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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

Novità eroina

DROGHANISTAN - A KABUL PER UN CHILO DI OPPIO I CONTADINI RICEVONO 203 $, PER UN CHILO DI GRANO 43 CENT: INDOVINATE COSA COLTIVANO…

C’è un commercio in Afghanistan che è molto fiorente, tanto che presto diventerà il primo al mondo: quello della droga - Nelle zone abitate dai talebani la produzione di oppio cresce a dismisura - D’altronde i contadini per un chilo di oppio ricevono 203 dollari, per un chilo di grano 43 centesimi

 

Lorenzo Cremonesi per "Il Corriere della Sera-La Lettura"

La notizia non è delle migliori: la produzione di oppio in Afghanistan cresce. Quest'anno il raccolto sarà eccezionale. Nel 2012 un parassita e la siccità avevano penalizzato i contadini. Ma ora le piante sono floride e da ottobre ad aprile ha piovuto e nevicato in continuazione. Una manna per i signori del narcotraffico internazionale. Lo confermano le autorità di Kabul.

«Non siamo riusciti a bloccare la coltivazione della droga. Purtroppo ha fallito la Nato, che ora se ne va lasciandoci la patata bollente. Vedremo cosa potranno fare le nostre nuove forze di sicurezza» ammette lo stesso ministro del Commercio, Waifullah Ulhaq Ahady, che abbiamo incontrato nel suo ufficio nella capitale afghana.

Soprattutto lo si legge nero su bianco in un recente rapporto della Unodc (che sta per United Nations Office on Drugs and Crime), l'agenzia delle Nazioni Unite che cerca di studiare e debellare il narcotraffico. Unodc che ammette apertamente il buco nell'acqua.

La potente coalizione internazionale che dal 2001 opera in Afghanistan, infatti, se ne andrà entro la fine del 2014 senza aver sostituito in modo significativo i campi di papaveri con grano, zafferano o alberi da frutta, come avevano invece promesso i Paesi donatori nel periodo di esuberante ottimismo seguito alla caduta del regime del Mullah Omar e la fuga di Osama Bin Laden in Pakistan, eventi che risalgono a 12 anni fa.

 

Peggio di Colombia, Bolivia e Perù. L'Afghanistan sta diventando il numero uno tra i narco-Stati nel mondo. Già ora dai suoi campi si ricava il 75 per cento dell'eroina mondiale. E il dato pare destinato a salire di 15 punti, sino a superare il 90 per cento. Male, perché se è vero che la produzione della droga si associa tradizionalmente all'instabilità dei governi, ciò significa che la sovranità dello Stato centrale afghano è destinata a restare minacciata, caduca, in costante pericolo.

Secondo il rapporto Unodc, almeno dodici delle 34 province del Paese vedono una netta crescita della produzione. Nelle altre la situazione è questa: sette non fanno registrare mutamenti significativi nei livelli di produzione, 14 sono considerate non produttrici, ma in tre (Balkh, Faryab e Takhar) pare che la coltivazione sia ripresa dopo le sospensioni degli anni scorsi.

L'unica regione nella quale il raccolto viene segnalato in evidente diminuzione è quella occidentale di Herat, dove sono acquartierati i circa tremila soldati del contingente italiano. Ma quelle dove invece il fenomeno appare in grande espansione sono soprattutto Kandahar, Helmand, Nangharar, Kunar e Badakshan: non a caso tradizionali roccaforti delle milizie talebane e dove i signorotti della guerra locale ormai da qualche anno sono tornati a imporre la loro autorità a spese del governo di Kabul.

Secondo esperti americani citati dal «New York Times», le aree coltivate sarebbero tornate a superare per estensione quelle censite nel 2008, considerato uno degli anni di massima produzione.

Da allora i contingenti Nato si erano concentrati nella lotta alla droga. Nel 2010 la cosiddetta surge, la massiccia e capillare presenza delle truppe anglo-americane nel Sud e nell'Est del Paese, parve condurre a risultati concreti. Per la prima volta persino Helmand e Kandahar segnalarono nette diminuzioni nel raccolto.

