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L'MDMA (ecstasy) è un composto chimico che fa parte del gruppo delle metamfetamine. Solitamente si presenta in pasticche o in polvere, cristalli, conosciute col nome di ecstasy: il colore, il nome, la forma non danno alcuna certezza della loro composizione né del loro effetto.

Effetti e meccanismi d’azione:

Gli effetti possono variare da persona a persona  e risentono molto dell’ambiente in cui la sostanza viene assunta. In genere si ha un’alterazione dell’umore, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, alterazione della percezione del tempo. Sotto l’effetto di mdma si può ballare per ore senza avvertire né fame né stanchezza.

 

L'assunzione di mdma può determinare:...

L’MDMA, meglio conosciuta come ecstasy, è una droga sintetica prodotta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e brevettata come farmaco anoressizzante due anni più tardi.  Per lungo tempo questa sostanza è stata studiata, utilizzata e somministrata per differenti motivi.

Durante gli anni '70 negli Stati Uniti viene introdotta in psicoterapia, in considerazione delle proprietà attribuite a questa molecola di abbattere le barriere fra medico e paziente e di favorire fiducia e confidenza. La sostanza...

L'MDMA viene assunta con scopi esplicitamente ricreativi, e assume significato in contesti ricreazionali particolari come la discoteca, le feste e i rave. Questa suo caratteristico essere una sostanza “da serata” la rende assai meno diffusa rispetto ad altre sostanze illegali e di quanto farebbe supporre il clamore mediatico che la accompagna ogni volta che esce dai luoghi “nascosti” che le sono propri.

Tra la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 54 anni solo il 3% ha fatto uso di stimolanti*, mentre l’1% ne aveva fatto uso nell’ultimo mese...

Novità ecstasy, Articolo

Ecstasy, Lsd o funghi allucinogeni sotto controllo medico: le droghe psichedeliche sono l'avvenire della psichiatria?


huffingtonpost.it - Quarant’anni fa era un hippie. Oggi è ascoltato dal Pentagono.
Venerdì 3 maggio lo psicologo americano Rick Doblin ha partecipato piano di speranza a una riunione con una serie di responsabili dell’esercito americano. Il suo obiettivo? Convincerli di lasciar curare i veterani vittime di esperienze traumatiche con l’aiuto di un farmaco molto particolare: il MDMA, la sostanza attiva della droga più conosciuta come ecstasy.
Droga per curare i traumi psicologici? L’idea può apparire a priori sconvolgente, quasi provocatoria. Ma fa si fa strada in seno alla comunità scientifica americana. La molecola è stata sperimentata già nel trattamento della depressione degli animali, sull’uomo si nutrono altre speranze, a cominciare dalla sindrome di stress post-traumatico. Negli Stati Uniti si stima che 200mila veterani delle forze armate ne soffrono.

 

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Ecstasy: alterazioni neurali presenti anche nei consumatori occasionali

Fonte: Neuroscience & Biobehavioral Reviews 
  Titolo originale e autori: Andrew C. Parrott, MDMA, serotonergic neurotoxicity, and the diverse functional deficits of recreational ‘Ecstasy’ users.-Neuroscience & Biobehavioral Reviews, Available online 6 May 2013.

