sostanze.info - Il portale della percezione http://www.sostanze.info/data/%252F Contenuti recenti it alcol http://www.sostanze.info/articolo/alcol <div class="node-body"><p>magire 4 &nbsp; 30die</p> </div> alcol Mon, 06 Feb 2012 17:56:36 +0000 57514 at http://www.sostanze.info Lo zucchero? tossico e dannoso come l'alcol e il fumo http://www.sostanze.info/articolo/zucchero-tossico-dannoso-come-lalcol-fumo <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <em>Secondo gli scienziati fa danni alla salute e rende dipendenti: <br /> &laquo;La vendita va regolata per legge&raquo; </em> <p><a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a> - Fa danni alla salute e rende dipendenti, come il tabacco e l&rsquo;alcol: così anche la vendita dello zucchero deve essere regolata per legge. Lo sostiene un gruppo di ricercatori dell&rsquo;University of California a Los Angeles (Ucla) sulle pagine della rivista <span style="font-style:italic">Nature</span>. Lo zucchero, dicono, sta alimentando la pandemia di obesità in tutto il mondo e il suo consumo (triplicato negli ultimi cinquant&rsquo;anni) favorisce la comparsa di patologie, come diabete, malattie cardiovascolari e tumori, responsabili di 35 milioni di morti all&rsquo;anno nel mondo.</p> <p><span style="font-weight:bold">CALORIE VUOTE -</span> E aggiungono: la potenzialità, che lo zucchero ha, di diventare una sostanza da abuso, unita alla sua tossicità e alla sua onnipresenza nella dieta dei Paesi occidentali, lo rende uno dei maggiori pericoli per la salute pubblica. Lo zucchero, dunque, non è soltanto un alimento che apporta all&rsquo;organismo le cosiddette calorie vuote, (cioè, calorie in abbondanza ma nessun elemento utile dal punto di vista nutrizionale, come fa anche l&rsquo;alcol) responsabili dell&rsquo;aumento di peso. Consumato in quantità, lo zucchero modifica il metabolismo, aumenta la pressione del sangue, altera gli equilibri ormonali e provoca danni al fegato. Più o meno gli stessi effetti prodotti dall&rsquo;alcol (che, del resto, deriva dagli zuccheri).</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Continua a leggere sul</em></a> <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_febbraio_03/zucchero-dannoso-bazzi_20db7622-4db3-11e1-bd39-8bec83f04289.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a></p> <p>&nbsp;</p></div> altro Mon, 06 Feb 2012 06:57:40 +0000 57471 at http://www.sostanze.info Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori http://www.sostanze.info/articolo/bere-morire-lalcol-accresce-rischio-sviluppare-tumori <div class="node-body"><p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=180018&amp;sez=MEDICINAESALUTE"><em>IlMessaggero</em></a> - ROMA - L'abuso di alcol è associato a più alti tassi di mortalità generale, e in particolare per il cancro. Sono i risultati di uno studio al quale ha partecipato anche l'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze, e che nel mese di febbraio verrà pubblicato su &laquo;Alcoholism: clinical and experimental research&raquo;, autorevole rivista scientifica internazionale. <br /> <br /> <strong>I dati.</strong> &laquo;Il consumo di alcol causa circa il 4% di tutti i decessi nel mondo, ed è responsabile di circa il 5% di tutte le malattie. L'abuso di alcol può compromettere la struttura e la funzionalità di diversi organi, aumentando la mortalità generale di circa 5 volte - informa il dottor Domenico Palli, responsabile dello studio per l'Ispo - Il nostro studio ha evidenziato che l'abuso di alcol aumenta in modo significativo il rischio di morte per numerose cause in confronto alla popolazione generale, anche in un Paese mediterraneo&raquo;. Gli alcolisti risultano a maggio rischio di morte per malattie come diabete, infezioni, malattie del sistema nervoso, respiratorio, digestivo e cardiovascoalre, e anche per le cause violente. &laquo;Ed emerge in modo evidente - precisa ancora Palli - anche il ruolo dell'alcol come cancerogeno: infatti per i forti bevitori risulta aumentato in modo significativo il rischio di sviluppare alcuni tumori, in particolare quelli a carico della faringe, della cavità orale, della laringe e del fegato. Oltre che per questi tumori, tradizionalmente associati al consumo eccessivo di alcol, si rileva un aumento del rischio anche per alcuni tumori tra i più frequenti nella popolazione generale, come quelli dell'intestino e della mammella nelle donne&raquo;.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=180018&amp;sez=MEDICINAESALUTE"><em>Continua a leggere</em></a></p></div> alcol Mon, 06 Feb 2012 06:56:08 +0000 57470 at http://www.sostanze.info US shelter uses alcohol to combat alcoholism http://www.sostanze.info/articolo/us-shelter-uses-alcohol-combat-alcoholism <div class="node-body"><p><em><a href="http://www.aljazeera.com/video/americas/2012/02/20122211512821931.html">Aljazeera</a> - Controversial strategy at Seattle homeless shelter may sound counter-productive yet has proved anything but.</em></p> <p>A controversial project treating alcoholic homeless people in the US has yielded some surprising results.</p> <p>The programme in the city of Seattle has been allowing homeless shelter residents to use alcohol in order to reduce both alcohol use and alcohol-related problems.</p> <p><a href="http://www.aljazeera.com/video/americas/2012/02/20122211512821931.html"><em>VIDEO</em></a></p> <p>Al Jazeera's Tarek Bazley reports from Seattle, Washington.</p></div> alcol Mon, 06 Feb 2012 06:50:26 +0000 57469 at http://www.sostanze.info Cannabis e schizofrenia http://www.sostanze.info/articolo/cannabis-schizofrenia <div class="node-body"><p><a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1761"><em><br /> </em></a></p> <p style="text-align:justify"><a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1761"><em>Partecipasalute </em></a>- A Milano sono almeno 30.000 le dosi di cannabis utilizzate ogni giorno. Attualmente si discute se il rapporto tra l&rsquo;insorgenza di malattie psichiatriche- tra cui schizofrenia e depressione- e l&rsquo;uso di cannabis sia causale. Molti studi hanno cercato di dare una risposta al problema. Dall&rsquo;ultimo studio pubblicato sul British Medical Journal (<a href="http://www.bmj.com/content/342/bmj.d738.full.pdf?sid=75d37501-826c-4937-9850-6f675b9a90ee" target="_blank">articolo</a>) risulta che l&rsquo;uso di cannabis è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di psicosi o sintomi schizofrenici, soprattutto nei giovani. Leggi l'<a href="http://www.partecipasalute.it/cms/files/CANNABIS%20E%20SCHIZOFRENIA.pdf">articolo di Silvio Garattini</a> pubblicato sulla rivista Oggi - RCS Periodici.</p> <p style="text-align:justify">Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità<br /> Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri</p></div> canapa Sun, 05 Feb 2012 06:21:30 +0000 57428 at http://www.sostanze.info "Lo zucchero è una droga: tassatelo" http://www.sostanze.info/articolo/zucchero-droga-tassatelo <div class="node-body"><p>la proposta rilanciata dall&#39;Independent. <a href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/441068/">http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/441068/</a></p> </div> altro Fri, 03 Feb 2012 16:51:18 +0000 57381 at http://www.sostanze.info con l acqua depurata http://www.sostanze.info/esperienza/l-acqua-depurata <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p>Caro lettore, abbiamo spostato la tua richiesta da questa zona del sito che è dedicata alle notizie, all&#39;area DOMANDE AGLI OPERATORI dove nei prossimi giorni potrai leggere anche la nostra risposta.</p> <p>Grazie,</p> <p>La Redazione &nbsp;</p> </div> cocaina Fri, 03 Feb 2012 15:07:09 +0000 57375 at http://www.sostanze.info Contro la piaga del gioco d'azzardo una campagna troppo equivoca http://www.sostanze.info/articolo/contro-piaga-del-gioco-dazzardo-campagna-troppo-equivoca <div class="node-body"><p>&nbsp;Sono cinque le associazioni (Il Conagga &lsquo;Coordinamento nazionale Gruppi per giocatori d&rsquo;azzardo&rsquo;, il Cnca, il Gruppo Abele, Libera e Alea-Associazione per lo studio del gioco d&rsquo;azzardo e dei comportamenti a rischio) che hanno deciso di appellarsi al Presidente del Consiglio Mario Monti per interrompere la campagna patrocinata dai Monopoli di Stato dal titolo &ldquo;Giovani e Gioco&rdquo;. Ritenuti pericolosi e lesivi per la crescita dei più giovani, gli slogan scelti per la campagna &ndash; secondo alcuni esperti &ndash; indurrebbero al gioco d&rsquo;azzardo.</p> <p>E&rsquo; &laquo;inammissibile &ndash; sostengono i rappresentanti delle cinque associazioni &ndash; che un progetto che coinvolge 70mila studenti e che, secondo le dichiarazioni del direttore dei Monopoli, si vuole estendere alle fasce dei minori più piccoli, contenga frasi come: &ldquo;Evolve chi si prende una giusta dose di rischio, mentre è punito chi non rischia mai o chi rischia troppo!&rdquo;, o &ldquo;Ci si attacca alla rete, al cellulare, alle slot machine o ai videopoker parcheggiati nei bar per dare risposta al primordiale bisogno di vincita che l&rsquo;essere umano ha in sé&rdquo;, o dove viene promosso l&rsquo;aspetto meno educativo e socializzante dei giochi online dichiarando che grazie a questi: &ldquo;Non c&rsquo;è bisogno di cercare compagni di gioco come si faceva da bambini, perché questo gioco è spesso solitario e decontestualizzato&rdquo;&raquo;. Recentemente, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Angelo Bagnasco, a tal proposito aveva dichiarato: &ldquo;E' necessario arginare la piaga del gioco d'azzardo, quale fuga disperata da una realtà ritenuta ingrata, o quale seducente sirena di vita facile, ma che si rivela come abbrutente dipendenza che deforma l&rsquo;umano dell'uomo, e sconquassa le famiglie&rdquo;.</p> <p>Il presidente della Cei le considera &ldquo;le malattie nuove di una post-modernità infragilita dalle proprie ossessioni prima ancora che dai deficit di bilancio&rdquo;. &ldquo;Da parecchi mesi &ndash; dichiarano Matteo Iori, presidente del Conagga, don Armando Zappolini, presidente del Cnca, don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, e Graziano Bellio, presidente di Alea &ndash; sottolineiamo la gravità di alcuni dei messaggi contenuti nel dvd presentato dall&rsquo;AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ai giovani studenti italiani. I presidenti delle cinque organizzazioni prima citate ritengono che il &ldquo;il progetto portato nelle scuole contenga troppi stimoli al gioco d&rsquo;azzardo e che finisca per sostenere l&rsquo;idea che i ragazzini debbano giocare d&rsquo;azzardo almeno un po&rsquo;, come si può cogliere con più chiarezza dagli esiti proposti nel test interattivo contenuto nel dvd&rdquo;.</p> <p>Le ricerche svolte nel territorio italiano rivelano dati preoccupanti per la nostra società. Centinaia di migliaia di minorenni giocano d&rsquo;azzardo nonostante questo sia vietato per legge; numerosissimi i giovani studenti con problemi di patologia legati al gioco d&rsquo;azzardo. Il progetto sul gioco d&rsquo;azzardo promosso dai Monopoli di Stato risulta, dunque, lacunoso e pericoloso soprattutto per i più giovani. Si tratta di una campagna rivolta ai docenti e agli studenti atta a sensibilizzare sul rischio dei giochi ma che invece appare equivoca, dannosa e diseducativa. Essa fa leva sull'importanza della dimensione ludica senza definire in modo netto il confine tra ciò che è ludico e ciò che è azzardo, e quindi dannoso; proponendo, peraltro, solo due vie percorribili: quella del gioco d'azzardo legale e quella del gioco d&rsquo;azzardo illegale. La terza via &ndash; quella che invita a non giocare affatto &ndash; non viene assolutamente ipotizzata!</p> <p>I leader delle cinque associazioni auspicano, pertanto, che tale proposito &ldquo;venga sospeso al più presto in attesa di un nuovo progetto che, sviluppato in un contesto privo di conflitti di interesse, possa davvero promuovere una riflessione su tutti i rischi legati al gioco d&rsquo;azzardo&rdquo;.</p></div> altro Fri, 03 Feb 2012 08:13:52 +0000 57341 at http://www.sostanze.info Droghe, IPSOS: per il 39% degli italiani sono tutte uguali. Il 69% pronto ad aiutare un amico http://www.sostanze.info/articolo/droghe-ipsos-39-degli-italiani-sono-tutte-uguali-69-pronto-ad-aiutare-amico <div class="node-body"><p>&nbsp;<span style="color:rgb(34, 34, 34)">La maggior parte degli italiani e' convinto che&nbsp;<strong>tutte le droghe siano pericolose in egual misura</strong>. Secondo un sondaggio Ipsos - Vanity Fair infatti, il&nbsp;<strong>39% degli italiani non fa alcuna differenza</strong>&nbsp;tra i vari tipi di droga e i loro effetti, una percentuale che scende al 28% se si guardano i giovani tra i 18 e i 34 anni. Il 18% ritiene invece che le droghe piu' dannose siano il crack e l'eroina,<strong>&nbsp;il 14% cocaina e anfetamine</strong>. Anche hashish e marijuana sono considerate pericolose dal 14% della popolazione.&nbsp;<br /> <br /> Il sondaggio ha analizzato anche le risposte degli intervistati alla domanda &quot;Se scoprisse che un suo amico fa uso di droghe come reagirebbe&quot;. Si scopre che&nbsp;<strong>il 69% degli italiani</strong>&nbsp;con spirito da crocerossini cercherebbe di&nbsp;<strong>aiutarlo a smettere</strong>, una percentuale che sale all'81% se si trattasse di droghe pesanti. Mentre chi si dice pronto a evitare l'amico ad ogni costo e'&nbsp;<strong>il 3% della popolazione.</strong>&nbsp;Alta anche la percentuale di chi, in caso di droghe leggere come la marijuana, si dichiara non interessato e&nbsp;<strong>segue la filosofia &quot;vivi e lascia vivere&quot;, ossia il 15%</strong>. Un dato che si abbassa drasticamente al 4% in caso invece di droghe pesanti.