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L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.

L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.

Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio è la morfina. Per le sue elevate propriet...

Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà  euforizzanti ed anestetizzanti  procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.

Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.

L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.  ...

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.

Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il...

Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.  
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione...

Novità eroina, Articolo

Dispacci dalla Grande Guerra

ASSEDIO. Assedio di Kut al-Amara (attuale Iraq, 7 dicembre 1915 - 29 aprile 1916): con le riserve alimentari quasi esaurite, per evitare la dissenteria e altre malattie i soldati britannici cercano di tenersi in piedi con pillole di oppio o cure casalinghe, come un miscuglio di olio di ricino e chlorodyne, analgesico al gusto di menta i cui principi attivi sono oppio, cannabis e cloroformio.

COCAINA. Durante la guerra la cocaina era molto diffusa nella società, nonostante le restrizioni messe in atto in diversi Paesi prima del conflitto. A Parigi si poteva acquistare più o meno liberamente nei caffè, a Londra si trovava facilmente nei night club. In Inghilterra prostitute e soldati erano considerati due gruppi particolarmente dipendenti da questa sostanza. Un'aggravante per le autorità inglesi: la produzione era quasi esclusivamente nelle mani di aziende tedesche.

da Roberto Raja, La Grande Guerra giorno per giorno, Clicby edizioni.

FRANCIA - Narcosale. Anticipazioni sulla legge che le istituira'

Il ministero della Sanita' prevede una sperimentazione della narcosale per un periodo di sei anni, cosi' come riporta un bozza del progetto di legge in merito, che l'agenzia France Press (AFP) e' riuscita ad ottenere. “In questo luogo vengono accolti i consumatori di stupefacenti e di altre sostanze psicoattive, maggiorenni, che portano e consumano sempre in questo luogo questi prodotti, sotto la supervisione di professionisti della sanita' e dell'ambito medico-sociale”, dice il testo.
La supervisione consiste nel “mettere in guardia i consumatori verso le pratiche a rischio, ad accompagnarli e a prodigare loro dei consigli” sulle modalita' di consumo delle droghe. “in modo di prevenire o ridurre i rischi di trasmissione di infezioni e altre complicazioni sanitarie”, senza che i professionisti partecipino “al momento dell'iniezione”.
Il progetto di legge dovrebbe essere presentato in Consiglio dei ministri durante il mese di settembre, perche' poi sia esaminato dal Parlamento all'inizio del 2015. Le strutture che provvederanno all'apertura di queste narcosale saranno designate per disposizione del ministero della Sanita'.
L'anno scorso una narcosala avrebbe dovuto essere aperta vicino alla Gare du Nord di Parigi, ma fu rinviata sine die dopo che il Consiglio di Stato aveva raccomandato che, prima di ogni sperimentazione, si provvedesse comunque ad avere una legge, si ' che fossero assicurate migliori garanzie giuridiche a tutta l'operazione. Il governo aveva dato la propria approvazione in merito a febbraio del 2013.
Nei motivi del ministero per l'apertura delle narcosale si fa riferimento al fatto che queste sale esistono in diversi Paesi europei (Germania, Lussemburgo, Spagna, Svizzera) e che il loro bilancio e' positivo per la protezione dei tossicodipendenti dai rischi delle iniezioni. Queste sale hanno anche l'obiettivo di “ridurre gli effetti nocivi nei luoghi pubblici”.
 

ADUC Droghe

New York, eroina droga letale: record di morti nel 2013

  L'eroina diventa sostanza killer per eccellenza a New York: il bilancio dei morti per overdose del 2013 è infatti ai livelli più alti in un decennio. In tutto 420 vittime, mentre 362 persone si sono iniettati dosi quasi letali: una ecatombe sia in termini assoluti che in rapporto alla popolazione. I dati sono stati resi pubblici dall'assessorato alla salute della metropoli.

Tra le vittime dello stupefacente che ha ucciso l'attore Philip Seymour Hoffman, si registra una crescita esponenziale di maschi bianchi. Il bilancio dei morti è più che raddoppiato negli ultimi tre anni, mentre, sempre secondo le statistiche municipali, si è stabilizzato il numero delle vittime (215) per abuso di pillole derivate da oppiacei. L'eroina sembra aver raggiunto nuove aree della città, con punte di diffusione appunto tra i bianchi e i ceti abbienti, ma anche tra gli ispanici di mezza età nel Bronx.

