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Domande agli Operatori
La ketamina è un anestetico generale usato sia per uso clinico che veterinario. Si presenta come un liquido trasparente e inodore, nel mercato illegale si può trovare sotto svariate forme: polvere, cristalli e capsule.
Gli effetti della ketamina dipendono da diversi fattori: dalla composizione e dal grado di purezza della sostanza, dalla quantità assunta e dalla modalità d’assunzione, dalla sensibilità personale alla sostanza, dal luogo e dal contesto dove viene consumata.
Sintetizzata nel 1962, è considerata un anestetico dissociativo: la mente viene come separata dal corpo e spesso questa scissione provoca stati allucinatori di varia entità. L’effetto dissociativo si è appreso dai racconti dei pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia con ketamina (allucinazioni profonde, esperienze extracorporee, visioni mistiche); furono così scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche (dosi inferiori a quelle necessarie ad una anestesia completa) della sostanza.
Novità ketamina
Droghe psichedeliche: per scienziati possono curare depressione
di Kate Kelland
reuters.com - LONDRA (Reuters) - Droghe che alterano gli stati mentali come l'Lsd, la ketamina o i "funghi magici" potrebbero essere utilizzati insieme alla psicoterapia per curare persone che affette da depressione, disordini compulsivi o sofferenza cronica. Lo ipotizza un tandem di scienziati svizzeri in uno studio pubblicato oggi.
La ricerca sugli effetti delle sostanze psichedeliche, utilizzate in passato in psichiatria, è stata ridotta negli ultimi decenni a causa delle connotazioni negative delle droghe, ma gli scienziati ritengono che oggi siano giustificati ulteriori studi sul loro potenziale clinico.
I ricercatori affermano che recenti studi visuali sul cervello indicano che le sostanze psichedeliche come Lsd (dietalimide dell'acido lisergico), ketamina e psilocybina (la componente psicoattiva di una droga ricreativa conosciuta come fungo magico) agiscono sul cervello con modalità che potrebbero contribuire a ridurre i sintomi di vari disturbi psichiatrici.
Le droghe potrebbero essere utilizzate alla maniera di catalizzatori, dicono gli scienziati, aiutando i pazienti ad alterare i propri stati di percezione dei problemi o dei livelli di sofferenza e poi lavorare con terapisti comportamentali o psicoterapisti per affrontarli in modo diverso.
"Le droghe psichedeliche possono dare ai pazienti una nuova prospettiva - particolarmente nel caso di ricordi rimossi - e possono anche lavorare con quell'esperienza", dice Franz Vollenweider, dell'Unità di Neuropsicofarmacologia e "brain imaging" all'ospedale di Psichiatria dell'Università di Zurigo, che ha pubblicato uno studio sulla materia sul bollettino Nature Neuroscience.
Secondo il tipo di persona che assume la droga, la dose e la situazione, le droghe psichedeliche possono avere un vasto campionario di effetti, dicono gli esperti, dalla sensazione di mancanza di limiti e felicità, a un estremo dello spettro, alla sensazione di mancanza di controllo e panico all'altro.
BASSO DOSAGGIO
Vollenweider e il suo collega Michael Kometer, che ha collaborato allo studio, dicono che le prove di studi precedenti suggeriscono che tali droghe possono contribuire ad alleggerire problemi di salute mentale agendo sui circuiti cerebrali e sui sistemi di neurotrasmissione che, come è noto, possono risultare alterati in persone che soffrono di depressione e ansia.
Meno psicoterapia più pillole
:Nonostante molti studi abbiano dimostrato la scarsa efficacia della sola terapia farmacologica per combattere i disturbi dell'umore, gli americani stanno sempre più abbandonando l'approccio psicoterapeutico in favore delle pillole della felicità. E saranno quindi forse contenti di sapere che presto potrebbe arrivare un farmaco molto più potente di quelli classici: la ketamina, già usata un veterinaria, come anestetico pediatrico ma anche come sostanza d'abuso. Due studi recenti hanno infatti dimostrato che essa agisce in poco più di mezz'ora e, stando ai dati disponibili oggi, senza evidenti effetti collaterali, favorendo la formazione di nuove connessioni nervose. Il primo, pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, riporta quanto ottenuto su 18 persone con disturbo bipolare resistente ai farmaci trattate tra il 2006 e il 2009: il 71% ha risposto, contro il 4% dei controlli. Nel secondo lavoro, su Science, viene spiegata l'efficacia del farmaco: la sua capacità di agire sull'enzima mTOR, che controlla la sintesi di proteine utili per la sinaptogenesi. La ketamina potrebbe quindi presto aggiungersi agli altri farmaci, il cui uso esclusivo è salito, tra il 1998 e il 2007 al 57% dei pazienti, secondo l'American Journal of Psychiatry. Nello stesso periodo la percentuale di persone che si sono sottoposte all'approccio combinato farmaci più terapia è sceso dal 40 al 32% e quello di coloro che hanno cercato aiuto solo dallo psicoterapeuta è passato dal 16 al 10 per cento.