&nbsp;<strong>La tolleranza registra dati piu' alti anche nel mondo giovanile</strong>: il 21% degli intervistati si e' detto convinto che ognuno nella sua vita e' libero di fare come vuole.&nbsp;</span></p></div> altro Fri, 03 Feb 2012 08:09:08 +0000 57340 at http://www.sostanze.info USA - Palazzo di cinque piani usato per coltivare cannabis nel Bronx http://www.sostanze.info/articolo/usa-palazzo-cinque-piani-usato-coltivare-cannabis-nel-bronx <div class="node-body"><p><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/palazzo+cinque+piani+usato+coltivare+cannabis+nel_124817.php"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/palazzo+cinque+piani+usato+coltivare+cannabis+nel_124817.php"><em>Notiziario Aduc</em></a> - Una vera e propria industria della marijuana nel cuore del Bronx e' stato scoperto dalla polizia di New York in un raid all'interno di un edificio di cinque piani, tutti utilizzati per il &quot;business&quot;.<br /> Un business basato su un elaborato sistema di coltivazione, che richiedeva l'utilizzo di diversi piani, ognuno dei quali corrispondeva a uno stadio della crescita delle piantine.<br /> Al momento del raid la polizia si e' trovata davanti una sorta di giungla al coperto, con piantine che spuntavano ovunque, alcune delle quali alte oltre due metri. Hanno sequestrate quasi 600 piante, oltre a 35 chili della sostanza stupefacente gia' tagliata, essiccata e impacchettata.<br /> Gli agenti hanno scoperto che ogni piano era attrezzato con un sofisticato sistema di ventilazione e umidificazione che consentiva di produrre ogni mese dai 25 ai 30 chili di marijuana, per un valore di circa 250.000 dollari. Il totale delle piantine e dei pacchetti sequestrati ammonta a oltre 700 chili. Un business che lo scorso anno, secondo una stima approssimativa, potrebbe aver fruttato almeno tre milioni di dollari. In manette sono finiti tre giovani poco piu' che ventenni.<br /> Gli inquirenti hanno rivelato che hanno cominciato a tenere sott'occhio l'edificio circa due mesi fa in seguito alle lamentele di alcuni residenti che avevano notato attivita' sospette.</p></div> canapa altro Fri, 03 Feb 2012 07:21:39 +0000 57339 at http://www.sostanze.info NUOVO FARMACO CONTRO L’ALCOLISMO http://www.sostanze.info/articolo/nuovo-farmaco-contro-lalcolismo <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><img align="left" width="120" height="120" src="http://www.cesda.net/wp-content/uploads/2012/02/logo-asl2-colore-web_small.jpg" alt="" /><a href="http://www.cesda.net/?p=2695#more-2695"><em>Cesda</em></a> - L&rsquo;ambulatorio di alcologia del Ser.T di Vasto è stato coinvolto in un <strong>progetto di ricerca europeo </strong>per la sperimentazione di un nuovo farmaco, il GHB in formulazione granulare, destinato alla cura dei soggetti affetti da dipendenza da alcol.<br /> <br /> Oltre che in Italia, la ricerca verrà condotta in centri di cura dell&rsquo;alcolismo di Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Slovacchia e Svezia. Il farmaco oggetto della sperimentazione è una sorta di metadone per alcolisti, che, agendo sul sistema nervoso, limita il desiderio di assumere alcol facilitando il processo di disintossicazione. Lo studio, al via nelle prossime settimane, sarà condotto per un anno su cinquecento pazienti, di cui una ventina selezionati fra quelli in cura a Vasto, che durante la sperimentazione saranno costantemente seguiti dai medici del centro di alcologia . &laquo;Si tratta di un riconoscimento importante per la nostra struttura e per un&rsquo;attività portata avanti con successo da più di dieci anni &ndash; sottolinea Fernando Fantini, responsabile del Ser.T. vastese -. La partecipazione a questo studio pone in primo piano il nostro Centro, scelto insieme a pochi altri per offrire nuove opportunità di trattamento agli alcolisti&raquo;.</p> <p>Fonte: <a href="http://www.info.asl2abruzzo.it/">http://www.info.asl2abruzzo.it</a></p></div> alcol Fri, 03 Feb 2012 07:18:38 +0000 57338 at http://www.sostanze.info 31 maggio, Rototom a processo http://www.sostanze.info/articolo/31-maggio-rototom-processo <div class="node-body"><div> <h3><em>Da&nbsp;<a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo">Fuoriluogo.it</a>, la rassegna sulla vicenda ROTOTOM</em></h3> <h3>Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/12865" title="Rototom, un processo assurdo">la prima udienza</a> del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l'accusa di &ldquo;agevolazione all&rsquo;uso di sostanze stupefacenti&rdquo;. In questo speciale raccogliamo un poco di documentazione sulla storia, non solo giudiziaria, del più grande festival reggae d'Europa.</h3> <p>Fuoriluogo lancia un'appello per una mobilitazione che porti quel giorno in Piazza a Tolmezzo il dibattito per una nuova politica sulle droghe.</p> <h3>&nbsp;</h3> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/rototom-un-processo-assurdo#more">Rototom, un processo assurdo</a></h3> <div> <p>Franco Corleone scrive sul rinvio a giudizio di Filippo Giunta per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 1 febbraio 2012.</p> </div> </div> <div> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/rassegna-stampa#more">Rassegna stampa</a></h3> <div> <p>La rassegna stampa sul Rototom Sunsplash Festival e la sua vicenda giudiziaria.</p> </div> </div> <div> <h3><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/speciali/31-maggio-rototom-a-processo/aderisci-allappello#more">Aderisci all'appello</a></h3> <div> <p>31 maggio, Rototom a processo. Noi in piazza processiamo la legge Giovanardi. Aderisci all'appello on line sul blog di Fuoriluogo.it.</p> </div> </div></div> altro Thu, 02 Feb 2012 07:42:51 +0000 57272 at http://www.sostanze.info Libro bianco: alcol e fumo trasgressioni in aumento tra i ragazzi http://www.sostanze.info/articolo/libro-bianco-alcol-fumo-trasgressioni-aumento-ragazzi <div class="node-body"><em>Dal Libro Bianco sulla salute di bambini e adolescenti presentato ieri all&rsquo;Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma emergono dati che fanno pensare e discutere</em> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em>La Stampa</em></a>, 31/01/2012 - È stato presentato ieri nella Sala Consiglio - Presidenza Facoltà di Medicina e Chirurgia dell&rsquo;Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, il Libro Bianco &ldquo;La salute dei bambini&rdquo; &ndash; Stato di salute e qualità dell&rsquo;assistenza della popolazione in età pediatrica nelle regioni italiane che presenta il rapporto sulla salute e l&rsquo;assistenza di bambini e adolescenti in Italia.</p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/440533/"><em>Continua a leggere su LaStampa</em></a></p></div> alcol tabacco Thu, 02 Feb 2012 07:40:36 +0000 57271 at http://www.sostanze.info Con la neve fino agli occhi http://www.sostanze.info/articolo/neve-fino-agli-occhi <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p><em><span>Libro di </span></em><span><em> <span>Sabbag Robert</span></em></span><em><span> </span> <span> <span>, edito da <span> </span></span></span></em><span><span><span><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/editore-bompiani_.htm"><em> <span>Bompiani</span></em></a></span></span><em><span>, 2000 </span></em> </span></p> <p>&nbsp;</p> <p><img align="left" src="http://imc.unilibro.eu/find_buy/vcm.asp?copertina=9788845243349&amp;prodotto=libro" alt="" /><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-sabbag_robert/sku-503008/con_la_neve_fino_agli_occhi_.htm"><em>Unilibro.it</em></a> - Vita, opere, misfatti e molti eccessi di Zachary Swan, leggendario trafficante di droga che negli anni Settanta con mezzi tanto ingegnosi da diventare quasi artistici, riuscì a far arrivare dal Sudamerica negli Stati Uniti incredibili quantità di cocaina e di svariati altri stupefacenti. Avventurosa e divertente come un romanzo, pubblicata per la prima volta nel 1979 e da allora assurta a rango di<span> libro cult per un'intera generazione, &quot;Con la neve fino agli occhi&quot;, per la prima volta presentata in Italia, è più della semplice biografia di un malvivente: è un racconto classico e quasi dickensiano di ascesa e rovina, un viaggio travolgente nella storia del costume, della musica e dell'arte degli anni Settanta. </span></p></div> cocaina altro Thu, 02 Feb 2012 07:38:40 +0000 57270 at http://www.sostanze.info Colpo grosso nel gelido Iowa. http://www.sostanze.info/articolo/colpo-grosso-nel-gelido-iowa <div class="node-body"><p>&nbsp;Ashley, 21 anni, è la prova vivente che è inutile mettere la gente in guardia dalle illusioni. Si cerca, in questa pagina che immeritatamente riempio da ormai quattordici anni, di evitare sempre di dare buoni consigli o cattivi esempi. Per questo ho esitato molto prima di rassegnarmi a parlarvi di Ashley Smircna, una giovane donna dello Iowa. Ashley ha 21 anni ed è di origine ceca. Studia agronomia nell'università di Saint Ambrose (è proprio lo stesso Ambrogio della liturgia milanese) nell'Iowa (uno stato di agricoltura e allevamento di maiali) e ha un vizietto come hanno circa cinque milioni di americani: il gioco. Ma come molte donne Ashley rifugge dai casinò, che in Iowa, stato orribilmente perbene, neppure esistono, o dal poker. E preferisce la discrezione anonima della Lotteria di Stato.</p> <p>Stava, qualche giorno fa, scrivendo una tesi per il proprio corso, quando ha deciso di prendersi una pausa. Nel gelido Iowa, ve lo garantisco, soprattutto d'inverno non c'è molto da fare, soprattutto all'aperto e Ashley decise di andare in un minimarket sempre aperto, il &quot;7/11&quot;, per il solito vaso da notte di caffè con ciambella fritta. Mentre li ordinava alla cassa, cedette alla tentazione e comperò un tagliando gratta e vinci da un dollaro.&nbsp;<br /> Venne, grattò e vinse. Venti dollari. Abbastanza per pagare il caffè, il donut e la ciambella. Ma la voglia, soprattutto ai viziosi, vien mangiando. Anziché mettere il resto nella borsa, Ashley tornò alla cassa e investì tutti e 20 i dollari in venti gratta e vinci. Rigrattò e rivinse, questa volta 300 dollari in tutto.<br /> Ne concluse, l'ingenua fanciulla, che le lotterie erano l'equivalente di un Bancomat su un conto pagato da altri, come quegli appartamenti che in Italia vengono offerti a ministri a loro insaputa. Un'altra persona avrebbe afferrato quei 300 dollari e si sarebbe tuffata in una piccola orgia di shopping a spese dello Stato. Non lei. Con i 300 dollari acquistò schede per la Lotteria Statale delo Iowa, l'enalotto della prateria americana, scegliendo i suoi numerini preferiti. E la sera di sabato 14 gennaio, davanti alla piccola tv nella sua stanzetta dentro il dormitorio di Sant'Ambrogio, svenne, come quelle ragazzine ottocentesche soggette ai vapeurs, come un tempo dicevano i francesi, ai vapori e alle vampate dei mancamenti. Per sua fortuna, accanto a lei c'era la compagna di celletta, che le praticò un primo soccorso cardiorespiratorio e chiamò subito l'ambulanza con il 911.<br /> La causa di quel malore, fortunatamente passeggero, erano stati i numeri apparsi sullo schermo del televisore. Erano i suoi. Quelli che lei poche ore prima aveva giocato. La vincita: un milione di dollari. Ricapitolando. Dalla mattina, quando era uscita dal college per prendersi un momento di riposo dalla scrittura della tesi, alla sera quando era rientrata, Ashley Smircna aveva trasformato un dollaro prima in venti dollari, poi in 300 e infine in un milione, passando attraverso il grattino singolo, i venti grattini e infine i numeri della State Lottery of Iowa. La donna che non poteva perdere ha spiegato calma che con quei soldi, pagata le retta del Sant'Ambrogio e le tasse nazionali e locali (45%), avrebbe coronato il proprio sogno. Diventare veterinaria. Questa è la storia che non volevo raccontare, perché l'incredibile botta di sedere della studentessa è qualcosa che non accade, non può avvenire, che tutti i matematici spiegano avere probabilità infinitesimali, misurabili a una contro miliardi (di giocate, s'intende). E che il gioco d'azzardo - perché di questo si tratta, è, da quando fu inventato nell'Inghilterra della regina Elisabetta, quell'altra, la Prima, perchè nel 1566 per quanto la Seconda sia vecchia ancora non c'era - è la più iniqua e crudele delle tasse. È una tassa sulla povertà e sul sogni, alla quale si affidano proprio coloro che non potrebbero permettersi di buttare via neppure un centesimo.<br /> Ma sono i filotti impossibili come questo di Ashley a tenere viva l'illusione, il &quot;perché non può capitare anche me?&quot;. Nei momenti di grandi ansie e di grande crisi economiche, le puntate al tavolo del più grande casinò, lo Stato, aumentano sempre, ovunque, come sta avvenendo. Ma non tutti possiamo frequentare l'università di Sant'Ambrogio.</p> <p>Vittorio Zucconi, DRepubblica</p> <p></p></div> altro Wed, 01 Feb 2012 09:32:18 +0000 57213 at http://www.sostanze.info I club della cannabis http://www.sostanze.info/articolo/club-della-cannabis <div class="node-body"><p><em><br /> </em></p> <p><em>In Germania la Sinistra (Die Linke) propone locali dove comprare legalmente l&rsquo;erba da fumare</em></p> <p><img align="left" width="130" height="63" src="http://cdn2.spiegel.de/images/image-298615-panoV9free-xsto.jpg" alt="" /><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/192763/i-club-della-cannabis/"><em>Giornalettismo</em></a> - I club della cannabis, il primo passo per la legalizzazione delle droghe leggere in Germania. Nell&rsquo;audizione di oggi al Parlamento tedesco il partito di sinistra Linke proporrà l&rsquo;introduzione di locali dove le persone potranno comprare per uso personale una quantità massima di erba da fumare. La ricetta della Linke trova qualche apertura nelle altre forze progressiste, mentre viene bocciata dalla maggioranza di destra della Merkel.