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Scheda Informativa

Informazioni Generali

  • L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

    L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Effetti

  • Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

    Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

    L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  
     

Cenni Storici

  • L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.
    Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il dolore provocatole dal rapimento della figlia Persefone.
     L’eroina viene sintetizzata nel 1874 a partire dalla morfina dal chimico Alder Wright all’Ospedale Saint Mary di Londra, ma le sue potenzilità mediche vengono ignorate. Ventitré anni dopo, nel 1897, l’eroina è nuovamente sintetizzata dal dottor Felix Hoffmann, ricercatore della casa farmaceutica Bayer. La Bayer commercializza da subito l’eroina come medicinale per il trattamento della tosse e dei problemi respiratori. Un anno dopo l’eroina è già un grosso successo commerciale esportato in oltre venti paesi.
    Nei primi del novecento, molti medici e farmacisti iniziano a rendersi conto che le vendite di eroina sono infinitamente superiori all’effettiva possibile domanda di farmaci anti-tosse: si scopre che la maggioranza degli acquirenti la utilizzano come droga e non certo per curare la tosse.

Approfondimenti

  • Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
    Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione sociale legati alla dipendenza da sostanze, figura drammatica ed emblematica della contemporaneità. Il tossico è un topos della città contemporanea così come l’ubriacone lo era per ogni piccolo paese.

    Proprio la figura così immediatamente riconoscibile, così irrimediabilmente “diversa” del tossico ha sorretto lo sviluppo di una forte stigmatizzazione sociale dell’atto, e favorito la dura lotta delle società occidentali contro l’eroina. La percezione sociale del rischio per questa sostanza è elevatissima e il livello di disapprovazione non ha eguali tra le altre sostanze: il 98% della popolazione lo disapprova contro, ad esempio, il 69% della cannabis e il 92% per la cocaina*.  
    Il consumo di eroina va via via decrescendo, e questo calo è confermato anche dagli ultimi dati che sottolineano come coloro che l’avevano utilizzata nel corso dell’anno nel 2001 costituiva  lo 0,5 della popolazione contro lo 0,3 del 2005. Si conferma quindi come l’eroina sia una sostanza “fuori moda”, relativamente distante dalle esigenze e dalle modalità di consumo oggi in voga.  

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Eroina

tossicodipendenza: il meccanismo della negazione

I consumatori di droga hanno spesso comportamenti caratterizzati dalla negazione (denial) della gravità del proprio problema. Sebbene tale meccanismo psicologico sia considerato una forma di difesa, recenti indagini suggerirebbero che potrebbe dipendere da una disfunzione cerebrale simile a quella osservata in altre patologie neuropsichiatriche.
L’indagine è stata presentata da Rita Goldstein, coordinatrice del gruppo di neuroimmagine presso il Department of Energy’s Brookhaven National Laboratory, nell’ambito del convegno annuale tenutosi presso la Society for Neuroscience a Washington su “Ridotta presa di coscienza della malattia nella tossicodipendenza”. Secondo la ricercatrice i pazienti che soffrono di patologie mentali quali la schizofrenia spesso non hanno consapevolezza dei propri sintomi e della gravità del proprio disturbo. Questa compromissione non solo può peggiorare i sintomi ma anche ridurre la risposta e l’adesione al trattamento terapeutico.
Il deficit di consapevolezza sembra abbia origine da un deterioramento delle medesime regioni cerebrali interessate dai sintomi della dipendenza – per esempio la persistenza dell’uso di droga anche quando scompare l’effetto piacevole. Questo deficit spiegherebbe la difficoltà dei tossicodipendenti di riconoscere, accettare ed ammettere i sintomi della dipendenza così come il bisogno di cure. Si contribuirebbe inoltre a spiegare il fallimento di questi pazienti ad aderire ai regimi terapeutici e la tendenza ad avere ricadute.
Dronet

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Eroina

SVIZZERA: REFERENDUM;SI'A EROINA DI STATO, NO A CANNABIS

E' svolta in Svizzera. Gli elvetici, con un voto contrastante, da una parte hanno autorizzato la somministrazione dell'eroina ai tossicodipendenti dietro prescrizione medica, dall'altra hanno bocciato la legalizzazione della cannabis. Questi i primi risultati della nuova tornata di referendum su cui sono stati chiamati a esprimersi i cittadini della Confederazione, che tra l'altro, hanno eliminato la prescrizione per il reato di pedofilia. Secondo uno studio recente, la Svizzera e' il Paese europeo che fa piu' uso di cannabis, ma nonostante cio', la proposta di legalizzarla non ha ricevuto il sostegno della maggioranza della popolazione. Mentre, per quanto riguarda la prescrizione dell'eroina per i tossicomani (sperimentalmente avviata nel 1994) il 68% degli elettori si e' espresso a favore, confermando la legge approvata del Parlamento all'inizio di quest'anno: una svolta che fa della Svizzera uno dei primi Paesi al mondo a introdurre 'l'eroina di Stato'. E' rivoluzione anche per la giurisprudenza: non esistera' piu' in Svizzera la prescrizione per il reato di pedofilia. Quasi il 52% dell'elettorato, circa 1,2 milioni di persone, ha votato infatti per un testo di legge che abolisce un termine temporale per presentare denuncia per reati di pedofilia. Tutti i maggiori partiti, eccetto l'Svp di estrema destra, avevano respinto la proposta di legge e nella revisione del codice penale di giugno avevano inserito il limite di 33 anni di eta' per poter presentare denuncia per reati di pedofilia. Bocciato infine il referendum per abbassare l'eta' pensionabile a 62 anni.

