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La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.

 

Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.

 
Sotto l’effetto della sostanza è difficile parlare correttamente o riuscire a tradurre il pensiero in parole; possono essere rivissuti eventi della propria infanzia ed avere percezioni alterate del proprio corpo, che può apparire più piccolo o più grande...

Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.

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Novità ketamina

La droga e gli effetti della crisi: aumenta il consumo di ketamina

  Maggiore diffusione dei gruppi d'acquisto e autoproduzione di marijuana in crescita

Corriere di Bologna - BOLOGNA - La crisi non sta creando nuovi consumatori di sostanze stupefacenti ma sta modificando le abitudini di chi era già dipendente costringendolo a nuove scelte dettate da una minore disponibilità economica. Lo spiega una ricerca dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna, presentata ieri alla facoltà di Scienze della Formazione, durante il primo di tre incontri dedicati al tema «L’uso di droga ai tempi della crisi».

 

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ketamina/mdma: forte distacco dalla realtà,panico e apatia a lungo termine

Ho frequentato la scena dei rave dai 16 anni ai 22, assumendo quasi ogni settimana mdma,ecstasy,popper,lsd,ketamina.

A 22 ,dopo un lungo periodo di assunzione intensa di ketmaina , ho deciso insieme alla mia compagna di smettere completamente. Il periodo subito successivo all'interruzione ho riscontrato un forte senso di distacco persistente e un abbattimento emotivo, dovuto come ho scoperto in seguito all'interazione tra neurotrasmettitore glutammato e ketamina.

Posso dire che dopo un periodo imprecisato il problema è rientrato.

Dopo alcuni anni senza sfiorare droghe, in occasione di un rave circa un anno fa ho riassunto ketamina. Da quel momento nell 'anno a venire saltuariamente (con una frequenza circa bimestrale, ho assunto ketamina ) .

Tutto regolare fino a capodanno. Prendiamo quella che probabilmente non era ketamina ma PCP : penso ciò perchè abbiamo avuto un k hole anomalo, e per smaltire ci son volute 10 ore buone .

Dopo questo, stupidamente , qualche giorno dopo avevamo un rimasuglio di questa pseudo-ketamina e rifacendola, siamo ricascati in un assurdo k-hole.

Da lì la convinzione non fosse ketamina, perchè credetemi che negli anni bene o male la si impara a riconoscere.

Il problema viene in seguito: da quel giorno ho un fortissimo senso di distacco dalla realtà, apatia e tutti i sintomi del caso. Ho di conseguenza interrotto qualsiasi contatto con le droghe,e sto convivendo da allora con questo problema.

 

2 settimane fa in occasione di una serata in discoteca, ho stupidamente preso dell'mdma pensando: "il mio problema riguarda le droghe dissociative,quindi l'mdma è ok"

 

sbagliato.

 

dopo 3 giorni ho avuto un fortissimo attacco di panico, (documentandomi credo sia dovuto alla mancata ricezione di serotonina) e ora mi ritrovo con oltre al mio problema di distacco originale, una forte ansia legata a una profonda depressione.

 

Scusate il muro di parole,spero vogliate leggere la mia storia e consigliarmi....sono "fottuto"? come devo muovermi? posso sperare di recuperare col tempo o anche determinate cure? qualcuno ha avuto esperienze simili ?

grazie in anticipo

 

 

