congressi e conferenze, a visitare gratuitamente pazienti, questa affermazione sembra quasi offensiva. Ma a quanto pare facciamo parte di quei<em> &ldquo;pochi medici senza scrupoli&rdquo;</em> che <em>&ldquo;bastano.. per far saltare il banco&rdquo;</em>.<br /> Insomma un testo che fa acqua dal punto di vista scientifico, legislativo, storico ed etico. Si sarebbe potuto anche ignorare se non fosse che si pone come un ulteriore ostacolo, perlomeno ideologico, alla possibilità da parte di tanti pazienti di ottenere un farmaco che lenisca le loro sofferenze. <br /> <u>Un&rsquo;ultima perla</u>: tra i cento motivi per opporsi alla Cannabis medica vi è che <em>&ldquo;La cannabis per uso personale aumenta anche il riscaldamento totale&rdquo;</em>. Anche stampare certi libri ha un costo energetico, e causa il taglio di alberi; avremmo preferito che qualche albero fosse salvato, e alla sua ombra stenderci a studiare qualche testo scientifico sull&rsquo;importanza del sistema endocannabinoide e le sue applicazioni per la salute umana.<br /> <br /> <strong><u>Fabio Bernabei. Cannabis medica. 100 risposte sull&rsquo;uso terapeutico della marijuana. Sugarcoedizioni, gennaio 2012</u></strong><br /> <br /> * <em>Medico-chirurgo, specialista in Anestesia e rianimazione. Presidente dell&rsquo;</em><a href="http://www.medicalcannabis.it/mainpage.php"><em>Associazione Cannabis terapeutica</em></a></p></div> canapa Wed, 08 Feb 2012 07:51:24 +0000 57617 at http://www.sostanze.info Obesità, quattro tipi di interventi http://www.sostanze.info/articolo/obesita-quattro-tipi-interventi <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.ok-salute.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi.shtml">http://www.ok-salute.it/</a> - L'obesità è una malattia cronica di cui soffre oltre il 10% degli italiani. &laquo;Purtroppo favorisce lo sviluppo di altre patologie correlate, come quelle cardiovascolari, il diabete, l'ipertensione&raquo;, spiega Luigi Angrisani, docente di chirurgia endoscopica alla scuola di specializzazione in chirurgia generale dell'Università Federico II di Napoli. &laquo;Ed è quando la salute corre seri rischi che si può fare ricorso alla chirurgia bariatrica&raquo;. <br /> È obeso chi ha un indice di massa corporea superiore a 30: si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri. <br /> Il rischio di sviluppare malattie associate all'obesità dipende anche dal grasso localizzato intorno al girovita: la circonferenza addominale non deve superare i 102 centimetri negli uomini e gli 88 nelle donne. <br /> <br /> Chi può sottoporsi alla chirurgia bariatrica? <br /> &bull; Il paziente che non ha ottenuto risultati soddisfacenti dalla dieta, con o senza l'aiuto di farmaci. <br /> &bull; Chi ha un indice di massa corporea superiore a 35, o anche tra 30 e 35 nel caso soffra di diabete, sindrome delle apnee notturne, <a href="http://salute.leiweb.it/salute/dizionario/medico/artropatia.shtml">artropatia</a> da carico, ipertensione arteriosa, malattia del reflusso gastroesofageo. <br /> <br /> Paziente e chirurgo decidono il percorso da intraprendere, dopo aver valutato i vantaggi, i rischi e i possibili effetti collaterali. &laquo;L'operazione non assicura miracoli, è solo l'inizio di un cammino che prevede più tappe&raquo;, spiega Angrisani. &laquo;Il suo successo dipende dalla collaborazione del paziente, che deve comunque cambiare abitudini alimentari e svolgere attività fisica&raquo;. <br /> <br /> <span style="font-weight:bold">Oggi si fanno quattro tipi di interventi antiobesità:</span><br /> <a href="http://salute.leiweb.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi_2.shtml">Il palloncino intragastrico</a><br /> <a href="http://salute.leiweb.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi_3.shtml">Il bendaggio gastrico</a><br /> <a href="http://salute.leiweb.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi_4.shtml">La gastrectomia verticale</a><br /> <a href="http://salute.leiweb.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi_5.shtml">Il bypass gastrico</a></p> <p><em><br /> </em></p> <p><em>Via: <a href="http://www.ok-salute.it/diagnosi-e-cure/09_a_obesita-interventi.shtml">oggi.it</a></em></p></div> altro Wed, 08 Feb 2012 07:45:03 +0000 57616 at http://www.sostanze.info Chi Mette in Gioco l' Anima di un Paese http://www.sostanze.info/articolo/chi-mette-gioco-l-anima-paese <div class="node-body"><p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/05/chi_Mette_Gioco_Anima_Paese_co_8_120205028.shtml"><br /> </a></p> <p><em><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/05/chi_Mette_Gioco_Anima_Paese_co_8_120205028.shtml">Corriere della Sera</a> - Stella Gian Antonio</em>.</p> <p>Vale la pena di giocarsi l' anima di un Paese per lo 0,14% del denaro che c' è sul piatto? Sarebbe ora che lo Stato Biscazziere se lo chiedesse. Perché quella è la percentuale che ricava oggi l' erario sul totale del fatturato dei &laquo;casinò online&raquo; recentemente aperti col via libera del governo per fare cassa: 2.171.000 euro su un totale di un miliardo e 557 milioni. Una miseria Le associazioni di volontariato nemiche della droga, delle mafie e dell' usura, appoggiate in modo sempre più pressante dalla Chiesa, quella dei parroci e quella dei vescovi, lo gridano sempre più allarmate. Dieci anni fa gli italiani, popolo storicamente di risparmiatori, si giocavano al Lotto, al totocalcio e nelle lotterie circa 4 miliardi di euro: nel 2011 se ne sono giocati &laquo;legalmente&raquo;, con tutti i giochi aggiunti, venti volte tanto, cioè 76 miliardi. Più un' altra decina, secondo le stime più prudenti, nel circuito illegale. Vale a dire che, se è vero che il totale dei consumi delle famiglie italiane potrebbe essere nel 2011 intorno agli 830 miliardi, oltre un decimo se ne va oggi nell' azzardo governativo e in quello parallelo mafioso, ' ndranghetista e camorrista. Che troppo spesso, anzi, si toccano fino a contaminarsi.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/05/chi_Mette_Gioco_Anima_Paese_co_8_120205028.shtml"><em>Continua a leggere sul sito del Corriere</em></a></p></div> altro Wed, 08 Feb 2012 07:38:09 +0000 57615 at http://www.sostanze.info CHI CURA I CURANTI? Forlì 27 e 28 gennaio http://www.sostanze.info/articolo/chi-cura-curanti-forli-27-28-gennaio <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <div><span style="font-size:11.0pt"><br /> </span></div> <div>&nbsp;</div> <div><span style="font-size:11.0pt; color:black"><img align="left" width="140" height="140" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_i56j7kId3x4/TDtMNaoGGuI/AAAAAAAAIZI/VnImIMhGWv4/s1600/dr.house.jpg" /></span>Drugs, Drink, Depression.</div> <div>Ovvero farmaci, droghe, alcol, depressione: chi esercita la professione medica è maggiormente interessato da una o più delle 3D.</div> <div>Alcuni dati.</div> <div>Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, progetto &ldquo;Medico cura te stesso&rdquo;:</div> <div>il 30% di medici con più di 50 anni ha una sindrome da burn out; le categorie a rischio: anestesisti, chirurghi, medici del pronto soccorso, ginecologi.</div> <div>In tutto il mondo il tasso dei suicidi tra i medici è doppio rispetto a quello della popolazione generale tra i maschi e 4 volte tra le donne.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Il 99% dei medici in difficoltà non vuole o non sa a chi rivolgersi. Il 45% si autocura e resta al lavoro.</div> <div>La quasi totalità di chi usa droghe (cocaina e alcol) cerca di conciliare abuso e attività lavorativa.</div> <div>A San Paolo del Brasile il Consiglio regionale di medicina ha promosso un&rsquo;indagine sul &ldquo;Profilo del medico con tossicodipendenza&rdquo;. Sintesi su 206 medici Tossicodipendenti analizzati: uomini, sposati, età media 39 anni, 20% con problemi con la giustizia, 30% ha perso il lavoro, il 21% ha problemi di depressione.</div> <div>Le sostanze più usate: alcol, cocaina, anfetamine, calmanti, oppiacei.</div> <div>Come per i pazienti, anche per i medici in esame c&rsquo;è la convinzione di poter governare la propria tossicodipendenza.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Ipotesi sulle pratiche suicidarie tra i medici secondo il British Medical Journal:</div> <div>La disponibilità di droghe/veleni, lo stress professionale, l&rsquo;infelicità familiare, la solitudine, l&rsquo;ambivalenza odio-amore per la morte, severe malattie fisiche.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Perché i medici depressi non si sottopongono al trattamento? Perché temono che se ammettono di essere affetti da un disturbo mentale perderanno credibilità professionale e rischieranno di mettere in pericolo il loro posto di lavoro.</div> <div>Si calcola che un medico su dieci, durante la vita professionale, possa andare incontro ad episodi di sofferenza psichica o a condotte di abuso/dipendenza. Tali problematiche influenzano ovviamente l&rsquo;attività lavorativa, portando ad episodi di malpractice, a negligenze ed errori.</div> <div>Patologie che influenzano pesantemente la vita quotidiana, sia a livello familiare sia a livello professionale, nel luogo di lavoro e nelle relazioni con i pazienti. Consapevole del pregiudizio e della stigmatizzazione che riguardano tali patologie, il medico tende sostanzialmente a negarle o a cercare di occultarle il più possibile. Questo atteggiamento, che sostanzialmente si traduce in una estrema riluttanza a chiedere aiuto, comporta inevitabilmente un peggioramento della prognosi. Va inoltre considerato con attenzione il fatto che quando un medico rinuncia a cercare soluzioni efficaci ad un suo problema, questa condotta supera l&rsquo;ambito strettamente personale e diventa un comportamento che riguarda il benessere pubblico e di una comunità, per le conseguenze che possono determinarsi sulla salute dei pazienti.</div> <div>I medici, inoltre, sono una delle categorie più trascurate dal nostro sistema di cura: questo dipende dalle abitudini a chiedere pareri a colleghi piuttosto che a farsi seguire regolarmente, dalla negazione della patologia, dal particolare rapporto terapeuta paziente che si instaura quando entrambi sono medici, e così</div> <div>via.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Queste considerazioni sulla professione medica, hanno spinto la Regione Emilia-Romagna a predisporre un primo incontro per valutare la fattibilità di un progetto che offra percorsi terapeutici, per le problematiche</div> <div>indicate, ai professionisti che, a vario titolo, sono coinvolti in processi di cura:</div> <div>medici, psicologi, farmacisti, educatori professionali, infermieri, assistenti sociali.</div> <div>Il progetto ha lo scopo si superare le barriere che attualmente impediscono ai professionisti della salute di &ldquo;concepirsi come pazienti&rdquo;, per facilitare l&rsquo;accesso ad un sistema di cura qualificato in caso di patologie psichiatriche o comportamenti di addiction.</div> <div>&nbsp;</div> <div>A Forlì nei due giorni del convegno è stata presentata un&rsquo;esperienza spagnola: il Progetto Galatea, i cui operatori da oltre dieci anni gestiscono una clinica che offre percorsi terapeutici altamente specializzati ai medici spagnoli con queste tipo di problemi.</div> <div>Nel modello spagnolo, il paziente viene identificato con uno pseudonimo e in nessun momento il suo nome viene a conoscenza dei curanti o di altri colleghi.</div> <div>Solo il direttore del programma e la persona addetta all&rsquo;accoglienza conoscono il vero nome del paziente.</div> <div>Il progetto ha anche una consulenza medico-legale.</div> <div>Il paziente è successivamente visitato dallo psichiatra del progetto e, a seguire, dallo psicologo che imposterà la psicoterapia individuale o di gruppo.</div> <div>In caso di necessità è prevista, anche per il paziente, la possibilità di una consulenza legale.</div> <div>&nbsp;</div> <div><a href="http://paimm.fgalatea.org/eng/comissio.htm">http://paimm.fgalatea.org/eng/comissio.htm</a></div> <div>&nbsp;</div> <div>Il PAIMM si occupa dei medici che soffrono di disturbi mentali o dipendenze da alcool e/o ad altre droghe, compresi gli psicofarmaci.</div> <div>Il programma esiste perché questi medici ammalati nascondono le loro malattie, non cercano l'aiuto, non accedono al sistema sanitario come il resto della popolazione, e possono compromettere facilmente la salute dei loro pazienti.