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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

Novità eroina

Metadone e barbiturici, così i malati cronici diventano soci dei mercanti di droga

Il tossicodipendente esce dal Sert con i suoi flaconi di metadone, ma non li utilizza per disintossicarsi. Li rivende, due euro il pezzo, al pusher georgiano, che ne farà componente per le nuove droghe sulla piazza barese. Combinato con la cocaina, proprio come prima si faceva per l'eroina, o ancor meglio con le pillole di tranquillanti, che arrivano da un altro canale. Piazza Umberto, coacervo di nazionalità, in gran parte extracomunitari, ma anche georgiani e romeni: nei giardini, tra le panchine e i giochini dei bambini, fiorisce lo spaccio di vecchie e nuove sostanze stupefacenti. Per qualsiasi richiesta ed esigenza, dalla marijuana per i giovanissimi all'eroina degli incalliti, fino alla cocaina delle serate, il mercato è molto fornito. Ma soprattutto in continua evoluzione in termini di offerta.

Ed è qui che i georgiani incontrano chi fornisce loro il metadone o i farmaci calmanti: nel secondo caso, si tratta di insospettabili baresi, muniti di regolare ricetta, che finiscono per diventare soci in affari dei mercanti di morte. Sono cittadini normali, pazienti di medici che regolarmente prescrivono terapie a base di benzodiazepine o di oppiacei, ben lontani dal sospetto che i medicinali possano diventare fonte di guadagno. E così, ritirano più scatole in farmacia, pagando solo il ticket. Rivendono poi le singole pillole, seguendo un doppio tariffario, a seconda della giornata: 2 euro ciascuna, il lunedì e martedì, per poi passare a 5 euro dal mercoledì alla domenica.

Il mix così ottenuto viene assunto dagli stessi georgiani o rivenduto ai frequentatori del nuovo market della droga. Una piazza, quella a pochi passi dalla stazione, dove anche i più giovani trovano la "novità": marijuana, di varia qualità e costi, "bagnata" col metadone. Il farmaco, in sostanza, potenzia l'effetto dello stupefacente, annullandone le conseguenze più fastidiose.

Non mancano hashish e cocaina, il cui mercato è affidato agli africani, componenti di una ramificata organizzazione di spacciatori, che hanno all'interno del Cara (il centro richiedenti asilo politico di Bari Palese) la loro base operativa. È lì che, secondo alcune indagini, arriva da Napoli il carico di marijuana e cocaina (in misura minore), per poi essere spacchettato e suddiviso in dosi da spacciare nelle piazze baresi. La vendita di sostanza stupefacente sul territorio, finora esclusivo appannaggio dei clan baresi, è stata infatti parzialmente ceduta in subappalto agli immigrati, che in cambio pagano alle organizzazioni una tangente per ogni piazza occupata. Incluso
piazza Umberto.

Ma lo spaccio a Bari è la parte terminale di molteplici rotte, non solo quella italiana che viaggia su gomma. Come evidenziano i numerosi sequestri effettuati dalle forze dell'ordine al porto di Bari. E come conferma l'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia (i dati si riferiscono al periodo compreso fra luglio 2012 e giugno 2013), "nel settore del traffico dell'eroina e della cannabis i sodalizi pugliesi continuano ad assicurarsi l'accesso ai canali di rifornimento della droga, grazie ai consolidati rapporti con organizzazioni per lo più di matrice albanese". E conferma: "Per le forniture di cocaina, i gruppi pugliesi sono certamente in posizione sottordinata, tanto che sono i clan camorristici a rappresentare il loro principale canale di approvvigionamento".

