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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

Novità eroina

una donna distratta

Il mio ragazzo e' morto di overdose.....

sapevo di un suo uso in passato, estremamente sporadico o che almeno pensavo fosse tale. Mi sono fidata di lui, ho sottovalutato il problema. mi sono sempre detta che non poteva essere, che lui stava bene e che non sarebbe mai piu' successo....ma e' successo, non so se e' stata la bravata di una sera o il ripetersi di una situazione a me oscura....non lo so e non lo sapro' mai. La mia distrazione e la mia inesperienza non mi hanno fatto accorgere. Avrei potuto salvarlo? non lo sapro' mai. Ora mi ha laciato per sempre con degli incolmabili sensi di colpa e un figlio da crescere a cui nn so se mai diro' la verita'.

Fate attenzione ragazzi.......pensate al male che fate agli altri oltre a quello che fate a voi stessi....

Ero io quella ragazza che...

Ero Io quella ragazza vestita alla rinfusa con gli occhi spiritati ed i capelli spettinati n preda a crisi d'astinenza che col motorino sfrecciava velocemente da qualsiasi parte di Napoli per arrivare sotto la base e giocare a guardie e ladri con la Ps per non farmi beccare...ero Io quella ragazza che arrivava col motorino come un'indemoniata sotto le basi e gettava Il motorino dove capitava,anche a terra,per correre Sulle scale delle vele a trovare Il Mio pucher ed ero sempre Io quella che se non lo trovava aspettava anche ore ed ore in attesa di prendere il pezzo?ero Io quella ragazza che non guardava piu' in faccia a niente e nessuno,che non aveva piu' cognizione dello scandirsi del tempo,del giorno e la notte che Si alternavano troppo frettolosamente,ero Io quella ragazza che viveva tutto Il suo esserci per un pezzo ancora,un pezzo di roba in piu',quella che qualsiasi anfratto andava bene per farmi la Mia polvere Della vita,quella che niente era senza robba,senza robba niente era e la vita non aveva piu' un senso...ero Io quella ragazza? E com' e' possibile che oggi quella ragazza non c' e' piu'?....quella parte di me esiste ancora,ma l' ho nascosta nell'anfratto piu' sotterrato Della Mia mente perche' mi vergogno ad oggi di quello che sono stata,mi vergogno e vorrei non essere Mai stata Una persona del genere,mi rinnego eppure fino a un anno fa l' ho fatto,quello era Il Mio stile di vita o di morte.Faccio a pugni con i miei demoni perche' perche' perche' sono arrivata a tanto? Perche' ho dovuto attraversare quest'inferno perche' era scritto nel Mio destino tutto cio'? Non riesco ad accettarlo.Eppure quella ragazza ero proprio Io.

Ricaduta

Ciao a tutti, sono una ragazza di 25 anni... Ho fatto uso di eroina per un anno,con il mio ex ragazzo,all'inizio era una volta ogni tanto,con pause anche di un mese..poi da dicembre ho iniziato una volta a settimana..poi due volte..poi 3..senza mai pause,se non mi facevo la mia fumata e sniffata non stavo bene, scazzavo per tutto,non riuscivo a fare nulla..gli ultimi mesi usavo almeno 4 giorni a settimana,una busta in 2.. Quindi tanti soldi buttati, non sapevo più dove trovarli,risparmiavo,li chiedevo ai miei, li ho rubati a mia madre qualche volta,mi sono venduta delle cose che avevo a casa per avere la roba..ma non mi importava,l'importante era avere quella busta che mi portava in paradiso.. La mia relazione e andata a puttane, stavamo insieme solo per farci..lui se ne approfittava perché ero io quasi sempre a pagare per entrambi,non riuscivamo a smettere anche se ogni volta dicevamo che era l'ultima,non facevamo più sesso,litigavamo sempre..insomma uno schifo..la mia vita si era ridotta alla roba,l'unico pensiero era lei.. A settembre,dopo settimane passate a usare ogni giorno,ho deciso di darci un taglio..lui è partito e io ho smesso..ho passato qualche giorno non molto piacevole..poi il fisico era ok,ma la mente no..pensavo sempre alla roba,la sognavo di notte! Ma ho resistito a questo chiodo in testa... Per un po.. Venerdì ho ceduto..sono andata a prenderla con la scusa che dovevo andare a un rave e mi serviva per fare passare il down del MD.. Venerdì sera ne ho sniffata un po..e cosa di cui mi vergogno un sacco,l'ho fatta provare a un mio amico..questo mi fa sentire una merda.. Poi ho usato domenica,lunedì e martedì..adesso sto peggio di prima..da un lato mi sento uno schifo perché ci sono ricaduta..sono proprio una stupida..dall'altro muoio dalla voglia di prenderla di nuovo,di stare sballata e finalmente stare bene..mi manca anche il sapore in bocca e nel naso!
Per favore,aiutatemi..non so come,ma per favore datemi un po' di aiuto,consigli,anche solo parlare.. Non penso di resistere alla tentazione di andare domani..

Città e riduzione del danno in Europa

Susanna Ronconi scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 15 ottobre 2014.

