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Domande agli Operatori
La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.
Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.
Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.
Novità ketamina
Droga: problemi di memoria per chi prende la ketamina
Roma, 17 nov. (Adnkronos Salute) - Problemi di memoria legati all'uso frequente di ketamina. A svelare gli effetti del consumo massiccio di questa sostanza - ribattezzata 'Special K' e nata come anestetico, capace di indurre allucinazioni ed esperienze 'extra-corporee' - usata in occasione di party, rave o feste in discoteca, sono i ricercatori dell'University College di Londra (GB). L'equipe ha condotto una serie di test di memoria e psicologici su 120 persone, scoprendo che chi prende spesso ketamina fatica a ricordare nomi, conversazioni e altri dettagli.
Precedenti studi avevano dimostrato che la sostanza può causare problemi ai reni e alla vescica. Nonostante ciò la popolarità della ketamina è in crescita come alternativa a buon mercato dell'ecstasy, dal momento che il prezzo è crollato negli ultimi anni. Lo studio britannico ha diviso il campione in 5 gruppi: quelli che prendono la ketamina tutti i giorni, quelli che lo fanno una o due volte al mese, gli ex consumatori, quelli che prendono altre sostanze e infine quelli che non ne prendono nessuna. Tutti sono stati coinvolti nei test psicologici e questionari 'misura memoria', e poi ricontrollati un anno dopo, come si legge su 'Addiction'.
Così i ricercatori hanno scoperto che chi fa uso frequente di ketamina totalizza punteggi significativamente peggiori nei test di memoria, facendo anche il doppio degli errori rispetto agli altri. E la performance cala ancora a distanza di un anno. Non solo, sembra che in generale tutte le persone che assumono ketamina abbiano credenze insolite, ad esempio tendano a sviluppare teorie di complotti. "L'uso di ketamina è cresciuto più rapidamente rispetto ad altre droghe in Gran Bretagna, in particolare fra i giovani, e questa sostanza - sottolinea Celia Morgan, responsabile della ricerca - è diventata una 'club drug' di tendenza. Molti dei giovani che ne fanno uso, però, non si rendono conto degli effetti dannosi e del fatto che può creare dipendenza. Dobbiamo assicurarci - dice alla Bbc online - che questi consumatori siano informati delle conseguenze potenzialmente negative di un pesante uso della ketamina".
Effetti della ketamina sulle funzioni neuro cognitive, uno studio longitudinale
L’uso di ketamina è molto diffuso tra i giovani inglesi, tanto da crescere con un ritmo ben superiore rispetto a tutte le altre droghe. La ketamina è un anestetico per uso veterinario e, utilizzato come sostanza d’abuso, causa forti dissociazioni psichiche. Il fenomeno è piuttosto recente e gli effetti a lungo termine derivanti dall’uso ripetuto di questa sostanza non sono ancora noti.Ma un nuovo studio inglese, condotto dai ricercatori della University College London, potrebbe contribuire a chiarire gli effetti che possono derivare dall’assunzione cronica a scapito delle funzioni neurocognitive. L’indagine ha coinvolto 150 utilizzatori che sono stati monitorati per un anno, al fine di verificare se un aumento della quantità di sostanza assunta potesse predire le alterazioni a carico della memoria e della concentrazione. Cinque i gruppi, corrispondenti alle modalità di assunzione della sostanza: quotidiana, una o due volte al mese, uso passato, uso di altre droghe oltre alla Ketamina e astensione da tutte le droghe.I risultati dello studio rilevano deficit cognitivi più evidenti nei consumatori assidui, e una correlazione tra aumento delle dosi assunte e riduzione delle performance della memoria di lavoro visuo-spaziale. La valutazione dello stato di benessere psicologico evidenzia nei consumatori cronici maggiori sintomi dissociativi e sintomi maniacali correlati alla dose. Inoltre i consumatori abituali e gli ex utilizzatori mostrano nell’arco dei 12 mesi crescenti sintomi depressivi.