</p> <p><strong>CLUB DELLA CANNABIS &ndash; </strong>Al Bundestag la Linke ha presentato una mozione per legalizzare l&rsquo;uso e la vendita della marijuana in Germania. La proposta del partito di sinistra, che segue l&rsquo;odg approvato al recente congresso per la legalizzazione di ogni droga, eroina inclusa, prevede la creazione di locali per coltivare legalmente la cannabis. All&rsquo;interno di questi club le persone maggiorenni potranno acquistare una quantità massima di ganja, trenta grammi, mentre sarà vietato ai minorenni l&rsquo;accesso a questi locali. L&rsquo;idea, sviluppata da Frank Tempel, un funzionario di polizia, vuole combattere il proibizionismo su un divieto che nessuno praticamente rispetta in Germania. Si stima che almeno quattro milioni di tedeschi fumino abitualmente marijuana e haschish, così come si valuta in circa centomila i reati abitualmente compiuti per l&rsquo;uso della cannabis. La ricetta della Linke mira soprattutto ad aprire il dibattito su un tema finora poco discusso, ma che interessa comunque molte persone. E&rsquo; inoltre da notare come il partito post comunista, dopo l&rsquo;esplosione del Partito dei Pirati nella loro roccaforte di Berlino, si stia spostano su temi sempre più libertari, quantomeno in ambito di diritti civili.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/192763/i-club-della-cannabis/"><em>Continua a leggere</em></a></p></div> canapa Tue, 31 Jan 2012 07:08:08 +0000 57040 at http://www.sostanze.info Cocaina: chi ne abusa rischia il pneumoencefalo, aria “intrappolata” nel cervello http://www.sostanze.info/articolo/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello <div class="node-body"><p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><img align="left" width="120" height="72" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2012/01/small_110224-211749_intlp01_24-1-large.jpg" alt="" />Panorama</em></a> - C&rsquo;è una spiacevole conseguenza dell&rsquo;abuso di cocaina di cui i medici non erano ancora a conoscenza. Si tratta dell&rsquo;insorgenza del pneumocefalo, la presenza di aria nell&rsquo;encefalo e nei ventricoli cerebrali - di fatto tra il cervello e il cranio - di solito imputabile a traumi. Dopo averla scoperta all&rsquo;Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, un gruppo di chirurghi guidati da Roberto Gazzeri<a target="_blank" href="http://www.springerlink.com/content/l56964q265173597/"> ne ha dato notizia su <strong><em>Acta Neurochirurgica</em></strong></a>.</p> <p>Un uomo di 31 anni con una lunga storia di abuso di cocaina si era presentato in stato di ansia al Pronto Soccorso dichiarando di avere <strong>un acuto mal di testa</strong>.&nbsp;Dopo un primo esame, Gazzeri e colleghi avevano effettuato una tomografia computerizzata dalla quale era emersa la totale scomparsa del setto nasale e dei turbinati, porzioni di mucosa all&rsquo;interno del naso che servono a depurare e riscaldare l&rsquo;aria respirata.</p> <p>La conseguenza più evidente di questi danni provocati nel paziente dalla &ldquo;sniffatura&rdquo; della cocaina era la <strong>fuoriuscita dal naso del liquido cefalorachidiano</strong>, chiamato brevemente liquor, contenuto nel cervello e presente tra il cervello e le meningi.</p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2012/01/30/cocaina-chi-ne-abusa-rischia-il-pneumoencefalo-aria-intrappolata-nel-cervello/"><em>Continua a leggere su Panorama</em></a></p></div> cocaina Tue, 31 Jan 2012 07:05:42 +0000 57039 at http://www.sostanze.info Cocaina consegnata all’Onu, “colpa” di un logo riprodotto male http://www.sostanze.info/articolo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-logo-riprodotto-male <div class="node-body"><p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-di-un-logo-riprodotto-male-1097818/"><em>Blitzquotidiano</em></a> - NEW YORK, 27 GEN. Il logo azzurro dell'Onu, anche se riprodotto in modo grossolano, ha tratto in inganno uno spedizioniere, e cosi' due pacchi provenienti da Citta' del Messico contenenti sedici chili di cocaina sono stati consegnati la scorsa settimana al quartier generale delle Nazioni Unite, a New York.</p> <p>''All'interno delle due scatole, che avevano la stessa forma delle borse diplomatiche, c'erano alcuni libri le cui pagine erano state tagliate per nascondere un chilo di cocaina ciascuna'', ha dichiarato il portavoce della polizia di New York Paul Browne, secondo il quale il valore della droga ammonta a due milioni di dollari. I due pacchi bianchi spediti dal Messico non indicavano ne' il mittente, ne' il destinatario, cosi' lo spedizioniere di un centro Dhl di Cincinnati ha riconosciuto il logo delle Nazioni Unite e li ha inviati al Palazzo di Vetro.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cocaina-consegnata-allonu-colpa-di-un-logo-riprodotto-male-1097818/"><em>Continua a leggere su Blitzquotidiano</em></a></p></div> cocaina Tue, 31 Jan 2012 07:03:29 +0000 57038 at http://www.sostanze.info Shopping, fb e poker on line, così cambiano le dipendenze http://www.sostanze.info/articolo/shopping-fb-poker-line-cosi-cambiano-dipendenze <div class="node-body">Gli adolescenti trascorrono 6-7 ore al giorno inchiodati al computer. Tra gli adulti dilaga il gioco d'azzardo su Internet di ERNESTO FERRARA, repubblica.it Drogati di internet, intossicati da shopping, impazziti per il gioco d’azzardo. Cyberadolescenti che arrivano a trascorrere 6-7 ore al giorno inchiodati a Facebook, ai giochi di ruolo on line, ai siti pornografici, fino al punto di trascurare studio, amici, vita. Consumatori prigionieri dell’acquisto selvaggio, quarantenni rovinati dal poker online. Cambia pelle il mondo delle dipendenze. Su quasi 4.800 utenti seguiti nel 2011 dai Sert di Firenze e provincia, rimangono i tossicodipendenti (quasi 2.900), gli alcolisti (1.300) e i tabagisti (oltre 300) i casi più frequenti, ma aumentano i soggetti con vere e proprie patologie legate alla dipendenza da gioco d’azzardo (159 seguiti nel 2011, erano 128 nel 2010), o da internet, dal sesso (non solo on line: ci sono anche casi di sex addiction), dallo shopping compulsivo (in tutto 35 utenti nel 2011, 27 nel 2010). Giovani incapaci di staccarsi dai propri computer, professionisti vittime dell’utilizzo eccessivo della posta elettronica, consumatori prigionieri degli acquisti “selvaggi”, vittime dell’azzardo di Stato, dei videopoker, del trading online, delle relazioni virtuali. Ci sono trentenni che avvertono la smania di entrare in un negozio forte come un pugno allo stomaco e si ritrovano costretti a comprare anche 14 paia di scarpe. Altri capaci di rubare i soldi nei salvadanai dei figli, ossessionati dalle compere. Cinquantenni che arrivano a spendere 8 mila euro al poker on line, a compare 1.050 euro di gratta e vinci. Per infilarsi in giri di debiti che arrivano a sfiorare, nei casi più estremi, anche il milione di euro. Dai racconti degli operatori saltano fuori storie al limite: di disoccupati finiti sul lastrico per colpa di un videopoker, di professioniste col vizio di comprare fino a 200 euro di gratta e vinci o di win for life per volta, di ragazzi che comprano scarpe vestiti o qualsiasi altro oggetto come afflitti da un impulso irrefrenabile. Un disturbo molto diffuso in Usa. E’ in particolar modo il gioco d’azzardo patologico a preoccupare in questo momento i Sert. Non si aspetta più la lotteria o l’estrazione del lotto, sono gratta e vinci e win for life le nuove frontiere degli scommettitori efferati, il 76% sono uomini, il resto donne. Quarantenni, sposati, lavoratori perlopiù, ma i Sert di Firenze (Carmine, Arcolaio, Lorenzo il Magnifico, per info c’è il sito www.cesda.it o il numero 840003003) seguono anche ragazzi di 22 anni. La relazione 2011 al parlamento in materia di dipendenze fatta dal dipartimento nazionale antidroga del ministero, stima i giocatori patologici siano l’12% della popolazione adulta e addirittura il 35% degli adolescenti. In Toscana nel 2010 la spesa per il gioco legale è stata di 3,4 miliardi di euro, ciascun fiorentino ha speso in media qualcosa come 888 euro. Scatta però ora una campagna informativa e di prevenzione in tutta la città: «Non fare il pollo», è lo slogan. Finanzia tutto la Regione Toscana, promuovono l’iniziativa Asl e Comune di Firenze. </div> altro Mon, 30 Jan 2012 13:38:40 +0000 56978 at http://www.sostanze.info Farmaci e psicoterapia http://www.sostanze.info/articolo/farmaci-psicoterapia <div class="node-body">Fino a qualche anno fa gli ansiolitici erano ai primi posti fra i farmaci più venduti, venivano prescritti con facilità e assunti a dir poco con disinvoltura. Ora si usano molto meno. «Oggi i farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi serotoninergici: ne esistono molti, con caratteristiche diverse e per ogni paziente il medico può scegliere il più adatto — spiega Liliana Dell'Osso, di cui sta per essere pubblicata una sintesi che fa il punto sulle terapie più efficaci nei disturbi d'ansia —. Si tratta di farmaci efficaci, e più maneggevoli rispetto alle benzodiazepine, i classici ansiolitici. In alcuni casi possono dare «tolleranza», ovvero la necessità di aumentare le dosi per avere lo stesso effetto, o perfino dipendenza. Si possono usare in alcune fasi della terapia, ma non a lungo termine. Per di più spesso non sono risolutive, ad esempio in caso di attacchi di panico: attenuano ma non eliminano le crisi di panico, per cui il paziente continuerà a vivere nell'ansia che possano capitargli di nuovo e non guarirà». Purtroppo, molti ansiosi patologici ricorrono al fai da te, scegliendo l'ansiolitico più a portata di mano, l'alcol: «L’alcol rilassa, perciò molti lo considerano una panacea per superare momenti difficili — interviene Laura Bellodi del San Raffaele —. Ma è una bomba a orologeria. Sono tanti gli alcolisti che hanno iniziato a bere per curare da soli un disturbo d'ansia e poi non sono riusciti più a fermarsi». Il primo passo per un trattamento adeguato è chiedere aiuto: oggi i pazienti lo fanno più spesso rispetto al passato, ma in alcuni casi, ad esempio in coloro che soffrono di fobia sociale, è la malattia stessa a rendere difficile rivolgersi al medico. L'unico, peraltro, che può fare la diagnosi. «I test fai da te sono sconsigliabili, i pazienti hanno ossessioni e difficoltà che possono perfino essere acuite da domande non mediate da un professionista, che sa come porgerle e interpretarle» sottolinea a questo proposito Liliana Dell’Osso. Il medico, anche quello di medicina generale, può capire di che disturbo si tratta e soprattutto se dipende da un problema organico. «Esistono infatti malattie, come il decadimento cognitivo nell'anziano e alcune patologie endocrine o della tiroide, che possono presentarsi con i sintomi di un disturbo d'ansia» avverte Bellodi. «Una volta certi della diagnosi, — prosegue la specialista — spesso è utile associare agli antidepressivi una terapia cognitivo-comportamentale. È fondamentale chiedere che tipo di psicoterapia sarà impostata, perché nei disturbi d'ansia la classica psicanalisi, ad esempio, non è molto utile». «Quel che conta, infatti, — spiega Laura Bellodi — non è indagare la personalità, ma fornire al paziente gli strumenti cognitivi e "pratici" per tornare in una logica di comportamenti sani, che non siano dettati dall'ansia. Una psicoterapia ben fatta garantisce risultati in breve tempo: entro sei, otto mesi si deve vedere un cambiamento, altrimenti vuol dire che quella psicoterapia non è quella giusta». Ma qual è il disturbo più difficile da affrontare? «Di certo il disturbo ossessivo-compulsivo — risponde Bellodi, che presiede il comitato scientifico dell'Associazione Fuori dalla Rete per aiutare i pazienti ossessivo-compulsivi —. Ha caratteristiche un po' diverse dagli altri e si è anche ipotizzata una reale compromissione di alcune strutture cerebrali. Tuttora non riusciamo a risolvere quattro casi su dieci. Ma in tutti gli altri disturbi le cure sono quasi sempre risolutive: purtroppo, non tutti i pazienti l'hanno ancora capito. E questo è forse l'equivoco peggiore sui disturbi d'ansia». Elena Meli, corriere.it</div> psicofarmaci Mon, 30 Jan 2012 13:36:13 +0000 56976 at http://www.sostanze.info Farmaci oppioidi e cannabinoidi: una legge che ci protegge dal dolore http://www.sostanze.info/articolo/farmaci-oppioidi-cannabinoidi-legge-che-ci-protegge-dal-dolore <div class="node-body">Blog Panorama.it. Luca Sciortino L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera tra i principali indicatori della qualità di un servizio sanitario nazionale il numero di farmaci antidolorifici oppioidi e cannabinoidi che vengono prescritti in un anno. In buona sostanza, la facilità con cui un malato grave o terminale può accedere agli analgesici oppiacei è considerato un criterio di giustizia e di efficienza per qualunque servizio sanitario. In base a questo principio, come dobbiamo giudicare la situazione in Italia? Forse la risposta più giusta è duplice: siamo indietro rispetto ad altri Paesi europei ma un certo numero di leggi che abbiamo approvato dal 1997 al 2010 ci mettono ora all’avanguardia in Europa. Lo si evince dai dati contenuti nel volume di fresca pubblicazione Cronaca di una legge che ci difende dal dolore. La Legge 38/10, la più evoluta d’Europa, scritto da Marco Filippini e Manueala Maria Campanelli. Secondo gli ultimi dati citati nel libro e forniti da Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale per la terapia del dolore, nel 2007 la spesa procapite