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Generalmente la cocaina si trova sotto forma di polvere bianca, cristallina e inodore, dal sapore amaro. Non è mai pura, è sempre tagliata con altre sostanze: una dose presenta mediamente non più del 50-60% di cocaina, per cui gli effetti e la tossicità (sempre maggiore nelle droghe spacciate) variano a seconda delle sostanze di taglio. Vista la facilità di tagliare una semplice polvere bianca, esistono report di casi in cui la presenza effettiva di cocaina non andava oltre il 10%.

Gli effetti della cocaina sono molto soggettivi, variano secondo la purezza della dose, dallo stato psico-fisico della persona e dal contesto. Sono condizionati inoltre dalla modalità di assunzione, dalla velocità d’assorbimento della sostanza. La cocaina, agendo come stimolante del Sistema Nervoso Centrale, determina principalmente un aumento della lucidità mentale, una riduzione della sensazione di fatica, una diminuzione dell’appetito ed ha spesso un’azione complessiva di tipo euforizzante. Sensazione di benessere, aumento di sicurezza e di fiducia...

I metodi di datazione applicati su reperti archeologici scoperti nelle Ande centrali, testimoniano come l'uomo abbia cominciato a masticare le foglie di coca, da cui si estrae la cocaina, in epoche precedenti al 2500 a.C. La pianta della coca ha avuto un'importanza enorme per tutte le civiltà andine. Ciò è testimoniato dal fatto che essa era protagonista principale di tutti i moltissimi miti d'origine con i quali si raccontavano le vicende leggendarie della fondazione delle varie civiltà andine. La coca costituiva inoltre la pianta per...

La cocaina sta conoscendo una peculiare quanto rapida diffusione. Nel nostro paese rispetto al 2001, secondo le stime del Ministero*, il numero di coloro che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno è raddoppiato, raggiungendo il 6,7% della popolazione, con la concentrazione più elevata nella fascia 25-34 anni di età. Il fare uso di cocaina ha perso un po’ di quell’alone distintivo che ne faceva un esclusivo divertissment d’elite, una sostanza da ricchi, penetrando nella vita di migliaia di persone, in fasce di popolazione spesso non “...

Novità cocaina, Articolo

Con la neve fino agli occhi

 

Libro di Sabbag Robert , edito da Bompiani, 2000

 

Unilibro.it - Vita, opere, misfatti e molti eccessi di Zachary Swan, leggendario trafficante di droga che negli anni Settanta con mezzi tanto ingegnosi da diventare quasi artistici, riuscì a far arrivare dal Sudamerica negli Stati Uniti incredibili quantità di cocaina e di svariati altri stupefacenti. Avventurosa e divertente come un romanzo, pubblicata per la prima volta nel 1979 e da allora assurta a rango di libro cult per un'intera generazione, "Con la neve fino agli occhi", per la prima volta presentata in Italia, è più della semplice biografia di un malvivente: è un racconto classico e quasi dickensiano di ascesa e rovina, un viaggio travolgente nella storia del costume, della musica e dell'arte degli anni Settanta.

Cocaina: chi ne abusa rischia il pneumoencefalo, aria “intrappolata” nel cervello


Panorama - C’è una spiacevole conseguenza dell’abuso di cocaina di cui i medici non erano ancora a conoscenza. Si tratta dell’insorgenza del pneumocefalo, la presenza di aria nell’encefalo e nei ventricoli cerebrali - di fatto tra il cervello e il cranio - di solito imputabile a traumi. Dopo averla scoperta all’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, un gruppo di chirurghi guidati da Roberto Gazzeri ne ha dato notizia su Acta Neurochirurgica.

Un uomo di 31 anni con una lunga storia di abuso di cocaina si era presentato in stato di ansia al Pronto Soccorso dichiarando di avere un acuto mal di testa. Dopo un primo esame, Gazzeri e colleghi avevano effettuato una tomografia computerizzata dalla quale era emersa la totale scomparsa del setto nasale e dei turbinati, porzioni di mucosa all’interno del naso che servono a depurare e riscaldare l’aria respirata.