Info sulle droghe

MI sembra carino

La ketamina fa male anche al cuore

Droganews - L'utilizzo sempre più diffuso della ketamina come sostanza stupefacente, soprattutto nei rave party, sta creando numerose preoccupazioni nel mondo scientifico e medico per i molti danni alla salute che essa può provocare. La ricerca, tuttavia, fino ad oggi si è concentrata principalmente sui danni al sistema nervoso centrale e a quello urinario ma poco su quelli al sistema cardiovascolare. Per approfondire questo aspetto, cinque ricercatori cinesi hanno utilizzato un modello di studio sugli effetti di lungo termine della dipendenza da ketamina, della durata di 28 settimane, nel quale la sostanza è stata somministrata a topi di un mese d'età.
Per determinare la funzionalità cardiaca dei topi sono stati effettuati esami come l'elettrocardiogramma, il rilevamento dei livelli di troponina (una proteina coinvolta nella contrazione muscolare) e la ricerca della presenza di lattato deidrogenasi (un biomarker utilizzato frequentemente per rilevare danni cardiaci) oltre all'analisi istologica del muscolo cardiaco dei topi che ha rivelato degenerazioni già in seguito a una intossicazione da ketamina di breve durata. Dai risultati inoltre è emerso che nel 30% degli esemplari analizzati sono state rilevate elevazioni dell'ST (una specifica zona dell’elettrocardiogramma) a partire da sei settimane di somministrazione della ketamina.
Infine, per approfondire i potenziali effetti di interazione tra l'alcol e la ketamina, nelle ultime quattro settimane del programma, ai topi sono stati somministrati 0,5ml di etanolo al 10%. Le funzioni cardiache di questi esemplari sono risultate maggiormente deteriorate come indicato da un ulteriore aumento dei livelli di troponina. L'elevato numero di cellule positive al lattato deidrogenasi e le alterazioni osservate dell'elettrocardiogramma, tanto nei topi trattati con ketamina quanto in quelli trattati con ketamina e alcol, sono dunque indicative, concludono i ricercatori, di una cadiotossicità indotta dalla ketamina.

"Ketamina e gambling, le nuove droghe della crisi" intervista a Riccardo Gatti, Dipartimento Dipendenze Asl di Milano.

 Poliassunzione, gambling e ketamina: la crisi economica sta cambiando il vocabolario della droga. E non solo quello. Mentre i consumi calano, infatti, aumentano le sostanze - 39 solo nell'ultimo anno - e cambia il modo di fruirle. Intanto, si diffondono in modo allarmante nuove patologie, come quelle legate al gioco d'azzardo online, che miete vittime soprattutto tra i giovani. E lo spaccio si trasferisce dalle piazze al web, cambiando le abitudini degli italiani.

Secondo il Dipartimento Politiche Antidroga dello Stato Italiano, infatti, l'uso di droga sta diminuendo. Nel 2011, tra la popolazione in età studentesca (tra i 15 e i 19 anni) le percentuali di consumatori sono calate: la cocaina è scesa dal 2,9% del 2010 al 2,1%, la cannabis dal 18,5% al 18,2%, le droghe sintetiche dall'1,7% all'1,3%, così come gli allucinogeni, dal 2,7% al 2,3%. Eppure, nello stesso arco di tempo, l'Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha introdotto in tabella ben 39 nuove droghe. Si tratta perlopiù di cannabinoidi sintetici e di nuove sostanze, come mefedrone e MDPV. Come interpretare questi dati, apparentemente in contrasto tra loro? «Non ci si droga di meno, ci si droga in modo diverso», spiega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento delle Dipendenze della Asl di Milano. «La leggera flessione nel consumo non deve trarre in inganno, l'aumento delle sostanze indica chiaramente come il mercato sia tutt'altro che in recessione».

«Oggi vanno forte le droghe sintetiche, dall'ecstasy - che non è più un prodotto di nicchia - in giù», conferma Gatti, che sottolinea un altro aspetto, quello della poliassunzione: «I ragazzi assumono con sempre maggiore frequenza due o più droghe contemporaneamente. Mi riferisco, ad esempio, all'unione di alcol alle pasticche, alla cocaina o alle bevande energizzanti. Questo tipo di cocktail rappresenta una minaccia pericolosa per la salute, i cui effetti sono tuttora sconosciuti. È come giocare alla roulette russa». Con la trasformazione delle droghe, si trasforma anche l'immagine tipica del drogato: «Un tempo, a diverse droghe corrispondevano diversi stili di vita, il cocainomane e l'eroinomane erano due tipi di persone diverse. Oggi invece c'è un uso più laico della droga, privo di una liturgia specifica, qualsiasi cosa va bene purché serva allo scopo. Adesso vanno forte quelle droghe che permettono, il giorno successivo, di tornare a condurre una vita "normale". Che rendono il drogato non più un emarginato, ma uno come tutti gli altri».

