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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  

Novità eroina

Eroina

Fa arrestare lo spacciatore della figlia e scopre che è il suo fidanzato

Il padre della ragazza, un manager di Albaro, telefona alla Polizia: "Mia figlia sta comprando l'eroina. Venite, presto". Gli agenti sorprendono la ventenne insieme ad un pregiudicato tunisino di 40 anni. Lei ammette: "E' stato lui a darmi la bustina. E' il muio ragazzo". Lui nega ma viene arrestato di BRUNO PERSANO OAS_RICH('Left'); OAS_RICH('Left1');

www.larepubblica.it - Aveva tentato di tutto per disintossicare sua figlia dall'eroina. A lungo aveva provato a dissuderla ma senza mai riuscirci. Infine ha chiamato la polizia perché arrestasse lo spacciatore e ha scoperto che a rifornire di stupefacente la figlia di vent'anni, era il fidanzato, un pregiudicato tunisino, vent'anni più grande di lei. E' la disperata storia di un professionista di Albaro e di sua figlia eroinome. Ieri un parente avverte il manager che sua figlia era insieme ad uno straniero proprio sottocasa. Lui non perde tempo e telefona alla polizia: "Mia figlia sta comprando la droga. Venite, presto". E una pattuglia del commissariato Centro sorprende la ragazza in compagnia dello spacciatore.Addosso la ragazza ha una dose di eroina che non nasconde di aver avuto ricevuto dallo straniero. "E' il mio fidanzato", ammette. Lui nega, ma è un pregiudicato per reati connnessi al traffico di stupefacente e contravventore di un decreto di espulsione. I poliziotti lo arrestano per quest'ultimo reato e lo denunciano a piede libero per spaccio. Sembra addirittura che la ragazza si prostituisse per comprare la droga.

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Droghe: legalizzarle o no? Dibattito sempre piu' vivo

Aduc Droghe - Il dibattito sulla legalizzazione del consumo di stupefacenti si sta ampliando In Messico. Il presidente Felipe Calderon ha riaperto la discussione su una proposta del suo predecessore Vicente Fox sulla legalizzazione delle droghe.
Calderon teme che una scelta del genere potrebbe incrementare il consumo tra i giovani. “Io non sono d'accordo con la legalizzazione perche', se uno fa un'analisi, deve porre sulla bilancia vantaggi e svantaggi di una scelta come questa”, ha detto Calderon in un'intervista alla emittente colombiana Caracol Radio. La legalizzazione del commercio contribuira' a far diminuire la violenza nel Paese, ma nel contempo potrebbe far crescere il consumo tra i giovani, passando da un problema di sicurezza ad uno di salute pubblica.
Se si legalizza, il prezzo cosi' alto che le droghe hanno oggi nel mercato nero crollera' e sara' meno attraente dal punto di vista finanziario per i criminali, questo e' certo, pero' liberalizzera' totalmente il mercato delle droghe inclusa la riduzione del prezzo, due fattori che stimoleranno molti giovani al consumo”.
Il piano di Fox
Le dichiarazioni di Calderon sono una risposta al progetto di legalizzazione delle droghe presentato dal suo predecessore. Vicente Fox.
Fox ha proposto sul suo blog un progetto di legalizzazione di produzione, vendita e distribuzione delle droghe come metodo per bloccare il narcotraffico.
Fox nel suo progetto propone che i militari si rivolgano ai cartelli -a differenza dell'attuale strategia di Calderon, impostata sull'appoggio e financo la sostituzione della Polizia da parte delle Forze Arrmate- unificando i tanti corpi di polizia che esistono nel Paese in una sola Polizia, i cui capi siano eletti in seguito ad una pubblica votazione da parte dei cittadini, cosi' come fa sapere il quotidiano El Universal.
Un dibattito sempre piu' vivo
Il progetto di Fox e' stato lanciato nel momento in cui in Messico esiste una crescente controversia sul fatto che la legalizzazione delle droghe sia l'unico metodo per frenare la criminalita'. In realta' il dibattito non e' altro che una serie di dichiarazioni di politici, legislatori, giornalisti e Ong. E' cominciato lo scorso 3 agosto quando il presidente Calderon in un dibattito sulla sicurezza ha detto di essere contrario alla legalizzazione delle droghe ma non al dibattito in merito. Senza mezzi termini Calderon ha messo in dubbio che la via per combattere il narcotraffico sia solo quella poliziesca, visto che da quando lui' e' la potere (2006) ci sono stati 28.000 morti. Per questo ha evidenziato la caduta di efficacia della struttura di sicurezza del Paese come una delle variabili che piu' influenzano l'ascesa del crimine organizzato. “Il sistema federale messicano e' tanto federale che se c'e' una polizia che fiancheggia i criminali e non ci sono prove per denunciarla, semplicemente non puo' essere rimossa”.
Di conseguenza Calderon ha auspicato una riforma della polizia per la creazione di un corpo intermedio tra agenti statali e federali, si' da coordinare le loro azioni e creare una coesione nella strategia per la sicurezza nazionale. Su questo i media locali hanno pubblicato diverse opinioni di personaggi della vita pubblica.
Per esempio, le associazioni civili “Consejo Ciudadano para la Seguridad Publica y la Justicia Penal” e il “Movimiento Blanco”, in un comunicato congiunto hanno fatto sapere che la legalizzazione delle droghe e' una “cortina di fumo”, “fraintesa perche' si basa su una profonda incomprensione del problema che vive il Messico nell'eludere la sua causa principale, che non e' altro che la perdita del monopolio della forza da parte dello Stato”.