La conseguenza più evidente di questi danni provocati nel paziente dalla “sniffatura” della cocaina era la fuoriuscita dal naso del liquido cefalorachidiano, chiamato brevemente liquor, contenuto nel cervello e presente tra il cervello e le meningi.


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Cocaina consegnata all’Onu, “colpa” di un logo riprodotto male

Blitzquotidiano - NEW YORK, 27 GEN. Il logo azzurro dell'Onu, anche se riprodotto in modo grossolano, ha tratto in inganno uno spedizioniere, e cosi' due pacchi provenienti da Citta' del Messico contenenti sedici chili di cocaina sono stati consegnati la scorsa settimana al quartier generale delle Nazioni Unite, a New York.

''All'interno delle due scatole, che avevano la stessa forma delle borse diplomatiche, c'erano alcuni libri le cui pagine erano state tagliate per nascondere un chilo di cocaina ciascuna'', ha dichiarato il portavoce della polizia di New York Paul Browne, secondo il quale il valore della droga ammonta a due milioni di dollari. I due pacchi bianchi spediti dal Messico non indicavano ne' il mittente, ne' il destinatario, cosi' lo spedizioniere di un centro Dhl di Cincinnati ha riconosciuto il logo delle Nazioni Unite e li ha inviati al Palazzo di Vetro.

 

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Bolivia, Brasile e Stati Uniti di nuovo d’accordo sulla lotta al narcotraffico di cocaina

L'intesa è arrivata venerdì scorso e non mette a rischio l'uso tradizionale delle foglie di coca. Prevista la creazione di un Progetto Pilota: gli Usa forniranno equipaggiamento e addestramento al personale di La Paz, Rio de Janeiro rilevamenti satellitari e materiale di comunicazione per individuare le piantagioni 'eccedenti' la produzione consentita, di Joseph Zarlingo

 

IlFattoQuotidiano - “Que la DEA no me vea!” cantano in uno dei loro pezzi più famosi gli Atajo, gruppo rock boliviano. E DEA sta per Drug enforcement administration, l’antidroga del governo degli Stati Uniti. “Mio nonno mi insegnò a pinchar – dicono gli Atajo, e pinchar vuol dire masticare la foglia di coca- La coca non è cocaina, la coca è millenaria”. Millenario è davvero l’uso della foglia di coca sull’Altropiano andino e come difensore dei diritti dei cocaleros, i coltivatori di coca, del Tropico di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato la sua carriera politica il primo presidente indigeno del continente, Evo Morales.

Tre anni fa, Morales espulse gli agenti della DEA dalla Bolivia e cessò ogni collaborazione con l’antidroga a stelle e strisce, accusando Washington di indebite intromissioni nella politica interna del Paese.

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Produzione cocaina: la verità non può attendere


Fuoriluogo - Record di cocaina sequestrata nel 2011: Narcoleaks ha diffuso oggi i dati sulla quantità di cocaina sequestrata dalle forze di polizia di tutto il mondo durante il 2011. Si tratta di quasi 775 tonnellate di cocaina di alta qualità. Il che smentisce clamorosamente le stime sulla produzione mondiale del Dipartimento di Stato USA, ferme a sole 700 tonnellate, e riporta di attualità le domande di Narcoleaks al Presidente americano Barack Obama rimaste ancora inevase.

 

Il 2011 è stato un anno record per quel che riguarda i sequestri di cocaina nel mondo: 774,707 tonnellata di cocaina ad alta purezza sono stati intercettati dalle polizie di tutto il mondo secondo i calcoli di Narcoleks, il progetto italiano che si cura di monitorare sugli organi di informazione e sulle veline ufficiali le notizie sugli oltre 5000 sequestri di cocaina di quest’anno.

 

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Cocaina, studi fuori dal coro

Grazia Zuffa scrive sui risultati della ricerca sul consumo controllato di cocaina condotta da Forum Droghe e CNCA per la rubrica settimanale di Fuorilugo sul Manifesto del 4 gennaio 2012.


