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L'MDMA (ecstasy) è un composto chimico che fa parte del gruppo delle metamfetamine. Solitamente si presenta in pasticche o in polvere, cristalli, conosciute col nome di ecstasy: il colore, il nome, la forma non danno alcuna certezza della loro composizione né del loro effetto.

Effetti e meccanismi d’azione:

Gli effetti possono variare da persona a persona  e risentono molto dell’ambiente in cui la sostanza viene assunta. In genere si ha un’alterazione dell’umore, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, alterazione della percezione del tempo. Sotto l’effetto di mdma si può ballare per ore senza avvertire né fame né stanchezza.

 

L'assunzione di mdma può determinare:...

L’MDMA, meglio conosciuta come ecstasy, è una droga sintetica prodotta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e brevettata come farmaco anoressizzante due anni più tardi.  Per lungo tempo questa sostanza è stata studiata, utilizzata e somministrata per differenti motivi.

Durante gli anni '70 negli Stati Uniti viene introdotta in psicoterapia, in considerazione delle proprietà attribuite a questa molecola di abbattere le barriere fra medico e paziente e di favorire fiducia e confidenza. La sostanza...

L'MDMA viene assunta con scopi esplicitamente ricreativi, e assume significato in contesti ricreazionali particolari come la discoteca, le feste e i rave. Questa suo caratteristico essere una sostanza “da serata” la rende assai meno diffusa rispetto ad altre sostanze illegali e di quanto farebbe supporre il clamore mediatico che la accompagna ogni volta che esce dai luoghi “nascosti” che le sono propri.

Tra la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 54 anni solo il 3% ha fatto uso di stimolanti*, mentre l’1% ne aveva fatto uso nell’ultimo mese...

Novità ecstasy, Articolo

Droghe e feste fine anno. Allerta Dpa

La voglia di trasgressione e i veglioni notturni si traducono tradizionalmente in un aumentato consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto di tipo eccitante come la cocaina o le amfetamine. 'In occasione di feste prolungate e notturne si verifica un picco del consumo di droga. E' il caso dei festeggiamenti dell'ultimo dell'anno', conferma all'Adnkronos Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
Un fenomeno testimoniato anche dall'analisi delle micropolveri nell'aria, che in passato hanno fatto rilevare tracce di cocaina piu' consistenti dopo le festivita'. 'L'aumentato uso di stupefacenti -avverte Serpelloni- si accompagna spesso ad un maggior consumo di alcool, il che si traduce in un incremento dei pericoli per quanto riguarda la sicurezza stradale. Per fortuna, a parte i picchi in occasioni particolari, il consumo generale di droga risulta in calo. Chi si droga fa comunque parte di una minoranza, non va dimenticato'.
Le operazioni antidroga, in attesa del prevedibile incremento di questi giorni, si sono mantenute a livelli serrati negli ultimi mesi: i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza fanno registrare, lo scorso mese di novembre, il sequestro di 463 kg di cocaina sul territorio nazionale. Piu' di due tonnellate di derivati della cannabis sono state recuperate tra hashish (1.184 kg), marijuana (883 kg), oltre a 934 piante. 
Ad ottobre di quest'anno i sequestri di cocaina hanno sfiorato la tonnellata (936 kg), 2.620 i kg di cannabis e 961 le dosi di amfetaminici recuperati dalle forze dell'ordine. In tema di prevenzione, si punta moltissimo sulle giovani generazioni. Grazie anche alle campagne mediatiche lanciate in questi ultimi anni, 'sta passando finalmente il concetto che drogarsi e' negativo, e' fuori moda'.
'Tra i ragazzi di 14 o 15 anni -rileva Serpelloni- avvertiamo un cambio di atteggiamento nei confronti delle sostanze stupefacenti.
Ed anche di chi le usa non viene piu' considerato come un trasgressore da imitare o una specie di eroe, sia pure negativo. E questa tendenza la constatiamo anche a livello europeo'.
In queste settimane le pattuglie di controllo sulle strade non saranno dotate solo di alcol-test ma anche di rilevatori di stupefacenti. 'Le morti per incidente sulle strade sono morti evitabili. Drogarsi non solo fa male ed e' fuori moda, ma rischia seriamente di far male agli altri. Anche per questo -conclude il Capo del Dipartimento Antidroga- e' importante continuare a diffondere un messaggio contrario a tutte le sostanze stupefacenti, comprese quelle considerate 'leggere''.
 