Bilancio positivo e nuove sfide per la riduzione del danno europea (RDD): nata a Marsiglia nel 2011, da operatori, consumatori e città, la rete europea EuroHRn ha fatto il punto ad Amsterdam, il 2 e 3 ottobre. Si è cominciato dal contributo dell’Olanda, che si è interrogata sul proprio pluridecennale modello, offrendo una riflessione su alcune questioni cruciali. Intanto la centralità, nella RDD di successo, del paradigma dell’apprendimento sociale, quel “consumatori si diventa” giocato in prospettiva di un consumo più sicuro, autodeterminato e centrato su competenze individuali e collettive in grado di proteggere da rischi e danni; in seconda battuta, l’attenzione a non incentivare, con scelte politiche e legislative, processi di etichettamento dei consumatori, come quelli relativi alla criminalizzazione (ma anche alla patologizzazione), il che consente di costruire un contesto sociale incline alla normalizzazione del consumo e a facilitare la coesione sociale: per intenderci, quella scelta che alla fine degli anni ’60 consentì la rinuncia a sanzionare una quota importante della gioventù olandese. Ma anche, su un altro piano, scelte di politica sociale, in cui certi fattori “determinanti” la qualità della vita dei consumatori a rischio di esclusione giocano un ruolo incisivo, come e più di specifiche politiche “delle droghe”. L’Europa di Eurohrn, dalla Scandinavia ai Balcani, dall’Italia all’Estonia, non è l’Olanda, ma queste “lezioni apprese” hanno risuonato con concretezza e forza nelle esperienze comuni. Una sfida condivisa è apparsa quella dei nuovi consumi e dei consumatori del loisir: lo scenario è quello di una produzione mutante e “home made” di molecole, in un mercato frammentato e veicolato dal web, e dall’altro di consumatori lontanissimi dall’immagine del consumatore-tipo su cui la RDD è andata costruendosi negli anni ’80 e ’90: i nuovi consumatori si collocano agli antipodi di ogni lettura all’insegna del modello medico o di quello dell’esclusione sociale. Una distanza che è risuonata non solo tra gli operatori alla ricerca di prassi rinnovate, ma anche nella neo-nata rete europea dei consumatori, Euronpud (European Network of People who use Drugs) che ne ha fatto un fulcro critico. Tre temi specifici nei lavori della rete. Le stanze del consumo, analizzate in una aggiornata tornata di ricerche: 83 in tutta Europa, con un trend di clienti che non accenna a diminuire, una differenziazione nell’offerta che si adegua al mutare dei consumi e una conquistata capacità di interagire con i contesti urbani. E una novità: una rete europea delle stanze che offrirà esperti a chi vuole aprirne una (e l’Italia, si sa, potrebbe fruirne per superare un ormai insostenibile gap). La lotta alle overdose: studi di assessement sulle migliori prassi europee, con le tante variabili che, insieme, dovrebbero concorrere all’efficacia degli interventi. Ruolo importante è risultato quello dei consumatori e delle loro competenze, e qui l’Italia – per una volta… - può vantare come miglior prassi la distribuzione del farmaco salvavita, il naloxone, nell’ambito degli interventi di bassa soglia e di peer support. Infine, il lavoro della RDD nei e con i contesti urbani è stata posta come un trend necessario del suo sviluppo: le città continuano ad essere attori e luoghi privilegiati della RDD che deve assumere sempre più la dimensione di una politica integrata nelle politiche municipali. Proprio agganciandosi a questa priorità, la rete italiana ITARDD – che di EuroHRn è focal point nazionale – terrà il suo appuntamento annuale 2014, il 14 e 15 novembre a Napoli, proprio sui contesti urbani e i loro attori (www.eurohrn.eu)

Il proibizionismo non fa calare l'uso di droghe

dalla BBC: leggi più aspre sul possesso, uso e vendita di stupefacenti pur costando molto di più alla comunità, non hanno alcun effetto sulle percentuali d'uso.

Coltivazioni oppio e sicurezza in Afghanistan. La ritirata/disfatta dei britannici

Con la partenza dei soldati britannici, la Nato ha abbassato la guardia nel sud-ovest dell'Afghanistan dopo 13 anni di presenza con un bilancio molto esiguo, non essendo riusciti a sconfiggere i talebani e far smettere l'enorme traffico di droga.
Gli ultimi soldati britannici di stanza nella provincia di Helmand, una delle piu' violente e “talibanizzate” del Paese, hanno ufficialmente rimesso domenica 26 ottobre il controllo del sud-ovest del Paese alle forze afghane, preludio per il rimpatrio nei prossimi giorni nel loro Paese.
Per Londra, che ha stanziato fino a 9.000 soldati in Afghanistan, questo ritiro segna la fine di 13 anni di missione di guerra, fatale per 453 suoi soldati. Ma verranno conservati 500 militari essenzialmente per sostenere e spalleggiare l'esercito afghano a Kabul.
Le truppe britanniche hanno assunto dal 2006 il comando della missione Nato in Helmand, nel contempo feudo dei talebani e cuore della produzione di oppio che ha raggiunto un livello record in Afghanistan l'anno scorso, malgrado i miliardi di dollari investiti dai Paesi occidentali nella lotta antidroga.
La lotta contro l'oppio, materia prima per l'eroina e di cui l'Afghanistan e' da diverso tempo il primo produttore mondiale, e', con la messa in sicurezza del Paese, l'altra grande sconfitta dell'intervento occidentale cominciato nel 2001.
Gli agricoltori afghani hanno coltivato nel 2013 un nuovo record di 207.000 ettari di oppio, come fa sapere l'Onu, e malgrado i 7,6 miliardi di dollari versati dagli americani per eradicare questa succosa produzione, come ha recentemente fatto sapere l'ufficio dell'Ispettore americano per la ricostruzione dell'Afghanistan (Sigar).
La provincia di Helmand ha circa la meta' della produzione afghana di oppio, che, trasformato in eroina, prende la rotta dell'Europa e dell'Asia, essenzialmente via Pakistan e Iran.
Un recente rapporto della Rete degli analisti afghani (AAN), un centro di ricerca con base a Kabul, ha fatto un'analisi critica della missione della Nato nell'Helmand, sostenendo che essenzialmente abbia contribuito a rinforzare i talebani nel distretto di Sangin.
Nel 2010, il governatore fantasma di questo distretto, sotto l'autorita' parallela dei talebani, il mollah Abdul Qayyum, disgustato dagli abusi da parte degli insorti, ha preso in considerazione, secondo l'AAN di rimettere il proprio mandato in segno di protesta contro il governo di Kabul e la Nato.
Ma dopo diversi mesi di trattative dietro le quinte con i responsabili afghani e britannici, il mollah e il suo entourage sono stati bombardati in seguito ad un ordine degli americani, fatto che ha contribuito al deterioramento della sicurezza in questa regione remota.
Questi analisti hanno anche rimesso in causa il Programma di ricostruzione provinciale, il famoso PRT, che ha visto i militari stranieri impegnarsi in progetti di sviluppo, con la collaborazione di alcune ONG e con dei risultati che non hanno avuto una qualche regolarita', con l'obiettivo di accattivarsi “i cuori e gli spiriti”.
“Noi siamo fieri di cio' che ci lasciamo alle spalle, perche' gli afghani sono pronti a prendere le consegne”, ha dichiarato all'agenzia France Press (AFP) il generale di brigata Robert Thomson, il piu' alto in grado tra le forze britanniche in Afghanistan. “Gli afghani sono in primo piano da maggio del 2013 e lo fanno molto bene, ma restano ancora dei problemi in termini di sicurezza e di governance”.
Le forze britanniche hanno lasciato lunedi' pomeriggio la gigantesca base di Camp Bastion, dove hanno alloggiato piu' di 40.000 stranieri nel 2010-2011, quando c'e' stato il picco del numero di truppe della Nato in Afghanistan, lasciando una preziosa eredita' alle forze afghane che devono contrastare l'insurrezione dei talebani, che si e' rinvigorita nel corso dell'estate.
“C'e' sempre dell'insicurezza nel Helmand... i talebani e gli altri terroristi mettono tutto il loro impegno qui. Alcuni distretti erano una volta sotto il loro controllo e altri vi rimangono ancora”, dice il generale di divisione afgana Sayed Malok.
In loco, alcuni afghani sono critici sulla missione delle forze britanniche, che si erano gia' rotti i denti in Afghanistan nel XIX secolo. “I soldati britannici son stati sconfitti per una seconda volta. Essi lasciano l'Helmand nel momento in cui i talebani guadagnano terreno... Questa missione e' una disfatta per loro”, dice Mohammad Ismail, un agricoltore dell'Helmand.