Tanta droga, di vario tipo, che intossica la regione intera: "Mentre i sequestri di marijuana avvenuti in Puglia, tra Manfredonia, Bari e il Salento, sono in senso assoluto i più rilevanti avvenuti in Italia - si legge ancora nella relazione anche quelli di eroina sono ai primi posti a livello nazionale, insieme a quelli marchigiani e veneti". Trafficanti senza l'ombra di uno scrupolo, i cui volti si confondono nei numeri: 210 quelli scoperti nell'ultimo anno dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari (che comprende anche parte del foggiano), 302 quelli indagati dalla Dda di Lecce, storico territorio di azione della Sacra corona unita.

bari.repubblica.it/cronaca/2014/07/14/news/droga-91517325/

Due morti in tre giorni a Firenze. Aspettiamo i prossimi? Appello al Comune per una narcosala

   Due morti a Firenze per overdose di eroina nel giro di tre giorni, un uomo di 43 anni trovato in casa dalla moglie l'11 luglio e, il 13 luglio, un altro di 23 anni trovato da un amico che lo ospitava. Inutile per entrambi la corsa in ospedale, mentre tra le ipotesi degli investigatori anche quella di una partita di droga troppo pura Un “déjà-vu” che, con molta probabilita', rivedremo anche in prossimi periodi. Nel frattempo? Niente! Si puo' solo sperare che i regolamentatori del mercato clandestino, illegale e criminale -l'unico mercato oggi esistente- siano magnanimi e non inseriscano in questo mercato prodotti sempre piu' puri e, teoricamente, piu' letali. I due tossicodipendenti morti sono, a nostro avviso, due malati che come tali andrebbero trattati. Ma, nonostante i servizi sanitari in merito a Firenze -e non solo- ci sono (SerT), queste due persone sono morte. Un incidente o un servizio sanitario insufficiente? Non lo sappiamo, ma sta di fatto che queste due persone malate sono morte perche' non hanno fatto riferimento alle strutture sanitarie pubbliche esistenti, ma hanno cercato un rimedio alla loro malattia andando a cercarsi altrove il proprio “farmaco”. Cosa dobbiamo fare di fronte a questa realta'? Allo stato dei fatti possiamo solo sperare che l'autorita' di polizia individui i trafficanti di morte che hanno immesso nel mercato questa eroina piu' potente, e riporre altrettanta speranza che questo possa servire a qualche cosa.... cioe', aspettiamo le prossime vittime, perche' i trafficanti di morte non si faranno certo intimidire da qualche ipotetico arresto, cosi' come i malati non si prenderanno paura per cio' che e' capitato ad altri come loro. 
Noi pero' non ci rassegniamo e, pur auspicando che le normative in materia di droga cambino radicalmente cosi' come anche impostoci da una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge che ci siamo tenuti per otto anni (la Fini-Giovanardi), non possiamo attendere oltre. Il legislatore e' lento e deve far fronte a numerosi veti incrociati di spocchia culturale e medica. Il Comune di Firenze potrebbe intanto intervenire e per questo gli rivolgiamo un appello. Non si tratta di sostituire la normativa comunale con quella nazionale (che, al momento, non c'e'), ma di prendere un'iniziativa, forzando un po' le norme attuali, cosi' come sta facendo il Comune di Parigi, come ha fatto il Comune di Madrid, quello di Zurigo, di Liverpool e diversi Comuni tedeschi e canadesi: stiamo parlando delle cosiddette narcosale, cioe' presidi sanitari sotto il controllo del SSN dove, chi vuole iniettarsi il proprio veleno lo puo' fare, in un ambiente sanitariamente protetto e sorvegliato e dopo aver fatto analizzare la sostanza a degli esperti presenti nella stessa narcosala, esperti che, ovviamente, non hanno niente a che fare con chi ha venduto la droga al malato. Un rimedio che automaticamente salvera' alcuni di questi malati? Non lo sappiamo, ma sicuramente e' una opportunita' a cui non dovremmo rinunciare. Un gesto di civilta' sanitaria, giuridica e umana per avvicinare il servizio sanitario a chi ne ha piu' bisogno. Aspettiamo fiduciosi una reazione da parte delle nostre autorita' sanitarie comunali.

ADUC Droghe

La mia esperienza

Ciao a tutti,

sono utente di questo sito ormai da un po', lo leggevo da tempo in quanto mi sono sempre preoccupato di informarmi scientificamente su ciò che assumevo o curiosando a confrontare le mie esperienze con quelle di tanti altri giovani o non qui.