fonte ADUCDroghe

USA - Ecstasy altera il cervello. Studio di conferma


Notiziario Aduc - L'assunzione di ecstasy provoca un'alterazione durature del funzionamento del cervello. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry dai ricercatori della Vanderbilt University (Usa). La droga sintetica, infatti, spiegano i ricercatori, ha effetti di lunga durata sulla produzione di serotonina, un neurotrasmettitore legato a molteplici funzioni vitali poiche' controlla l'umore, l'appetito, il sonno, l'apprendimento e la memoria. La sperimentazione ha riguardato alcune donne che avevano fatto uso di ecstasy, la cui attivita' cerebrale e' stata esaminata attraverso la Pet, la tomografia a emissioni di positroni.

AUSTRIA - Droghe. Rapporto 2011: attenti ai mix

 

Notiziario Aduc - Rapporto austriaco 2011 sulle droghe. Il numero dei morti è stabile, anzi leggermente in calo. Confermati per l'anno scorso 170 decessi e i 17 casi sospetti per mancanza d'autopsia, mentre l'anno prima i morti furono 187 e 19 i casi dubbi.
Sempre nel 2010 un terzo dei giovani adulti ha sperimentato la cannabis; il 2%-4% ha provato l'ecstasy, la cocaina e l'amfetamina. "Negli ultimi anni si è notato il diffondersi del consumo sperimentale di un'ampia gamma di sostanze". Ma è proprio il mix di droghe la trappola mortale: l'esame tossicologico condotto sui morti ha stabilito che il 92% dei casi è riconducibile a più di una sostanza, come oppiacei uniti ad alcol e/o a farmaci. L'età media è di 32,4 anni; il 18% sono donne.
Nel rapporto si legge che i tossicomani non sono solo "dipendenti", ma in larga misura affetti da malattie fisiche e psichiche. Il decesso è quasi sempre legato a una "lunga carriera di droga". I medici legali hanno constatato che il 72% dei tossicodipendenti morti aveva il fegato danneggiato, il 66% soffriva di disturbi cardiaci e il 50% di malattie polmonari.
In Austria la morte per droga non avviene quasi mai in luogo pubblico. Già nel 2005 si notava come la maggior parte dei decessi capitasse in un'abitazione; lo stesso si è verificato nel 2010 (73%); il 3% è capitato in albergo o in ricoveri d'emergenza. Ciò significa che l'uso particolarmente rischioso di droghe si svolge in ambito privato e protetto, ciò che può determinare un ritardo fatale nei soccorsi.
Il documento parla di successo della terapia sostitutiva nei casi di consumo problematico per via intravenosa. Se nel 2001 i pazienti in terapia erano 4.604, l'anno scorso si è arrivati a 14.962. Perciò è auspicabile il potenziamento dei presidi medici abilitati e soprattutto la loro migliore ripartizione territoriale.

La grande contraddizione di Giovanardi&co

Un sabato sera qualunque abbiamo provato a fare un giro. In poco più di mezz’ora portiamo a casa: due dosi di cocaina, erba, marijuana, ecstasy. Senza nessun controllo, senza nessuno scandalo. Tutto normale, qui si può. Siamo a Roma.

 

FUORILUOGO - Antonio Crispino, sull’edizione romana del Corriere della Sera, dimostra ciò che tutti noi sappiamo ma che spesso non vogliamo ammettere: la droga è già libera, la si trova ovunque e chiunque la puo’ comprare.

E’ questa forse la più grande contraddizione dietro cui si nascondono i vari Giovanardi e Serpelloni, fieri alfieri del proibizionismo. Accusano gli antiproibizionisti (anzi, meglio quei pochi giapponesi sull’isola, secondo il nostro sottosegretario preferito) di voler “liberalizzare” la droga, e quindi la morte. Ma non è così: gli antiproibizionisti vogliono invece regolamentare un mercato, quello delle sostanze, che è già libero e accessibile, pericoloso e in mano alla criminalità. Legalizzare, significa infatti togliere il mercato dalle grinfie delle narcomafie e costruire per ogni sostanza un impianto regolamentare che sia parametrato alla sua pericolosità. Significa poter esercitare un controllo sulle sostanze, un controllo sui produttori e sui consumatori. Controllo che oggi, nonostante Giovanardi&co è impossibile.