La diffusione della droga tra i giovani non sta cambiano solo forma, ma anche sostanza. Una delle rilevazioni più preoccupanti contenute nell'ultimo rapporto del Dipartimento Antidroga riguarda il gioco d'azzardo online, pratica sempre più diffusa tra i ragazzi. Questo tipo di intrattenimento presenta derive di stampo patologico, dette tecnicamente "gambling", quando cioè i soggetti - in particolare quelli ad alta vulnerabilità - sviluppano una dipendenza tale da compromettere la loro stabilità finanziaria. La percentuale di diffusione del gioco d'azzardo è maggiore nella popolazione studentesca entro i vent'anni. In questo segmento, circa il 10% dei soggetti analizzati presenta problemi di dipendenza, la metà in modo patologico. Sono dati molto alti, confermati anche dai numeri comunicati dal Fondo di Solidarietà per le Vittime dell'Usura promosso dal Ministero dell'Interno: rispetto al 2005, le persone che hanno richiesto l'aiuto del Fondo sono aumentate infatti del 165%.

La crisi economica sta quindi influendo in modo decisivo sul mondo della droga e la sua diffusione. «Per la prima volta nella nostra storia ci troviamo davanti a una prospettiva di recessione», è l'analisi di Gatti. «Ci sono meno soldi e questo modifica la funzione sociale della droga. In tempi come questi, le persone preferiscono estraniarsi dalla realtà che vivere a mille all'ora. Anche le droghe seguono questa tendenza. I giovani, oggi, cercano negli stupefacenti più anestesia che doping, più rallentamento che accelerazione. Aumenta quindi l'uso di alcol e di sostanze sedative, come oppiacei e farmaci. Un'esempio di questa tendenza è la diffusione della ketamina, un anestetico. Proprio la ketamina potrebbe essere la risposta alla crisi, in quanto facile da sintetizzare e dai costi molto bassi». Il consumo di cocaina, invece, sta diminuendo rispetto al recente passato. Anche a Milano dove, secondo Gatti, la situazione sta lentamente cambiando: «è finita l'epoca della città da Suv, modelle e cocaina. Oggi nemmeno i milanesi cercano più il doping della vita quotidiana».

I tempi della droga scorrono oggi più in fretta che mai. Fino a qualche anno fa il passaggio da una sostanza all'altra avveniva in tempi lunghi. Oggi invece tutto cambia in pochi mesi. Questo avviene anche grazie alla diffusione di nuovi metodi di acquisto online della droga. Una situazione già evidenziata dal Dipartimento Antidroga, secondo cui "il fenomeno dello spaccio sul web è caratterizzato dalla presenza di farmacie online che vendono farmaci e sostanze di qualsiasi genere senza richiedere alcuna prescrizione medica e dalla presenza di online drugstore, dove è possibile acquistare facilmente sostanze illecite". «La rete sta iniziando a contare sempre di più, soprattutto per quanto riguarda il commercio delle sostanze sintetiche», conferma Gatti. «Col web gli spazi dello spaccio sono aumentati enormemente. Oggi bastano pochi click per comprare praticamente qualsiasi cosa. E questo commercio non riguarda solo i ragazzi, ma anche chi scopre internet a mezza età».

Come si evolverà la situazione, in futuro? «Ancora non lo sappiamo, molto dipenderà da quello che decideranno i mercati. I pusher tradizionali potrebbero tornare a puntare forte sull'eroina che, dando una forte dipendenza, fidelizza l'acquirente. Potrebbe essere questa l'unica risorsa in grado di contrastare l'ascesa delle nuove droghe e dei nuovi luoghi di spaccio. Negli Stati Uniti, che spesso anticipano di qualche anno le tendenze italiane, ci si droga sempre di più attraverso l'uso improprio di farmaci di tipo analgesico e oppiaceo. La diffusione di queste sostanze ha superato quella di cocaina ed eroina messe insieme. Staremo a vedere cosa accadrà, ma, come detto, le evoluzioni potrebbero avvenire in tempi assai più rapidi di quanto avveniva fino a qualche tempo fa».



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/droghe-giovani#ixzz1h3wk5T4j

Kalkbrenner, la techno ha un cuore berlinese

 

 

dj Paul Kalkbrenner

Festival Movement, la performance del dj Paul Kalkbrenner domani a Torino è una sorta di anteprima della kermesse techno

Il dj oggi a Roma e domani a Torino con il nuovo "Icke Wieder"
BRUNO RUFFILLI
BERLINO