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Eroina

GOVERNO RIVEDRA' LINEE GUIDA SU METADONE

Roma, 30 ott. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il Governo si e' impegnato a rivedere le linee guida che regolano l'affidamento a casa del metadone come terapia sostitutiva per i tossicodipendenti. La decisione, rivela all'ADNKRONOS SALUTE Giovanni Serpelloni, capodipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, e' maturata subito dopo aver appreso della morte a Sutri del bambino che aveva ingerito il metadone destinato al papa' della vittima. "Dopo aver appreso la notizia ne ho parlato immediatamente con il sottosegretario con delega alla droga Carlo Giovanardi. E abbiamo concordato la necessita' di studiare nuovi regolamenti per l'affidamento della terapia farmacologica sostitutiva per le persone con problemi di tossicodipendenza. Le modalita' di assegnazione di farmaci come il metadone - spiega Serpelloni a margine del convegno sugli emoderivati, promosso dall'Osservatorio sanita' e salute - oggi dipendono da Regioni, Asl e dipartimenti delle dipendenze''. ''Dobbiamo congegnare criteri di esclusione dall'affidamento a casa del metadone per tutte quelle categorie di persone che non ne abbiano una reale e assoluta necessita' dovuta a malattia oppure orari di lavoro. E in ogni caso - aggiunge - stiamo pensando di evitare la possibilita' di portare a casa il metadone per quanti vivano con minori".

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Eroina

Afghanistan. Quanto e' calata la produzione di oppio? Guerra di cifre Onu-Usa

Gli esperti delle Nazioni Unite e degli Stati uniti concordano sul calo della produzione di oppio in Afghanistan nel 2008, ma si registra uno scontro tra i rispettivi uffici antidroga sulle stime del decremento.
Secondo l'ufficio antidroga della Casa Bianca, la produzione di eroina ha subito una flessione del 31 per cento rispetto al 2007 (- 2.700 tonnellate), anno in cui e' stato registrato il picco piu' alto degli ultimi anni. Secondo le Nazioni Unite - che hanno rilasciato le stime lo scorso 26 agosto -, il calo nella coltivazione dei papaveri e' pari al 19 per cento e avrebbe prodotto una contrazione meno consistente della produzione di oppio a causa di un aumento della resa del campo coltivato. Anche per la Casa Bianca la coltivazione del papavero ha subito una analoga contrazione pari al 22 per cento, ma la resa e' diminuita in pari misura. Secondo il direttore dell'ufficio antidroga della presidenza Usa, John Walters, le stime del Palazzo di vetro sono dovute ad "anomalie metodologiche": la tecnica della raccolta delle informazioni da parte dell'Onu e' sostanzialmente diversa da quella statunitense.
I due istituti concordano pero' sulle cause della contrazione dei raccolti: la siccita' dell'ultimo anno ha ridotto drasticamente la superficie coltivabile. Secondo le Nazioni Unite si e' passati dai 193 mila ettari dello scorso anno agli attuali 157 mila. Per Washington, che concorda con l'Onu sulla superficie coltivata per il 2008, si parte da un dato superiore per lo scorso anno di poco superiore ai 200 mila ettari. L'amministrazione Bush ha speso dal 2002 la cifra di 2,8 miliardi di dollari per la lotta alla coltivazione della droga in Afghanistan, registrando nel 2006 e 2007 un record nell'aumento dei raccolti. Ogni anno entrano nelle casse dei trafficanti di oppio - che sono per lo piu' talebani -, oltre 70 milioni di dollari. L'Afghanistan e' ancora il piu' grande produttore di oppio al mondo e la provincia meridionale di Helmand e' quella dove si registra la maggiore produzione, pari al 60 per cento di tutto il paese. Un dato positivo, secondo Walters e' l'aumento costante delle province afgane dove non si coltiva il papavero: attualmente sono 18 su un totale di 34, nel 2007 erano 15, mentre nel 2006 erano 12.  

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fonte ADUCDroghe
 

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Eroina

Bimbo beve metadone e muore. Aveva un anno, arrestati i genitori

La Repubblica 30 ottobre 08
VITERBO - E' morto a un anno bevendo il metadone abbandonato in casa dai genitori. Nel Viterbese i carabinieri hanno arrestato una giovane coppia di tossicodipendenti; a casa i carabinieri hanno trovato sparse un po' ovunque, dosi di hashish e siringhe usate oltre ad una piccola serra per la coltivazione di canapa indiana.