Perchè uno dei fallimenti più grandi del proibizionismo è l’ipocrisia in cui ci costringe a vivere.

Collegamenti
Vai all’articolo e al video sul Corriere della Sera
Vai alla scheda del volume: Dopo la guerra alla droga. Un piano per la regolamentazione legale delle droghe

(Leonardo Fiorentini per la nota a margine di Fuoriluogo.it)

Kalkbrenner, la techno ha un cuore berlinese

 

 

dj Paul Kalkbrenner

Festival Movement, la performance del dj Paul Kalkbrenner domani a Torino è una sorta di anteprima della kermesse techno

Il dj oggi a Roma e domani a Torino con il nuovo "Icke Wieder"
BRUNO RUFFILLI
BERLINO

Paul Kalkbrenner parla veloce, in un inglese dal forte accento tedesco. E' a casa, la finestra inquadra la Funkturm, la gigantesca antenna televisiva di Alexanderplatz fotografata anche nei manifesti di Berlin Calling , il film che lo ha reso famoso. «Ma non credo reciterò di nuovo, è un lavoro che prende troppo tempo», spiega. Come deejay ha pubblicato otto dischi in dieci anni, l'ultimo tre mesi fa: lo presenta in Italia stasera, a Roma (Atlantico) e domani a Torino, (Oval, in un'anteprima del Festival Movement). Facile prevedere il doppio pienone, nonostanteIcke Wieder non sia proprio un album da classifica. È musica elettronica dura e pura, più da ascoltare che da ballare: «Sarebbe stato facile ripetere Sky And Sand, ma quella era un'eccezione, questo invece rappresenta ciò che davvero faccio. Non volevo una hit, volevo 60 minuti di hit: spero di dimostrare che so sottrarmi alle convenzioni, sono ancora libero di scegliere».

Se anche Berlin Calling non avesse questo nome, se anche nella colonna sonora - firmata da Kalkbrenner - non fosse campionato il suono che segnala l'apertura delle porte nella S-Bahn, pure la musica del 34enne deejay suonerebbe inequivocabilmente berlinese. La logica continuazione della techno che nei primi Anni 90 si ascoltava in locali come l'EWerk e il Tresor: Kalkbrenner era un ragazzino, ma li frequentava ogni era. «Mi sono innamorato della techno prima di tutto il resto, a parte forse il punk. Col tempo ho sviluppato uno stile riconosciuto come berlinese e questo mi fa molto piacere». E sulla Love Parade, la grande festa techno che per anni ha portato a Berlino oltre un milione di ragazzi, ha un giudizio tagliente: «Era diventata una specie di Oktoberfest, è un bene che sia finita». Già, è finita: con 21 morti la scorsa estate a Duisburg.

E oggi? «La techno assomiglia sempre di più alla musica pop». Probabilmente ha ragione: alla fine dello scorso millennio, per la musica elettronica il futuro non sembrava roseo, oggi invece, quel che resta della techno ritorna nelle discoteche, negli spot, nei lettori mp3 e nei telefonini dei più giovani. E anche dei soldati tedeschi in Afghanistan, per cui Kalkbrenner ha suonato di recente: «Il mio è stato un segno di solidarietà verso i ragazzi. Non dobbiamo prendercela con loro se sono lì, ma con i politici che ce li hanno mandati».

Nel film è la musica a salvare il deejay Ickarus dalle droghe: ma davvero la musica può essere una ragione di vita? «Qualsiasi cosa può esserlo, una parola, un profumo, un segno: basta poco per salvare una vita. E certo, la musica può farlo». Intanto, però, il legame tra droghe e techno sembra una costante: prima l'extasy, poi la ketamina, l'Mdma (e nel film, la dottoressa che analizza il sangue di Ickarus dice che «c'è di tutto, eccetto l'eroina»). «Passando dall'extasy alla ketamina e ad altre droghe la musica è cambiata, è più veloce. E' vero, c'è sempre stata qualche droga associata alla techno, ma è ridicolo pensare che serva a scrivere grandi canzoni».

Berlin Calling è uscito nel 2008; oggi Paul Kalkbrenner è sempre più distante dal suo alter ego nel film. «Non ascolto musica, non so niente di quello che fanno gli altri, sono sempre in tour e dopo un concerto cerco solo il silenzio e qualcosa da leggere, è incredibile quante idee possono venire da un libro». Cita Balzac e Flaubert tra i suoi preferiti («in traduzione tedesca, purtroppo»), autori difficili da immaginare sulla bocca di altri deejay superstar come David Guetta o Tiesto: «Capisco che qualcuno ci veda come esponenti dello stesso genere, ma con loro non ho niente in comune».