da psiconautica
Il Portogallo a otto anni dalla legalizzazione di tutte le droghe
Nel 2001 il Portogallo ha legalizzato il possesso e l'uso di tutte le più diffuse droghe illegali. A otto anni dalla storica decisione, i risultati fanno ben sperare: calo di tutti i consumi e netto miglioramento delle condizioni di intervento per gli operatori sanitari e sociali (articolo in inglese)
http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1893946,00.html
DJ ANICETO PORTAVOCE DEI GIOVANI
IL SITO INTERNET DI DJ ANICETO SI RINNOVA E DIVENTA 'PORTAVOCE DEI GIOVANI' Dal mese di ottobre è on line il nuovo sito Internet di DJ ANICETO, il dj anti-sballo, membro del dipartimento per le politiche antidroga a Palazzo Chigi e testimonial di una campagna antidipendenza nel programma tv cult in onda su Italia 1, "Chiambretti Night". L’indirizzo da digitare per connettersi resta lo stesso, http://ww.aniceto.it/, mentre cambiacompletamente la veste grafica e la strutturazione dei contenuti.Il restyling del sito, curato dal giornalista Mario Guarini, direttore della web tv kayenna schegge metropolitane www.kayenna.it, nasce dall’esigenza di garantire una risposta a tutti i giovani che hanno problematiche o che si stanno avvicinando alle droghe e all'alcool e che non riescono ad ottenere un'aiuto. In home page, attraverso un link che attiva l'email personale, Dj Aniceto, garantisce che porterà alle riunioni della Consulta antidroga di Palazzo Chigi il grido di chi vuole informazioni e soluzioni a tutte le dipendenze. Con l’occasione si è provveduto anche all’aggiornamento e all’ottimizzazione dell’architettura delle info circa l'attività artistica e sociale di Dj aniceto: video, foto, e i vari collegamenti alle campagne antidipendenza che tiene con successo sui maggiori social network come Myspace e Facebook. In Home Page, infine, è stato inserito anche il link del sito ufficiale per i giovani del Dipartimento Antidroga www.droganograzie.it attraverso il quale è possibile informarsi in maniera approfondita sui pericoli derivanti dalle varie droghe.
PRATO PERICOLO BABY GANG CINESI
Di solito aiutano chi viene colpito da terremoti e alluvioni ma a Prato i soldati del genio guastatori giunti da Udine, assieme ai parà dovranno affrontare un'altro tipo di emergenza: quella delle baby gang cinesi. Covato a lungo sotto l'apparente benessere della comunità orientale, il fenomeno ora è esploso.La crisi economica c'entra il giusto perché questi ragazzi non lavorano, come rilevano dalla squadra mobile di Prato che indaga sulla morte di un ragazzo cinese di 16 anni ucciso a coltellate nel luglio scorso e, su una rissa per la quale un giovane orientale ha rischiato di morire dissanguato, col ventre squarciato da un colpo di mannaia.Le attività delle baby gang sono quelle tipiche della malavita: taglieggiano i coetanei, rapinano gli adulti e c'é il sentore, in Comune, che abbiano cominciato a chiedere anche il pizzo ai commercianti. Non solo. Trattano le ragazze come proprietà privata al punto che, a un italiano che qualche settimana fa avrebbe cercato di difendere un'adolescente pestata a sangue da un coetaneo cinese, gli altri ragazzi orientali che erano intorno, maschi e femmine, gli avrebbero detto di stare fermo: "E' la sua fidanzata e può farlo" gli sarebbe stato detto.La notizia, non confermata dalle forze dell'ordine, è però di dominio pubblico su Facebook, riportata dallo stesso aspirante soccorritore. Nelle bande si vive anche di spaccio e ci si droga. Cocaina e soprattutto ketamina, un anestetico come quello sequestrato ad un gruppo di cinesi in gran quantità dai carabinieri nei giorni scorsi, che provoca stati d'alterazione psichica e allucinazioni e che fa andare proprio fuori di testa.