Sono un ragazzo di quasi 27 anni.

Ho un padre che ha un serio problema di gioco d'azzardo patologico, fino da quando ero bambino. che ha causato seri problemi in famiglia sia economici che relazionali.

In qualche maniera sono stato sempre un tossicodipendente. In adolescenza mi facevo di me stesso, attento com'ero a curare il mio narcisismo, sempre vestito alla perfezione con le migliori firme, mai un dettaglio fuori posto. 

Finita la scuola con alcuni dei miei amici cominciai a fumare Cannabis e ne fui un assiduo consumatore (Anche 1-2 gr al giorno di marijuana o hashish) per molti anni fino a che il piacevole effetto che mi dava non si tramutò in uno spiacevole stato d'ansia con tachicardia. Da lì non smisi totalmente di fumare ma il mio consumo si è ridotto a qualche tiro una tantum quando qualcuno me "la passa". In concomitanza con questo cambiamento avevo cominciato a conoscere il mondo degli stimolanti, la cocaina, l'mdma.. 

La cocaina non è mi è mai piaciuta in quanto mi rendeva troppo nervoso.

Quando provai l'mdma credevo d'aver trovato la sostanza migliore del mondo, la droga della felicità.. Ricordo che le prime assunzioni mi rimasero così piacevolmente impresse nella mente che dopo un po', complice l'essermi findanzato con una ragazza di bologna che poteva rimediarla più facilmente di me, cominciai ad usarla molto frequentemente fino a 1-2 volte alla settimana.

Anche i piacevoli effetti di questa sostanza cominciavano però (ma più rapidamente rispetto alla cannabis) a sortire sempre meno l'effetto desiderato e a lasciare postumi sempre più pesanti. Ne ridussi l'uso, continuai comunque la mia vita di viveur tra alcool, feste e qualche sostanza una tantum.. finchè un giorno non mi venne presentata lei, colei che viene definita la regina di tutte le droghe. La roba. L'eroina.

La sniffai e si mostrò perfettamente compatibile con ciò che stavo cercando, rispetto agli stimolanti o alla cannabis, essa era in grado di equilibrare tutto allo stato di normalità, tutto andava bene con lei in corpo, non c'era ansia, non c'era agitazione, tutto ciò che la mia vita pesante e incompleta comportava sembrava messo in secondo.. anzi che secondo.. terzo piano.. sembrava tutto così risolvibile e avevo in me una serenità tale da farmi sentire dopo tempo. BENE.

E continuai. 1-2 volte a settimana. Poi 3. poi 4. poi tutti i giorni. Nel frattempo s'affacciavano anche i primi sintomi più ch'altro psicologici di quanto non c'era. Aumentata ansia, irritabilità. E quando l'assumevo anche gli effetti spiacevoli svanivano.. Sta di fatto che m'impaurii, entrai volontario al sert. Mi diedero il metadone e mi scordai l'eroina per qualche giorno.. nel frattempo divenni dipendente dal metadone...

E' passato un anno e mezzo. Sono stato lunghi periodi senza toccarla minimamente e da 40 mg di metadone sono passato ad assumerne 10 finchè non ho fatto induzione con il suboxone. Purtroppo a differenza di tanti altri interventi qui: io non sono affatto pronto a smettere.. seppur non sono in una situazione grave..  4-6 mg di buprenorfina mi coprono alla perfezione, la voglia di andare a comprare la roba per sballarmi è sempre dietro l'angolo.. e so perfettamente che non riesco ad immaginare una serata al top senza di lei..