Stavano dormendo i genitori quando il piccolo si è sentito male. Molto probabilmente ha bevuto del metadone da una delle bottiglie sparse per terra. "Più tardi lo squillo di un cellulare ci ha svegliati", ha detto la mamma in lacrime. "Sono andata a gardare in culla e l'ho trovato con le manine e i piedini freddissimi. Lo abbiamo avvolto in un accappatoio e l'abbiamo subito portato in ospedale". Ma al punto di primo soccorso di Ronciglione il bambino è arrivato morto.

Secondo i medici il decesso è avvenuto a causa di "ingestione di sostanze stupefacenti", ma in attesa dell'autopsia, i genitori sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti.

L'uomo ha 35 anni, è in cura al Sert di Ronciglione e ha precedenti specifici legati allo spaccio. Il metadone gli era stato prescritto per tentare una terapia disintossicante. Anche la sua compagna, che ha 25 anni, è nota alle forze dell'ordine. Dividevano un monolocale fuori Sutri, a Fontevivola, "uno stanzone dove regnava sporcizia e una grande confusione", ha detto il capitano dei carabinieri che ha arrestato i genitori del bambino. Nell'appartamento c'erano diversi flaconi di metadone incustoditi, alcuni pieni altri vuoti; undici piantine di marijuana; semi di cannabis e una vera e propria serra artigianale destinata alla coltivazione di
 

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Canada. Vancouver. L'eroina efficace nelle terapie disintossicanti

Sono stati pubblicati i dati della prima ricerca condotta in Nord America sull'efficacia dell'eroina nelle terapie disintossicanti . La ricerca, denominata NAOMI (North American Opiate Medication Initiative) ha rivelato, come precedentemente aveva fatto una ricerca tedesca, che l'eroina usata come metadone e' efficace nel ridurre il consumo di droghe e migliora le condizioni di salute dei tossicodipendenti.

Secondo la ricerca tedesca, e' positiva la somministrazione dell'eroina per combattere la tossicodipendenza in soggetti a cui altre terapie non hanno sortito alcun effetto.

Per la ricerca tedesca, la piu' grande fin'ora realizzata, la somministrazione dell'eroina non solo ha migliorato le condizioni di salute dei tossicodipendenti, ma ha anche migliorato le condizioni sociali e l'inserimento sociale. I risultati sono stati cosi' inequivocabili, che i ricercatori hanno invocato nuove politiche sociali per rendere legale questa terapia.

Una terapia del genere potrebbe sembrare contraddittoria, ma invece ha dimostrato di essere il modo piu' sicuro per ridurre la pericolosita' di questa sostanza. La somministrazione dell'eroina ha dimostrato di migliorare la salute dei soggetti, riducendo o stabilizzando il consumo di eroina e cocaina. Inoltre, e' aumentato il numero dei soggetti inseriti nel mondo lavorativo.

Nella ricerca, durata due anni e divisa in due fasi, sono stati creati due gruppi: uno con coloro che non avevano ricevuto alcun beneficio dalla somministrazione del metadone, e l'altro con coloro che non avevano partecipato ad alcun programma.

Il risultato e' stato che "la somministrazione dell'eroina si e' dimostrata efficace quanto quella del metadone per soggetti a cui questa terapia non era stata efficace e per i tossicodipendenti mai entrati in un programma".

Lo studio tedesco e' l'ultimo di una serie a dimostrare la validita' di questa terapia. In Gran Bretagna, Svizzera e Olanda ci sono state ricerche simili e programmi concreti che ne dimostrano la validita'.

L'unico programma di questo genere attivo in Nord America e' il NAOMI, attivo in Vancouver.