MDMA utile nella cura del cancro

La scoperta dell'Università di Birmingham: dopo lo studio che ha stabilito che l'MDMA non causa danni cerebrali, ora sembrerebbe addirittura avere un potenziale curativo contro vari tipi di cancro, specie se alcuni suoi effetti vengono appositamente potenziati: http://www.bbc.co.uk/news/health-14572284

Gli adulteranti nelle droghe piu' diffuse

Consumare cocaina e' sempre piu' pericoloso. Al rischio di alterazioni psichiche, disordini nutrizionali, cardiopatie e problemi neuronali, C'e' da aggiungere la depressione del sistema immunologico di cui un adulterante, il Levamisol, ne e' responsabile. Energy Control, una ONG che fa analisi di droghe gratuitamente, ha studiato un totale di 1.680 campioni raccolti dai consumatori in diverse zone di tutta la Spagna. La maggior parte erano adulterati. “C'e' da rilevare, in generale, che chi porta le droghe ad Energy Control e' perche' ha dei dubbi sulla qualita' delle stesse in quanto acquistate da un venditore sconosciuto”, dice uno dei medici dell'organizzazione, Fernando Caudevilla. Il 91% delle 346 dosi analizzate era adulterato e il 23,2% non aveva neanche un accenno di questa sostanza. Soltanto il 5,5% era pura. “Nella cocaina abbiamo rilevato il maggior numero di adulterazioni”, dice il rapporto. La sostanza piu' usata e' il Levamisol, presente nel 59%. Si tratta di un farmaco veterinario che si usa come antiparassitario e che provoca una notevole diminuzione di globuli bianchi. I consumatori sostengono che aumenti la sensazione di “fretta”. Diminuiscono i globuli bianchi che servono per le difese, e cosi' si e' piu' attaccabili dalle infezioni. La piu' alta probabilita' e' che si presenti un'infezione e che sia piu' grave -spiega Caudevilla. “Consumare cocaina con Levamisol e' molto piu' pericoloso che consumarla in forma pura”. Analgesici, caffeina e anestetici sono gli altri adulteranti frequenti, ma “il Levamisol e' quello che da' la maggiore preoccupazione grazie ai suoi effetti tossici che puo' avere sui consumatori di cocaina”. Rafael Guayta-Escolíes, dell'Observatorio de Medicamentos de Abuso del Colegio de Farmacéuticos di Barcelona, sul Levamisol che “si e' gia notato negli animali che, oltre ad abbassare il numero di globuli bianchi, altera il midollo osseo”. I dati del ministero dell'Interno mostrano che negli ultimi 10 anni la purezza di un grammo di cocaina si e' mantenuta intorno al 50%, mentre il prezzo e' aumentato di uno o due euro in tutto il periodo. Un grammo costa oggi tra 50 e 60 euro. Non si salva neanche l'ecstasy, che e' peggiore quando e' in forma di pastiglia. Il 61% delle dosi analizzate, su un totale di 167, non conteneva MDMA. Solo il 35% erano pure. Ogni pastiglia costa tra cinque e sei euro. In polvere, comunemente conosciuta come cristal, la purezza e' maggiore. Piu' del 68% dei campioni, su un totale di 515, conteneva esclusivamente MDMA e nessun tipo di adulterante. Il 15% non aveva alcun diluente, che si usa per dare volume e diminuirne i costi. Questo provoca un effetto minore rispetto a quanto si ottiene consumandone di piu'. Un grammo di cristal costa quanto un grammo di cocaina. L'anfetamina, conosciuta come speed, e' quella che viene offerta con piu' diluizione. Di 254 campioni, il 73,2% contiene diluenti ed adulteranti e solo l'1,2% era anfetamina pura. Nell'81% dei casi il diluente era caffeina, che ha effetti lievi per i consumatori. Un grammo di speed costa tra 20 e 25 euro. In ultimo la ketamina, usata per anestetizzare parzialmente gli animali e talvolta per curare bruciature o trattare le gravidanze. E' in espansione, specialmente in zone come India e Africa, secondo Energy Control. Il 55% di un totale di 40 campioni aveva la massima purezza e il 27,5% conteneva adulteranti. ADUC Droghe