non sò come evolverà la mia storia.. ma se a qualcuno può essere stata utile per capire o prevenire magari.. se volete potete contattarmi anche in privato. ;) grazie

astinenza

sudorazione,ansia,dolori muscolari,sindrome psichiatrica,noia,paranoia,irrequietezza,a tratti sonnolenza,erezione protratta,eiaculazioni spontanee,senso di abbandono solitudine impotenza oddio come sto' non mi ripiglio piu',nozione sballata del tempo un minuto non passa mai come possono passare 40 giorni,stitichezza e diarrea inappetenza crampi allo stomaco,sensazione di vomito nausea etc etc.                                                                  povero diavolo che pena mi fa' avanti il prossimo ti lascio il posto mio                               

Onu, coltivazione oppio ai massimi livelli dal 1998

 (ASCA) – Roma, – La produzione di oppio ha raggiunto i livelli piu’ alti da 16 anni a questa parte, in particolare in Afghanistan, dove l’area utilizzata per la coltivazione del papavero e’ cresciuta del 36%. In Myanmar, che insieme all’Afghanistan copre il 90% della produzione mondiale, le zone dove si coltiva l’oppio sono cresciute del 13,5%.

I dati sono contenuti nel rapporto annuale dell’UNODC, l’agenzia dell’Onu contro la droga e la criminalita’ organizzata, secondo la quale la coltivazione del papavero interessa oggi oltre 296 mila ettari, “l’area piu’ grande dal 1998, l’anno in cui sono iniziate le stime”.

Con i militari americani e della Nato che lasceranno il paese alla fine dell’anno, i contadini afgani hanno cominciato a coltivare nuovamente il papavero. Come conseguenza, ha spiegato il capo dell’UNODC Yury Fedotov, anche la produzione di eroina e’ tornata ai livelli piu’ alti visti nel 2008 e nel 2011. (fonte AFP).

Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

USA: evoluzione nell’uso dell’eroina negli ultimi 50 anni

 

  Fonte: JAMA Psychiatry 
Titolo originale e autori: TJ Cicero, MS Ellis, HL Surratt et al, The Changing Face of Heroin Use in the United States.-JAMA Psychiatry, 2014; DOI: 10.1001/jamapsychiatry.2014.366 Negli ultimi cinquant’anni, l’epidemiologia relativa all’uso di eroina negli USA ha subito alcuni cambiamenti rispetto all’età media d’inizio d’uso, la provenienza di chi ne fa uso, e le abitudini di consumo. 
Questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis e pubblicato su JAMA Psychiatry il 28 maggio scorso. 
La ricerca è stata condotta negli USA su un campione di 9000 soggetti adulti, con problematiche di dipendenza da eroina, antidolorifici oppioidi o da narcotici analgesici, in cura presso 150 centri per il trattamento delle dipendenze sparsi per tutto il Paese. Ai soggetti sono stati somministrati vari questionari tra il 2010 e il 2013, tesi ad identificare le relative abitudini di consumo, il sesso, la provenienza e l’età di inizio d’uso di tali sostanze. I risultati sono stati poi messi a confronto con dati epidemiologici disponibili relativi agli anni ’60 e ’70. 
In generale, 2800 pazienti hanno dichiarato di usare l’eroina come principale sostanza stupefacente e di prediligerla data la sua facile reperibilità, il suo prezzo relativamente basso rispetto ad altre droghe (o medicinali), lo sballo che può dare e la facilità con cui può essere assunta. Inoltre, il 75% di chi consuma oggi eroina ha detto di aver provato come prima droga, farmaci oppiacei con obbligo di ricetta. 
Altri dati emersi dalla ricerca hanno evidenziato che l’età media di inizio d’uso dell’eroina è aumentata rispetto agli anni ’60 e 70, 23 anni oggi rispetto ai 16 anni di quaranta/cinquant’ anni fa. 
Infine, chi usa eroina oggi viene soprattutto da aree suburbane o rurali mentre prima gli eroinomani erano soprattutto persone che vivevano in aree metropolitane. 
Questa evoluzione nell’epidemiologia e nelle abitudini d’uso, concludono i ricercatori, evidenzia l’importanza che vengano elaborate nuove strategie di lotta all’uso di oppiacei, obiettivo che si potrà raggiungere solo attraverso lo studio di pazienti dipendenti inseriti in programmi di riabilitazione. 