Ma poi gli americani se ne sono andati (assieme ai contingenti più piccoli di britannici e canadesi) e i contadini non hanno saputo resistere alle leggi del profitto: per un chilo di oppio ricevono 203 dollari, contro un dollaro e 25 cent per un chilo di riso e 43 cent per il corrispettivo in grano.

Spiega a «la Lettura» il ministro Ahady: «Abbiamo calcolato che il nostro export di droga frutti complessivamente ai contadini tre miliardi di dollari. Tanto, specie se si pensa che l'export nazionale di frutta fresca non supera i 300 milioni e quello di frutta secca 500. In più, visto che è illegale, non pagano tasse. Le loro entrate sono nette. Ma naturalmente i guadagni veri li fanno i grandi narcotrafficanti, che possono spartirsi annualmente un bottino pari a 50 o anche 60 miliardi di dollari».

 

Soldi facili, dunque, e con investimenti poco rischiosi a parità di entrate. La droga si coltiva infatti da un anno all'altro. La sospensione dell'attività non danneggia gli investimenti. Tutto diverso invece per gli alberi da frutta, dove in media per almeno un decennio dalla prima semina non ci sono guadagni.

Nel 2001, l'anno dell'eclissi della teocrazia talebana, la produzione e il commercio della droga costituivano la metà del prodotto nazionale lordo. Oggi quel dato è sceso a un settimo. Ma la situazione resta instabile, l'insicurezza sulle strade, le difficoltà dei trasporti potrebbero aggravarsi danneggiando ulteriormente la già fragile economia locale. E allora l'oppio rischia di tornare il prodotto bandiera afghano.

fonte www.dagospia.com/rubrica-4/business/droghanistan-a-kabul-per-un-chilo-di-oppio-i-contadini-ricevono-203-per-un-57375.htm

Aumentate le morti per overdose: +7%

 

Il capo del Dipartimento antidroga Giovanni Serpelloni anticipa dati della Relazione al Parlamento 2013 che sarà presentata nelle prossime settimane.

"E' Roma la capitale della coca, non Milano" e lancia un allarme: si è invertita, anche se di poco, la tendenza registrata in Italia dal 1996 di una diminuzione dei decessi per overdose, prevalentemente di eroina: nel 2012 si sono verificati 390 casi a fronte dei 362 del 2011 (+7%).

Umbria e le Marche le regioni più colpite, “probabilmente a causa dell’offerta particolarmente capillare e pesante. Dove c’è offerta si stimola la domanda, aumenta il numero dei consumatori e quindi il numero di morti”.

E’ Roma la capitale dei consumi di cocaina e non Milano come comunemente si pensa: lo ha detto il capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga, Giovanni Serpelloni, rendendo noti alcuni dati della Relazione al Parlamento 2013 che sarà presentata nelle prossime settimane. “I dati dell’analisi delle acque reflue dimostrano che il maggiore consumo di cocaina si ha a Roma - ha spiegato - seguita da Napoli. Poi viene Milano”.

LE MULTINAZIONALI DEL TABACCO DIETRO LE CAMPAGNE DI LEGALIZZAZIONE?  - Le multinazionali del tabacco dietro le campagne per la legalizzazione della cannabis? E’ l’ipotesi avanzata oggi da Giovanni Serpelloni, durante la presentazione dei dati europei sul consumo di droga.

“Le multinazionali del tabacco - ha detto Serpelloni - hanno tutte le capacità e probabilmente anche le convenienze a riconvertire i loro aziende verso la produzione di cannabis legale. Le procedure di coltivazione del tabacco, del trattamento fino alla confezione e alla distribuzione del tabacco sono praticamente identiche. Una grandissima potenza come questa secondo qualcuno potrebbe essere interessata a riconvertire sulla cannabis una produzione che è in calo in tutto il mondo come quella del tabacco, anche a causa del successo delle sigarette elettroniche”.

“Sono state fatte delle ipotesi - ha spiegato - sul fatto che tutta la spinta che c’è in questo momento negli Usa, ma anche in Europa e in Italia, per legalizzare la marijuana, possa essere una attività di macro-marketing sostenuta da una serie di organizzazioni. Se chiedete alle Nazioni Unite se c’è qualcuno che sta finanziando questa cosa, dicono esplicitamente che si chiama Soru. E’ un’ipotesi credibile”. “Il mio vuole essere un invito a riflettere, non voglio lanciare accuse verso nessuno” ha precisato infine.