Alberoni e la verità su Amy Winehouse: tutta colpa del rock

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L'editoriale di ieri di Francesco Alberoni è semplicemente agghiacciante. Incipit: la morte di Amy Winehouse. Svolgimento: ilmondo rock ovvero la diffusione capillare delle droghe nel mondo occidentale. Ne riportiamo solo qualche stralcio significativo dalCorriere:

[Il rock] È espressione di esperienze parossistiche possibili solo con la droga. E anche chi ascolta questa musica in concerto o in discoteca, spesso, per viverla, deve fare lo stesso. Tutto è nato negli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Inghilterra con una rivoluzione dei valori, del costume, della musica e la contemporanea diffusione dell'Lsd, dell'eroina, della marijuana, della cocaina. Da allora l'uso delle droghe ha continuato a crescere. Oggi ha già cambiato le relazioni fra i sessi e non solo nelle discoteche e nei droga party.

Cosa significa allora il diffondersi delle droghe in Occidente? Forse è l'espressione di una trasformazione dovuta alla vertiginosa innovazione tecnologica e alla mondializzazione in cui si rovesciano gli equilibri di potere mondiale, con la finanza sfrenata, gli smisurati indebitamenti degli Stati, non solo in Paesi poveri ma perfino negli Stati Uniti, e il dominio delle potenze asiatiche. A cui corrisponde una crisi dei valori tradizionali, l'individualismo sfrenato, il tentativo di superare se stessi, certa musica rock e, quindi, anche la morte di Amy Winehouse e di altri come lei.

Il nuovo mondo di Galatea, ripreso anche da Valigia Blu, scrive un post per commentare le sue parole dove leggiamo: 

Chopin fu colpito negli ultimi suoi anni di vita da una forma di depressione così forte che lo portò alla morte in breve tempo. Mozart morì forse di sifilide a neanche quarant'anni, dopo una vita di eccessi. Rossini, pur tanto godereccio, si ritirò dalle scene, probabilmente perché anche lui depresso ed ansioso. Puccini negli ultimi anni non riuscì più a completare le sue opere perché sconvolto dal suicidio della sua domestica, e forse amante, perseguitata dalla moglie. E Mameli, l'autore del testo del nostro inno, morì a ventidue anni per una ferita da baionetta, dopo essere riuscito ad infilarsi con romantica sete di autodistruzione in ogni battaglia del Risorgimento.

Eh, ha proprio ragione Alberoni. Non ci fossero stati il rock e le droghe a rovinare tutto, di casi come la Winehouse fra i musicisti non ce ne sarebbero.

bloggersenzafrontiere.blogosfere.it/2011/08/alberoni-e-la-verita-su-amy-winehouse-tutta-colpa-del-rock.html

 

SPAGNA - SPAGNA - Gli adulteranti nelle droghe piu' diffuse. Indagine: attenzione al Levamisol nella cocaina

 