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Eroina

TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE

TOSSICODIPENDENZA: DUE DOMANDE CHIAVE
di Avram Goldstein
PRIMA DOMANDA CHIAVE: Come mai alcuni soggetti diventano tossicodipendenti in prima battuta, ed altri no? Perchè ad alcuni neanche piace l'effetto psicoattivo delle droghe che danno assuefazione e, quindi, non incominciano mai ad usarle? Perchè alcuni individui usano tali sostanze con moderazione e non passano mai ad un uso pesante e all'assuefazione?
Questa estrema variabilita' fra le gente riguarda tutte le sostanze assuefacenti, dalla nicotina all'alcool, dalla cocaina all'eroina. Non può darsi che ci siano fra la gente alcuni individui il cui "sentiero della ricompensa" sia in qualche modo deficitario, e che riescano a sentirsi "normali" soltanto se assumono un oppiaceo, per esempio, e che scoprono questo fatto quando incontrano l'eroina per la prima volta?
C'è chi sostiene che diventare tossicodipendenti e' una questione psicologica e non un problema biologico. Ma per quanto riguarda il comportamento, ciò che è psicologico è anche una questione di cervello. Fino a poco fa non c'erano modi per mappare il cervello umano vivente; ma ora le tecniche di immagine, come la risonanza magnetica (MRI) o la tomografia ad emissione di positroni (PET) lo hanno reso possibile. Così noi stiamo attualmente apprendendo, attraverso la tecnica delle immagini, quale circuito cerebrale media quel particolare comportamento.
L'anatomia e la chimica del cervello nella sua totalità sono all'inizio determinate da un programma nel nostro DNA. Poi, attraverso le esperienze di vita, sia l'anatomia (la circuitazione del cervello), che la chimica (i neurotrasmettitori e i loro recettori) vengono modificate. La maggior parte dei comportamenti sono determinati sia dalla genetica che dall'ambiente, con l'alternarsi, in ogni specifico caso, del predominio dell'una o dell'altro.
Un ricercatore mise insieme per i suoi studi sette paia di gemelli monozigoti, bambini e bambine di circa quattro anni. In un'occasione egli li predispose in gruppo per una fotografia, senza dare loro istruzioni particolari. Tutti noi abbiamo visto coppie di gemelli identici, e non siamo sorpresi da quanto questi soggetti si assomigliano fra di loro. Ma nella foto c'e' qualcosa di sorprendente. Non furono date istruzioni ai gemelli su come tenere le mani, ma osservando attentamente l'immagine, si vede come ciascun individuo della stessa coppia tiene le mani nello stesso, identico modo. Qualche gemello stringe la mano destra sulla sinistra, altri la sinistra sulla destra, altri stringono le mani a pugno chiuso, altri ancora le lasciano abbandonate sul grembo, e cosi' via. Ma ogni coppia mostra un identico comportamento anche in questa semplice questione di postura delle mani.
Un altro ricercatore mise insieme gemelli monozigoti che erano cresciuti separati, cosi che il comportamento identico non poteva essere attribuito ad influenze ambientali. E ancora la fotografia mostrava che gli individui della stessa coppia mantenevano identica posizione delle mani, delle gambe, della testa, e perfino la stessa espressione facciale. E queste somiglianze non si riscontrano nei gemelli dizigoti. Dunque, rispetto a questi comportamenti, la genetica sembra essere determinante.
Coloro che hanno dubbi sul fatto che la genetica influenza fortemente il comportamento, farebbero bene a considerare il comportamento dei cani lavoratori, che sono cresciuti in modo specifico per certi comportamenti, come riportare, puntare, attaccare, o tenere insieme il gregge. Nella nostra famiglia c'e' un pastore australiano che non ha mai visto una pecora in vita sua e che e' stato separato dalla madre prima che potesse insegnargli il mestiere. Eppure quell'animale tiene insieme la famiglia con grande determinazione ogniqualvolta si va in giro con figli e nipoti. Non permette a nessuno di allontanarsi dal gruppo.
Ora, che c'entra tutto questo con l'assuefazione all'eroina? Gli studi sugli animali ci dicono che generazioni di topi e di ratti possono essere allevate con la volontà o la non volonta' di auto somministrarsi eroina per facilitare od impedire di divenire tossicodipendenti. Nel caso dell'alcool sappiamo veramente che ci sono degli individui predisposti (vulnerabili) all'assuefazione. La consapevolezza ci proviene dalla famiglia, dai gemelli, dalle pratiche di adozione trasversale, e dagli studi farmacologici. Si tratta di una ricerca che e' in corso e che ha lo scopo di identificare i geni che contribuiscono alla predisposizione.
C'e' comunque bisogno di ulteriori ricerche per stabilire se anche la predisposizione genetica gioca un ruolo nell'assuefazione all'eroina. E' un problema molto importante, poiche' se e' vero che diventare tossicodipendenti non e' interamente una libera scelta, ma piuttosto e' provocata da un disordine della chimica cerebrale, questo e' cio' che conferma il concetto della tossicodipendenza da eroina come malattia. Conseguentemente sarebbe piu' facile rimuovere lo stigma e legittimare pienamente la terapia a lungo termine mediante un sostitutivo degli oppiacei, come il metadone, o il LAAM agli occhi dei programmatori degli interventi, dell'opinione pubblica, ed in cio' che gli stessi tossicodipendenti pensano.
SECONDA DOMANDA CHIAVE: Dal momento che i sintomi della sottrazione si possono al giorno d'oggi pienamente controllare con farmaci vari, tanto che un tossicodipendente può essere portato ad uno stato astinenziale senza alcuna difficoltà, come mai ciò non risolve il problema? Perchè la ricaduta è così comune? Si tratta di una connaturata deficienza del "sentiero della ricompensa", oppure si tratta del fatto che l'esposizione cronica ad un oppiaceo ha causato danni irreversibili?
In ambedue i casi ci saranno tossicodipendenti non in grado di funzionare normalmente con la loro disponibilita' naturale di endorfine e che avranno bisogno di un oppioide, come il metadone, che occupi i recettori.
E' necessario sapere che cos'e' che scatena la ricaduta in un ex tossicodipendente astinente. La ricaduta e' preceduta dall'appetizione compulsiva, un'incoercibile necessita' di usare la sostanza, spesso provocata da uno stimolo ambientale che e' in relazione ad un suo precedente uso. Uno stimolo come la vista dell'armamentario per le iniezioni, o di un posto dove si compra eroina per la strada, non solo possono evocare l'appetizione compulsiva, ma anche determinare cambiamenti fisiologici misurabili, come alterazione del polso, pressione sanguigna e reazioni galvaniche sull'epidermide.
Uno studio recente condotto dai ricercatori del National Institute on Drug Abuse (NIDA) si e' occupato dell'appetizione compulsiva per la cocaina in ex cocainomani. La tecnica impiegata e' stata la scansione alla PET, una procedura di immagini che mostra quali aree nel cervello umano vivente vengono attivate a seguito di particolari stimolazioni. I gruppi di soggetti erano due. Quelli che non avevano mai usato cocaina, ed altri che ne avevano abusato nel passato ma non piu' negli ultimi mesi recenti. Due generi di stimolo sono stati presentati con un video, uno neutrale (come una scena pastorale), e un altro connesso con la cocaina (come il necessario per le iniezioni). I soggetti che non avevano mai usato cocaina, esposti a tutte e due gli stimoli, non hanno mostrano nessuna attivita' cerebrale anomala. Quelli che avevano usato cocaina non erano influenzati dalla scena neutrale, ma rispondevano assai diversamente a quella correlata con la cocaina. Si produceva appetizione intensa, e si illuminavano specifiche zone del cervello (corteccia frontale e amigdala), che sono notoriamente associate alla memoria emozionale e all'appetizione.
Cito questo esperimento perchè dimostra chiaramente che un soggetto precedentemente esposto all'uso pesante di cocaina presenta alterazioni cerebrali in certe zone, provocate dall'uso cronico di quella sostanza assuefacente. E dimostra anche quali zone del cervello sono interessate all'appetizione compulsiva che porta alla ricaduta. Ancora piu' importante per noi, ci indica la direzione per ulteriori ricerche similari con gli eroinomani, utilizzando la tecnica delle immagini. Una promettente prospettiva che pochi anni fa' era soltanto un sogno.
fonte: La neurobiologia dell'assuefazione all'eroina e del trattamento metadonico, 1997