L’MDMA, più comunemente chiamata ecstasy, è una sostanza psicoattiva di origine sintetica analoga alle amfetamine, in grado di provocare effetti stimolanti e allucinogeni. Risulta molto diffusa tra giovani e adolescenti, spesso consumata in luoghi di ritrovo quali discoteca, feste e soprattutto rave party. Una recente rassegna della letteratura scientifica, in corso di pubblicazione sulla rivista Neuroscience and Biobehavioral Reviews, ha voluto analizzare gli studi che indagavano sulle alterazioni strutturali e funzionali prodotte sul cervello dall’assunzione di ecstasy, anche nei consumatori occasionali o dopo astinenza dalla sostanza. L’MDMA è una sostanza neurotossica che agisce principalmente sui sistemi della serotonina, un neurotrasmettitore con funzione modulatoria di cui si conosce ancora poco, virtualmente implicato in ogni funzione psicofisica umana. I deficit più frequentemente riscontrati negli utilizzatori di questa droga riguardano le capacità di memoria dichiarativa e prospettica, ma anche difficoltà nel ragionamento in generale e, dagli studi di neuroimmagine, sono risultate minori quantità di recettori per la serotonina nell’ippocampo, nella corteccia parietale e nella corteccia prefrontale, anche dopo giorni di astinenza. L’autore della rassegna ha trovato che, anche nei consumatori occasionali, si evidenziano compromissioni cognitive importanti: da alcuni studi sono emersi punteggi più bassi ai test d’intelligenza ed una generale riduzione nell’attività cerebrale durante le performance neurocognitive. Inoltre, i deficit presenti nei consumatori abituali come in chi ne fa uso sporadico, possono riguardare anche il sonno, l’umore, le abilità psicomotorie, l’attività ormonale, la salute psichiatrica in generale e l’instaurarsi della dipendenza, e sono spesso associati agli anni di uso di ecstasy. Dall’analisi della letteratura sono anche emersi dati su un caso in cui perfino dopo 7 anni di astinenza, il profilo neurocognitivo continuava ad essere simile a quello degli utilizzatori cronici ed i disturbi psicofisici non erano tornati alla normalità. 
Secondo Parrott, autore della rassegna, questi deficit presentano molte implicazioni pratiche, dal momento che la maggior parte delle occupazioni umane richiede attive capacità di memoria, di pianificazione ed organizzazione e, anche negli utilizzatori di MDMA in astinenza, sono state riscontrate serie difficoltà in simulazioni di lavoro di ufficio, in molte altre tipologie di lavoro, nella guida e nelle attività di tutti i giorni.

Studioso di etica di Oxford promuove l'MDMA per combattere il divorzio

In un'intervista su The Atlantic, lo studioso di etica di Oxford Brian Earp propone l'idea che l'MDMA possa svolgere -come altre sostanze- un importantte ruolo nel tenere uniti i matrimoni.

Alcuni estratti dall'intervista:  "Per esempio, si consideri l'ampio uso di Viagra per trattare l'impotenza maschile, un problema che impedisce ad alcune coppie, anziane in particolare, di avere rapporti sessuali. La mancanza di sesso riduce i livelli di ossitocina, e ridotti livelli di ossitocina possono degradare il legame romantico di una coppia. Se un farmaco può aiutare la coppia a ripristinare una sana vita sessuale, questi potrebbe migliorare le loro possibilità di sostenere un rapporto ben funzionante"."Beate Ditzen e i suoi colleghi dell'Università di Zurigo hanno dimostrato che l'ossitocina in spray nasale può facilitare la comunicazione positiva - e ridurre i livelli di stress - in coppie romantiche impegnate in una discussione. L'ossitocina, a volte chiamato "ormone dell'amore" per il suo ruolo nel mantenere i legami di attaccamento madre-bambino e romantici, facilita un calo dei livelli di cortisolo dopo un conflitto. Questi fattori hanno dimostrato di giocare un ruolo importante nel sostenere un rapporto a lungo termine"."L'MDMA (ecstasy) è stata a volte utilizzata nella terapia di coppia per aumentare l'empatia e migliorare le capacità di comunicazione emotiva. Mentre questo tipo di uso sarebbe illegale oggi, c'è stata una recente recrudescenza dell'interesse scientifico per i possibili usi terapeutici dell'MDMA, ad esempio per il trattamento del disturbo da stress post traumatico.""Immaginate una coppia che stia pensando di rompere o di ottenere il divorzio, ma che abbia bambini piccoli che con ogni probabilità sarebbero lesi dalla separazione dei genitori. In questa situazione si può concludere che i genitori abbiano una responsabilità - ceteris paribus - di conservare e sviluppare i propri rapporti per il bene dei loro figli, almeno fino a quando i figli siano cresciuti e possano prendersi cura di se stessi. Un modo per fare questo, ovviamente, sarebbe quello di partecipare alla terapia di coppia e capari se i problemi di rapporto possano essere risolti attraverso metodi "tradizionali". Ma cosa succede se questa strategia non funziona? Se le droghe dell'amore diventeranno sicure ed economiche, se potesse essere dimostrato che migliorano l'amore, l'impegno, e il benessere coniugale - e che quindi riducono il rischio (o la necessità) di divorzio, se altri interventi fossero stati tentati e falliti, e se gli effetti collaterali o altre complicazioni potranno essere ridotti al minimo, quindi possiamo pensare che alcune coppie potrebbero avere l'obbligo di fare un tentativo. Naturalmente, non stiamo suggerendo che chiunque dovrebbe essere costretto a prendere farmaci d'amore contro la propria volontà. Ma credo che quando i bambini sono coinvolti, la posta in gioco diventi più alta per trovare una soluzione praticabile per le difficoltà di relazione tra i genitori".fonte : The Case for Using Drugs to Enhance Our Relationships (and Our Break-Ups) http://medicinamoksha.blogspot.it/2013/02/studioso-di-etica-di-oxford-promuove.html