Dieci anni fa il corridoio della morte per eroina partiva dal centro di Brooklyn per lambire il South Bronx e East Harlem: in pratica i quartieri più poveri della città, ha spiegato Andrew Kolodny, specialista in tossicodipendenze dell'assessorato alla salute nel 2003 quando il numero delle vittime era salito sopra quota 400: "Nel resto della cittàStaten Island, Queens, la maggior parte di Manhattan, niente".

L'anno scorso invece l'aumento maggiore e' stato a Queens, dove sono morte 81 persone contro 53 nel 2012, un aumento attribuito alla diffusione della droga tra i maschi bianchi giovani. Erano bianchi anche 30 sui 32 morti a Staten Island.

www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/new-york-eroina-droga-letale-record-di-morti-nel-2013_2064987.shtml

Usa, muore a 53 anni Jay Adams, pioniere e leggenda mondiale dello skateboard

Il fondatore del team di skater Z-Boys rivoluzionò la specialità negli anni Settanta, e fu protagonista di un documentario sulla trasformazione dello skate, "Dogtown and Z-Boys

 
 
Usa, muore a 53 anni Jay Adams, pioniere e leggenda mondiale dello skateboard
 

E’ stato stroncato da un infarto improvviso a 53 anni. Jay Adams, pioniere californiano dello skateboard, si trovava in Messico, dove stava trascorrendo una vacanza con la famiglia, la moglie Tracy e i suoi due figli. A dare la notizia la sua manager Susan Ferris, che ha precisato che Jay non aveva mai avuto problemi cardiaci, aggiungendo di “essere sotto choc”. Nato nel 1961 a Venice,California, fondò il team di skater Z-Boys, che rivoluzionò negli anni settanta lo sport, soprattutto nelle acrobazie e nell’estetica, superando i vecchi “trucchi” del decennio precedente e avvicinandone i movimenti a quelli del surf. Adams e gli Z-Boys inaugurarono l’era dell’half-pipe acrobatico.

La leggenda californiana fu protagonista anche di un documentario del 2001, “Dogtown and Z-Boys“, diretto da Stacy Peralta, uno degli ex componenti del gruppo di skater.  Sempre Peralta, quattro anni dopo fu tra gli sceneggiatori del film hollywoodiano “Lords of Dogtown“, diretto da Catherine Hardwicke. Nel film si racconta la rivoluzione del mondo dello skateboard fatta negli anni Settanta dagli Z-Boys, che in quel periodo hanno contaminato la disciplina con le acrobazie del surf. “Lords of Dowtown” ricorda anche le spettacolari discese del gruppo di amici nelle piscine dei ricchi diBeverly Hills, svuotate dalla siccità del 1975.

Adams ha avuto gravi problemi legali e fu accusato di istigazione all’omicidio per l’aggressione a un ragazzo omosessuale, Dan Bradbury, che morì per un pestaggio nel 1982 a Los Angeles. Non sono mancati neppure problemi di droga: negli anni novanta Jay Adams attraversò il lungo tunnel dell’eroina, dopo la morte violenta del fratello e, nello stesso anno, il decesso di entrambi i genitori.

www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/16/usa-muore-a-53-anni-jay-adams-pioniere-e-leggenda-mondiale-dello-skateboard/1092161/

Detenuti tossicodipendenti in comunita' d'accoglienza. Regione Toscana

 I detenuti con diagnosi di tossico-alcoldipendenza potranno accedere alle misure alternative al carcere ed essere accolti nelle strutture gestite dagli enti aderenti al Ceart (Coordinamento degli Enti Ausiliari della Regione Toscana). Un intervento straordinario che coinvolgerà tra 50 e 60 detenuti toscani, e per il quale la Regione destina un finanziamento di 1 milione e 500mila euro per il biennio 2014-2015. L'intervento è previsto da una delibera approvata recentemente dalla giunta su proposta dell'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni. Nel dicembre 2013, Regione Toscana, Ministero della giustizia, Tribunale di sorveglianza di Firenze e Anci Toscana avevano siglato un protocollo tematico per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione detenuta: tra le varie azioni previste dal protocollo, anche la messa in atto di misure finalizzate al recupero e al reinserimento di detenuti con problemi legati alla dipendenza da sostanze.
Alle misure alternative, riconosciute dalla competente autorità giudiziaria, potranno accedere quei detenuti per i quali sia stata formulata la diagnosi di tossico-alcoldipendenza e il relativo piano terapeutico-assistenziale da parte dei Servizi per le dipendenze delle Asl toscane. Ad accogliere i detenuti, in regime residenziale, saranno le strutture gestite dagli enti aderenti al Ceart (Coordinamento degli Enti Ausiliari della Regione Toscana), che realizzeranno il programma terapeutico-assistenziale finalizzato al loro reinserimento. Un gruppo di lavoro, costituito da esperti del Tribunale di sorveglianza di Firenze, del Prap (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria) e dei competenti settori dell'assessorato, definirà le procedure per l'attivazione di questi percorsi; individuerà la lista dei detenuti da inserire in questi percorsi (50-60 persone); definirà la ripartizione delle risorse da destinare alle Asl; monitorerà il corretto svolgimento degli interventi e ne rileverà i risultati.