di oppiacei contro il dolore era di 0,67 euro, oggi è di 1,03. Siamo ancora lontani dalla Germania con una spesa 9 volte superiore alla nostra, dalla Francia con una spesa del doppio e ancora al livello della Spagna. Però, ci sono ottime ragioni per rallegrarsi. Il 15 marzo 2010 il Parlamento ha approvato una legge, la 38/10, che di fatto obbliga i medici a occuparsi del dolore dei propri pazienti. Come spiega Fanelli, la legge ha di fatto reso disponibili i farmaci oppiacei sollevando i medici da rischi di procedure penali e i malati da lunghissime pratiche burocratiche e spese finanziarie. Così se prima i farmaci oppioidi dovevano rientrare in un ricettario delle Asl e potevano ottenersi per periodi di tempo limitati, oggi sono prescrivibili da un medico con una normale ricetta “bianca” o “rosa” come tutti gli altri farmaci. Non solo. Diventiamo l’unico Paese al mondo dove si prevede l’uso di oppiacei nella terapia del dolore dei bambini. Per ottenere farmaci cannabinoidi la procedura è invece un poco più macchinosa anche se è stata facilitata da una legge del 2007 che consente di ottenerli in una farmacia ospedaliera per l’impiego all’interno dell’ospedale. A tutt’oggi, questi farmaci devono essere ordinati dall’estero tramite un medico che deve compilare la richiesta di importazione all’Ufficio Centrale Stupefacenti del ministero. I malati dell’associazione Luca Coscioni riferiscono a Panorama che di fatto è difficile trovare medici che li prescrivano perché c’è ancora qualche resistenza da parte della categoria. Secondo loro, succede anche di avere difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione una volta ottenuto il consenso del medico. La legge 38/10 dovrebbe venire incontro a questi malati, spiega Filippini, perché promuove la comunicazione e l’informazione sul problema: per esempio, ha reso obbligatori crediti di formazione per i giovani medici a livello universitario sulle terapie anti-dolore e ha favorito l’istituzione di corsi formativi per i medici già in attività rendendoli più consapevoli del problema. Un altro punto importante della legge è che viene stabilito un criterio per la misurazione del dolore in base ad alcune domande che vengono rivolte al paziente. Le risposte vengono classificate secondo una scala e in base ai risultati il medico è tenuto a prescrivere determinati farmaci. Da notare che il consumo di farmaci anti-infiammatori non steroidei, che si somministrano per esempio contro i dolori articolari e scheletrici, ha portato ad un incremento del 38% degli anti-ulcera. Senza contare che gli oppioidi costano molto meno. I farmaci oppiacei presenti sul mercato sono molti e variano per potenza: morfina, petidina, buprenorfina, butorfanolo, fentanyl, sufetanil, etorfina, ossicodone. Si somministrano per via orale o si iniettano con endovenosa o intramuscolo. I cannabinoidi invece costituiscono un capitolo a sé: ve ne sono di origine naturale, come il tetraidrocannabinolo (THC ottenuto dalla cannabis sativa), di origine sintetica che mimano le azioni del THC, come il dronabinolo, ed infine vo sono i cannabinoidi endogeni prodotti dal nostro organismo. Sia il dronabinolo che il THC sviluppano un buon effetto analgesico che però si accompagna ad effetti sulla psiche che ne limitano in parte l’utilizzo. L’attività analgesica è dovuta alla loro capacità di legarsi a specifici bersagli cellulari presenti nelle aree cerebrali che mediano la sensazione dolorifica, spiega Daniela Parolaro, docente di farmacologia cellulare e molecolare all’università dell’Insubria. Una possibilità per ottenere una buona risposta analgesica con limitati effetti psicotropi è quello di utilizzare il Sativex, un fitofarmaco contente THC e cannabidiolo (un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis sativa) in rapporto 1:1 già autorizzato in diversi paesi per il dolore neuropatico, il dolore da cancro e la sclerosi multipla. Il Sativex è commercializzato in Spagna, Regno Unito e Canada, viene somministrato per spray sublinguale ed i pazienti possono auto dosarsi la somministrazione senza per altro incorrere nella dipendenza. La presenza del cannabidiolo riduce gli effetti psicotropi del THC e quindi supera la limitazione classica all’uso dei cannabinoidi. Infine non si può non citare la possibilità di agire con i così detti “agonisti indiretti” cioè molecole in grado di innalzare il tono endogeno inibendo gli enzimi che degradano gli endocannabinoidi. Sono infatti in fase avanzata di studio inibitori della degradazione degli endocannabinoidi che possiedono un’ottima attività analgesica ed antinfiammatoria nel dolore viscerale e in quello neuropatico. Particolarmente roseo potrebbe essere il futuro terapeutico degli inibitori che, come questi ultimi, non passano la barriera ematoencefalica. Infatti, a differenza degli effetti analgesici prodotti dalla stimolazione diretta dei recettori cerebrali, la possibilità di ottenere un effetto analgesico intensificando il controllo della trasmissione dolorifica periferica offre la possibilità di sviluppare farmaci analgesici privi di effetti psicotropi. Cosa suggeriscono quindi queste novità sia a livello legislativo sia a livello scientifico? In ultima analisi, avendo adesso una buona legge, possiamo fidarci di questi farmaci oppure dobbiamo temere vari effetti collaterali, assuefazione inclusa? Secondo Gian Luigi Gessa, docente di Neuropsicofarmacologia all’Università di Cagliari, il problema dell’assuefazione per i farmaci oppiacei e cannabinoidi in effetti non si pone: la necessità di continuare l’assunzione del farmaco oppiaceo o cannabinoide una volta cessato il dolore per via della dipendenza fisica e psichica si pone dopo un tempo di molti mesi e ha un’intensità bassa. L’obiezione che vi sia una necessità dell’aumento delle dosi è smentita da studi clinici. Inoltre, secondo Parolaro, le evidenze a favore dell’utilità terapeutica del Sativex sono positive e ne incoraggiano la diffusione .</div> canapa Mon, 30 Jan 2012 13:32:24 +0000 56975 at http://www.sostanze.info Dopo 10 anni di eroina di cui 3 in vena e 8 di metadone ora basta!!!!!! Soluzione trovata !!!! http://www.sostanze.info/esperienza/dopo-10-anni-eroina-cui-3-vena-8-metadone-ora-basta-soluzione-trovata <div class="node-body"><p>Mi chiamo Vincenzo ho 27 anni, iniziai prestissimo con il Cobret (Tipo Brown)ma 100 volte + forte venduto a napoli. Inevitabilmente sono arrivato a farmi in vena e per 3 anni ci ho dato dentro di brutto, anche 2 - 3 gr al giorno di Tailandese.A tutto ciò va aggiunto 8 anni di metadone con dosaggi del tipo 120 140 per poi scendere massimo a 80 dopo non riuscivo. Dopo 2 overdose in 4 giorni di cui una, mi è stata quasi fatale 6 (Narcan) x riprendermi gli ultimi 2 endovena me li hanno fatti. Questi episodi mi hanno fatto scattare un meccanismo di odio verso tutto ciò che mi sono creato ed ho creato alla mia famiglia.Cmq alla fine ho parlato con il medico del mio sert x trovare una soluzione e lui mi ha proposto il lavaggio dei reni e del fegato con le flebo da fare a casa con un infermiere. Sono stato attaccato alle flebo tramite un catete venoso centrale (Quasi sul cuore ) dato che le mie vene sono inesistenti purtroppo. Se devo esser sincero hanno funzionato benissimo e soprattutto non sono piu schiavo del metadone, sto prendendo l&#39;antaxone x non indurre in tentazione ma di testa faccio ancora fatica anche se fisicamente sono rinato, ho finito da 15 gg&nbsp; ed ancora dormo 3 ore a notte ma va bene tutto,nn mi spaventa un po di insonia dopo quello che ho passato. Chiedete nei sert di solito c&#39;è uno dei medici che lo fa con un costo di 450 &euro; per i farmaci piu un infermiere per una settimana.Per me sono state una cosa santa x me. ora non devo fare cazzate ovviamente sono iper suscettibile il desiderio è forte ma il pensiero di svegliarmi senza quel maledetto sciroppo mi da la forza di non pensare al resto. Credetemi</p> <p>&nbsp;</p> </div> eroina Mon, 30 Jan 2012 12:37:50 +0000 enzomusk 56969 at http://www.sostanze.info cospirazionisti e negazionisti: l’invasione delle bufale online le falsificazioni su AIDS, vaccini, effetto serra. Idee per introdurre un controllo di qualità. http://www.sostanze.info/articolo/cospirazionisti-negazionisti-linvasione-delle-bufale-online-falsificazioni-aids-vaccini <div class="node-body"><p>All&rsquo;inizio il Web era visto come una specie di magazzino globale &mdash; un nuovo tipo di biblioteca che metteva a disposizione la summa completa della conoscenza umana. In effetti è questa la forma che è andato assumendo &mdash; ma con una differenza: oltre a prendere in prestito quel che troviamo nelle sue ampie raccolte, noi utenti possiamo anche depositarvi i nostri libri, opuscoli e altri scritti &mdash; in una pressoché totale assenza di verifiche qualitative.</p> <p>Questa democratizzazione della raccolta di informazioni &mdash; ove accompagnata da accordi istituzionali e tecnologici intelligenti &mdash; è stata estremamente utile: ha permesso, ad esempio, la creazione di Wikipedia e di Twitter. Ma ha anche generato migliaia di siti che mettono in discussione dati scientifici, rigettano fatti dimostrati e promuovono teorie della cospirazione. È giunto il momento di introdurre un sistema di controllo della qualità?</p> <p>Le persone che negano che si stia verificando un riscaldamento globale, che si oppongono alla teoria dell&rsquo;evoluzione di Darwin, che si rifiutano di vedere il collegamento tra il virus Hiv e l&rsquo;Aids, o pensano che l&rsquo;attacco dell&rsquo; 11 settembre sia stato frutto di trame interne, hanno ampiamente utilizzato Internet a loro vantaggio. All&rsquo;inizio il Web permetteva loro di trovare e reclutare chi la pensava allo stesso modo, di promuovere incontri e petizioni per le loro cause. Ora che tanta parte della vita pubblica si è spostata online, sono giunti a manipolare i motori di ricerca, a modificare le voci di Wikipedia, a molestare gli scienziati che si oppongono alle loro teorie e a raccogliere una gran quantità di &laquo;prove&raquo; digitali che offrono baldanzosamente ai potenziali simpatizzanti.</p> <p>Un articolo uscito di recente sulla rivista medica &laquo;Vaccine&raquo; illustra bene il modo di utilizzare la Rete di uno di questi gruppi, il movimento mondiale contro le vaccinazioni, un coacervo di scienziati senza scrupoli, giornalisti, genitori, e personalità note, che pensano che i vaccini possano provocare disturbi come l&rsquo;autismo, una tesi che la scienza ha dimostrato essere del tutto infondata. Il movimento anti-vaccinazione non è una novità (già nel XVIII secolo vennero sollevate obiezioni di ordine religioso sulle vaccinazioni), ma la facilità di rendersi visibili offerta da Internet, assieme al crescente scetticismo che circonda il sapere scientifico, ha dato a questo movimento grande risonanza. Jenny McCarthy, l&rsquo;attrice Usa che ne è diventata il volto pubblico, ha ammesso apertamente di aver ricavato &laquo;dall&rsquo;università di Google&raquo; gran parte delle sue informazioni sui danni della vaccinazione; e condivide regolarmente queste sue &laquo;conoscenze&raquo; con il mezzo milione circa di seguaci che ha su Twitter. Scienziati che hanno vinto il Nobel possono solo sognare una platea online di questa portata; Richard Dawkins, forse lo scienziato attualmente più famoso, ha su Twitter solo 300.000 seguaci.</p> <p>Le comunità che abbracciano teorie pseudoscientifiche o del complotto non sono influenzabili neanche da esperti indipendenti che vogliano aderirvi &mdash; la tanto dibattuta &laquo;infiltrazione cognitiva&raquo; proposta da Cass Sunstein (che ora dirige l&rsquo;Office of Information and Regulatory Affairs della Casa Bianca). Lo studio di &laquo;Vaccine&raquo; mostra che i blog e i forum gestiti dal movimento contro la vaccinazione sono aggressivamente censori, ed eliminano tutti i commenti che sostengono i benefici della vaccinazione.</p> <p>Cosa fare allora? Beh, forse è arrivato il momento di accettare il fatto che molte di queste comunità non perderanno i loro membri più convinti, neanche se verranno bombardate da dimostrazioni scientifiche che provano l&rsquo;infondatezza delle loro teorie. Per contrastare la loro crescita bisognerebbe rivolgere gli sforzi agli aderenti potenziali, piuttosto che ai militanti.</p> <p>Chi oggi avvia una ricerca su Google o Bing per verificare se &laquo;il riscaldamento globale è reale&raquo; o se &laquo;vaccinare è rischioso&raquo; o &laquo;chi è stato l&rsquo;artefice degli attacchi dell&rsquo;11 settembre&raquo; è a pochi clic di distanza dall&rsquo;aderire a una di queste comunità. Dato che la censura dei motori di ricerca non è un&rsquo;idea attraente, che cosa si può fare per garantire che gli utenti sappiano che le informazioni che riceveranno sono probabilmente pseudoscientifiche, non provate dalla scienza?</p> <p>Le possibilità non sono molte. Una è quella di addestrare i browser a segnalare le informazioni sospette. In questo modo ogni volta che un&rsquo;affermazione come &laquo;la vaccinazione porta all&rsquo;autismo&raquo; appare nei browser, verrebbe evidenziata in rosso &mdash; magari accompagnata da un avviso che consiglia di cercare una fonte più autorevole. Si dovrebbe, a questo fine, compilare un database delle affermazioni discutibili, a cui andrebbero opposte le ultime opinioni della scienza &mdash; un obiettivo impegnativo che progetti come &laquo;Dispute Finder&raquo; stanno perseguendo con determinazione.