Colombia, allo studio ddl per depenalizzare uso ecstasy

L'obiettivo del governo è contrastare il traffico di stupefacenti

 

IlVelino - La Colombia lavora per depenalizzare l’uso personale di droghe sintetiche come l’ecstasy. Lo ha annunciato, riporta la BBC, il ministro della Giustizia del paese, Ruth Stella Correa, che ha presentato un disegno di legge ad hoc.

 

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Zadie Smith "Ecco cosa dà gioia (e non piacere) alla nostra vita"

Mi rivolgo in particolare ai miei connazionali britannici. Connazionali britannici! O meglio, quelli di voi che hanno avuto la fortuna di provare la prima generazione dell' anfetamina chiamata ecstasy senza sperimentare le reazioni negative, a volte letali, che ora sappiamo essere state subite da altri: ecco, ho una domanda per voi. Quella era gioia? Mi interesserebbe particolarmente sentire l' opinione di chi si trovava in un locale chiamato Fabric, vicino al vecchio mercato della carne di Smithfield, in una sera dell' anno 1999 (mi dispiace di non saper essere più precisa), quando il dj mixò Can I Kick It? e poi Smells Like Teen Spirit al pezzo house che sembrava essere durato senza interruzioni per le quattro ore precedenti. Io, personalmente, stavo uscendo dai cavernosi bagni unisex (!) nella speranza di trovare la mia amica Sarah, o, se non lei, il mio amico Warren, o, se non lui, qualcuno che avesse pietà di una ragazza che aveva preso dell' ecstasy di cui stava per cominciare a sentire l' effetto, e che aveva perso tutti e tutto, compresa la sua borsa. Incespicando, mi reimmersi nella bolgia. Quasi tutti i maschi erano a torso nudo e quasi tutte le femmine, me compresa, indossavano strani grembiulini, di moda all' epoca, che coprivano solo il davanti del torace, e mantenevano il decoro solo grazie a qualche laccetto dall' aria non molto robusta legato in un fiocco grazioso dietro la schiena. Mi feci largo in mezzo a quella ressa di schiene nude sudate, disperata, chiedendomi dove, in un mega locale del genere, ci si potesse coricare per la notte (sulle scale? davanti all' uscita antincendio?). Ma ogni cosa che tentavo di guardare esplodeva in mille pezzi e si riassestava in una serie di frammenti che componevano un disegno, come se vivessi dentro un caleidoscopio. E comunque, dove stavo cercando di andare? Non c' era più nessun «bar» e nessuna «chill-out zone»: c' era solo la pista da ballo. Era tutta una pista. Tutti ballavano. Io rimasi ferma, schiacciata da ogni lato dalle danze, convinta che da un momento all' altro sarei andata fuori di testa. Poi all' improvviso sentii Q-Tip - benedetto Q-Tip! - non un sintetizzatore, non un vocoder, ma Q-Tip, con la sua voce umana, che rappava sopra un beat umano. E mentre la testa mi si scoperchiava per lasciar entrare l' umanissimo QTip, un tipo magro come uno spillo con due occhi enormi si allungò in mezzo a un mare di corpi per prendermi la mano. Continuava a farmi la stessa domanda a ripetizione: La senti? La sentivo sì. I miei tacchi assurdi mi stavano uccidendo, avevo una paura tremenda di morire, ma allo stesso tempo traboccavo di godimento nel sentire che Can I Kick It? veniva suonata proprio in quel particolare istante della storia del mondo, e adesso si stava trasformando in Smells Like Teen Spirit. Presi il tipo per mano. Il coperchio della testa mi volò via definitivamente. Ballammo e ballammo. Ci abbandonammo alla gioia. Anni dopo, ascoltando una canzone intitolata Weak Become Heroes, dell' artista inglese The Streets, ho trovato quell' esperienza ricreata quasi perfettamente nelle sue rime, e mi sono resa conto che, così come la maggioranza dei bambini americani che erano vivi nel 1969 videro l' atterraggio sulla luna, quasi tutti gli inglesi che avevano fra i sedici e i trent' anni negli anni Novanta hanno incontrato una qualche versione del pasticcaro smilzo in cui mi ero imbattuta io quella sera al Fabric.