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Tutto questo avviene nel progetto spagnolo ma è realmente fattibile anche in Italia?</div> <div>Le due giornate di discussione, non sono state un Convegno nel senso tradizionale del termine ma una discussione sulla fattibilità, i problemi aperti, gli eventuali snodi critici, il reale fabbisogno e quanto altro possa essere utile al fine di comprendere maggiormente il problema e i percorsi di cura opportuni.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Si ringrazia il dr. C. Renzetti per averci fornito i dati riportati nell&rsquo;articolo.</div> <div>&nbsp;</div> <div>&nbsp;</div> <div>&nbsp;</div> <div>&nbsp;</div> <div>&nbsp;</div> <p>&nbsp;</p></div> alcol psicofarmaci altro Tue, 07 Feb 2012 08:35:13 +0000 la redazione 57536 at http://www.sostanze.info Milano. Mix di alcol e cocaina: ammanettato da agenti muore di infarto http://www.sostanze.info/articolo/milano-mix-alcol-cocaina-ammanettato-agenti-muore-infarto <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-mix-di-alcol-e-cocaina-uomo-di-41-anni-muore-di-infarto-1107593/"><em>Blitzquotidiano</em></a> - ROMA &ndash; Un uomo di 41 anni, con precedenti penali per furto, ricettazione e guida in stato di ebbrezza, è morto nella notte a Milano per arresto cardiaco dopo aver fatto uso di cocaina e alcol.&nbsp;Daniele Langella, milanese, era stato trovato seminudo ed in stato di agitazione dagli agenti della Questura di Milano, intervenuti in via Mosca 9 dopo una chiamata al 113 che denunciava urla e grida d&rsquo;aiuto provenire dal pianerottolo del palazzo.</p> <p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-mix-di-alcol-e-cocaina-uomo-di-41-anni-muore-di-infarto-1107593/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-mix-di-alcol-e-cocaina-uomo-di-41-anni-muore-di-infarto-1107593/"><em>Continua a leggere l'articolo</em></a></p></div> alcol cocaina Tue, 07 Feb 2012 08:32:28 +0000 57535 at http://www.sostanze.info Il “paradiso” dei narcos nei Caraibi http://www.sostanze.info/articolo/paradiso-dei-narcos-nei-caraibi <div class="node-body"><p>di <strong>Piero Innocenti</strong></p> <p><img align="left" width="120" height="106" src="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/01/narcos1.jpg" alt="" /><a href="http://www.eilmensile.it/2012/02/06/il-paradiso-dei-narcos-nei-caraibi-1/"><em>Eilmensile</em></a> - La zona dei Caraibi, date le sue caratteristiche geopolitiche, continua ad essere un contesto estremamente favorevole allo sviluppo di traffici illegali: buon clima ( a parte gli uragani ), bacino marittimo comodamente navigabile, moltissime isole e penisole, coste ricche di approdi marittimi (ed aerei), molti dei quali incontrollati e incontrollabili; una miriade di sovranità territoriali, spesso più nominali che effettive, con isolotti o spazi confinanti talvolta ancora di incerta attribuzione; un via vai continuo non solo di merci, ma anche di persone, indigeni o straniere, delle razze e delle culture più variegate.</p> <p><a href="http://www.eilmensile.it/2012/02/06/il-paradiso-dei-narcos-nei-caraibi-1/">Il &ldquo;paradiso&rdquo; dei narcos nei Caraibi - parte 1</a></p> <p><a href="http://www.eilmensile.it/2012/02/06/il-paradiso-dei-narcos-nei-caraibi-2/">Il &ldquo;paradiso&rdquo; dei narcos nei Caraibi - parte 2</a></p> <p><a href="http://www.eilmensile.it/2012/02/06/il-paradiso-dei-narcos-nei-caraibi-3/">Il &ldquo;paradiso&rdquo; dei narcos nei Caraibi - parte 3</a></p> <p><a href="http://www.eilmensile.it/2012/02/06/il-paradiso-dei-narcos-nei-caraibi-4/">Il &ldquo;paradiso&rdquo; dei narcos nei Caraibi - parte 4</a></p></div> altro Tue, 07 Feb 2012 08:31:06 +0000 57534 at http://www.sostanze.info Lo zucchero? tossico e dannoso come l'alcol e il fumo http://www.sostanze.info/articolo/zucchero-tossico-dannoso-come-lalcol-fumo <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <em>Secondo gli scienziati fa danni alla salute e rende dipendenti: <br /> &laquo;La vendita va regolata per legge&raquo; </em> <p><a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a> - Fa danni alla salute e rende dipendenti, come il tabacco e l&rsquo;alcol: così anche la vendita dello zucchero deve essere regolata per legge. Lo sostiene un gruppo di ricercatori dell&rsquo;University of California a Los Angeles (Ucla) sulle pagine della rivista <span style="font-style:italic">Nature</span>. Lo zucchero, dicono, sta alimentando la pandemia di obesità in tutto il mondo e il suo consumo (triplicato negli ultimi cinquant&rsquo;anni) favorisce la comparsa di patologie, come diabete, malattie cardiovascolari e tumori, responsabili di 35 milioni di morti all&rsquo;anno nel mondo.</p> <p><span style="font-weight:bold">CALORIE VUOTE -</span> E aggiungono: la potenzialità, che lo zucchero ha, di diventare una sostanza da abuso, unita alla sua tossicità e alla sua onnipresenza nella dieta dei Paesi occidentali, lo rende uno dei maggiori pericoli per la salute pubblica. Lo zucchero, dunque, non è soltanto un alimento che apporta all&rsquo;organismo le cosiddette calorie vuote, (cioè, calorie in abbondanza ma nessun elemento utile dal punto di vista nutrizionale, come fa anche l&rsquo;alcol) responsabili dell&rsquo;aumento di peso. Consumato in quantità, lo zucchero modifica il metabolismo, aumenta la pressione del sangue, altera gli equilibri ormonali e provoca danni al fegato. Più o meno gli stessi effetti prodotti dall&rsquo;alcol (che, del resto, deriva dagli zuccheri).</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Continua a leggere sul</em></a> <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a></p> <p>&nbsp;</p></div> altro Mon, 06 Feb 2012 06:57:40 +0000 57471 at http://www.sostanze.info Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori http://www.sostanze.info/articolo/bere-morire-lalcol-accresce-rischio-sviluppare-tumori <div class="node-body"><p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=180018&amp;sez=MEDICINAESALUTE"><em>IlMessaggero</em></a> - ROMA - L'abuso di alcol è associato a più alti tassi di mortalità generale, e in particolare per il cancro. Sono i risultati di uno studio al quale ha partecipato anche l'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze, e che nel mese di febbraio verrà pubblicato su &laquo;Alcoholism: clinical and experimental research&raquo;, autorevole rivista scientifica internazionale. <br /> <br /> <strong>I dati.</strong> &laquo;Il consumo di alcol causa circa il 4% di tutti i decessi nel mondo, ed è responsabile di circa il 5% di tutte le malattie. L'abuso di alcol può compromettere la struttura e la funzionalità di diversi organi, aumentando la mortalità generale di circa 5 volte - informa il dottor Domenico Palli, responsabile dello studio per l'Ispo - Il nostro studio ha evidenziato che l'abuso di alcol aumenta in modo significativo il rischio di morte per numerose cause in confronto alla popolazione generale, anche in un Paese mediterraneo&raquo;. Gli alcolisti risultano a maggio rischio di morte per malattie come diabete, infezioni, malattie del sistema nervoso, respiratorio, digestivo e cardiovascoalre, e anche per le cause violente. &laquo;Ed emerge in modo evidente - precisa ancora Palli - anche il ruolo dell'alcol come cancerogeno: infatti per i forti bevitori risulta aumentato in modo significativo il rischio di sviluppare alcuni tumori, in particolare quelli a carico della faringe, della cavità orale, della laringe e del fegato. Oltre che per questi tumori, tradizionalmente associati al consumo eccessivo di alcol, si rileva un aumento del rischio anche per alcuni tumori tra i più frequenti nella popolazione generale, come quelli dell'intestino e della mammella nelle donne&raquo;.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=180018&amp;sez=MEDICINAESALUTE"><em>Continua a leggere</em></a></p></div> alcol Mon, 06 Feb 2012 06:56:08 +0000 57470 at http://www.sostanze.info US shelter uses alcohol to combat alcoholism http://www.sostanze.info/articolo/us-shelter-uses-alcohol-combat-alcoholism <div class="node-body"><p><em><a href="http://www.aljazeera.com/video/americas/2012/02/20122211512821931.html">Aljazeera</a> - Controversial strategy at Seattle homeless shelter may sound counter-productive yet has proved anything but.</em></p> <p>A controversial project treating alcoholic homeless people in the US has yielded some surprising results.</p> <p>The programme in the city of Seattle has been allowing homeless shelter residents to use alcohol in order to reduce both alcohol use and alcohol-related problems.</p> <p><a href="http://www.aljazeera.com/video/americas/2012/02/20122211512821931.html"><em>VIDEO</em></a></p> <p>Al Jazeera's Tarek Bazley reports from Seattle, Washington.</p></div> alcol Mon, 06 Feb 2012 06:50:26 +0000 57469 at http://www.sostanze.info Cannabis e schizofrenia http://www.sostanze.info/articolo/cannabis-schizofrenia <div class="node-body"><p><a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1761"><em><br /> </em></a></p> <p style="text-align:justify"><a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1761"><em>Partecipasalute </em></a>- A Milano sono almeno 30.000 le dosi di cannabis utilizzate ogni giorno. Attualmente si discute se il rapporto tra l&rsquo;insorgenza di malattie psichiatriche- tra cui schizofrenia e depressione- e l&rsquo;uso di cannabis sia causale. Molti studi hanno cercato di dare una risposta al problema. Dall&rsquo;ultimo studio pubblicato sul British Medical Journal (<a href="http://www.bmj.com/content/342/bmj.d738.full.pdf?sid=75d37501-826c-4937-9850-6f675b9a90ee" target="_blank">articolo</a>) risulta che l&rsquo;uso di cannabis è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di psicosi o sintomi schizofrenici, soprattutto nei giovani. Leggi l'<a href="http://www.partecipasalute.it/cms/files/CANNABIS%20E%20SCHIZOFRENIA.pdf">articolo di Silvio Garattini</a> pubblicato sulla rivista Oggi - RCS Periodici.</p> <p style="text-align:justify">Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità<br /> Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri</p></div> canapa Sun, 05 Feb 2012 06:21:30 +0000 57428 at http://www.sostanze.info "Lo zucchero è una droga: tassatelo" http://www.sostanze.info/articolo/zucchero-droga-tassatelo <div class="node-body"><p>la proposta rilanciata dall&#39;Independent. <a href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/441068/">http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/441068/</a></p> </div> altro Fri, 03 Feb 2012 16:51:18 +0000 57381 at http://www.sostanze.info Contro la piaga del gioco d'azzardo una campagna troppo equivoca http://www.sostanze.info/articolo/contro-piaga-del-gioco-dazzardo-campagna-troppo-equivoca <div class="node-body"><p>&nbsp;Sono cinque le associazioni (Il Conagga &lsquo;Coordinamento nazionale Gruppi per giocatori d&rsquo;azzardo&rsquo;, il Cnca, il Gruppo Abele, Libera e Alea-Associazione per lo studio del gioco d&rsquo;azzardo e dei comportamenti a rischio) che hanno deciso di appellarsi al Presidente del Consiglio Mario Monti per interrompere la campagna patrocinata dai Monopoli di Stato dal titolo &ldquo;Giovani e Gioco&rdquo;. Ritenuti pericolosi e lesivi per la crescita dei più giovani, gli slogan scelti per la campagna &ndash; secondo alcuni esperti &ndash; indurrebbero al gioco d&rsquo;azzardo.</p> <p>E&rsquo; &laquo;inammissibile &ndash; sostengono i rappresentanti delle cinque associazioni &ndash; che un progetto che coinvolge 70mila studenti e che, secondo le dichiarazioni del direttore dei Monopoli, si vuole estendere alle fasce dei minori più piccoli, contenga frasi come: &ldquo;Evolve chi si prende una giusta dose di rischio, mentre è punito chi non rischia mai o chi rischia troppo!&rdquo;, o &ldquo;Ci si attacca alla rete, al cellulare, alle slot machine o ai videopoker parcheggiati nei bar per dare risposta al primordiale bisogno di vincita che l&rsquo;essere umano ha in sé&rdquo;, o dove viene promosso l&rsquo;aspetto meno educativo e socializzante dei giochi online dichiarando che grazie a questi: &ldquo;Non c&rsquo;è bisogno di cercare compagni di gioco come si faceva da bambini, perché questo gioco è spesso solitario e decontestualizzato&rdquo;&raquo;. Recentemente, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Angelo Bagnasco, a tal proposito aveva dichiarato: &ldquo;E' necessario arginare la piaga del gioco d'azzardo, quale fuga disperata da una realtà ritenuta ingrata, o quale seducente sirena di vita facile, ma che si rivela come abbrutente dipendenza che deforma l&rsquo;umano dell'uomo, e sconquassa le famiglie&rdquo;.