FUORILUOGO - E’ stata appena ultimata la prima ricerca sulla percezione dei consumatori di cocaina circa l’uso “controllato” e “incontrollato” e sulle strategie di “autoregolazione” (sulla quantità di sostanza, la frequenza e le circostanze del consumo) che essi cercano di adottare. La ricerca primariamente qualitativa, condotta da Forum Droghe e Cnca, finanziata dalla Regione Toscana, ha interessato 115 consumatori toscani che consumano con una certa regolarità: sono giovani che rientrano nella “normalità” per livello d’istruzione e per inserimento professionale e sociale. La gran parte non ha mai avuto contatto coi servizi per le dipendenze.

Non c’è spazio per illustrare uno studio così ampio, mi limito ad indicare alcuni risultati più originali, in controtendenza alle credenze più diffuse. In primo luogo, l’evoluzione del consumo nel tempo: la traiettoria “patologica” di escalation progressiva del consumo riguarda una minoranza di persone (il 13%). La stragrande maggioranza riporta traiettorie variabili, con periodi d’uso più intenso alternato ad uso sporadico o non consumo, spesso correlati a circostanze esterne (nuovi giri di amicizie, nuovi impegni di vita che richiedono la massima concentrazione e dunque rendono l’uso di cocaina disfunzionale e non più appetibile); oppure con un aumento fino ad arrivare ad un picco, per poi diminuire: molti di questi consumatori dicono di avere “imparato” a usare con moderazione la sostanza, dopo avere sperimentato i molti effetti negativi della cocaina usata intensivamente. In sintesi, emerge che l’uso di droga non è spiegabile solo con le proprietà additive delle sostanze: i consumatori cercano di apprendere dall’ambiente sociale e dalla propria esperienza le regole di “controllo” per far sì che i consumi non influenzino negativamente gli impegni quotidiani.

La capacità di “imparare” dei consumatori è confermata dalla generale tendenza alla moderazione: negli ultimi sei mesi, il 34,8% ha usato meno di una volta al mese, il 27,8% almeno una volta al mese ma meno di una volta a settimana, solo un consumatore riporta il consumo quotidiano (mentre durante il periodo di maggior consumo, l’uso quotidiano riguardava il 47,8% e solo il 5,2% consumava meno di una volta al mese).

Questo filone di studi, inaugurato dallo psichiatra di Harvard Norman Zinberg negli anni ottanta e proseguito anche in Europa, è giunto da noi in ritardo e con molte resistenze: dovute al fatto che non i danni della droga sono in primo piano,  quanto piuttosto le risorse, individuali e sociali, di controllo e di riduzione dei rischi dei consumi. E’ un terreno considerato “politicamente scorretto”, dietro l’accusa di “incentivare” addirittura i consumi.

Eppure, lo studio dei controlli è utile non solo sul piano della conoscenza dei vari e diversi stili di consumo, non tutti assimilabili all’uso dipendente; ma anche sul piano clinico, se è vero che molti consumatori passano attraverso picchi di consumo, ma la maggior parte è in grado “naturalmente” di diminuire i consumi e una buona fetta di passare all’astinenza. Conoscere e sapere assecondare le strategie di step down dei consumatori è un patrimonio prezioso per i servizi di cura. Per capire come e perché alcuni perdono il controllo, dobbiamo sapere come e perché molti altri riescono a conquistarlo ed eventualmente a riconquistarlo.