USA - Allarme eroina a New York


Notiziario ADUC - Un fiume di eroina sta trasformando New York. E' l'allarme delle forze dell'ordine, secondo cui organizzazioni sempre più grandi stanno entrando nel mercato per vendere la sostanza stupefacente in città e soddisfare il crescente appetito della East Coast degli Stati Uniti. A parlarne è il New York Times.
La quantità di eroina sequestrata dalle squadre antinarcotici dall'inizio dell'anno ha già superato quella dell'intero 2013 ed è la più alta registrata dal 1991. L'aumento del consumo di eroina nel Paese è già stato documentato da recenti rapporti, di cui si è molto parlato dopo la morte dell'attore Philip Seymour Hoffman, ma sono tanti anche i ragazzi di famiglie della classe media che muoiono 'silenziosamente', da Staten Island al Vermont, ricorda il Times. Il numero delle persone che fanno uso di eroina negli Stati Uniti è aumentato quasi dell'80% a 669.000 nel 2012, dalle 373.000 del 2007, secondo l'indagine del Substance Abuse and Mental Health Services Administration, che fa parte del dipartimento della Salute. Il numero dei morti per overdose di eroina avrebbe raggiunto i 3.094 nel 2010 - il dato più recente a disposizione - in aumento del 55% rispetto al 2000, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale che si occupa di salute. Al contrario di quanto avvenuto tra la fine degli anni '60 e i primi anni '80, il nuovo fenomeno non coinvolge più soltanto i centri urbani, ma anche le periferie e le zone rurali. Non esistono più confini demografici o geografici: l'eroina è un problema che riguarda l'intera società statunitense.
- Il problema principale a New York è che le più vaste e potenti organizzazioni criminali hanno trasformato la città in una sorta di hub dell'eroina, in modo da rispondere in maniera immediata alla domanda con operazioni sempre più sofisticate per eludere i controlli e raggiungere un maggior numero di clienti. E' la preoccupazione di Bridget Brennan, procuratore antidroga che testimonierà oggi al Consiglio cittadino sul consumo di eroina in città; sotto la sua guida, sono stati sequestrati più di 288 libbre (oltre 130 chilogrammi) nei primi quattro mesi dell'anno, un dato che non include gli scambi quotidiani tra spacciatori e clienti che si effettuano in strada. Per Staten Island, dove gli spacciatori fanno a loro volta uso di eroina e la percentuale di overdose è la più alta a New York, le autorità non hanno a disposizione dati su sequestri massicci, perché nel mercato sono presenti prevalentemente piccoli trafficanti. Nelle operazioni condotte in strada, i detective della narcotici hanno però sequestrato una quantità record di eroina, in aumento del 61% rispetto al 2013. Circa il 35% dell'eroina sequestrata dalle autorità negli Stati Uniti è stata recuperata dagli agenti dello Stato di New York; in passato, invece, la percentuale era intorno al 20 per cento. New York, come per tutti i tipi di business, sta avendo successo per due semplici motivi: un mercato locale molto grande e un facile accesso alla East Coast. Quasi tutta l'eroina che alimenta il mercato cittadino passa per il Bronx e l'Upper Manhattan. L'ultimo esempio è stato l'arresto, lunedì, di due possibili trafficanti di alto profilo di un'organizzazione con sede nel Bronx, con il sequestro di 24 chili di eroina, 10 chili di cocaina, fucili d'assalto e 85.000 dollari in contanti. Per i consumatori in città, la prossimità al centro di distribuzione significa prezzi più bassi rispetto ad altre zone del Paese: un chilo di eroina può costare 40.000 dollari a New York e persino il doppio a Springfield, in Massachusetts.