</p> <p>Un&rsquo;altra opzione &mdash; che non esclude necessariamente la prima &mdash; è quella di spingere i motori di ricerca ad assumersi maggiori responsabilità nei confronti degli indirizzi Web che propongono, e a esercitare un controllo editoriale maggiore nel presentare i risultati di ricerche su argomenti come &laquo;riscaldamento globale&raquo; o &laquo;vaccinazione&raquo;. Google ha già un elenco di temi ricercando i quali si ottengono soprattutto siti che propongono tesi pseudoscientifiche e teorie del complotto: perché non trattarli in maniera diversa dalle normali ricerche? In questo modo, quando il risultato della ricerca fosse tale da indirizzare gli utenti a siti gestiti da pseudoscienziati o teorici della cospirazione, Google potrebbe far apparire un banner rosso che li invita a esser cauti e a consultare un elenco di risorse autorevoli prima di trarre conclusioni. In più di una dozzina di Paesi, Google fa già qualcosa di simile per gli utenti che fanno ricerche su &laquo;come morire&raquo; o su &laquo;suicidio&raquo;, inserendo una nota rossa ben evidente che invita a chiamare la National Suicide Prevention Hotline. Può sembrare un metodo paternalistico, ma è un paternalismo poco invadente che potrebbe salvare delle vite.</p> <p>Purtroppo, con la recente adozione del social search &mdash; in cui i link condivisi dai nostri amici sui social network di Google sono ai primi posti nei risultati della ricerca &mdash; Google si muove in direzione opposta. È ragionevole pensare che chi nega l&rsquo;esistenza del riscaldamento globale o i benefici della vaccinazione sia &laquo;amico online&raquo; di chi ha idee simili. In questo modo trovare informazioni che contraddicano le proprie opinioni diventa ancora più difficile. Questo è un motivo in più perché Google faccia ammenda dei suoi peccati e garantisca che agli argomenti dominati dalla pseudoscienza e dalle teorie del complotto venga rivolto un trattamento responsabile.<br /> Twitter @evgenymorozov<br /> (Traduzione di&nbsp;Maria Sepa)</p> <p>Evgeny Morozov</p> <p></p> <p>Corriere della sera.it&nbsp;<span style="font-size:11.0pt"></span></p> </div> altro Sat, 28 Jan 2012 18:09:24 +0000 56893 at http://www.sostanze.info Psilocibina contro la depressione? http://www.sostanze.info/articolo/psilocibina-contro-depressione <div class="node-body"><p>Le immagini geometriche e la vivida immaginazione sperimentate sotto l&#39;influsso dei funghi psicoattivi non sono, come gli scienziati avevano sospettato, il risultato di un aumento dell&#39;attività cerebrale, ma bensì di una riduzione dell&#39;attività e della connettività cerebrale, secondo un rapporto pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.Secondo i ricercatori, la riduzione della connettività cerebrale potrebbe spiegare la liberazione della mente dai vicoli abituali.&quot;E&#39; stato spesso ipotizzato che questi classici allucinogeni debbano aumentare la funzionalità cerebrale, visto che vengono associati all&#39;espansione della consapevolezza e della coscienza, ma in realtà ciò che vediamo è una riduzione dell&#39;attività cerebrale&quot;, ha riferito Roland Griffiths, del Johns Hopkins Bayview Medical Center.&quot;Devo dire che questo era del tutto inaspettato&quot;, ha ribadito David Nutt dell&#39;Imperial College di Londra, che ha condotto lo studio. Ma, ha aggiunto, &quot;quando si ottiene esattamente il risultato opposto a quello che si prevedeva, sai che è giusto, perché non c&#39;è parzialità&quot;.Anche se gli esseri umani hanno utilizzato i funghi magici per millenni, molto poco si sa su come realmente agiscono. Poco dopo la popolarità guadagnata negli anni &#39;50 e &#39;60, &quot;sono stati criminalizzati e la ricerca sulle loro applicazioni terapeutiche è stata soppressa&quot;, ha spiegato Rick Doblin, della Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, che in parte ha finanziato lo studio.A causa della illegalità della psilocibina, l&#39;organizzazione e l&#39;esecuzione del nuovo studio è stato un calvario normativo, ha detto Nutt.C&#39;era anche la preoccupazione etica che i volontari potessero sperimentare il cosiddetto bad trip. Anche se la psilocibina è generalmente associata a sentimenti di euforia e connessione umana, a volte può causare ansia. Se ciò fosse accaduto, ha spiegato Nutt, la persona sarebbe stata al sicuro e calmata se necessario con Valium. E per ridurre il rischio di una brutta esperienza, tutti i 30 volontari sono stati scelti in base al fatto di aver già assunto allucinogeni almeno una volta nella propria vita.</p> <p>Nutt e il suo team hanno somministrato psilocibina in vena ai volontari, mentre i loro cervelli sono stati scannerizzati mediante risonanza magnetica funzionale. &quot;Volevamo sapere esattamente cosa succede quando si effettua questa transizione dallo stato ordinario allo stato psichedelico&quot;, ha spiegato.Il flusso di sangue e l&#39;attività cerebrale dei volontari hanno subito una particolare diminuzione nella corteccia prefrontale mediale, un&#39;area coinvolta nelle emozioni, l&#39;apprendimento, la memoria e la funzione esecutiva, e la corteccia cingolata posteriore, la cui funzione è meno chiara.Il team ha anche utilizzato i dati per valutare come la connettività funzionale tra queste due regioni cerebrali variasse nel corso del tempo, e ha scoperto che la loro disattivazione risulta essere legata.Le due regioni sono connesse da una rete di connessioni chiamata Default-mode network (DMN), che integra le funzioni cerebrali tra cui sensazioni, ricordi e ambizioni. &quot;E&#39; un po chi sei e come vedi il mondo&quot;, ha detto Nutt. Il DMN potrebbe anche funzionare da meccanico cognitivo vincolante, capace di filtrare e dare un senso alle informazioni. Una riduzione dell&#39;attività del DMN potrebbe quindi consentire una modalità di conoscenza senza vincoli, come quella vissuta durante un viaggio con i funghi magici.</p> <p>E&#39; interessante notare che l&#39;attività DMN è iperattiva nelle persone soggette a depressione, suggerendo che la psilocibina possa essere efficace contro questa patologia.</p> <p>&quot;La psilocibina potrebbe essere somministrata solo un paio di volte sotto la supervisione di un terapista ... con la speranza che alla fine del processo non si sia più dipendente dai farmaci&quot;, ha spiegato Doblin. &quot;Sarebbe come aprire una porta e mostrare che c&#39;è un altro modo di essere&quot;, ha detto Nutt.</p> </div> psichedelici Fri, 27 Jan 2012 20:46:13 +0000 56850 at http://www.sostanze.info I falsi miti da sfatare sui diversi disturbi che chiamiamo ansia http://www.sostanze.info/articolo/falsi-miti-sfatare-sui-diversi-disturbi-che-chiamiamo-ansia <div class="node-body"><span style="font-size:18px; font-weight:normal"> <span style="font-size:11.0pt; color:#798081; font-weight:normal">Dalla vera soglia patologica alle possibili cause.<span>&nbsp;</span><br /> Un documento Usa fa chiarezza su uno dei disagi<span>&nbsp;</span><br /> più emblematici della nostra epoca</span> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">Viviamo tempi ansiogeni. E tutti, prima o poi, abbiamo detto di avere l'ansia. Usando il termine con un po' di leggerezza, tanto che secondo l'<span>Anxiety Disorder Association of America</span></span><span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&nbsp;</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">oggi sono molti i malintesi e le errate convinzioni che circondano i disturbi d'ansia, quelli veri. Una confusione sul tema che gli esperti statunitensi hanno provato a chiarire con un documento sui falsi miti che circondano l'ansia, corredato con informazioni sulla realtà dei fatti. Primo punto da chiarire è quando si possa parlare di vero disturbo e quando invece l'ansia sia da considerare normale, se non addirittura positiva. &laquo;Purtroppo diamo lo stesso nome a due manifestazioni ben diverse &mdash; spiega Laura Bellodi, direttore del Centro disturbi d'ansia all&rsquo;ospedale San Raffaele di Milano &mdash;. L'ansia &quot;buona&quot; è quella che ci consente di stare in allerta, per elaborare le risposte più appropriate a novità come un esame, un colloquio di lavoro, o anche solo la preparazione della valigia per le vacanze. In questi casi è del tutto fisiologico provare inquietudine o sentirsi un po' diversi dal solito. L'ansia diventa invece patologica quando scatena un disagio profondo, costante e soprattutto un &quot;malfunzionamento&quot; dell'individuo, un'alterazione dei comportamenti. La &quot;soglia&quot; oltre cui si parla di una vera patologia può perciò variare da una persona all'altra e anche a seconda dell'ambiente&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&laquo;Oggi una persona con fobia sociale che vorrebbe stare con gli altri ma non ci riesce per la paura di non essere all</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">altezza</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">, di fare una brutta figura o di apparire goffa o ridicola sente di avere un problema; cinquant'anni fa, invece, poteva essere il prototipo della casalinga </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646"> conferma Liliana Dell'Osso, direttore della Clinica psichiatrica dell'Università di Pisa </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">. Vivere o meno in città, la classe sociale di appartenenza, il tipo di lavoro sono tutti elementi che possono incidere sulla percezione della &quot;disabilità&quot; che deriva da un disturbo d'ansia. Che spesso incide sulle scelte esistenziali: quante donne hanno rinunciato a studiare, a guidare, o hanno vissuto a metà perché non riuscivano a superare attacchi di panico o una fobia sociale? Con i disturbi d</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">ansia non trattati adeguatamente si finisce per fare i conti tutta la vita&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">Anche sulle cause dell'ansia è bene sgombrare il campo dagli equivoci</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">: esiste una predisposizione genetica, tanto che avere familiari con disturbi d'ansia accresce il rischio fino a dieci volte. Conta poi il carattere: chi è perfezionista, rigido, chi ha una personalità evitante o dipendente ha una maggiore probabilità di avere disturbi. Ma, anche se esperienze negative precoci possono avere un ruolo nei disagi emotivi futuri, non sempre le &quot;radici&quot; dell'ansia vanno cercate nell'infanzia. Come sottolinea il documento degli esperti americani: si tratta di un falso mito ed è poco costruttivo ostinarsi a cercare motivi lontani piuttosto che intervenire eliminando i disturbi presenti. Anche perché &quot;chi cerca trova&quot;, ma non è affatto detto che un insuccesso scolastico o il rifiuto di un amico siano la vera molla che ha fatto scatenare il problema. Anzi, può darsi sia vero il contrario, cioè che sia stata la nevrosi a condizionare gli eventi. Altra leggenda da sfatare, il fatto che il disturbo di panico possa portare a perdere il controllo, oppure a svenire: non accade mai (nei pazienti che finiscono al Pronto soccorso per un attacco di panico, si rileva al massimo una lieve tachicardia o un aumento temporaneo della pressione arteriosa, il contrario quindi del crollo di pressione che porta allo svenimento). E, ancora: non è vero che la strategia migliore per controllare l'ansia sia evitare le fonti di stress ed essere continuamente rassicurati da parenti e amici. &laquo;Le condotte di evitamento magari riducono frequenza e intensità degli episodi, ma compromettono le condizioni del paziente che si demoralizza, prova sensi di colpa e di inadeguatezza, diventa dipendente da figure di riferimento che lo rassicurano, con il risultato che l'autonomia si riduce ulteriormente e che ci si auto-svaluta sempre più </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646"> spiega Dell'Osso </span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&mdash;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">. Altrettanto inutile è consigliare ai pazienti di portare con sé un sacchetto per ridurre l'iperventilazione in caso di attacco di panico, o di &quot;distrarsi&quot; adottando un trucco qualsiasi, magari con un gesto &quot;scaramantico&quot; (come schioccare un elastico o simili): avere sempre con sé un oggetto ritenuto &quot;magico&quot; è solo l'espressione dell</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&rsquo;</span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">ipersensibilità di questi pazienti alla rassicurazione; adottare azioni o atti mentali per neutralizzare l'ansia dà un sollievo solo momentaneo e può perfino diventare una compulsione&raquo;.</span></p> <p><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&laquo;Tutti questi &quot;trucchi anti-ansia&quot; in realtà sono la soluzione patologica al problema,</span><span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">&nbsp;</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:#464646">manifestazioni che sono diretta espressione e conseguenza del disturbo d'ansia. Per questo vanno combattuti ed è importante chiarire gli equivoci&raquo;, conferma Bellodi. Il documento americano invita anche a non credere alle soluzioni facili o all'effetto miracoloso di dieta, esercizio fisico, limitazione della caffeina: l'educazione a uno stile di vita sano aiuta, ma da sola non basta. E c'è poi il falso mito forse più duro a morire, ovvero la convinzione che i tratti d'ansia siano caratteristiche intrinseche della persona, impossibili da cambiare, perché hanno spesso un esordio precoce: il timido che diventa sempre più chiuso e isolato, il nevrotico che accumula comportamenti ossessivi, l'apprensivo che pian piano teme tutto. &laquo;Sono sempre stati così, è nella loro natura&raquo; è il pensiero di molti. Invece, questi disturbi si possono (e si devono) curare.