Droghe e feste fine anno. Allerta Dpa

La voglia di trasgressione e i veglioni notturni si traducono tradizionalmente in un aumentato consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto di tipo eccitante come la cocaina o le amfetamine. 'In occasione di feste prolungate e notturne si verifica un picco del consumo di droga. E' il caso dei festeggiamenti dell'ultimo dell'anno', conferma all'Adnkronos Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
Un fenomeno testimoniato anche dall'analisi delle micropolveri nell'aria, che in passato hanno fatto rilevare tracce di cocaina piu' consistenti dopo le festivita'. 'L'aumentato uso di stupefacenti -avverte Serpelloni- si accompagna spesso ad un maggior consumo di alcool, il che si traduce in un incremento dei pericoli per quanto riguarda la sicurezza stradale. Per fortuna, a parte i picchi in occasioni particolari, il consumo generale di droga risulta in calo. Chi si droga fa comunque parte di una minoranza, non va dimenticato'.
Le operazioni antidroga, in attesa del prevedibile incremento di questi giorni, si sono mantenute a livelli serrati negli ultimi mesi: i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza fanno registrare, lo scorso mese di novembre, il sequestro di 463 kg di cocaina sul territorio nazionale. Piu' di due tonnellate di derivati della cannabis sono state recuperate tra hashish (1.184 kg), marijuana (883 kg), oltre a 934 piante. 
Ad ottobre di quest'anno i sequestri di cocaina hanno sfiorato la tonnellata (936 kg), 2.620 i kg di cannabis e 961 le dosi di amfetaminici recuperati dalle forze dell'ordine. In tema di prevenzione, si punta moltissimo sulle giovani generazioni. Grazie anche alle campagne mediatiche lanciate in questi ultimi anni, 'sta passando finalmente il concetto che drogarsi e' negativo, e' fuori moda'.
'Tra i ragazzi di 14 o 15 anni -rileva Serpelloni- avvertiamo un cambio di atteggiamento nei confronti delle sostanze stupefacenti.
Ed anche di chi le usa non viene piu' considerato come un trasgressore da imitare o una specie di eroe, sia pure negativo. E questa tendenza la constatiamo anche a livello europeo'.
In queste settimane le pattuglie di controllo sulle strade non saranno dotate solo di alcol-test ma anche di rilevatori di stupefacenti. 'Le morti per incidente sulle strade sono morti evitabili. Drogarsi non solo fa male ed e' fuori moda, ma rischia seriamente di far male agli altri. Anche per questo -conclude il Capo del Dipartimento Antidroga- e' importante continuare a diffondere un messaggio contrario a tutte le sostanze stupefacenti, comprese quelle considerate 'leggere''.
 
fonte ADUCDroghe

Sequestri cocaina: Narcoleaks "scomoda" la Casa Bianca

 

Dal blog di Fuoriluogo - Narcoleaks, il progetto di Redattore Sociale che monitorizza la produzione di cocaina del mondo revisionando le stime ufficiali con i dati dei sequestri di sostanza nel mondo sotto la direzione scientifica di Sandro Donati, ha inviato nei giorni scorsi un comunicato in cui poneva alcune domanda sulle contraddizioni dei dati USA al Presidente Obama. Che a sorpresa, attraverso l'ufficio nazionale per le politiche antidroga, ha risposto.

Ecco tutto il carteggio tra Narcoleaks e la Casa Bianca:

Le bugie di Obama sul traffico internazionale di cocaina
La cocaina sequestrata nel 2011 ha superato la stima della produzione mondiale fornita dal Dipartimento di Stato americano. Nonostante gli Usa dicano il contrario, la Colombia continua ad essere il maggior paese produttore e la stessa Guardia costiera statunitense smentisce clamorosamente i dati della Casa Bianca. Le cinque domande di Narcoleaks sulle imbarazzanti contraddizioni made in Usa sul narcotraffico.

I sequestri di cocaina superano le quantità prodotte? Non esattamente
La risposta di Terry Zobeck dell'Office of National Drug Control Policy della Casa Bianca (traduzione di Narcoleaks, vai all'originale).

Dall’Office of National Drug Control Policy risposte insufficienti e lacunose
Pubblichiamo la contro replica di Narcoleaks all'ufficio per le politiche di controllo sulle droghe della Casa Bianca.

