Domande agli Operatori
Scheda Informativa
Informazioni Generali
L’oppio si ottiene incidendo le capsule non ancora mature del Papaver Somniferum (papavero sonnifero) e lasciando essiccare al sole la resina che ne fuoriesce.
L'oppio grezzo contiene circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso.
Effetti
Gli oppiacei sono dei potenti analgesici, le proprietà euforizzanti ed anestetizzanti procurano un senso di rilassamento, distacco dalle proprie emozioni ed indifferenza rispetto a qualsiasi percezione negativa.
Il nostro cervello è capace di produrre autonomamente sostanze oppiacee dette endorfine, che hanno effetti inibenti e depressori sul Sistema Nervoso Centrale.
L’oppio e i suoi derivati agiscono con meccanismi molto simili a quelli delle endorfine anche se gli effetti prodotti sull’organismo sono molto più forti.
Cenni Storici
L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi testi scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, già nel 4000 a.C., il papavero da oppio stava per pianta della gioia dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscessero bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.
Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il dolore provocatole dal rapimento della figlia Persefone.
L’eroina viene sintetizzata nel 1874 a partire dalla morfina dal chimico Alder Wright all’Ospedale Saint Mary di Londra, ma le sue potenzilità mediche vengono ignorate. Ventitré anni dopo, nel 1897, l’eroina è nuovamente sintetizzata dal dottor Felix Hoffmann, ricercatore della casa farmaceutica Bayer. La Bayer commercializza da subito l’eroina come medicinale per il trattamento della tosse e dei problemi respiratori. Un anno dopo l’eroina è già un grosso successo commerciale esportato in oltre venti paesi.
Nei primi del novecento, molti medici e farmacisti iniziano a rendersi conto che le vendite di eroina sono infinitamente superiori all’effettiva possibile domanda di farmaci anti-tosse: si scopre che la maggioranza degli acquirenti la utilizzano come droga e non certo per curare la tosse.
Approfondimenti
Quando si parla si sostanza psicotrope illegali l’eroina non è semplicemente una sostanza tra le altre, ma la sostanza. E’ attraverso l’esplosione dell’emergenza sociale dovuta alla diffusione dell’eroina agli inizi degli anni ottanta che la gran parte dell’opinione pubblica viene a contatto col problema “droghe” ed è su quel tipo di emergenza che si sono organizzate le risposte delle istituzioni.
Ad essa è legata indissolubilmente la figura del tossico, prototipo vivente degli effetti di emarginazione sociale legati alla dipendenza da sostanze, figura drammatica ed emblematica della contemporaneità. Il tossico è un topos della città contemporanea così come l’ubriacone lo era per ogni piccolo paese.Proprio la figura così immediatamente riconoscibile, così irrimediabilmente “diversa” del tossico ha sorretto lo sviluppo di una forte stigmatizzazione sociale dell’atto, e favorito la dura lotta delle società occidentali contro l’eroina. La percezione sociale del rischio per questa sostanza è elevatissima e il livello di disapprovazione non ha eguali tra le altre sostanze: il 98% della popolazione lo disapprova contro, ad esempio, il 69% della cannabis e il 92% per la cocaina*.
Il consumo di eroina va via via decrescendo, e questo calo è confermato anche dagli ultimi dati che sottolineano come coloro che l’avevano utilizzata nel corso dell’anno nel 2001 costituiva lo 0,5 della popolazione contro lo 0,3 del 2005. Si conferma quindi come l’eroina sia una sostanza “fuori moda”, relativamente distante dalle esigenze e dalle modalità di consumo oggi in voga.
Bibliografia
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