</span></p> <p><span><span style="font-size:11.0pt; color:black">Elena Meli, Corriere della Sera. Salute</span></span><span style="font-size:11.0pt; color:black"></span></p> <p><span style="font-size:11.0pt">&nbsp;</span></p> </span> <p><span style="font-size:11.0pt">&nbsp;</span></p> </div> altro Fri, 27 Jan 2012 15:27:35 +0000 56824 at http://www.sostanze.info La chimica psichedelica: un principio attivo dei “funghi magici” controlla (in qualche modo) l'attività del cervello. http://www.sostanze.info/articolo/chimica-psichedelica-principio-attivo-dei-funghi-magici-controlla-qualche-modo-lattivita <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p>Alfredo Orrico -<a href="http://www.insostanza.it/allegati/news/364/14%20NEWS-it.pdf"><em> inSostanza.it</em></a></p> <p>Nonostante una lunga storia di utilizzo nelle cerimonie di guarigione, in riti tesi all&rsquo;espansione della mente ed &ldquo;all&rsquo;apertura di porte della percezione&rdquo;, le sostanze allucinogene presenti nei &ldquo;funghi magici&rdquo; sembrano provocare al contrario diffuse diminuzioni dell&rsquo;attività cerebrale, secondo quanto riportato da alcuni ricercatori e pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences USA (Carhart-Harris RL et al. 2012).</p> <p><br /> La psilocibina, la cui azione è dovuta all&rsquo;attivazione dei recettori della serotonina, è stata apprezzata per secoli per la capacità di indurre esperienze mistiche ma essa presenta anche un potenziale valore terapeutico in varie patologie psichiatriche. In uno dei pochi studi di questo tipo, David Nutt, un neuropsicofarmacologo che lavora presso l'Imperial College di Londra, insieme ai suoi collaboratori ha usato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per monitorare i cambiamenti nell'attività cerebrale che si registrano durante la transizione dalla coscienza normale allo stato psichedelico indotto dalla psilocibina. Lo studio è stato effettuato reclutando 30 volontari, tutti individui esperti nell&rsquo;uso di sostanze allucinogene, e scansionato il loro cervello due volte: una volta dopo che ai partecipanti era stato somministrato un placebo (solo acqua e sali) ed un&rsquo;altra volta dopo iniezione di una piccola dose di psilocibina, che, in pochi secondi, ha innescato un breve &ldquo;viaggio&rdquo;. E&rsquo; stato quindi osservato che, nonostante si ritenga comunemente che le sostanza psichedeliche &ldquo;aumentino l'attività cerebrale&rdquo;, la psilocibina causa in effetti un rallentamento di attività in aree dotate di connessioni più dense, soprattutto a livello della corteccia mediale pre-frontale (mPFC) e la corteccia cingolata anteriore e posteriore (ACC e PCC, rispettivamente). Le scansioni hanno mostrato una riduzione delle connessioni funzionali tra il mPFC e PCC, in modo che la loro attività, normalmente sincrona, è risultata &ldquo;de-sincronizzata&rdquo;.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Nel 1954, lo scrittore Aldous Huxley (che aveva notoriamente sperimentato sostanze psichedeliche) nel suo libro &ldquo;Le porte della percezione&rdquo;, suggeriva che le droghe producessero un diluvio sensoriale attraverso l'apertura di una sorta di &quot;valvola di riduzione&quot; nel cervello, deputata in condizioni normali alla limitazione delle nostre percezioni. In accordo, Karl Friston del University College di Londra sosteneva che il cervello, per permettere una migliore rappresentazione del mondo, funzionasse attraverso una limitazione delle nostre esperienze percettive. Le nuove scoperte sembrano in accordo quindi con l&rsquo;idea che queste sostanze abbiano una qualche attività modulante su queste funzioni di repressione.<br /> Nutt e collaboratori suggeriscono che i loro risultati potrebbero spiegare alcuni degli effetti terapeutici della psilocibina. La depressione comporta iperattività nei mPFC, che porta alla visione pessimistica ed al rimuginare patologico caratteristico della condizione, così la disattivazione della mPFC potrebbe alleviarne i sintomi. Gli autori hanno anche osservato una riduzione del flusso di sangue a livello ipotalamico, suggerendo che questo potrebbe spiegare alcuni resoconti aneddotici secondo i quali le sostanze psichedeliche allevino i sintomi della cefalea a grappolo, che è associata ad una aumentata attività ipotalamica.</p> <p><strong>Tuttavia, non tutti sono d&rsquo;accordo con questi risultati e con la loro interpretazione, a segnalare quanto le argomentazioni in questo campo siano ancora fluttuanti e contraddittorie.</strong><br /> Franz Vollenweider presso l'Università di Zurigo in Svizzera riferisce, infatti, di avere completato studi simili e di avere sempre visto, al contrario, l'attivazione di quelle stesse aree che lo studio di Nutt e coll. riferisce depresse. Alcune differenze potrebbero essere associate a tempi differenti di scansione nei due studi o alla differente via di somministrazione (nello studio di Vollenweider, la somministrazione era per via orale) e/o al dosaggio delle sostanze.<br /> Secondo Keith Laws, invece, un neuropsicologo cognitivo dell'Università di Hertfordshire, i risultati potrebbero essere spiegati in altro modo. &quot;La disattivazione di mPFC e PCC è legata all&rsquo;ansia e alla anticipazione di esperienze piacevoli e spiacevoli,&quot; dice. &quot;Quella era una situazione stressante, anche per tossicodipendenti con esperienza e ho il sospetto che gli autori di quello studio abbiano piuttosto misurato delle variazioni funzionali correlate a quell&rsquo;ansia.&quot;</p></div> psichedelici Thu, 26 Jan 2012 07:10:05 +0000 56697 at http://www.sostanze.info BINGE DRINKING : DANNI AL CUORE E AL CERVELLO http://www.sostanze.info/articolo/binge-drinking-danni-al-cuore-al-cervello <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="85" src="http://www.cesda.net/wp-content/uploads/2012/01/CAK1EJSF.jpg" alt="" /><a href="http://www.cesda.net/?p=2574"><em>CeSDA</em></a> - L&rsquo;alcol, in dosi elevate, può compromettere seriamente la salute cardiaca dei giovani. Antonio Raviele, direttore del<strong> Dipartimento cardiovascolare dell&rsquo;ospedale dell&rsquo;Angelo di Mestre</strong>, lancia l&rsquo;allarme, spiegando che <strong>per gli under 20 ubriacarsi, tra i tanti effetti nocivi, può portare ad un attacco di fibrillazione atriale </strong>per i soggetti predisposti. <br /> Tali soggetti, &laquo;spesso non sanno di esserlo; può capitare, dopo una forte bevuta, che il sangue non circoli correttamente. Potrebbe scatenarsi, di conseguenza, un incidente cardiaco o dei danni al cervello per il mancato afflusso di sangue&raquo;, spiega Emanuele Scafato, presidente della <strong>Società italiana di algologia</strong>. Un&rsquo;eventualità da non sottovalutare, dato che il &ldquo;binge drinking&rdquo; sta assumendo sempre più i connotati del fenomeno di massa. <strong>Riguarda circa 450mila ragazzini di età compresa tra gli 11 e i 16 anni</strong> che, in sostanza, si danno appuntamento e ingurgitano<strong> 4 o 5 cocktail con l&rsquo;unico obiettivo di ubriacarsi</strong>. &laquo;Alcuni ragazzi &ndash; continua Scafato &ndash; non sanno di avere un disturbo della conduzione dello stimolo cardiaco, il quale determina il battito normale. Bevendo molto, l&rsquo;ipertensione, successiva alla prima fase di vasodilatazione, può svelare un aritmia. Può accadere che l&rsquo;impulso cardiaco vanga a mancare e che il cuore inizi a fibrillare, cioè a contrarsi in maniera inefficiente&raquo;. In ogni caso, &laquo;che l&rsquo;alcol, in quantità elevate, sia nocivo e non solo per il cuore ma per il sistema cardiovascolare in genere è un dato appurato e noto. Sappiamo, ad esempio, che <strong>quantità percepite come moderate possono condurre &ndash; dati dell&rsquo;Organizzazione mondiale della Sanità &ndash; ad un incremento del rischio di insorgenza di 60 patologie e 12 tipi di cancro</strong>&raquo;. La quantità massima di alcol che il nostro organismo può assumere è stata stabilita da linee guida accettate a livello internazionale: &laquo;un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica (corrispondente ad una quantità di circa 12 grammi di alcol) per le donne; due per gli uomini; uno per i ragazzi di età compresa tra i 17 e i 20 anni; 0 per quelli sotto i 16&raquo;.<br /> E&rsquo; necessario, in ogni caso, fare alcune distinzioni. &laquo;Le tabelle presenti nei pub o nei bar sono esplicative ma, in genere, non vengono lette. La quantità di alcol assumibile senza correre rischi varia a seconda di diversi fattori: il peso, il sesso, e il fatto di essere a stomaco vuoto o a stomaco pieno&raquo;. Anche la modalità con la quale si beve può influire sull&rsquo;insorgenza di rischi. &laquo;Siamo in grado di metabolizzare 12 grammi di alcol in minimo due ore, massimo tre. Il nostro fegato, infatti, ha la capacità di distruggere 6 grammi l&rsquo;ora. La dose eccedente circola liberamente e immodificata per il nostro organismo, perché questo viene bypassato&raquo;. Tornando ai giovani, i danni al sistema cardiovascolare possono esserci, certo; &laquo;ma <strong>il binge drinking ci preoccupa molto di più per i danni che può provocare al cervello dei ragazzi</strong>. Le risonanze magnetiche, infatti, hanno dimostrato che se i ragazzi si ubriacano almeno una volta alla settimana, dopo solo 2 o 3 mesi <strong>l&rsquo;ippocampo, la zona del cervello che serve per orientarsi e memorizzare, riduce significativamente il proprio volume, con una conseguente perdita di neuron</strong>&raquo;.<strong>Tale perdita, purtroppo, è permanente</strong>. &laquo;Il cervello non è in grado di ricreare queste cellule specializzate. Tra l&rsquo;altro, nei ragazzi, avviene un fenomeno molto particolare, chiamato<strong><em> &ldquo;pruning&rdquo;</em>: il loro cervello è in via di evoluzione, si completa attorno ai vent&rsquo;anni. Normalmente, quindi, in questa fase, alcuni sinapsi, i collegamenti tra i neuroni, vengono distrutte per dare all&rsquo;organo la possibilità di evolversi verso la fase adulta. Se vado a introdurre una sostanza che altera questo meccanismo, impedendo alle cellule di essere sostituite durante questa evoluzione, creo un danno enorme&raquo;.</strong></p></div> alcol Thu, 26 Jan 2012 07:07:48 +0000 56696 at http://www.sostanze.info Bolivia, Brasile e Stati Uniti di nuovo d’accordo sulla lotta al narcotraffico di cocaina http://www.sostanze.info/articolo/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-al-narcotraffico-cocaina <div class="node-body"><p><em>L'intesa è arrivata venerdì scorso e non mette a rischio l'uso tradizionale delle foglie di coca. Prevista la creazione di un Progetto Pilota: gli Usa forniranno equipaggiamento e addestramento al personale di La Paz, Rio de Janeiro rilevamenti satellitari e materiale di comunicazione per individuare le piantagioni 'eccedenti' la produzione consentita, </em>di Joseph Zarlingo</p> <p>&nbsp;</p> <p><img align="left" width="140" height="72" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2012/01/campi_di_cocaina_interna.jpg" alt="" /><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em>IlFattoQuotidiano</em></a> - &ldquo;<em>Que la DEA no me vea!</em>&rdquo; cantano in uno dei loro pezzi più famosi gli <strong>Atajo</strong>, gruppo rock boliviano. E DEA sta per <em>Drug enforcement administration</em>, l&rsquo;antidroga del governo degli Stati Uniti. &ldquo;Mio nonno mi insegnò a pinchar &ndash; dicono gli Atajo, e pinchar vuol dire masticare la foglia di coca- La coca non è <strong>cocaina</strong>, la coca è millenaria&rdquo;. Millenario è davvero l&rsquo;uso della foglia di coca sull&rsquo;Altropiano andino e come difensore dei diritti dei <strong>cocaleros</strong>, i coltivatori di coca, del Tropico di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato la sua carriera politica il primo presidente indigeno del continente, <strong>Evo Morales</strong>.<br /> <br /> Tre anni fa, Morales espulse gli agenti della DEA dalla Bolivia e cessò ogni collaborazione con l&rsquo;antidroga a stelle e strisce, accusando <strong>Washington </strong>di indebite intromissioni nella politica interna del Paese.<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em> <br /> </em></a></p> <p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/bolivia-brasile-stati-uniti-nuovo-daccordo-sulla-lotta-narcotraffico-cocaina/185732/"><em>Continua a leggere su IlFattoQuotidiano</em></a></p></div> cocaina Wed, 25 Jan 2012 07:04:21 +0000 56606 at http://www.sostanze.info Gioco d’azzardo, è allarme in Italia http://www.sostanze.info/articolo/gioco-dazzardo-allarme-italia <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="94" src="http://faccedagioco.com/wp-content/uploads/2012/01/gioco1-300x236.jpg" alt="" /><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em>Faccedagioco</em></a> - Allarme <strong>gioco d&rsquo;azzardo in Italia</strong>. Quattro italiani su dieci giocano d&rsquo;azzardo. Più a rischio gli uomini giovani.&nbsp; Ha il marchio dell&rsquo;Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (<em>Ifc-Cnr</em>), l&rsquo;allarmante studio pubblicato su Springer Science sulla diffusione del fenomeno del gioco d&rsquo;azzardo nel Nostro Paese. La fotografia del<strong> giocatore tipo</strong> è quella di un maschio, titolare di licenza media inferiore, bevitore di alcolici e fumatore.