Prezzi in calo tranne per la cannabis. E arriva la ''skunk'' italiana
Relazione al Parlamento. La cocaina è passata da 96 a 78 euro al grammo; l'eroina da 84-64 a 60-47 euro; hashish a 8-9 euro, in crescita dal 2003, con un principio attivo in calo. Rilevata la produzione nostrana della temibile cannabis sintetica
ROMA - Aumenta il prezzo dei cannabinoidi mentre prosegue il trend di discesa dei prezzi massimi e minimi sia dell'eroina che della cocaina. Stabile il prezzo dell'acido lisergico (Lsd). Dal 2001 al 2008 la percentuale media di principio attivo rilevata nei campioni analizzati è diminuita per la cocaina, passando dal 66% al 47%; si conferma sostanzialmente stabile la percentuale di principio attivo presente nei cannabinoidi (THC) che dopo un picco rilevato nel 2005, è diminuita fino ad assestarsi intorno al 6% circa (5,8% nel 2008). E' questo il “listino” dei prezzi e della purezza delle principali sostanze stupefacenti analizzati nella Relazione al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze, presentata questa mattina a Roma.
Nel periodo considerato dalla relazione la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 96 euro a poco più di 78 euro per grammo per la cocaina, da circa 64 euro a meno di 47 per l’eroina nera e da 84 euro a meno di 60 euro per quella bianca; una forte diminuzione della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy acquistabile a circa 24 euro nel 2006 ed a meno di 19 nell’ultimo biennio. L’Hashish si mantiene su un prezzo medio di 8-9 euro al grammo confermando la crescita continua registrata dal 2002.
Per quanto riguarda la percentuale di purezza delle sostanze dopo l’incremento registrato nel 2007 (dal 21% al 33%), è tornata, nel 2008, a livelli più bassi rilevati anche negli anni precedenti (circa 25%). La percentuale di eroina è aumentata nel 2008, passando dal 17 al 21%. La variabilità per le principali sostanze tossiche è tuttavia molto elevata: il principio attivo per i cannabinoidi può andare dallo 0,08% al 17%, mentre per la cocaina (dallo 0,77% all’88%).
Nel corso del 2008 si sono registrati grandi investimenti della malavita organizzata nel mercato della droga. Tali investimenti, spiega la relazione sono stati accompagnati da un aumento dell’offerta di droga sia in Italia che all’estero. Soprattutto nelle Regioni del Sud si registra un forte coinvolgimento di organizzazioni criminali strutturate. Nelle Regioni del Centro-Nord, invece, si è assistito ad un sempre
maggior consolidamento di gruppi criminali stranieri. Nel 2008 si è evidenziato un forte aumento dell’offerta e dei sequestri, delle coltivazioni autoctone nel sud del paese, ed è emersa anche la nuova produzione italiana di “super skunk”, una cannabis sintetica molto potente “inventata” in Gran Bretagna.
Leader nel mercato della droga italiana è la 'ndrangheta, che risulta l’organizzazione criminale che negli ultimi 20 anni ha reso l’Italia il centro strategico del mercato globale di cocaina; la camorra svolge un’ampia parte della propria attività in Campania e, sui mercati europei, continua l’insediamento in Spagna e nei Paesi dell’Est mentre Cosa nostra si sta ampliando attraverso la riattivazione di intese con altre cosche. Le organizzazioni criminali, in generale, stanno assumendo sempre più carattere transnazionale, favorendo la creazione di “consorzi” criminali per far fronte ai grandi acquisti, i luoghi in cui queste organizzazioni sono più radicate sono Milano, Roma e Brescia.
Per quanto riguarda le vie di traffico, la cannabis risulta arrivare dalla Spagna e dall’Albania; la cocaina, per la quale si è registrato un aumento del traffico, ha punti di arrivo soprattutto al sud Italia; l’eroina, per cui si è registrata una riduzione della diffusione in Europa ma un aumento nei paesi balcanici, arriva
dall’Afghanistan, proprio attraverso i Balcani. (mr)
K. KETAMINA. IL FATTORE K DELLA PSICHEDELIA
K. KETAMINA. IL FATTORE K DELLA PSICHEDELIA, HIDALGO DOWNING EDUARDO
edizioni bespress distribuito da Mimesis - € 15. www.bespress.it
Dalla quarta di copertina: La ketamina è un anestetico ad uso ospedaliero e veterinario utilizzato nel mondo intero, allo stesso tempo una delle droghe con maggiore intensità psichedelica attualmente conosciute. I suoi effetti vanno a coprire il più ampio spettro dei possibili e differenti stati alterati di coscienza, e variano da una lieve intossicazione fino alla più sconvolgente esperienza onirica ed allucinatoria, incluse esperienze di prossimità alla morte e di fuoriuscita dal corpo. Questa sostanza è stata usata per decenni dai più illustri esploratori della coscienza come Timothy Leary e John Lilly. Recentemente èstata introdotta come droga ad uso ricreativo nella scena della musica elettronica, dove la si conosce come K, Keta, Special K, Ketch e svariati altri nomi. Questo libro affronta tutti gli aspetti che si riferiscono a tale sostanza: la storia, gli effetti, i rischi, lo stato legale ed i riferimenti culturali.