In arrivo il primo vaccino anti eroina?

 

Un vaccino per l’eroina, messo a punto per combatterne la dipendenza. La notizia sensazionale è apparsa sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti. Realizzato dai ricercatori coordinati dall’Istituto di ricerca Scripps in California, agisce intercettando le sostanze psicoattive nel sangue e impedendone l'afflusso al cervello. Funziona per ora nei ratti, ma a breve potrebbe prendere il via la sperimentazione sull’uomo.

“Siamo riusciti a impedire ai topi di entrare in quel circolo vizioso che porta a desiderare dosi sempre maggiori di droga”, dicono i ricercatori. Anche se a livello farmacologico sono già disponibili sostanze capaci di limitare negli ex tossico dipendenti la probabilità di ricaduta, i ricercatori statunitensi hanno sviluppatouna nuova sostanza capace di legarsi nel sangue all’eroina impedendole così di indurre effetti sul cervello. Un vaccino che annullerebbe di fatto gli effetti dovuti all’assunzione di questa sostanza e che potrebbe quindi servire come strumento da affiancare ai trattamenti farmacologici nelle terapie di disintossicazione.

E’ una speranza o qualcosa di più? Lo abbiamo chiesto ad alcuni esperti in materia. E i pareri sono discordanti. “Ritengo questa ricerca una cosa molto seria e già qualche mese fa su un’altra rivista scientifica statunitense era apparso un articolo di una ricerca analoga. Il principio di bloccare con questi anticorpi i recettori dell’eroina è molto importante – dice a Panorama.it Fernando Aiuti , noto immunologo e allergologo -. Non credo che siano grandi differenze ormai tra i ratti e l’uomo e la sperimentazione fatta dai ricercatori statunitensi mi pare sensata e che porterà a risultati importanti nel campo delle dipendenze”.

“I ricercatori confidano in un successo del vaccino anche sull’uomo e dal loro punto di vista è anche comprensibile. La scienza va avanti e scopre sempre più raffinati elementi di ricerca, ma che si possa parlare di soluzioni definitive, soprattutto per la dipendenza da eroina, sarei ancora piuttosto scettica – ci spiega invece Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità (Iss) -. La mia è una diffidenza di tipo soprattutto metodologico: tutto quello che viene sperimentato sugli animali risulta sempre lontano, se non lontanissimo, dall’utilizzo sull’uomo e quando si parla di dipendenze è ancora più difficile. Un vaccino di questo genere mi pare anche prematuro vederlo come unico strumento conservativo per combattere la dipendenza, ma c’è bisogno per questo tipo di persone di un percorso e di un sostegno più articolato e mirato”.

“E’ un’ipotesi interessante i cui sviluppi si spera possano condurre a nuove opportunità terapeutiche – sottolinea a Panorama.it Michele Conversano, residente nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) - . La Società italiana di igiene ritiene che i principi fondamentali della vaccinazione si stanno sempre più dimostrando utili non solo per la prevenzione di malattie infettive e patologie oncologiche correlate, come epatocarcinoma e tumore al collo dell’utero, ma anche per la terapia di altre gravi patologie”. Proprio domani, più che di vaccini terapeutici, si parlerà di vaccini preventivi, a  cominciare da quello antinfluenzale con dati nuovi e interessanti, in un convegno organizzato dalla SItI a Roma. Si farà il punto con gli esperti di settore sullo stato dell’arte delle vaccinazioni in Italia, sulle possibili cause di disaffezione nei confronti della vaccinazione da parte dell’opinione pubblica e sul ruolo che la comunicazione e i nuovi media rivestono.