ilsole24ore.com
Contenuto Redazionale Lotta alla droga, i danni collaterali
Presentazione del volume sull'impatto della legge contro gli stupefacenti in Toscana
La presentazione si terrà martedì 13 luglio 2010 alle ore 17:00 presso la libreria Libri Liberi di via San Gallo 25/27r, Firenze. (Link fondazione Michelucci)
Questa ricerca, sostenuta dalla Regione Toscana – Assessorato per il Diritto alla Salute, e che Forum Droghe ha svolto con la collaborazione della Fondazione Michelucci, si propone di valutare l’impatto della recente normativa penale antidroga sull’insieme delle attività delle forze dell’ordine, degli apparati giudiziari e sul carcere.
È un compito non semplice, perché nella politica delle droghe la valutazione ha finora trovato poco spazio, specie per ciò che riguarda l’aspetto penale.
Il lavoro svolto è importante innanzitutto da un punto di vista metodologico. Non solo perché si parte dal “basso”, dal territorio della Toscana: il che permette di raccogliere dati più affidabili per la vicinanza delle fonti e di valorizzare il punto di vista degli attori coinvolti. Inoltre, rispetto ai dati nazionali, questo studio ha iniziato ad arare il terreno per una vera valutazione dell’azione antidroga: non solo cercando di interpretare i pochi dati disponibili, ma soprattutto indicando le incongruenze fra i dati provenienti da diverse amministrazioni ed evidenziando quelli che mancano. In altre parole, prefigurando una griglia di valutazione dell’impatto delle politiche penali in materia di droga. Con soddisfazione commisurata alla fatica, possiamo dire che le cifre contenute in questa ricerca sono assai più affidabili di quelle ufficiali. Inoltre, la raccolta dati negli istituti penitenziari di Prato, Pisa, Livorno, Arezzo e l’approfondimento di tipo qualitativo svolto nel carcere fiorentino di Sollicciano hanno permesso una verifica dell’ipotesi alla base dello studio, circa la relazione fra la scelta del legislatore nel 2006 di penalizzare l’uso di droghe e il sovraffollamento carcerario.
Contenuto Redazionale "Nuovi comportamenti di consumo"

Area di Ricerca 2: CONSIGLI PER LA BUONA NOTTE
Sono da oggi disponibili i documenti relativi all'Area di Ricerca 2 del convegno Nuovi comportamenti di consumo - prevenzione e riduzione dei rischi (Reggio Emilia, 26-27 Maggio 2010) in formato pdf nella sezione Sostanze Scaricabili.
Droga e sesso, i giovani privilegiano rapporti non protetti e sostanze stupefacenti
ItaliaInformazioni - Ansiosi, fragili e scarsamente informati, al punto da trascurare la loro salute sessuale e riproduttiva. Non e' rassicurante la fotografia che emerge dal rapporto sui ''Giovani maschi e l'amore'', frutto di un'indagine svolta nei licei e negli istituti tecnici di sei Regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) e che rientra nella campagna di informazione e prevenzione 'Amico Andrologo' del ministero della Salute. Secondo lo studio, infatti, presentato questa mattina a Roma e realizzato dal Dipartimento di fisiopatologia medica della Universita' Sapienza di Roma, il 42,3% dei diciottenni italiani ha rapporti non protetti e il 57% del campione visitato e' affetto da patologie ed infiammazioni genitali e/o riproduttive.
Mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il loro potenziale riproduttivo. Inoltre il 61,4% di chi ha una attivita' amorosa non usa alcun metodo contraccettivo e il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale delle ragazze. Dati non certo rassicuranti, soprattutto se abbinati a quelli sulla scarsa informazione in materia. Basti pensare che tra le domande piu' ricorrenti che i ragazzi rivolgono ai medici spicca la richiesta di sapere come si cura l'omosessualita' e se l'Aids esiste ancora. In sintesi, secondo la ricerca i giovani maschi possiedono poche, e spesso sbagliate, nozioni sulla sessualita' e sono piuttosto vittime di pregiudizi sui comportamenti amorosi, sul sesso e sulla propria salute 'intima'.