Paul Kalkbrenner parla veloce, in un inglese dal forte accento tedesco. E' a casa, la finestra inquadra la Funkturm, la gigantesca antenna televisiva di Alexanderplatz fotografata anche nei manifesti di Berlin Calling , il film che lo ha reso famoso. «Ma non credo reciterò di nuovo, è un lavoro che prende troppo tempo», spiega. Come deejay ha pubblicato otto dischi in dieci anni, l'ultimo tre mesi fa: lo presenta in Italia stasera, a Roma (Atlantico) e domani a Torino, (Oval, in un'anteprima del Festival Movement). Facile prevedere il doppio pienone, nonostanteIcke Wieder non sia proprio un album da classifica. È musica elettronica dura e pura, più da ascoltare che da ballare: «Sarebbe stato facile ripetere Sky And Sand, ma quella era un'eccezione, questo invece rappresenta ciò che davvero faccio. Non volevo una hit, volevo 60 minuti di hit: spero di dimostrare che so sottrarmi alle convenzioni, sono ancora libero di scegliere».

Se anche Berlin Calling non avesse questo nome, se anche nella colonna sonora - firmata da Kalkbrenner - non fosse campionato il suono che segnala l'apertura delle porte nella S-Bahn, pure la musica del 34enne deejay suonerebbe inequivocabilmente berlinese. La logica continuazione della techno che nei primi Anni 90 si ascoltava in locali come l'EWerk e il Tresor: Kalkbrenner era un ragazzino, ma li frequentava ogni era. «Mi sono innamorato della techno prima di tutto il resto, a parte forse il punk. Col tempo ho sviluppato uno stile riconosciuto come berlinese e questo mi fa molto piacere». E sulla Love Parade, la grande festa techno che per anni ha portato a Berlino oltre un milione di ragazzi, ha un giudizio tagliente: «Era diventata una specie di Oktoberfest, è un bene che sia finita». Già, è finita: con 21 morti la scorsa estate a Duisburg.

E oggi? «La techno assomiglia sempre di più alla musica pop». Probabilmente ha ragione: alla fine dello scorso millennio, per la musica elettronica il futuro non sembrava roseo, oggi invece, quel che resta della techno ritorna nelle discoteche, negli spot, nei lettori mp3 e nei telefonini dei più giovani. E anche dei soldati tedeschi in Afghanistan, per cui Kalkbrenner ha suonato di recente: «Il mio è stato un segno di solidarietà verso i ragazzi. Non dobbiamo prendercela con loro se sono lì, ma con i politici che ce li hanno mandati».

Nel film è la musica a salvare il deejay Ickarus dalle droghe: ma davvero la musica può essere una ragione di vita? «Qualsiasi cosa può esserlo, una parola, un profumo, un segno: basta poco per salvare una vita. E certo, la musica può farlo». Intanto, però, il legame tra droghe e techno sembra una costante: prima l'extasy, poi la ketamina, l'Mdma (e nel film, la dottoressa che analizza il sangue di Ickarus dice che «c'è di tutto, eccetto l'eroina»). «Passando dall'extasy alla ketamina e ad altre droghe la musica è cambiata, è più veloce. E' vero, c'è sempre stata qualche droga associata alla techno, ma è ridicolo pensare che serva a scrivere grandi canzoni».

Berlin Calling è uscito nel 2008; oggi Paul Kalkbrenner è sempre più distante dal suo alter ego nel film. «Non ascolto musica, non so niente di quello che fanno gli altri, sono sempre in tour e dopo un concerto cerco solo il silenzio e qualcosa da leggere, è incredibile quante idee possono venire da un libro». Cita Balzac e Flaubert tra i suoi preferiti («in traduzione tedesca, purtroppo»), autori difficili da immaginare sulla bocca di altri deejay superstar come David Guetta o Tiesto: «Capisco che qualcuno ci veda come esponenti dello stesso genere, ma con loro non ho niente in comune».

SPAGNA - SPAGNA - Gli adulteranti nelle droghe piu' diffuse. Indagine: attenzione al Levamisol nella cocaina

 