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Eroina

aiutatemi vi prego..fumato cobrett per anni(derivato eroina)

Per favore aiutetemi vi prego......ho fumato cobrett per molti anni adesso sto tentando dopo vari tentativi di smettere..da un paio di mesi sento dolori alla testa mi sembra si e'un po gonfiata al centro se tocco mi fa male,poi sento per il corpo una sensazione a volte come se mi venissero brividi di freddo come se mi passasse una cosa fredda,oltre a tipo un formicolio alla testa.sento la gola e il naso chiuso..io so di un ragazzo ke si e'fatto spilare la gola otturata ha fumato anche lui molti anni..ho fatto analisi generali e varie esce ke sto bene.sto andando spesso al pronto soccorso dicono sto bene me ne esco con le lacrime perche'sto che nn sto bene.penso che hanno ragione questa cosa che faccio e'una cosa nuova le conseguenze nn si sanno non le sanno.io da poco ogni tanto e'come se dimenticassi di respirare come se il cervello non mandasse il comando...SE SOLO SAPETE DI PIU'POTETE INICARMI,INDIRIZZARMI,DARMI UNA MANO SAREI DAVVERO GRATA E'TERRIBILE CHIEDERE DISPERATO AIUTO E NON POTER ESSERE AIUTATA O DERISA,SO DI AVER SBAGLIATO...TANTO,TROPPO MA PENSO CHE L'AIUTO AD UNA PERSONA CHE HA SBAGLIATO NON DEBBA ESSERE NEGATO..E SOPRATUTTO RAGAZZI NON DROGATEVI ADESSO RIDERETE PENSERETE CHE BELLO FARE QUESTA VITA MA VERRA'IL GIORNO CHE VE NE PENTIRETE AMARAMENTE NON DITE UN ALTRO PO POI LO FARO'POI ME NE USCIRO'PARTITE ADESSO SUBITO...QUELLO KE STO PASSANDO IO RAGAZZI VI PREGO NN FATELO PIU'.....AIUTATEMI DOTTORI AIUTATEMI PERFAVORE CON TUTTO IL CUORE VE LO CHIEDO:IO NN VOGLIO
NULLA VORREI SOLO AVERE IL DIRITTO DI SAPERE COSA HO PER POTERMI CURARE,MA NN ME LO DICONO E IO SOFFRO DA MORIRE X QUESTO.DATEMI QUESTA POSSIBILITA SE SAPETE......................GRAZIE DAVVERO .................

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Droghe legali a Praga

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non e vero che il subutex ha un astinenza (leggera come dicono nei sert)

 domani tacchino freddo,non so bene cosa aspettarmi ,ho preso subutex per 3 anni e ultimamente ho scalato fino a due m,g ,sinceramente e stato terribile lìastinenza dopo tre giorni e tre notti ho mollato e cominciato a farmi per un mese ma senza aver ripreso il subutex.domattina gia so cosa m'aspetta,spero solo che il subutex sia sparito del tutto dal mio corpo cosi forse accuso un'astinenza piu lieve 23 giorni ,un mese di roba 2 3 volte il giorno non dovrebbe essere cosi tremendo,,,,,incredibile intossicarsi di una sostanza per levarne un altra,scuasate se mi son dilungato ma volevo sapere  piu o meno dove vado a cascare ,premetto che oramai sono 30 anni che ne sono uscito forse definitivamente solo ora ,o sub o meta e meno male che i medici dicono che e uno scherzo levarsi il subutex ,grazie per i consigli che date alle persone in difficolta' un saluyo da antony

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Contenuto Redazionale Lotta alla droga, i danni collaterali

Presentazione del volume sull'impatto della legge contro gli stupefacenti in Toscana