Tornando al vaccino anti eroina, se i test dovessero confermare quanto finora osservato sui topi, spiegano i ricercatori, il nuovo vaccino potrebbe essere utili alla disintossicazione delle oltre 10 milioni di persone nel mondo dipendenti da eroina. Il farmaco messo a punto dai ricercatori è in grado di riconoscere i principi attivi dell'eroina e sequestrarli in maniera selettiva senza bloccare gli effetti di metadone e gli altri farmaci utilizzati per le terapie di disintossicazione. Non influenza il sistema degli oppioidi, quindi in linea di principio “si potrebbe somministrare il vaccino a persone eroina dipendenti e continuare a trattarli con terapie standard, ossia antidolorifici oppiacei come la codeina oppure l’ossicodone”, dicono i ricercatori statunitensi.

“Anche le terapie definite standard si sono notevolmente evolute e modificate in tutti questi anni. Non dimentichiamo che la tipologia stessa del consumatore è profondamente cambiata: da mono consumatori si è passati a pluri consumatori di più sostanze insieme – aggiunge la Pacifici -. Anche le vie di somministrazione sono diverse: non ci saremmo mai aspettati fino a poco tempo fa che un consumatore di eroina lo diventasse anche di cocaina, eppure ci sono sempre più casi che dicono che questo sta avvenendo. Per questo, un vaccino di tal genere, mi pare di difficile applicazione verso chi dipende da queste o più sostanze insieme”.

Concorda Aiuti: “Se dovesse funzionare, risolverebbe soltanto una parte del problema e in caso di seconda somministrazione nessuno ci dice che tipo di anticorpi possono formarsi. Ci sarebbe il rischio di dover bloccare tutto. Però è giusto intanto provarci e avviare i test clinici”.

scienza.panorama.it/salute/In-arrivo-il-primo-vaccino-anti-eroina

 

DENNY

Salve a tutti Raga  non vorrei passare per moralista o cosa..o 39 anni e voglio solo raccontare la mia esperienza ammesso che puo servire,,o iniziato a 12 a fumare canne per poi tutta la trafila premetto che sono Siciliano e negl anni 90 girava la migliore eroina non chimica come quella gira al nord che ti prendi una scimmia pazzesca in Sicilia erano i tempi della Bianca un tipo d eroina che appena la scioglievi era come la coca trasparente ,,un bel sballo vi ripeto o provato di tutto tra cui sono stato tossico per parte della mia gioventu mi sono fatto le pere per ben 22 anni ma oggi dopo vari collassamenti e salvato a pelo e dopo 2 programmi in Comunita sono qui a portar la mia esperienza e vi assicuro che ne o passate di tutti i colori dal Carcere alla strada anche in inverno ecc ecc con questo cosa voglio dirvi che nessuna di queste sostanze porta bene anche se oggi sento alcuni e vabe una cannetta che ti fa ...fa proprio questo che alcuni di voi parla attacchicardia paranoie ecc ecc per poi non andar oltre io mi accorgo su di me non posso star piu di qualche secondo concentrato su qualcosa non ricordo piu come prima e ne posso elencare questo e il risultato delle droghe in genere ammesso che rimangono come me ,,perche molti si sono giocati la bussola da noi si dice,,non esistono droghe che fanno piu male o meno male tutte una porcheria ,,,che poi la maria cioe l erba puo metterci piu tempo ok perche oggi e trattata anche quella sapete come con la morfina e poi essiccata e prnde pure meno volume tutto troppo chimico ,,poi fate voi la vita e vostra e proprio per questo godetevela io oggi sono sposato con famiglia o comprato casa o una bella moglie e un buon lavoro  tutto e possibile volonta e calma si ottiene tutto ,,io mi ero dato per spacciato eppur son qui auguroni a tutti...