ADUC Droghe

Consumo eroina tra giovani. +37% a Roma

 Nella Capitale, soprattutto nel periodo estivo, è allarme per la crescita significativa del consumo di eroina tra la popolazione giovanile. I dati del CEIS di Don Picchi parlano di una crescita netta in tre anni del consumo di eroina pari al37%, che vedrebbe oltre 50.000 persone a Roma tra i 13 e i 48 anni cadere nell'utilizzo di questa sostanza, a dispetto di una diminuzione del numero di consumatori di cocaina -7%.
Sono questi i dati allarmanti lanciati dal Ceis di Don Picchi che emergono da un'indagine realizzata sul tema delle dipendenze da sostanze stupefacenti. I dati raccolti dal 2011 ad oggi, intervistando più di 9.500 adolescenti, con età compresa tra 12 i 18 anni, mostrano come il primo contatto con la droga avvenga in età sempre più precoce, poiché è venuto completamente a mancare un orientamento alla prevenzione.
All’uso dell’eroina occorre aggiungere che tre ragazzi su cinque hanno provato almeno una volta le nuove droghe sintetiche, che rappresentano oggi il 70% del consumo nel mercato italiano percentuale in costante aumento con 108 nuove sostanze psicoattive introdotte in Europa nel 2012 e non riconosciute illegali.
"I ragazzi, non trovando nelle istituzioni come la scuola e la famiglia un interlocutore adatto, ci hanno manifestato la loro difficoltà a trovare un qualcuno con cui affrontare questa tipologia di problematiche - spiega Roberto Mineo, presidente del CEIS Don Picchi - e questo senso di smarrimento legato a un generalizzato e progressivo abbandono delle regole e la mancanza di ideali e valori, li porta ad avvicinarsi a questo tipo di trasgressione sempre più presto".
"Un milione di sequestri di droghe illecite in Europa - continua Mineo - mostrano come questo business sia ancora fortissimamente diffuso e metta in pericolo i nostri giovani. La nostra vita frenetica, legata alla difficoltà di trovare momenti in cui realizzarsi, porterà a riutilizzare la madre di tutte le droghe, l'eroina, che, a differenza di altre sostanze fa cadere in uno stato di torpore dei sensi e di rilassamento, ma crea dipendenza sin dal primo utilizzo. Questa nuova tendenza andrà a colpire in particolare i giovani privi di ogni tipo d'informazione e tutela, ma già da tempo il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi si è allertato, e abbiamo messo in atto degli strumenti di prevenzione".

Metadone e barbiturici, così i malati cronici diventano soci dei mercanti di droga

Il tossicodipendente esce dal Sert con i suoi flaconi di metadone, ma non li utilizza per disintossicarsi. Li rivende, due euro il pezzo, al pusher georgiano, che ne farà componente per le nuove droghe sulla piazza barese. Combinato con la cocaina, proprio come prima si faceva per l'eroina, o ancor meglio con le pillole di tranquillanti, che arrivano da un altro canale. Piazza Umberto, coacervo di nazionalità, in gran parte extracomunitari, ma anche georgiani e romeni: nei giardini, tra le panchine e i giochini dei bambini, fiorisce lo spaccio di vecchie e nuove sostanze stupefacenti. Per qualsiasi richiesta ed esigenza, dalla marijuana per i giovanissimi all'eroina degli incalliti, fino alla cocaina delle serate, il mercato è molto fornito. Ma soprattutto in continua evoluzione in termini di offerta.