</p> <p>Il presidente della Cei le considera &ldquo;le malattie nuove di una post-modernità infragilita dalle proprie ossessioni prima ancora che dai deficit di bilancio&rdquo;. &ldquo;Da parecchi mesi &ndash; dichiarano Matteo Iori, presidente del Conagga, don Armando Zappolini, presidente del Cnca, don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, e Graziano Bellio, presidente di Alea &ndash; sottolineiamo la gravità di alcuni dei messaggi contenuti nel dvd presentato dall&rsquo;AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ai giovani studenti italiani. I presidenti delle cinque organizzazioni prima citate ritengono che il &ldquo;il progetto portato nelle scuole contenga troppi stimoli al gioco d&rsquo;azzardo e che finisca per sostenere l&rsquo;idea che i ragazzini debbano giocare d&rsquo;azzardo almeno un po&rsquo;, come si può cogliere con più chiarezza dagli esiti proposti nel test interattivo contenuto nel dvd&rdquo;.</p> <p>Le ricerche svolte nel territorio italiano rivelano dati preoccupanti per la nostra società. Centinaia di migliaia di minorenni giocano d&rsquo;azzardo nonostante questo sia vietato per legge; numerosissimi i giovani studenti con problemi di patologia legati al gioco d&rsquo;azzardo. Il progetto sul gioco d&rsquo;azzardo promosso dai Monopoli di Stato risulta, dunque, lacunoso e pericoloso soprattutto per i più giovani. Si tratta di una campagna rivolta ai docenti e agli studenti atta a sensibilizzare sul rischio dei giochi ma che invece appare equivoca, dannosa e diseducativa. Essa fa leva sull'importanza della dimensione ludica senza definire in modo netto il confine tra ciò che è ludico e ciò che è azzardo, e quindi dannoso; proponendo, peraltro, solo due vie percorribili: quella del gioco d'azzardo legale e quella del gioco d&rsquo;azzardo illegale. La terza via &ndash; quella che invita a non giocare affatto &ndash; non viene assolutamente ipotizzata!</p> <p>I leader delle cinque associazioni auspicano, pertanto, che tale proposito &ldquo;venga sospeso al più presto in attesa di un nuovo progetto che, sviluppato in un contesto privo di conflitti di interesse, possa davvero promuovere una riflessione su tutti i rischi legati al gioco d&rsquo;azzardo&rdquo;.</p></div> altro Fri, 03 Feb 2012 08:13:52 +0000 57341 at http://www.sostanze.info Droghe, IPSOS: per il 39% degli italiani sono tutte uguali. Il 69% pronto ad aiutare un amico http://www.sostanze.info/articolo/droghe-ipsos-39-degli-italiani-sono-tutte-uguali-69-pronto-ad-aiutare-amico <div class="node-body"><p>&nbsp;<span style="color:rgb(34, 34, 34)">La maggior parte degli italiani e' convinto che&nbsp;<strong>tutte le droghe siano pericolose in egual misura</strong>. Secondo un sondaggio Ipsos - Vanity Fair infatti, il&nbsp;<strong>39% degli italiani non fa alcuna differenza</strong>&nbsp;tra i vari tipi di droga e i loro effetti, una percentuale che scende al 28% se si guardano i giovani tra i 18 e i 34 anni. Il 18% ritiene invece che le droghe piu' dannose siano il crack e l'eroina,<strong>&nbsp;il 14% cocaina e anfetamine</strong>. Anche hashish e marijuana sono considerate pericolose dal 14% della popolazione.&nbsp;<br /> <br /> Il sondaggio ha analizzato anche le risposte degli intervistati alla domanda &quot;Se scoprisse che un suo amico fa uso di droghe come reagirebbe&quot;. Si scopre che&nbsp;<strong>il 69% degli italiani</strong>&nbsp;con spirito da crocerossini cercherebbe di&nbsp;<strong>aiutarlo a smettere</strong>, una percentuale che sale all'81% se si trattasse di droghe pesanti. Mentre chi si dice pronto a evitare l'amico ad ogni costo e'&nbsp;<strong>il 3% della popolazione.</strong>&nbsp;Alta anche la percentuale di chi, in caso di droghe leggere come la marijuana, si dichiara non interessato e&nbsp;<strong>segue la filosofia &quot;vivi e lascia vivere&quot;, ossia il 15%</strong>. Un dato che si abbassa drasticamente al 4% in caso invece di droghe pesanti.&nbsp;<strong>La tolleranza registra dati piu' alti anche nel mondo giovanile</strong>: il 21% degli intervistati si e' detto convinto che ognuno nella sua vita e' libero di fare come vuole.&nbsp;</span></p></div> altro Fri, 03 Feb 2012 08:09:08 +0000 57340 at http://www.sostanze.info USA - Palazzo di cinque piani usato per coltivare cannabis nel Bronx http://www.sostanze.info/articolo/usa-palazzo-cinque-piani-usato-coltivare-cannabis-nel-bronx <div class="node-body"><p><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/palazzo+cinque+piani+usato+coltivare+cannabis+nel_124817.php"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/palazzo+cinque+piani+usato+coltivare+cannabis+nel_124817.php"><em>Notiziario Aduc</em></a> - Una vera e propria industria della marijuana nel cuore del Bronx e' stato scoperto dalla polizia di New York in un raid all'interno di un edificio di cinque piani, tutti utilizzati per il &quot;business&quot;.<br /> Un business basato su un elaborato sistema di coltivazione, che richiedeva l'utilizzo di diversi piani, ognuno dei quali corrispondeva a uno stadio della crescita delle piantine.<br /> Al momento del raid la polizia si e' trovata davanti una sorta di giungla al coperto, con piantine che spuntavano ovunque, alcune delle quali alte oltre due metri. Hanno sequestrate quasi 600 piante, oltre a 35 chili della sostanza stupefacente gia' tagliata, essiccata e impacchettata.<br /> Gli agenti hanno scoperto che ogni piano era attrezzato con un sofisticato sistema di ventilazione e umidificazione che consentiva di produrre ogni mese dai 25 ai 30 chili di marijuana, per un valore di circa 250.000 dollari. Il totale delle piantine e dei pacchetti sequestrati ammonta a oltre 700 chili. Un business che lo scorso anno, secondo una stima approssimativa, potrebbe aver fruttato almeno tre milioni di dollari. In manette sono finiti tre giovani poco piu' che ventenni.<br /> Gli inquirenti hanno rivelato che hanno cominciato a tenere sott'occhio l'edificio circa due mesi fa in seguito alle lamentele di alcuni residenti che avevano notato attivita' sospette.</p></div> canapa altro Fri, 03 Feb 2012 07:21:39 +0000 57339 at http://www.sostanze.info NUOVO FARMACO CONTRO L’ALCOLISMO http://www.sostanze.info/articolo/nuovo-farmaco-contro-lalcolismo <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><img align="left" width="120" height="120" src="http://www.cesda.net/wp-content/uploads/2012/02/logo-asl2-colore-web_small.jpg" alt="" /><a href="http://www.cesda.net/?p=2695#more-2695"><em>Cesda</em></a> - L&rsquo;ambulatorio di alcologia del Ser.T di Vasto è stato coinvolto in un <strong>progetto di ricerca europeo </strong>per la sperimentazione di un nuovo farmaco, il GHB in formulazione granulare, destinato alla cura dei soggetti affetti da dipendenza da alcol.<br /> <br /> Oltre che in Italia, la ricerca verrà condotta in centri di cura dell&rsquo;alcolismo di Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Slovacchia e Svezia. Il farmaco oggetto della sperimentazione è una sorta di metadone per alcolisti, che, agendo sul sistema nervoso, limita il desiderio di assumere alcol facilitando il processo di disintossicazione. Lo studio, al via nelle prossime settimane, sarà condotto per un anno su cinquecento pazienti, di cui una ventina selezionati fra quelli in cura a Vasto, che durante la sperimentazione saranno costantemente seguiti dai medici del centro di alcologia . &laquo;Si tratta di un riconoscimento importante per la nostra struttura e per un&rsquo;attività portata avanti con successo da più di dieci anni &ndash; sottolinea Fernando Fantini, responsabile del Ser.T. vastese -. La partecipazione a questo studio pone in primo piano il nostro Centro, scelto insieme a pochi altri per offrire nuove opportunità di trattamento agli alcolisti&raquo;.</p> <p>Fonte: <a href="http://www.info.asl2abruzzo.it/">http://www.info.asl2abruzzo.it</a></p></div> alcol Fri, 03 Feb 2012 07:18:38 +0000 57338 at http://www.sostanze.info 31 maggio, Rototom a processo http://www.sostanze.info/articolo/31-maggio-rototom-processo <div class="node-body"><div> <h3><em>Da&nbsp;<a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo">Fuoriluogo.it</a>, la rassegna sulla vicenda ROTOTOM</em></h3> <h3>Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/12865" title="Rototom, un processo assurdo">la prima udienza</a> del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l'accusa di &ldquo;agevolazione all&rsquo;uso di sostanze stupefacenti&rdquo;. In questo speciale raccogliamo un poco di documentazione sulla storia, non solo giudiziaria, del più grande festival reggae d'Europa.</h3> <p>Fuoriluogo lancia un'appello per una mobilitazione che porti quel giorno in Piazza a Tolmezzo il dibattito per una nuova politica sulle droghe.</p> <h3>&nbsp;</h3> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/rototom-un-processo-assurdo#more">Rototom, un processo assurdo</a></h3> <div> <p>Franco Corleone scrive sul rinvio a giudizio di Filippo Giunta per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 1 febbraio 2012.</p> </div> </div> <div> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/rassegna-stampa#more">Rassegna stampa</a></h3> <div> <p>La rassegna stampa sul Rototom Sunsplash Festival e la sua vicenda giudiziaria.</p> </div> </div> <div> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/aderisci-allappello#more">Aderisci all'appello</a></h3> <div> <p>31 maggio, Rototom a processo. Noi in piazza processiamo la legge Giovanardi. Aderisci all'appello on line sul blog di Fuoriluogo.it.</p> </div> </div></div> altro Thu, 02 Feb 2012 07:42:51 +0000 57272 at http://www.sostanze.info Libro bianco: alcol e fumo trasgressioni in aumento tra i ragazzi http://www.sostanze.info/articolo/libro-bianco-alcol-fumo-trasgressioni-aumento-ragazzi <div class="node-body"><em>Dal Libro Bianco sulla salute di bambini e adolescenti presentato ieri all&rsquo;Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma emergono dati che fanno pensare e discutere</em> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em>La Stampa</em></a>, 31/01/2012 - È stato presentato ieri nella Sala Consiglio - Presidenza Facoltà di Medicina e Chirurgia dell&rsquo;Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, il Libro Bianco &ldquo;La salute dei bambini&rdquo; &ndash; Stato di salute e qualità dell&rsquo;assistenza della popolazione in età pediatrica nelle regioni italiane che presenta il rapporto sulla salute e l&rsquo;assistenza di bambini e adolescenti in Italia.</p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em>Continua a leggere su LaStampa</em></a></p></div> alcol tabacco Thu, 02 Feb 2012 07:40:36 +0000 57271 at http://www.sostanze.info Con la neve fino agli occhi http://www.sostanze.info/articolo/neve-fino-agli-occhi <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><em><span>Libro di </span></em><span><em> <span>Sabbag Robert</span></em></span><em><span> </span> <span> <span>, edito da <span> </span></span></span></em><span><span><span><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/editore-bompiani_.htm"><em> <span>Bompiani</span></em></a></span></span><em><span>, 2000 </span></em> </span></p> <p>&nbsp;</p> <p><img align="left" src="http://imc.unilibro.eu/find_buy/vcm.asp?copertina=9788845243349&amp;prodotto=libro" alt="" /><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-sabbag_robert/sku-503008/con_la_neve_fino_agli_occhi_.htm"><em>Unilibro.it</em></a> - Vita, opere, misfatti e molti eccessi di Zachary Swan, leggendario trafficante di droga che negli anni Settanta con mezzi tanto ingegnosi da diventare quasi artistici, riuscì a far arrivare dal Sudamerica negli Stati Uniti incredibili quantità di cocaina e di svariati altri stupefacenti. Avventurosa e divertente come un romanzo, pubblicata per la prima volta nel 1979 e da allora assurta a rango di<span> libro cult per un'intera generazione, &quot;Con la neve fino agli occhi&quot;, per la prima volta presentata in Italia, è più della semplice biografia di un malvivente: è un racconto classico e quasi dickensiano di ascesa e rovina, un viaggio travolgente nella storia del costume, della musica e dell'arte degli anni Settanta. </span></p></div> cocaina altro Thu, 02 Feb 2012 07:38:40 +0000 57270 at http://www.sostanze.info Colpo grosso nel gelido Iowa. http://www.sostanze.info/articolo/colpo-grosso-nel-gelido-iowa <div class="node-body"><p>&nbsp;Ashley, 21 anni, è la prova vivente che è inutile mettere la gente in guardia dalle illusioni. Si cerca, in questa pagina che immeritatamente riempio da ormai quattordici anni, di evitare sempre di dare buoni consigli o cattivi esempi. Per questo ho esitato molto prima di rassegnarmi a parlarvi di Ashley Smircna, una giovane donna dello Iowa. Ashley ha 21 anni ed è di origine ceca. Studia agronomia nell'università di Saint Ambrose (è proprio lo stesso Ambrogio della liturgia milanese) nell'Iowa (uno stato di agricoltura e allevamento di maiali) e ha un vizietto come hanno circa cinque milioni di americani: il gioco. Ma come molte donne Ashley rifugge dai casinò, che in Iowa, stato orribilmente perbene, neppure esistono, o dal poker. E preferisce la discrezione anonima della Lotteria di Stato.