3 leggi necessarie

ITALIA - Droga. Due morti in due giorni a Orvieto. Indagini su cause


Notiziario ADUC - Una partita di droga, probabilmente eroina, tagliata male: e' l'ipotesi principale seguita dagli inquirenti dopo le due morti sospette (di un un 30enne e un 45enne) avvenute negli ultimi giorni a Orvieto. Per questo il procuratore capo della Repubblica Francesco Novarese rivolge l'appello ai consumatori di droga della zona ''a fare molta attenzione''. Dai primi risultati sull'autopsia e degli esami delle urine svolti sul corpo del 30enne morto domenica (che aveva precedenti alle spalle anche per spaccio) e' emerso infatti che il giovane aveva assunto eroina, cocaina e cannabis, oltre ad alcool. ''Gli esami tossicologici previsti per domani - spiega Novarese - ci diranno la quantita', la qualita' e il periodo di assunzione della droga. Al momento, pero', l'ipotesi seguita maggiormente e' che a causare la morte del giovane si stata una dose di eroina mal tagliata, o in alternativa un'overdose''. Verra' invece svolto domani l'esame autoptico sul corpo del 45enne, sempre orvietano, morto nella tarda serata di ieri dopo essere stato trasportato d'urgenza al Santa Maria della Stella per un malore. Il fatto che l'uomo fosse anche lui conosciuto alle forze dell'ordine come tossicodipendente e che gravitasse nello stesso ambiente del 30enne fa quindi supporre agli inquirenti ''che le due morti siano collegate''. Sono in corso indagini, da parte dei carabinieri, sui tabulati telefonici delle due vittime per ricostruire i rispettivi, ultimi contatti.

I BAMBINI DROGATI AI TEMPI DI DICKENS Il lato oscuro della rivoluzione industriale nei rapporti dei medici inglesi

 Leggiamo le seguenti parole non con lo spirito e l’assuefazione di oggi, ma con i sentimenti di un attento viaggiatore straniero nell’Inghilterra del 1845: «Una volta feci il viaggio per Manchester in compagnia di un borghese e gli parlai delle pessime e malsane costruzioni, delle condizioni orribili dei quartieri operai, dichiarando di non aver mai visto una città costruita peggio. Quell’uomo ascoltò tutto ciò tranquillamente, poi mi salutò dicendo: «And yet, there is a great deal of money made here» cioè