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Contenuto Redazionale Nuovi comportamenti di consumo

Area 1: ROTTE GIOVANILI E CONSUMO DI SOSTANZE
Avvisiamo i lettori che pubblicheremo in sostanze scaricabili gli interventi del convegno Nuovi comportamenti di consumo - prevenzione e riduzione dei rischi (Reggio Emilia, 26-27 Maggio 2010) in formato pdf.
La pubblicazione rispetterà le tre aree di ricerca in cui era diviso il convegno. Da oggi sono disponibili i risultati dell'Area 1: Rotte giovanili e consumo di sostanze, con gli interventi di Michele Sanza e Bruna Zani.
M. Sanza: Individuazione della mappa delle rotte giovanili
B. Zani: uso di sostanze nei contesti del divertimento
Contenuto Redazionale Live streaming
Giovedì 27 maggio segui in diretta live la conferenza conclusiva Nuovi comportamenti di consumo: prevenzione e riduzione dei rischi dal Centro internazionale “Loris Malaguzzi” di Reggio Emilia.
PROIBIZIONISMO - Uno scandalo infinito e criminogeno
di Guido Blumir Negli ultimi anni, 553.000 consumatori in Italia sono finiti nei guai per marijuana e altre sostanze proibite dalla legge. Siamo a oltre 600.000 con i dati consolidati degli ultimi 18 mesi. L'80 per cento fermati per erba, ma fanno la loro parte in modo massiccio ecstacy e decine di sostanze da rave e o disco, le cosiddette nuove droghe. E chiamiamo pure «neo nuova droga» una cosa di migliaia di anni fa come la coca, masticata dai lavoratori andini per lavoro e da tutti là per usi religiosi e o ludici o rituali, ma sparata qui in modo massiccio e in offerta speciale a milioni di italiani giovanissimi, adulti e anziani, magari a pacchetto con squillo, trans, escort, e minorenni romeni. Sparata in assoluta mancanza di cultura e informazione sulla sostanza. Per coca, nei guai a decine di migliaia. E non vale più il discorso coca di destra, coca per ricchi, etc. Dai tempi di Agnelli, Guido Carli e Margaret d'Inghilterra (il testimone che li coinvolgeva fu prontamente incriminato per calunnia: caso Number One, Roma 1971, cfr.il dossier del cronista di razza di Paese sera Pino Bianco, «Droga di classe», (Savelli, Roma 1973), e Truman Capote e Jacqueline Kennedy e Ava Gardner e Walter Chiari e Jagger e Wahrol e Schifano, tutto il jet set fine anni cinquanta e inizio sessanta è stato sfiorato da «Polvere di stelle», geniale titolo per un paginone de Il foglio del 2003, mentre uno statista di prima grandezza, già membro dell'Assemblea Costituente, firmatario della grande riforma agraria, Presidente del Consiglio, Ministro del Tesoro, del Bilancio, etc., ininterrottamente per 45 anni, e poi Ministro degli Esteri con Premier Giuliano Amato, raccontava davanti ai giudici di essere un abituale consumatore di cocaina da un anno e mezzo «per uso terapeutico» dichiarò lui, onde curare una crisi di depressione. Un Morgan antelitteram. Sette anni prima. Se decine di ex ministri e presidenti del consiglio e di regione e di provincia e assessori del Pd, della sinistra, e di liberali del centrodestra avessero organizzato centinaia di dibattiti, convegni, congressi scientifici, manifestazioni simboliche e/o di massa, in tutta Italia, in piazza e nelle piazze, nelle università e davanti o dentro al Parlamento alle Regioni o quant'altro con la partecipazione di illustri scienziati, scrittori, premi Strega, giornalisti, artisti. Se importanti giornali e riviste avessero fatto straordinarie campagne continuative e colte, per ristabilire un minimo di senso scientifico a un fenomeno che coinvolge solo in Italia più di sei milioni di persone e indirettamente almeno altri 8 milioni (genitori per i più giovani, parenti, amici, fidanzate, mogli, etc.), Se conduttori televisivi da un milione o sei milioni di audience, avessero mandato in onda decine di meravigliose trasmissioni in cui si diceva tutta la verità su tutte le droghe, dando la parola a quelli che ci capiscono qualcosa e ai consumatori reali, attuali (non solo a ex, più o meno pentiti). Se. Ma forse tutto questo non è successo. E allora, quella che qualcuno criticherà, la Million Marijuana March di Roma, emerge come una realtà che mette in primo piano persone reali, che vengono da tutta Italia a dire quello che pensano, con le loro voci e i loro corpi. E anche in prima fila - come la Million ha sempre fatto - i «pazienti impazienti» del Pic, gente coraggiosa che, rischiando molto, si cura o si autocura dalle patologie ricordate nell'articolo a fianco. E i 12 morti mai abbastanza ricordati, da Ales a Mercuriali di Castrocaro.