(articolo di Mamoon Durrani e Emmanuel Parisse per l'agenzia France Press – AFP del 27/10/2014)
 

Craving Triggers. Grilletti che scatenano lo sparo.

La punta di uno spillo, un ago, un compact disc, un libro, una rivista, l’angolo della copertina di una rivista, un tavolo, una scrivania, un qualsiasi ripiano, un qualsiasi piano non ondulato, il contenitore dello sciacquone ad altezza uomo nei bagni di certi bar, le banconote arrotolate, le banconote non arrotolate, una certa canzone, un’altra canzone e un’altra ancora, un intero disco e un altro disco ancora, una sola melodia, un programma radiofonico, la voce di quello speaker, gli effetti sonori di una pubblicità ricorrente, il paesaggio industriale misto a file di alberi che ti scorre lungo la superstrada, il sole in una certa posizione e la luce che fa di pastello le nuvole. Un accendino, la carta stagnola, l’alluminio, una cannuccia per succhi di frutta, uno scontrino arrotolato, uno scontrino, un parcheggio in ombra, un parcheggio tra due macchine, un parcheggio poco in vista, un parcheggio coperto, un parcheggio sotterraneo, un parcheggio libero in una via alberata. Un odore, un sapore, un suono, un sogno, una fantasia, una paura, una preoccupazione, una vergogna, una festa, una felicità, un campetto, un parcheggio accostato al campetto. Un bar, una lavanderia, un supermercato, un parco, una panchina, un ospedale, il parcheggio dell’ospedale, il centro commerciale e il suo enorme parcheggio, il cinema, il multisala, la discesa stretta dopo la curva o la curva stretta dopo la salita. Le scalette, la casa rossa, la casa gialla, il semaforo, la rotatoria, il campo da basket, la piazza, il parcheggio dietro la piazza, la panchina nella piazza, la cabina telefonica, le schede telefoniche, le ricariche telefoniche, le schede dei supermercati, le carte di credito, le schede sconti, le schede punti delle stazioni di servizio, i biglietti da visita, i biglietti di qualsiasi natura. Il portafogli e il suo odore, le piazzole di sosta in superstrada o autostrada, gli autogrill e i loro parcheggi, le farmacie e il loro odore d’antipasto medicale che senti fino in fondo solo te, i luoghi isolati, le montagne, le belle panoramiche, le chiese, i palazzi, gli schiamazzi dei bambini, i richiami, i sapori, la forza pre-cognitiva dei sapori. Girare le chiavi per spegnere o accendere il quadro, la luce della macchina quando ti cade qualcosa. Tornare a casa vuoto e desiderare di essere pieno. Trovare un posto dove stare ed essere vuoto. Sentire l’eco d’una promessa di calore… l’eco, lontano. Della promessa eterna di un calore…. La promessa del brivido caldo che tutto sopisce e ristora, che rende la realtà a misura d’essere umano… aiuto...