«eppure qui si guadagna una gran quantità di soldi, buon giorno, signore» . Sembra una pagina di Dickens (in quell’anno in vacanza in Italia). L’autore era in realtà un ventiquattrenne industriale tedesco, Friedrich Engels, che nel 1845 pubblicò a Lipsia una inchiesta condotta nelle città, nelle grandi fabbriche, nelle campagne, nelle piccole imprese artigiane, nelle miniere inglesi. Quell’inchiesta diventerà un classico della storia del pensiero politico (Le condizioni della classe operaia in Inghilterra. In base a osservazioni dirette e fonti autentiche) e il titolo richiama le “osservazioni dirette” necessarie a conoscere la verità.
A quel tempo, “vedere” le cose non era semplice perché a molti mancavano precisi riferimenti ideologici e politici, era diffuso però un disagio morale di fronte a quell’evidente situazione sociale, e in particolare gli scrittori e i romanzieri non potevano far finta di nulla. Quattro anni dopo, infatti, nel 1849, Charlotte Brontë con il romanzo Shirley toccherà il punto dolente della diffusa disoccupazione dei tessitori («la miseria genera odio», diceva la intelligente borghese Brontë), e nel 1854 Dickens, dopo la colorita descrizione letteraria dei bassifondi di Londra dell’Oliver Twist, affronterà in Tempi difficili il problema studiato da Engels. Ma ventidue anni passeranno prima che Marx dilati il quadro di quelle condizioni di vita dei lavoratori e del loro ambiente sociale nello scenario scientifico più ampio del Capitale.
Tuttavia, Engels, Marx, Brontë, Dickens non erano soli. C’erano anche i medici, e altri scrittori, da Thomas Carlyle (con Past and Present del 1843) a Thomas de Quincey (con The Logic of Political Economy del 1844) che “osservavano” da tempo il degrado incredibile e in particolare certi aspetti di quello sviluppo economico che ormai restano soltanto tra le pagine della storia Uno di questi era il lavoro delle donne e dei bambini, la cui immissione nella produzione sostituiva gradualmente il lavoro maschile, molto più costoso. «Tre fanciulle di tredici anni — scriveva de Quincey — con salari dai sei agli otto scellini la settimana, hanno preso il posto di un solo uomo maturo con un salario dai diciotto ai quarantacinque scellini». La conseguenza di questa sostituzione di soggetti fu la progressiva disarticolazione della struttura familiare degli operai inglesi, la diffusione eccezionale dell’alcolismo (nel 1844 a Glasgow la domenica si contavano trentamila operai ubriachi e a Manchester fiorivano un migliaia di jerry shops e di taverne), l’introduzione delle droghe tra gli adulti e, con la complicità delle madri lavoratrici, tra i bambini.
La droga: fu questa l’agghiacciante scoperta dei medici. L’oppio e il laudano si spacciavano in dosi massicce ma non clandestinamente. Gli stupefacenti facevano parte dei prodotti del mercato dal quale gli operai si rifornivano normalmente. Meglio dell’alcol, l’oppio dava un sostegno all’organismo simulando uno stato di efficienza fisica. Ma lo sfruttamento eccessivo del lavoro delle donne spingeva molte operaie non solo a occuparsi sempre meno dei loro neonati (che venivano lasciati, nel corso della giornata, a se stessi o a vicini di casa), ma a stordirli con droghe speciali per renderli inerti e controllabili. Queste droghe speciali per lattanti si trovavano in confezioni normali presso i negozianti. Il maggior successo lo ebbe uno sciroppo dal nome Godfrey’s cordial, a base di oppio. Fu l’inizio di un infanticidio di massa e la mortalità infantile tra i figli degli operai crebbe a livelli altissimi. I medici, insospettiti, scoprirono una relazione tra l’alta mortalità e l’uso dello sciroppo. Nel 1861 a Londra un’inchiesta sanitaria ufficiale attribuì la mortalità allo stato di denutrizione e di abbandono affettivo dei bambini, e a un «intenzionale avvelenamento da oppiacei» da parte delle madri. «L’inchiesta ha mostrato che, mentre nelle circostanze descritte i bambini muoiono per la negligenza e la sregolatezza dovuta alle occupazioni delle loro madri, le madri divengono snaturate verso i loro figli non preoccupandosi molto per la loro morte e perfino prendendo misure dirette per provocarla».
In una successiva inchiesta del dottor Henry Hunter (Sixth Report on Public Health) pubblicata a Londra nel 1864, era detto: «Il grande fine di alcuni intraprendenti mercanti all’ingrosso è di promuovere la vendita degli oppiacei. I droghieri li considerano infatti l’articolo di più facile smercio». L’esempio veniva dall’alto: l’oppio era divenuto una voce della produzione industriale inglese così redditizia che in quegli anni con un atto di violenza imperiale l’Inghilterra aveva imposto con le cannoniere all’India e soprattutto alla immensa Cina di acquistare tonnellate di oppio. L’opposizione della Cina aveva provocato, appunto, la “guerra dell’oppio”. Ma le vittime interne inglesi erano soprattutto tra i più innocenti. Al quadro estremo delle condizioni di “atrofia morale”, di squilibrio individuale e sociale provocato dal modo come veniva gestito il lavoro nelle fabbriche il rapporto del dottor Hunter diede il tocco finale. I lattanti ai quali si somministravano oppiacei «si accartocciavano come piccoli vecchietti, o raggrinzivano come scimmiette».

 
 

"E allora tanto vale conviverci". Vuoto VS Solitudine. Conseguenze di 11 anni di droghe.

Ciao a tutti,

sentivo il bisogno di condividere alcuni pensieri stasera e ho trovato questo sito.

Ho 29 anni. Meno 1 hai 30. 

Ho inserito la discussione in "eroina" giusto perchè, come per molti, è stata la punta dell'iceberg o forse solo il naturale proseguo del resto.

Da quando avevo 17 anni ho iniziato ad usare le droghe classificate come "pesanti".

Inizialmente non ero pro eroina ma negli anni pian piano ho iniziato a sfumacchiarla.

Per un bel pò di anni "me la sono gestita" , nel senso che ho semettere fatto in modo di non arrivare a star male. A seconda dei periodi fumavo solo il week end o fumavo 4-5 volte a settimana ma calcolando sempre magistralmente dei giorni di pausa pr non arrivare a star male. E la missione mi è riuscita per parecchio tempo ( fra i 19 e i 26 mai avuto sintomi di astinenza).

Poi i miei calcoli e il mio mantra "me la so gestire" non hanno più funzionato. La storia è comune : relazione con persona che consumava più di me. E certamente non sono stata io a far diminuire le sue dosi. Ma ovviamente è andata al contrario. 