Notizie bizzarre

Cocaina nelle protesi al seno e al sedere:
in manette modella a Fiumicino

 

L'avvenente donna, spagnola, nascondeva più di due chili di droga nelle protesi per il seno e per i glutei

 

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=174056

Cocaina. Il consumo controllato a Napoli

Cocaina. Il consumo controllato a Napoli

Mercoledì 14 dicembre 2011 ore 17.00
Sala Multimedia le del Palazzo del Consiglio Comunale
Via Verdi,
Napoli

Presentazione del libro: “Cocaina. Il consumo controllato”

 

Stefano Vecchio, Pier Paolo Pani, Chiara Cicala, Tommaso Pagano, Salvatore Esposito
ne discutono con Grazia Zuffa, curatrice del volume

Studiare i controlli che i consumatori esercitano sulle droghe può sembrare una contraddizione poiché nell’opinione corrente la parola droga è associata alla dipendenza. La scienza asseconda questa visione e si concentra sugli assuntori intensivi e sulle proprietà additive delle sostanze.
Eppure, un consistente corpo di ricerche internazionali mostra che molti consumatori sono in grado di dominare le droghe invece che esserne dominati. Ciò avviene tramite l’apprendimento di regole sociali e personali volte a impedire che il consumo comprometta la “normalità” quotidiana.

Il libro offre una prospettiva teorica alternativa al “farmacocentrismo” dominante, soffermandosi sull’uso controllato di cocaina con i primi studi italiani.
Con ogni evidenza, questa ricerca apre un campo promettente di applicazione nel campo della sanità pubblica: chi, nonostante la proibizione, decide comunque di usare droghe, quali opportunità ha di accedere alle conoscenze utili per un uso meno rischioso e più controllato?

Sono temi di cruciale interesse per coloro che operano nell’ambito delle dipendenze, tanto per sfatare il mito che la ricerca sui modelli d’uso di droga nei setting naturali sia di solo interesse dei sociologi.

CHI E’ GRAZIA ZUFFA
Grazia Zuffa, psicologa, svolge attività di formazione e supervisione per operatori del sociale. Ha insegnato Psicologia delle Tossicodipendenze presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze e diretto per oltre dieci anni Fuoriluogo, mensile su droghe e marginalità. È membro del Comitato Nazionale di Bioetica. Tra le sue pubblicazioni, I drogati e gli altri (Sellerio, 2001).

quando il proibizionismo uccide

Bologna, detenuto trovato morto in cellaSessantesima vittima dall'inizio dell'annoArrestato a luglio, era in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti. Aveva inalato il gas di una bomboletta. L'allarme del sindacato autonomo di polizia giudiziaria, rilanciato dalla Uil: "1100 persone contro le 480 previste" IL REPORTAGE Dentro la Dozza | Foto

Bologna, detenuto trovato morto in cella Sessantesima vittima dall'inizio dell'anno

  

E' il terzo suicidio in Emilia in due settimane, il secondo a Bologna in pochi giorni; il 60° in Italia dall'inizio dell'anno. La notte scorsa un detenuto si è tolto la vita al carcere della Dozza di Bologna: lo denuncia il segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo di polizia giudiziaria, Giovan Battista Durante.Il carcerato - di origine marocchina, 34 anni, arrestato in luglio e in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti - si è tolto la vita inalando il gas de una bomboletta. "L’uomo, in cella insieme ad un altro detenuto è stato trovato dagli agenti che sono intervenuti prontamente, anche se a nulla sono valsi i soccorsi".IL REPORTAGE Dentro la Dozza | FotoUn'altra vittima soltanto due settimane fa, che aveva scelto di impiccarsi nella sua cella. Il

 