Se i camerati diventano narcotrafficanti

di Lirio Abbate, L'Espresso http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/09/news/se-i-camerati-diventano-narcotrafficanti-cosi-cambia-l-estrema-destra-romana-1.179350

Mettere in campo una rete di uomini neri offre vantaggi che le cosche non hanno. Ci sono i reduci degli anni di piombo, che garantiscono rispetto. C’è una ragnatela di simpatie politiche o di ricatti, che si insinua negli apparati dello Stato. E ci sono professionalità, nelle armi o negli affari, che i boss meridionali devono invece pagare a caro prezzo.La lista di traffici e delitti in cui sono coinvolti a Roma neofascisti vecchi e nuovi è lunga. Si parte dal dicembre 2009 quando a Ostia viene smantellata una rete che smistava cocaina: finiscono in manette Alberto Piccari, uno dei fondatori dei Nar, e la moglie di Carmine Fasciani, il ras del litorale. È proprio parlando con Fasciani che Gennaro Mokbel si vanta di aver speso tanti soldi per far uscire dal carcere la coppia nera per eccellenza: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Non solo. Il Ros scrive che Mokbel ha ricevuto da Fasciani «l’assicurazione di poter svolgere in modo indisturbato la campagna politica nella zona di Ostia».A Tivoli nel 2012 viene gambizzato Francesco Bianco, un altro reduce dei Nar, assunto dall’allora sindaco Alemanno all’Atac. A sparargli è Carlo Giannotta, reggente dell’ex sezione dell’Msi di Acca Larentia. Movente: le divergenze sulla gestione della sede e della commemorazione dei tre missini uccisi nel 1978. Dopo il ferimento viene perquisita pure la sede di CasaPound e si indaga sui due figli di Giannotta, Mirco e Fabio. Mirco, prima di essere messo da Alemanno a dirigere l’ufficio comunale per il decoro urbano, ha patteggiato la condanna per alcune rapine, mentre Fabio è tra gli autori del colpo a Bulgari di via dei Condotti. Sempre a Fabio Giannotta è stato ricondotto l’arsenale ritrovato nel quartiere Alessandrino: cinque armi da guerra, 16 pistole, giubbotti antiproiettile.Una di queste armi sarebbe stata utilizzata per assassinare nel 2008 Emiliano Zuin. Le istruttorie si sono infilate anche nella vita di di CasaPound. Il 14 aprile 2011 viene gambizzato Andrea Antonini, vicepresidente dell’associazione neofascista. La vittima, con un altro esponente di CasaPound Pietro Casasanta, è stata accusata nell’estate 2012 di aver aiutato un camorrista latitante. Pure Daniele De Santis, incriminato per l’omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito, oltre ad essere un ultrà è un neofascista attivo nel Movimento Sociale Europeo, con un passato in CasaPound.Le curve rivali giallorosse e biancoazzurre sembrano unirsi in un unico disegno politico-criminale. I giudici di Roma nella sentenza che ha condannato gruppi di ultrà, scrivono: «Il vero collante del vincolo che li unisce è la loro collocazione ideologica nell’area della destra più estrema, ispirata da concezioni xenofobe e neofasciste e da un’idea della sopraffazione dell’avversario che anche indipendentemente dal tifo calcistico che potrebbe dividerli, li collega invece in una comunanza di azioni e attività che poco hanno a che fare con le loro presunte passioni sportive». E persino in questo settore, ci sono poi i rapporti con i clan: uno dei capi della curva Nord, arrestato per traffico di droga, è stato segnalato come autista del boss camorrista Senese.Due anni fa in una operazione che ha portato al sequestro di 165 chili di cocaina è finito in manette Emanuele “Lele” Macchi di Cellere, con precedenti per associazione terroristica. Il pariolino “Lele” veniva considerato un “intellettuale di area”: in carcere invece era definito l’angelo custode di Pierluigi Concutelli, il cecchino della destra rivoluzionaria. Ora gli investigatori lo considerano vicino a Carminati.Sorprendente la vicenda del Pussycat, un night club con squillo d’alto bordo dietro la copertura del centro culturale “Le Pecore Nere” il cui vicepresidente era l’ex militante dei Nar Flavio Serpieri. Gli altri due soci? Un vicequestore della polizia e un regista. Infine nel clamoroso crack del broker Gianfranco Lande, il “Madoff dei Parioli”, è comparso Pierfrancesco Vito, l’ennesimo ex pistolero dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con oltre 100 mila euro da riciclare.

Contenuto Redazionale Abuso e dipendenza da Pain Killer: analgesici oppiodi di sintesi (pain killer-PK), in particolare ossicodone (associato o meno al paracetamolo). Toscana Medica, n°8 2014

Questo articolo è paradigmatico di una rilevante diffi coltà della medicina moderna. L’OMS incita tutti i medici ad usare più e meglio gli oppioidi per evitare il dolore inutile e purtroppo l’Italia, escluso alcune regioni tra cui la Toscana, non ha ancora raggiunto gli standard internazionali. Tuttavia, in questo articolo, si segnalano anche i rischi di questo aumentato uso. Siamo fermamente convinti che gli eventi avversi derivino da un uso inappropriato del farmaco sia da parte del medico che del paziente e che il rispetto delle indicazioni scientifiche possa evitare le conseguenze qui segnalate.

www.sostanze.info è un sito web istituzionale, nato nell’ambito di un progetto CCM del Ministero della Salute, in collaborazione con la Regione Toscana, il Servizio Sanitario della Toscana e la Società della Salute di Firenze, attivo dal settembre 2007. Il sito si occupa d’informazione, prevenzione e cura rispetto all’uso e abuso delle sostanze psicotrope e stupefacenti. Offre la pubblicazione quotidiana di articoli su sostanze psicoattive e new addiction, domande-risposte anonime su questioni legate all’uso e all’abuso, pubblicazione libera di articoli, esperienze e informazioni, forum tematici di discussione, chat privata su prenotazione con un operatore della redazione, newsletter tendenzialmente a cadenza settimanale.

Dal 2010 hanno cominciato ad emergere, all’inizio timidamente e poi in maniera sempre più preponderante, segnalazioni di abuso di analgesici oppiodi di sintesi (pain killer-PK), in particolare ossicodone (associato o meno al paracetamolo).