Notiziario Aduc - Consumare cocaina e' sempre piu' pericoloso. Al rischio di alterazioni psichiche, disordini nutrizionali, cardiopatie e problemi neuronali, C'e' da aggiungere la depressione del sistema immunologico di cui un adulterante, il Levamisol, ne e' responsabile.
Energy Control, una ONG che fa analisi di droghe gratuitamente, ha studiato un totale di 1.680 campioni raccolti dai consumatori in diverse zone di tutta la Spagna. La maggior parte erano adulterati. “C'e' da rilevare, in generale, che chi porta le droghe ad Energy Control e' perche' ha dei dubbi sulla qualita' delle stesse in quanto acquistate da un venditore sconosciuto”, dice uno dei medici dell'organizzazione, Fernando Caudevilla.
Il 91% delle 346 dosi analizzate era adulterato e il 23,2% non aveva neanche un accenno di questa sostanza. Soltanto il 5,5% era pura. “Nella cocaina abbiamo rilevato il maggior numero di adulterazioni”, dice il rapporto. La sostanza piu' usata e' il Levamisol, presente nel 59%. Si tratta di un farmaco veterinario che si usa come antiparassitario e che provoca una notevole diminuzione di globuli bianchi. I consumatori sostengono che aumenti la sensazione di “fretta”. Diminuiscono i globuli bianchi che servono per le difese, e cosi' si e' piu' attaccabili dalle infezioni. La piu' alta probabilita' e' che si presenti un'infezione e che sia piu' grave -spiega Caudevilla. “Consumare cocaina con Levamisol e' molto piu' pericoloso che consumarla in forma pura”.
Analgesici, caffeina e anestetici sono gli altri adulteranti frequenti, ma “il Levamisol e' quello che da' la maggiore preoccupazione grazie ai suoi effetti tossici che puo' avere sui consumatori di cocaina”.
Rafael Guayta-Escolíes, dell'Observatorio de Medicamentos de Abuso del Colegio de Farmacéuticos di Barcelona, sul Levamisol che “si e' gia notato negli animali che, oltre ad abbassare il numero di globuli bianchi, altera il midollo osseo”.
I dati del ministero dell'Interno mostrano che negli ultimi 10 anni la purezza di un grammo di cocaina si e' mantenuta intorno al 50%, mentre il prezzo e' aumentato di uno o due euro in tutto il periodo. Un grammo costa oggi tra 50 e 60 euro.
Non si salva neanche l'ecstasy, che e' peggiore quando e' in forma di pastiglia. Il 61% delle dosi analizzate, su un totale di 167, non conteneva MDMA. Solo il 35% erano pure. Ogni pastiglia costa tra cinque e sei euro. In polvere, comunemente conosciuta come cristal, la purezza e' maggiore. Piu' del 68% dei campioni, su un totale di 515, conteneva esclusivamente MDMA e nessun tipo di adulterante. Il 15% non aveva alcun diluente, che si usa per dare volume e diminuirne i costi. Questo provoca un effetto minore rispetto a quanto si ottiene consumandone di piu'. Un grammo di cristal costa quanto un grammo di cocaina.
L'anfetamina, conosciuta come speed, e' quella che viene offerta con piu' diluizione. Di 254 campioni, il 73,2% contiene diluenti ed adulteranti e solo l'1,2% era anfetamina pura. Nell'81% dei casi il diluente era caffeina, che ha effetti lievi per i consumatori. Un grammo di speed costa tra 20 e 25 euro.
In ultimo la ketamina, usata per anestetizzare parzialmente gli animali e talvolta per curare bruciature o trattare le gravidanze. E' in espansione, specialmente in zone come India e Africa, secondo Energy Control. Il 55% di un totale di 40 campioni aveva la massima purezza e il 27,5% conteneva adulteranti.

Medicina Moksha

documentazione su stati altri di coscienza

SALUTE: DIP. POLITICHE ANTIDROGA, NON USARE KETAMINA COME ANTIDEPRESSIVO

(ASCA) - Roma, 16 giu - ''Affinche' non vi siano malintesi e confusioni e' utile chiarire molto bene che la sperimentazione a basse dosi di ketamina in pazienti affetti da depressione maggiore, rientra nella ricerca scientifica controllata per uso strettamente medico di tale sostanza. Va quindi precisato molto chiaramente che questo studio, del tutto preliminare, non puo' giustificare in alcun modo, ancorche' auto-somministrato, l'uso di droga da strada a base di ketamina''. Lo precisa, in una nota, il Dipartimento Politiche Antidroga in riferimento alle recenti notizie sull'effetto antidepressivo della ketamina scoperto dal gruppo di ricercatori di Anita.E. Autry e pubblicato ieri, il 15 giugno sulla rivista Nature.