Indiani sikh nell'agro pontino costretti a drogarsi per lavorare 15 ore al giorno nei campi

La nuova frontiera della schiavitù invisibile, a due passi da Roma. A denunciare lo sfruttamento è un dossier della onlus In Migrazione, che ha intervistato i braccianti indiani della zona agricola in provincia di Latina

 - Un esercito di braccianti costretto a doparsi per lavorare. Centinaia di indiani sikh che ingoiano capsule d'oppio, per poter resistere 12 ore sui campi. "Per la raccolta delle zucchine stiamo piegati tutto il giorno in ginocchio - racconta K. Singh - troppo lavoro, troppo dolore alle mani. Prendiamo una piccola sostanza per non sentire dolore". È la nuova frontiera dellaschiavitù invisibile, a due passi da Roma, nell'Agro pontino. 

Gli indiani di Latina. A denunciare lo sfruttamento è un dossier della onlusInMigrazione, che ha intervistato i braccianti indiani della zona agricola in provincia di Latina. Quella dell'Agro pontino è infatti la seconda comunità sikh d'Italia. La richiesta di forza-lavoro non qualificata da impiegare come braccianti nella coltivazione delle campagne ha incentivato la migrazione e convinto molti sikh a stabilizzarsi nelle provincia di Latina. Secondo le stime della Cgil, la comunità arriva a contare ufficialmente circa 12mila persone, anche se è immaginabile un numero complessivo di 30mila presenze.

Schiavi e padroni. "Un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare a volte tutti i giorni senza pause. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole, chiamano "padrone" il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l'ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e "allontanamenti" facili per chi tenta di reagire", denuncia il dossier In Migrazione.

Droghe e antidolorifici. "Queste persone, per sopravvivere ai ritmi massacranti e aumentare la produzione dei "padroni" italiani, sono costrette a doparsi con sostanze stupefacenti e antidolorifici che inibiscono la sensazione di fatica e stanchezza. Una forma di doping vissuto con vergogna e praticato di nascosto perché contrario alla loro religione e cultura, oltre a essere severamente contrastato dalla propria comunità. Eppure per alcuni lavoratori sikh si tratta dell'unico modo per sopravvivere ai ritmi di lavoro imposti, insostenibili senza quelle sostanze".

La vergogna di Singh. "Io mi vergogno troppo perché la mia religione dice di no a questo  -  racconta L. Singh  -  No buono per sikh. È vietato da nostra bibbia. Ma padrone dice sempre lavora e io senza sostanze non posso lavorare da 6 di mattino alle 18 con una pausa sola. Io so che no giusto ma io ho bisogno di soldi. Senza soldi io no vivo in Italia. Tu riusciresti? Padrone dice lavora e io prendo poco per lavorare, meglio non sentire dolore e fatica perché io devo lavorare. Tu mai lavorato in campagna per 15 ore al giorno?".  

Lo spaccio parla italiano. Le sostanze dopanti sono vendute al dettaglio anche dagli indiani e alcuni di loro sono stati recentemente arrestati dalle forze dell'ordine. Dalle storie che In Migrazione ha raccolto emerge, però, come il traffico sia saldamente in mano a italiani variamente organizzati con collegamenti anche con l'estero. "Viene un italiano che porta tanta droga a gruppo di indiani che prendono per lavoro  -  conferma Singh  -  No buono così. Italiano prende soldi e indiano sta male. Già indiano non viene pagato dal padrone, poi dà anche soldi a italiano per droga".

www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/05/16/news/indiani_dopati-86281766/