Un’epidemia negli USA

In una review statunitense del 2012 l’ossicodone è confermato essere preferito rispetto a tutti gli altri oppioidi analgesici di sintesi per i suoi effetti psicotropi e per la scarsità di effetti collaterali. Tale fenomeno rappresenta da alcuni anni una notevole criticità negli Stati Uniti dove si parla di vera e propria epidemia. L’abuso di idrocodone, idromorfone ossicodone e tramadolo è indicata come causa crescente di morti accidentali. L’incremento dell’abuso dei farmaci oppioidi è stato collegato alla liberalizzazione delle leggi, avvenuta alla fi ne degli anni 90, che regolano la prescrizione di questi farmaci nel dolore non oncologico, di fatto rendendone più semplice l’accesso. Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno possiamo dire che gli statunitensi sono il 4.6% della popolazione mondiale e consumano l’80% delle riserve di PK mondiali. In 10 anni (2002-2012) è aumentato sia il numero di persone che hanno ricevuto almeno 1 prescrizione sia il numero di prescrizioni per persona. Gli oppioidi rappresentano circa il 68% delle prescrizioni di analgesici. La maggior parte delle prescrizioni riguardano il dolore cronico non oncologico (dolore lombare, cervicale, e cefalea per il 60% dei casi). Più del 65% riguarda trattamenti di 2-3 settimane. Nel 2009 il 12% delle prescrizioni riguardavano giovani fra i 10 e i 29 anni; nel 2010 l’età media di primo utilizzo non medico di ossicodone è stato di 22,9 anni. Un recentissimo studio effettuato dalla Washington School of Medicine di St. Louis e apparso su Jama Psychiatry nel maggio 2014, ha mostrato come su 2800 persone in cura presso 150 centri per il trattamento delle dipendenze sparsi in tutto il paese, il 75% di coloro che attualmente usavano eroina aveva dichiarato di aver provato come prima droga farmaci antidolorifici con obbligo di ricetta.

E in Italia?

Anche in Italia dal 2009 abbiamo una legge che ha reso più semplice la prescrizione di farmaci oppiacei, consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale ed eliminando così le diffi coltà burocratiche che spesso scoraggiavano tali prescrizioni, di fatto facilitando l’accesso e la loro diffusione. Ad oggi il consumo di oppioidi è ancora contenuto ma l’ossicodone (al 3° posto) ed il fentanile (al 13° posto) sono tra i 30 farmaci che hanno avuto il maggior incremento nelle vendite tra il 2012 e il 2013. Dal momento che la storia ci insegna che ciò che succede negli USA dopo alcuni anni si presenta in Europa e in Italia, cosa dobbiamo aspettarci?

Sostanze.info: punto di osservazione

Sostanze.info, da questo punto di vista, rappresenta un osservatorio privilegiato. Infatti la caratteristica dell’anonimato dello strumento on line e il suo carattere 2.0 facilita l’apertura e il confronto trattandosi di argomenti considerati stigmatizzanti. Su sostanze.info, dal 2010 ad oggi, si sono rilevate circa 32 segnalazioni riguardo l’abuso di ossicodone (con o senza paracetamolo) Le prime 2 nel 2010, 0 nel 2011; 13 nel 2012; 14 nel 2013 e 3 al marzo 2014. Nell’ambito della nostra casistica abbiamo tentato una classificazione:

Per caratteristiche anamnestiche:

1. con anamnesi tossicologica negativa: persone che non hanno mai fatto uso di sostanze stupefacenti nel passato, ma che, con l’utilizzo cronico, nel tempo verifi cano il manifestarsi della tolleranza e si vedono costretti ad aumentare progressivamente il dosaggio;

2. con anamnesi tossicologica positiva: la maggior parte. Si tratta di utenti che nel passato più o meno lontano hanno avuto un problema con sostanze stupefacenti o alcol e che attraverso l’utilizzo dei farmaci oppiacei rientrano nel circuito della dipendenza;

3. attuale abuso o dipendenza da sostanze: l’utilizzo di farmaci oppioidi può permettere il mantenimento della dipendenza con la possibilità di affrontare i controlli tossicologici previsti dalla legislazione vigente (patenti, sicurezza in ambito lavorativo ecc) con una possibilità piuttosto elevata  di ottenere refertazioni negative (dal momento che a tutt’oggi la maggior parte dei laboratori non ha a disposizione test di screening per testare questi farmaci) caratteristiche della patologia di base:

1. a seguito di un intervento chirurgico;

2. low back pain;

3. patologie a carico del sistema articolare e muscolo-scheletrico: artrite reumatoide, fibromialgia, dolori muscolari e articolari non meglio definiti.

Per evoluzioni trattamentali:

1. una piccola percentuale (n. 3 su 32) si sono rivolti spontaneamente al Sert e hanno intrapreso una terapia sostitutiva con metadone o buprenorfina. La restante quota (n. 29) si divide così:

2. chiedono informazioni riguardo cliniche pubbliche o convenzionate per effettuare disintossicazioni in regime di ricovero;

3. chiedono informazioni per autogestire terapie (tabelle di conversione, modalità ecc...) e dichiarano di non volere/potere rivolgersi a servizi o sanitari;

4. 1 esito infausto, segnalato da un familiare, per epatopatia tossica da sovradosaggiodi paracetamolo contenuto nella formulazione ossicodone + paracetamolo.

