Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.
Effetti
La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.
Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della secrezione salivare.
La ricerca sui meccanismi d'azione della canapa sul cervello ha portato negli ultimi anni all'identificazione di recettori cerebrali per il THC, il principio psicoattivo contenuto nella cannabis, presenti in diverse zone del cervello.
Tali strutture occupano un ruolo importante nei processi di apprendimento e memorizzazione, dell'adattamento fisiologico (fame, sete, regolazioni del sistema ormonale, ecc.), del coordinamento motorio.
La presenza di recettori cerebrali per il THC suggeriva l'esistenza di una molecola naturalmente prodotta dal sistema nervoso capace di legarsi a tali strutture cellulari e di provocare effetti simili a quelli della canapa, un cannabinolo organico: questa sostanza è stata scoperta nel 1992 dal chimico israeliano Raphael Mechoulam, che ha voluto chiamarla "anandammide" (da Ananda l'epiteto sanscrito fonte di vita e felicità con cui gli indiani indicavano la canapa).
Cenni Storici
Antichità e Medioevo:
- 6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
- 4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
- 2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
- 1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
- 700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
- 500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa
- 430 B.C. Erodoto parla dell'uso rituale e ricreazionale di canapa presso gli sciiti ne "Le storie."
- 70 Dioscoride menziona la canapa come medicina romana.
- 170 Galeno descrive l'effetto psicoattivo della canapa.
- 500 - 600 Il Talmud menziona le proprietà euforizzanti della canapa.
- 900 - 1000 L'uso di hashish si diffonde in arabia.
- 1090 - 1256 Hasan ibn al-Sabbah, il "vecchio della montagna" è a capo di una setta di assassini. Le leggende indicano l'hashish come il principale premio destinato ai suoi seguaci.
- 13th secolo Ibn al-Baytar di Spagna descrive la canapa nel primo trattato specifico.
- 1271 - 1295 Marco Polo diffonde in Europa la leggenda di Hasan ibn al-Sabbah
Approfondimenti
La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.
La sua diffusione e ancor più la sua enorme pervasività all’interno di tutto il corpo sociale, ovvero la sua capacità di raggiungere non solo una minoranza di “giovani ribelli”, sono confermati dal dato che la maggioranza della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni (il 64%) ha conoscenti che utilizzano cannabis. La percezione sociale della pericolosità relativa a questa sostanza è decisamente bassa, fatto che via via sta facendo perdere alla cannabis e ai suoi derivati parte della carica di stigma tipica delle altre sostanze illegali.
La cannabis si è insomma inserita – sia direttamente, ovvero attraverso l’uso personale, che trasversalmente, cioè attraverso la conoscenza e la frequentazione di persone che ne fruiscono - nella socialità e poi nella vita intima di milioni di persone, andando a costituire per la popolazione giovanile un vero e proprio “medium” delle pratiche ricreazionali. In particolare tra gli studenti delle scuole medie-superiori, nei momenti di ritrovo, tende spesso ad assumere il ruolo di fulcro della scena attorno al quale ci si riunisce e si trascorre il tempo. Da un lato certamente il suo carattere di sostanza proibita accentua la curiosità e si unisce alla volontà di trasgressione tipica di molti giovani. Dall’altro è proprio lo scarso rischio percepito intorno alla sostanza a renderla appetibile.
Bibliografia
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