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Eroina

Cronaca immaginaria da una città dove la vendita di droga è stata legalizzata

L'eroina non è più proibita e...

Di Taradash Marco - 6 aprile 1993
L’eroina non è più proibita e…
Cronaca immaginaria da una citta’ dove la vendita di droga è stata legalizzata
MILANO 1997
di Marco Taradash
SOMMARIO: Basta spacciatori. Reati diminuiti del 30 per cento. Aids in calo. Vivremmo davvero così se gli stupefacenti non fossero più fuorilegge? Il leader degli antiproibizionisti racconta a “Epoca” un’ipotetica giornata senza guerra per la dose. Che comincia davanti al coffee-schop Luna Grigia.
(EPOCA, 6 aprile 1993)
Marco taradash, 43 anni, parlamentare della lista antiproibizionista, è tra i promotori del referendum contro la legge sulla droga per cui saremo chiamati a votare il 18 aprile. Epoca gli ha chiesto di descrivere che cosa succederebbe concretamente in Italia se la vendita di sostanze stupefacenti fosse legalizzata.
Il “Luna Grigia” apre fra poco, alle 10 del mattino, e i primi clienti hanno formato un piccolo capannello già da alcuni minuti. Sono studenti di giurisprudenza della Statale, che approfittando della pausa fra le lezioni sono venuti a fare rifornimento in questo coffe-shop, il primo degli ottanta finora aperti in città (oltre che il primo in Italia), che dista poche centinaia di metri dalla loro facoltà. Davanti alla rivendita nessuna insegna particolare: è proibito esporre il simbolo della marijuana, per cui tutti i locali del genere hanno scelto come richiamo una piccola luna, seguendo proprio l’esempio di questo. Quando entriamo le macchine del caffè sono già calde. Ordino un cappuccino, e chiedo la lista dei prodotti.
Milano è stata la prima città a tradurre in pratica integralmente, anche se con una certa gradualità, la nuova legge sulla droga. Oggi, dopo le furibonde polemiche della prima ora, la città comincia a fare qualche valutazione più distaccata su quanto è avvenuto.
Come è noto, la situazione del narcotraffico a Milano e nel suo Hinterland era sfuggita a ogni controllo ormai da alcuni anni. La città e la regione detenevano tutti i peggiori record riguardo alla mortalità per overdose e per Aids fra i tossicodipendenti. Il carcere di San Vittore, divenuto un focolaio di epidemie per la città, era meta delle troupe televisive di tutto il mondo. Allarmante sotto ogni profilo era la situazione dell’ordine pubblico.
Già nel febbraio 1993, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il capo della locale Procura distrettuale antimafia aveva dichiarato che il controllo del territorio milanese era conteso da ben 40 bande mafiose o criminali. Queste nell’anno precedente si erano rese responsabili di 322 omicidi volontari, una cifra che trovava riscontro soltanto nel palermitano. Se la droga uccideva i tossici e le armi decimavano gli spacciatori, il denaro della droga avvelenava l’economia lombarda. Le organizzazioni degli imprenditori e la Camera di Commercio non si stancavano di denunciare gli altissimi tassi di inquinamento dell’economia legale dovuti al riciclaggio delle narcolire (non a caso la prima associazione antiproibizionista fra imprenditori, RED - Regolamentazione della Droga, era nata proprio a Milano nel 1992).
La goccia che aveva fatto infine traboccare il vaso erano state le durissime polemiche fra i cittadini e la polizia. Non passava settimana, negli ultimi mesi prima del varo della nuova legge, senza che avvenissero scontri fra gruppi di spacciatori e cittadini decisi a farsi giustizia da sé. Nonostante le retate delle forze di polizia, che ogni tanto riuscivano a ripulire questo o quel quartiere, si accendevano a ritmo incessante sempre nuovi focolai di tensione. Alla fine c’era scappato il morto e la sperimentazione da anni richiesta dal partito trasversale della legalizzazione aveva avuto inizio.
Il proprietario della “Luna Grigia” è un giovane imprenditore, con precedenti esperienze nell’editoria universitaria: da anni era - racconta - un forte fumatore di “erba” (per combattere la nevrosi e dormire la notte, dice) ed ha pensato di mettere a frutto la sua esperienza di gourmet della cannabis. Mi spiega le più sottili differenze di aroma e di effetti fra libanese rosso, afgano nero, le foglie del Marocco, quelle della California e quelle dell’Aspromonte. Le estere sono certamente migliori, ma anche le erbe nazionali, ora che è possibile sperimentare incroci e ibridazioni, non sono più l’acqua fresca di un tempo. La Manifattura Calabra, di proprietà al 50% della Regione e al 50% di una cooperativa di produttori, ha assunto, alla sua costituzione, alcuni fra i migliori agronomi degli ex Monopoli di Stato del tabacco e comincia a produrre anche per l’esportazione (in Olanda, naturalmente).