Ed è qui che i georgiani incontrano chi fornisce loro il metadone o i farmaci calmanti: nel secondo caso, si tratta di insospettabili baresi, muniti di regolare ricetta, che finiscono per diventare soci in affari dei mercanti di morte. Sono cittadini normali, pazienti di medici che regolarmente prescrivono terapie a base di benzodiazepine o di oppiacei, ben lontani dal sospetto che i medicinali possano diventare fonte di guadagno. E così, ritirano più scatole in farmacia, pagando solo il ticket. Rivendono poi le singole pillole, seguendo un doppio tariffario, a seconda della giornata: 2 euro ciascuna, il lunedì e martedì, per poi passare a 5 euro dal mercoledì alla domenica.

Il mix così ottenuto viene assunto dagli stessi georgiani o rivenduto ai frequentatori del nuovo market della droga. Una piazza, quella a pochi passi dalla stazione, dove anche i più giovani trovano la "novità": marijuana, di varia qualità e costi, "bagnata" col metadone. Il farmaco, in sostanza, potenzia l'effetto dello stupefacente, annullandone le conseguenze più fastidiose.

Non mancano hashish e cocaina, il cui mercato è affidato agli africani, componenti di una ramificata organizzazione di spacciatori, che hanno all'interno del Cara (il centro richiedenti asilo politico di Bari Palese) la loro base operativa. È lì che, secondo alcune indagini, arriva da Napoli il carico di marijuana e cocaina (in misura minore), per poi essere spacchettato e suddiviso in dosi da spacciare nelle piazze baresi. La vendita di sostanza stupefacente sul territorio, finora esclusivo appannaggio dei clan baresi, è stata infatti parzialmente ceduta in subappalto agli immigrati, che in cambio pagano alle organizzazioni una tangente per ogni piazza occupata. Incluso
piazza Umberto.

Ma lo spaccio a Bari è la parte terminale di molteplici rotte, non solo quella italiana che viaggia su gomma. Come evidenziano i numerosi sequestri effettuati dalle forze dell'ordine al porto di Bari. E come conferma l'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia (i dati si riferiscono al periodo compreso fra luglio 2012 e giugno 2013), "nel settore del traffico dell'eroina e della cannabis i sodalizi pugliesi continuano ad assicurarsi l'accesso ai canali di rifornimento della droga, grazie ai consolidati rapporti con organizzazioni per lo più di matrice albanese". E conferma: "Per le forniture di cocaina, i gruppi pugliesi sono certamente in posizione sottordinata, tanto che sono i clan camorristici a rappresentare il loro principale canale di approvvigionamento".

Tanta droga, di vario tipo, che intossica la regione intera: "Mentre i sequestri di marijuana avvenuti in Puglia, tra Manfredonia, Bari e il Salento, sono in senso assoluto i più rilevanti avvenuti in Italia - si legge ancora nella relazione anche quelli di eroina sono ai primi posti a livello nazionale, insieme a quelli marchigiani e veneti". Trafficanti senza l'ombra di uno scrupolo, i cui volti si confondono nei numeri: 210 quelli scoperti nell'ultimo anno dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari (che comprende anche parte del foggiano), 302 quelli indagati dalla Dda di Lecce, storico territorio di azione della Sacra corona unita.

bari.repubblica.it/cronaca/2014/07/14/news/droga-91517325/

Due morti in tre giorni a Firenze. Aspettiamo i prossimi? Appello al Comune per una narcosala