zadie smith 2013

leggi tutto l'articolo qui http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/01/12/ecco-cosa-da-gioia-non-piacere.html?ref=search

USA - L'ecstasy per curare i disturbi mentali


Notiziario ADUC - La vita di Rachel Hope e' cambiata quando, a soli 4 anni, un amico a cui la madre l'aveva affidata mentre era in vacanza l'ha ripetutamente violentata. Da quel momento ha sofferto di disturbi post traumatici da stress (Dpts), e nessuna terapia sembrava riuscire ad alleviare le sue sofferenze. Sino a quando nel 2005 ha incontrato Michael Mithoefer, uno psichiatra e ricercatore di Charleston, in Sud Carolina, che le ha somministrato un farmaco chiamato MDMA (acronimo di 3,4-methylenedioxy-N-methylamphetamine), comunemente noto come ecstasy. Ingerire una pastiglia anche solo per una volta puo' portare a danni cerebrali irreversibili, e' sempre stato l'avvertimento degli esperti. Ma ora sembra emergere un effetto inatteso: la droga puo' diventare una medicina, e avere effetti terapeutici su persone che soffrono di Dpts, stimolando in loro un maggior senso di sicurezza nella rielaborazione dei ricordi dolorosi.
'Non riuscivo a chiudere con quell'esperienza', ha raccontato la ragazza, la cui agonia mentale senza sosta l'ha portata a quattro ricoveri in ospedale. Un nuovo peggioramento per Rachel si e' verificato nel 1991 quando e' morto il padre, e ancora nel 1998, anno in cui scopri' che il suo aggressore aveva molestato un'altra donna. Grazie alla cura di Mithoefer invece, il 90% dei suoi sintomi sono scomparsi, ha smesso di urlare, e di cadere nel tunnel dei flashback. Il trattamento terapeutico del ricercatore di Charleston va unito alla psicoterapia: dopo alcune sedute di preparazione dei soggetti che riportano sintomi da disordine post traumatico, tra cui diverse donne come Rachel passate attraverso il dramma dello stupro, seguono lunghi incontri durante i quali vengono somministrate dosi di ecstasy.
La sostanza, assunta sotto controllo medico, riuscirebbe a rendere meno doloroso il ricordo degli eventi traumatici, permettendo a chi li ha vissuti di parlarne in terapia e dunque di risolvere i problemi ad essi legati. L'MDMA, che nelle persone 'sane', da senso di eccitazione ed euforia, nei soggetti malati riduce il senso di ansia e la paura.
'La domanda e', 'ok, e' stato un fuoco di paglia? Le persone si sentono bene perche' stanno assumendo una droga?' - ha detto ai media statunitensi Mithoefer - Ma la risposta e' stata 'no', per la maggior parte dei pazienti'. Il dottore ha infatti testato la terapia su 19 individui, 14 dei quali hanno riscontrato significativi miglioramenti.
(di Valeria Robecco, Ansa-New York)