A Roma in 30mila fanno uso di droghe
Quindicimila tossicodipendenti in cura presso i Sert cittadini, dai 25 ai 30mila se si estende la proiezione ai drogati abituali che sfuggono alla rete di controllo. Ma il numero di chi fa uso di droga a Roma sale ad oltre dieci volte tanto se si sommano anche i consumatori occasionali. Questa in sintesi la denuncia dell’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze al convegno di ieri in Campidoglio «Libertà dalle droghe», promosso in collaborazione con l’assessorato alle politiche educative.Cambia la geografia della droga in città, diminuiscono i morti per overdose da eroina, ma sale il consumo di cocaina in tutti gli strati sociali. Nel 2008 gli utenti dei 17 Sert gestiti dalle Asl sul territorio del Comune di Roma sono stati 13.274, mentre gli assistiti nei centri diurni e notturni e nelle comunità di recupero dell’Agenzia sono stati 1.700. In totale la proiezione, contando i tossici non schedati, arriva a 25-30mila persone. Di gran lunga superiore, invece, il numero dei consumatori occasionali. «Si può calcolare, in base alle nostre esperienze, che il loro numero sia oltre dieci volte superiore», rimarca Massimo Canu, presidente dell’Agenzia: «Persone che da anni consumano cocaina di tanto in tanto. E soprattutto giovanissimi, che fanno uso di tutto: canne, droghe sintetiche (Lsd, ketamina, metamfetamina, ecstasy), da un po’ di tempo anche cocaina. I numeri? Basta guardare ai recenti sondaggi nelle scuole». L’ultimo sondaggio si deve alla Onlus Modavi. Ed è desolante. In Italia fra i giovani dai 14 ai 18 anni, uno su due (51 per cento) dichiara di aver provato almeno una volta l’uso di stupefacenti. Il 70 per cento non ha la più pallida idea dei danni cui va incontro. Fra i bambini di 11 anni il 5 per cento ha confidato di aver fatto uso di cocaina, il 37 per cento di hashish o marijuana. L’effetto dell’uso sempre più precoce di sostanze stupefacenti, ritengono gli esperti, sarà nei prossimi anni l’aumento vertiginoso di patologie psichiatriche legate alla droga. Spesso c’è una stretta correlazione fra la tossicodipendenza del figlio e il genitore tossicodipendente. «Troppi giovani fanno uso quotidiano di droghe - afferma l’assessore alle Politiche educative Laura Marsilio - È necessario lavorare sulla prevenzione e trovare nuovi strumenti di contrasto. Il Comune si impegnerà a diffondere nelle scuole la pratica dello sport, veicolo di valori sani e antidoto all’isolamento dei ragazzi». Ma ci sono altri fattori di cui tener conto. Negli ultimi anni, sottolinea l’Agenzia, a Roma sta cambiando la geografia della droga. È diminuito il consumo di eroina. I morti per overdose nel 2007 sono stati 83, contro i 130 in media degli anni precedenti. Sale di contro, in tutte le classi sociali, la diffusione di cocaina. Sul mercato un grammo di «neve» costa dai 20 ai 40 euro, praticamente è alla portata di tutti. «Ma se la cocaina produce meno dipendenza fisica dell’eroina, - avverte Canu - tuttavia produce effetti più devastanti a livello psicologico. Inoltre spinge a fare uso di altre droghe nell’arco della giornata. L’eroina è spesso usata per dormire dopo aver assunto cocaina. Il mix è altre volte con alcool e droghe sintetiche». C’è da aggiungere che i morti per overdose sono acclarati, quelli per cocaina (infarto, ictus, eccetera) invece no, restano per lo più ignoti. L’Agenzia comunale per le tossicodipendenze, quest’anno, ha a disposizione per l’assistenza quasi 7 milioni di euro: 3,3 milioni stanziati dal Comune, e 3,5 stanziati dalla Regione. Dal convegno è emersa la proposta di coinvolgere nella prevenzione del fenomeno droga anche i medici di famiglia. Per essi a settembre dovrebbero partire dei corsi di formazione specifici.