Conclusioni

Alla luce di quanto emerso riteniamo che queste segnalazioni rappresentino verosimilmente l’inizio di una situazione che alla stregua di quello che è avvenuto negli Stati Uniti può acquisire le caratteristiche di fenomeno diffuso. Ovviamente è importante sottolineare che il dolore va trattato in modo efficace e sicuro e ogni cittadino ha il diritto di poter accedere ad un trattamento adeguato. Pertanto, anche se in Italia al momento non esiste una vera emergenza, riteniamo che la situazione vada attentamente monitorata. I dati di letteratura e quelli emersi dalla nostra piccola casistica ci suggeriscono che verosimilmente esistono dei fattori predittivi per lo sviluppo dell’addiction nei confronti dei Pain Killer come: una storia personale o familiare di drug abuse, una dipendenza da alcol o forte tabagismo, una storia di abuso di farmaci prescritti, una comorbilità psichiatrica. I Dipartimenti per le Dipendenze, a nostro avviso,dovrebbero avere un ruolo centrale sia nell’ambito di una collaborazione con Centri per la terapia del dolore e/o con i medici di medicina generale nella conduzione di casi clinici a rischio, sia nel contesto di una formazione della classe medica nei confronti di questi farmaci e del loro potenziale di addiction. A conclusione ci preme inoltre sottolineare come il sito sostanze.info si confermi rappresentare,per le sue caratteristiche, oltre che un efficace strumento di prevenzione, primaria e secondaria, e di counselling a vari livelli, anche un valido punto di osservazione che, se adeguatamente inserito in un ambito di rete istituzionale, può costituire un sistema di allerta precoce.

Laura Calviani, Gioacchino Scelfo, Roberto Baronti, Stefano Alemanno, sostanze.info

Miracoli? In Valdera il 45,4% delle persone che fanno abuso di sostanze e in trattamento al SERT smettono.

Pontedera, comunicato stampa. Sono eccellenti tassi di remissione in Valdera per quanto riguarda l’abuso di sostanze stupefacenti (media 45.4%), in particolare per patologie da oppioidi (60.4%) e da cocaina(35.1%). Il tasso di remissione, cioè quante persone attraverso le terapie sono portate fuori dalle dipendenze considerando un’astinenza di almeno 12 mesi, sono importanti dal punto di vista statistico poiché sono in grado di fornire una serie di informazioni utili a capire quali siano le dipendenze che rispondono meglio alle terapie oppure quali siano le cure meno efficaci, intervenendo con gli opportuni correttivi sulle programmazioni in atto. Questo tipo di analisi epidemiologica, condotta nel 2013 per il 2° anno di rilevazione, ha fornito dati incoraggianti: su 1964 assistiti per dipendenza/abuso di droghe, 564 sono in completa remissione con un tasso del 33,3% (media ASL); per la dipendenza/abuso di alcool sono state in cura 409 persone, di cui 113 condotte in remissione con un tasso del 27,6% come media aziendale. Andando ad analizzare i dettagli per tipologia di dipendenza/abuso: su 1117 assistiti per oppioidi, in remissione sono 415 (37,2%); su 343 assistiti per cocaina, in remissione sono 102 (29,7%); su 191 assistiti per cannabinoidi, in remissione sono 37 (19,4%); su 43 assistiti per farmaci, in remissione sono 10 (23,3%). L’ASL 5 di Pisa, attraverso i SerT garantisce interventi di prevenzione, diagnosi terapia e recupero rivolti a soggetti che facciano uso e/o abuso di sostante psicotrope legali e illegali (alcool, farmaci, droghe). Uno degli obiettivi più importanti è valutare nel tempo l’efficacia delle terapie adottate per promuovere programmi di cura e reinserimento; per questo l’azienda sanitaria pisana ha stretto importanti collaborazioni con il MES (Management e sanità della Scuola Superiore Sant’Anna) e la Regione Toscana, al fine di mettere a punto un sistema informativo in grado di rilevare i tassi di remissione per patologie da uso di sostanze. Uno sforzo organizzativo necessario che ha permesso di affinare maggiormente l’uniformità di comportamento dei servizi nelle varie zone.

 

 

libertad

IO non rimando piu' a domani! Ero contraria all'eroina poi sonó diventata schiava...Per cinque anni ha occupato il 70 x cento del miei pensieri e x tutti questi anni mi sonó chiesta perché una polvere dovesse avere tutta questa importanza per me! Perché? Nessun dottore,nessun amigo,nessun parente ha mai avuto una risposta efficace! O comunque abbastanza interesante da potermi coinvolgere! E perché? Perché la risposta era dentro di me! Scatta la molla e abbatti il craving! Non Ci sonó spiegazioni scientifiche! Noi umani siamo composti di anima vibrante,la mía vibra molto e vibra troppo! Mi sonó siempre chiesta durante questi anni bui come potessero fare tante persone attorno a me a vivere senza eroina Ma entrando in un contesto nel quale tutti erano felici senza sostanza Ho capito che il parámetro di felicita' sbagliato era il mío non quello degli altri e cosi' mi si e' capovolto il mondo! Non Ho piu' guardato i pucher es i td come fortunati Ma il contrario,i fortunati sonó quelli che la mattina si svegliano senza sudorazione,senza rote,senza nubi scure,ecco! Non c e' una medicina per curare il craving c' e'. Solo quella molla che nel personale deve farti crescere e vedere le cose per quello che sonó e non per quello che hai costruito bella tua testa,poi non Ci saranno piu' pucher nei tuoi incubi Ma solo il Desiderio di liberta'.

la fasciomafia romana

L Espresso, 09.09.14.

Non è una città, ma un intreccio di traffici e intrallazzi, delitti e truffe, su cui si è imposta una cupola nera. Invisibile ma potentissima, ha preso il controllo di Roma. Trasformando la metropoli nel laboratorio di una nuova forma di mafia, comandata da estremisti di destra di due generazioni.Al vertice ci sono vecchi nomi, veterani degli anni di piombo, abituati a trattare con le istituzioni e con i padrini, abili a muoversi nel palazzo e sulla strada. Ai loro ordini c’è un’armata bifronte, che unisce banditi e narcos, manager nostalgici e giovani neofascisti.L’ideologia garantisce compattezza, il credo nell’azione e nella sfida. I soldi, tanti e subito, premiano la fedeltà. E la componente borghese, dai maturi colletti bianchi ai ragazzi in camicia nera, gli permette di arrivare ovunque. Con le buone o con le cattive. Per comprendere bene cosa accade oggi nella Capitale, in questo grande spazio circoscritto dal Grande raccordo anulare, occorre mettere da parte quello che accade a Napoli, a Palermo o a Reggio Calabria. È nella Capitale che ha messo radici un sistema criminale senza precedenti, con fiumi di cocaina e cascate di diamanti, ma anche tanto piombo. 