La “malattia” che si cura con l’extasy?

 

Si tratta della sindrome da disordine post traumatico


Giornalettismo - La sindrome da disordine post traumatico potrebbe aver trovato un temibile avversario. Diverse esperienze su veterano confermano le conclusioni di una ricerca pubblicata oggi sul Journal of Psychopharmacology, da Michael e Ann Mithoefer, una squadra composta da marito psicologo e moglie infermiera,che ha sperimentato l’uso di MADM nella terapia con i veterani e con i portatori di altre patologie innescate da esperienze traumatiche come gli stupri.

LA TERAPIA - Il trattamento terapeutico consiste di alcune sedute di preparazione che conducono a sedute di otto-dieci ore di terapia durante le quali ai pazienti è somministrato MDMA. I risultati largamente positivi, finora su un numero limitato di soggetti, e la loro resistenza a distanza di anni hanno spinto anche i militari a ricredersi e s’avvicina forse il momento nel quale l’esercito finanzierà ricerche sull’uso terapeutico di MDMA e marijuana, che pure si è dimostrata utile in diversi contesti traumatici.


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ITALIA - Droga e alcool. Un milione di minorenni a rischio dipendenza


Aduc Droghe - L'adolescenza e' l'eta' difficile per antonomasia. E i numeri riferiti dagli esperti italiani riuniti a Milano per il congresso della Societa' Italiana di Psichiatria lo confermano: si stima che circa un milione di ragazzi e ragazze fra i 14 e i 18 anni faccia uso di alcol e droghe, rischiando di scivolare nell'abuso e nella dipendenza.
I dati indicano che circa il 20 % dei giovani dai 15 ai 34 anni ha fatto o fa uso di ecstasy, il 23% ha provato la cannabis, il 2% la cocaina; otto ragazzi su dieci bevono alcol, che e' considerato il principale fattore di rischio di invalidita' e mortalita' prematura per i giovani dato che secondo il World Health Report l'eccesso di alcol e' la causa di un decesso su quattro nella fascia di eta' fra i 15 e i 29 anni.
Il consumo di alcol in giovane eta' si associa inoltre a un maggior rischio di abuso di sostanze, droghe e disturbi depressivi nella vita adulta e secondo l'ISTAT proprio nella fascia di eta' fra i 14 e i 16 anni si stanno registrando i maggiori incrementi nel consumo di bevande alcoliche. Ma il dato piu' allarmante e' dato dalla drammatica cifra di 30mila giovanissimi* che ogni anno, in preda al disagio di vivere, tentano di togliersi la vita, mentre si ipotizza che siano addirittura dieci volte di piu' i ragazzi e le ragazze che almeno una volta hanno pensato al suicidio; circa 120, purtroppo, riescono ogni anno nel loro intento.
Mancano pero' strutture in grado di seguire e curare questi adolescenti con forte malessere psichico: scuola e famiglia sono chiamate ad accorgersi dei segnali di sofferenza per intervenire prima che sia troppo tardi. "Non abbiamo dati italiani precisi sui comportamenti a rischio in adolescenza - spiega Massimo Clerici, docente di psichiatria all'universita' di Milano-Bicocca - ma e' verosimile che le stime effettuate sulla base di ricerche europee e statunitensi non si discostino molto dalla realta' del nostro Paese. Vediamo ad esempio che il consumo di alcol anche nel nostro Paese sta aumentando nella fascia d'eta' giovanile e che il primo incontro con un alcolico e' sempre piu' precoce; crescono inoltre i tentativi di suicidio e comportamenti parasuicidari ad alto rischio a cui purtroppo si da' ancora poca importanza, come la "moda" di procurarsi volontariamente ferite e tagli. In tutti questi casi ci sono disturbi dell'autocontrollo e impulsivita' che possono essere acuiti dall'abuso di sostanze e da patologie mentali sottostanti". Alcol e sostanze spesso vanno a sommarsi a disagi psicologici degli adolescenti: gli esperti stimano infatti che uno su tre soffra di ansia, quasi il 15 % di disturbi dell'umore che nella maggioranza dei casi compaiono intorno ai 13 anni. Si stima che dal 5 al 15% degli adolescenti pensi al suicidio, mentre ogni anno tenta di togliersi la vita circa l'1 % dei ragazzi; il 10% riprova nel giro di sei mesi dal primo tentativo, il 40% entro meno di due anni. I decessi per suicidio in Italia sono circa 120 ogni anno, con i ragazzi che si tolgono la vita sei volte piu' spesso rispetto alle ragazze; si tratta della terza causa di morte nella fascia d'eta' adolescenziale ed e' percio' un problema su cui e' necessario porre l'attenzione.