</p> <p>Stava, qualche giorno fa, scrivendo una tesi per il proprio corso, quando ha deciso di prendersi una pausa. Nel gelido Iowa, ve lo garantisco, soprattutto d'inverno non c'è molto da fare, soprattutto all'aperto e Ashley decise di andare in un minimarket sempre aperto, il &quot;7/11&quot;, per il solito vaso da notte di caffè con ciambella fritta. Mentre li ordinava alla cassa, cedette alla tentazione e comperò un tagliando gratta e vinci da un dollaro.&nbsp;<br /> Venne, grattò e vinse. Venti dollari. Abbastanza per pagare il caffè, il donut e la ciambella. Ma la voglia, soprattutto ai viziosi, vien mangiando. Anziché mettere il resto nella borsa, Ashley tornò alla cassa e investì tutti e 20 i dollari in venti gratta e vinci. Rigrattò e rivinse, questa volta 300 dollari in tutto.<br /> Ne concluse, l'ingenua fanciulla, che le lotterie erano l'equivalente di un Bancomat su un conto pagato da altri, come quegli appartamenti che in Italia vengono offerti a ministri a loro insaputa. Un'altra persona avrebbe afferrato quei 300 dollari e si sarebbe tuffata in una piccola orgia di shopping a spese dello Stato. Non lei. Con i 300 dollari acquistò schede per la Lotteria Statale delo Iowa, l'enalotto della prateria americana, scegliendo i suoi numerini preferiti. E la sera di sabato 14 gennaio, davanti alla piccola tv nella sua stanzetta dentro il dormitorio di Sant'Ambrogio, svenne, come quelle ragazzine ottocentesche soggette ai vapeurs, come un tempo dicevano i francesi, ai vapori e alle vampate dei mancamenti. Per sua fortuna, accanto a lei c'era la compagna di celletta, che le praticò un primo soccorso cardiorespiratorio e chiamò subito l'ambulanza con il 911.<br /> La causa di quel malore, fortunatamente passeggero, erano stati i numeri apparsi sullo schermo del televisore. Erano i suoi. Quelli che lei poche ore prima aveva giocato. La vincita: un milione di dollari. Ricapitolando. Dalla mattina, quando era uscita dal college per prendersi un momento di riposo dalla scrittura della tesi, alla sera quando era rientrata, Ashley Smircna aveva trasformato un dollaro prima in venti dollari, poi in 300 e infine in un milione, passando attraverso il grattino singolo, i venti grattini e infine i numeri della State Lottery of Iowa. La donna che non poteva perdere ha spiegato calma che con quei soldi, pagata le retta del Sant'Ambrogio e le tasse nazionali e locali (45%), avrebbe coronato il proprio sogno. Diventare veterinaria. Questa è la storia che non volevo raccontare, perché l'incredibile botta di sedere della studentessa è qualcosa che non accade, non può avvenire, che tutti i matematici spiegano avere probabilità infinitesimali, misurabili a una contro miliardi (di giocate, s'intende). E che il gioco d'azzardo - perché di questo si tratta, è, da quando fu inventato nell'Inghilterra della regina Elisabetta, quell'altra, la Prima, perchè nel 1566 per quanto la Seconda sia vecchia ancora non c'era - è la più iniqua e crudele delle tasse. È una tassa sulla povertà e sul sogni, alla quale si affidano proprio coloro che non potrebbero permettersi di buttare via neppure un centesimo.<br /> Ma sono i filotti impossibili come questo di Ashley a tenere viva l'illusione, il &quot;perché non può capitare anche me?&quot;. Nei momenti di grandi ansie e di grande crisi economiche, le puntate al tavolo del più grande casinò, lo Stato, aumentano sempre, ovunque, come sta avvenendo. Ma non tutti possiamo frequentare l'università di Sant'Ambrogio.</p> <p>Vittorio Zucconi, DRepubblica</p> <p></p></div> altro Wed, 01 Feb 2012 09:32:18 +0000 57213 at http://www.sostanze.info I club della cannabis http://www.sostanze.info/articolo/club-della-cannabis <div class="node-body"><p><em><br /> </em></p> <p><em>In Germania la Sinistra (Die Linke) propone locali dove comprare legalmente l&rsquo;erba da fumare</em></p> <p><img align="left" width="130" height="63" src="http://cdn2.spiegel.de/images/image-298615-panoV9free-xsto.jpg" alt="" /><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/192763/i-club-della-cannabis/"><em>Giornalettismo</em></a> - I club della cannabis, il primo passo per la legalizzazione delle droghe leggere in Germania. Nell&rsquo;audizione di oggi al Parlamento tedesco il partito di sinistra Linke proporrà l&rsquo;introduzione di locali dove le persone potranno comprare per uso personale una quantità massima di erba da fumare. La ricetta della Linke trova qualche apertura nelle altre forze progressiste, mentre viene bocciata dalla maggioranza di destra della Merkel.</p> <p><strong>CLUB DELLA CANNABIS &ndash; </strong>Al Bundestag la Linke ha presentato una mozione per legalizzare l&rsquo;uso e la vendita della marijuana in Germania. La proposta del partito di sinistra, che segue l&rsquo;odg approvato al recente congresso per la legalizzazione di ogni droga, eroina inclusa, prevede la creazione di locali per coltivare legalmente la cannabis. All&rsquo;interno di questi club le persone maggiorenni potranno acquistare una quantità massima di ganja, trenta grammi, mentre sarà vietato ai minorenni l&rsquo;accesso a questi locali. L&rsquo;idea, sviluppata da Frank Tempel, un funzionario di polizia, vuole combattere il proibizionismo su un divieto che nessuno praticamente rispetta in Germania. Si stima che almeno quattro milioni di tedeschi fumino abitualmente marijuana e haschish, così come si valuta in circa centomila i reati abitualmente compiuti per l&rsquo;uso della cannabis. La ricetta della Linke mira soprattutto ad aprire il dibattito su un tema finora poco discusso, ma che interessa comunque molte persone. E&rsquo; inoltre da notare come il partito post comunista, dopo l&rsquo;esplosione del Partito dei Pirati nella loro roccaforte di Berlino, si stia spostano su temi sempre più libertari, quantomeno in ambito di diritti civili.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/192763/i-club-della-cannabis/"><em>Continua a leggere</em></a></p></div> canapa Tue, 31 Jan 2012 07:08:08 +0000 57040 at http://www.sostanze.info Cocaina: chi ne abusa rischia il pneumoencefalo, aria “intrappolata” nel cervello http://www.sostanze.info/articolo/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello <div class="node-body"><p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><img align="left" width="120" height="72" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2012/01/small_110224-211749_intlp01_24-1-large.jpg" alt="" />Panorama</em></a> - C&rsquo;è una spiacevole conseguenza dell&rsquo;abuso di cocaina di cui i medici non erano ancora a conoscenza. Si tratta dell&rsquo;insorgenza del pneumocefalo, la presenza di aria nell&rsquo;encefalo e nei ventricoli cerebrali - di fatto tra il cervello e il cranio - di solito imputabile a traumi. Dopo averla scoperta all&rsquo;Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, un gruppo di chirurghi guidati da Roberto Gazzeri<a target="_blank" href="http://www.springerlink.com/content/l56964q265173597/"> ne ha dato notizia su <strong><em>Acta Neurochirurgica</em></strong></a>.</p> <p>Un uomo di 31 anni con una lunga storia di abuso di cocaina si era presentato in stato di ansia al Pronto Soccorso dichiarando di avere <strong>un acuto mal di testa</strong>.&nbsp;Dopo un primo esame, Gazzeri e colleghi avevano effettuato una tomografia computerizzata dalla quale era emersa la totale scomparsa del setto nasale e dei turbinati, porzioni di mucosa all&rsquo;interno del naso che servono a depurare e riscaldare l&rsquo;aria respirata.</p> <p>La conseguenza più evidente di questi danni provocati nel paziente dalla &ldquo;sniffatura&rdquo; della cocaina era la <strong>fuoriuscita dal naso del liquido cefalorachidiano</strong>, chiamato brevemente liquor, contenuto nel cervello e presente tra il cervello e le meningi.</p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em>Continua a leggere su Panorama</em></a></p></div> cocaina Tue, 31 Jan 2012 07:05:42 +0000 57039 at http://www.sostanze.info Cocaina consegnata all’Onu, “colpa” di un logo riprodotto male http://www.sostanze.info/articolo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-logo-riprodotto-male <div class="node-body"><p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-di-un-logo-riprodotto-male-1097818/"><em>Blitzquotidiano</em></a> - NEW YORK, 27 GEN. Il logo azzurro dell'Onu, anche se riprodotto in modo grossolano, ha tratto in inganno uno spedizioniere, e cosi' due pacchi provenienti da Citta' del Messico contenenti sedici chili di cocaina sono stati consegnati la scorsa settimana al quartier generale delle Nazioni Unite, a New York.</p> <p>''All'interno delle due scatole, che avevano la stessa forma delle borse diplomatiche, c'erano alcuni libri le cui pagine erano state tagliate per nascondere un chilo di cocaina ciascuna'', ha dichiarato il portavoce della polizia di New York Paul Browne, secondo il quale il valore della droga ammonta a due milioni di dollari. I due pacchi bianchi spediti dal Messico non indicavano ne' il mittente, ne' il destinatario, cosi' lo spedizioniere di un centro Dhl di Cincinnati ha riconosciuto il logo delle Nazioni Unite e li ha inviati al Palazzo di Vetro.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-di-un-logo-riprodotto-male-1097818/"><em>Continua a leggere su Blitzquotidiano</em></a></p></div> cocaina Tue, 31 Jan 2012 07:03:29 +0000 57038 at http://www.sostanze.info Shopping, fb e poker on line, così cambiano le dipendenze http://www.sostanze.info/articolo/shopping-fb-poker-line-cosi-cambiano-dipendenze <div class="node-body">Gli adolescenti trascorrono 6-7 ore al giorno inchiodati al computer. Tra gli adulti dilaga il gioco d'azzardo su Internet di ERNESTO FERRARA, repubblica.it Drogati di internet, intossicati da shopping, impazziti per il gioco d’azzardo. Cyberadolescenti che arrivano a trascorrere 6-7 ore al giorno inchiodati a Facebook, ai giochi di ruolo on line, ai siti pornografici, fino al punto di trascurare studio, amici, vita. Consumatori prigionieri dell’acquisto selvaggio, quarantenni rovinati dal poker online. Cambia pelle il mondo delle dipendenze. Su quasi 4.800 utenti seguiti nel 2011 dai Sert di Firenze e provincia, rimangono i tossicodipendenti (quasi 2.900), gli alcolisti (1.300) e i tabagisti (oltre 300) i casi più frequenti, ma aumentano i soggetti con vere e proprie patologie legate alla dipendenza da gioco d’azzardo (159 seguiti nel 2011, erano 128 nel 2010), o da internet, dal sesso (non solo on line: ci sono anche casi di sex addiction), dallo shopping compulsivo (in tutto 35 utenti nel 2011, 27 nel 2010). Giovani incapaci di staccarsi dai propri computer, professionisti vittime dell’utilizzo eccessivo della posta elettronica, consumatori prigionieri degli acquisti “selvaggi”, vittime dell’azzardo di Stato, dei videopoker, del trading online, delle relazioni virtuali. Ci sono trentenni che avvertono la smania di entrare in un negozio forte come un pugno allo stomaco e si ritrovano costretti a comprare anche 14 paia di scarpe. Altri capaci di rubare i soldi nei salvadanai dei figli, ossessionati dalle compere. Cinquantenni che arrivano a spendere 8 mila euro al poker on line, a compare 1.050 euro di gratta e vinci. Per infilarsi in giri di debiti che arrivano a sfiorare, nei casi più estremi, anche il milione di euro. Dai racconti degli operatori saltano fuori storie al limite: di disoccupati finiti sul lastrico per colpa di un videopoker, di professioniste col vizio di comprare fino a 200 euro di gratta e vinci o di win for life per volta, di ragazzi che comprano scarpe vestiti o qualsiasi altro oggetto come afflitti da un impulso