Usa, "zar" antidroga dice stop a "guerra alle droghe"
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Il responsabile dell'amministrazione Obama per le politiche sulla droga ha in programma di investire più denaro per la cura delle tossicodipendenze e sminuisce la retorica della "guerra alla droga" nell'ambito della strategia complessiva antidroga degli Usa.
Ma non vi aspettate che la Casa Bianca legalizzi la marijuana, spiega lo "zar" Gil Kerlikowske in un'intervista a Reuters.
"La discussione sulla legalizzazione non rientra in ogni caso nel vocabolario del presidente, e neanche nel mio", dice il capo dell'Ufficio della Politica Nazionale di Controllo della Droga, che coordina le attività di 32 agenzie governative per limitare l'uso delle droghe illegali.
Kerlikowske è in carica da meno di un mese, ma l'amministrazione Obama ha già assunto un approccio meno duro nei confronti dei 35 milioni di consumatori di droghe illegali del Paese.
L'Fbi ha smesso di fare irruzione negli stabilimenti autorizzati dallo stato che distribuiscono marijuana per scopi medici, e la Casa Bianca ha chiesto al Congresso di eliminare la disparità di pena tra cocaina in polvere e crack.
Kerlikowske dice che spera di abbandonare la retorica militare al centro della politica Usa sin da quando 40 anni fa il presidente Nixon dichiarò la "guerra alla droga".
"Dovremmo smettere di usare la metafora della guerra alla droga", dice Kerlikowske, un poliziotto di carriera che ha guidato il settore di "politica per le comunità" del Dipartimento di Giustizia sotto la presidenza Clinton.
"Le persone la considerano come una guerra contro di loro, e francamente non siamo in guerra con la gente di questo Paese".
Tuttavia, anche Kerlikowske punta a interrompere il traffico attraverso il confine messicano che vede andare verso nord la droga e verso sud armi e denaro.
La politica statunitense sulla droga è stata criticata per l'eccessiva attenzione alla lotta contro i traffici dalla Colombia e da altri paesi sudamericani e non abbastanza sulla riduzione della richiesta domestica di sostanze stupefacenti, dato che gli Usa sono il più grande mercato di droga del mondo.
APPROCCIO BILANCIATO
Kerlikowske dice che serve un approccio più bilanciato, che enfatizzi di più i programmi di cura, specialmente in carcere.
"E' chiaro che se (le persone) vanno in prigione e hanno un problema di droga e non li curi e tornano... nello stesso quartiere da dove vengono, avrai sempre lo stesso problema", dice. "Per essere piuttosto chiari, la gente dei quartieri, la polizia, etc etc sono stanchi di riciclare lo stesso problema. Cerchiamo di risolverlo".
Obama, che nella sua autobiografia ha parlato di uso di marijuana e cocaina in gioventù, ha proposto l'aumento del 4% in bilancio, a partire da ottobre, per i fondi ai programmi contro l'abuso di sostanze, che salirebbero così a 3,6 miliardi di dollari.
Scambi di aghi per i consumatori che si iniettano la droga, ora vietati a livello federale, saranno considerati un argomento sanitario, dice Kerlikowske
Seattle, città dove Kerlikowske è stato capo della polizia, ha un programma di scambio delle siringhe, celebra ogni anno lo "Hempfest", il festival della canapa, che attira migliaia di fumatori di marijuana, e ha approvato con un referendum la decisione di considerare l'applicazione delle leggi contro l'uso di marijuana uno dei compiti meno importanti della polizia.
Anche altri stati e governi locali hanno allentato la legislazione sulla marijuana. L'uso medico della sostanza è attualmente legale in 13 stati, e a maggio il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha accolto positivamente il dibattito pubblico sulla proposta di legalizzare e tassare la droga.