Assumere droga in diretta tv? In Inghilterra fa scalpore Drugs Live

Lo hanno presentato come il primo studio scientifico “dal vivo” sugli effetti dell’ecstasy, la pillola da sballo nelle discoteche di mezzo mondo. Ma la prima puntata è stata bollata come una “pubblicità per la droga”, una maniera ben poco scientifica di reclamizzare l’ecstasy come se si trattasse di un prodotto innocuo, l’ideale per entrare nei paradisi artificiali senza rischio di conseguenze negative. Così Drugs Live, il programma lanciato giovedì da Channel Four, una delle principali reti britanniche private, ha scatenato subito vibranti polemiche e ha messo sotto accusa gli ideatori della trasmissione.
Certo è che un “reality show” del genere, perché di questo in sostanza si tratta, non si era mai visto. La tv verità sbocciata sulla scia del Grande Fratello e delle sue imitazioni ci ha fatto vedere sesso, botte, litigate, parolacce, exploit di tutti i tipi, ma non era arrivata a mostrare volontari che fanno uso di stupefacenti per vedere l’effetto che fa. Venticinque partecipanti, tra cui un vicario anglicano e lo scrittore Lionel Shriver, hanno ingerito una pillola da 83 milligrammi di Mdma, ecstasy allo stato puro, o un placebo, per verificare le loro differenti reazioni. I “concorrenti”, diciamo così, anche se non c’erano vincitori e nessuno (fortunatamente) è stato “eliminato” nel senso più ampio del termine, erano monitorati da un team medico, che li ha sottoposti a una serie di test, tra cui uno scan del cervello, per controllare subito cambiamenti dell’umore, delle emozioni e della memoria.