Una ragazza, Luisa R., sceglie la sua erba e paga: 30 mila lire per una busta da 2,5 grammi, che gli basterà per un mese. Carta marroncina, senza fregi, con su la scritta: “Questa è una droga, danneggia gravemente la salute”, l’indicazione del contenuto di THC (il principio attivo), e quella del paese di provenienza. Prima che la legge entrasse in vigore Luisa spendeva, per la stessa quantità e qualità, quattro volte tanto. Un paio di spinelli costano oggi più o meno quanto un pacchetto di sigarette. La nuova legge punisce (con sanzioni amministrative, a meno che non vi sia sospetto di spaccio, perché allora si rischiano anni di galera) la detenzione di oltre trenta grammi di erba, oltre 6 grammi di cocaina, e oltre 3 grammi di eroina. Inoltre è vietato il consumo pubblico di tutte le sostanze stupefacenti (le ammende sono salate: da 200 mila lire fino a 2 milioni, salvo che non si incappi nel reato penale di “incitamento indiretto al consumo”, che può comportare l’arresto). Pene severissime per chi si mette al volante dopo l’uso di qualsiasi sostanza.
Gli ottanta coffee-shop di Milano funzionano a pieno ritmo, e altri ne apriranno presto, ma, dicono le autorità, non c’è stata l’esplosione del fenomeno che molti temevano. Sebbene sia difficile fare paragoni con gli anni del Proibizionismo, quando evidentemente nessuno poteva fare statistiche, non sembra che i consumi di canapa siano aumentati molto fra i giovani, grazie anche alla campagna di informazione e prevenzione che ha preceduto il varo della nuova legge.
I controlli nei coffee-shops sono rigorosi e finora nessuno ha violato le regole del gioco: questi non possono essere ubicati in prossimità di scuole, ospedali e centri sportivi, vi è vietato l’ingresso ai minori di 16 anni, e vi si possono vendere soltanto derivati della canapa, oltre a caffè e the. Sono vietati vendita e consumo di alcolici di ogni tipo, ultravietate le altre sostanze stupefacenti, la cui semplice presenza nel locale può far saltare la licenza (è successo a Roma). Inoltre vi si possono tenere in visione giornali e riviste ma non ne è permessa la vendita. Il senso generale di questa regolamentazione è di non rendere attraenti i coffee-shop per chi non abbia un preciso interesse nella merce che vi si vende, oltre che, ovviamente, di tenere separate le cosiddette droghe leggere da quelle pesanti. La legge proibisce anche di cedere a terzi la propria “erba”, ma finora la polizia è intervenuta soltanto in caso di acquirenti minorenni e non si ha notizia di un vero e proprio mercato grigio.
La regolamentazione della marijuana è stata la più semplice e la più rapida: praticamente è stata ripresa - con qualche restrizione in più, che vedremo fra breve - l’esperienza olandese iniziata già negli anni settanta. La cosa ha subito funzionato e le polemiche sono cessate pochi mesi dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla droga. Più controversa invece è la situazione per l’eroina e la cocaina. Legalizzare significa assumere il controllo sulla produzione e la distribuzione delle sostanze stupefacenti, sottraendolo alla criminalità organizzata. L’obiettivo è di scoraggiare il consumo delle sostanze legalizzate, senza però renderlo così difficile da far rinascere il mercato nero: un difficile gioco di equilibrio.
Per l’eroina il nostro paese ha scelto il modello sanitario di riduzione del danno: l’obiettivo resta la disintossicazione, ma altrettanto valore viene dato alla qualità della vita del consumatore, per evitargli rischi di morte per overdose, di infezione da Aids, o di finire in carcere. La produzione dell’eroina legale è stata affidata ad industrie farmaceutiche private, ma il controllo sulla quantità e qualità del prodotto, oltre che sulla distribuzione è di stretta competenza del Governo. Accordi commerciali internazionali - coi governi di Turchia, Polonia e Russia - consentono l’approvvigionamento della materia prima, l’oppio. I costi di produzione sono bassissimi: ciò che prima sulla strada veniva venduto a 60 mila lire, oggi lo si potrebbe acquistare a 600 lire. La produzione dell’eroina del resto non si differenzia da quella della morfina, da sempre presente a bassissimo costo nel mercato legale.