Una di quelle "bellissime" relazioni a 3. Anzi forse pure a quattro. Io tu. La robba. E la dipendenza affettiva (che secondo i miei ragionamenti tra l'altro è proprio la radice della mia dipendenza da sostanze. E fosse della dipendenza da sostanze della maggior parte della gente).

A relazione finita, dopo aver toccato il fondo in tutti i sensi, ho deciso di iscrivermi al sert nonostante in molti mi dicessero "Fai una cazzata".

Francamentev credo sia stata la scelta migliore che potessi fare.

Oa sono iscritta al sert da 1 anno e mezzo. Non tocco sostanze da 1 anno e mezzo ( giusto qualche canna molto sporidacamente ). E attualmente sono a 2 ml di metadone.

Ma veniamo al dunque, a ciò di cui volevo parlare:

il mio mondo è ruotato attorno alla droga da quando ero poco più che adolescente (anzi, mentalmente totalmente adolescente...fase in cui credo di essere stata bloccata più o meno per tutto il tempo in cui ho assunto sostanze...) fino alla soglia dei 30 anni. Gli amici facevano parte di questo mondo. C'era chi come me la roba l'ha sempre fumata, cìera chi si faceva, c'era chi la usava pochissimo. C'era chi era più pro ketamina. O chi più pro pipette di coca.

C'era chi lo si vedeva solo per "fare società" per comprare qualcosa. C'era chi lo si vedeva pure per andare in spiaggia con i cani.

Ma il succo è che a posteriori resta solo la droga come minimo comune denominatore.

Perchè se tu non ti droghi più, se non hai più voglia di andare in centro nei soliti posti... bhe, non rimane un cazzo di nessuno. e nessun altro denominatore comune regge più.

Su 100inaia di persone con cui ho passato il mio tempo (con alcune anche tutti i giorni) in iù di 10anni, ne è rimasta a stento una.

Oggi ero in centro a fare delle commissioni e ho incontrato un amico ( non so manco se sia il termine giusto ma continuo ad usarlo perchè un tempo il senso c'era...in qualche modo) . E ci siam fermati un p a parlare. La prima cosa che noto è che ogni volta che incontro qualcuno con cui magari non mi vedo da 1 anno non c'è nulla di profondo nelle nostre conversazioni.... Al di là del fatto che quasi tutti, sebbene gli dica che son pulita da 1 anno e mezzo, mi propongono cose.... Quello che volevo dire è un'altra cosa: ossia che sento una distanza abissale...proprio a livello di pelle...

Mi sembra quasi di essere pazza ma sento quasi fastidio in queste conversazioni...perchè so già che non c'è più niente. Che tu non sai più un cazzo di me come io non so più un cazzo di te. E forse anzi non abbiamo mai saputo niente.

E non ce n'è mai fregato niente. Anche se prima sembrava il contrario.

Cazzo più di 10 anni di vita fatti di volti che non significano niente. Di sguardi che esistevano solo grazie all'avere una pupilla stretta o dilatata. O al sapere di avercela avuto o di riaverla.

Bhe...che dire? 1 anno e mezzo che sono in terapia al Sert. 1 anno e mezzo che non tocco sostanze.

1 anno e mezzo in cui mi sono resa conto di quanto non si construisca un cazzo con la roba. E anzi con tutte le droghe (per lo meno se prese con costanza. Non so se ci siano altre opzioni. io ho vissuto questo. ).

Non è facile fare i conti con tutto questo.

Alla fine sto bene. Mi sento assolutamente introversa. Dopo anni in cui ho pensato di essere socievole ed estroversa..... Ora sono un orso. Un pò per vera indole (scoperta) , un pò per neccesità.

Mi è venuto quasi il rigetto per i rapporti umani e ho una difficoltà enorme ad apprezzare persone nuove.

Forse perchè non ho ancora imparato come si costruisce un vero rapporto, sia esso di amicizia o sentimentale.

Non ho idea se queste siano le sensazioni, le costantazioni e i monti da cui passa ogni persona che esce da anni droga....

Forse mi piacerebbe conoscere qualcuno con storie simili che mi dica che dopo anni è riuscito a trovare fiducia e interesse verso le persone.