 

La presentazione si terrà martedì 13 luglio 2010 alle ore 17:00 presso la libreria Libri Liberi di via San Gallo 25/27r, Firenze. (Link fondazione Michelucci)

Questa ricerca, sostenuta dalla Regione Toscana – Assessorato per il Diritto alla Salute, e che Forum Droghe ha svolto con la collaborazione della Fondazione Michelucci, si propone di valutare l’impatto della recente normativa penale antidroga sull’insieme delle attività delle forze dell’ordine, degli apparati giudiziari e sul carcere.
È un compito non semplice, perché nella politica delle droghe la valutazione ha finora trovato poco spazio, specie per ciò che riguarda l’aspetto penale.
Il lavoro svolto è importante innanzitutto da un punto di vista metodologico. Non solo perché si parte dal “basso”, dal territorio della Toscana: il che permette di raccogliere dati più affidabili per la vicinanza delle fonti e di valorizzare il punto di vista degli attori coinvolti. Inoltre, rispetto ai dati nazionali, questo studio ha iniziato ad arare il terreno per una vera valutazione dell’azione antidroga: non solo cercando di interpretare i pochi dati disponibili, ma soprattutto indicando le incongruenze fra i dati provenienti da diverse amministrazioni ed evidenziando quelli che mancano. In altre parole, prefigurando una griglia di valutazione dell’impatto delle politiche penali in materia di droga. Con soddisfazione commisurata alla fatica, possiamo dire che le cifre contenute in questa ricerca sono assai più affidabili di quelle ufficiali. Inoltre, la raccolta dati negli istituti penitenziari di Prato, Pisa, Livorno, Arezzo e l’approfondimento di tipo qualitativo svolto nel carcere fiorentino di Sollicciano hanno permesso una verifica dell’ipotesi alla base dello studio, circa la relazione fra la scelta del legislatore nel 2006 di penalizzare l’uso di droghe e il sovraffollamento carcerario.

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Sempre meno persone si bucano: in Europa funziona la riduzione del danno

fonte: redattore sociale.it  via dirittiglobali.com - Sebbene la quantità sia ancora molto elevata (tra 750 mila e un milione), l'Agenzia europea per le dipendenze rileva una costante diminuzione LISBONA – Uso di droga per via endovenosa stabile o in calo nella maggior parte dei paesi Europei: a rivelarlo uno studio specifico dell'Agenzia europea sulle dipendenze Emcdda. Principale ragione di questo trend positivo il fatto che pratiche come il trattamento sostitutivo con oppiacei e i programmi di scambio delle siringhe, volti a ridurre il danno legato all'iniezione, adesso raggiungono molti di coloro che ne hanno bisogno.

Si stima che in Europa vi siano tra 750 mila e un milione di persone che si bucano, con una media di 2,5 persone ogni mille abitanti tra i 14 e i 65 anni. Ma il numero di questi consumatori varia molto da paese a paese, passando da meno di uno a più di 15 ogni mille abitanti.

Il consumo di droga per via endovenosa è per lo più legato al consumo di oppiacei. In media, il 45% di coloro che iniziano una terapia per il consumo di oppiacei come sostanza primaria riferiscono di iniettarsela, percentuale che scende all'8% per la cocaina. Nei paesi in cui i consumatori di anfetamine costituiscono il gruppo più ampio di consumatori di droga (Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca, Slovacchia), a iniettarsela è una percentuale compresa fra il 41% e l'83%.

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Radiografia di Torino "Pianeta Droga"