 

Una fascio-mafia, che sintetizza la forza perversa di due tradizioni in un’efficacia che gli ha consegnato anni di dominio incontrastato. Persino gli investigatori hanno fatto appello alla sociologia per spiegare il modello romano. Qui si incarna la microfisica del potere teorizzata da Paul Michel Foucault: il potere criminale-mafioso si esercita, si infiltra, «non è qualcosa che si divide tra coloro che lo possiedono o coloro che lo detengono esclusivamente e coloro che non lo hanno o lo subiscono. Il potere deve essere analizzato come qualcosa che circola, o meglio come qualcosa che funziona solo a catena. Non è mai localizzato qui o lì, non è mai nelle mani di alcuni, non è mai appropriato come una ricchezza o un bene. Il potere funziona, si esercita attraverso un’organizzazione reticolare». Si estende in tutte le strutture sociali ed economiche, con dinamiche che cambiano continuamente e costruiscono altri patti e altri affari. Si infiltra, entra nei ministeri, nelle finanziarie, nelle grandi società pubbliche come nei covi dei rapinatori e nelle piazze di spaccio.Le sigle neofasciste della capitale sono finite coinvolte in numerose inchieste sul traffico di droga e sulle violenze e vendette a questo collegato. Ecco alcuni dei casi più inquietanti

A Roma non ci sono zone in cui commercianti e imprenditori sono obbligati a pagare il pizzo. Non c’è l’oppressione del boss di quartiere. E gli omicidi sono calibrati con estrema attenzione. Luglio si è aperto con l’assassinio di un pezzo da novanta di questo sistema, Silvio Fanella, nei condomini bene. Agosto si è chiuso con l’esecuzione di un’autista della nettezza urbana, Pietro Pace, nella periferia estrema: il padre ha offerto una taglia di 100 mila euro sui killer. Delitti miratissimi, perché quello che conta è far girare i soldi, che si tratti di gestire immobili, licenze, investimenti o di vendere droga. Gli architetti di questo sistema non si sporcano le mani con il sangue. Sanno a chi affidare il lavoro sporco. E quando devono colpire duro, hanno a disposizione una centuria nera compattata dall’estremismo di destra.

 

 

IL NEROUno dei componenti di questa cupola rivoluzionaria è Massimo Carminati, che sembra avere trasformato il suo personale romanzo criminale in una marcia trionfale. È stato nella banda della Magliana e nelle squadre terroriste dei Nar, con amicizie di rango in Cosa nostra e negli apparati deviati dello Stato. Coinvolto in processi importanti, come quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, ne è sempre uscito assolto. Ha scontato pochi anni di carcere per episodi minori. Nella Roma nera è un mito: un leader da seguire e ascoltare. E lui da leader si comporta e agisce. Si mostra, a chi non lo conosce, con modi felpati ed educati. Ma quando vuole sa imporsi con la forza, tanto che sodali e rivali lo rispettano con timore. È lui “l’ultimo re di Roma”.I suoi avvocati Ippolita Naso e Rosa Conti respingono questa ricostruzione: «Se tutto ciò rispondesse a verità, più che un uomo di potere sarebbe corretto definirlo uomo dai super poteri, che ha in mano le redini dell’imprenditoria capitolina, in grado di condizionare le vicende della politica romana, capace di passare dal traffico di droga ai vertici degli affari economici controllando, già che c’è, anche il territorio. E il tutto con un occhio solo!». Un riferimento a quella ferita vecchia di trent’anni, l’eredità di un conflitto a fuoco con i carabinieri che gli ha fruttato il soprannome di “er Cecato”. Per i legali però, come scrivono in un atto di citazione per difendere il loro cliente: «Siamo all’apoteosi dei luoghi comuni cinematografici. E di questo strabordare di informazioni neanche l’ombra di un elemento, un indizio, una circostanza oggettiva, una testimonianza, un riscontro, una indicazione di massima, una traccia, un segno che si sforzi di dare una parvenza di verità a quanto riferito». 

 

 

 

 

Per gli avvocati, «Carminati non ha più alcun conto in sospeso con la giustizia, è attualmente privo di pendenze penali e soprattutto re-inserito in un contesto sociale e familiare del tutto lecito, nel quale lodevolmente egli sta cercando di recuperare» e poi «si prende cura costantemente del figlio ventenne e convive stabilmente con la compagna, Alessia Marini, con la quale gestisce il negozio di abbigliamento “Blue Marlin”».

 

VILLA CONNECTION

Le parole degli avvocati sono un punto di partenza per decifrare la pista nera. Il negozio fa capo alla “Amc Industry srl” di cui è amministratore unico Alessia Marini e Carminati non compare come socio. La “Amc industry” dal primo gennaio 2011 ha preso in affitto una villa a Sacrofano, alle porte di Roma, su una collinetta che domina tutta la zona.Si tratta di una bella abitazione, ben rifinita, su due piani, con grande piscina circondata da prato all’inglese e un lungo viale che separa dal cancello. Qui vive Massimo Carminati. La villa risulta di proprietà del commercialista Marco Iannilli, un professionista dalle alte relazioni che negli ultimi quattro anni è diventato protagonista della cronaca giudiziaria. È stato arrestato e condannato in primo grado per la colossale truffa su Fastweb e Telecom Sparkle, che ha fatto girare centinaia di milioni di euro. Ma ha anche un ruolo chiave nelle istruttorie su Enav, l’azienda pubblica che gestisce il traffico aereo, su Digint e su Arc Trade: procedimenti che ruotano intorno a Finmeccanica, il gigante statale degli armamenti hi-tech. È nei guai anche per la vicenda della mazzetta pagata da Breda Menarini, sempre del gruppo Finmeccanica, per aggiudicarsi la fornitura di autobus da Roma Metropolitane, in cui sono indagati anche l’ex sindaco Gianni Alemanno e Riccardo Mancini. Che in passato avevano avuto rapporti con Carminati: un passato forse non così remoto. 