A Milano sono già aperti 35 grandi centri pubblici mentre un’altra ventina opera presso cliniche private convenzionate; inoltre sono numerosi i medici convenzionati che hanno avuto l’affidamento domiciliare del servizio. Chiunque abbia la prescrizione medica può ricevere l’eroina, ma essa non è in vendita: viene infatti distribuita gratuitamente presso gli speciali Centri di Intervento Sanitario (CIS) che lavorano in stretto contatto con i servizi per i tossicodipendenti e le comunità di recupero, il cui numero in Lombardia è triplicato negli ultimi sei mesi.
Ai centri pubblici si rivolgono i consumatori che hanno accettato di registrarsi (in modo anonimo) presso l’albo comunale. Ad essi vengono proposte soluzioni alternative all’uso della droga o farmaci sostitutivi, ma anche modalità diverse, meno nocive: come l’ingestione dell’eroina per via orale al posto dell’iniezione. Dopo le prime incertezze il meccanismo ha preso a funzionare a pieno ritmo: sono già più di 7 mila nella sola Milano le persone che hanno ricevuto la speciale carta di credito che dà diritto, oltre all’eroina, anche al cosiddetto “trattamento integrato di recupero”, che può comprendere anche buoni pasto e buoni letto. I consumatori occasionali - che devono procurarsi la ricetta volta per volta, firmando una sorta di “liberatoria” che sgrava il medico da ogni responsabilità - si rivolgono generalmente ai centri privati o ai medici convenzionati: già oggi oltre il 50% preferisce lo sciroppo di eroina alla fiala da iniettare, e questo ha ridotto enormemente i rischi di AIDS.
Tutta la rete (centri pubblici, privati e medici convenzionati) risponde al Programma Comunale per la Lotta alla Tossicodipendenza (PCLT) che definisce l’indirizzo degli interventi. L’eroina è distribuita, a Milano come nelle altre città, soltanto ai residenti o a chi possegga quella che in gergo si chiama “passaporto diplomatico” (l’autorizzazione medica per i fuori sede), e la legge punisce con pene molto severe il possesso di oltre tre grammi (trenta confezioni) di sostanza.
Per la cocaina si è scelta una terza via ancora: vendita in farmacia senza prescrizione medica ai maggiori di 18 anni. Produzione affidata all’istituto farmaceutico militare, prezzo di vendita 50 mila lire al grammo (contro le 250 mila del vecchio mercato illegale), divieto di possesso di oltre sei grammi, multe salatissime per l’uso in pubblico e - ovviamente - pene severe per chi si mette al volante dopo una “presa”. Svariate analisi di mercato avevano dimostrato che restrizioni eccessive avrebbero favorito la sopravvivenza del mercato nero: la maggiore facilità di acquisto della cocaina rispetto alle altre sostanze trova la sua giustificazione sia nella fascia sociale dei consumatori, medio-alta, sia nelle caratteristiche del mercato da stroncare. La cocaina infatti non era quasi mai venduta per strada, ma attraverso una discreta rete di venditori al dettaglio che smerciavano partite del valore medio di un milione, un milione e mezzo. Ogni confezione porta un avviso molto dettagliato sui rischi dell’uso della cocaina per la salute e il governo si augura che, soppresso il mercato criminale, la cocaina passi presto di moda.
La nuova legge ha prodotto, sotto il profilo dell’ordine pubblico, buoni risultati in tutta Italia. Anche per le misure straordinarie che l’hanno accompagnata: eccezionali sconti di pena per gli spacciatori rei confessi, e per i grandi trafficanti disposti a denunciare tutta la rete di traffico da loro controllata. A protestare più vivacemente contro queste norme erano stati - insieme all’estrema destra - proprio i settori del movimento per la legalizzazione contrari alla cosiddetta cultura “premiale”, ma alla fine l’esito dell’operazione aveva dato ragione al Governo. Ne dava la misura il ritmo di lavoro al Palazzo di Giustizia: neppure nelle ore più calde della storica inchiesta su Mani Pulite si era visto un tale andirivieni di poliziotti, magistrati e inquisiti.
Oggi in città eroina, cocaina e hashish sono ormai scomparse dalla strada e gli atti di delinquenza, nei primi sei mesi dal varo della legge, sono diminuiti del 30%. L’esempio milanese incoraggia gli amministratori di altre città, specie del Sud, dove, a causa dei ritardi nell’entrata in funzione dei servizi, lo spaccio in una certa misura continua, anche dopo lo smantellamento della rete mafiosa. Anche la rigidissima commissione degli osservatori CEE appare intenzionata a esprimere un parere favorevole perché a fine anno venga rinnovata la convenzione che consente all’Italia di continuare la sperimentazione.
http://www.radioradicale.it/exagora/leroina-non-e-pi-proibita-e