</p> <p><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://faccedagioco.com/news/40757/gioco-dazzardo-e-allarme-in-italia/"><em>Continua a leggere su Faccedagioco</em></a></p></div> altro Wed, 25 Jan 2012 07:01:42 +0000 56605 at http://www.sostanze.info GRAN BRETAGNA - Come funzionano i funghi allucinogeni http://www.sostanze.info/articolo/gran-bretagna-come-funzionano-funghi-allucinogeni <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="114" src="http://droghe.aduc.it/generale/files/image/2012/gennaio/British%20Journal%20of%20Psychiatry.jpg" alt="" /><a href="http://droghe.aduc.it/notizia/come+funzionano+funghi+allucinogeni_124752.php"><em>Notiziario Aduc</em></a> - Della serie: 'provato per voi'. Le scansioni cerebrali di persone sotto l'influenza della psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, hanno infatti fornito agli scienziati un quadro il piu' dettagliato di come agiscono le droghe psichedeliche. I risultati di due studi in corso di pubblicazione su 'Pnas' e sul 'British Journal of Psychiatry' identificano, infatti, le aree del cervello 'spente' dalla psilocibina. Secondo queste ricerche i funghi funzionano perche' aiutano le persone a sperimentare ricordi piu' vividi. E il principio attivo potrebbe essere usato a scopo terapeutico.<br /> Nello studio su 'Pnas' 30 volontari sani hanno subito infusioni psilocibina nel sangue mentre venivano sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale. Le scansioni hanno mostrato un calo di attivita' negli 'hub', le regioni del cervello che fungono da punti di raccordo tra aree. Il secondo studio su 10 volontari ha rilevato, inoltre, che i ricordi dei volontari sotto psilocibina migliorano. La sostanza, inoltre, sembra influire su ansia e depressione in modo positivo.<br /> Secondo David Nutt del Dipartimento di Medicina dell'Imperial College di Londra, autore di entrambi gli studi, &quot;le sostanze psichedeliche sono ritenute forme di 'espansione della mente', e si pensa che agiscano in questo modo, ovvero aumentando l'attivita' cerebrale. Sorprendentemente abbiamo scoperto che la psilocibina&quot; fa l'esatto opposto, ovvero &quot;riduce l'attivita' nelle zone cerebrali piu' connesse con altre aree&quot;.<br /> &quot;Questi hub vincolano la nostra esperienza del mondo e la tengono in ordine. Ora sappiamo che la disattivazione di queste regioni porta a uno stato in cui il mondo viene vissuto con stupore, come qualcosa di strano&quot;. L'intensita' degli effetti riportati dai partecipanti, tra visioni di motivi geometrici, insolite sensazioni corporee e senso alterato di spazio e tempo, e' correlata con una diminuzione dell'ossigenazione e del flusso sanguigno in alcune parti del cervello. &quot;I nostri risultati - dice Robin Carhart-Harris, del Dipartimento di Medicina presso l'Imperial College di Londra - supportano l'idea che la psilocibina faciliti l'accesso ai ricordi personali e alle emozioni. Il nostro e' solo un piccolo studio, ma siamo interessati ad esplorare il potenziale della psilocibina come strumento terapeutico&quot;.</p></div> psichedelici Wed, 25 Jan 2012 06:56:38 +0000 56604 at http://www.sostanze.info ansia assurda, fascicolazioni muscolari, tremori ovunque, lunaticità, ipocondria http://www.sostanze.info/esperienza/ansia-assurda-fascicolazioni-muscolari-tremori-ovunque-lunaticita-ipocondria <div class="node-body"><p>ho 19 anni e ho fatto uso di cannabis per 3 anni...in un anno della mia vita molto di più visto che l&#39;ho passato chiuso in casa a fumare 3-4 personal al giorno...già da piccolo ero molto ipocondriaco e ansioso..tutto questo sicuramente non ha fatto altro che aumentare il mio disagio...ho e sto vivendo un incubo..ho temuto di prendere duemila malattie come diabete tumori ec.....ultimamente la sla!! ora non fumo più da qualke giorno ma anche quando non mi capitava di fumare per qualche settimana questi sintomi descritti nel titolo non scomparivano...sono sicuro che tutto questo sia causato dal fumo che alimenta questi malesseri...in più mi porto conflitti interni da un bel pò di tempo che quando fumavo mi tornavano alla mente facendomi sfogare in pianti e crisi depressive, non riesco a studiare mi stanco facilmente..tremo sempre anche nei momenti in cui mi sento calmo e soffro di tachicardia ma non regolarmennte..in più ho queste fascicolazioni ovvero una sorta di palpitazione muscolare che va e viene in tutte le parti del corpo (gambe, polpacci, faccia, schiena, pancia, piedi..qualunque)..parlando con una psicologa e descrivendo il mio problema mi è stato detto che la mia è solo uno stato d&#39;ansia, dovuto anche e soprattutt alle canne che si somatizza a causa della mia ipocondria facendo sfociare tutti questi sintomi..quando mi capita però di avere la testa libera, quei pochi momenti non sento sintomi e sto bene..quando ci penso invece, e pen so e mi convinco di stare male mi distruggo da solo..non faccio altro che girare sul net per cercare i sintomi e la malattia per ricollegarli..la cosa mi crea vergogna e timidezza...sottolineo che non ho mai avuto attacchi di panico...ma solo quei sintomi che ho descritto..e altri tipici dell&#39;ansia secondo la dottoressa..in più ho una vita splendida dei genitori che mi amano nonostante il male che ho fatto a loro e una ragazza che darebbe la vita per me ..in più io dentro sento una voglia di rifarmi pazzesca anche se queste mie paure e ipocondrie di stare male mi bloccano e mi feriscono..sono sempre in un continuo stato di tensione muscolare, stati d&#39;ansia, fascicolazioni e contrazioni..ripeto ke non ho problemi di natura sociale anzi mi inserisco bene in ogni contesto pur portando con me le mie paure e le mie ansie che non vogliono mollarmi..non ho una situazione familiare fantastica in quanto molta della mia ansia è ereditata solo ke temo di aver peggiorato il tutto...però ripeto non ho alcun tipo di problema tranne questi fisici causati secondo il medico dall&#39;ansia ECCESSIVA!! Non voglio prendere medicine e schifezze varie vista la mia giovane età e la mia mancanza di problemi REALI..solo PARANOIE E CASTELLI in aria..che mi causano comunque malessere anche se in fondo so che non è niente di così grave forse..ad ogni modo cerco solo rassicurazioni reali no gente che mi faccia pesare il tutto...grazie mille in anticipo</p> </div> canapa Tue, 24 Jan 2012 19:31:04 +0000 56590 at http://www.sostanze.info Alcol e lavoro: le informazioni per i lavoratori e i datori di lavoro http://www.sostanze.info/articolo/alcol-lavoro-informazioni-lavoratori-datori-lavoro <div class="node-body"><p><em>Un opuscolo informativo dà risposta ad una serie di domande in materia di rispetto del divieto di somministrazione e assunzione di bevande alcoliche sul lavoro, previsto dalla L. 125/2001. I compiti del datore di lavoro e dell&rsquo;azienda.</em></p> <p><a href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-lavoro-le-informazioni-per-i-lavoratori-i-datori-di-lavoro-art-11553/"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-lavoro-le-informazioni-per-i-lavoratori-i-datori-di-lavoro-art-11553/"></a></p> <div><a href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-lavoro-le-informazioni-per-i-lavoratori-i-datori-di-lavoro-art-11553/"><em>PuntoSicuro</em></a> - Roma, 23 Gen &ndash; Sappiamo che l&rsquo;<strong>uso di bevande alcoliche</strong> rappresenta &ndash; come raccontato nel documento che PuntoSicuro si accinge a presentare - un&rsquo;abitudine largamente diffusa in Italia sostenuta da una cultura familiare e sociale di normalizzazione del cosiddetto &ldquo;bere sociale&rdquo;.</div> <div>E il consumo di alcol oggi non è più contestualizzato ai pasti ma attuato in situazioni e contesti in cui l&rsquo;alcol rappresenta una &ldquo;sostanza disinibente, euforizzante, da abusare&rdquo;. Si stima in particolare che in Italia siano circa 5 milioni i consumatori a rischio in età lavorativa e dunque problema alcol/lavoro deve diventare un argomento sensibile nelle politiche sanitarie, sociali, aziendali per la sicurezza nei posti di lavoro.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Proprio per favorire la prevenzione nei luoghi di lavoro e affrontare il delicato tema dei <a title=" pareri e indicazioni relative alla normativa in vigore" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-lavoro-pareri-indicazioni-relative-alla-normativa-in-vigore-art-10818/">rischi lavorativi dovuti al consumo di alcol</a> è stato pubblicato su &ldquo; <a href="http://www.laziosaluteesicurezza.it/opencms/opencms/sociale/saluteesicurezza/index.html">Salute e Sicurezza sul Lavoro</a>&rdquo;, sito della Regione Lazio per lo sviluppo della cultura della prevenzione in ambito lavorativo, un documento prodotto nel 2011 dalla Regione Lazio con il contributo dell&rsquo; <a href="http://www.aslromag.info/web/">Asl Roma G</a> dal titolo &ldquo;<strong> <a href="http://www.laziosaluteesicurezza.it/opencms/export/sites/default/sociale/saluteesicurezza/gallery/docs/Pubblicazioni/OPUSCOLO_ALCOL_E_LAVORO__21.11.2011_defx1x.pdf">Alcol e lavoro? Non sei sicuro!</a></strong>&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Il documento - redatto da un gruppo di lavoro con il coordinamento scientifico di Pasquale Valente (ASL Roma G) e la revisione scientifica di Emanuele Scafato (Direttore Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS, Presidente Società Italiana Alcologia) &ndash; mette a disposizione strumenti operativi per l&rsquo;attuazione nel Lazio del Piano Regionale della Prevenzione 2010-12, Progetto 2.9.3 &ldquo;<strong>Promozione del rispetto del divieto di assunzione di bevande alcoliche sul lavoro</strong>&rdquo;. Il progetto, in coerenza con la logica del decreto 81/08, &ldquo;sottolinea l&rsquo;utilità che, accanto alla <a title=" il difficile compito del medico competente" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-droghe-lavoro-il-difficile-compito-del-medico-competente-art-11364/">attività di sorveglianza sanitaria</a>, siano sviluppati sia interventi di promozione della salute da parte del Medico competente, sia di attivazione di politiche aziendali condivise&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div> <div>E in particolare l&rsquo;opuscolo intende dare risposte ad una &ldquo;<strong>serie di domande</strong> che interessano l&rsquo;insieme delle figure della prevenzione in ambito aziendale, in materia di rispetto del divieto di somministrazione e <a title=" obblighi di sicurezza e igiene del lavoro" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/dipendenze-da-alcol-droghe-obblighi-di-sicurezza-igiene-del-lavoro-art-9710/">assunzione di bevande alcoliche sul lavoro</a>, previsto dalla L. 125/2001, per quelle mansioni ad elevato rischio per la sicurezza dei lavoratori e l&rsquo;incolumità di terzi, indicate nell&rsquo;elenco allegato all&rsquo;Intesa della Conferenza Stato-Regioni del 16 marzo 2006&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Nell&rsquo;introduzione si sottolinea poi come nei luoghi di lavoro &ldquo;il <strong>consumo dannoso di alcol</strong> ed i consumi eccessivi episodici aumentano anche il rischio di problemi quali l&rsquo;assenteismo, ma anche il &lsquo;presenteismo&rsquo;, la presenza con scarsa produttività, arrivare al lavoro in ritardo, lasciare il lavoro prima del tempo, un aumentato turnover legato a morti premature, scarsa produttività, comportamenti inappropriati, furti ed altri reati così come altri problemi che richiedono provvedimenti disciplinari, difficoltà nel lavoro di gruppo ed uno scarso spirito aziendale&rdquo;. E fattori come stress eccessivo ed una bassa soddisfazione possono aumentare il rischio di disordini alcolcorrelati e l&rsquo;alcoldipendenza.</div> <div>Gli<strong>interventi per ridurre i danni alcol-correlati</strong>, secondo l&rsquo;OMS,<strong> </strong>&nbsp;&ldquo;includono la promozione di luoghi di lavoro in cui si applichi il divieto del consumo di alcol, uno stile manageriale che riduca lo stress da lavoro ed incrementi gli incentivi lavorativi, ed interventi sui posti di lavoro quali la formazione in competenze psicosociali, l&rsquo;intervento breve e le campagne di<u> </u> <a title=" i dati " href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/il-rapporto-tra-infortuni-lavorativi-consumo-di-alcol-i-dati-art-10157/">informazione sull&rsquo;alcol</a>&rdquo;. L&rsquo;opuscolo nasce proprio per sollecitare iniziative nei luoghi di lavoro per ridurre come investimento in salute e sicurezza, come incremento della qualità delle condizioni di salute ma anche di lavoro.</div> <div>&nbsp;</div> <div>L&rsquo;opuscolo dà risposta a diverse domande.</div> <div>Ne riassumiamo brevemente alcune rimandando i nostri lettori ad una lettura esauriente della pubblicazione.