Overdose. Villa Maraini: oltre 2000 vite salvate

 Le Nazioni Unite confermano e diffondono il nostro modo di operare nelle overdosi. Cosi' un comunicato di Villa Maraini, che prosegue: Con il ritorno dell’eroina in italia, di cui sono state già commentate le prime avvisaglie, villa maraini intende allertare l’opinione pubblica sulle modalità da adottare per prevenire le morti per overdose in cui la nostra esperienza è stata la prima al mondo ad ipotizzare e ad utilizzare il naloxone, farmaco antagonista specifico, da parte di personale non sanitario appositamente istruito. 
Fin dal 1980 nell’ambito del gruppo di esperti della croce rossa internazionale sulla droga presieduto da massimo barra, fondatore di villa maraini, era stato suggerito di inserire le fiale di naloxone nella borsa di primo soccorso dei volontari. 
Nel nostro paese molti si opposero ritenendo l’uso del naloxone un atto riservato ai medici, ma villa maraini autorizzò i propri operatori di strada, in maggioranza ex tossicomani, ad utilizzarlo per prevenire morti non altrimenti evitabili. 
Solo ora la problematica è giunta all’attenzione della comunità scientifica internazionale tanto che l’oms ha recentemente prodotto linee guida di intervento che confermano le intuizioni di villa maraini e la strategia è stata confermata lo scorso mese a vienna in un seminario ad hoc organizzato da unodc, l’agenzia specializzata delle nazioni unite per la droga. 
Per intervenire sull’overdose il pronto soccorso dell’ospedale non basta per-ché il paziente può arrivarci già morto. 
È necessario essere presenti in strada o in casa dove e quando l’overdose avviene. 
Per questo ogni famiglia con un tossicomane dovrebbe tenere sempre a disposizione almeno 1 fiala di naloxone. 
“dal 1992 al 31 dicembre 2013 - sottolinea massimo barra - villa maraini ha effettuato 2.139 interventi per overdose salvando da morte certa altrettante vi-te: il maggior numero al mondo di overdosi fauste riportate e registrate in ambito non sanitario. A queste cifre vanno aggiunti i molti casi in cui a salvare i tossicomani sono stati parenti o amici a cui abbiamo consegnato fiale del farmaco. 
Naturalmente questi successi che hanno contribuito ad affermare nel mondo villa maraini sono avvenuti nel disinteresse delle autorità, tanto che il comune di roma ha completamente azzerato per il 2014 il capitolo di spesa relativo alla lotta alla droga e l’ultimo stipendio degli operatori fa riferimento al mese di novembre 2013”. 

Sulle piazze torna l’eroina, ma ora la droga è un antidolorifico

CesDop - Il ritorno dell'eroina, mutante, economica, flessibile. Un fenomeno molto particolare che negli Stati Uniti e in Canada è ormai consolidato da tempo, sta cominciando ad affacciarsi anche in Italia e riguarda l'uso dell'eroina, degli oppiacei e dei farmaci antidolorifici come droghe. "Guai a gridare all'emergenza o seminare il panico - ammonisce il professor Riccardo Gatti, direttore del dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano, uno dei massimi esperti di droghe e affini - ma attenzione perché tutto ciò che nasce dall'altra parte dell’oceano, prima o poi arriva da noi". E prima che in ogni altro posto proprio a Milano e in Lombardia che dispongono di risorse economiche sconosciute in altre regioni. Vittime illustri, come appunto l'attore Philip Seymour, e con lui Layne Staley, John Belushi o River Phonix o Michael Jackson, sono morte per un miscuglio di eroina e farmaci. Nel caso di Seymour di un oppiaceo farmaceutico, il Fentanyl. "Tutto il Nord America - continua Gatti - oggi cerca di porre rimedio ad un'epidemia di abuso di oppiacei (come l'eroina) nati come farmaci per la terapia del dolore. E da soli stanno provocando più morti di eroina e cocaina messe insieme". Noi non siamo all'emergenza, ma i numeri dell'osservatorio milanese, non sono tranquillizzanti. Quasi il due per cento degli intervistati che hanno accettato di rispondere alle domande degli esperti dell'Asl milanese ha ammesso di avere consumato un antidolorifico oppiaceo senza prescrizione medica o più a lungo di quanto non imponesse la ricetta. Cioè a dire senza alcuna terapia medica. Ricette fasulle, farmacisti compiacenti, farmaci rubati, mercato parallelo. Il due per cento tradotto in numeri significa quasi 12 mila persone. Nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni la percentuale arriva al 3. "La nostra popolazione appare disponibile a queste nuovi abitudini - aggiunge il professore - e sarebbe meglio prevenire ed essere preparati a quello che potrebbe accadere fra breve piuttosto che affrontare la questione quando diventa la solita emergenza...". In pratica accade questo: viene immessa sul mercato eroina a basso costo, i farmaci utilizzati nella terapia del dolore, a base di oppio e morfina invece costano tanto e non sono facilmente reperibili. Quindi il consumatore ripiega sull'eroina oppure usa quei farmaci come se fossero droghe, non per alleviare il dolore, ma per cercare alterazioni momentanee. I primi segnali si avvertono anche a Milano. E riguardano anche l'abuso e l'uso improprio per esempio degli psicofarmaci, e degli antidolorifici come certificato dall'indagine dell'Asl (alcaloidi naturali, morfina e oppio incremento del 24 per cento in un anno). I soggetti con problemi di droga di tipo oppiaceo rimangono stabilmente in numero prevalente a Milano e dintorni (secondo posto fra gli utenti dell'Asl). E prima di loro ci sono solo le vittime della cocaina.