   Due morti a Firenze per overdose di eroina nel giro di tre giorni, un uomo di 43 anni trovato in casa dalla moglie l'11 luglio e, il 13 luglio, un altro di 23 anni trovato da un amico che lo ospitava. Inutile per entrambi la corsa in ospedale, mentre tra le ipotesi degli investigatori anche quella di una partita di droga troppo pura Un “déjà-vu” che, con molta probabilita', rivedremo anche in prossimi periodi. Nel frattempo? Niente! Si puo' solo sperare che i regolamentatori del mercato clandestino, illegale e criminale -l'unico mercato oggi esistente- siano magnanimi e non inseriscano in questo mercato prodotti sempre piu' puri e, teoricamente, piu' letali. I due tossicodipendenti morti sono, a nostro avviso, due malati che come tali andrebbero trattati. Ma, nonostante i servizi sanitari in merito a Firenze -e non solo- ci sono (SerT), queste due persone sono morte. Un incidente o un servizio sanitario insufficiente? Non lo sappiamo, ma sta di fatto che queste due persone malate sono morte perche' non hanno fatto riferimento alle strutture sanitarie pubbliche esistenti, ma hanno cercato un rimedio alla loro malattia andando a cercarsi altrove il proprio “farmaco”. Cosa dobbiamo fare di fronte a questa realta'? Allo stato dei fatti possiamo solo sperare che l'autorita' di polizia individui i trafficanti di morte che hanno immesso nel mercato questa eroina piu' potente, e riporre altrettanta speranza che questo possa servire a qualche cosa.... cioe', aspettiamo le prossime vittime, perche' i trafficanti di morte non si faranno certo intimidire da qualche ipotetico arresto, cosi' come i malati non si prenderanno paura per cio' che e' capitato ad altri come loro. 
Noi pero' non ci rassegniamo e, pur auspicando che le normative in materia di droga cambino radicalmente cosi' come anche impostoci da una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge che ci siamo tenuti per otto anni (la Fini-Giovanardi), non possiamo attendere oltre. Il legislatore e' lento e deve far fronte a numerosi veti incrociati di spocchia culturale e medica. Il Comune di Firenze potrebbe intanto intervenire e per questo gli rivolgiamo un appello. Non si tratta di sostituire la normativa comunale con quella nazionale (che, al momento, non c'e'), ma di prendere un'iniziativa, forzando un po' le norme attuali, cosi' come sta facendo il Comune di Parigi, come ha fatto il Comune di Madrid, quello di Zurigo, di Liverpool e diversi Comuni tedeschi e canadesi: stiamo parlando delle cosiddette narcosale, cioe' presidi sanitari sotto il controllo del SSN dove, chi vuole iniettarsi il proprio veleno lo puo' fare, in un ambiente sanitariamente protetto e sorvegliato e dopo aver fatto analizzare la sostanza a degli esperti presenti nella stessa narcosala, esperti che, ovviamente, non hanno niente a che fare con chi ha venduto la droga al malato. Un rimedio che automaticamente salvera' alcuni di questi malati? Non lo sappiamo, ma sicuramente e' una opportunita' a cui non dovremmo rinunciare. Un gesto di civilta' sanitaria, giuridica e umana per avvicinare il servizio sanitario a chi ne ha piu' bisogno. Aspettiamo fiduciosi una reazione da parte delle nostre autorita' sanitarie comunali.

ADUC Droghe

Onu, coltivazione oppio ai massimi livelli dal 1998

 (ASCA) – Roma, – La produzione di oppio ha raggiunto i livelli piu’ alti da 16 anni a questa parte, in particolare in Afghanistan, dove l’area utilizzata per la coltivazione del papavero e’ cresciuta del 36%. In Myanmar, che insieme all’Afghanistan copre il 90% della produzione mondiale, le zone dove si coltiva l’oppio sono cresciute del 13,5%.

I dati sono contenuti nel rapporto annuale dell’UNODC, l’agenzia dell’Onu contro la droga e la criminalita’ organizzata, secondo la quale la coltivazione del papavero interessa oggi oltre 296 mila ettari, “l’area piu’ grande dal 1998, l’anno in cui sono iniziate le stime”.

Con i militari americani e della Nato che lasceranno il paese alla fine dell’anno, i contadini afgani hanno cominciato a coltivare nuovamente il papavero. Come conseguenza, ha spiegato il capo dell’UNODC Yury Fedotov, anche la produzione di eroina e’ tornata ai livelli piu’ alti visti nel 2008 e nel 2011. (fonte AFP).

Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

USA: evoluzione nell’uso dell’eroina negli ultimi 50 anni

 