''Varie sostanze stupefacenti - spiega il DPA - trovano un uso medico, ma va ricordato che le sostanze utilizzate per uso medico vengono prodotte con modalita' estremamente controllate dalle aziende farmaceutiche e nonostante portino lo stesso nome di alcune droghe di uso comune, sono prodotti estremamente diversi (sia per la sicurezza che per l'efficacia) da quelle vendute in strada. Il DPA mette in guardia tutte le persone sofferenti di depressione a non utilizzare in alcun modo ketamina per tentare un' auto-cura assolutamente sconsigliata, non ammessa ne' opportuna per sintomi o condizioni quali la depressione''.

''Allo stesso tempo - conclude la nota del DPA -, va ricordato il forte potenziale neurotossico della ketamina che e' in grado di produrre gravi danni al sistema nervoso centrale e forti alterazioni neuropsichiche che possono mettere seriamente a rischio la vita dei pazienti se utilizzata fuori da un severo ed esclusivo controllo medico''.

Nuove sostanze psicoattive sempre più disponibili: ben 41 quelle identificate nel 2010


 
InSostanza - Rapporto annuale Emcdda–Europol. Mai prima d’ora si era trovato sul mercato
illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. Quelle individuate nel
2010 sono quasi il doppio rispetto al 2009. Cresce l’allarme per le cosiddette droghe
“Spice”


ROMA – “Le nuove sostanze psicoattive stanno diventando disponibili sul mercato ad un
ritmo senza precedenti”. È quanto denuncia il rapporto annuale Emcdda–Europol 2010
rilasciato dall‟Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona
(Oedt). 
 
Solo nello scorso anno, spiega il rapporto, sono state identificate 41 nuove sostanze
psicoattive facendo del 2010 un anno record per numero di nuove droghe ufficialmente
segnalate all‟Osservatorio e dall‟Europol attraverso il sistema di allarme comunitario rapido (Ews). 
Mai prima d‟ora, spiega l‟Osservatorio, si era trovato sul mercato illegale un numero così alto di nuove sostanze psicoattive. 
Quelle individuate nel 2010, infatti, sono quasi il doppio rispetto al 2009, anno in cui
vennero segnalate 24 sostanze, e più di tre volte quelle segnalate nel 2008, in cui vennero registrate 13 nuove sostanze psicoattive.
 
Secondo quanto riporta l‟Osservatorio, le nuove droghe individuate appartengono ad un
gruppo di sostanze variegato, si va:
  dai cannabinoidi sintetici
  al catinone sintetico
  fino a composti derivanti da sostanze vegetali. 
Per quanto riguarda le droghe „Spice‟ nel 2010 sono stati individuati 11 nuovi cannabinoidi sintetici, portando il numero totale di queste sostanze a 27. 
Documentato per la prima volta, inoltre, il commercio di derivati di due sostanze note come la ketamina e la Pcp (fenciclidina). 
 
“Data la velocità con cui si verificano i nuovi sviluppi in questo settore, è importante
anticipare le sfide future – ha affermato Wolfgang Götz - direttore dell'Oedt -. Mentre il
nostro sistema di allarme precoce ha recentemente aumentato la sua capacità operativa
per rispondere rapidamente alle nuove sostanze identificate, manca ancora la capacità di  anticipare le minacce emergenti”. Una mancanza, spiega Götz, a cui si può rispondere “migliorando la capacità di analisi forense investigativa e di ricerca a livello europeo”.
 Cresce, infine, l‟allarme sul fenomeno delle cosiddette droghe “Spice”. Almeno 16 paesi
europei hanno messo in campo azioni legali per metterle al bando o per tenerle sotto
controllo. 
Su internet, intanto, si fanno sempre più strada le sostanze sintetiche non regolamentate vendute online come “sballo legale”. Secondo Rob Wainwright, direttore di Europol, sono proprio queste sostanze a rappresentare una delle più importanti sfide del panorama europeo. “Abbiamo notato che la criminalità organizzata – spiega Wainwright - è sempre più attiva nella produzione e distribuzione di farmaci che possono essere associati con l‟ecstasy”.