Notiziario Aduc - Consumare cocaina e' sempre piu' pericoloso. Al rischio di alterazioni psichiche, disordini nutrizionali, cardiopatie e problemi neuronali, C'e' da aggiungere la depressione del sistema immunologico di cui un adulterante, il Levamisol, ne e' responsabile.
Energy Control, una ONG che fa analisi di droghe gratuitamente, ha studiato un totale di 1.680 campioni raccolti dai consumatori in diverse zone di tutta la Spagna. La maggior parte erano adulterati. “C'e' da rilevare, in generale, che chi porta le droghe ad Energy Control e' perche' ha dei dubbi sulla qualita' delle stesse in quanto acquistate da un venditore sconosciuto”, dice uno dei medici dell'organizzazione, Fernando Caudevilla.
Il 91% delle 346 dosi analizzate era adulterato e il 23,2% non aveva neanche un accenno di questa sostanza. Soltanto il 5,5% era pura. “Nella cocaina abbiamo rilevato il maggior numero di adulterazioni”, dice il rapporto. La sostanza piu' usata e' il Levamisol, presente nel 59%. Si tratta di un farmaco veterinario che si usa come antiparassitario e che provoca una notevole diminuzione di globuli bianchi. I consumatori sostengono che aumenti la sensazione di “fretta”. Diminuiscono i globuli bianchi che servono per le difese, e cosi' si e' piu' attaccabili dalle infezioni. La piu' alta probabilita' e' che si presenti un'infezione e che sia piu' grave -spiega Caudevilla. “Consumare cocaina con Levamisol e' molto piu' pericoloso che consumarla in forma pura”.
Analgesici, caffeina e anestetici sono gli altri adulteranti frequenti, ma “il Levamisol e' quello che da' la maggiore preoccupazione grazie ai suoi effetti tossici che puo' avere sui consumatori di cocaina”.
Rafael Guayta-Escolíes, dell'Observatorio de Medicamentos de Abuso del Colegio de Farmacéuticos di Barcelona, sul Levamisol che “si e' gia notato negli animali che, oltre ad abbassare il numero di globuli bianchi, altera il midollo osseo”.
I dati del ministero dell'Interno mostrano che negli ultimi 10 anni la purezza di un grammo di cocaina si e' mantenuta intorno al 50%, mentre il prezzo e' aumentato di uno o due euro in tutto il periodo. Un grammo costa oggi tra 50 e 60 euro.
Non si salva neanche l'ecstasy, che e' peggiore quando e' in forma di pastiglia. Il 61% delle dosi analizzate, su un totale di 167, non conteneva MDMA. Solo il 35% erano pure. Ogni pastiglia costa tra cinque e sei euro. In polvere, comunemente conosciuta come cristal, la purezza e' maggiore. Piu' del 68% dei campioni, su un totale di 515, conteneva esclusivamente MDMA e nessun tipo di adulterante. Il 15% non aveva alcun diluente, che si usa per dare volume e diminuirne i costi. Questo provoca un effetto minore rispetto a quanto si ottiene consumandone di piu'. Un grammo di cristal costa quanto un grammo di cocaina.
L'anfetamina, conosciuta come speed, e' quella che viene offerta con piu' diluizione. Di 254 campioni, il 73,2% contiene diluenti ed adulteranti e solo l'1,2% era anfetamina pura. Nell'81% dei casi il diluente era caffeina, che ha effetti lievi per i consumatori. Un grammo di speed costa tra 20 e 25 euro.
In ultimo la ketamina, usata per anestetizzare parzialmente gli animali e talvolta per curare bruciature o trattare le gravidanze. E' in espansione, specialmente in zone come India e Africa, secondo Energy Control. Il 55% di un totale di 40 campioni aveva la massima purezza e il 27,5% conteneva adulteranti.

Sexstasy, il mix di droga e farmaci che fa sballare i quarantenni

 