  Fonte: JAMA Psychiatry 
Titolo originale e autori: TJ Cicero, MS Ellis, HL Surratt et al, The Changing Face of Heroin Use in the United States.-JAMA Psychiatry, 2014; DOI: 10.1001/jamapsychiatry.2014.366 Negli ultimi cinquant’anni, l’epidemiologia relativa all’uso di eroina negli USA ha subito alcuni cambiamenti rispetto all’età media d’inizio d’uso, la provenienza di chi ne fa uso, e le abitudini di consumo. 
Questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis e pubblicato su JAMA Psychiatry il 28 maggio scorso. 
La ricerca è stata condotta negli USA su un campione di 9000 soggetti adulti, con problematiche di dipendenza da eroina, antidolorifici oppioidi o da narcotici analgesici, in cura presso 150 centri per il trattamento delle dipendenze sparsi per tutto il Paese. Ai soggetti sono stati somministrati vari questionari tra il 2010 e il 2013, tesi ad identificare le relative abitudini di consumo, il sesso, la provenienza e l’età di inizio d’uso di tali sostanze. I risultati sono stati poi messi a confronto con dati epidemiologici disponibili relativi agli anni ’60 e ’70. 
In generale, 2800 pazienti hanno dichiarato di usare l’eroina come principale sostanza stupefacente e di prediligerla data la sua facile reperibilità, il suo prezzo relativamente basso rispetto ad altre droghe (o medicinali), lo sballo che può dare e la facilità con cui può essere assunta. Inoltre, il 75% di chi consuma oggi eroina ha detto di aver provato come prima droga, farmaci oppiacei con obbligo di ricetta. 
Altri dati emersi dalla ricerca hanno evidenziato che l’età media di inizio d’uso dell’eroina è aumentata rispetto agli anni ’60 e 70, 23 anni oggi rispetto ai 16 anni di quaranta/cinquant’ anni fa. 
Infine, chi usa eroina oggi viene soprattutto da aree suburbane o rurali mentre prima gli eroinomani erano soprattutto persone che vivevano in aree metropolitane. 
Questa evoluzione nell’epidemiologia e nelle abitudini d’uso, concludono i ricercatori, evidenzia l’importanza che vengano elaborate nuove strategie di lotta all’uso di oppiacei, obiettivo che si potrà raggiungere solo attraverso lo studio di pazienti dipendenti inseriti in programmi di riabilitazione. 

USA - Allarme eroina a New York


Notiziario ADUC - Un fiume di eroina sta trasformando New York. E' l'allarme delle forze dell'ordine, secondo cui organizzazioni sempre più grandi stanno entrando nel mercato per vendere la sostanza stupefacente in città e soddisfare il crescente appetito della East Coast degli Stati Uniti. A parlarne è il New York Times.
La quantità di eroina sequestrata dalle squadre antinarcotici dall'inizio dell'anno ha già superato quella dell'intero 2013 ed è la più alta registrata dal 1991. L'aumento del consumo di eroina nel Paese è già stato documentato da recenti rapporti, di cui si è molto parlato dopo la morte dell'attore Philip Seymour Hoffman, ma sono tanti anche i ragazzi di famiglie della classe media che muoiono 'silenziosamente', da Staten Island al Vermont, ricorda il Times. Il numero delle persone che fanno uso di eroina negli Stati Uniti è aumentato quasi dell'80% a 669.000 nel 2012, dalle 373.000 del 2007, secondo l'indagine del Substance Abuse and Mental Health Services Administration, che fa parte del dipartimento della Salute. Il numero dei morti per overdose di eroina avrebbe raggiunto i 3.094 nel 2010 - il dato più recente a disposizione - in aumento del 55% rispetto al 2000, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale che si occupa di salute. Al contrario di quanto avvenuto tra la fine degli anni '60 e i primi anni '80, il nuovo fenomeno non coinvolge più soltanto i centri urbani, ma anche le periferie e le zone rurali. Non esistono più confini demografici o geografici: l'eroina è un problema che riguarda l'intera società statunitense.
- Il problema principale a New York è che le più vaste e potenti organizzazioni criminali hanno trasformato la città in una sorta di hub dell'eroina, in modo da rispondere in maniera immediata alla domanda con operazioni sempre più sofisticate per eludere i controlli e raggiungere un maggior numero di clienti. E' la preoccupazione di Bridget Brennan, procuratore antidroga che testimonierà oggi al Consiglio cittadino sul consumo di eroina in città; sotto la sua guida, sono stati sequestrati più di 288 libbre (oltre 130 chilogrammi) nei primi quattro mesi dell'anno, un dato che non include gli scambi quotidiani tra spacciatori e clienti che si effettuano in strada. Per Staten Island, dove gli spacciatori fanno a loro volta uso di eroina e la percentuale di overdose è la più alta a New York, le autorità non hanno a disposizione dati su sequestri massicci, perché nel mercato sono presenti prevalentemente piccoli trafficanti. Nelle operazioni condotte in strada, i detective della narcotici hanno però sequestrato una quantità record di eroina, in aumento del 61% rispetto al 2013. Circa il 35% dell'eroina sequestrata dalle autorità negli Stati Uniti è stata recuperata dagli agenti dello Stato di New York; in passato, invece, la percentuale era intorno al 20 per cento. New York, come per tutti i tipi di business, sta avendo successo per due semplici motivi: un mercato locale molto grande e un facile accesso alla East Coast. Quasi tutta l'eroina che alimenta il mercato cittadino passa per il Bronx e l'Upper Manhattan. L'ultimo esempio è stato l'arresto, lunedì, di due possibili trafficanti di alto profilo di un'organizzazione con sede nel Bronx, con il sequestro di 24 chili di eroina, 10 chili di cocaina, fucili d'assalto e 85.000 dollari in contanti. Per i consumatori in città, la prossimità al centro di distribuzione significa prezzi più bassi rispetto ad altre zone del Paese: un chilo di eroina può costare 40.000 dollari a New York e persino il doppio a Springfield, in Massachusetts.