Questo non succederà a livello federale, anche se Kerlikowske ipotizza che il governo debba dedicare meno impegno a perseguire i consumatori non violenti di droghe.
"Abbiamo risorse limitate", dice. "Dobbiamo dedicare queste risorse limitate a quelle persone che sono le più pericolose per la comunità".
Oltre l’allarme droga: la scienza, i media e il senso comune
Ecco l’introduzione di Grazia Zuffa alla ricerca dal titolo “La percezione sociale nel consumo di sostanze - esame della stampa della Regione Emilia-Romagna”, a cura del Prof. Piero Ignazi, Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Bologna presentato oggi presso la Regione Emilia Romagna.
L’associazione Forum Droghe, che (col sostegno della Regione Emilia Romagna) ha promosso questa ricerca sulla rappresentazione del tema droghe nella stampa locale, ha sempre dedicato particolare attenzione all’informazione: come dimostra l’impegno editoriale nella rivista Fuoriluogo (mensile su droghe e diritti, che esce da oltre dieci anni come inserto del quotidiano il Manifesto), insieme all’attività costante di documentazione on line e tramite pubblicistica sul dibattito scientifico e sulle politiche pubbliche. Studiare l’informazione veicolata dai mezzi di comunicazione, fra cui i quotidiani, è cruciale per saggiare il senso comune sulle droghe; o sarebbe meglio dire, per verificare la costruzione del senso comune sulle droghe. Qui sta la responsabilità dei media, perché, nonostante i vibranti allarmi, o forse proprio a causa dei vibranti allarmi, le droghe (illegali) rimangono largamente sconosciute come fenomeno sociale. Può sembrare un paradosso, visto che il tema occupa largo spazio nell’informazione, come conferma anche questa ricerca. Il fatto è che le droghe sono sì alla ribalta dell’attenzione pubblica, ma unicamente per due aspetti: i danni e la dipendenza che possono indurre e la criminalità collegata al mercato illegale. Facendo un paragone con l’alcol: che dire se il whisky o il vino evocassero nell’immaginario collettivo solo l’alcolismo e Al Capone? E se i media ne parlassero dando per scontato che tutti coloro che consumano whisky sono alcolisti?
Molti diranno che il paragone è improprio e che l’alcol, pur essendo una sostanza psicoattiva, non è paragonabile alle droghe perché, come ha detto di recente un noto politico “per le droghe la scienza ci dice che fanno male, per l’alcol staremo a vedere”. In realtà, già da tempo la scienza ci dice che tra il rischio farmacologico delle sostanze psicoattive e il loro statuto legale non c’è una relazione lineare e che alcune sostanze psicotrope legali sono più dannose di quelle illegali: basti pensare alla più autorevole classificazione di rischio delle sostanze stilata già nel lontano 1999 dal farmacologo, accademico di Francia, Bernard Roques (La dangerosité des drogues): l’alcol è nella prima categoria, ossia fra le droghe più pericolose, eroina e cocaina, nella seconda troviamo l’ecstasy, mentre la canapa è all’ultimo posto, come sostanza a minor rischio.