Conoscere lo sballo
Paolo Calabro, ilRecensore.com - Parte da un drammatico dato di fatto lo studio di A. Dionigi e R. M. Pavarin dal titolo “Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani“(Erickson, 2010): è in aumento tra i giovani, i giovani adulti e la popolazione in generale il consumo di sostanze psicoattive. Cioè: la droga. Non è però l’unica novità rispetto al passato. La più grande (e forse più preoccupante) differenza è il fatto che il consumo di droga sia diventato un aspetto della normalità, mentre prima era percepito come devianza e legato quasi sempre a rivendicazioni asociali o antisociali. Ma ciò non dipende dalla droga come tale, secondo gli autori, bensì dal diverso assetto che la società ha assunto negli ultimi decenni: “ovunque, chiunque stia cercando qualcosa ai giorni nostri si appresta al contempo a consumare qualcosa, legale o illegale che sia”. Parte tutto da qui, dal fatto che il consumo, in generale, sia aumentato, e che il mercato abbia reso la droga una merce come un’altra - certo illegale - ma in null’altro diversa da tutto ciò che si acquista per essere diversi, sentirsi accettati, potenziare o comunque alterare le proprie caratteristiche personali (fisiche e mentali: si pensi alla chirurgia estetica, all’ossessione per il proprio peso corporeo o ai drink eccitanti a base di caffeina e taurina).
È lo sfondo ad essere cambiato: la droga fa parte della normalità e della quotidianità al punto che sempre più non-tossicomani ne fanno uso. Cadono le distinzioni tradizionali tra chi è dentro e chi è fuori: negli anni ‘80 lo spacciatore e il consumatore erano due ruoli nettamente distinti e il primo in genere apparteneva alla malavita; oggi, evidenziano gli autori con esempi tratti dalla loro pratica clinica, “alcuni pazienti comprano la cocaina dal loro commercialista, l’ecstasy dal fidanzato della sorella e l’hashish a scuola o al bar da coetanei non devianti”.
Grande dilemma per i genitori i quali, spesso inconsapevoli di tutto ciò, continuano a dipingere ai figli una realtà della droga che non è più attuale, ciò che reca il rischio dell’incomunicabilità fra le due generazioni (con il classico “i giovani non li capisco” da un lato e il corrispondente “i vecchi non sanno niente di noi giovani”). Mentre invece proprio dei genitori ci sarebbe più bisogno, per riscoprire un’alternativa ai modelli stereotipati che prescrivono la droga come ingrediente indispensabile al “divertimento”. Alla cui pressione si aggiungono ovviamente fattori quali l’incertezza del futuro e la precarietà prevalente dei progetti di vita.
Il libro è diviso in due parti: la prima affronta il consumo delle sostanze psicoattive, i modi di proteggersi e il ruolo dei genitori; la seconda rivisita i paradigmi delle sostanze e dei significati ad esse attribuiti, con particolare attenzione all’alcol, alla cannabis e alla cocaina. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che intendono affacciarsi all’odierno orizzonte della normalità della droga.
Alessandro Dionigi, docente di Pedagogia dei nuovi stili di consumo, Pedagogia di comunità e Gestione dei conflitti, titolare di Laboratori didattici presso la facioltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, svolge attività di formatore presso diversi enti ausiliari e in differenti regioni. È coordinatore de «Il Pettirosso» - Consorzio CEIS di Bologna, nonché della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) per l’area “Cocaina, alcol e nuovi stili di consumo”. Opera da ventidue anni nel capo delle dipendenza ed è autore di numerose pubblicazioni sull’argomento.
Raimondo Maria Pavarin, Direttore dell’Osservatorio Epidemiologico metropolitano Dipendenza Patologiche e del Centro di documentazione sulle deoghe dell’Azienda USL di Bologna; professore a contratto di Epidemiologia delle Dipendenza presso l’Università di Bologna, ha opubblicato numerosi libri e articoli scientifici sulle dipendenze da alcol e droga. È membro della Consulta nazionale degli esperti delle dipendenze.