Solo uno, un ex-soldato delle Sas, le truppe d’elite delle forze armate britanniche, è apparso avere un responso negativo, mentre la maggioranza ha descritto sensazioni di benessere, euforia e calore. In compenso non si sono fatte attendere le reazioni negative. Una telespettatrice ha scritto su Twitter: “Gli adolescenti devono avere pensato che era una bella pubblicità per l’ecstasy”. Un altro ha aggiunto: “Questo fine settimana ci sarà la coda per acquistare ecstasy”. Un terzo ha fatto un commento positivo, ma che ha involontariamente ribadito la controversia: “Dopo aver visto la prima puntata mi è venuta voglia di drogarmi per la prima volta in vita mia”.
A rafforzare le polemiche c’è il fatto che il programma è stato concepito dal professor David Nutt, un docente dell’Imperial College di Londra, licenziato dal governo nel 2009 dal suo incarico di “zar della lotta alla droga”, per avere dichiarato che l’ecstasy è “meno pericoloso che andare a cavallo”. Jon Snow, noto giornalista di Channel Four e conduttore della trasmissione, difende l’iniziativa, sostenendo che “ricerche in questo campo sono di vitale importanza perché incredibilmente nessuno sa come funziona l’ecstasy e che danni faccia”. Ma i critici di Drugs Live replicano che su 65 minuti di programma solo 3 sono stati dedicati a un esperto che metteva in guardia contro i rischi di questo tipo di droghe. E i giornali commentano che, come sempre con i reality, l’unico vero scopo sembra quello di suscitare curiosità morbosa e fare audience.

www.kataweb.it/tvzap/2012/09/29/nuovo-reality-shock-ecstasy-ai-concorrenti-765568/

Sicurezza stradale: Autovie Venete, nuovi rilevatori droga

ANSA - PALMANOVA (UDINE), 8 AGO - Rilevano fino a 5 classi di droghe (anfetamine, cocaina, oppiacei, metanfetamine, Thc), attraverso l'analisi della saliva e sono anche dotati di un sistema di salvataggio dei dati su un pc. Sono i Drug Detection System (Droga-Test), in dotazione alla Polizia Stradale che opera sulla rete autostradale di Autovie Venete. La Concessionaria autostradale ne ha consegnati 6 oggi che sostituiscono quelli in dotazione da due anni, il cui modello e' superato. Rispetto al modello precedente, i nuovi Drug Detection System (investimento 33 mila euro) hanno aumentata sensibilita', risultano molto piu' veloci nei tempi di rilevazione e analisi (in soli 5 minuti riesce a rilevare la presenza di un massimo di 5 droghe; in 90 secondi ne rileva 2, con la possibilita' di conservare in forma integra parte del campione testato che potra' cosi' essere utilizzato per future analisi di conferma o contradditorio) e tutta l'operazione viene svolta in due sole fasi rispetto alle tre precedenti. Nei due anni di utilizzo (2010-2012), in Fvg sono stati effettuati 415 servizi che in 131 casi hanno dato esito positivo. La consegna e' stata l'occasione per confrontare i risultati raggiunti dalla sempre piu' stretta collaborazione fra Autovie Venete e Polstrada nell'ambito della sicurezza: dai controlli sui mezzi pesanti in transito sulla rete, all'intervento delle pattuglie in occasione di sinistri o eventi critici, fino alle attivita' didattiche rivolte alle scuole.Sono molteplici gli strumenti a disposizione degli agenti per controllare il comportamento dei guidatori in autostrada.

''Sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete - ha ricordato il direttore generale Enrico Razzini - sono attive 20 postazioni di tutor, 5 autovelox (3 nel tratto Quarto D'Altino- San Dona' di Piave e due sul raccordo Villesse-Gorizia, entrambi interessati da lavori di adeguamento)''. Efficace anche il software che analizza il cronotachigrafo digitale dei mezzi pesanti, applicativo che verifica il rispetto delle ore di guida e di riposo e monitora le attivita' del mezzo su strada nei 28 giorni antecedenti. L'introduzione del tutor (16 postazioni su A4, due sulla A 28 e due sulla A23), installati da febbraio 2011 sulla rete autostradale Autovie Venete, ha contribuito alla riduzione degli incidenti, passati dai 734 del 2010 ai 668 del 2011 (da 403 a 368 i feriti, 9 i deceduti). Alla consegna dei droga test, hanno partecipato i vertici della Polstrada del Fvg Luciano D'Agata e del Veneto Massimo Pianpiani, il comandante della sezione di Palmanova Andrea Nutta, la comandante della sezione di Venezia Maria Faloppa e l'ispettore capo della sottosezione di San Dona' di Piave Paolo Grigoli, il direttore generale di Autovie Venete Enrico Razzini, il direttore d'esercizio Davide Sartelli, affiancato dai collaboratori Fulvio Moras e Giovanni Cante. (ANSA).