di Paolo Fallico

Nuovasocietà.it - Le patologie delle dipendenze, con particolare riferimento al consumo/abuso di sostanze psicoattive sono una dolorosa, antica ed universalmente diffusa realtà. Ma quale è la situazione nella città di Torino, quante e quali sono le strutture, pubbliche o convenzionate, che svolgono attività di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone interessate? Nuovasocietà ha intrapreso, con l'inchiesta "Radiografia di una città", un difficile viaggio nel caleidoscopico universo del disagio metropolitano, prendendo contatto con i servizi e le varie strutture esistenti nel territorio cittadino e nelle aree limitrofe.Servizi pubblici che si occupano di problematiche legate alle dipendenze, sia di sostanze illegali (hashish, ecstasy, cocaina, eroina), sia legali (alcool, tabacco, psicofarmaci), sia di comportamenti compulsivi (gioco d'azzardo), sono i dipartimenti di patologie delle dipendenze ai quali appartengono i Ser.T. (servizi tossicodipendenze). Sono strutture gratuite, offrono accoglienza ed assistenza alle persone interessate dal problema ed ai loro familiari, stabilendo adeguati programmi di disassuefazione e riabilitazione attraverso interventi farmacologici e psicoterapeutici, con la possibilità di inserimento in comunità terapeutiche o la creazione di percorsi lavorativi e abitativi di capitale importanza nella delicata fase del reinserimento sociale. Altro compito è quello della cura e del contenimento delle patologie organiche e psichiche legate al comportamento tossicomanico.I Ser.T. torinesi sono 10, i loro bacini di utenza praticamente coincidono con le circoscrizioni. In più esiste il Ser.T. penitenziario interno al carcere "Lorusso e Cotugno" delle Vallette, dipendente dal servizio di assistenza detenuti. Tali servizi appartengono alle aziende sanitarie locali (ASL1 e ASL2). Progetti particolari di bassa soglia, messi in atto dai Ser:T. nell'ottica della riduzione del danno e dell'outreach, sono l'unità mobile CanGo e il centro di pronta accoglienza Drop.in presso l'ospedale Amedeo di Savoia in corso Svizzera, specializzati nell'ascolto, sostegno e orientamento, nell'informazione e prevenzione delle patologie infettive, con distribuzione di materiale sterile, e nell'educazione ad un consumo consapevole ed un livello controllato dei rischi legati all'uso di sostanze per via iniettiva.

 

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Lombardia, 1.080 lavoratori sospesi e segnalati al Sert

da redattoresociale articolo di Andrea Legni

Infonodo.org - L'80% faceva uso di cannabis, il 17% di cocaina e il 3% di eroina. Sono i dati diffusi dall'Asl Milano 2 sugli esami a cui sono stati sottoposti dal 2007 ad oggi 33 mila lavoratori lombardi

MILANO - Il 3,27% dei lavoratori lombardi fa uso di sostanze stupefacenti. Il dato è stato diffuso dalla Asl Milano 2 e dalla cooperativa Marcella, istituto comense di ricerche sociali, autori di uno studio sull'uso di droghe nei posti di lavoro basato sui controlli effettuati su 33mila lavoratori lombardi dal 2007 ad oggi, ha svelato 1080 persone positive a sostanze stupefacenti (l'80% alla cannabis, il 17% alla cocaina e il 3% all'eroina). L'indagine, svolta in base ad un accordo siglato nel 2007 tra stato e regioni che prevedeva possibili controlli tesi a verificare l'eventuale uso di droghe i lavoratori impiegati in determinati settori (in totale due milioni di persone a livello nazionale, principalmente autisti, mulettisti, personale di controllo nei trasporti ferroviari e aerei), ha portato alla sospensione dal lavoro per le persone positive e alla loro segnalazione ai servizi territoriali (Sert) per verificarne il grado di dipendenza.

Per fare il punto sul fenomeno e sui risultati ottenuti dai test antidroga, si terrà domani (17 giugno) e venerdì (18 giugno) nella sala conferenze della provincia di Milano una una "Euroconferenza" con relatori provenienti da Austria, Germania, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Grecia, Norvegia, Finlandia, Cipro e il patrocinio della Commissione europea (info: www.coopmarcella.it). Tra i relatori, Giovanni Serpelloni, capo dipartimento per le politiche antidroga del governo italiano.

In occasione del convegno, la cooperativa Marcella presenterà anche i primi dati, ancora provvisori, di una ricerca sulle dipendenze dei lavoratori condotta in collaborazione con i Sert locali. Si tratta di un questionario anonimo che ha coinvolto fino ad oggi 8mila lavoratori nelle province di Milano, Como, Prato, Napoli e Taranto. Dai primi dati emerge che oltre il 15% dei lavoratori coinvolti ha problemi legati all'abuso di alcool, mentre il 34% fa un uso regolare o sporadico di droghe leggere. Rilevanti anche i dati volti a monitorare il fenomeno di altre forme di dipendenza, come quelle da internet e gioco d'azzardo: il 3% dei lavoratori ha sintomi di depressione quando deve stare più di un giorno lontano dalla rete, mentre il 4% spende almeno 40euro la settimana nel gioco d'azzardo.

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Arrivare all'eroina dagli oppiacei prescritti dal medico

http://www.pharmer.org/files/images/Vicodin.thumbnail.jpg  InSostanza.it- Nel Journal of Addiction Medicine di questo giugno 2010 é possibile ritrovare in apertura un interessante studio intitolato "Presciption Opioid Use Among Patients Seeking Treatment for Opioid Dependence" (trad. "L'uso di oppiacei prescritti tra i pazienti in cerca di trattamento per la dipendenza da oppiacei").