irrefrenabile. Un disturbo molto diffuso in Usa. E’ in particolar modo il gioco d’azzardo patologico a preoccupare in questo momento i Sert. Non si aspetta più la lotteria o l’estrazione del lotto, sono gratta e vinci e win for life le nuove frontiere degli scommettitori efferati, il 76% sono uomini, il resto donne. Quarantenni, sposati, lavoratori perlopiù, ma i Sert di Firenze (Carmine, Arcolaio, Lorenzo il Magnifico, per info c’è il sito www.cesda.it o il numero 840003003) seguono anche ragazzi di 22 anni. La relazione 2011 al parlamento in materia di dipendenze fatta dal dipartimento nazionale antidroga del ministero, stima i giocatori patologici siano l’12% della popolazione adulta e addirittura il 35% degli adolescenti. In Toscana nel 2010 la spesa per il gioco legale è stata di 3,4 miliardi di euro, ciascun fiorentino ha speso in media qualcosa come 888 euro. Scatta però ora una campagna informativa e di prevenzione in tutta la città: «Non fare il pollo», è lo slogan. Finanzia tutto la Regione Toscana, promuovono l’iniziativa Asl e Comune di Firenze. </div> altro Mon, 30 Jan 2012 13:38:40 +0000 56978 at http://www.sostanze.info Farmaci e psicoterapia http://www.sostanze.info/articolo/farmaci-psicoterapia <div class="node-body">Fino a qualche anno fa gli ansiolitici erano ai primi posti fra i farmaci più venduti, venivano prescritti con facilità e assunti a dir poco con disinvoltura. Ora si usano molto meno. «Oggi i farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi serotoninergici: ne esistono molti, con caratteristiche diverse e per ogni paziente il medico può scegliere il più adatto — spiega Liliana Dell'Osso, di cui sta per essere pubblicata una sintesi che fa il punto sulle terapie più efficaci nei disturbi d'ansia —. Si tratta di farmaci efficaci, e più maneggevoli rispetto alle benzodiazepine, i classici ansiolitici. In alcuni casi possono dare «tolleranza», ovvero la necessità di aumentare le dosi per avere lo stesso effetto, o perfino dipendenza. Si possono usare in alcune fasi della terapia, ma non a lungo termine. Per di più spesso non sono risolutive, ad esempio in caso di attacchi di panico: attenuano ma non eliminano le crisi di panico, per cui il paziente continuerà a vivere nell'ansia che possano capitargli di nuovo e non guarirà». Purtroppo, molti ansiosi patologici ricorrono al fai da te, scegliendo l'ansiolitico più a portata di mano, l'alcol: «L’alcol rilassa, perciò molti lo considerano una panacea per superare momenti difficili — interviene Laura Bellodi del San Raffaele —. Ma è una bomba a orologeria. Sono tanti gli alcolisti che hanno iniziato a bere per curare da soli un disturbo d'ansia e poi non sono riusciti più a fermarsi». Il primo passo per un trattamento adeguato è chiedere aiuto: oggi i pazienti lo fanno più spesso rispetto al passato, ma in alcuni casi, ad esempio in coloro che soffrono di fobia sociale, è la malattia stessa a rendere difficile rivolgersi al medico. L'unico, peraltro, che può fare la diagnosi. «I test fai da te sono sconsigliabili, i pazienti hanno ossessioni e difficoltà che possono perfino essere acuite da domande non mediate da un professionista, che sa come porgerle e interpretarle» sottolinea a questo proposito Liliana Dell’Osso. Il medico, anche quello di medicina generale, può capire di che disturbo si tratta e soprattutto se dipende da un problema organico. «Esistono infatti malattie, come il decadimento cognitivo nell'anziano e alcune patologie endocrine o della tiroide, che possono presentarsi con i sintomi di un disturbo d'ansia» avverte Bellodi. «Una volta certi della diagnosi, — prosegue la specialista — spesso è utile associare agli antidepressivi una terapia cognitivo-comportamentale. È fondamentale chiedere che tipo di psicoterapia sarà impostata, perché nei disturbi d'ansia la classica psicanalisi, ad esempio, non è molto utile». «Quel che conta, infatti, — spiega Laura Bellodi — non è indagare la personalità, ma fornire al paziente gli strumenti cognitivi e "pratici" per tornare in una logica di comportamenti sani, che non siano dettati dall'ansia. Una psicoterapia ben fatta garantisce risultati in breve tempo: entro sei, otto mesi si deve vedere un cambiamento, altrimenti vuol dire che quella psicoterapia non è quella giusta». Ma qual è il disturbo più difficile da affrontare? «Di certo il disturbo ossessivo-compulsivo — risponde Bellodi, che presiede il comitato scientifico dell'Associazione Fuori dalla Rete per aiutare i pazienti ossessivo-compulsivi —. Ha caratteristiche un po' diverse dagli altri e si è anche ipotizzata una reale compromissione di alcune strutture cerebrali. Tuttora non riusciamo a risolvere quattro casi su dieci. Ma in tutti gli altri disturbi le cure sono quasi sempre risolutive: purtroppo, non tutti i pazienti l'hanno ancora capito. E questo è forse l'equivoco peggiore sui disturbi d'ansia». Elena Meli, corriere.it</div> psicofarmaci Mon, 30 Jan 2012 13:36:13 +0000 56976 at http://www.sostanze.info Farmaci oppioidi e cannabinoidi: una legge che ci protegge dal dolore http://www.sostanze.info/articolo/farmaci-oppioidi-cannabinoidi-legge-che-ci-protegge-dal-dolore <div class="node-body">Blog Panorama.it. Luca Sciortino L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera tra i principali indicatori della qualità di un servizio sanitario nazionale il numero di farmaci antidolorifici oppioidi e cannabinoidi che vengono prescritti in un anno. In buona sostanza, la facilità con cui un malato grave o terminale può accedere agli analgesici oppiacei è considerato un criterio di giustizia e di efficienza per qualunque servizio sanitario. In base a questo principio, come dobbiamo giudicare la situazione in Italia? Forse la risposta più giusta è duplice: siamo indietro rispetto ad altri Paesi europei ma un certo numero di leggi che abbiamo approvato dal 1997 al 2010 ci mettono ora all’avanguardia in Europa. Lo si evince dai dati contenuti nel volume di fresca pubblicazione Cronaca di una legge che ci difende dal dolore. La Legge 38/10, la più evoluta d’Europa, scritto da Marco Filippini e Manueala Maria Campanelli. Secondo gli ultimi dati citati nel libro e forniti da Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale per la terapia del dolore, nel 2007 la spesa procapite di oppiacei contro il dolore era di 0,67 euro, oggi è di 1,03. Siamo ancora lontani dalla Germania con una spesa 9 volte superiore alla nostra, dalla Francia con una spesa del doppio e ancora al livello della Spagna. Però, ci sono ottime ragioni per rallegrarsi. Il 15 marzo 2010 il Parlamento ha approvato una legge, la 38/10, che di fatto obbliga i medici a occuparsi del dolore dei propri pazienti. Come spiega Fanelli, la legge ha di fatto reso disponibili i farmaci oppiacei sollevando i medici da rischi di procedure penali e i malati da lunghissime pratiche burocratiche e spese finanziarie. Così se prima i farmaci oppioidi dovevano rientrare in un ricettario delle Asl e potevano ottenersi per periodi di tempo limitati, oggi sono prescrivibili da un medico con una normale ricetta “bianca” o “rosa” come tutti gli altri farmaci. Non solo. Diventiamo l’unico Paese al mondo dove si prevede l’uso di oppiacei nella terapia del dolore dei bambini. Per ottenere farmaci cannabinoidi la procedura è invece un poco più macchinosa anche se è stata facilitata da una legge del 2007 che consente di ottenerli in una farmacia ospedaliera per l’impiego all’interno dell’ospedale. A tutt’oggi, questi farmaci devono essere ordinati dall’estero tramite un medico che deve compilare la richiesta di importazione all’Ufficio Centrale Stupefacenti del ministero. I malati dell’associazione Luca Coscioni riferiscono a Panorama che di fatto è difficile trovare medici che li prescrivano perché c’è ancora qualche resistenza da parte della categoria. Secondo loro, succede anche di avere difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione una volta ottenuto il consenso del medico. La legge 38/10 dovrebbe venire incontro a questi malati, spiega Filippini, perché promuove la comunicazione e l’informazione sul problema: per esempio, ha reso obbligatori crediti di formazione per i giovani medici a livello universitario sulle terapie anti-dolore e ha favorito l’istituzione di corsi formativi per i medici già in attività rendendoli più consapevoli del problema. Un altro punto importante della legge è che viene stabilito un criterio per la misurazione del dolore in base ad alcune domande che vengono rivolte al paziente. Le risposte vengono classificate secondo una scala e in base ai risultati il medico è tenuto a prescrivere determinati farmaci. Da notare che il consumo di farmaci anti-infiammatori non steroidei, che si somministrano per esempio contro i dolori articolari e scheletrici, ha portato ad un incremento del 38% degli anti-ulcera. Senza contare che gli oppioidi costano molto meno. I farmaci oppiacei presenti sul mercato sono molti e variano per potenza: morfina, petidina, buprenorfina, butorfanolo, fentanyl, sufetanil, etorfina, ossicodone. Si somministrano per via orale o si iniettano con endovenosa o intramuscolo. I cannabinoidi invece costituiscono un capitolo a sé: ve ne sono di origine naturale, come il tetraidrocannabinolo (THC ottenuto dalla cannabis sativa), di origine sintetica che mimano le azioni del THC, come il dronabinolo, ed infine vo sono i cannabinoidi endogeni prodotti dal nostro organismo. Sia il dronabinolo che il THC sviluppano un buon effetto analgesico che però si accompagna ad effetti sulla psiche che ne limitano in parte l’utilizzo. L’attività analgesica è dovuta alla loro capacità di legarsi a specifici bersagli cellulari presenti nelle aree cerebrali che mediano la sensazione dolorifica, spiega Daniela Parolaro, docente di farmacologia cellulare e molecolare all’università dell’Insubria. Una possibilità per ottenere una buona risposta analgesica con limitati effetti psicotropi è quello di utilizzare il Sativex, un fitofarmaco contente THC e cannabidiolo (un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis sativa) in rapporto 1:1 già autorizzato in diversi paesi per il dolore neuropatico, il dolore da cancro e la sclerosi multipla. Il Sativex è commercializzato in Spagna, Regno Unito e Canada, viene somministrato per spray sublinguale ed i pazienti possono auto dosarsi la somministrazione senza per altro incorrere nella dipendenza. La presenza del cannabidiolo riduce gli effetti psicotropi del THC e quindi supera la limitazione classica all’uso dei cannabinoidi. Infine non si può non citare la possibilità di agire con i così detti “agonisti indiretti” cioè molecole in grado di innalzare il tono endogeno inibendo gli enzimi che degradano gli endocannabinoidi. Sono infatti in fase avanzata di studio inibitori della degradazione degli endocannabinoidi che possiedono un’ottima attività analgesica ed antinfiammatoria nel dolore viscerale e in quello neuropatico. Particolarmente roseo potrebbe essere il futuro terapeutico degli inibitori che, come questi ultimi, non passano la barriera ematoencefalica. Infatti, a differenza degli effetti analgesici prodotti dalla stimolazione diretta dei recettori cerebrali, la possibilità di ottenere un effetto analgesico intensificando il controllo della trasmissione dolorifica periferica offre la possibilità di sviluppare farmaci analgesici privi di effetti psicotropi. Cosa suggeriscono quindi queste novità sia a livello legislativo sia a livello scientifico? In ultima analisi, avendo adesso una buona legge, possiamo fidarci di questi farmaci oppure dobbiamo temere vari effetti collaterali, assuefazione inclusa? Secondo Gian Luigi Gessa, docente di Neuropsicofarmacologia all’Università di Cagliari, il problema dell’assuefazione per i farmaci oppiacei e cannabinoidi in effetti non si pone: la necessità di continuare l’assunzione del farmaco oppiaceo o cannabinoide una volta cessato il dolore per via della dipendenza fisica e psichica si pone dopo un tempo di molti mesi e ha un’intensità bassa. L’obiezione che vi sia una necessità dell’aumento delle dosi è smentita da studi clinici. Inoltre, secondo Parolaro, le evidenze a favore dell’utilità terapeutica del Sativex sono positive e ne incoraggiano la diffusione .