 

Perugia al top per il consumo di eroina, Roma di coca, Milano per la metamfetamina

 Cala il consumo di cocaina, eroina e metamfetamina. Aumenta quello di ketamina ed ecstasy. Mentre l'uso di cannabis rimane stabile con variazioni da città a città. A rilevarlo sono le analisi delle acque reflue prelevate per sette giorni consecutivi nei depuratori dalll'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha monitorato 17 città italiane. Attualmente il consumo di eroina sembra interessare maggiormente il centro Italia, con Perugia capofila (5 dosi/giorno/1.000 abitanti), seguita da Roma, Firenze e Terni (3 dosi/giorno/1.000 abitanti)». I consumi più elevati di cocaina si rilevano invece a Roma e Napoli (7-8 dosi al giorno per mille abitanti) seguite da Milano (5 dosi/giorno/1.000 abitanti, come Torino, Firenze e Perugia)

L'ANALISI - Il metodo messo a punto qualche anno fa dall'Istituto Negri è stato applicato per la prima volta a livello europeo rendendo possibile il confronto dei consumi con altre città. I campioni sono stati prelevati a marzo 2011 per misurare i consumi di cocaina, amfetamina, metamfetamina, ecstasy e cannabis. Così si è visto che il consumo complessivo di cocaina in Europa è stato di circa 356 chili al giorno, un quantitativo pari a circa il 10-15% della produzione mondiale (secondo le stime dell'Onu). La cocaina, inoltre, insieme all'ecstasy si è confermata una droga «ricreazionale», con consumi molto maggiori nel week end rispetto agli altri giorni della settimana. Per quanto riguarda la stessa ecstasy e l'amfetamina, a Milano i consumi sono risultati molto contenuti, e inferiori a quelli misurati in Olanda, Belgio e Gran Bretagna (dove i livelli elevati sono stati messi in relazione alla presenza di laboratori illegali di produzione). A Milano, si è invece riscontrato un consumo relativamente elevato di metamfetamina inferiore solo a quello misurato di Finlandia e Repubblica Ceca. Quanto invece alla più nota cannabis Olanda, Francia e Spagna sono i tre paesi sul podio dei consumi.

CorrieredellaSera.it

Rapporto World Drug Report 2012

west-info.eu - La produzione di droghe e le conseguenze sulla salute restano stabili nel 2012, osserva il rapporto dell’Unodc. Circa 230 milioni di persone ( tra i 15 e i 64 anni) hanno fatto uso di stupefacenti. Di questi 27 milioni, circa lo 0,6 per cento, sono tossicodipendenti dall’eroina – riaffacciatasi prepotentemente sul mercato dopo 40 anni – e dalla cocaina. L’Europa continua ad essere uno dei mercati più appetibili per la polvere bianca, insieme alla produzione di droghe sintetiche: l’mdma è considerata la pillola più venduta di tutto il mercato degli stupefacenti nel Vecchio Continente. L’Unione resta il più importante fruitore dell’hashish proveniente dal Marocco, sebbene si registri un leggero decremento.  Secondo le relazioni di tutti gli Stati europei è cresciuto il numero di piantagioni fatte in casa. Ciò giustifica il maggior uso di erba rispetto all’hashish.

Il REPORT UNODC sul sito west-info.eu

 

altri articoli sul report:

stefanonatoli.blog.ilsole24ore.com

asca.it

ticinonews

ansa

 

 

 

 

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