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Ketamina

Stati generali sulle dipendenze in Valdarno


Stati generali sulle dipendenze  l’incontro si svolgerà sabato 4 ottobre  presso il complesso della Filanda è rivolto a tutti coloro che a vario tipo sono interessati a questo delicato argomento che riguarda la vita di molti cittadini valdarnesi.
Il giorno 4 ottobre è stata organizzata dalla Conferenza di zona dei sindaci e dal Dipartimento delle Dipendenze dell’USL 8 un’occasione di approfondimento sul modello organizzativo delle Dipendenze sul nostro territorio; si tratta di un incontro al quale sono invitati gli operatori che a vario titolo si occupano del problema, sul versante del servizio pubblico, del privato sociale e del terzo settore; naturalmente questa occasione è offerta anche a quanti vogliano partecipare perché in qualche modo interessati. La giornata si svolgerà presso la Sala Conferenze del complesso La Filanda della Ginestra ed avrà inizio alle ore 9 con il saluto portato da Sauro Testi presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno aretino, da Giorgio Valentini Sindaco di Montevarchi e Vice Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Arezzo, da Monica Calamai Direttore Generale dell’USL 8, da Enzo Brogi Consigliere Regionale. I lavori poi entreranno nel vivo con l’analisi delle varie tematiche legate alle dipendenze. Il Dott. Di Mauro Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’Usl 8 e la Dott.ssa Bonechi Responsabile del Ser. T. del Valdarno parleranno rispettivamente delle attualità e delle prospettive del territorio  e della realtà specifica del Valdarno. Seguirà l’apertura di una tavola rotonda sui progetti innovativi del servizio pubblico che affronterà i temi riguardanti il gioco d’azzardo, il tabagismo, l’alcol, il centro diurno “Mister Brown”. La seconda parte dei lavori sarà rivolta all’illustrazione di alcuni progetti di collaborazione presentati dalle realtà presenti nel territorio come l’ACAT valdarno, la comunità “Nuovi Orizzonti”, il progetto “Happy Night – Good Lucky Day”. Infine uno spazio sarà dedicato al dibattito e alle conclusioni che saranno effettuate da Sauro Testi, Monica Calamai e Paolo Eduardo Di Mauro. Il tema delle Dipendenze da sempre corre il rischio di divenire preda di interpretazioni riduttive, e di derive ideologiche; c’è viceversa necessità, oggi più di sempre, di “fare il punto”, alla luce delle più recenti acquisizioni in varie discipline, ed anche del divenire stesso del fenomeno: i processi di omologazione culturale da un lato (forse siamo oggi in presenza di un minore allarme sociale), l’emergere di nuovi problemi dall’altro: il rapporto dei giovani con l’alcol, il focus su nuovi comportamenti problematici: gioco d’azzardo, internet, shopping compulsivi ed altro. Il Servizio per le tossicodipendenze del Valdarno, in particolare si è confrontato negli ultimi tempi con queste sfide ed anche con la necessità di ricalibrare il proprio modello organizzativo; è quindi ulteriormente auspicabile un momento di proposta e di confronto sul territorio. Il Ser.T. del Valdarno negli anni ha visto un progressivo radicamento sul territorio, grazie alle sue attività nel settore della prevenzione, cura e riabilitazione nelle Dipendenze da sostanze psicoattive illegali, ma anche legali (alcol, tabacco etc.) e comportamentali senza uso di sostanze (Gioco d’azzardo, internet etc.); ad oggi, tra i vari dati disponibili, segnaliamo che si occupa complessivamente, di più di 500 persone;  di 314 soggetti con problemi da droghe illegali (257 maschi 57 donne, appartenenti a varie fasce di età), e di 122 soggetti con uso problematico di alcol (92 maschi e 30 donne).

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Eroina

Italia. Detenuto tossicodipendente ucciso

Un detenuto tossicodipendente sarebbe stato picchiato dalla polizia municipale di Velletri, e poi condotto in carcere, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Le sue condizioni in cella si sarebbero aggravate e trasportato in ospedale, l'uomo e' morto. E' quanto denuncia l'associazione 'Antigone', che si batte per i diritti nelle carceri. Il fatto sarebbe avvenuto qualche giorno fa. A quanto ha appreso l'associazione, il giovane dopo essere stato fermato sarebbe stato violentemente picchiato. Una volta in carcere e' stato visitato dal medico penitenziario, che il giorno seguente, ha constatato l'aggravarsi delle sue condizioni di salute. L'uomo, malato di cirrosi, e' morto subito dopo il trasporto in ospedale. 'Chiediamo un intervento delle autorita' amministrative - dichiara il presidente di 'Antigone', Patrizio Gonnella, - affinche' facciano chiarezza sull'episodio. Segnaleremo il caso agli organismi internazionali che si occupano di tortura'.   

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