Sballo e performance, per recordmen onnivori. Viaggiatori bulimici del piacere, che amano spingersi oltre. Si chiama “sextasy” il mix di viagra ed ecstasy tornato in pista nei club e non solo. Se il cocktail arriva da lontano - erano i primi anni Duemila quando iniziava a circolare negli ambienti omosessuali - ora è facile trovarlo anche in strada. Segno che il poli-consumo di sostanze è sempre più diffuso. Accade a Calgary, dove la Royal Canadian Mountain Police da qualche mese registra un fenomeno insolito: furti di pillola blu in drug-store e farmacie. «Casi sporadici» precisa il sergente Donna Hanson «ma significa che esiste comunque un mercato». Perché finora il più rubato era l’oxycontin (un analgesico della famiglia degli oppioidi, ndr)». Adesso invece, va di moda qualcosa di più forte. Il combinato viagra-extasy negli ultimi due lustri è apparso un po’ ovunque: dall’Australia al Regno Unito, dalla comunità gay di San Francisco ai college party americani. Campione trasversale, con un denominatore comune: teenager o trenta-quarantenni senza troppe responsabilità. Sì, perché la maratona del sesso può durare anche un intero weekend. «Siamo medici, giornalisti, manager, avvocati» confessa un ventottenne inglese, habitué dei locali notturni «ma nel tempo libero ci piace tornare adolescenti...». Assumendo viagra a go-go. Il cardiologo Graham Jackson, consulente al Guy’s Hospital di Londra, già nel 2007 parlava di “recreational circus” (divertimentificio), legato all’assunzione della pillola blu: «Trovarla è facilissimo, la vendono anche i tassisti» spiegava. «Ai soggetti sani, di solito, non accade nulla di particolare». Ma il pericolo aumenta con l’uso di stupefacenti. «Perché tutto diventa come un cane che si morde la coda» spiega Simona Pichini, ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità: «Cocaina, marijuana, ecstasy, alcol, crystal meth, come gli anabolizzanti, possono dare problemi di erezione o, in ogni caso, rallentarla». Motivo per cui i giovani adulti ricorrono al farmaco vasodilatatore: per compensare questo effetto “deprimente”. Associare sostanze così diverse, per non dire opposte ha controindicazioni più o meno serie a seconda del dosaggio e delle condizioni fisiche di chi le assume. Nell’ipotesi peggiore, priapismo e scompensi cardiaci. Lo sa bene Tom Kaulitz – vent’anni, chitarrista dei Tokio Hotel che ha esagerato con il viagra: «Sono rimasto attivo per quasi 48 ore» ricorda «anche in situazioni inadeguate. La massaggiatrice sessantenne, quando mi ha visto, era in forte imbarazzo». «La fascia più esposta» sottolinea Pichini «è quella tra i 18 e i 24 anni, poi si tende ad abbandonare l’ecstasy perché non dà più sensazioni». A rimpiazzarla, in genere, è la cocaina. La miscela tra pillole attrae anche i quarantenni: «Separati senza più vincoli familiari» spiega la studiosa «entusiasti di essere tornati single». Neo-libertini, o palestrati imbottiti di steroidi. La domanda, considerati gli acquisti online su siti illegali, è massiccia: «Non esistono dati ufficiali » puntualizza l’esperta «ma il numero di clic è un indicatore». Il business è così redditizio che sul web si spacciano afrodisiaci dal nome suadente: “sextasy”, appunto. «Uno specchietto» esclama Pichini. «Il mix si può fare da soli, non c’è una formula specifica». Le alchimie pubblicizzate online promettono il massimo del piacere: «Ultimate sextasy » annota un utente sul blog legaldrugreviews garantisce sesso da urlo con pochi milligrammi. Come il viagra abbinato alla cocaina, ma più economico». Sui portali specializzati, il pacchetto da 200 milligrammi costa 24.69 dollari, escluse le spese di spedizione. E più o meno questa è la cifra su una ventina degli smart shop digitali più cliccati. Il segmento è di nicchia, sì, ma pur sempre globale. Italia compresa. «Non parlerei di fenomeno » ragiona l’esperto di subculture, anonimo per ragioni professionali. A Milano, ecstasy e viagra si consumano in situazioni chiuse: «After party lanciati con il passaparola» racconta l’insider «dopo la chiusura dei locali». Garage, illegal bar, loft, studi di artisti e fotografi: è qui che, dopo essersi “calati”, ci si apparta fino a dodici ore. Corpo e mente al top, indipendenti l’uno dall’altra. Il rito può variare, anche in base ai miscugli chimici. Pratiche fluide, da melting-pot, come negli Usa: vedi la tradizione psichedelica, rivisitata in chiave trance. Un esempio? «Le feste organizzate nel castello di un tatuatore cinquantenne a Hollywood » rivela il cacciatore di tendenze «dove il classico look sadomaso vira al pop».

L’eclettismo non si limita all’immagine: «Circolano sostanze di ogni tipo...». Sergio Ricciardone, 40 anni, ex dj torinese, ha captato gli umori sul nascere in tempi non sospetti. Complice il servizio civile con il gruppo Abele e la rivista Narcomafie: «Scrivevo di ecstasy e viagra nei club londinesi dieci anni fa, tirarli fuori adesso non ha molto senso». Il problema, dice, è più complesso: «Il nichilismo della società spinge all’autodistruzione. Se si toglie la possibilità di sognare, la deriva è inevitabile». Al contrario dei Paesi emergenti, dove si respira un’altra energia: «Sono stato a Istanbul per un evento culturale» racconta Ricciardone«e ho notato che gira pochissima droga. I giovani sono entusiasti, fiduciosi nel futuro». Certo, non si può dire lo stesso dei loro coetanei occidentali: «Vogliono sperimentare tutto in un colpo solo» ribadisce Pichini «senza mai sentirsi appagati» Per lo sballo immediato, la soglia estrema è la “drunkoressia”: bere a stomaco vuoto, con il rischio di cadere in coma etilico. Mentre i maniaci del fisico palestrato fanno incetta di anabolizzanti: «Lo smercio clandestino su Internet» rivela la ricercatrice «è fiorente ». Vecchie e nuove droghe, per quell’ansia di vivere che meriterebbe ben altre risposte.