Allarme droga, l'1% degli studenti già schiavo di quelle pesanti

Il dato emerge da uno studio del Cnr che ha coinvolto 45 mila giovani delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta la Penisola. In 75 mila consumano cannabis tutti i giorni

ROMA - L'1% degli studenti italiani è schiavo delle droghe pesanti, come l'eroina e la cocaina. E' quanto emerge dallo studio Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), realizzato dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc -Cnr). 

Secondo i risultati della ricerca, anticipata dall'agenzia Adnkronos, sono circa 36.000 gli studenti italiani che hanno provato eroina e/o altri oppiacei almeno una volta nella vita (l'1,5%) e di poco inferiore è il numero di chi l'ha utilizzata nell'ultimo anno (28.000): cioè l'1,2% degli studenti. Di questi, poco meno di 16.000, quasi l'1%, l'hanno consumata per 10 o più volte nell'ultimo mese. Diventandone, praticamente, schiavi.

Dall'indagine - che ha coinvolto 45 mila studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola - emerge chiaramente anche l'aumento del consumo frequente di cocaina (da 0,6% del 2011 a 0,8% dell'ultimo anno). Nel dettaglio, sono circa 65.000 i ragazzi che hanno assunto cocaina almeno una volta nell'ultimo anno (il 2,8%) e 18.500 (cioè lo 0,8% degli studenti italiani) quelli che ne ha fatto un uso intensivo, per 10 o più volte nell'ultimo mese.

Inquietante ance il dato sulla cannabis. Un vizio quotidiano, conclude lo studio, per circa 75 mila studenti italiani: nel 2013 quelli che hanno utilizzato hashish o marijuana almeno una volta sono stati 580.000 e circa 75.000 quelli che l'hanno consumata quasi quotidianamente. Un significativo balzo in avanti, se si considera che nel 2012 - su 2,5 milioni di studenti - erano circa 500 mila i ragazzi delle scuole medie superiori che (almeno una volta) avevano fatto uso di cannabis.

"Il consumo di cannabis tra i giovani - spiega la responsabile della ricerca, Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr - riprende a crescere. Questa tendenza - aggiunge - si conferma anche nei primi risultati preliminari del nostro studio Ipsad sulla popolazione generale (15-74 anni) che rileva un leggero incremento della prevalenza di consumatori occasionali (una o più volte l'anno) di cannabis a fronte di un sensibile aumento dei consumatori frequenti (20 o più volte al mese)".

Lo studio scompone anche i dati a livello regionale. La fotografia che ne è esce è ancora più nitida: in raffronto con l'anno precedente, si evidenzia infatti come siano gli studenti del Centro, della Campania, del Piemonte e del Friuli Venezia Giulia ad aver incrementato maggiormente i consumi. Anche se l'incremento dei consumi riguarda soprattutto i maschi, si registra un aumento anche tra le ragazze: in Campania (dal 13,6% del 2012 al 17% del 2013); in Abruzzo (dal 17% al 21%) e soprattutto in Piemonte (dal 17% al 22%).

www.repubblica.it/salute/prevenzione/2014/03/17/news/giovani_consumo_droga-81195268/

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