Sappe fotografa la situazione del sovraffollamento carcerario. "Sono circa 68.000 i detenuti presenti (in Italia, ndr) e sarebbero oltre settantamila se non ci fosse stata la legge 199 del 2010 che ha consentito a circa 4000 detenuti con fine pena inferiore ad un anno di ottenere gli arresti domiciliari. L’applicazione di tale misura, seppur dagli effetti limitati, e’ la prova che le misure alternative alla detenzione, se applicate a soggetti meritevoli e non socialmente pericolosi, contribuiscono a deflazionare le carceri e facilitano la rieducazione".LE CIFRE Il sovraffollamento in Emilia"Non comprendiamo - aggiunge Durante - come l’ amministrazione continui a non proporre la modifica del regolamento penitenziario, al fine di evitare che i detenuti detengano le bombolette che, spesso, soprattutto i tossicodipendenti, usano come sostitutivo della droga e muoino inalando il gas". Accertamenti in corso alla Dozza, mentre la Uil in un comunicato rilancia l'allarme: ''Proprio la Dozza, con circa 1.100 detenuti presenti contro i 480 che potrebbe ospitare, è uno dei luoghi emblematici del sovraffollamento penitenziario, così come il penitenziario bolognese rappresenta plasticamente la necessita' di prevedere un piano straordinario di manutenzione degli edifici penitenziari attivi".

(05 dicembre 2011)

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/05/news/dozza_detenuto_si_t...

Contenuto Redazionale CENTRO CONSULENZA COCAINA - FROSINONE

 

CENTRO CONSULENZA COCAINA

 

Dipartimento Disagio, Devianza, Dipendenze ASL Frosinone
 
Siamo lieti di ospitare sulle pagine di Sostanze.Info l’intervista realizzata dalle dott.sse Antonella D’Ambrosi* e Antonella D’Andrea** dell’ASL di Frosinone - La Redazione
 
Potete presentarci il servizio nel quale operate?
         Il Centro di Consulenza Cocaina , unico nella provincia di Frosinone per le caratteristiche e le specificità delle proposte e dell’ offerta di cura , è parte integrante delle attività del Dipartimento 3 D dell’Azienda ASL di Frosinone, che da sempre si occupa di dipendenze patologiche con particolare attenzione alle nuove forme di abuso e di addiction. Il progetto è stato approvato e finanziato dalla regione Lazio (DGR487/2008) ed è attivo da maggio 2008.
 
 
A chi si rivolge il centro?
 
Il Centro si rivolge a tutti coloro che usano/abusano o sono dipendenti da cocaina indipendentemente dal grado di compromissione psicopatologica e dalle patologie correlate. Oltre a tali pazienti i nostri interventi si rivolgono anche ai familiari, ai sanitari, ai Medici di Medicina Generale e Pronto Soccorso, Forze dell’Ordine, Docenti e Studenti delle scuole secondarie, e altri Enti pubblici e privati. Inoltre l’ambulatorio svolge una presa in carico per altre forme di dipendenza senza sostanza come il gioco d’azzardo e lo shopping-compulsivo.  
 
 
Quali sono i percorsi terapeutici proposti?
            I percorsi diagnostico terapeutici proposti sono aderenti a quanto indicato dalla ricerca scientifica in termini di efficacia e validità.
Si tratta di interventi quindi innanzitutto multimodali, altamente individualizzati, caratterizzati dal rapporto tra elementi di psicopatologia e funzionamento della mente e specifici interventi terapeutici sia essi psicosociali che farmacologici.
Da un punto di vista psicoterapeutico si può accedere ad interventi diversificati per tipologia, frequenza ed intensità di trattamento sulla base della valutazione iniziale. Sono applicate le principali forme di psicoterapia (psicodinamica, sistemico relazionale, cognitivo-comportamentale).
Viene offerto un parent training ai familiari e ai partner e percorsi individuali e/o a piccoli gruppi soprattutto di relapse prevention e social skill training.
Di fondamentale importanza da pochi mesi il collegamento al centro “CARE” percorso di residenzialità breve per cocainomani finanziato dalla Regione Lazio e realizzato sotto l’egida del NIDA (National Institute on Drug Abuse).
 
 
Potete spiegare meglio questi ultimi aspetti dell’intervento terapeutico?
 