Autori: A. Dionigi - R. M. Pavarin Titolo: Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani Editore: Erickson Anno di pubblicazione: 2010 Prezzo: 14 euro Pagine: 220
Droga: problemi di memoria per chi prende la ketamina
Roma, 17 nov. (Adnkronos Salute) - Problemi di memoria legati all'uso frequente di ketamina. A svelare gli effetti del consumo massiccio di questa sostanza - ribattezzata 'Special K' e nata come anestetico, capace di indurre allucinazioni ed esperienze 'extra-corporee' - usata in occasione di party, rave o feste in discoteca, sono i ricercatori dell'University College di Londra (GB). L'equipe ha condotto una serie di test di memoria e psicologici su 120 persone, scoprendo che chi prende spesso ketamina fatica a ricordare nomi, conversazioni e altri dettagli.
Precedenti studi avevano dimostrato che la sostanza può causare problemi ai reni e alla vescica. Nonostante ciò la popolarità della ketamina è in crescita come alternativa a buon mercato dell'ecstasy, dal momento che il prezzo è crollato negli ultimi anni. Lo studio britannico ha diviso il campione in 5 gruppi: quelli che prendono la ketamina tutti i giorni, quelli che lo fanno una o due volte al mese, gli ex consumatori, quelli che prendono altre sostanze e infine quelli che non ne prendono nessuna. Tutti sono stati coinvolti nei test psicologici e questionari 'misura memoria', e poi ricontrollati un anno dopo, come si legge su 'Addiction'.
Così i ricercatori hanno scoperto che chi fa uso frequente di ketamina totalizza punteggi significativamente peggiori nei test di memoria, facendo anche il doppio degli errori rispetto agli altri. E la performance cala ancora a distanza di un anno. Non solo, sembra che in generale tutte le persone che assumono ketamina abbiano credenze insolite, ad esempio tendano a sviluppare teorie di complotti. "L'uso di ketamina è cresciuto più rapidamente rispetto ad altre droghe in Gran Bretagna, in particolare fra i giovani, e questa sostanza - sottolinea Celia Morgan, responsabile della ricerca - è diventata una 'club drug' di tendenza. Molti dei giovani che ne fanno uso, però, non si rendono conto degli effetti dannosi e del fatto che può creare dipendenza. Dobbiamo assicurarci - dice alla Bbc online - che questi consumatori siano informati delle conseguenze potenzialmente negative di un pesante uso della ketamina".
Effetti della ketamina sulle funzioni neuro cognitive, uno studio longitudinale
L’uso di ketamina è molto diffuso tra i giovani inglesi, tanto da crescere con un ritmo ben superiore rispetto a tutte le altre droghe. La ketamina è un anestetico per uso veterinario e, utilizzato come sostanza d’abuso, causa forti dissociazioni psichiche. Il fenomeno è piuttosto recente e gli effetti a lungo termine derivanti dall’uso ripetuto di questa sostanza non sono ancora noti.Ma un nuovo studio inglese, condotto dai ricercatori della University College London, potrebbe contribuire a chiarire gli effetti che possono derivare dall’assunzione cronica a scapito delle funzioni neurocognitive. L’indagine ha coinvolto 150 utilizzatori che sono stati monitorati per un anno, al fine di verificare se un aumento della quantità di sostanza assunta potesse predire le alterazioni a carico della memoria e della concentrazione. Cinque i gruppi, corrispondenti alle modalità di assunzione della sostanza: quotidiana, una o due volte al mese, uso passato, uso di altre droghe oltre alla Ketamina e astensione da tutte le droghe.I risultati dello studio rilevano deficit cognitivi più evidenti nei consumatori assidui, e una correlazione tra aumento delle dosi assunte e riduzione delle performance della memoria di lavoro visuo-spaziale. La valutazione dello stato di benessere psicologico evidenzia nei consumatori cronici maggiori sintomi dissociativi e sintomi maniacali correlati alla dose. Inoltre i consumatori abituali e gli ex utilizzatori mostrano nell’arco dei 12 mesi crescenti sintomi depressivi.
da psiconautica
Il Portogallo a otto anni dalla legalizzazione di tutte le droghe
Nel 2001 il Portogallo ha legalizzato il possesso e l'uso di tutte le più diffuse droghe illegali. A otto anni dalla storica decisione, i risultati fanno ben sperare: calo di tutti i consumi e netto miglioramento delle condizioni di intervento per gli operatori sanitari e sociali (articolo in inglese)
http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1893946,00.html
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