Eppure, nonostante l’alto rischio chimico, le nostre società convivono da secoli con l’alcol, cercando di limitare i pericoli connessi e di godere al meglio i vantaggi di un buon bicchiere di vino (uno solo possibilmente). Peraltro, i danni (indiscutibili) dell’alcolismo e dei comportamenti sotto intossicazione acuta (leggi, gli ubriachi al volante) non sono il centro dell’immagine sociale dell’alcol. Se per le altre droghe vale il ragionamento opposto, non si può invocare l’oggettività della scienza: il problema è squisitamente di lettura sociale dell’universo droga. A sua volta, la scelta di una lettura in chiave di patologia (sociale e/o individuale) fa sì che non si tengano in conto i risultati della ricerca sociologica fino ad oggi disponibili: quanti sanno che sino dagli anni ottanta sono state condotte ricerche per verificare se anche per le droghe illegali esistessero modelli di consumo non-dipendente? Scoprendo che questi consumi esistono. Non solo: scoprendo anche che i tossicodipendenti sono solo una minoranza dei consumatori di droghe, allo stesso modo che gli alcolisti sono solo una minoranza dei bevitori di vino e perfino di whisky. Ancora, quanti sanno che ricerche simili e con risultati simili sono state condotte di recente in Europa proprio sulla cocaina, la droga flagello degli anni duemila? Scoprendo, ancora una volta, che i cocainomani sono solo una minoranza dei consumatori di cocaina. Eppure la cocaina ha rappresentato “l’emergenza-droga” per eccellenza nell’America degli anni ottanta: i giornali ne parlavano come di una sostanza “immediatamente additiva”, che si stava diffondendo alla velocità della peste nel medioevo: sulla costruzione del crack scare si veda in proposito lo scritto di Levine e Reinermann (1997), che tra l’altro dimostra come l’allarme sul dilagare dei consumi fosse del tutto inventato visto che a quel tempo non esistevano rilevazioni epidemiologiche affidabili. Quanto alla cocaina “immediatamente additiva”, è una sciocchezza che parla da sé.
Prevedo una facile obiezione: far sapere che non tutti i consumatori diventano tossicodipendenti significherebbe incentivare i consumi. E’ il pensiero che sta alla base delle scare tactics, adottate per terrorizzare i giovani e tenerli lontano dalle droghe; trasportato di recente nel campo della politica con la p maiuscola sotto forma del famoso “governo della paura”. Tralasciamo la delicatezza del rapporto fra informazione e politica, specie quando la prima si mette al servizio dell’altra. Ammettendo, e non concedendo, che il fine giustifichi i mezzi, dipende da quali fini si vogliono perseguire. Non si sa se alcune persone saranno convinte a non consumare dalle campagne terroristiche; di certo si sa che le persone che consumano saranno esposte a più grave rischio, poiché queste avrebbero tutto da guadagnare dal distinguere fra uso moderato e uso eccessivo; più in generale, dal conoscere le norme informali per un uso più sicuro delle sostanze, in modo da farsi meno male. In questo, una differenza fondamentale c’è rispetto all’alcol: mentre i ragazzi e le ragazze imparano tutti i giorni a tavola come bere senza eccessi, per le droghe illegali questi saperi “politicamente scorretti” non sono veicolati dalla cultura ufficiale.
Si intravedono dunque ben altri possibili scenari dal consueto “allarme-droga”. Non si tratta semplicemente di spostare il tiro sulle politiche socio-sanitarie e sui servizi per le dipendenze, anche se una maggiore attenzione sarebbe auspicabile. Penso alle mille facce sociali dell’universo droghe: le occasioni scelte per consumare, gli ambienti, le culture, i significati, i rituali, i modelli d’uso. Impossibile che non ci sia curiosità e mercato editoriale per questo sommerso che coinvolge un numero considerevole di cittadini: dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe, sappiamo che oltre settanta milioni di europei hanno provato la canapa almeno una volta nella vita, mentre dodici milioni hanno sperimentato la cocaina e nove milioni e mezzo l’ecstasy. Nondimeno poco si sa (come sapere diffuso) su chi sono questi consumatori e su come e quando consumano, al di là degli studi specialistici. Con la conseguenza di non riuscire a comprendere le nuove tendenze: ne è un esempio la lieve diminuzione della canapa a fronte dell’aumento dell’alcol che si registra in Europa da qualche anno a questa parte. Sotto la lente della patologia, il fenomeno è in genere letto come “tendenza al policonsumo”. E’probabile invece che sia il risultato della cosiddetta “normalizzazione” dell’uso di alcune droghe illegali come la canapa, che spinge i consumatori di questa sostanza a convivere negli stessi contesti coi non consumatori (che usano però l’alcol): ciò favorisce il passaggio dall’una all’altra sostanza, creando tendenze comuni. Lascio a Piero Ignazi il commento puntuale di questo studio da lui condotto, limitandomi a segnalare alcuni spunti dal confronto con la ricerca simile del 2004. Le droghe rimangono un argomento di rilievo, con un’attenzione crescente all’associazione fra droga e crimine mentre si affievolisce l’interesse per le politiche sociosanitarie e per le scelte legislative. Uno sguardo al dibattito politico offre una chiave di interpretazione: la stampa sembrerebbe assecondare la rappresentazione che la politica ha dato in questi ultimi anni della questione droga (ponendo al centro il tema della punizione/repressione), piuttosto che seguire la strada dell’inchiesta sociale. Se è così, il taglio informativo “parziale” sarebbe da addebitarsi alla generale dinamica fra media e politica, più che al persistere di stereotipi e pregiudizi nel campo specifico. Va in questa direzione l’osservazione circa la scarsa frequenza dell’uso del termine “droga” quale etichetta generica e stigmatizzante, a fronte di una prevalente tendenza a distinguere fra sostanze a maggiore o a minore rischio. Questo studio è dunque in grado di stimolare la discussione ben oltre il tema specifico delle droghe. Non possiamo che augurarci che ciò avvenga.