</div> canapa Mon, 30 Jan 2012 13:32:24 +0000 56975 at http://www.sostanze.info Dopo 10 anni di eroina di cui 3 in vena e 8 di metadone ora basta!!!!!! Soluzione trovata !!!! http://www.sostanze.info/esperienza/dopo-10-anni-eroina-cui-3-vena-8-metadone-ora-basta-soluzione-trovata <div class="node-body"><p>Mi chiamo Vincenzo ho 27 anni, iniziai prestissimo con il Cobret (Tipo Brown)ma 100 volte + forte venduto a napoli. Inevitabilmente sono arrivato a farmi in vena e per 3 anni ci ho dato dentro di brutto, anche 2 - 3 gr al giorno di Tailandese.A tutto ciò va aggiunto 8 anni di metadone con dosaggi del tipo 120 140 per poi scendere massimo a 80 dopo non riuscivo. Dopo 2 overdose in 4 giorni di cui una, mi è stata quasi fatale 6 (Narcan) x riprendermi gli ultimi 2 endovena me li hanno fatti. Questi episodi mi hanno fatto scattare un meccanismo di odio verso tutto ciò che mi sono creato ed ho creato alla mia famiglia.Cmq alla fine ho parlato con il medico del mio sert x trovare una soluzione e lui mi ha proposto il lavaggio dei reni e del fegato con le flebo da fare a casa con un infermiere. Sono stato attaccato alle flebo tramite un catete venoso centrale (Quasi sul cuore ) dato che le mie vene sono inesistenti purtroppo. Se devo esser sincero hanno funzionato benissimo e soprattutto non sono piu schiavo del metadone, sto prendendo l&#39;antaxone x non indurre in tentazione ma di testa faccio ancora fatica anche se fisicamente sono rinato, ho finito da 15 gg&nbsp; ed ancora dormo 3 ore a notte ma va bene tutto,nn mi spaventa un po di insonia dopo quello che ho passato. Chiedete nei sert di solito c&#39;è uno dei medici che lo fa con un costo di 450 &euro; per i farmaci piu un infermiere per una settimana.Per me sono state una cosa santa x me. ora non devo fare cazzate ovviamente sono iper suscettibile il desiderio è forte ma il pensiero di svegliarmi senza quel maledetto sciroppo mi da la forza di non pensare al resto. Credetemi</p> <p>&nbsp;</p> </div> eroina Mon, 30 Jan 2012 12:37:50 +0000 enzomusk 56969 at http://www.sostanze.info cospirazionisti e negazionisti: l’invasione delle bufale online le falsificazioni su AIDS, vaccini, effetto serra. Idee per introdurre un controllo di qualità. http://www.sostanze.info/articolo/cospirazionisti-negazionisti-linvasione-delle-bufale-online-falsificazioni-aids-vaccini <div class="node-body"><p>All&rsquo;inizio il Web era visto come una specie di magazzino globale &mdash; un nuovo tipo di biblioteca che metteva a disposizione la summa completa della conoscenza umana. In effetti è questa la forma che è andato assumendo &mdash; ma con una differenza: oltre a prendere in prestito quel che troviamo nelle sue ampie raccolte, noi utenti possiamo anche depositarvi i nostri libri, opuscoli e altri scritti &mdash; in una pressoché totale assenza di verifiche qualitative.</p> <p>Questa democratizzazione della raccolta di informazioni &mdash; ove accompagnata da accordi istituzionali e tecnologici intelligenti &mdash; è stata estremamente utile: ha permesso, ad esempio, la creazione di Wikipedia e di Twitter. Ma ha anche generato migliaia di siti che mettono in discussione dati scientifici, rigettano fatti dimostrati e promuovono teorie della cospirazione. È giunto il momento di introdurre un sistema di controllo della qualità?</p> <p>Le persone che negano che si stia verificando un riscaldamento globale, che si oppongono alla teoria dell&rsquo;evoluzione di Darwin, che si rifiutano di vedere il collegamento tra il virus Hiv e l&rsquo;Aids, o pensano che l&rsquo;attacco dell&rsquo; 11 settembre sia stato frutto di trame interne, hanno ampiamente utilizzato Internet a loro vantaggio. All&rsquo;inizio il Web permetteva loro di trovare e reclutare chi la pensava allo stesso modo, di promuovere incontri e petizioni per le loro cause. Ora che tanta parte della vita pubblica si è spostata online, sono giunti a manipolare i motori di ricerca, a modificare le voci di Wikipedia, a molestare gli scienziati che si oppongono alle loro teorie e a raccogliere una gran quantità di &laquo;prove&raquo; digitali che offrono baldanzosamente ai potenziali simpatizzanti.</p> <p>Un articolo uscito di recente sulla rivista medica &laquo;Vaccine&raquo; illustra bene il modo di utilizzare la Rete di uno di questi gruppi, il movimento mondiale contro le vaccinazioni, un coacervo di scienziati senza scrupoli, giornalisti, genitori, e personalità note, che pensano che i vaccini possano provocare disturbi come l&rsquo;autismo, una tesi che la scienza ha dimostrato essere del tutto infondata. Il movimento anti-vaccinazione non è una novità (già nel XVIII secolo vennero sollevate obiezioni di ordine religioso sulle vaccinazioni), ma la facilità di rendersi visibili offerta da Internet, assieme al crescente scetticismo che circonda il sapere scientifico, ha dato a questo movimento grande risonanza. Jenny McCarthy, l&rsquo;attrice Usa che ne è diventata il volto pubblico, ha ammesso apertamente di aver ricavato &laquo;dall&rsquo;università di Google&raquo; gran parte delle sue informazioni sui danni della vaccinazione; e condivide regolarmente queste sue &laquo;conoscenze&raquo; con il mezzo milione circa di seguaci che ha su Twitter. Scienziati che hanno vinto il Nobel possono solo sognare una platea online di questa portata; Richard Dawkins, forse lo scienziato attualmente più famoso, ha su Twitter solo 300.000 seguaci.</p> <p>Le comunità che abbracciano teorie pseudoscientifiche o del complotto non sono influenzabili neanche da esperti indipendenti che vogliano aderirvi &mdash; la tanto dibattuta &laquo;infiltrazione cognitiva&raquo; proposta da Cass Sunstein (che ora dirige l&rsquo;Office of Information and Regulatory Affairs della Casa Bianca). Lo studio di &laquo;Vaccine&raquo; mostra che i blog e i forum gestiti dal movimento contro la vaccinazione sono aggressivamente censori, ed eliminano tutti i commenti che sostengono i benefici della vaccinazione.</p> <p>Cosa fare allora? Beh, forse è arrivato il momento di accettare il fatto che molte di queste comunità non perderanno i loro membri più convinti, neanche se verranno bombardate da dimostrazioni scientifiche che provano l&rsquo;infondatezza delle loro teorie. Per contrastare la loro crescita bisognerebbe rivolgere gli sforzi agli aderenti potenziali, piuttosto che ai militanti.</p> <p>Chi oggi avvia una ricerca su Google o Bing per verificare se &laquo;il riscaldamento globale è reale&raquo; o se &laquo;vaccinare è rischioso&raquo; o &laquo;chi è stato l&rsquo;artefice degli attacchi dell&rsquo;11 settembre&raquo; è a pochi clic di distanza dall&rsquo;aderire a una di queste comunità. Dato che la censura dei motori di ricerca non è un&rsquo;idea attraente, che cosa si può fare per garantire che gli utenti sappiano che le informazioni che riceveranno sono probabilmente pseudoscientifiche, non provate dalla scienza?</p> <p>Le possibilità non sono molte. Una è quella di addestrare i browser a segnalare le informazioni sospette. In questo modo ogni volta che un&rsquo;affermazione come &laquo;la vaccinazione porta all&rsquo;autismo&raquo; appare nei browser, verrebbe evidenziata in rosso &mdash; magari accompagnata da un avviso che consiglia di cercare una fonte più autorevole. Si dovrebbe, a questo fine, compilare un database delle affermazioni discutibili, a cui andrebbero opposte le ultime opinioni della scienza &mdash; un obiettivo impegnativo che progetti come &laquo;Dispute Finder&raquo; stanno perseguendo con determinazione.</p> <p>Un&rsquo;altra opzione &mdash; che non esclude necessariamente la prima &mdash; è quella di spingere i motori di ricerca ad assumersi maggiori responsabilità nei confronti degli indirizzi Web che propongono, e a esercitare un controllo editoriale maggiore nel presentare i risultati di ricerche su argomenti come &laquo;riscaldamento globale&raquo; o &laquo;vaccinazione&raquo;. Google ha già un elenco di temi ricercando i quali si ottengono soprattutto siti che propongono tesi pseudoscientifiche e teorie del complotto: perché non trattarli in maniera diversa dalle normali ricerche? In questo modo, quando il risultato della ricerca fosse tale da indirizzare gli utenti a siti gestiti da pseudoscienziati o teorici della cospirazione, Google potrebbe far apparire un banner rosso che li invita a esser cauti e a consultare un elenco di risorse autorevoli prima di trarre conclusioni. In più di una dozzina di Paesi, Google fa già qualcosa di simile per gli utenti che fanno ricerche su &laquo;come morire&raquo; o su &laquo;suicidio&raquo;, inserendo una nota rossa ben evidente che invita a chiamare la National Suicide Prevention Hotline. Può sembrare un metodo paternalistico, ma è un paternalismo poco invadente che potrebbe salvare delle vite.</p> <p>Purtroppo, con la recente adozione del social search &mdash; in cui i link condivisi dai nostri amici sui social network di Google sono ai primi posti nei risultati della ricerca &mdash; Google si muove in direzione opposta. È ragionevole pensare che chi nega l&rsquo;esistenza del riscaldamento globale o i benefici della vaccinazione sia &laquo;amico online&raquo; di chi ha idee simili. In questo modo trovare informazioni che contraddicano le proprie opinioni diventa ancora più difficile. Questo è un motivo in più perché Google faccia ammenda dei suoi peccati e garantisca che agli argomenti dominati dalla pseudoscienza e dalle teorie del complotto venga rivolto un trattamento responsabile.<br /> Twitter @evgenymorozov<br /> (Traduzione di&nbsp;Maria Sepa)</p> <p>Evgeny Morozov</p> <p></p> <p>Corriere della sera.it&nbsp;<span style="font-size:11.0pt"></span></p> </div> altro Sat, 28 Jan 2012 18:09:24 +0000 56893 at http://www.sostanze.info Psilocibina contro la depressione? http://www.sostanze.info/articolo/psilocibina-contro-depressione <div class="node-body"><p>Le immagini geometriche e la vivida immaginazione sperimentate sotto l&#39;influsso dei funghi psicoattivi non sono, come gli scienziati avevano sospettato, il risultato di un aumento dell&#39;attività cerebrale, ma bensì di una riduzione dell&#39;attività e della connettività cerebrale, secondo un rapporto pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.Secondo i ricercatori, la riduzione della connettività cerebrale potrebbe spiegare la liberazione della mente dai vicoli abituali.&quot;E&#39; stato spesso ipotizzato che questi classici allucinogeni debbano aumentare la funzionalità cerebrale, visto che vengono associati all&#39;espansione della consapevolezza e della coscienza, ma in realtà ciò che vediamo è una riduzione dell&#39;attività cerebrale&quot;, ha riferito Roland Griffiths, del Johns Hopkins Bayview Medical Center.&quot;Devo dire che questo era del tutto inaspettato&quot;, ha ribadito David Nutt dell&#39;Imperial College di Londra, che ha condotto lo studio. Ma, ha aggiunto, &quot;quando si ottiene esattamente il risultato opposto a quello che si prevedeva, sai che è giusto, perché non c&#39;è parzialità&quot;.Anche se gli esseri umani hanno utilizzato i funghi magici per millenni, molto poco si sa su come realmente agiscono. Poco dopo la popolarità guadagnata negli anni &#39;50 e &#39;60, &quot;sono stati criminalizzati e la ricerca sulle loro applicazioni terapeutiche è stata soppressa&quot;, ha spiegato Rick Doblin, della Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, che in parte ha finanziato lo studio.A causa della illegalità della psilocibina, l&#39;organizzazione e l&#39;esecuzione del nuovo studio è stato un calvario normativo, ha detto Nutt.C&#39;era anche la preoccupazione etica che i volontari potessero sperimentare il cosiddetto bad trip. Anche se la psilocibina è generalmente associata a sentimenti di euforia e connessione umana, a volte può causare ansia. Se ciò fosse accaduto, ha spiegato Nutt, la persona sarebbe stata al sicuro e calmata se necessario con Valium. E per ridurre il rischio di una brutta esperienza, tutti i 30 volontari sono stati scelti in base al fatto di aver già assunto allucinogeni almeno una volta nella propria vita.