Io al momento mi sto concentrando totalmente sulla costruizione di un futuro professionale (in ambito cinofilo). E sto con i miei cani. E con un paio di persoe "di vecchia data" che non c'entravano con la droga.

Ma mi piacerebbe che tutto si definisse meglio. 

Bhe, un saluto a tutti.

 

 

MONDO - Eroina. Sessanta tonnellate all'anno arrivano dall'Afghanisan attraverso la Balkan route. UNODC


Notiziario ADUC - Sono almeno sessanta le tonnellate di eroina che ogni anno, dall'Afghanistan, arrivano in Europa attraverso la 'Balkan Route', la via balcanica della droga, per un valore di 13 miliardi di dollari. Lo ha riferito a Vienna Yuri Fedotov, direttore esecutivo di Unodc, l'agenzia Onu contro il traffico di droga e il crimine organizzato. Fedotov ha precisato che l'ammontare di droga che passa attraverso i Balcani e' in diminuzione, ma la rotta balcanica rimane quella principale nel collegamento Afghanistan-Europa.
I proventi dal traffico di droga, secondo il direttore di Unodc, possono aver un effetto destabilizzante sulle economie e sullo sviluppo sociale della regione ed esiste un rischio concreto che questi effetti possano ostacolare il percorso d'integrazione europea dei Paesi balcanici.
'Unodc - ha concluso Fedotov - e' impegnata in una lotta senza quartiere per far fronte al problema del traffico di droga nei Balcani'. Solo negli ultimi mesi, l'agenzia Onu ha lanciato un programma di controllo dei container nel porto albanese di Durazzo, condotto analisi sul legame fra traffico di droga e corruzione, preparato una bozza del nuovo Piano d'azione contro il traffico di droga e il terrorismo in Montenegro, elaborato assieme a 317 famiglie albanesi, macedoni e montenegrine un programma di prevenzione anti-droga e addestrato 517 esperti nel trattamento dei tossicodipendenti.

Eroina..

Ciao a tutti, sono una ragazza di quasi 19 anni, e dopo aver girato diversi siti, ho deciso di scrivere qua. Ultimamente mi sta girando per la testa di provare (e in caso continuare ogni tanto) a fumare eroina. Sto leggendo di continuo tante cose al riguardo, testimonianze, esperienze, effetti.. e ho capito a cosa si può andare incontro.. ma più leggo e più mi viene la tentazione di provare nonostante tutto.. Ho un padre eroinomane da quasi 30 anni e in più spacciatore, che ora è in galera..e non è mai stato presente purtroppo.. Porto un vuoto dentro di me, sono depressa,a volte penso al suicidio, non trovo niente che mi renda felice, ho un ragazzo con cui sto insieme da quasi due anni, e lo amo da morire, ma non riesco a stare bene comunque, dentro di me sento che ho bisogno di provare qualcosa di nuovo, qualcosa che mi faccia stare bene, che mi tolga qualsiasi pensiero dalla testa, l'ansia, la tristezza.. qualcosa che mi renda felice..mi sento una nullità..  Pur non avendo un carattere forte (mi ritengo abbastanza debole sinceramente) non ho mai fatto uso di droghe, in 19 anni ho fatto al massimo un paio di tiri (nel vero senso della parola) di erba, e basta. Ho sempre avuto un odio verso la droga, e mai mi sarei aspettata da me anche solo un pensiero (che poi sta diventanto sempre di più un'intenzione) al riguardo. L'unico interesse che provo per la droga ora, è solo l'eroina, l'effetto che ti da,  ed è quello che cerco io..  Già so le risposte che mi potreste dare perchè ho già letto discussioni simili alla mia, "lascia perdere", "non ne uscirai più", ecc ecc.. Ma voglio provare comunque, consapevole di tutto.. Dopo tutto questo volevo sapere come si fuma l'eroina? So che va messa sulla stagnola e poi aspiro il fumo.. ma potreste spiegarmi meglio i procedimenti?  (se mi rispondete o meno, lo farò comunque, solo che mi agevolate le cose così)Grazie a tutti per avermi dedicato qualche minuto..

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