Il Parent Training è una tecnica d’intervento che ha lo scopo di insegnare ai genitori e/o ai partner le abilità necessarie per affrontare situazioni familiari problematiche secondo la concezione di “alta emotività espressa”: situazioni ambientali caratterizzate da livelli elevati di “emotività espressa”  determinano reazioni comportamentali disfunzionali di tutto il sistema e in particolar modo del paziente designato.
 Il trainer familiare considera due aspetti diversi, ma compresenti, che caratterizzano il lavoro con i genitori e/o i partner: l’aspetto educativo e quello di formazione.
 L’aspetto educativo si realizza aiutando i familiari ad individuare ed applicare, fra una serie di tecniche proposte nel training, gli strumenti utili per la corretta gestione delle relazioni. L’ aspetto formativo si esprime attraverso la modificazione del modo di pensare, comprendere e agire dei genitori o del partner rispetto al comportamento del paziente e alle reazioni del sistema familare. Il trainer aiuta i genitori e i partner ad acquisire un atteggiamento orientato al problem solving, fornendo cioè una serie di input utili affinchè i partecipanti stessi siano in grado di generare delle soluzioni ai propri problemi.
Questo programma è stato concepito sia per i gruppi (Parent Training di Gruppo) che per i singoli genitori o partner. (Parent Training Individuale); nello stesso programma vengono inseriti i temi di social skill soprattutto in relazione alla regolazione degli stati emotivi anche con la recente introduzione di tecniche di Mindfulness.
Rispetto agli interventi di relapse prevention ( prevenzione delle ricadute) è effettuata sia con i pazienti che con le famiglie, riprende ed applica le indicazioni di Marlatt e Gordon soprattutto in relazione al riconoscimento dei “trigger” che attivano il craving e allo sviluppo di strategie di fronteggiamento.
 
Quali aspetti intendete modificare con gli interventi previsti?
Il problema su cui si centrano gli interventi ruota intorno a 2 aspetti peculiari ancora molto presenti nel nostro territorio:
 
1) inadeguata percezione circa gli effetti negativi dell’uso di cocaina, ancora vissuta come 
   socialmente accettabile.
 2) scarsa conoscenza dei possibili trattamenti terapeutici.
 
Questi elementi determinano spesso un ritardo nella richiesta di presa in carico e di trattamento dei problemi legati al consumo di cocaina, con notevoli ripercursioni per le famiglie e in generale per il tessuto sociale del nostro territorio.
Gli assuntori di cocaina infatti spesso non reputano il loro consumo come problematico e accedono ai servizi solo in concomitanza di crisi non gestibili con le ordinarie risorse individuali e familiari.
Il Centro Consulenza Cocaina intende, pertanto, ridurre il divario tra inizio del consumo problematico e accesso alle cure e ai trattamenti migliorando la qualità dell’offerta terapeutica, rendendo visibili e facilmente fruibili i percorsi diagnostico terapeutici, i protocolli attuati e soprattutto dando risalto alla valutazione di esito e di processo come standard di rimodulazione degli obiettivi e dei percorsi proposti. 
 
Il vostro rapporto con il territorio.
L’attenzione alla rete territoriale è costantemente supportata dall’ informazione dei mass media attraverso articoli, interviste, trasmissioni radiofoniche e televisive. Oltre a questo elemento dobbiamo annoverare gli sforzi che continuamente compiamo per coinvolgere i Medici di Medicina Generale, gli operatori di Pronto Soccorso e le agenzie presenti sul territorio.
A questo proposito vogliamo indicare come risultino essere particolarmente complessi e di difficile scardinamento alcuni elementi legati a rappresentazioni sociali rigide e difensive presenti sia a livello individuale che collettivo. Un esempio è rappresentato dalla difficoltà del Medici di Medicina Generale a lavorare con i servizi territoriali per l’invio e il trattamento di pazienti assuntori di cocaina, oppure lo stigma negativo attribuito da alcuni consumatori ai servizi pubblici e la ricerca illusoria di una soluzione magica attraverso disintossicazioni rapide in cliniche private.   Tali elementi pongono come necessario la costruzione di interventi di prevenzione universale da collocare in spazi temporali più lunghi di quelli che necessariamente impone un progetto finanziato.
 