</p> <p>Nutt e il suo team hanno somministrato psilocibina in vena ai volontari, mentre i loro cervelli sono stati scannerizzati mediante risonanza magnetica funzionale. &quot;Volevamo sapere esattamente cosa succede quando si effettua questa transizione dallo stato ordinario allo stato psichedelico&quot;, ha spiegato.Il flusso di sangue e l&#39;attività cerebrale dei volontari hanno subito una particolare diminuzione nella corteccia prefrontale mediale, un&#39;area coinvolta nelle emozioni, l&#39;apprendimento, la memoria e la funzione esecutiva, e la corteccia cingolata posteriore, la cui funzione è meno chiara.Il team ha anche utilizzato i dati per valutare come la connettività funzionale tra queste due regioni cerebrali variasse nel corso del tempo, e ha scoperto che la loro disattivazione risulta essere legata.Le due regioni sono connesse da una rete di connessioni chiamata Default-mode network (DMN), che integra le funzioni cerebrali tra cui sensazioni, ricordi e ambizioni. &quot;E&#39; un po chi sei e come vedi il mondo&quot;, ha detto Nutt. Il DMN potrebbe anche funzionare da meccanico cognitivo vincolante, capace di filtrare e dare un senso alle informazioni. Una riduzione dell&#39;attività del DMN potrebbe quindi consentire una modalità di conoscenza senza vincoli, come quella vissuta durante un viaggio con i funghi magici.</p> <p>E&#39; interessante notare che l&#39;attività DMN è iperattiva nelle persone soggette a depressione, suggerendo che la psilocibina possa essere efficace contro questa patologia.</p> <p>&quot;La psilocibina potrebbe essere somministrata solo un paio di volte sotto la supervisione di un terapista ... con la speranza che alla fine del processo non si sia più dipendente dai farmaci&quot;, ha spiegato Doblin. &quot;Sarebbe come aprire una porta e mostrare che c&#39;è un altro modo di essere&quot;, ha detto Nutt.</p> </div> psichedelici Fri, 27 Jan 2012 20:46:13 +0000 56850 at http://www.sostanze.info I falsi miti da sfatare sui diversi disturbi che chiamiamo ansia http://www.sostanze.info/articolo/falsi-miti-sfatare-sui-diversi-disturbi-che-chiamiamo-ansia <div class="node-body"><span style="font-size:18px; font-weight:normal"> <span style="font-size:11.0pt; color:#798081; font-weight:normal">Dalla vera soglia patologica alle possibili cause.<span>&nbsp;</span><br /> Un documento Usa fa chiarezza su uno dei disagi<span>&nbsp;</span><br /> più emblematici della nostra epoca</span> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">Viviamo tempi ansiogeni. E tutti, prima o poi, abbiamo detto di avere l'ansia. Usando il termine con un po' di leggerezza, tanto che secondo l'<span>Anxiety Disorder Association of America</span></span><span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&nbsp;</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">oggi sono molti i malintesi e le errate convinzioni che circondano i disturbi d'ansia, quelli veri. Una confusione sul tema che gli esperti statunitensi hanno provato a chiarire con un documento sui falsi miti che circondano l'ansia, corredato con informazioni sulla realtà dei fatti. Primo punto da chiarire è quando si possa parlare di vero disturbo e quando invece l'ansia sia da considerare normale, se non addirittura positiva. &laquo;Purtroppo diamo lo stesso nome a due manifestazioni ben diverse &mdash; spiega Laura Bellodi, direttore del Centro disturbi d'ansia all&rsquo;ospedale San Raffaele di Milano &mdash;. L'ansia &quot;buona&quot; è quella che ci consente di stare in allerta, per elaborare le risposte più appropriate a novità come un esame, un colloquio di lavoro, o anche solo la preparazione della valigia per le vacanze. In questi casi è del tutto fisiologico provare inquietudine o sentirsi un po' diversi dal solito. L'ansia diventa invece patologica quando scatena un disagio profondo, costante e soprattutto un &quot;malfunzionamento&quot; dell'individuo, un'alterazione dei comportamenti. La &quot;soglia&quot; oltre cui si parla di una vera patologia può perciò variare da una persona all'altra e anche a seconda dell'ambiente&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&laquo;Oggi una persona con fobia sociale che vorrebbe stare con gli altri ma non ci riesce per la paura di non essere all</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">altezza</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">, di fare una brutta figura o di apparire goffa o ridicola sente di avere un problema; cinquant'anni fa, invece, poteva essere il prototipo della casalinga </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646"> conferma Liliana Dell'Osso, direttore della Clinica psichiatrica dell'Università di Pisa </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">. Vivere o meno in città, la classe sociale di appartenenza, il tipo di lavoro sono tutti elementi che possono incidere sulla percezione della &quot;disabilità&quot; che deriva da un disturbo d'ansia. Che spesso incide sulle scelte esistenziali: quante donne hanno rinunciato a studiare, a guidare, o hanno vissuto a metà perché non riuscivano a superare attacchi di panico o una fobia sociale? Con i disturbi d</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">ansia non trattati adeguatamente si finisce per fare i conti tutta la vita&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">Anche sulle cause dell'ansia è bene sgombrare il campo dagli equivoci</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">: esiste una predisposizione genetica, tanto che avere familiari con disturbi d'ansia accresce il rischio fino a dieci volte. Conta poi il carattere: chi è perfezionista, rigido, chi ha una personalità evitante o dipendente ha una maggiore probabilità di avere disturbi. Ma, anche se esperienze negative precoci possono avere un ruolo nei disagi emotivi futuri, non sempre le &quot;radici&quot; dell'ansia vanno cercate nell'infanzia. Come sottolinea il documento degli esperti americani: si tratta di un falso mito ed è poco costruttivo ostinarsi a cercare motivi lontani piuttosto che intervenire eliminando i disturbi presenti. Anche perché &quot;chi cerca trova&quot;, ma non è affatto detto che un insuccesso scolastico o il rifiuto di un amico siano la vera molla che ha fatto scatenare il problema. Anzi, può darsi sia vero il contrario, cioè che sia stata la nevrosi a condizionare gli eventi. Altra leggenda da sfatare, il fatto che il disturbo di panico possa portare a perdere il controllo, oppure a svenire: non accade mai (nei pazienti che finiscono al Pronto soccorso per un attacco di panico, si rileva al massimo una lieve tachicardia o un aumento temporaneo della pressione arteriosa, il contrario quindi del crollo di pressione che porta allo svenimento). E, ancora: non è vero che la strategia migliore per controllare l'ansia sia evitare le fonti di stress ed essere continuamente rassicurati da parenti e amici. &laquo;Le condotte di evitamento magari riducono frequenza e intensità degli episodi, ma compromettono le condizioni del paziente che si demoralizza, prova sensi di colpa e di inadeguatezza, diventa dipendente da figure di riferimento che lo rassicurano, con il risultato che l'autonomia si riduce ulteriormente e che ci si auto-svaluta sempre più </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646"> spiega Dell'Osso </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">. Altrettanto inutile è consigliare ai pazienti di portare con sé un sacchetto per ridurre l'iperventilazione in caso di attacco di panico, o di &quot;distrarsi&quot; adottando un trucco qualsiasi, magari con un gesto &quot;scaramantico&quot; (come schioccare un elastico o simili): avere sempre con sé un oggetto ritenuto &quot;magico&quot; è solo l'espressione dell</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">ipersensibilità di questi pazienti alla rassicurazione; adottare azioni o atti mentali per neutralizzare l'ansia dà un sollievo solo momentaneo e può perfino diventare una compulsione&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&laquo;Tutti questi &quot;trucchi anti-ansia&quot; in realtà sono la soluzione patologica al problema,</span><span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&nbsp;</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">manifestazioni che sono diretta espressione e conseguenza del disturbo d'ansia. Per questo vanno combattuti ed è importante chiarire gli equivoci&raquo;, conferma Bellodi. Il documento americano invita anche a non credere alle soluzioni facili o all'effetto miracoloso di dieta, esercizio fisico, limitazione della caffeina: l'educazione a uno stile di vita sano aiuta, ma da sola non basta. E c'è poi il falso mito forse più duro a morire, ovvero la convinzione che i tratti d'ansia siano caratteristiche intrinseche della persona, impossibili da cambiare, perché hanno spesso un esordio precoce: il timido che diventa sempre più chiuso e isolato, il nevrotico che accumula comportamenti ossessivi, l'apprensivo che pian piano teme tutto. &laquo;Sono sempre stati così, è nella loro natura&raquo; è il pensiero di molti. Invece, questi disturbi si possono (e si devono) curare.</span></p> <p><span><span style="font-size:11.0pt; color:black">Elena Meli, Corriere della Sera. Salute</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:black"></span></p> <p><span style="font-size:11.0pt">&nbsp;</span></p> </span> <p><span style="font-size:11.0pt">&nbsp;</span></p> </div> altro Fri, 27 Jan 2012 15:27:35 +0000 56824 at http://www.sostanze.info La chimica psichedelica: un principio attivo dei “funghi magici” controlla (in qualche modo) l'attività del cervello. http://www.sostanze.info/articolo/chimica-psichedelica-principio-attivo-dei-funghi-magici-controlla-qualche-modo-lattivita <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p>Alfredo Orrico -<a href="http://www.insostanza.it/allegati/news/364/14%20NEWS-it.pdf"><em> inSostanza.it</em></a></p> <p>Nonostante una lunga storia di utilizzo nelle cerimonie di guarigione, in riti tesi all&rsquo;espansione della mente ed &ldquo;all&rsquo;apertura di porte della percezione&rdquo;, le sostanze allucinogene presenti nei &ldquo;funghi magici&rdquo; sembrano provocare al contrario diffuse diminuzioni dell&rsquo;attività cerebrale, secondo quanto riportato da alcuni ricercatori e pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences USA (Carhart-Harris RL et al. 2012).</p> <p><br /> La psilocibina, la cui azione è dovuta all&rsquo;attivazione dei recettori della serotonina, è stata apprezzata per secoli per la capacità di indurre esperienze mistiche ma essa presenta anche un potenziale valore terapeutico in varie patologie psichiatriche. In uno dei pochi studi di questo tipo, David Nutt, un neuropsicofarmacologo che lavora presso l'Imperial College di Londra, insieme ai suoi collaboratori ha usato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per monitorare i cambiamenti nell'attività cerebrale che si registrano durante la transizione dalla coscienza normale allo stato psichedelico indotto dalla psilocibina. Lo studio è stato effettuato reclutando 30 volontari, tutti individui esperti nell&rsquo;uso di sostanze allucinogene, e scansionato il loro cervello due volte: una volta dopo che ai partecipanti era stato somministrato un placebo (solo acqua e sali) ed un&rsquo;altra volta dopo iniezione di una piccola dose di psilocibina, che, in pochi secondi, ha innescato un breve &ldquo;viaggio&rdquo;. E&rsquo; stato quindi osservato che, nonostante si ritenga comunemente che le sostanza psichedeliche &ldquo;aumentino l'attività cerebrale&rdquo;, la psilocibina causa in effetti un rallentamento di attività in aree dotate di connessioni più dense, soprattutto a livello della corteccia mediale pre-frontale (mPFC) e la corteccia cingolata anteriore e posteriore (ACC e PCC, rispettivamente). Le scansioni hanno mostrato una riduzione delle connessioni funzionali tra il mPFC e PCC, in modo che la loro attività, normalmente sincrona, è risultata &ldquo;de-sincronizzata&rdquo;.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Nel 1954, lo scrittore Aldous Huxley (che aveva notoriamente sperimentato sostanze psichedeliche) nel suo libro &ldquo;Le porte della percezione&rdquo;, suggeriva che le droghe producessero un diluvio sensoriale attraverso l'apertura di una sorta di &quot;valvola di riduzione&quot; nel cervello, deputata in condizioni normali alla limitazione delle nostre percezioni. In accordo, Karl Friston del University College di Londra sosteneva che il cervello, per permettere una migliore rappresentazione del mondo, funzionasse attraverso una limitazione delle nostre esperienze percettive. Le nuove scoperte sembrano in accordo quindi con l&rsquo;idea che queste sostanze abbiano una qualche attività modulante su queste funzioni di repressione.