L'articolo, firmato da un nutrito gruppo di ricercatori della State University, nasce dall'idea di valutare l'uso di oppiacei non prescritti da terapia medica all'interno di un campione di settantacinque dipendenti da oppiacei (età media trentadue anni). La ricerca ha incrociato i loro dati demografici, socioeconomici, caratteriali, l'età di prima assunzione, i tipi di oppiacei preferiti e i percorsi di somministrazione. Infine é stato richiesto ai partecipanti di descrivere in che modo hanno iniziato ad utilizzare gli oppiacei e come tale consumo sia progredito nel tempo.

Dell'intero campione, il sessantacinque per cento erano uomini e il cinquantadue per cento erano disoccupati. Tuttti si sono considerati "addicted", con una particolare affezione verso l'eroina per il mix di minor difficoltà nel reperirla e maggior effetto prodotto, e la maggioranza relativa (41%) ha descritto l'inizio della propria dipendenza facendo riferimento a "legittime prescrizioni mediche". In altri termini sono arrivati all'eroina dopo aver sperimentato gli oppiacei prescritti dal medico.

In parallelo alla pubblicazione dello studio, sul sito web dell'American Academy of Family Physicians (AAFP), é stata messa on-line la notizia di una ricerca del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) che ha denotato come un adolestente americano su cinque ha abusato di medicinali prescritti dal medico, con particolare preferenza per gli oppiacei (tra i quali il "Vicodin" reso celebre dalla serie televisiva Dr House). Il report pubblicato dalla CDC, intitolato "Avvelenamento di droghe non intenzionale negli Stati Uniti", si concentra su dati 2006, dove delle 26.400 overdose non intenzionali accadute quelle legate agli oppiacei erano maggiori di quelle derivate da cocaina ed eroina messe insieme.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità il dolore é "un'esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno". Il dolore é quindi un sintomo vitale.

Un ex-tossicodipendente descriveva così il suo rapporto con l'eroina:

"il momento in cui riesci a farti é maggiore la cosa, non tanto per il fatto del piacere che comunque c'è, ma il piacere che ti passa il male ... stai bene. Cioé se io ti faccio stare un po' male, malino, diciamo per tre minuti e poi arrivo e ti do una pera e stai bene ... sì insomma ti va bene ... godi di più"

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Raccontare i mondi della notte

di Paolo Fallico

http://www.nuovasocieta.it/images/resized/images/stories/rave2_200_200.jpgNuovasocietà.it - Si è conclusa la due giorni (giovedì 10 - venerdì 11 giugno) del seminario/evento "Un viaggio nei mondi della notte", tenutosi presso la Cascina Roccafranca di via Rubino 45 a Torino. Il seminario è stato occasione di divulgazione, studio, confronto e ricerca sulla filosofia e l'applicazione dell'outreach, il lavoro di strada compiuto dalle varie figure professionali che operano nell'ambito della prevenzione e contenimento dei rischi connessi al consumo di sostanze psicoattive (ecstasy, cannabinoidi, anfetamine, LSD,alcool, cocaina ecc. ecc.) negli spazi formali o informali come quelli dei locali notturni o quelli dei rave party e dei festival, frequentati da giovani di ogni estrazione sociale, livello culturale, orientamento ideologico, il popolo dei mondi della notte.

La chiave di volta dei lavori del seminario era e resta l'idea-principio della "riduzione del danno", la prevenzione ed il contenimento delle patologie e comunque dei rischi gravi correlati al consumo di sostanze, diffondendo una maggior conoscenza e coscienza di tale realtà, una diversa percezione del proprio essere e del rapporto con gli altri e con le sostanze stesse. Medici, psicologi, educatori, infermieri ecc. e su tutti la figura fascinosa, vagamente inquietante ed irrinunciabile degli operatori "pari", al cui vissuto personale è appartenuta l'esperienza del consumo di sostanze. Donne ed uomini che meglio di altri sanno creare un rapporto "diverso" con le persone del popolo della notte e leggerne fenomeni, bisogni, esigenze e rischi anche dove e quando non vengono espresse richieste d'aiuto esplicite. Operatori di strada dunque, organizzati in unità mobili, capaci di flessibilità spaziale e temporale che permetta di penetrare ed adattarsi alla perenne metamorfosi del loisir giovanile, per disegnare strategie di prevenzione e modalità di intervento sul campo ed agevolare il contatto con le persone tossicodipendenti e i consumatori occasionali. Uno strumento è il lavoro di bassa soglia nei contesti di consumo, comprendente anche l'adeguamento delle procedure di accesso ai servizi pubblici e l'attività di accompagnamento delle persone interessate ai servizi stessi.

 

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