Potete fornirci qualche numero?
Nel periodo compreso da luglio 2008 ad aprile 2010 sono state prese in carico presso il Dipartimento 3D sede di Frosinone 293 persone consumatori/dipendenti da cocaina.
Di questi, 133 in ambito detentivo, 16 persone con trattamenti presso comunità, 93 in ambulatorio territoriale. Gli esiti clinici sono stati valutati secondo i seguenti indicatori:
·         Permanenza nel programma di trattamento
·         Variazione gravità delle condizioni complessive (secondo le scale di gravità dell’ASI)
·         Variazione della percezione da parte del paziente della problematica specifica e complessiva (secondo le scale ASI)
·         Variazione del funzionamento globale (secondo il punteggio GAF)
·         Negatività/positività ai controlli dei metaboliti urinari.
I pazienti che hanno interrotto il trattamento in fase diagnostica o terapeutica sono pari al 14%. Tale percentuale di drop out risulta essere contenuta se confrontata con altre esperienze cliniche condotte con lo stesso sistema di valutazione di out come.
 In particolare confrontando i risultati clinici ottenuti con i pazienti del Centro Consulenza Cocaina e quelli ottenuti con pazienti Ser.t si è rilevata una migliore efficacia del servizio collegabile ai seguenti elementi:
·         Il Centro Consulenza Cocaina,  operando in una logica progettuale, ha definito in maniera chiara obiettivi e strategie di progetto, verificando con strumenti di valutazione interna di processo quanto si stesse realizzando; il modello di intervento è basato su una logica di miglioramento della qualità applicando una metodologia di lavoro del tipo PCDA ( Plan, Check, Do, Act).
·         La fiducia mostrata dai pazienti nei confronti del trattamento stesso (basso drop out) e la variazione positiva dei quadri clinici sembrano collegarsi alla valenza di essere “pensati” dal gruppo dei curanti: pertanto il servizio nel suo insieme sembra aver svolto funzione terapeutica.
·         La sovrapponibilità dei risultati clinici ottenuti utilizzando i diversi approcci psicoterapeutici è stata collegata alla valenza della qualità della relazione instaurata da ogni singolo terapeuta e alla coerenza interna che il curante è riuscito a restituire al paziente nel corso del trattamento.
 
 
Altre notizie che ritiene utile comunicare sul suo lavoro
Ci preme riassumere alcuni punti sostanziali:
 
·         L’assoluta gratuità del servizio
·         L’ accesso anonimo, con ubicazione diversificata rispetto alle tradizionali attività SerT
·         La possibilità di accedere anche in orario serale previo appuntamento.
·         Numero di cellulare attivo nelle 24h con funzione di attivare risposte immediate a qualsiasi richiesta: invio al servizio, allerta al 118, informazione, counseling, ecc.
·         L’utilizzo di un sito Web per counseling, informazioni, novità, blog, forum e web-clinic
Il sito che sarà attivo dal mese di dicembre 2011 è il seguente: www.sinecoca.it
 
 
 
*Antonella D’Ambrosi, Dirigente Psicologo D3D ASL Frosinone, Psicoterapeuta, Referente Centro Consulenza Cocaina.
 
** Antonella D’Andrea, Psicologo- Psicoterapeuta, Consulente Centro Cocaina.
 
ORARI/INDIRIZZO E NUMERI TELEFONICI DI REPERIBILITA’ DEL SERVIZIO:
 
Centro Consulenza Cocaina presso il Dipartimento 3D Asl Frosinone Via Armando Fabi
Siamo aperti dal Lunedì al Sabato dalle 8.00 alle 14.00
Martedì e Giovedì fino alle 18.00 con possibilità (su appuntamento) di prolungamento orario fino alle 20.00.
Telefoni:0775/882210 ambulatorio ser.t. – 0775/882603 diretto ambulatorio cocaina –
               cell.attivo 24h 333/1252289. mail: centrococa@aslfrosinone.it

 

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