<br /> Nutt e collaboratori suggeriscono che i loro risultati potrebbero spiegare alcuni degli effetti terapeutici della psilocibina. La depressione comporta iperattività nei mPFC, che porta alla visione pessimistica ed al rimuginare patologico caratteristico della condizione, così la disattivazione della mPFC potrebbe alleviarne i sintomi. Gli autori hanno anche osservato una riduzione del flusso di sangue a livello ipotalamico, suggerendo che questo potrebbe spiegare alcuni resoconti aneddotici secondo i quali le sostanze psichedeliche allevino i sintomi della cefalea a grappolo, che è associata ad una aumentata attività ipotalamica.</p> <p><strong>Tuttavia, non tutti sono d&rsquo;accordo con questi risultati e con la loro interpretazione, a segnalare quanto le argomentazioni in questo campo siano ancora fluttuanti e contraddittorie.</strong><br /> Franz Vollenweider presso l'Università di Zurigo in Svizzera riferisce, infatti, di avere completato studi simili e di avere sempre visto, al contrario, l'attivazione di quelle stesse aree che lo studio di Nutt e coll. riferisce depresse. Alcune differenze potrebbero essere associate a tempi differenti di scansione nei due studi o alla differente via di somministrazione (nello studio di Vollenweider, la somministrazione era per via orale) e/o al dosaggio delle sostanze.<br /> Secondo Keith Laws, invece, un neuropsicologo cognitivo dell'Università di Hertfordshire, i risultati potrebbero essere spiegati in altro modo. &quot;La disattivazione di mPFC e PCC è legata all&rsquo;ansia e alla anticipazione di esperienze piacevoli e spiacevoli,&quot; dice. &quot;Quella era una situazione stressante, anche per tossicodipendenti con esperienza e ho il sospetto che gli autori di quello studio abbiano piuttosto misurato delle variazioni funzionali correlate a quell&rsquo;ansia.&quot;</p></div> psichedelici Thu, 26 Jan 2012 07:10:05 +0000 56697 at http://www.sostanze.info BINGE DRINKING : DANNI AL CUORE E AL CERVELLO http://www.sostanze.info/articolo/binge-drinking-danni-al-cuore-al-cervello <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="85" src="http://www.cesda.net/wp-content/uploads/2012/01/CAK1EJSF.jpg" alt="" /><a href="http://www.cesda.net/?p=2574"><em>CeSDA</em></a> - L&rsquo;alcol, in dosi elevate, può compromettere seriamente la salute cardiaca dei giovani. Antonio Raviele, direttore del<strong> Dipartimento cardiovascolare dell&rsquo;ospedale dell&rsquo;Angelo di Mestre</strong>, lancia l&rsquo;allarme, spiegando che <strong>per gli under 20 ubriacarsi, tra i tanti effetti nocivi, può portare ad un attacco di fibrillazione atriale </strong>per i soggetti predisposti. <br /> Tali soggetti, &laquo;spesso non sanno di esserlo; può capitare, dopo una forte bevuta, che il sangue non circoli correttamente. Potrebbe scatenarsi, di conseguenza, un incidente cardiaco o dei danni al cervello per il mancato afflusso di sangue&raquo;, spiega Emanuele Scafato, presidente della <strong>Società italiana di algologia</strong>. Un&rsquo;eventualità da non sottovalutare, dato che il &ldquo;binge drinking&rdquo; sta assumendo sempre più i connotati del fenomeno di massa. <strong>Riguarda circa 450mila ragazzini di età compresa tra gli 11 e i 16 anni</strong> che, in sostanza, si danno appuntamento e ingurgitano<strong> 4 o 5 cocktail con l&rsquo;unico obiettivo di ubriacarsi</strong>. &laquo;Alcuni ragazzi &ndash; continua Scafato &ndash; non sanno di avere un disturbo della conduzione dello stimolo cardiaco, il quale determina il battito normale. Bevendo molto, l&rsquo;ipertensione, successiva alla prima fase di vasodilatazione, può svelare un aritmia. Può accadere che l&rsquo;impulso cardiaco vanga a mancare e che il cuore inizi a fibrillare, cioè a contrarsi in maniera inefficiente&raquo;. In ogni caso, &laquo;che l&rsquo;alcol, in quantità elevate, sia nocivo e non solo per il cuore ma per il sistema cardiovascolare in genere è un dato appurato e noto. Sappiamo, ad esempio, che <strong>quantità percepite come moderate possono condurre &ndash; dati dell&rsquo;Organizzazione mondiale della Sanità &ndash; ad un incremento del rischio di insorgenza di 60 patologie e 12 tipi di cancro</strong>&raquo;. La quantità massima di alcol che il nostro organismo può assumere è stata stabilita da linee guida accettate a livello internazionale: &laquo;un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica (corrispondente ad una quantità di circa 12 grammi di alcol) per le donne; due per gli uomini; uno per i ragazzi di età compresa tra i 17 e i 20 anni; 0 per quelli sotto i 16&raquo;.<br /> E&rsquo; necessario, in ogni caso, fare alcune distinzioni. &laquo;Le tabelle presenti nei pub o nei bar sono esplicative ma, in genere, non vengono lette. La quantità di alcol assumibile senza correre rischi varia a seconda di diversi fattori: il peso, il sesso, e il fatto di essere a stomaco vuoto o a stomaco pieno&raquo;. Anche la modalità con la quale si beve può influire sull&rsquo;insorgenza di rischi. &laquo;Siamo in grado di metabolizzare 12 grammi di alcol in minimo due ore, massimo tre. Il nostro fegato, infatti, ha la capacità di distruggere 6 grammi l&rsquo;ora. La dose eccedente circola liberamente e immodificata per il nostro organismo, perché questo viene bypassato&raquo;. Tornando ai giovani, i danni al sistema cardiovascolare possono esserci, certo; &laquo;ma <strong>il binge drinking ci preoccupa molto di più per i danni che può provocare al cervello dei ragazzi</strong>. Le risonanze magnetiche, infatti, hanno dimostrato che se i ragazzi si ubriacano almeno una volta alla settimana, dopo solo 2 o 3 mesi <strong>l&rsquo;ippocampo, la zona del cervello che serve per orientarsi e memorizzare, riduce significativamente il proprio volume, con una conseguente perdita di neuron</strong>&raquo;.<strong>Tale perdita, purtroppo, è permanente</strong>. &laquo;Il cervello non è in grado di ricreare queste cellule specializzate. Tra l&rsquo;altro, nei ragazzi, avviene un fenomeno molto particolare, chiamato<strong><em> &ldquo;pruning&rdquo;</em>: il loro cervello è in via di evoluzione, si completa attorno ai vent&rsquo;anni. Normalmente, quindi, in questa fase, alcuni sinapsi, i collegamenti tra i neuroni, vengono distrutte per dare all&rsquo;organo la possibilità di evolversi verso la fase adulta. Se vado a introdurre una sostanza che altera questo meccanismo, impedendo alle cellule di essere sostituite durante questa evoluzione, creo un danno enorme&raquo;.</strong></p></div> alcol Thu, 26 Jan 2012 07:07:48 +0000 56696 at http://www.sostanze.info Bolivia, Brasile e Stati Uniti di nuovo d’accordo sulla lotta al narcotraffico di cocaina http://www.sostanze.info/articolo/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-al-narcotraffico-cocaina <div class="node-body"><p><em>L'intesa è arrivata venerdì scorso e non mette a rischio l'uso tradizionale delle foglie di coca. Prevista la creazione di un Progetto Pilota: gli Usa forniranno equipaggiamento e addestramento al personale di La Paz, Rio de Janeiro rilevamenti satellitari e materiale di comunicazione per individuare le piantagioni 'eccedenti' la produzione consentita, </em>di Joseph Zarlingo</p> <p>&nbsp;</p> <p><img align="left" width="140" height="72" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2012/01/campi_di_cocaina_interna.jpg" alt="" /><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em>IlFattoQuotidiano</em></a> - &ldquo;<em>Que la DEA no me vea!</em>&rdquo; cantano in uno dei loro pezzi più famosi gli <strong>Atajo</strong>, gruppo rock boliviano. E DEA sta per <em>Drug enforcement administration</em>, l&rsquo;antidroga del governo degli Stati Uniti. &ldquo;Mio nonno mi insegnò a pinchar &ndash; dicono gli Atajo, e pinchar vuol dire masticare la foglia di coca- La coca non è <strong>cocaina</strong>, la coca è millenaria&rdquo;. Millenario è davvero l&rsquo;uso della foglia di coca sull&rsquo;Altropiano andino e come difensore dei diritti dei <strong>cocaleros</strong>, i coltivatori di coca, del Tropico di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato la sua carriera politica il primo presidente indigeno del continente, <strong>Evo Morales</strong>.<br /> <br /> Tre anni fa, Morales espulse gli agenti della DEA dalla Bolivia e cessò ogni collaborazione con l&rsquo;antidroga a stelle e strisce, accusando <strong>Washington </strong>di indebite intromissioni nella politica interna del Paese.<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em> <br /> </em></a></p> <p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em>Continua a leggere su IlFattoQuotidiano</em></a></p></div> cocaina Wed, 25 Jan 2012 07:04:21 +0000 56606 at http://www.sostanze.info Gioco d’azzardo, è allarme in Italia http://www.sostanze.info/articolo/gioco-dazzardo-allarme-italia <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="94" src="http://faccedagioco.com/wp-content/uploads/2012/01/gioco1-300x236.jpg" alt="" /><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em>Faccedagioco</em></a> - Allarme <strong>gioco d&rsquo;azzardo in Italia</strong>. Quattro italiani su dieci giocano d&rsquo;azzardo. Più a rischio gli uomini giovani.&nbsp; Ha il marchio dell&rsquo;Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (<em>Ifc-Cnr</em>), l&rsquo;allarmante studio pubblicato su Springer Science sulla diffusione del fenomeno del gioco d&rsquo;azzardo nel Nostro Paese. La fotografia del<strong> giocatore tipo</strong> è quella di un maschio, titolare di licenza media inferiore, bevitore di alcolici e fumatore.</p> <p><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em>Continua a leggere su Faccedagioco</em></a></p></div> altro Wed, 25 Jan 2012 07:01:42 +0000 56605 at http://www.sostanze.info GRAN BRETAGNA - Come funzionano i funghi allucinogeni http://www.sostanze.info/articolo/gran-bretagna-come-funzionano-funghi-allucinogeni <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="114" src="http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2012/gennaio/British%20Journal%20of%20Psychiatry.jpg" alt="" /><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/come+funzionano+funghi+allucinogeni_124752.php"><em>Notiziario Aduc</em></a> - Della serie: 'provato per voi'. Le scansioni cerebrali di persone sotto l'influenza della psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, hanno infatti fornito agli scienziati un quadro il piu' dettagliato di come agiscono le droghe psichedeliche. I risultati di due studi in corso di pubblicazione su 'Pnas' e sul 'British Journal of Psychiatry' identificano, infatti, le aree del cervello 'spente' dalla psilocibina. Secondo queste ricerche i funghi funzionano perche' aiutano le persone a sperimentare ricordi piu' vividi. E il principio attivo potrebbe essere usato a scopo terapeutico.<br /> Nello studio su 'Pnas' 30 volontari sani hanno subito infusioni psilocibina nel sangue mentre venivano sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale. Le scansioni hanno mostrato un calo di attivita' negli 'hub', le regioni del cervello che fungono da punti di raccordo tra aree. Il secondo studio su 10 volontari ha rilevato, inoltre, che i ricordi dei volontari sotto psilocibina migliorano. La sostanza, inoltre, sembra influire su ansia e depressione in modo positivo.<br /> Secondo David Nutt del Dipartimento di Medicina dell'Imperial College di Londra, autore di entrambi gli studi, &quot;le sostanze psichedeliche sono ritenute forme di 'espansione della mente', e si pensa che agiscano in questo modo, ovvero aumentando l'attivita' cerebrale. Sorprendentemente abbiamo scoperto che la psilocibina&quot; fa l'esatto opposto, ovvero &quot;riduce l'attivita' nelle zone cerebrali piu' connesse con altre aree&quot;.<br /> &quot;Questi hub vincolano la nostra esperienza del mondo e la tengono in ordine. Ora sappiamo che la disattivazione di queste regioni porta a uno stato in cui il mondo viene vissuto con stupore, come qualcosa di strano&quot;. L'intensita' degli effetti riportati dai partecipanti, tra visioni di motivi geometrici, insolite sensazioni corporee e senso alterato di spazio e tempo, e' correlata con una diminuzione dell'ossigenazione e del flusso sanguigno in alcune parti del cervello. &quot;I nostri risultati - dice Robin Carhart-Harris, del Dipartimento di Medicina presso l'Imperial College di Londra - supportano l'idea che la psilocibina faciliti l'accesso ai ricordi personali e alle emozioni. Il nostro e' solo un piccolo studio, ma siamo interessati ad esplorare il potenziale della psilocibina come strumento terapeutico&quot;.</p></div> psichedelici Wed, 25 Jan 2012 06:56:38 +0000 56604 at http://www.sostanze.info