 

 

USA - Musicisti e sballo. Una ricerca

Notiziario Aduc - Energy drink e musica, legame 'da sballo'. Secondo uno studio americano sui musicisti, infatti, il consumo frequente di bevande energetiche e' associato a binge drinking, problemi con l'alcol e abuso di farmaci, almeno secondo i ricercatori del Research Institute on Addictions dell'Universita' di Buffalo.
Nel lavoro, pubblicato sul 'Journal of Caffeine Research', il team di Kathleen E. Miller e Brian M. Quigley ha esaminato l'uso di sostanze fra 226 musicisti professionisti e dilettanti dai 18 ai 45 anni. Ebbene, il 94% degli intervistati consumava bevande con caffeina e il 57%, in particolare, energy drink. Si e' visto che il 68% dei musicisti ha 'confessato' un pesante binge drinking almeno una o due volte l'anno, e il 74% problemi generici legati all'alcol, come sbornie, discussioni pesanti con altre persone o azioni compiute sotto gli effetti degli alcolici di cui poi - a mente fredda - ci si e' pentiti.
Il 23% inoltre ha confessato di assumere farmaci per sballarsi, il 52% cannabis, il 25% pasticche e il 21% cocaina. Ebbene, i musicisti che consumavano energy drink erano anche piu' inclini ad abusare di alcol e sostanze legali (farmaci da prescrizione) rispetti ai colleghi.

Nuove sostanze psicoattive sempre più disponibili: ben 41 quelle identificate nel 2010


 
InSostanza - Rapporto annuale Emcdda–Europol. Mai prima d’ora si era trovato sul mercato
illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. Quelle individuate nel
2010 sono quasi il doppio rispetto al 2009. Cresce l’allarme per le cosiddette droghe
“Spice”


ROMA – “Le nuove sostanze psicoattive stanno diventando disponibili sul mercato ad un
ritmo senza precedenti”. È quanto denuncia il rapporto annuale Emcdda–Europol 2010
rilasciato dall‟Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona
(Oedt). 
 
Solo nello scorso anno, spiega il rapporto, sono state identificate 41 nuove sostanze
psicoattive facendo del 2010 un anno record per numero di nuove droghe ufficialmente
segnalate all‟Osservatorio e dall‟Europol attraverso il sistema di allarme comunitario rapido (Ews). 
Mai prima d‟ora, spiega l‟Osservatorio, si era trovato sul mercato illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. 
Quelle individuate nel 2010, infatti, sono quasi il doppio rispetto al 2009, anno in cui
vennero segnalate 24 sostanze, e più di tre volte quelle segnalate nel 2008, in cui vennero registrate 13 nuove sostanze psicoattive.
 
Secondo quanto riporta l‟Osservatorio, le nuove droghe individuate appartengono ad un
gruppo di sostanze variegato, si va:
  dai cannabinoidi sintetici
  al catinone sintetico
  fino a composti derivanti da sostanze vegetali. 
Per quanto riguarda le droghe „Spice‟ nel 2010 sono stati individuati 11 nuovi cannabinoidi sintetici, portando il numero totale di queste sostanze a 27. 
Documentato per la prima volta, inoltre, il commercio di derivati di due sostanze note come la ketamina e la Pcp (fenciclidina). 
 
“Data la velocità con cui si verificano i nuovi sviluppi in questo settore, è importante
anticipare le sfide future – ha affermato Wolfgang Götz - direttore dell'Oedt -. Mentre il
nostro sistema di allarme precoce ha recentemente aumentato la sua capacità operativa
per rispondere rapidamente alle nuove sostanze identificate, manca ancora la capacità di  anticipare le minacce emergenti”. Una mancanza, spiega Götz, a cui si può rispondere “migliorando la capacità di analisi forense investigativa e di ricerca a livello europeo”.
 Cresce, infine, l‟allarme sul fenomeno delle cosiddette droghe “Spice”. Almeno 16 paesi
europei hanno messo in campo azioni legali per metterle al bando o per tenerle sotto
controllo. 
Su internet, intanto, si fanno sempre più strada le sostanze sintetiche non regolamentate vendute online come “sballo legale”. Secondo Rob Wainwright, direttore di Europol, sono proprio queste sostanze a rappresentare una delle più importanti sfide del panorama europeo. “Abbiamo notato che la criminalità organizzata – spiega Wainwright - è sempre più attiva nella produzione e distribuzione di farmaci che possono essere associati con l‟ecstasy”.

 

Fonte: www.redattoresociale.it

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