Qua il PDF della ricerca
Scoperto giro di spaccio ketamina. Giovanardi lancia l'allarme. E Serpelloni: stessi effetti della cannabis
fonte: aduc droghe
Oltre 250 litri di Ketamina sequestrati e 26 persone (di cui 8 donne) arrestate. E' questo il bilancio dell'operazione antidroga avviata 8 mesi e portata a termine nei giorni scorsi dalla Polizia di Bologna. A scoprire il traffico internazionale di stupefacenti e' stata la Squadra Mobile di Bologna, che sotto la direzione dalla locale Dda, ha bloccato un carico di pashmine e manufatti tessili risultati intrisi di Ketamina liquida provenienti dall'India.La Ketamina, potente anestetico dissociativo, veniva venduta a Bologna e in altre citta' da due ragazze italiane, di 25 anni, incensurate. Nel corso dell'indagine la Polizia ha sequestrato anche maschere etniche, spedite dall'India e contenenti una potente resina di cannabis nota con il nome di Charas. Ulteriori dettagli verranno forniti dagli investigatori nel corso della conferenza stampa che si terra' alle 11 presso la Questura di Bologna.'Ci appelliamo all'intelligenza e al buon senso dei giovani e li invitiamo a non assumere ketamina perche' i rischi che si corrono per la loro salute sono enormi'. E' l'appello lanciato dai Pm Lorenzo Gestri e Valter Giovannini.'Ragazzi ancora piu' a rischio'. Il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia l'allarme ponendo l'accento sull'abuso di allucinogeni assunti dai giovani. 'A seguito del sequestro di 250 litri di Ketamina -prosegue Giovanardi- attuato dalle Forze dell'Ordine a Bologna, e' necessario evidenziare che questa sostanza e' un potente anestetico dissociativo che possiede una struttura chimica simile a quella della fenciclidina (Pcp). Come emerso dagli studi piu' recenti, la Ketamina ha un'azione complessa sulla sfera psichica con ampio raggio di azione sulla coscienza sul cervello e su tutto il corpo in generale'.I ragazzi l'assumono spruzzandola su sostanze da fumare oppure aggiungendola a delle bevande. In quest'ultimo caso diventa particolarmente pericolosa perche' produce amnesia; tra l'altro, essendo inodore e insapore, puo' essere somministrata all'insaputa del consumatore, quindi utilizzata per commettere abusi sessuali. 'La Ketamina a volte e' anche associata alla cocaina dando origine ad un mixer molto pericoloso. La dipendenza da Ketamina, tra l'altro -rileva il professor Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento Politiche Antidroga- e' determinata dagli effetti neuorobiologici che questa complessa sostanza ha in comune, non solo con la cocaina, ma anche con gli oppiacei, l'alcol e la cannabis, cosi' come per le proprieta' psichedeliche. E' indispensabile, alla luce di questi dati, intervenire immediatamente per cercare di rendere riconoscibili tali sostanze, sia dal punto di vista olfattivo che da quello gustativo per tutelare gli eventuali inconsapevoli consumatori'.' Sicuramente su queste tematiche la nostra attenzione sara' sempre alta soprattutto quando si tratta di salvaguardare la vita umana e soprattutto dei nostri ragazzi, ed e' per questo che abbiamo attivato un potente sistema di allerta che vigila su queste cose'.