 

 

 

Solo coincidenze? Quando nel febbraio 2010 i carabinieri del Ros arrestano Iannilli, lo trovano in possesso di una Smart intestata a Carminati. E quando il commercialista a novembre 2011 finisce ancora in cella, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma e i militari del Ros annotano che «immediatamente dopo l’arresto di Iannilli, si recava presso la sua abitazione Massimo Carminati, allertato a tal proposito dalla moglie del commercialista». Perché tanto interesse? Negli atti non c’è risposta. Ma Iannilli per gli inquirenti era un esperto «nell’utilizzo di prestanome» e «per la costituzione o la rilevazione di società italiane ed estere, e la conseguente apertura dei relativi conti correnti, allo scopo di veicolare i profitti illeciti provenienti da operazioni di frode fiscale di notevole entità». Un professionista insomma che gestisce decine di milioni di euro e che sarebbe stato capace di dare copertura pulita ad attività in tutto il mondo, «il tutto per agevolare altri soggetti o organizzazioni criminali, in attività di riciclaggio di denaro».Il commercialista sembra pendere dalle labbra del “Cecato”. E non pare essere l’unico. C’è un altro uomo introdotto nei salotti buoni e di manifesta fede fascista che avrebbe subito il carisma dell’ex terrorista: Lorenzo Cola, tra i principali collaboratori di Pierfrancesco Guarguaglini, fino al 2011 numero uno di Finmeccanica. Per gli investigatori ha controllato un sistema illegale «in grado di influenzare le scelte societarie e commerciali dell’Enav». In questo modo ha creato operazioni di sovrafatturazione fra le aziende di Finmeccanica e società subappaltanti riconducibili a Iannilli: somme trasferite all’estero grazie alla rete del commercialista.Iannilli e Cola erano in affari con un altro estremista duro e puro: Gennaro Mokbel, condannato in primo grado come regista della truffa Fastweb con un riciclaggio da due miliardi. Ma è anche l’uomo che con l’aiuto, da una parte degli amici di Carminati e dall’altra della ’ndrangheta, è riuscito a far eleggere al Senato Nicola Di Girolamo, oggi detenuto ai domiciliari. In ogni indagine condotta dalla magistratura romana che riguardi grandi operazioni finanziarie spunta sempre qualcuno legato all’estrema destra, alla ’ndrangheta, agli 007 deviati, e a boss napoletani trapiantati nella Capitale. E su tutto si allunga l’ombra del “Cecato”. Perché lui vive in una terra di mezzo, perché sa come risolvere i problemi di chi abita negli attici dei Parioli e sa a chi chiedere nei meandri delle periferie più malfamate.CACCIA AL TESOROL’intreccio di business e crimine, di manager e fasci, è esploso con i proiettili che il 3 luglio scorso in un condominio elegante della Camilluccia hanno ucciso Silvio Fanella. Gli inquirenti lo definiscono “il cassiere di Mokbel” e stava scontando ai domiciliari la condanna a nove anni proprio per l’affaire Fastweb-Telecom Sparkle. Uno degli aggressori è rimasto ferito ed è stato arrestato: Giovanni Battista Ceniti, ex dirigente piemontese di Casa Pound. Non doveva essere un omicidio. In tre, fingendosi militari delle Fiamme Gialle, volevano rapire Fanella e farsi rivelare il nascondiglio di un tesoro da sessanta milioni di euro. Solo una parte è stata poi ritrovata dal Ros: mazzete di denaro e sacchetti pieni di diamanti, sepolti in un casale ciociaro.La caccia a quel forziere è stata un’ossessione, che potrebbe avere incrinato antichi accordi tra i nuovi re di Roma. Già due anni fa avevano provato a rapire Fanella. E proprio le indagini sul primo raid hanno aperto un altro spaccato sui poteri occulti della Capitale. Per quel blitz la procura ha ordinato l’arresto di tre persone. Uno è Roberto Macori, 40 anni, fino al 2011 factotum di Mokbel che poi si è legato ad un altro dei senatori della Roma criminale: Michele Senese, detto “o Pazzo”, il padrone della periferia a Sud del raccordo anulare, dove domina lo spaccio. Anche lui passato dalla banda della Magliana, ma soprattutto boss legato alla camorra e ai casalesi: da un anno è in cella per omicidio. Anche lui abituato a pensare in grande e muoversi nell’imprenditoria, sempre in accordo con Carminati. Prima dell’arresto, assieme a Macori voleva mettere in piedi una truffa da 60 milioni, rilevando un deposito di carburante a Fiumicino. Entrambi erano in stretto contatto e Macori al telefono parlava dell’interesse «dei napoletani» per il tesoro custodito da Fanella.Non sarà un caso se a casa di Macori, dopo l’arresto, i carabinieri hanno sequestrato sei diamanti purissimi che sembrano essere uguali a quelli trovati nel caveau di Fanella. E gli investigatori non credono più alle coincidenze. Stanno ricostruendo un mosaico in cui tanti delitti, tante acrobazie finanziarie in cui compaiono gli stessi nomi e gli stessi metodi. I reduci dei Nar, gli emissari di ’ndrangheta e camorra, la manovalanza a mano armata reclutata tra i neofascisti: l’organigramma della nuova fascio-mafia romana.

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/09/news/i-fasciomafiosi-alla-conquista-di-roma-1.178836

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