</div> <div>&nbsp;</div> <div><strong>È consentito assumere sostanze alcoliche sul lavoro? </strong></div> <div>&ldquo;L&rsquo;assunzione di bevande alcoliche sul lavoro costituisce un rischio aggiuntivo di tipo comportamentale. Occorre essere consapevoli che aumenta i rischi per la propria salute e spesso anche per quella degli altri, per cui è sempre meglio non bere durante lo svolgimento di qualsiasi lavoro. Vi sono poi delle mansioni per le quali è vietato assumere bevande alcoliche. Si tratta di attività lavorative ad elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l&rsquo;incolumità o la salute di terzi&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Dopo un <strong>excursus sulla normativa</strong>, con riferimento alla <a title=" l’accertamento di assenza di alcoldipendenza" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/dipendenze-da-alcol-droghe-l-accertamento-di-assenza-di-alcoldipendenza-art-9750/">Legge n. 125 del 30 marzo 2001</a> (legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati), al Provvedimento 16 marzo 2006 della Conferenza Stato-Regioni, al <a title="Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" href="http://www.puntosicuro.it/testo-unico-decreto-81-sicurezza-salute/">Decreto legislativo 81/2008</a> e al nuovo codice della strada, l&rsquo;opuscolo ricorda che &ldquo;per le attività lavorative ad elevato rischio, individuate dal Provvedimento 16 marzo 2006, vige il <a title="Alcol, sostanze stupefacenti e lavoro" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-sostanze-stupefacenti-lavoro-art-10371/">divieto di assunzione/somministrazione di bevande alcoliche</a>; ai lavoratori che svolgono tali attività è consentito bere alcolici al di fuori dell&rsquo;orario di lavoro, ma il loro tasso di alcol nel sangue durante il lavoro deve risultare pari a &lsquo;zero&rsquo;. Le molteplici attività, ritenute ad elevato rischio, riguardano i seguenti ambiti lavorativi: l&rsquo;espletamento di alcuni lavori pericolosi per i quali sia richiesto un certificato di abilitazione; gli impianti a rischio di incidente rilevante; i lavori in particolari ambienti confinati (vasche, serbatoi, etc.); le mansioni sanitarie; le attività di insegnamento; le mansioni che comportano il porto d&rsquo;armi; le mansioni inerenti attività di trasporto (stradale, ferroviario, marittimo e aereo); la produzione e vendita di esplosivi; l&rsquo;edilizia e le costruzioni; i forni di fusione; le sostanze esplosive ed infiammabili; gli impianti nucleari; le cave e miniere&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>Veniamo ai <strong>compiti del datore di lavoro</strong>.</div> <div>Quali politiche aziendali adottare nei confronti dell&rsquo;alcol?</div> <div>&ldquo;Le strategie di prevenzione dell&rsquo;OMS sull&rsquo;alcol (2010) raccomandano di promuovere politiche sull&rsquo;alcol per i luoghi di lavoro basati sull&rsquo;educazione, la prevenzione, l&rsquo;identificazione precoce e il trattamento da integrarsi nei programmi di sorveglianza sanitaria&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>E<strong>cosa deve fare l&rsquo;azienda in cui sono presenti attività lavorative ad elevato rischio?</strong></div> <div>In questo caso i datori di lavoro devono adottare una politica aziendale e quindi:&nbsp;</div> <div>- &ldquo;verificare se esistono in azienda mansioni inserite nell&rsquo;allegato 1 dell&rsquo;Intesa Stato-Regioni del 16 marzo 2006;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- aggiornare il DVR ( <a title=" entro quando elaborare il dvr?" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/i-quesiti-sul-decreto-81-entro-quando-elaborare-il-dvr-art-11037/">Documento di Valutazione dei Rischi</a>) considerando l&rsquo;assunzione di alcol come possibile determinante del rischio infortunistico;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- stilare una procedura di controllo del divieto di assunzione di alcol e un regolamento applicativo aziendale condiviso con gli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza);&nbsp;</div> <div>- vietare la somministrazione di alcolici in bar-mense aziendali;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- informare i lavoratori sul rispetto del divieto e sulle conseguenze del non rispetto di tale divieto;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- informare-formare i lavoratori sul rischio da alcol (rischio infortunistico e rischio per la salute);&nbsp;&nbsp;</div> <div>- individuare e formare i preposti al controllo;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- informare i lavoratori sulle modalità di esecuzione dei controlli alcolimetrici e sulle conseguenze della positività al test;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- richiedere al medico competente l&rsquo;effettuazione dei controlli alcolimetrici secondo la procedura stabilita nel DVR;&nbsp;&nbsp;</div> <div>- richiedere al medico competente l&rsquo;effettuazione della sorveglianza sanitaria anche per le problematiche alcol correlate&rdquo;.</div> <div>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div> <div>In particolare &ldquo;per garantire il divieto di somministrazione, le bevande alcoliche devono essere eliminate dalle mense, dai bar e dai distributori automatici aziendali. Per garantire il divieto di assunzione, l&rsquo;azienda deve fornire adeguata informazione/formazione ai lavoratori e deve attuare controlli mirati. In questo modo il datore di lavoro gestisce il rischio infortunistico; con i programmi di promozione della salute si può gestisce anche il rischio per la salute dovuto all&rsquo;assunzione di alcol&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> <div>E quali sono i <strong>controlli</strong> che deve attuare l&rsquo;azienda?</div> <div>&ldquo;L&rsquo;azienda, tramite il medico competente, deve effettuare controlli alcolimetrici e accertamenti sanitari preventivi e periodici. Inoltre deve adottare procedure di verifica, incaricando formalmente dirigenti o preposti con la funzione di vigilare sul rispetto del <a title="Divieto di assunzione di bevande alcoliche nei luoghi di lavoro" href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/divieto-di-assunzione-di-bevande-alcoliche-nei-luoghi-di-lavoro-art-10114/">divieto di assunzione/somministrazione di bevande alcoliche</a>, con disposizioni chiare circa l&rsquo;iter da seguire nel caso di riscontro di situazioni di mancato rispetto del divieto. Queste procedure devono essere il più possibile condivise con i lavoratori o con i loro rappresentanti (RLS), in modo da evitare eventuali abusi/arbitri&rdquo;.</div> <div>&nbsp;</div> &nbsp; <div>Regione Lazio, Assessorato alla salute, Direzione regionale assetto istituzionale prevenzione e assistenza territoriale, Area sicurezza nei luoghi di lavoro - Area promozione della salute e screening, Centro promozione salute sul lavoro (CPSL) regionale, Asl Roma G, &ldquo; <a href="http://www.puntosicuro.info/documenti/documenti/120123_Lazio_alcol_lavoro.pdf">Alcol e lavoro? Non sei sicuro!</a>&rdquo;, edizione 2011 (formato PDF, 290 kB).</div> <div>&nbsp;</div> <div>Sito: <a href="http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/alcol-lavoro-le-informazioni-per-i-lavoratori-i-datori-di-lavoro-art-11553/"><em>PuntoSicuro</em></a></div> </div> <div>&nbsp;</div></div> alcol Tue, 24 Jan 2012 06:37:11 +0000 56512 at http://www.sostanze.info MO: droga buca frontiera odio fra coloni e palestinesi http://www.sostanze.info/articolo/mo-droga-buca-frontiera-odio-coloni-palestinesi <div class="node-body"><p><img align="left" width="120" height="76" src="http://ansamed.ansa.it/webimages/foto_large/2012/1/23/489d3c6af16fbcbe2015f9e92c0b4cd7_165500.jpg" alt="" />(<a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/23/visualizza_new.html_48848092.html"><em>ANSAmed</em></a>) - GERUSALEMME - Con i palestinesi il conflitto pare irriducibile e permamente, ma con i loro pusher di hascisc e marijuana qualche affaruccio si piu' anche fare.<br /> <br /> Devono pensarla cosi' - stando ai risultati di un'indagine condotta dalla polizia israeliana - alcuni dei giovani coloni degli insediamenti-bunker di Itzhar, Itamar e Har Bracha, roccaforti in Cisgiordania delle frange estreme del movimento nazionalista-religioso ebraico (di matrice soprattutto americana o francese).<br /> <br /> Giovani che si scontrano in continuazione con i loro vicini arabi e fra i cui ranghi non e' estranea la subcultura delle vendette trasversali e dell'intimidazione incarnata dalla cosiddetta strategia del ''prezzo da pagare''. Ma che - in base ai sospetti e ai sorprendenti indizi raccolti dagli investigatori nell'ambito d'una recente inchiesta sul traffico di droga a cavallo fra Israele e Territori occupati - non disdegnano di comprare di tanto in tanto 'fumo' o 'erba' da qualche spacciatore palestinese dei villaggi 'nemici' del circondario...</p> <p><a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/23/visualizza_new.html_48848092.html"><em><br /> </em></a></p> <p><a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/23/visualizza_new.html_48848092.html"><em>Continua a leggere sul sito di ansamed</em></a></p></div> canapa altro Tue, 24 Jan 2012 06:34:44 +0000 56511 at http://www.sostanze.info restituzione patente art.186 nell attesa di rifare quella nuova http://www.sostanze.info/esperienza/restituzione-patente-art186-nell-attesa-rifare-quella-nuova <div class="node-body"><p>Salve, volevo scrivere questo articolo per chi risiede a Ostia Lido (prov di Roma).</p> <p>Se vi è stata sopsesa la patente per guida in stato di ebbrezza gia lo saprete ma dovrete sottoporvi agli esami della commissione medica locale ( in questo caso a Roma piu precisamente a via lungotevere della vittoria 3, almeno io sn andato li), la quale vi indichera tre sedi pubbliche dove dovrete prenotare i prelievi del sangue e delle urine (1 del sangue e 3 delle urine a cadenza settimanale)&nbsp;entro 7 giorni dal momento in cui la CML vi rilascerà il foglio con tutti i dettagli. Ma attenzione! per coloro che sono in prima fascia (perche per l art.186 esistono 3 fasce del medesimo reato, la prima che va dal grado alcolico di 0.5 a 0.8, la seconda va da 0.8 a 1.5 e infine la terza che va da 1.5 in poi) hanno la possibilità di andare al comando di polizia (dove dovrebbe essere stata spedita la vostra patente)&nbsp;il giorno in cui vi scade la sospensione della patente&nbsp;(tale data è riportata nella lettera della prefettura&nbsp;che vi dovrebbe essere stata spedita a casa&nbsp;per posta)&nbsp;e&nbsp;andare ritirarla. Cio non significa che state apposto, perche comunque dovrete passare con successo gli esami a cui vi siete sottoposti e naturalmente anche alla visita psichiatrica che potrete sostenere presso qualsiasi struttura purchè sia pubblica e accertata (io personalmente l&#39;ho svolta al G.B Grassi usl D a Ostia). Quindi se siete in prima fascia avrete la possibilita di tornare a guidare nell attesa che avrete le risposte degli esami le quali vengono inviate direttamente alla CML dove vi siete recati per poi andare in motorizzazione&nbsp;a richiedere la nuova patente Speciale.</p> <p>Spero di essere stato utile a qualcuno con questo articolo. Tutto cio che ho scritto è successo a me personalmente e non e stato ripreso da storie sentite.</p> <p>Ultimo consiglio se siete in prima fascia, fate ricorso al giudice di pace io ho sbagliato e non l&#39;ho fatto ma mi e stato detto che se l avessi fatto avrei avuto buone possibilita che il giudice lo avrebbe accolto dato che sono incensurato e non ho sui carichi pendenti alcun reato ed era la prima volta che infrangevo l&#39;art.186.</p> </div> altro Mon, 23 Jan 2012 20:37:32 +0000 jacopo 56498 at http://www.sostanze.info SOSPENSIONE PATENTE PER ALCOL http://www.sostanze.info/esperienza/sospensione-patente-alcol <div class="node-body"><p>&nbsp;</p> <p>Caro lettore, abbiamo spostato la tua richiesta da questa zona del sito che è dedicata alle notizie, all&#39;area DOMANDE AGLI OPERATORI dove nei prossimi giorni potrai leggere anche la nostra risposta.</p> <p>Grazie,</p> <p>La Redazione</p> </div> alcol Mon, 23 Jan 2012 13:56:05 +0000 56436 at http://www.sostanze.info Nicotina madre dei Lumi http://www.sostanze.info/articolo/nicotina-madre-dei-lumi <div class="node-body"><div>&nbsp;</div> <div><span style="font-size:10pt"><br /> <span>di Armando Massarenti,</span><a href="http://www.ilsole24ore.com/"><em><span> IlSole24Ore</span></em></a><br /> <br /> <span>All Congresso mondiale della Society for Neuroscience, a Washington, è stata presentata una ricerca, relativa alla nicotina, che potrà sembrare sorprendente: questa sostanza, che in genere associamo alle sigarette, espande la nostra memoria di lavoro (limitando però alcuni processi legati alla scelta e all'avvio del movimento nel cervello) al punto da suggerirne in futuro possibili utilizzi per curare il Parkinson e forse persino 1'Alzheimer. È quanto emerge da uno studio realizzato dall'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell'Università di Milano-Bicocca. Confrontando gruppi di fumatori e non fumatori, spiega Alberto Zani, è emerso da un esperimento che &laquo;nel compito d'attenzione visuo-spaziale&raquo; non vi è differenza tra i due gruppi quanto a &laquo;velocità di risposta agli stimoli&raquo;. Ma &laquo;nel doppio compito attentivo-mnemonico, i fumatori, in media, sono stati 50 millisecondi più veloci, mostrando anche molte meno omissioni di risposta. Questo gruppo, però, risultava di circa 100millisecondi più lento nel compito di programmazione e decisione motoria&raquo;. Con immagini di risonanza magnetica tridimensionali si è poi evidenziato &laquo;il ruolo fondamentale svolto dai neuroni frontali e prefrontali dell'emisfero destro nella capacità di gestire un aumento del carico di lavoro e nell'espansione della working memory, indotte dai livelli plasmatici di nicotina&raquo;. Dobbiamo dunque diventare tutti fumatori per diventare più efficienti?</span><br /> <br /> <span>Un amico mi ha raccontato di aver parlato a lungo con il Premio Nobel Daniel Bovet (1907-1992), le cui ricerche nel campo della chemioterapia e della farmacologia hanno permesso sorprendenti miglioramenti, in qualità ed efficacia, di molti trattamenti medici. Bovet sosteneva di non poterlo dire, perché sarebbe stato considerato politicamente scorretto, ma che era convinto che l'Illuminismo e l'aumento dell'intelligenza in Occidente siano stati merito dell'arrivo del tabacco. &laquo;Da quella volta - mi ha confidato l'amico - ho guardato in modo diverso il tabacco e da quando ci sono le pasticche e i cerotti alla nicotina ne faccio regolarmente uso quando ho bisogno di essere più efficiente nel lavoro (per esempio mi devo concentrare per scrivere qualcosa di complicato). Il mio rendimento intellettuale si moltiplica!&raquo;. Verrebbe quasi voglia di imitarlo.</span></span></div></div> tabacco Mon, 23 Jan 2012 09:01:29 +0000 56414 at http://www.sostanze.info