 

Fonte: www.redattoresociale.it

Droga, 35 anni dopo la legge


Un convegno del Gruppo Abele ha fatto il punto su carceri, trattamenti e prevenzione

 

Vivereinarmonia - Eros, 19 anni. Concetta, 26 anni. Piero, 22 anni. Sono i nomi dei primi morti per droga in Italia. A ricordare queste e altre vite spezzate dalla tossicodipendenza è stato don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, in apertura del convegno nazionale “Dipendenze e consumi”, organizzato nel capoluogo piemontese a 35 anni dall’approvazione della legge 685. “Nel 1975, in questa città, mettemmo un cartello con questi nomi – ha ricordato don Ciotti – Presidiammo con una tenda piazza Solferino, dove duecento persone digiunarono con noi per chiedere una legge attenta e puntale, che non mandasse più le persone tossicodipendenti in carcere o in un ospedale psichiatrico, ma considerasse la droga come una questione da affrontare sul piano sociale e non punitivo”. E dopo 35 anni? Quell’elenco di nomi continua, ostinato, crudele, e si somma a un impoverimento culturale ed etico che impedisce di ascoltare le persone che incontriamo.

 

Oltre 400 iscritti provenienti da tutta Italia e 30 relatori hanno fatto il punto su una legge che, per la prima volta nel nostro Paese, ha sfatato un tabù fornendo una dimensione sociale al problema della droga. “Prima della 685, per i tossicodipendenti le alternative erano il carcere oppure l’ospedale psichiatrico – ha detto Leopoldo Grosso, psicologo e vice presidente del Gruppo Abele – Ma già allora le comunità, nella loro fase pionieristica, avevano dimostrato che era possibile emanciparsi dalla dipendenza”. Il 22 dicembre 1975 è stata approvata una legge che ha iniziato a considerare il consumatore di droga come una persona da aiutare e non un delinquente da incarcerare. Ma la storia ha anche dimostrato che non esiste una soluzione unica alla tossicodipendenza, perché ogni storia rappresenta un mondo a se stante, che necessita di amore e di un aiuto “personalizzato” per poter essere a lieto fine. “E’ la cultura che fornisce gli strumenti per essere liberi”, ha detto don Ciotti. Ma di cultura, in questa materia, se ne respira ancora poca. E per questo si continua a morire.

 

Le nuove dipendenze. Dal 1975 ad oggi, la tossicodipendenza ha cambiato pelle: alle sostanze di allora se ne sono aggiunte altre e, parallelamente, è cambiato il loro utilizzo. Un tempo la droga era associata a sentimenti di disperazione ed emarginazione, mentre oggi si ricorre ad essa come mezzo di ricreazione e prestazione, per stare bene in mezzo agli altri. Alla diffusione della cocaina e al ritorno silenzioso dell’eroina, si affiancano forme di dipendenza più sottili, ma non meno dannose. “Sono le dipendenze di chi non riesce a trovare un senso alla propria vita – riflette don Ciotti – di chi si sente isolato, fragile nel rapporto con se stesso e con gli altri, e cerca di sfuggire come può al proprio malessere”. Ecco allora il triplicarsi, negli ultimi anni, dell’uso degli psicofarmaci e degli antidepressivi, l’approccio sempre più precoce all’alcol come veicolo di stordimento, il diffondersi dell’anoressia e della bulimia. Ed ecco il sempre maggiore ricorso ai giochi d’azzardo, alle scommesse, alle lotterie.

 

A 35 anni dalla prima legge sulle sostanze psicoattive, la riflessione non può fare a meno di toccare il complesso della vita sociale: oggi, parlare di dipendenze significa discutere della solitudine e della fragilità di tante persone, della debolezza del contatto umano e di un individualismo sempre più marcato. E’ degli anni Novanta la prima modifica alla 685, che ha posto l’accento sulla punizione dei consumatori. Il Gruppo Abele, insieme a molte altre realtà del sociale, aveva creato un cartello il cui slogan recitava “educare, non punire”, riuscendo a strappare modifiche significative alla legge. “Il dato positivo fu lo stanziamento di risorse per la cura e la prevenzione della tossicodipendenza e la vittoria del referendum del 1993 che ne abolì gli aspetti più repressivi”, ricorda Grosso. Gli anni Novanta sono stati anche quelli dell’esplosione dell’Aids. “Uno studio della Lila ha sottolineato come, fino al 1996, le persone tossicodipendenti morte per Aids sono state 24 mila, ovvero tante quante le morti per overdose”.

Altri articoli sul convegno:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/400162/

http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+consumi+conclusioni+convegno+gruppo_122755.php

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