Indiani sikh nell'agro pontino costretti a drogarsi per lavorare 15 ore al giorno nei campi

La nuova frontiera della schiavitù invisibile, a due passi da Roma. A denunciare lo sfruttamento è un dossier della onlus In Migrazione, che ha intervistato i braccianti indiani della zona agricola in provincia di Latina

 - Un esercito di braccianti costretto a doparsi per lavorare. Centinaia di indiani sikh che ingoiano capsule d'oppio, per poter resistere 12 ore sui campi. "Per la raccolta delle zucchine stiamo piegati tutto il giorno in ginocchio - racconta K. Singh - troppo lavoro, troppo dolore alle mani. Prendiamo una piccola sostanza per non sentire dolore". È la nuova frontiera dellaschiavitù invisibile, a due passi da Roma, nell'Agro pontino. 

Gli indiani di Latina. A denunciare lo sfruttamento è un dossier della onlusInMigrazione, che ha intervistato i braccianti indiani della zona agricola in provincia di Latina. Quella dell'Agro pontino è infatti la seconda comunità sikh d'Italia. La richiesta di forza-lavoro non qualificata da impiegare come braccianti nella coltivazione delle campagne ha incentivato la migrazione e convinto molti sikh a stabilizzarsi nelle provincia di Latina. Secondo le stime della Cgil, la comunità arriva a contare ufficialmente circa 12mila persone, anche se è immaginabile un numero complessivo di 30mila presenze.

Schiavi e padroni. "Un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare a volte tutti i giorni senza pause. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole, chiamano "padrone" il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l'ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e "allontanamenti" facili per chi tenta di reagire", denuncia il dossier In Migrazione.

Droghe e antidolorifici. "Queste persone, per sopravvivere ai ritmi massacranti e aumentare la produzione dei "padroni" italiani, sono costrette a doparsi con sostanze stupefacenti e antidolorifici che inibiscono la sensazione di fatica e stanchezza. Una forma di doping vissuto con vergogna e praticato di nascosto perché contrario alla loro religione e cultura, oltre a essere severamente contrastato dalla propria comunità. Eppure per alcuni lavoratori sikh si tratta dell'unico modo per sopravvivere ai ritmi di lavoro imposti, insostenibili senza quelle sostanze".

La vergogna di Singh. "Io mi vergogno troppo perché la mia religione dice di no a questo  -  racconta L. Singh  -  No buono per sikh. È vietato da nostra bibbia. Ma padrone dice sempre lavora e io senza sostanze non posso lavorare da 6 di mattino alle 18 con una pausa sola. Io so che no giusto ma io ho bisogno di soldi. Senza soldi io no vivo in Italia. Tu riusciresti? Padrone dice lavora e io prendo poco per lavorare, meglio non sentire dolore e fatica perché io devo lavorare. Tu mai lavorato in campagna per 15 ore al giorno?".  

Lo spaccio parla italiano. Le sostanze dopanti sono vendute al dettaglio anche dagli indiani e alcuni di loro sono stati recentemente arrestati dalle forze dell'ordine. Dalle storie che In Migrazione ha raccolto emerge, però, come il traffico sia saldamente in mano a italiani variamente organizzati con collegamenti anche con l'estero. "Viene un italiano che porta tanta droga a gruppo di indiani che prendono per lavoro  -  conferma Singh  -  No buono così. Italiano prende soldi e indiano sta male. Già indiano non viene pagato dal padrone, poi dà anche soldi a italiano per droga".

www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/05/16/news/indiani_dopati-86281766/

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